27
Apr
2012

Meno spesa e tasse? Macché, ci sfottono!

La risoluzione con cui Pd, Pd e Terzo Polo hanno accompagnato ieri l’approvazione del Documento Economico-Finanziario del governo è apprezzabile, e insieme è una solenne presa in giro. Così funzionava l’Italia della destra e della sinistra. Allo stesso modo, purtroppo, quella dei tecnici. E una presa in giro è tanto più abominevolmente sanguinosa, quanto più incide una ferita aperta. 

La risoluzione richiama energicamente il governo di emergenza al punto di fondo finora trascurato. L’appello a concentrare tutte le iniziative possibili sulla crescita economica si coniuga infatti con un netto richiamo a significative riduzioni della spesa pubblica attraverso la spending review, riduzioni che vengano sommate al gettito riscosso da evasione fiscale per coprire  contestuali abbattimenti della pressione fiscale sull’Italia “legale”, asfissiata da una crescente e vieppiù intollerabile pretesa da parte dello Stato. Trattandosi di una mera risoluzione, però, è come fosse acqua fresca. Non succederà nulla. Quel che è peggio, significa che la politica ha perfettamente chiaro l’errore di fondo della politica di bilancio. Ma si limita a dire a Monti “ora te l’ho detto eh, poi fai tu”.

A questa risoluzione si è verosimilmente giunti per tre ragioni diverse. La prima è che in 5 mesi la maggior delusione del governo Monti è rappresentata proprio dalla mancata indicazione di quei 5-6 punti di Pil di spesa pubblica da tagliae in un triennio – come hanno fatto altri grandi Paesi prima della crisi, come Germania e Svezia – in modo da aprire spazi a parità di equilibrio di bilancio per allentare un pressione fiscale record. Le recenti ammissioni di Piero Giarda, al quale la spending review era stata affidata , che al più ne verrà solo una mera manutenzione della spesa, abbatte ulteriormente fiducia e aspettative su consumi e domanda interna: perché confermerebbe il poco invidiabile primato italiano, quello cioè del Paese europeo che attualmente effettua la sua manovra di rientro basandosi per oltre due terzi solo su più elevate imposte, partendo da una situazione in cui esse sono già molto più alte della media europea.

La seconda ragione è che finalmente i partiti sembrano trovare la forza di indicare una via alternativa, per l’abbattimento del debito pubblico in modo non recessivo: non più attraverso inasprimenti fiscali a spesa invariata, bensì con energiche cessioni dell’attivo pubblico, a cominciare dai 500 miliardi – a valori non di mercato – già censiti nell’attivo patrimoniale del tesoro e liberi da vincoli (nessuno pensi che si tratti del Colosseo, monumenti o parchi, in altre parole). Tale linea è di elementare buon senso: è col patrimonio che si affonta un problema patrimoniale come il debito, mentre il conto economico va tenuto in equilibrio al più basso livello efficiente di spesa e tasse per non ostacolare la crescita. Eppure è anch’essa mancata dalle intenzioni e dalle iniziative del governo Monti. Come per altro anche dalle richieste dei partiti, sin qui.

Infatti, il terzo elemento che spiega la risoluzione di ieri è rappresentato dal fatto che, in realtà, i partiti smentiscono innanzitutto se stessi. Prima dei cinque mesi di governo tecnico, sono stati gli anni precedenti governati da destra e sinistra ad aver sempre inseguito gli aumenti di spesa corrente con più tasse, senza mai cedere asset pubblici per diminuire il debito. Sotto il morso degli spread, gli errori di quella politica ventennale si tramutano in una vera e propria moria di imprese e nell’abbassamento del reddito disponibile delle famiglie. Dipende da questo – e dalla bassa produttività accumulata in 15 anni – la peggior performance dell’economia italiana rispetto ad altri Paesi europei.

Oggi, i sondaggi in calo dei partiti in vista delle amministrative, per la protesta e la sofferenza vivissime espressi da lavoratori dipendenti e artigiani, commercianti e partite Iva oltre che da imprese di ogni tipo, un calo di fiducia che si tocca con mano anche nei consensi a Monti, producono finalmente l’effetto di una prima inversione di marcia. Ma naturalmente ai partiti interessa solo mettere Monti in mora: mica hanno davvero contestato e riscritto dalle fondamenta quel che c’è scritto nel DEF, che è tutt’altro.  Una commedia, purtroppo.

Nelle stesse ore,  l’enfasi – invero un po’ eccessiva, l’ego professorale continua a montare  – con cui Monti, a Bruxelles, rivendicava addirittura di aver “imposto” il tema della crescita nell’agenda europea. Per i gongolii della stampa mainstream antigermanica, viene così assecondata l’idea che  la Germania sia sempre più sola nella sua richiesta di rigore, dopo la crisi del governo olandese, la vittoria di Hollande che si profila in Francia, le difficoltà crescenti spagnole e portoghesi.  Sarebbe meglio essere realisti: prima che si vedano effetti sulla recessione italiana  dell’apertura a più concorrenza e più import della Germania, o di eventuali eurobond per finanziare infrastrutture, passerà lungo tempo.

Invece è il fisco la leva più immediata per determinare conseguenze di rilancio di redditi per lavoro e impresa, consumi e investimenti. Dunque, invece di attendere la crescita che viene dall’Europa, per l’Italia la sua spesa pubblica e le sue entrate monstre sono il problema numero uno da affrontare, se non vogliamo che il reddito delle famiglie in termini reali e a parità di potere d’acquisto arretri alle condizioni di 30 anni fa, da quasi 20 dove è già ridotto oggi.

Da un recente studio Eurostat ieri rielaborato dall’Istituto Bruno Leoni, la conferma che nel 2010 la pressione fiscale italiana era già di 5 punti percentuali superiore alla media comunitaria. Un gap in via di ulteriore peggioramento di un altro punto  e mezzo, per le misure assunte nel 2011 da destra e tecnici. Rispetto all’Europea tassiamo meno i consumi e molto di più il lavoro e le imprese. L’Italia ha la seconda aliquota implicita sul reddito d’impresa più alta d’Europa, 9 punti sopra la media. Sul lavoro incide un’imposta del 42,6% che crescerà con la riforma Fornero, contro una media europea del 32,9% che è invece in calo.

Per questo Mario Draghi, due giorni fa, ha lanciato un monito a Monti. Tasse e spesa pubblica devono scendere e di molto, per crescere. Che non si possa fare, o che si tratti ancora di studiare come, sono penose frottole per chiunque segua da anni la finanza pubblica italiana ed europea. A patto di non voler tutelare le vastissime sacche di inefficienza del nostro settore pubblico. La spesa per welfare italiana è meno della metà della spesa pubblica totale, dunque è falso che tagliar spesa significhi tagliare servizi. Soprattutto, l’Europa è piena di buoni esempi da seguire.

Ricordava ieri Tobias Piller, corrispondente della Frankfurter Allgemeine in Italia, l’esempio In Germania dei 3 Laender che tengono da anni il bilancio a deficit zero: la Baviera sotto il centro destra dal 2006, la Sassonia anch’essa di centro destra dal 2006, il Mecklenburg-Vorpommern governato invece dalla sinistra. La Sassonia, con un bilancio intorno a 15 miliardi, spende meno di 4 miliardi per personale e quasi 3 miliardi per investimenti, e il deficit è rimasto zero anche negli anni di crisi. Hanno pressione fiscale di oltre 4 punti inferiore alla nostra, eppure  hanno continuato a tagliare spesa, riducendo sedi, uffici, personale.

In Italia, sotto Draghi lo ha fatto la Banca d’Italia. Lo Stato, al contrario di quanto molti dicono, è riuscito a malapena a diminuire il tasso di aumento della spesa, tagliando le Autonomie. Far diminuire la spesa pubblica per meno tasse e più crescita, resta tutto da fare. Prima che sia troppo tardi. Purtroppo, sembra proprio che non avverrà. Chissà se è davvero matura, una forza politica nuova e minoritaria, che si batta per questo obiettivo prioritario, con poche persone credibili per titoli, conoscenza e valori. Ce n’è un sempre più disperato bisogno.

 

You may also like

In recessione, meglio tagliare le spese o aumentare le tasse?
È il “miraggio crudele” dello statalismo a generare l’anti-politica
Sul commercio mondiale l’Italia sta facendo autogol
La mazzata Ue a Apple piace ai più, ma ha evidenti falle legali

111 Responses

  1. Fabio Cenci

    Certo che e’ una presa per il “derriere” (in Francese fa sempre piu’ chic).

    Meravigliosamente sintetica descrizione di come “funzionano” le oligarchie plu-tto-ccra-ttiche moderne:

    “Once again the cry goes up to preserve the banking sector. Is this necessary? In a free-market economy such failing institutions would shut down of their own accord. That’s not the way it works in the modern world, however, and this is too bad because propping up such entities only makes the larger economic distortion worse and yet, in the modern world, financial institutions are increasingly “too big to fail.”
    Central banks around the world use large commercial banks as distribution points for the money they create and this is why the powers-that-be are loath to shut them down. Of course, the money could actually be distributed directly to the citizenry but this would defeat the reality of the current monetary racket, which is to distribute money into circulation via debt. It is the banks that perform this function by “lending” and thus these banks are a very important part of the larger system….
    The freewheeling Spanish cajas that used to make up to 50 percent of Spanish banks have been shut down. Only the larger, regulated banks remains standing. This is indeed the way the world works. Concentration and bigness are constantly encouraged – and the end result, when it comes to the financial sector, is a group of “too big to fail” entities that must be supported at taxpayer expense.”

  2. francesco

    esiste sicuramente una notevole parte dell’elettorato che aspetta l’emergere di una forza politica nuova, credibile nella realizzazione dell’intervento di “meno spesa-meno tasse”. io, elettore di centro destra deluso e sfiduciato, l’aspetto e come me tanti altri.

  3. Alberto

    Perchè non aggiungete l’icona di linkedin? Mi piacerebbe condividere anche in linkedin qualche articolo.

    Complimenti per il lavoro (e la passione con cui lo fa!) che svolge Dott. Giannino! Cerco di seguirla sempre su Radio 24 e sul suo blog. Quando parla in tv (qualsiasi programma sia) la ascolto volentieri!

    Abbassiamo queste tasse e tagliamo qualche ramo secco dell’albero pubblico.. E’ primavera bisogna occupparsi dei giardini!

  4. Antonio

    Lo spazio c’e’. Vuoi che nel 50% e più dei non votanti e indecisi non ci sia un 10-20% (quindi 5-10%) ben disposti ? E a questi non se ne aggiunga un altro 5% degli ‘altri’ ? La maturità, poi, la si realizza con l’esperienza …

  5. Vincenzo

    Dottor Giannino,
    Innanzi tutto complimenti per l’iniziativa Disperati mai, una delle poche iniziative attivate per far fronte alla crisi, quando piuttosto la maggior parte delle persone sanno solo criticare ma non mettere in atto alcuna iniziativa concreta.
    Lei scive correttamente che un problema di tipo patrimoniale, il debito, andrebbe affrontato cedendo una parte del patrimonio dello stato. Il guaio è che gli italiani nella maggioranza sarebbero contrari ad una operazione del genere, basta vedere come sono andati gli ultimi referendum.
    E qualche motivo per essere contrari ce l’hanno. Basta vedere cosa è successo con le privatizzazioni degli anni ’90. Tra tutte le aziende privatizzate, l’unico caso in cui si può parlare di una buona privatizzazione è quello del Nuovo Pignone, diventato un centro di eccellenza di livello mondiale. Unicredit aveva suscitato all’inizio tante speranze, poi si è impantanato nei giochi della finanza e politici. ADR gestisce aereoporti che nel terzo mondo ce ne sono di migliori. Non parliamo poi di ciò che è successo con la madre di tutte le priivatizzazioni, Telecom. E potremmo continuare con Autogrill (panini venduti al prezzo di caviale), Cirio-Bertolli-De Rica finite in mano di quel gran soggetto di Cragnotti, Autostrade dove gli investimenti non si vedono. ENI ed ENEL continuano fondamentalmente ad essere aziende di Stato e comunque, pur essendo abbastanza ben gestite, la loro privatizzazione non ha comportato nessun sostanzaile beneficio.
    Non sarebbe il caso che un qualche think-thank autorevole pensasse a sistemi di privatizzazione che evitino il ripetersi di casi simili?

