Spending review vintage

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Nel giorno del debutto della spending review 2012, segnalo la spending review vintage del 1981:

Art. 32 legge 30 marzo 1981, n. 119:
È istituita, presso il Ministero del tesoro, una Commissione tecnica per la spesa pubblica. La Commissione opera, sulla base delle direttive del CIPE con il compito di:
a) compiere studi ed effettuare analisi sui metodi di  impostazione del bilancio pluriennale programmatico e sulla struttura della spesa per i programmi e progetti (…);
b) trasmettere al Parlamento, ogni anno, una relazione sui costi e sugli effetti finanziari derivanti da provvedimenti e da leggi di spesa;
c) effettuare l’analisi del funzionamento di organi ed enti pubblici e della speditezza delle relative procedure di spesa;
d) svolgere le ricerche, gli studi e le rilevazioni richieste dal CIPE e dalle competenti Commissioni parlamentari, fornendo le informazioni, le notizie e i documenti ritenuti utili allo svolgimento delle rispettive competenze;
e) studiare ed aggiornare i metodi ed i criteri di valutazione tecnico-economica necessari alla predisposizione della nota illustrativa relativa ai costi e ai benefici, da allegarsi al rendiconto del bilancio dello Stato (…).
La commissione è nominata con decreto del Ministro del tesoro ed è composta da undici membri, scelti tra persone che abbiano particolare competenza in materia di analisi di spesa e di flussi finanziari (…).

Nel marzo 1981 il governo in carica era quello di Forlani, sostenuto dal quadripartito Dc-Psi-Psdi-Pri. Pochi mesi dopo sarebbe arrivato a Palazzo Chigi il primo Presidente del consiglio non democristiano, Giovanni Spadolini. A marzo 1981 era Ministro del Tesoro Nino Andreatta, del Bilancio Giorgio La Malfa, del Tesoro Franco Reviglio. Nell’anno precedente la spesa pubblica totale era stata il 42% del Pil (49,9% nel 2011), la pressione fiscale il 31% (45% atteso nel 2012), il debito pubblico il 56% del Pil (120,1% nel 2011). Il Pil reale era cresciuto nel 1980 del 3,1% (-1,9% previsto dall’Ocse in Italia nel 2012).

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