  6. andrea wollisch

    Caro Oscar non solo è matura, ma è ormai necessaria una forza politica tale. Io ho solo 21 anni e studio economia e nel mio piccolo sto cercando di imparare e informarmi il più possibile quantomeno per sapere che esiste una via d’uscita da questo periodo tormentato. Esiste un’alternativa e ci credo sempre di più. Vivere in uno stato migliore si può e si deve. I miei coetanei spesso non si occupano di politica ne tantomeno di politica economica e finora votano quello che trovano in casa senza farsi troppe domande. Ma la cultura statalista non sta attecchendo tra i giovani come può sembrare dalle trasmissioni tv dove invitano sempre degli imbecilli che reclamano diritti e assistenza. Sono sicuro che vogliano essere liberi e non solo economicamente. Su tanti temi come droga, prostituzione ecc.. piuttosto che sulla burocrazia forse perchè ancora ingenui ma non sopportano tutte queste limitazioni imposte. Lo spazio c’è. Se ce la sta facendo grillo possiamo farcela anche noi( e mi scusi se mi accomuno a lei). E’ ora che un movimento libertario, liberitsta e antistatalista si affermi, guidato da persone come lei e altri che non fanno parte del solito giro e hanno le idee chiare sul da farsi. Persone competente e oneste, in grado di tener lontano i disonesti e i faccendieri. Io ci credo e devo farlo perchè ho vent’anni e non voglio andarmene dal mio paese. Si sta bene e mi fa rabbia pensare a quanto si potrebbe stare meglio. Non voglio scappare ne voglio vedere colare a picco l’italia per gli errori del passato. Se organizza qualcosa la prego di renderlo subito noto almeno su questo blog così da poter partecipare. Nel frattempo buon lavoro e non se ne vada da radio 24 se non per fondare un partito o un movimento perhè altrimenti la darebbe vinta alla lagna statalista giornaliera. Forza Giannino!!!!

  7. takanis

    Giannino, si deve partire da un atto di disubbidienza fiscale. Ritardiamo il pagamento di un’imposta (ici, imu, tv,…..) in maniera organizzata. Vedremo che faranno senza la cassa. Anche se dopo incasseranno le penali l’effetto ci sarà e grande e potremo realmente contarci.

  8. Giacomo

    Dottor Giannino,
    Lei fa sempre analisi lucidissime.Siamo veramente stanchi di tutti questi cialtroni,
    ma anche convinti pacifisti. Come fare ? Si candidi Lei !!!
    Se si candidasse, sarei uno dei Suoi scudieri (gratis) !!!
    In bocca al lupo !!!

  9. Paolo Venturini

    Bravi bravi, pagate le tasse in ritardo con la penale, così lo stato ci guadagna pure. Sarebbero queste le strategie liberiste??? Da dipendente statale parassita e assistito (scherzo, naturalmente, sono uno statale fiero di esserlo ma -credo – serio e competente nel mio campo) me la godo, se i miei avversari mettono in campo tali metodi…

  10. Francesco

    Riguardo alla (s)vendita del patrimonio della Stato concordo con quanto scrive Vincenzo, aggiungendo che, in questo momento di crisi (per molti, ma non per tutti), si finirebbe comunque per realizzare molto meno del reale valore di quanto viene offerto.
    Leggevo in settimana su La Stampa che il min. Passerà (si spera) ha detto che ci sarebbero oltre 100 miliardi di euro per la crescita, e subito a parlare di infrastrutture (leggi: mega spese).
    Non posso certo negare il bisogno anche di infrastrutture, ma non è forse meglio usare almeno parte di quei soldi per pagare quei poveri disgraziati che stanno per fallire perché gli enti pubblici non li pagano (ripenso alla Sua trasmissione odierna)?
    Non sarebbe questa vera linfa per l’economia (sulle ricadute Lei è senz’altro più bravo di me a fare i conti).
    Oppure, mio vecchio palllino, non possiamo usarli per eliminare l’iva?
    So che detta così sembra una follia, però facciamo due conti: L’iva incide non meno dell’11% sullo stipendio medio basso e sulle pensioni (Lei ha senz’altro dati migliori).
    Riducendo contemporaneamente del 10% stipendi, pensioni, compensi e indennità vari di tutti coloro che sono pagati dal pubblico (ivi comprese Rai e amenità simili), se ne aumenta comunque il potere d’acquisto e si risparmia quasi la metà dell’iva annuale incassata.
    Nel 2010 lo stato pagava circa 480 mld tra stipendi e pensioni, il che significa che solo di tagli a stipendi statali e pensioni si recupererebbero almeno 48 mld.
    incassando circa 115 mld di iva (con l’aumento dell’aliquota l’incasso sarà salito oltre 120 mld, sempre che la spiinta depressiva non freni oltre il previsto.
    A questo aggiungiamo il risparmio di tutti quegli enti (regioni rai municipalizzate ecc.) i cui stipendi non sono pagati dallo Stato ma con soldi che, direttamente o indirettamente, vengono dallo Stato o dai cittadini (ergo minori trasferimenti.
    Aggiungiamo il risparmio sugli acquisti dello Stato stesso (non credo che l’iva pagata per acquistare fotocopiatrici per le scuole o carri armati ecc. sia scorporata dal conto dell’iva incassata).
    Quando aumentò l’iva, le associazioni dei consumatori lamentavano che circa due terzi del maggio introito ricadeva sulle famiglie.
    Il restante terzo su chi ricade, se non quasi tutto sullo Stato?
    Così facendo tutti i non dipendenti pubblici e pensionati non di stato si troverebbero un aumento del valore di acquisto del proprio reddito di almeno l’11%.
    Non sarebbe un buon modo per iniziare la crescita?
    Volendo ci sono altri trucchetti per bilanciare ulteriormente la perdita dell’iva, ma credo di avere spiegato il mio sogno.

  11. purtroppo nessuno ha spiegato al bobbolo che esistono solo 2 partiti, quello di chi guadambia + di 70.000 euri annui cui appartengono un 10% di individui e l’altro, quello di tutti noi.

    Come è possibile che una minoranza del 10% riesca a governare una nazione?

    Ma perchè sa raggiungere il bobbolo allo stomaco, grazie alle televisioni.

    Visto la consistenza attuale della torta tajana, chi se ne stacca una fetta da 70.000 euri dovrebbe essere contento e ringraziare quel 90% che se lo sogna lontanamente ed invece avidamente, dopo aver carpito la fiducia di quei bambinoni che compongono il bobbolo pensano ad arricchirsi sempre di più rapinando ed arraffando spudoratamente e quando la nazione collasserà han già preparato generose provviste all’estero

  12. Claudio Di Croce

    @Paolo Venturini
    Ci ricordiamo quante rivolte sono scoppiate nella storia a causa delle tasse ? Ci ricordiamo la rivolta americana contro la Corona Britannica ? E a quel punto anche i servitori dello stato forse smetterebbero di godere .

  13. Alberto Mag

    Caro Giannino. Ho già, più volte, espresso il mio apprezzamento e incitamento per una reale mobilitazione. Sia gentile, visto che, mi pare, in fondo in fondo lei sta seriamente pensando a un impegno politico diretto: definisca un piano da proporre. E’ evidente che dovrà essere conciso (pochi punti) in funzione dei risultati che si vogliono ottenere: la concentrazione delle forze è un assioma di ogni strategia degna di questo nome. Mi pare che quanto da lei promosso su radio 24 sia già una buona base di partenza. Come al solito rinnovo la mia adesione e disponibilità.

  14. claudio p

    A quanto pare sarà Beppe Grillo ad attrarre l’attenzione alle prossime elezioni amministrative. Ecco un mini-estratto del loro programma:

    eliminazione degli inceneritori
    mass-media nazionali: nessun azionista può superare il 10%
    statalizzazione della dorsale telefonica Telecom
    tetto nazionale del 5% per la raccolta pubblicitaria di un singolo soggetto privato
    divieto di partecipazione delle banche a società editoriali
    depenalizzazione della querela per diffamazione (il querelato in caso di non luogo a procedere riceverà una somma di risarcimento pari alla somma che avrebbe voluto ricevere il querelante e depositata in anticipo presso il tribunale da quest’ultimo)
    abolizione delle cariche multiple in società quotate (anche se private)
    impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno
    vietare incroci azionari tra banche e industrie
    impedire l’acquisto di una società ricorrendo al credito in modo prevalente
    tetto agli stipendi all’interno delle società partecipate
    abolizione stock option
    abolizione monopoli di fatto (esempio Mediaset)
    vietare ai condannati in via definitiva il mestiere di amministratore di società quotate (anche private)
    favorire produzioni locali
    sostegno società no-profit
    disincentivi alle aziende che arrecano danno sociale, ad esempio distribuzione di acqua in bottiglia

  15. Alberto Mag

    @Paolo Venturini
    Si ricordi che spesa pubblica = tasse = costo dello stato = dipendenti pubblici = 30% minimo di surpus = tagli (auspicati e necessari, al di là delle ipocrisie). Spero per lei che quanto afferma sia vero (“serio e competente nel mio campo”), altrimenti, prima (spero) o poi (perchè costretti) sarà rimosso e dovrà cercarsi un altro vero (questa volta) lavoro

  16. Paolo Venturini

    Mah, la solita grottesca polemica contro i dipendenti statali. Riguardo ai quali va detto che in Italia sono meno di molti altri paesi. Nella famigerata Inghilterra liberista, gli statali sono 5800000. E cioè 2300000 più che in italia: è vero che Cameron ne taglia 700000 in 4 anni, ma in fin dei conti, si tratta solo del 12%, cosa compatibile con ilsemplice blocco del turnover. E comunque ne restano 5000000. La fregola con cui i liberisti vogliono invece licenziare è direttamente proporzionale alla loro malvagità (o stupidità).

  17. Lucio Della Toffola

    Se lei fosse serio e competente saprebbe che bisogna avere il massimo rispetto per coloro che ti permettono di portare a casa il pane quotidiano…… almeno nel settore privato funziona così,: dei tuoi clienti hai il massimo rispetto altrimenti si rivolgono a qualcun altro.
    voi statali vi dimenticate troppo spesso da dove arrivano i vostri stipendi SICURI a fine mese.
    Le servirebbe proprio un rinfrescante bagno di realtà……riderebbe un po’ meno
    cordiali saluti
    Lucio Della Toffola@Paolo Venturini

  18. Paolo Venturini

    E comunque, cari liberisti vero o immaginari, mettetevi in testa una cosa: se dovessimo mai arrivare a licenziare degli statali già assunti senza ammortizzatori sociali (tipo scivoli per la pensione anticipata ecc.), vuol dire che la crisi è arrivata a un punto talmente forte e devastante che, prima degli statali, essa ha già decimato milioni di imprese. Prima di noi, saltate voi, rendetevene conto. Non so se vi conviene. Noi saltiamo dopo di voi e in conseguenza del vostro fallimento. Si consideri il caso Grecia: lì tagliano un numero di statali neanche troppo esorbitante (150000), poco più del blocco del turnover, ma a livello di lavoro autonomo la decimazione di imprese, laboratori, studi professionali è stata molto più feroce e devastante.

  19. Paolo Venturini

    Io sono certamente serio e competente nel mio lavoro e critico quei colleghi statali (pochissimi) che non lo sono.

  20. Fabio Cenci

    Pochissimi?? Ahahahahahah

    Guardi ho lavorato per il cliente stato (minuscolo) per piu’ di 10 anni; potrei scrivere un libro sui serissimi, ma nessuno lo leggerebbe.

    Comunque : grazie, un po’ di ilarita’ ci vuole, soprattutto di questi tempi. Complimenti per il senso dell’umorismo (e guardi non lo dico per malvagita’, ho anche parenti statali, si figuri, e voglio loro un gran bene, ma sono loro stessi che mi dicono che e’ una vergogna!).

    Lo Stato e’ diventato tentacolare, e troppo pervasivo. Negli USA ci sono in proporzione di gran lunga meno statali che in Italia. Non voglio ovviamente parlare dei mitici forestali Calabresi (piu’ numerosi dei forestali in Canada come lei sa)…..parlo in generale. La Regione Sicilia e tutte le regioni a statuto speciale sono ad esempio uno scempio, ma si continua cosi’ ad elargire soldi senza averne niente in cambio.

    I tempi delle vacche grasse sono finiti, e lo dico con rammarico guardi….non sono masochista. Ma il mio orizzonte temporale di lavoro e’…..12 mesi; alla fine dei 12 mesi mi faccio sempre il segno della croce; la mia vita non e’ cosi’ rilassata come la vostra, purtroppo, e rinuncerei volentieri oggi ai “mitici soldi guadagnati dai privati” per arrivare alla fatidica pensione….

    3.500.000 statali in Italia sono un’enormita’; e’ ora di studiare, di competere o saranno gli altri popoli a fot…….ci, ci piaccia o no.

  21. vopice

    CERTO CHE CI PRENDONO PER I FONDELLI ……LO SANNO CHE IL POPOLO E’ BUE…….VEDIAMO SE STA VOLTA CI SVEGLIAMO………

  22. Paolo Venturini

    D’accordo, ammetto che dire che gli statali scansafatiche siano pochissimi è esagerato. sono meno di quel che si dice, ma molti sono i cialtroni, lvativi, incompetenti. Da licenziare subito. Che il numero complessivo sia eccessivo è però un luogo comune. Per dire, in Inghilterra sono di più (addirittura più che in Francia). Poi – è vero – siamo mal distribuiti, sia a livello geografico che settoriale, ma in assoluto non siamo troppi. Poi, certo, se volete fondare un partito con queste banalità da bar dello sport, in bocca al lupo!

  23. Ascolto spesso Giannino alle 9 in punto martellare con la sua ricetta di tagli veri alla spesa e alle tasse. E concordo, magari cominciando dal cuneo fiscale, che il povero Prodi se non erro aveva cominciato a tagliare, sia pure solo agli imprenditori, irriconoscenti.
    Non sono un’economista, da tempo però vorrei chiedere al nostro Chicago Boy cosa ne pensa del SALVATAGGIO delle BANCHE coi SOLDI PUBBLICI, tanti soldi. Negli Usa come in Europa, dove è stata la prima causa dell’esplosione dei debiti sovrani, nonché dell’attuale crisi di liquidità/insolvenza (Draghi ha appena chiesto un’agenzia apposita per gestire i salvataggi, ancora in corso, evidentemente).
    Il liberista cosa ne dice? O la dottrina del libero mercato che si autoregola si applica solo quando/a chi conviene? All’estero se ne parla, da noi silenzio. I Doors gradirebbero.

  24. Stefano

    “….. le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo.
    Relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono.
    In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti “.

    E’ l’art.3 della legge 212/2000 Statuto del Contribuente.

    NON VOGLIO NON PAGARE LE TASSE (anche perchè finora le ho sempre pagate)

    VOGLIO SOLO CHE LO STATO APPLICHI LE LEGGI CHE SONO IN VIGORE

    e che le applichino anche le altre Amministrazioni Locali: le addizionali comunali all’IMU
    NON POSSONO, PER LEGGE, ESSERE APPLICATE PRIMA DEL 2013.

    PRETENDO CHE LO STATO ITALIANO applichi le leggi che sono state emanate, così come io pago le tasse PRETENDO che lo Stato applichi le leggi della Repubblica Italiana.

  25. Claudio Di Croce

    @Paolo Venturini
    Mi potrebbe spiegare perchè è gravissimo licenziare i diopendenti della PA prima di quelli privati ? Io credo che monopolio della violenza a parte, TUTTE ripeto TUTTE le funzioni svolte dal pubblico possono essere svolte da privati a costi inferiori con maggiore efficenza e meno CORRUZIONE , particolare che non si dovrebbe mai dimenticare quando si parla di dipendenti PA , lei escluso , naturalmente .

  26. Giacomo

    Il sig. Paolo ha fatto un’analisi corretta: prima di vedere un dipendente statale perdere il lavoro ci sarà una mattanza spaventosa di autonomi e dipendenti del privato. Una vera ecatombe. Analisi corretta avvalorata dal rapporto che c’è tra la vita di un parassita e la vita del corpo sano che lo ospita. Quando quest’ultimo muore il parassita in quanto organismo più piccolo ed elementare può sopravvivere per molto più tempo nutrendosi della carcassa. Ma la natura con la sua logica e il suo buonsenso, in un lasso di tempo x chiude anche il ciclo vitale del parassita. Quindi, in ultima istanza anche il dipendente pubblico avrà il suo destino , segnato dalla disoccupazione e disperazione. I tempi economici di questi anni posseggono un’accelerazione straordinaria, quindi consiglio al Sig. Paolo ( che reputo persona corretta) di godersi anche lui i suoi ultimi mesi di tranquillità lavorativa con serenità. L’uragano stà per abbattersi su tutti noi, parassiti compresi.

  27. Francesco P

    @claudio p

    Il programma dei “grillini” è infarcito di stupidaggini colossali che, se attuate per davvero, farebbero precipitare l’Italia nel basso medio evo in pochi mesi. Tant’è che se fossi meno vecchietto e potessi sperare di trovare occupazione all’estero, farei, con un po’ di sadismo, il tifo “per vedere dal di fuori l’effetto che fa” ad essere governati dal lunatico aspirante feudatario.

    Il voto al movimento 5 stelle non è un voto di protesta: E’ UN VOTO DI DISPERAZIONE.

    Disperazione è anche l’astensione, perché proprio non c’è nessuno che meriti. Disperato è anche il voto ad A, B o C, tutte e tre brutte copie della vecchia DC; fra le grandi menti contorte della politica nessuno è in grado di vedere le cose semplici e progressive da fare per rimettere in ordine la nazione prima che collassi. Le cose da fare imporrebbero a partiti e corporazioni di compiere delle rinunce per il bene della nazione. Non possiamo certo pretendere che i politici italiani abbiano un benché minimo senso civico.

    Questa situazione ci dovrebbe indurre a riflettere sulla priorità di dare uno scrollone alla mediocre vita politica della nazione grazie ad una “novità”.

  28. Vincenzo

    Tasse, tasse tasse sempre più tasse pur di non cambiare nulla. Fino a che non avremo trasferito ogni bene allaclasse dirigente che ha stretto un patto del diavolo con i creditori.
    Oltre alla riforma fiscale serviva incidere sul mercato del lavoro nel modo opposto scelto da questo governo (ma, data la misisne che gli è affidata, dal suo punto di vista va bene così).
    La mia visione del mercato del lavoro (che ritengo molto più costituzionale di quella vigente) è la seguente: tutti pagati allo stesso modo, vale a dire secondo le stesse modalità. Agli autonomi la sola penalizzazione che i soldi devono andare a pretenderli (come ora), ai dipendenti (statali e del settore privato) una bella busta con il “lordo”, e poi provvedono loro. Tempo che vadano in scadenza un’po di contratti di lavoro e i nodi verranno al pettine (anche se al Ministero delle Finanze non ci metteranno così tanto ad accorgersene). Dopodiché l’intermediazione sindacale (che è la vera cosa che ci succhia il sangue) salterà per aria ed emergerà che l’evasione non è un fatto di categoria lavorativa di appartenenza. Finirà la suddivisione in Buoni e Cattivi, in chi ha diritto alla tutela e chi no perché evasore. A questo punto chi lavora nelle aziende decotte e nei parauffici statali farà fatica a difendere la propria rendita e si troverà a rinunciare al suo status di privilegio entrando di fatto nella categoria degli autonomi, quel genere di lavoratori tanto odiato che non paga le tasse perché avido sfruttatore degli Onesti lavoratori tutelati dalla Legge perché dotati del marchio di fabbrica DOC. E’ per questo che il Sindacato non molla sull’articolo 18 e sul suo ruolo di intermediario, esso sa bene che l’origine del Male che ci attanaglia risiede dentro di lui, ma non può curarla senza suicidarsi.

  29. AndreaDFC

    @Paolo Venturini, l’enfasi con cui si vanta dell’intoccabilità del dipendente pubblico prima che siano caduti tutti i privati é di una tristezza di cui purtroppo lei non si rende conto.
    E non si sta accorgendo nemmeno che i privati sono già nella disperazione (veda il numero crescente di suicidi fra imprenditori e disoccupati, non certo fra banchieri, politici e statali).
    Avremo quindi poco da attendere per capire se la sua crudele analisi é corretta.

  30. Vincenzo

    No all’inconsistente Beppe Grillo

    sì a OSCAR GIANNINO

    Vai Oscar siamo in tanti e tutti con te !!!!!!!!!

  31. Gabriele

    Mi sembra necessario non commettere l’errore ricorrente di contestare “dal basso” ovvero di non pagare le tasse, fomentare lo scontro sociale (Lavoratori Autonomi Vs. Lavoratori subordinati, Imprese Vs Sindacati, Lavoratori subordinati del settore privato Vs quelli del settore pubblico ecc. ecc…).
    Tutti hanno un ruolo e (fino a prova contraria) una dignità.
    Sarebbe veramente necessario che la politica attiva venisse realmente praticata e partecipata dalla migliore società civile, che sono convinto costituisca la maggioranza del paese.
    Come padre e nonno preoccupato per il futuro dei miei figli e nipoti. Mi auguro che alcune menti illuminate facciano scaturire la scintilla per la nascita di un movimento altrettanto illuminato, colto e culturalmente adeguato per ridare all’Italia quel ruolo che merita nel panorama civile ed economico europeo e mondiale.
    Per dirla alla contadina, non posso lamentarmi del magro raccolto se sono consapevole che il fattore è disonesto, non lo cambio e finisco per prendermela con il bracciante!
    Una nuova forza politica, attenta, critica, adeguata e libera da interessi personali mi sembra l’unica soluzione; in caso contrario temo, (come anche i recenti fatti dimostrano) che dovremo rassegnarci alla periodica ricorrenza di corruzione, crisi economiche, conflitti sociali e chi più ne ha più ne metta.
    Dottor Giannino, per competenza, rigorosità e chiarezza di idee che le sono riconosciute, mi auguro veramente che lei possa e voglia contribuire alla creazione di un movimento di partecipazione politica di cui ritengo ci sia veramente bisogno.

  32. Gondo

    Forza Giannino,

    una forza politica seria e credibile sarebbe veramente necessaria!

    “Chissà se è davvero matura, una forza politica nuova e minoritaria, che si batta per questo obiettivo prioritario, con poche persone credibili per titoli, conoscenza e valori. Ce n’è un sempre più disperato bisogno.”

  33. Ecate

    @Vincenzo
    Dinanzi a situazioni difficili ci sono persone che reagiscono in modo pacato, rassegnato, in silenzioso dissenso forse più per carattere o giustificando il proprio atteggiamento con il “lamentarsi non serve”. Altri devono trovare qualcuno, il colpevole, causa del proprio malessere, l’istinto di sopravvivenza deve individuare questa causa e opporsi in modo deciso, con sfogo, al fine di porre fine a questa condizione di malessere.

    E’ ovvio che mentre la calma dei primi viene considerata saggia, responsabile perché non minaccia la condizione di potere di chi decide, i secondi sono irresponsabili, provocatori, forcaioli e minacciano ciò che è stato costruito.

    Grillo da voce a tutti coloro che vivono il malessere a cui le persone responsabili e sagge non sanno porre freno o rimedio. Grillo non riuscirà mai a governare; è impossibile, ma in parlamento fiaterebbero sul collo a molti politici abituati, secondo legge, a fare quello che finora hanno fatto : gli interessi loro e dei loro compagni. Nel nostro parlamento serve un controllore.

  34. Enrico Malservisi

    Giannino for President !!!
    e’ la reazione che ho leggendo i suoi pezzi sulla crisi insieme ad al tonfo di rabbia e risentimento nel pensare a quante occasioni stiamo perdendo grazie ad una classe politica il cui problema e’ non rimanere con il cerino in mano, non capendo che e’ gia’ completamente screditata anche agli occhi dei piu’ ottimisti come me e le servirebbe un colpo di orgoglio per rimetterci in sesto e scomparire.
    E’ patetico seguire le trasmissioni con politici che con la faccia di palta ci spiegano ancora cosa dover fare mettendo il dito giustamente nelle storture della politica di Monti senza ricordare che tocca a loro prendersi la responsabilita’ di scelte anche dolorose ma giuste come il taglio della spesa, sempre piu’ necessaire.
    Il suo auspicio di persone nuove e competenti sulla scena politica e’ anche il mio. Spero che lei direttamente o indirettamente, possa dare un contributo in tal senso e credo che molti come me lontani dalla politica attiva le darebbero il supporto consci che all’ultima spiaggia come siamo abbiamo bisongo di persone non solo serie ma con anche molto buon senso.
    Con stima

  35. Vincenzo

    @Paolo Venturini
    “Si consideri il caso Grecia: lì tagliano un numero di statali neanche troppo esorbitante (150000), poco più del blocco del turnover, ma a livello di lavoro autonomo la decimazione di imprese, laboratori, studi professionali è stata molto più feroce e devastante.”
    Si è mai domandato cosa sarebbe successo se quei 150000 fossero stati mandati a casa prima? Forse laboratori, studi professionali e altre imprese non avrebbero chiuso.
    Io vengo da una famiglia di impiegati pubblici e, conoscendo quindi molto bene il mondo della PA, quando ho inziato a lavorare ho fatto una scelta radicalmente opposta, la multinazionale americana privata che più privata non si poteva.
    Lei afferma di svolgee bene e coscienziosamente il suo lavoro. Ci credo, e debbo dire che non credo che la percentuale di fannulloni, ciarlatani e ladroni sia, nella PA, paricolarmente diversa rispetto al settore privato.
    Ma si è mai fatto una domanda semplice semplice: “Ma quello che io faccio è realmente necessario? E’ realmente necessario, per esempio, che ci sia qualcuno che deve verificare e apporre un timbro se qualcuno desidera spostare una porta dentro casa sua? E’ realmente necessario che per aprire una piccola carrozzeria siano necessarie 64 diverse autorizzazioni? E’ realmente necessario che una persona che voglia vendere delle bottiglie d’acqua davanti al Colosseo abbia bisogno di un’autorizzazione? O non sono queste attività finalizzate solo e unicamente a giustificare l’esistenza di quella funzione che è coperta da una persona?”
    Mio padre era un alto dirigente statale, che aveva iniziato a lavorare nella PA ni primi anni ’50 quando questa era ancora snella. Diceva sempre che, se fosse dipeso da lui, avrebbe tagliato del 50 % le attività svolte dal suo ufficio, riconoscendole quindi assolutamente inutili, e quindi contestualmente avrebbe tagliato del 50 % il personale. Anzi, il taglio del personale avrebbe potuto essere anche più sostanziale perché molti svolgevano funzioni duplicate pestandosi quindi i piedi.
    Osservi bene le attività che svolge Lei e quelle che svolgono i suoi colleghi e si chieda in modo critico se queste attività sono realmente necessarie o, piuttosto, se quelle persone non sarebbero più produttive mettendosi su una barca e andando a pescare

  36. letterio giacoppo

    carissimo Dr.Giannino facciamo passare le amministrative (sic ) poi incominciamo a contarci ed organizzarci, la gente non ne può più!!!!!!

  37. adriano

    Risoluzione grottesca,puramente tattica.I partiti della spesa e delle tasse non possono cambiare programma.Sono inoltre sempre più convinto che se anche lo facessero servirebbe a poco.Per invertire la tendenza serve una scossa simile alla chemioterapia.Ripristinare condizioni di crescita con l’euro è una pia illusione.I mercati sbagliavano all’inizio,quando riconoscevano ai nostri titoli un interesse simile ai bund.La realtà è quella attuale e tale rimarrà per cui ci si deve rassegnare a continuare a pagare la testardaggine di voler conservare la moneta tedesca.Se non ci si convince di questo non serviranno le dismissioni,la razionalizzazione della spesa,le privatizzazioni ma tutto servirà solo a continuare il vano tentativo di colmare il pozzo senza fondo che ci divide da Berlino.Per me è ridicolo pensare di poter diventare tedeschi.Mi ricorda la comica parodia delle marce al passo dell’oca.Abbiamo le gambe più corte e quindi corriamo più piano.Se non ci sbrighiamo a cambiare i calzari ci ridurremo sulla sedia a rotelle.

  38. giuseppe

    @Paolo Venturini
    Vediamo un pò di fare chiarezza. Se chiediamo i dati all’Istat ci risponde (dopo un paio d’anni) che non è possibile calcolarli. Già. Un certo Von Braun è riuscito a mandare tre uomini sulla Luna (cinquan’anni fa!), ma l’Istat non riesce a calcolare lo stipendio dei parlamentari. Segno che gli economisti e i politici dovrebbero cedere il passo ai fisici e agli ingegneri. Altro che tecnici!
    Un milione nel settore Scuola, settecentomila nella Sanità, trecentocinquantamila nelle Polizie Statali, altrettanti nelle tre armi dell’Esercito. Duemilioni quattrocentomila. Poi ministeri, Regioni,Province,Comuni. Eni, Enel e Poste vogliamo considerarli privati?
    Insomma, in questo cazzo di Paese non si può mai sapere la verità, che già sarebbe un passo avanti. C’è chi parla di cinque milioni, e sono propenso a credere che sia un dato più vicino alla realtà. Ma siamo soggetti ad una specie di una Teoria della Relatività, per cui non potremo mai saperlo. Come lo stipendio dei Parlamentari. Inutile gingillarsi con tutte queste cifre. Lo Stato assolve a compiti importanti. Se vogliamo mantenere una Sanità Pubblica o una Scuola Pubblica ( ed io sono orgoglioso che i miei figli abbiano studiato in Università Pubbliche, anziché essere raccomandati per andare in quelle private, laiche e religiose) occorre che questi servizi costino molto meno. Se no, con tutte le chiacchiere di questo mondo, non riusciremo a salvarli.

  39. Alberto

    Ci sono tre strade per risolvere il problema;
    1)un default non pilotato e rovinoso, a bocce ferme, credo ciò che succederà a breve termine, e secondo le linee attendiste di gente come Giavazzi ed Alesina, che creando condizioni di povertà diffusa, per fallimenti, per disoccupazione, per taglio di stipendi, pensioni e drastico taglio del personale nelle P.A. diciamo del 70% della popolazione che non potrebbe né pagare tasse e bollette, avrebbe difficoltà anche a mangiare e la caritas ed altre analoghe organizzazioni ovviamente non potrebbero sopperire alle richieste di tutti quindi macroscopica riduzione del potere d’ acquisto e conseguente macroscopico aumento della turbolenza sociale; in tal caso come si vede il taglio della spesa pubblica sarebbe automatico ma il caos sarebbe assicurato per molti anni a venire.
    2)la vittoria massiccia di una forza ultraliberista, che impostando l’ uscita pilotata dall’ euro, crei le condizioni per un taglio della parità con l’ attuale moneta del 50% e conseguentemente del debito e con susseguente politica di tagli della spesa improduttiva del 100% e della spesa sociale del 30%; tale politica sarebbe molto vicina ad una dittatura e le conseguenze, in caso di intelligenti misure di programmazione economica e di investimenti, potrebbero essere quelle di una ripresa nel giro di 5/6 anni; ovviamente si tratterebbe un default pilotato.
    3)la vittoria di forze ultrasocialiste, che impostando l’ uscita dall’ euro, applichi politiche di redistribuzione della ricchezza, applicando in modo drastico politiche di tasse sul patrimonio, lasciando praticamente invariata la pressione fiscale attuale, ed anzi aumentandola, trasferendo parte del peso sulle ricchezze (quelle che resterebbero); il taglio della spesa non ci sarebbe, anzi questa verrebbe aumentata, anche se il potere d’acquisto dei salari si ridurrebbe di molto e l’ inflazione salirebbe a valori a due cifre; si verificherebbe come nel punto 1, un default rovinoso.

    Io spero (mettendomi nei loro panni) che in tutti e tre i casi, i nostri attuali rappresentanti fuggano dal nostro paese, perchè ovviamente in caso contrario la loro sorte sarebbe segnata.

    La quarta strada sarebbe quella logica che ci fa intravedere Giannino, ma data l’ incapacità mentale dei nostri politici a ravvedersi, è la più impraticabile.

  40. Diego

    Caro Giannino e’assolutamente necessaria una sua scesa in campo con una forza di menti eccelse che la pensano come lei alle quali possiamo unirci per portare avanti le sue idee riformiste, altrimenti rischia di rimanere una voce troppo isolata….ci dia modo difar vedere ai vecchi politicanti in quanti siamo a esser pronti a supportarla!!!

  41. Vincenzo

    @Vincenzo
    Sa? non sono lo stesso Vincenzo che è Lei, siamo in due oggi nel Blog a chiamarci Vincenzo, io sono invece quello del “Tasse, tasse tasse…” di qualche intervento sopra al suo. Ma come mi riconosco in quello che ha appena scritto!!
    C’è una classe politica supportata dai sindacati che crea funzioni in modo da aumentare il suo raggio d’azione e il suo “consenso”. Per l’appunto, intermediari improduttivi il cui peso è oggi insostenibile.

  42. IVAN

    A TUTTI GLI INTERVENUTI:

    fate girare questo messaggio al fine di persuadere Giannino a prendere parte alla vita politica ed economica dell’ italia, prima che questi ANIMALI che ci governano, rendano veramente impossibile un futuro migliore per noi e per i nostri figli.

    “CARO OSCAR E’ IL MOMENTO DI PROVARCI, NOI SIAMO CON TE!!!!!”

  43. Giuseppe

    Caro dott. Giannino,
    desidero informarla in modo che lei possa dare il giusto rilievo ad una grossa stangata, o meglio una truffa, fatta dallo stato con il nuovo regime di tassazione applicato ai fondi di investimento, passata inosservata da tutti i giornali, anche da quelli specializzati. Come lei saprà, le borse nel 2010 e primo semestre del 2011 sono crollate. Nel secondo semestre del 2011 hanno in parte recuperato. Ebbene nei giorni scorsi ho disinvestito un fondo, ancora in perdita, lo stato mi ha tassato al 20% quanto ha recuperato il mio fondo, non da inizio anno, ma furbescamente a partire dal secondo semestre del 2011 non tenendo conto delle minusvalenze patite precedentemente. Alla cosa ritengo non sia stata data il rilievo dovuto, perché per il momento, la maggior parte degli investitori in fondi non ha disinvestito, ma quando lo faranno subiranno una pesante tassazione magari avendo anche perduto. Stranamente per chi compra e vende azioni, che nella maggior parte dei casi possono essere considerati degli speculatori, vale il computo delle minusvalenze e delle plusvalenze. Per Le famiglie, che normalmente investono i loro risparmi in fondi, non si applica per cui quando perdi perdi quando guadagni paghi senza nessuna compensazione. Spero che la mia esposizione sia stata chiara.

  44. lea

    Egregio sig.Giannino, lei ha rgione! Purtroppo una parte del popolo italiano è ancora suddito e credo che lo sarà ancora per diverse generazioni. L’altra parte del popolo che ha coscienza di esere cittadino è ancora minoritario e di conseguenza viene soprafatto, per queste ragioni.Molti nostri imprenditori delocalizzano , le migliori menti se ne vanno, e chi può scappa dall’italia. Tutte queste prsone che rappresentano ll nostro patrimonio umano di ricchezza non sono supportate dalla popolazione ancora cieca e suddita che ha bisogno ancora del Re G…… e la sua corte.
    Purtroppo temo che in tutta Europa stiamo regredendo a tutti i livelli

  45. Claudio Di Croce

    Pe alleviare il tono pessimista di questa discussione giro una informazione vista su un blog:
    La Prof. dell’università di Torino, Elsa Fornero ( moglie di un altro prof, sempre dell’Università diTorino e madre di una bravissima ” ricercatrice ” che ha trovato due stipendi sempre a Torino in ambito universitario, per soli meriti ovviamente ) Ministro del Lavoro , alcuni giorni fa si è recata ad acquistare un paio di scarpe in una boutique di Torino scortata da dieci poliziotti con quattro autovetture di Stato .
    Dietro i vetri scuri non si è visto se stava piangendo o no .
    Coraggio ! vedrete che questi integerrimi servitori dello Stato taglieranno gli sprechi e quindi ridurranno il carico fiscale .

  46. Domenico

    I politici di oggi sono quelli ieri! Mi chiedo cosa hanno fatto in passato per meritare il comando oggi? Mi rispondo: il porcellum! Vi e’ tutta l’evidenza di un fallimento socio economico, accompagnato da una inerzia di azione. La raccomandazione fatta al governo suona come una scusa da usare nella prossima campagna elettorale. Non parare le tasse non va bene, perché si passerebbe dalla parte del torto. La vera azione, in caso di assenza di riforma elettorale e’ quella di non votare ed ‘occupare’ il parlamento e le altre sedi istituzionali. Stando alle privatizzazioni non credo siano la via per abbattere il debito pubblico, le privatizzazioni in un momento storico come questo finirebbero per continuare ad arricchire le casse dei furbi di turno.

  47. silvio

    ti ammiriamo per le cose che dici ti seguiremo se le metti in pratica dai Giannino iniziamo una iscrizione libera per contarci quanti siamo con le tue idee. partiamo da chi tutti i giorni tira la cinghia per andare avanti ciao

  48. claudio p

    @Francesco P
    Sono totalmente d’accordo con Lei, come sempre del resto. Ho postato alcuni elementi del programma di Grillo solo come spunto di informazione e di riflessione.
    A volte mi chiedo: gli italiani hanno capito il perché di questa situazione? se venisse data loro la possibilità di conoscere e di votare per un movimento liberista la coglierebbero?

  49. paolo silvi

    “Forza politica nuova e minoritaria”….non facciamo in modo che arrivi troppo tardi !!! Ma che venga rigidamente rispettato il criterio del “pochi ma buoni”.

  50. Andrea

    Tre chiarimenti da vonMises.it:
    1. “tassi di interesse artificialmente bassi rendono le persone irresponsabili, non prudenti, e la recente storia dei paesi PIIGS non fa eccezione: con l’ingresso nell’Euro l’Italia ha dovuto pagare tassi di interesse ridicolmente bassi per i suoi titoli di debito ed invece di risanare i conti pubblici ha fatto esplodere la spesa, trascinando il paese nel baratro in cui si trova oggi.”
    2. “mentre il governo gode di una linea di credito agevolata per le sue spese improduttive, le imprese italiane si trovano tra l’incudine di un sistema bancario che non concede loro credito ed il martello di uno Stato che cerca il pareggio di bilancio non tagliando le spese ma aumentando ulteriormente le tasse.”
    3. “dietro alla retorica della “lotta alla speculazione” si cela in realtà un trasferimento di ricchezza dai veri produttori di ricchezza verso la classe politica ed il sistema bancario, che proprio non ne vogliono sapere di pagare il conto dei propri errori e sperano che chiudendo gli occhi e creando dal nulla un po’ di denaro, si possa ritornare al paradiso felice del 2007.”

  51. luba

    Davvero: credo che per Oscar Giannino sia arrivato il momento di chiarire se intende porsi a capo di un movimento politico o – come io credo – se intenda dall’esterno mobilitare le coscienze per costringere la politica a rispondere.
    Però – caro Giannino – a noi tutti deve questa risposta. Ogni giorni gli amici sul blog la sollecitano. Noi la rispettiamo in ogni caso e la supporteremo come ogni giorno facciamo. Ma sgombri il campo: non lasci spazio a chi pensa che sia tattica che sta pensando a i sondaggi, cancelli i brutti pensieri.

    Infine complimentoi per la diretta di Radio24 disperati mai.

  52. luba

    Davvero: credo che per Oscar Giannino sia arrivato il momento di chiarire se intende porsi a capo di un movimento politico o – come io credo – se intenda dall’esterno mobilitare le coscienze per costringere la politica a rispondere.
    Però – caro Giannino – a noi tutti deve questa risposta. Ogni giorno gli amici sul blog la sollecitano. Noi la rispettiamo in ogni caso e la supporteremo come ogni giorno facciamo. Ma sgombri il campo: non lasci spazio a chi pensa che sia tattica che sta pensando a i sondaggi, cancelli i brutti pensieri.

    Infine complimentoi per la diretta di Radio24 disperati mai.

  53. Andrea

    Giannino ci pensi bene! Rischia di essere irrilevante come Ron Paul negli USA. E glielo dico da libertarian convinto di Lei e di ciò che dice da alcuni anni a questa parte.
    Ma ci pensi bene! Una cosa è l’ottima invettiva politico-culturale, altro è la politica quotidiana con tutti i compromessi che richiede.
    Se Lei crede davvero che la direzione del paese sia verso il suicidio, deve decidere se impegnare il Suo tempo, denaro, energia e speranze in un programma di resistenza locale, o se mettere il Suo tempo, denaro, energia e speranze in un programma che in qualche modo inverta il treno statale in accelerazione poiché si dirige verso un ponte crollato. Deve decidere se scendere dal treno, saltando se necessario, o altrimenti se cercare di convincere il macchinista a premere i freni.
    Ma, purtroppo, oggi non c’è alcuna speranza di invertire il treno tentando di convincere il macchinista a premere i freni.
    Il treno salterà giù dal ponte, oppure uscirà dai binari prima che raggiunga il ponte. Non vi è alcuna possibilità di fare qualcosa per fermare il treno.
    Solo quando il treno cadrà dal ponte fiscale, verranno incolpate le persone che erano al comando e saranno ritenute responsabili dagli elettori. Solo a quel punto, ci sarà davvero la speranza che ci possa essere un cambio di amministrazione.

  54. Andrea

    A tutti, proprio a tutti, consiglio vivamente di provare questo brevissimo e semplicissimo test (o quiz) politico per chiarire, a se stessi innanzitutto, l’ambito politico-culturale di riferimento ideale.
    Onde evitare, in futuro, fraintendimenti, delusioni, ecc.
    Si trova qui: http://www.theadvocates.org/quiz
    Buon test!

  55. siro setaccioli

    Egregio Oscar Giannino,
    Come ripeti spesso se non si convicono i cittadini a scendere in piazza (con i FORCONI) come la marcia silenziosa del 1982 i partiti troveranno mille escamotage e continueranno a prenderci in giro
    Faranno grandi cambi di nomi, di statuti, ecc, ecc pur di non toccare le loro tasche e chelle dei loro milioni di accoliti.
    vai avanti OSCAR alleati pure anche col diavolo (se grillo è il diavolo) ma queste sagnguisighe vanno catturate.

  56. Robespierre

    Caro Oscar che l’Italia abbia le risorse intellettuali, morali e di competenza per fare quello che sarebbe giusto, è una pia speranza e se non fosse per la stima inveterata che ho per te da più di 10 anni, anche comica.
    Cercare di individuare una forza politica con queste prospettive, un inutile esercizio retorico. Ripeto una volta di più che siamo di fronte ad interessi contrapposti. Da una parte la canaglia statalista, composta da dipendenti pubblici, politici, grandi aziende agevolate, palazzinari, banche e appaltatori di stato amici dei politici, che con relativi dipendenti e parenti, fanno una decina di milioni di persone. Dall’altra parte piccoli imprenditori, autonomi, artigiani e i loro dipendenti e parenti che fanno altri 10 milioni di persone. Sommati a giovani disoccupati, precari e pensionati abbiamo il totale di questa nazione feudale.
    Prima di tutto una precisazione, la stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici SONO STATI RACCOMANDATI da qualche sgherro di partito. PROVATEMI IL CONTRARIO (onere della prova come per i presunti evasori)
    Dai tempi di Reviglio e del grande maiale socialista tunisino, lo stato ha deciso scientificamente di ridistribuire le ricchezze (da noi prodotte) a suo uso e consumo. In 30 anni ha “sistemato” alcuni milioni di parassiti nell’amministrazione pubblica e arricchito alcune migliaia di fornitori amici che ricambiano sostenendoli nelle campagne elettorali, dando posti di lavoro agli amici degli amici, denaro e naturalmente voti.
    Veniamo alla pratica, davanti a noi due strade:
    1) La schiavitù ora e la miseria domani
    2)La RIVOLTA
    Non paghiamo più del 30% di tasse e basta!
    Se a farlo saremo alcuni milioni e lo faremo pubblicamente, cosa può fare il tiranno? Pignorare milioni di persone? Se e quando vinceremo la nostra battaglia non saremo noi a doverci difendere ma gli sgherri di stato. Questa per me è la Norimberga di cui parla il comico. Verrà un giorno in cui la giustizia trionferà e saranno altri a dover spiegare da che parte stavano.
    Qui siamo al solito dilemma della storia e dei pensatori di ogni tempo: COME RINNOVARE LA SOCIETA? Un popolo che non ricambi il sangue ogni tanto è destinato a marcire, come quelle famiglie che si sposano tra cugini. Quale può essere il motore del cambiamento di questa generazione?
    L’espansionismo coloniale? L’emancipazione borghese? Il vento socialista? Il sindacalismo nazionalista? Tutto esaurito, è l’ora dell’antistatalismo! Gli Antistatalisti contro lo Stato e le sue schiere prezzolate.
    E’ l’ora della lotta. E’ ora che lo stato tiranno e i suoi dieci milioni di complici sappiano che non siamo più disposti a fare le vittime di questa guerra civile, ma che la combatteremo e venderemo cara la pelle, prima di abbandonarci all’oscurità della tirannia. Dobbiamo cominciare a parlare nei termini NOI e LORO. NOI contro di LORO.
    Sperare che questo stato si riformi da solo è fantascienza. La storia ci ha insegnato che niente è gratis, qui o si combatte e ci si mette in gioco per la libertà o si muore schiavi.
    E’ L’ORA!

  57. Andrea

    caro Dott. Giannino, le ultime due righe dell’articolo sono le più belle e le uniche che danno un pò di speranza…………………..

  58. Amilcare

    @Paolo Venturini, purtroppo non riusciremo a risolvere i problemi fino a quando ci saranno parassiti come il signor Paolo Venturini

  59. MaxB

    Giannino facciamo un incontro informale per discuterne ? … a stretto giro … questo gruppo non cambierà le sorti del Paese da solo ma e’ una voce molto chiara e condivisa ..e potrebbe realmente raccogliere una grande parte di elettori di centro destra che gridano allo scandalo ( sommessamente ) e che con Grillo hanno un fitting vicino allo zero.
    Un incontro a Milano…sono disposto a cercare una soluzione per accoglierci tutti.

  60. john galt

    Giannino non scenderà in politica, semplicemente perché non è il suo mestiere. Creare un movimento da zero per poi mettervisi a capo e condurlo allo scontro elettorale non è come parlare dai microfoni di una radio o come tenere una rubrica nelle pagine di un settimanale o come fare un’ospitata ad una programma televisivo. Negli ultimi vent’anni abbiamo potuto comodamente verificare quali sconcertanti meccanismi persecutori possano essere messi in moto in questo disperato Paese nei confronti degli outsider. Il circo dei garantiti si è mosso in assoluta sincronia per mettere a tacere la voce di chi si era messo in testa, per pura follia libertaria, di rappresentare i settori che realmente producono ricchezza in Italia. Per due decenni, l’esercito del privilegio si è alzato ogni santa mattina compulsando le quotidiane istruzioni di Repubblica (o del morente Corrierone) ed andando a dormire la sera dopo aver ricevuto gli ordini dei tele predicatori vigliacchi che infestavano (infestano) le reti pubbliche. Da Aosta a Palermo, gente che non si conosceva e che mai si conoscerà, recitava a memoria il mantra della democrazia in pericolo (e da ultimo pure dell’etica calpestata), istintivamente sapendo che il miglior modo di mantenere lo status quo era quello di demonizzare chi realmente produce e rischia in proprio (dai “padroni sfruttatori” dei settanta al più recente “tutti evasori”), decapitando il movimento che cercava di rappresentarne le sacrosante istanze. Per sopportare tutto ciò occorre disporre, oltre che di una incoscienza fanciulla, di risorse personali e finanziarie fuori del comune. I 500 e rotti milioni di euro pagati da Mondadori allo svizzero sono lì (esempio tra tanti), a perenne ammonimento per chiunque volesse dare ascolto alla propria vocazione di leader libertario qui, a sud delle Alpi. Ciò detto, continuo a pensare che un movimento di opinione tosto, formato da gente tosta e preparata, in grado di lavorare seriamente per ribaltare la prospettiva da cui metà degli italiani guardano allo Stato ed al sociale (a partire dai ragazzi, visto che la loro vita rischia veramente di prosciugarsi in un deserto di depressione) potrebbe dare, in qualche anno, risultati notevoli. Per il resto, credo che i signori politici che attualmente stanno appoggiando quella manica di dilettanti allo sbaraglio che qualcuno si ostina a chiamare professori, ma che sono solo in buonissima parte degli egocentrici patologici, abbiano capito che continuare a percorrere la strada della spremitura porterà solo guai grossi e si daranno da fare per mettere un freno alla follia (lo stesso illuminato che ha dato il via a questa ridicolo esperimento di repubblica platonica ha capito che le cose cominciano a mettersi male e ieri ha invitato a pranzo il leader del partito di maggioranza relativa per cercare di capire le probabilità di sopravvivenza dello schifo di governo di nominati con cui si è divertito a giocare). Già perché se si può combattere un movimento organizzato e fare del male al suo leader, la rivolta sociale che è sempre più nell’aria, una volta esplosa, non si fermerà più.

  61. Vincenzo

    @john galt
    “Quello che si era messo in testa di rappresentare per pura follia libertaria di rappresentare i settori che realmente producono ricchezza in Italia”???????
    Ma di chi parli? dove lo hai visto?
    Ah parli di B!!!
    Ce lo ha raccontato che lo avrebbe fatto, sapendo che tantissimi, come me, aspettavano qualcuno che lo facesse, ma i suoi propositi erano ben altri e l’ultima esperienza di governo ne è stata il più clamoroso degli esempi. Tra l’altro dentro quel governo non c’era una singola persona che si potesse veramente definire liberale.
    I 500 milioni dati allo svizzero (altro soggetto che andrebbe spedito su un’isola deserta senza provviste nè acqua) sono stati forse una follia giuridica, per quello che ho potuto capire da non addetto ai lavori, ma una moralmente giusta punizione per essersi comprato, sia pure attraverso l’avvocato, la sentenza. E sono comunque noccioline rispetto a tutti i soldi guadagnati in altri modi: l’operazione tv digitale-decoder, le operazioni immobiliari e via discorrendo.

  62. Stefano

    Stiamo divagando per puro gusto di polemizzare ….
    In questo modo questo Paese non si salverà e, a malincuore dovrò constatare che hanno ragione quelli che pensano che l’unica alternativa sia andarsene dall’Italia.

    Io invece voglio che sia l’Italia a cambiare, a migliorare senza perdere quelle che sono le nostre peculiarità.

    Sono convinto che Giannino sarebbe un ottimo leader per un nuovo movimento che si richiami ai temi di fondo che vengono discussi in questo blog, ma mi sembra che Oscar sia abbastanza sordo da questo orecchio.
    Anche in questo caso, smettiamo di delegare ad altri quello che dobbiamo fare noi, ognuno di noi per non doversi

  63. Stefano

    … trovare nuovamente in futuro in questa situazione: i nostri delegati che pensano (e forse anche solo in buona fede, ma forse anche no 🙁 ) solo ai loro interessi, ma sicuramente non percepiscono i bisogni e le esigenze degli Italiani.

  64. Alessandro

    @Vincenzo

    Hai centrato il punto

    “Ma quello che io faccio è realmente necessario?”

    Questa è la domanda definitiva che dovrebbe guidare le nostre vite, assieme a quest’altra

    “In un mercato libero, con il miglior piano marketing possibile, qualcuno acquisterebbe i servizi che propongo? A che prezzo?

    Per rivederela spesa pubblica (non capico perché ora tutti la chiamino spending review…), non bisogna pensare di tagliare le persone, ma tagliare i servizi inutili, sottoutilizzati…

    La cosa terribile per molte persone sarà guardarsi allo specchio e dirsi: “ma che cosa ho prodotto in questi anni? a che cosa è servito il mio lavoro?”… qualche volta succede anche a me che faccio il consulente di direzione e mi serve molto per capire come migliorare me stesso, il mio servizio, il mio paese, etc.

  65. Andrea

    La iperlegiferazione discrezionale (il “diritto pubblico” prevalente sul “diritto privato” e la fine della “certezza del diritto”) e la pianificazione economica (contro l’ordine spontaneo del libero scambio) sono le due facce della stessa cultura razionalistica, dirigista, interventista, costruttivista ed etico-politica della social-democrazia (la versione soft del socialismo totalitario novecentesco nelle sue varianti nazifascista, comunista e roosveltiana).
    Essa ha realizzato, in nome della giustizia sociale (fine morale dello “Stato etico”) e facendo prevalere i cosiddetti “interessi legittimi” della “collettività” ai “diritti individuali naturali” (vita, libertà, proprietà), il “welfare state” inefficiente della “spesa pubblica” in deficit, il “debito pubblico” immenso che ci strangola, la ipertassazione intesa come strumento di “redistribuzione della ricchezza” invece che come “corrispettivo dei servizi pubblici”, la creazione di una casta di grandi privilegiati (di Stato e paraStato):
    – le oligarchie politico-burocratiche autoreferenziali, compresi gli alti dirigenti dell’amministrazione pubblica,
    – le potenti corporazioni economico-sociali,
    – certo capitalismo industriale e finanziario contiguo e protetto,
    – il sistema creditizio irresponsabile e complice,
    – il ceto intellettuale, giudiziario e mediatico di supporto.

    Giannino, se la sente davvero?

  66. Claudio Di Croce

    Fossi al posto di OG farei molta attenzione a cosa dico per telefono , farei molta attenzione a parlare e a frequentare persone che non conosco da tempo e in ogni caso a rispedire indietro qualunque regalo da chiunque proveniente . . Si fa in fretta a trovarsi indagato dalla procura di Milano , di Torino o di qualche procura meridionale in cerca di notorietà , invidiosi dei loro colleghi , meridionali come loro al 90% , residenti al nord più corteggiati dai giornali con la schiena dritta di proprietà delle banche ,della FIAT e dell’editore italosvizzero , tessera numero uno del PD .
    Non escluderei , se OG in qualche modo si affacciasse al mondo politico , cosa di cui dubito ,che le sue affermazioni su Radio 24 tipo ” stato ladro ” potrebbero essere usate contro di lui.
    Sono d’accordo per le sue affermazioni a proposito di SB che ha anche messo del suo per il suo insuccesso politico . E la Lega Nord si sta accorgendo cosa le sta succedendo , prendendo spunto da suoi errori . Procure di mezza Italia la stanno indagando su qualunque cosa . E Lusi sta tranquillo , tanto Rutelli non sapeva nulla come Rosy Bindi e co. e il pd , come il solito ( caso Penati insegna ) non viene mai sfiorato . D’altra parte un partito erede di chi ha preso valige di soldi addirittura da una stato estero – URSS per gli smemorati , – ha una esperienza che gli permette si evitare figure penose tipo Lega e poi ha i Greganti e non i Belsito.

  67. Alberto

    Dico a Giannino ed a tutti voi, che stiamo facendo solo chiacchiere basate su utopiche speranze e che invece ci si deve attendere una ulteriore manovra nel corso di quest’ anno, altro che diminuzione della spesa, infatti dalla tavola 9 di questo documento bankitalia(che riassume gli effetti delle manovre del 2011) è previsto un PIL che aumenta nel 2012, mentre come tutti sappiamo il PIL diminuirà di molto, io credo del 2,5%.

  68. Egr. Dr. Oscar Giannino, buongiorno.
    Sono un micro imprenditore di Modena ed ho avuto il piacere di ascoltarla direttamente ad un seminario presso Confindustria Modena (alla quale siamo associati).
    Sono rimasto colpito dalla sua preparazione e onestà intellettuale e certamente materiale, anche se ne ho la riprova quotidianamente, in quanto l’ascolto dalle ore 9,00 alle ore 10,00 su Radio 24 (la versione di OScar) e sono arrivato ad una …. diciamo considerazione.
    Perchè Lei e il Movimento 5 Stelle non provate a ragionare insieme … le Sue capacità e conoscenze sarebbero di grandissimo aiuto alla struttuta del Movimento, al quale mi stò avvicinando sempre più).
    Sono convintissimo che potreste scrivere insieme una bella pagina di storia della nostra Italia (finalemnte utilizziamo l’aggettivo “bella”).
    Non le ripeto le stanchezze e le frustrazioni di un piccolo imprenditore da sempre, che Lei conosce benissimo.
    Nel contempo Lei “non” può esimersi (con estremo affetto) dal dare un Suo contributo al miglioramenmte di questo meraviglioso paese (se non fossimo oppressi dai “luridi pedofili” che ci governano – offesa peggiore non credo ci sia).
    Con la speranza di una Sua cortese risposta in merito, spero di reincontrarLa nuovamente e nel contempo Le auguro un buon 1 Maggio.

    Maurizio Zoboli – Carpi – Modena

  69. Enrico

    La dismissione del patrimonio e il taglio della spesa improduttiva direttamente collegabile ad una riduzione del cuneo fiscale e’ una prospettiva che Monti deve riuscire a rendere concreta. E’ l’unico elemento che puo’ incoraggiare a guardare avanti con fiducia in questo momento indubbiamente difficile per lavoratori e imprenditori.

  70. ROBERTO CONTESSI

    Buongiorno dr. Giannino,
    condivido da tanto tempo quasi tutto quello che sostiene e volevo lanciare due provocazioni:
    – perchè non paghiamo o meglio accantoniamo l’IMU in un fondo che svincoleremo solo quando il governo Monti, incapace come tutti gli altri, ridurrà di quei 5/6 punti di PIL la spesa pubblica? Perchè i sacrifici li devono fare sempre i soliti? Perchè i piccoli imprenditori e non devono arrivare al suicidio schiacciati da uno Stato LADRO che ti rovina se non lo paghi, mentre LUI (LADRO ALL’ENNESIMA POTENZA) si permette di non pagarti?
    – perchè Giannino non fonda Lei un partito dicendo agli italiani in maniera molto chiara: VOTATEMI PERCHE’ SONO UN TECNICO VERO E IN TRE ANNI PULIRO’ TUTTO O QUASI IL SUDICIUME DI QUESTO PAESE. Io sarò con Lei perchè sono convinto che tutti, dico tutti i politici di qualsivoglia colore e le alte cariche pubbliche, DEVONO ANDARE A CASA PERCHE’ HANNO DISTRUTTO UNA NAZIONE ed ora sono loro che DEVONO PAGARE. VERGOGNA ED ANCORA VERGOGNA.

    Cordiali saluti
    Roberto Contessi

  71. stefano G

    Da persona che lavora nella pubblica amministrazione occupandosi di controllo di gestione le chiedo: non ritiene che tra le cause generatrici di sprechi intollerabili nella P.A. vi sia il ruolo di consulenti (quasi sempre professori universitari super-garantiti) che propongono complessi (e costosi) strumenti di valutazione del lavoro dei dipendenti pubblici che si traducono in nuove strutture (e relativo personale) e ulteriori adempimenti burocratici ? Quante persone lavorano negli enti pubblici per controllare in maniera formale e inefficace il lavoro degli altri ? Quanti danni hanno comportato i tagli lineari proposti in maniera indifferenziata da illustri accademici (es. Tremonti) che trattano allo stesso modo l’ospedale di Niguarda e quello di canicattì ? E’ giusto bloccare il fondo per il trattamento accessorio dei dipendenti (e lo stipendio per 4 anni !) sia a chi ha un numero di dipendenti inferiori alla META’ DELLA MEDIA NAZIONALE (la Regione Lombardia) che ha chi ha un numero di dipendenti più che doppio rispetto alla media nazionale ? Non è ora di usare strumenti semplici e poco costosi come il benchmarking e fissare obiettivi e parametri che le P.A. devono raggiungere ? In questo modo si potrebbe premiare chi raggiunge gli obiettivi con poco personale e bastonare solo chi costa troppo rispetto ai servizi che eroga. Apriamo una campagna su questi temi la prego e usciamo dalla lotta tra pubblico e privato che lascia tutto come prima.

  72. Stefano

    Spett.Le Dott. Giannino,
    sono d’accordo con Lei, oramai siamo arrivati a un punto di non ritorno, bisogna tagliare la spesa pubblica inutile e ridurre la pressione fiscale.
    C’è un piccolo particolare, questo è un processo che non può essere effettuato in poche settimane anche perchè ha dei costi sociali non indifferenti. Prendiamo un esempio classico, le auto blu. Si dice che in Italia siano 64.000. Probabilmente la metà sono superflue. enissimo, dimezziamole. Perfetto, ma poi cosa ne facciamo dei 32.000 autisti?
    Barricate sindacali, partiti che si fanno tirare per la giacchetta ecc. Insomma è un processo che richiede consenso e tempi piuttosto lunghi.
    C’è invece una possibilità di recuperare senza traumi parecchi soldi che potrebbero essere utilizzati immediatamente per ridurre la pressione fiscale.
    Martedì 17 aprile 2012 la Commissione Europea ha dichiarato pienamente conformi al diritto comunitario gli accordi fiscali che la Svizzera ha firmato con Germania e Gran Bretagna.
    Due giorni dopo sul Sole24Ore è stato pubblicato un articolo estremamente interessante intitolato “Tassare i capitali italiani in Svizzera frutterebbe a Roma 37 miliardi (secondo l’accordo austriaco).”
    Perchè Lei e il suo giornale non fate un’azione mediatica forte per spingere il governo a chiudere l’accordo? Perchè rinunciare ad un’opportunità simile?
    PERCHE’ inoltre NON PRELEVIAMO UN ALTRO 20% DEI 180 MILIARDI RIENTRATI CON LO SCUDO FISCALE?
    Con i 37 miliardi dell’accordo con la Svizzera e con altri 36 miliardi scudati avremmo le risorse per ridurre le tase su imprese e lavoro per almeno due anni senza deteriorare i conti pubblici.
    Queste risorse non dovrebbero ssolutamente bloccare il processo di spending review, ma dovrebbero semplicemente permettere di effettuare i necessari tagli di spesa pubblico in un clima sociale ed economico meno teso e complicato.

    Stefano

  73. roberto manzoni

    Ci stanno prendendo in giro , ci stanno fottendo usando come scusa il: “ce lo chiede l’europa i mercati o l’euro”. In realta sono una massa di incapaci autoreferenziali che campano , si nutrono , si ingozzano di tasse.Aprono tavoli ,fanno commissioni ,creano nuove autority solo per giustificare nuove spese con relative assunzioni. Ci controllano i pagamenti , le telefonate ,le spese e persino quello che mangiamo (junk food), siamo all’isteria etica. Segnali di ribellione ZERO . Il lavaggio del cervello iniziato con “le tasse sono una cosa meravigliosa” , proseguito col creare odio tra classi ha funzionato a dovere . Salumieri contro notai ,operai contro farmacisti ,pensionati contro tutti . Compri un Porsche usato di 10 anni e sei peggio di Breivik. In questa situazione surreale che farebbe incazzare chiunque in un paese normale . Quali le reazioni ? N E S S U N A !! Il massimo delle manifestazioni anti “grande fratello ladro” sono “salviamo i ciclisti” a Roma o la liberazione dei “Beagle” di Green Hill. Ennesimo imprenditore omicidiato di stato in Sardegna , notizia assolutamente irrilevante nei TG nazionali ormai è normalità . Al TG5 è stata data dopo un servizio sulla cellulite e la prova costume ,sulle spiagge durante il ponte del 1°maggio . Abbiamo DEFINITIVAMENTE passato il PUNTO DI NON RITORNO ! roberto.manzoni@fastebnet.it

  74. LucaS

    Ultime notizie: il governo fa finta di voler far tagli insignificanti per non dover aumentare ulteriormente le tasse…. e i partiti (inclusi quei buffoni del PDL) si sono opposti… Incredibile! Qui c’è da tagliare 100 e loro gridano allo scandalo non per tagliare di uno zero virgola ma addirittura parlare di tagliare uno zero virgola…. Non bisogna nemmeno parlarne! capito?! Vergognatevi!!! E andate a casa una volta per tutte! Se alle prossime elezioni chi legge questo sito vota pdl (orgogliosamente mai votato in vita mia dal 94’… li ho inquadrati subito!) vada a farsi un esame al cervello! O è alzaimer o sindrome di Stoccolma!

  75. Francesco P

    @claudio p

    Mi scuso se le rispondo con un po’ di ritardo. L’altra notte ho fatto un sogno a metà fra l’incubo ed il comico in cui la televisione annunciava: “il Presidente della Repubblica Napolitano ha accolto le dimissioni di Monti ed ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo a Fausto Bertinotti”. Oggi ero un po’ sconvolto.

    Sappiamo tutti che il vero nodo del Paese è la costante perdita di competitività. Di tutti i fattori che limitano la competitività il costo del lavoro è uno di quelli meno rilevanti. La Svizzera, infatti, è al primo posto e, puta caso, figura fra i primi per il livello dei salari ed il tenore di vita medio della popolazione. Quanto è importante l’articolo su questo blog “Quando avremo il 25 aprile della libertà economica”! E’ altrettanto importante scaricare e dare un occhiata al “The Global Competitiveness Report 2011-2012” del World Economic Forum accessibile all’indirizzo indirizzo http://www3.weforum.org/docs/WEF_GCR_Report_2011-12.pdf ).

    Come oggi hanno pubblicato i maggiori quotidiani, la BCE avrebbe appena “bacchettato” l’Italia sulla necessità portare a termine la “spending review” e, in particolare, di ridurre i costi dell’amministrazione pubblica a partire dall’accorpamento delle Provincie.

    Detto ciò, su cui credo che siamo pienamente d’accordo, espongo la mia opinione sulla capacità ricettiva di larghi strati della popolazione rispetto ad un movimento liberale.

    Nel mio piccolo, posso osservare una grande delusione nei confronti della politica ed una tremenda disillusione nel confronti dello Stato assistenziale. Ma il piccolo imprenditore con cui parlo per motivi professionali o semplicemente il titolare del bar hanno un certo livello di consapevolezza dei meccanismi perversi. Sono mediamente più ricettivi. La massa dei lavoratori dipendenti, dei manager (molti sono più conformisti e statalisti di quanto non pensi!), dei disoccupati, ecc., sono ancora condizionati agli schemi degli attuali partiti. Altrove la ricettività è bassa. I giovani non ancora inseriti o appena inseriti nel mondo del lavoro non hanno in molti casi consapevolezza dei fattori di competitività e sognano ancora soluzioni per nulla realistiche, influenzati dal nichilismo della protesta.

    Non tutti comprendono correttamente le ragioni della crisi Europea e di quella Italiana, che peraltro sono molteplici ed interconnesse.

    In compenso il malessere è diffuso ed il mito dello Stato si è trasformato per i più in un incubo. Creare una consapevolezza e una cultura liberale diffusa richiede generazioni, invece è possibile incidere sulla realtà incalzando governi e partiti su fatti concreti. Questo può portare grandi frutti.

    Le persone capiscono prima le questioni pratiche e poi, se convinte ed interessate, cercano di capire la teoria e le motivazioni ideali. L’attenzione degli esseri umani va attirata parlando di problemi concreti e proponendo soluzioni. Mentre non vedo spazio per un partito che rischierebbe di essere elitario come il grande vecchio PLI di Malagodi, vedo spazio per un movimento che sappia dare voce unitaria a tante associazioni e singoli per “incalzare governo e partiti”. E’ importante parlare, comunicare alla gente ponendo al centro del dibattito singole questioni, spiegando che esistono soluzioni alternative e che è possibile migliorare.

    A diventare partito dl nulla c’era riuscita Forza Italia ai tempi, grazie anche ad una base organizzativa ed operativa fortissima. Poi s’inviluppò in percorso di “democristianizzazione” creando delusione e disillusione. Sappiamo come è finita: giocare a fare i democristiani significa assumerne gli atteggiamenti deteriori e poi farsi mangiare dai democristiani autentici!

    Senza inventare un nuovo partito, si può far sentire la propria voce con forza ed autorevolezza portando il proprio messaggio in modo semplice e ricco di spunti pragmatici.

  76. Antonio

    Caro Giannino, non si faccia ingannare. Ridurre la spesa pubblica è una SOLENNE STUPIDAGGINE e non farà altro che aumentare la recessione. Il problema è che lo Stato NON funziona come una semplice famiglia: i problemi sono ben altri ! Ci pensi un attimo: la crescita economica più forte ci fu quando il deficit americano viaggiava nel dopoguerra al 25 per cento del pil … la prego NON si faccia ingannare da LUOGHI COMUNI ….

  77. Claudio Di Croce

    @LucaS
    Mi può dare un consiglio sul prox voto ?
    Astenersi non serve a nulla. Lei cosa sceglie ? Io fin dagli anni sessanta avevo inquadrato DC, PCI, PSI e votavo PLI . Gli eredi dei partiti che hanno creato un debìto pubblico enorme che ci sta soffocando, che hanno favorito in tutti i modi la corruzione e gli sprechi , sono quelli che lei preferisce ? Io non li voterò mai e la mia opinione su chi lo farà è facilmente comprensibile .

  78. Francesco

    @Antonio
    Il problema è a quale spesa pubblica facciamo riferimento.
    Quale ricchezza in PIL creano il reddito del presidente dell’Inps o quello del capo della Polizia?
    Che ricchezza non personale creano le varie autorità garanti, che quando non sono dannose sono semplicemente inutili?
    Diamo le loro funzioni ai relativi ministeri (costo zero) ed aboliamole (risparmio).
    La nostra privacy non ne risentirà, così la libera concorrenza, ma il denaro rispermiato potrebbe essere usato per pagare le imprese che hanno già lavorato e speso per Stato e comuni.

  79. gug

    La spesa pubblica è il problema. Soprattutto perchè ha creato un economia completamente alterata e inefficiente. Ogni settore attraverso tale spesa è cresciuto e si è formato. La scuola è cresciuta su misura per insegnanti e personale ausiliario, la giustizia su misura di giudici e avvocati, l’università di professori e ricercatori,i taxi e le farmacie su misura di tassisti e farmacisti, anche i giornali su misura dei giornalisti e del loro ridicolo ordine, etc. etc, ogni piccolo settore, ufficio si crea lavoro attraverso procedure, documenti ,apparati, controlli, una volta creato è inattaccabile indistruttibile.Per questo è una guerra dove i nemici sono dappertutto, sono milioni in Italia e forse hanno pure la maggioranza. Come la mattina nel film ” L’invasione degli ultracorpi” si scoprono nuovi nemici che si sono trasformati nella notte così scopri nuove persone che si sono arrese all’idea di una spesa pubblica che deve finanziare tutto qualsiasi inefficienza e malversazione, e che si deve tutelare da qualsiasi attacco che ne possa fermare la sua crescita, vedi il tuo più caro amico che ti dice “Ma ..in fondo” oppure “sono ben altri i problemi” e capisci che si è trasformato. Politici, sindacalisti, lo hanno trovato e l’hanno colpito ormai è un altra persona.

  80. Marcello

    Caro Giannino, sono assolutamente d’accordo con la Sua analisi e come Lei ritengo che l’offerta politica italiana sia di livello (tecnico e morale) infimo. Allo stesso tempo credo pero’, che il tempo della politica sia finito, e che se anche sorgesse una nuova forza politica come quella da Lei tratteggiata( e sognata da moltissimi), arriverebbe fuori tempo massimo. Sarò catastrofista, ma ho il timore che la liberazione degli Italiani da una classe politica ladra ed incapace, e da questo mafioso che chiamiamo Stao, arriverà solo per il tramite dell’appello al cielo di lockiana memoria. Chi ci deruba e se ne fotte della volontà del Popolo sovrano (come ben dimostra il caso del referendum sul finanziamento ai partiti) va preso a CALCI IN CULO!

  81. Alberto

    Vedete, io vengo da un’ azienda dove nel tempo, circa 17 anni, abbiamo tagliato i costi di struttura di circa il 400%, in modo definitivo ma senza diminuzione del fatturato, anzi con aumento annuo dei profitti, anche del 10%. Quella azienda ancora è viva e fa profitti. Nello stato, soprattutto il nostro stato, questa cosa non si potrà fare mai, perchè è impossibile introdurre il concetto di profitto, che è poi legato ai risultati ed ai vari responsabili, a partire dall’ amm.re delegato, dai membri del board, capi divisione, di settore e responsabili sul campo, che poi debbono con lavoro certosino applicare quelle strategie complesse di tagli, pena i licenziamenti degli stessi.
    Quindi mettiamoci l’ anima in pace ed aspettiamo il default, come scrivevo prima.

  82. LucaS

    X Claudio Di Croce

    1) Bella domanda! Ovviamente come tutti qui dentro spero che Giannino o altri che la pensano come noi ci diano la possibilità di vedere rappresentate le nostre idee in parlamento e nei media in modo quantomeno da condizionare il dibattito e arginare la totale disinformazione dei media che è il nemico numero uno che dovremo combattere: quante persone per bene e in buona fede per semplice ignoranza continuano a supportare/tollerare questo status quo? Secondo me basta informare queste persone, mostrargli le nostre idee con la competenza e la forza dei numeri come fa sempre Giannino e vedrai che tzunami… qui si tratta di aprire la prima fessura nella diga dello stato! Ecco perchè quasi imploro Giannino di muoversi in prima persona! Non perchè non ci siano anche altri che la pensano come noi e altrettanto competenti (per es. io stimo moltissimo Boldrin! che a differenza di Giannino ha sempre inquadrato questi banditi del centro-destra e Tremonti in particolare per quello che sono) ma perchè lui ha un valore aggiunto notevole: la capacità di far capire al volo le nostre idee, di smontare in pochi secondi le scemenze dei politici e dei tecnici (per non parlare dei sindacati…), l’abilità di non mettere alcune categorie contro le altre ma ragionare in termini inclusivi cosa molto importante per una forza nuova come sarebbe la nostra (per es. più che criticare i dipendenti pubblici che sono moltissimi ne critica i dirigenti che sono infinitamente meno, mentre se dipendesse da me io licenzierei almeno il 50% dei dipendenti pubblici… però non prenderei nessun voto e quindi non riuscirei a far niente in pratica!) . La cosa bella è che anche con pochi rappresentanti il cambiamento che potremmo innescare sarebbe enorme sul medio-lungo termine e costringeremo anche le altre forze politiche a rivedere i loro piani (per es. se ogni volta che le forze politiche propongono nuove tasse dall’altra parte gli italiani vedessero chi propone tagli in modo preciso, documentato e senza tagliare i servizi voglio proprio vedere se non ci votano)! Per es. anche con pochi deputati saremmo regolarmente invitati in tv ad esprimere il nostro punto di vista, oppure saremmo regolarmente presenti nei tg…. e l’impatto potrebbe essere ENORME!!! Io punto soprattutto sulla rete ma se escludiamo gli appassionati di economia e finanza o chi l’ha studiata… il problema è che il cittadino medio ti cerca solo dopo che ti sente in tv o in radio…
    2) Se l’alternativa 1 non dovesse concretizzarsi (ma io ci spero e ci credo tantissimo! anzi ripensandoci potrei rapire Giannino e liberarlo solo a patto che si candidi… scherzo ma non troppo!) allora propenderei per un altra strategia: giustissimo non votare per chi ci ha portato in questo casino quindi no Pd, Pdl, e terzo polo o come vorrà chiamarsi e no Lega… e dal momento che nessuno mi rappresenta veramente io in questo caso voterò Grillo! Ma non perchè creda nel suo programma (by the way lui almeno ha un programma! a differenza dei maggiori partiti che cambiano idea continuamente su ogni tematica..) anche se alcuni punti sono molto interessanti e credo condivisi come maggiore trasparenza della PA, maggiore potere al consumatore, democrazia diretta, attenzione alla concorrenza… ma soprattutto per ottenere altri 2 obbiettivi: 1) indebolire ulteriormente i partiti principali che sono il vero problema dal momento che bloccano persino le timidissime/quasi insignificanti riforme di questo governo e se loro continuano a perdere voti sarà molto più facile per noi imporre la nostra agenda 2) rendere molto più probabile un intervento del FMI che attuerebbe manu militari le riforme che noi invochiamo da anni…

  83. marco

    Certo che esiste una leva matura per proporre e attuare una politica liberale in Italia, basta non estrarla dalla spazzatura dei “Clientes” in rivolta per dieta da tagliolini (piccoli tagli), o dalle consorterie a rischio, basta impedire l’ingresso ai transfughi camaleonteschi in fase di riciclo, ispirandosi all’Afghanistan abbiamo bisogno di una sana stagione di LIB TALIB per una rieducazione forzata

  84. Paolo Venturini

    @gug
    lei dice che la scuola è cresciuta per esigenze dei dipendenti della stessa: sarà anche vero, ma si ricordi che il ministro Gelmini ha effettuato un taglio di organico non piccolo. Per la precisione 2000 presidi su 10000, 45000 non docenti su 252000 e 87000 docenti su 770000. in tre anni, non in dieci. Non mi pare così poco. Poi, certo, possiamo anche dire “licenziamone 200000 o 300000”, ma non sarebbe politicamente praticabile. Meglio ridurre di 30000 persone l’anno e in sette otto anni la scuola sarà molto più snella senza massacri sociali…

  85. giuseppe

    @Antonio
    Ridurre la spesa pubblica – e basta – probabilmente ha ragione Lei.
    Ma ridurre la spesa pubblica inutile e improduttiva, quella si dovrebbe sempre, magari riconvertendola. Anche se non ci fosse deficit.
    C’è poi una spesa pubblica (magari una piccolissima parte,chi lo sa?) che, oltre ad essere inutile e improduttiva,è anche dannosa. Molti dipendenti pubblici non trovano di meglio che dare fastidio a chi deve lavorare.

  86. giuseppe

    @Paolo Venturini
    Certo. La strada ragionevole e praticabile è quella che dice Lei. Il blocco del turn over. Ci sono poi parecchie altre cose da fare senza licenziare, per non dare alibi al Ministro Giarda.
    Accorpare gli Istituti, le Sedi periferiche di Università. Non è possibile avere corsi Universitari con quattro studenti (e le assicuro che ci sono!)
    Un’altra cosa intelligente sarebbe implementare i cosiddetti diplomi di super tecnici sottraendoli agli Istituti Tecnici (che devono crearsi le competenze) ed assegnadoli alle Facoltà di Ingegneria (dove le competenze ed il personale abbondano) Altro caso eclatante,magari piccolo,ma paradossale, gli ex Convitti Nazionali dell’Inadel, chiusi quarant’anni fa e poi passati all’Inpdap. Con un normale turn over a quest’ora sarebbero stati chiusi non una, ma due volte. Invece hanno seguitato ad assumere, ed oggi hanno più personale di quanto ne avessero quaran’anni fa, non avendo più competenze. Senza cacciare nessuno si potrebbe fare molto. Sarebbe la più grossa rivoluzione.

  87. Paolo Venturini

    @Giuseppe
    in effetti ciò che dice lei (e io) sono cose ragionevoli e, soprattutto, concretamente praticabili. So che nella scuola c’è un po’ di margine per tagliare il personale (anche se i tagli gelminiani – che non sono stati un massacro sociale, sia chiaro – hanno avuto un certo impatto: circa il 14% dell’organico). Se tagliamo, ad esempio, 6000/7000 non docenti l’anno per i prossimi 6 anni avremo a regime un personale di 170000 persone (nel 2009 era di 252000). Se tagliamo i docenti (20000/25000 l’anno) nello stesso periodo avremo circa 135000 docenti in meno. Rispetto ad oggi (690000) il calo sarebbe notevole (andremmo a un personale di 550000/560000 insegnanti) rispetto ai 770000 del periodo pregelminiano. Il taglio complessivo sarebbe del 30% (a occhio, non so se ho calcolato bene) . Non poco. Certo nonsi può fare in un anno o due: non solo non sarebbe praticabile, ma neanche la riorganizzazione del settore sarebbe facile da fare, in sostanza si creerebbe il caos nelle scuole.

  88. antonio

    @giuseppe
    NO, NO, NO …. lo stato NON funziona coma una famiglia o una impresa !! NON esiste una spesa pubblica produttiva o una improduttiva. IL NOSTRO IMMENSO problema è che abbiamo perduto la sovranità monetaria: quindi lo stato deve procurarsi le risorse sui mercati a prezzi folli. Se la Banca d’Italia potesse finanziare il debito STAMPANDO moneta l’interesse sul debito sarebbe UGUALE A ZERO.

  89. gug

    @gug
    La gelmini disse che il 97% della spesa per la scuola era salari e stipendi, in questa situazione che è valida in quasi tutti i settori è chiaro che ci sono milioni di persone che ogni giorno vogliono migliorare o lasciare immutato il loro tenore di vita e nessuno che difende gli interessi degli alunni e della scuola in generale, è qui il nocciolo di una contrapposizione in cui una parte dell’ italia non si siede a dire la sua da 50 anni.Come cercavo di dire prima l’ interesse generale non è più difeso da nessuno. Quando si vedono quei tavoli con 50 persone sedute, io vedo solo nemici dell’ interesse generale, tutti della stessa banda che difendono un elefantiaco settore pubblico da diversi punti di vista.

  90. Maurizio

    La classe politica italiana si è dimostrata per l’ennesima volta inadeguata, dando vita al consueto teatrino col quale non giunge mai alla soluzione dei problemi concreti degli italiani, ma tenta solo di lucrare in termini elettoralistici….anche se ormai il gioco funziona sempre meno.
    C’è bisogno di interventi seri e concreti. Di scalette di priorità e di un timoniere forte che dia anche la sensazione a tutti che ce la faremo.
    Il povero Monti è costretto a fare da Re Tentenna e la sicurezza professorale che ostenta nelle varie conferenze stampa rischia di essere sconfessata dalla modestia dei suoi provvedimenti.
    Non penso che non voglia passare alla riduzione della spesa, ma certo deve trovare il modo di avere l’assenso di tutti i partiti (o di quello che ne resta) di quella strampalata maggioranza, nella quale ciascuno tramite i distinguo e i piccoli veti, cerca di coltivare il proprio orticello di votanti…
    In sostanza lo sappiamo tutti quel che dovrebbe fare:
    1. Taglio drastico di spesa inutile (elim.province/Riduzione Numero parmalmentari/Costi Politica/Finanziamento partiti/Enti inutili);
    2. Razionalizzazione della spesa nel pubblico impiego (Non solo licenziamenti ma ad esempio un profondo check up della produttività degli enti, con riduzione dei personali in alcune amministrazioni e riutilizzazione degli esuberi in servizi nuovi e volti all’aumento della produttività delle imprese, es. servizi per export/innovazione tecnologica/riqualificazione prof.le);
    4. Lotta alla corruzione con l’introduzione di sistemi di controllo (veramente trasparente e verificabile da tutti) delle spese delle P.A.;
    5. Spinta al PIL, favorendo in particolar modo Export / Turismo e investimenti dall’estero.
    6. Ripristino dello stato di diritto per i pagamenti della P.A. ai privati;
    7. Riduzione (non simbolica) delle imposizioni fiscali (ed eliminazione di imposte odiose come l’irap)
    8. Creazione di un rapporto sano e virtuoso tra cittadino e fisco, con aliquote sostenibili, sistemi di imposizione semplici, metodi di riscossione corretti (e non da SS), controlli efficaci per tutti e certezza del diritto!!!
    Ma mi chiedo: Si può fare tutto questo con un governo tecnico ostaggio di partiti in crisi di identità???

  91. LucaS

    X Paolo Venturini e Gug
    Vi sottopongo questa mia proposta che chiaramente non è attuabile dall’oggi al domani ma che in prospettiva credo potrebbe abbattete notevolmente il costo dell’istruzione, elevare la qualità e dare maggiore libertà/flessibilità agli studenti.
    1) Drastica riduzione del personale (almeno il 70%) di insegnanti e dirigenti scolastici e esternalizzare completamente il servizio di pulizia delle scuole con un vincolo a mantenere l’occupazione per tot anni al privato che vince la gara.
    2) Dismettere almeno il 60% dei plessi scolastici (molte meno spese di mantenimento, ristrutturazione e possibilità di monetizzare quelle dismesse spesso nei centri cittadini…) e usare i plessi rimanenti dalle 8 di mattina alle 7 di sera non solo la mattina in modo da fare (potenzialmente come spiegherò dopo) “2 turni” di lezioni
    3) Cambiare totalmente il sistema di fornire il servizio: uso intensivo di internet sul modello del corso di artificial intelligence appena tenuto negli USA e seguito in tutto il mondo: si scelgono i profe più capaci che sviluppano un certo programma prestabilito, con esercizi e tutto quanto mettendo tutto il materiale (video, slides e libro di testo che a quel punto è gratis.) su internet liberamente scaricabile da chiunque! Questo sistema permette tantissimi vantaggi: monitorare la qualità dell’insegnamento prendendo i profe migliori, tutti gli studenti avrebbero l’accesso ad un insegnamento di alta qualità mentre molti oggi ne sono privi per colpe non loro…. a secondo della fortuna che hanno con le assegnazioni dei profe e se questi hanno o meno voglia di lavorare… cosa inaccetatabile! la lezione può essere riascoltata quanto e quante volte si vuole da casa propria! gli studenti possono interagire molto meglio che in classe con mail o commenti/feedback direttamente al video permettendo al profe di fare un video specifico di risposta alle domande/dubbi degli studenti e aggiornare il video-lezione originale! addirittura in prospettiva si potrebbe sviluppare sul modello wikipedia coi privati che sviluppano, anche a livelli impossibile per il singolo insegnante, specifici aspetti aumentando enormemente la qualità del corso!!! E il bello è che il giudice ultimo sarebbe il mercato… per es. se gli studenti non apprezzano il mio corso useranno quello di altri.. e i migliori si affermerranno!! Oppure faranno una parte specifica da me e una da un altro profe prendendo il meglio da ognuno… cosa oggi impossibile! Le scuole fisiche verrebbero usate molto molto meno, solo per le valutazioni e per incontrarsi periodicamente e organizzare il lavoro….. Troppo rivoluzionario?
    PS Non dico di partire con questo modello in prima elementare ma se i ragazzi vengono abituati si può iniziare tranquillamente con le medie!!! Ci sono alcuni problemi ok ma provate anche solo a mettere in fila gli enormi benefici (non solo economici ma proprio quanti-qualitativi) del del mio modello… per me non c’p nemmeno partita!

  92. LucaS

    X Paolo Venturini e Gug
    Ad integrazione del post precedente e lasciando perdere l’istruzione: quanti posti di lavoro pubblici sono TOTALMENTE INUTILI nel senso che un modo diverso di fornire lo stesso (se non migliore) servizio o una semplice informatizzazione potrebbero sostituirli senza problema? Secondo me tantissimi! E questo è un discorso che deve essere fatto! Non basta che gli statali lavorino ma devono anche essere posti di lavoro efficienti e produttivi: non è giusto che i privati debbano farsi il mazzo per mantenere gente totalmente inutile oppure per mancanza di soldi ridurre i servizi…. Servizi è una cosa stipendi di migliaia di privilegiati sono un’altra! ed è ora di spiegarlo una volta per tutte agli italiani!!!!!!

    PS X Giannino: tra le norme per risparmiare nella sanità propongo l’obbligo per il medico di base di prescrizione del PRINCIPIO ATTIVO!!!! dal momento che all’università si insegna proprio il principio attivo! Questo consentirebbe una forte crescita dei farmaci generici con ovvi benefici per tutti!!!!!

  93. LucaS

    X Antonio

    Mamma mia ma non lo capisce che sta dicendo un sacco di stupidaggini! Persino a naso dovrebbe arrivarci altrimenti la repubblica di Weimar oppure lo Zimbabwe sarebbero stati ricchissimi! Ma purtroppo non siamo in paradiso e la moltiplicazione dei pani e dei pesci non sappiamo farla e c’è una cosa chiamata inflazione che si da il caso colpisca soprattutto i più poveri quelli che lei ingenuamente pensa di difendere… La storia è piena di paesi che stampavano tutta la moneta che volevano (incluso il nostro infatti la lira è sistematicamente crollata e l’inflazione era alle stelle… guarda caso!)… il problema era che il mercato non l’accettava e per es. per vendergli il petrolio volevano i dollari… quindi tutto il loro stampare era inutile! Ergo per comprare il petrolio saccheggiavano la ricchezza privata tipo Argentina di recente con la Spagna e poi quando non ce n’era più inevitabilmente fallivano!!!! Studi un pochino di più prima di sparare stupidaggini cosi… se fosse cosi semplice non crede che l’avrebbero già fatto da un pezzo?

  94. antonio

    Mi perdoni, ma penso sia lei ad essere piuttosto in difetto quanto a studi.
    La storia di Weimar non è affatto quella da lei evocata: si guardi ad esempio l’articolo di Fabian Lindner in proposito.
    L’Argentina ha avuto il coraggio – se non sbaglio nel 2002 – di sopportare un default e liberare la sua moneta dal folle rapporto 1:1 col dollaro (una gabbia paragonabile a quella che oggi soffriamo con l’euro). Dopodiché ha cominciato a crescere a ritmi dell’8/9 % all’anno..
    Infine sulla tematica della lira le posto in copia e incolla le dichiarazioni di un vero galantuomo e Grande servitore dello Stato, Nino Galloni ( che mi piacerebbe fosse intervistato da Giannino). Forse, dopo la lettura, sarà un pò più chiaro di chi sia stata la colpa del nostro attuale debito.
    ————-
    Galloni ha suscitato scalpore per il racconto di quanto vissuto in prima persona negli anni decisivi per la vittoria di un tipo di economia che andava incontro al potere privato, lasciando ai margini il settore pubblico e le teorie dell’economista John Maynard Keynes.

    Decisivo, per Galloni, il momento del ‘divorzio’ tra Tesoro e Banca d’Italia all’inizio degli anni Ottanta, uno dei passi più importanti verso l’europeizzazione forzata dell’Italia.

    “C’è stata un’accelerazione esagerata del processo europeo di integrazione monetaria che non era negli interessi del Paese”, ha affermato l’economista.

    “Per sottrarre la potestà di decidere gli investimenti pubblici alla classe politica del tempo, considerata acriticamente corrotta e clientelare – ha poi aggiunto – si è deciso che tutte le spese pubbliche superiori alle tasse dovessero essere finanziate con emissione di titoli da offrire al mercato e quindi con tassi di interesse che crescevano e che, a loro volta, avrebbero alimentato la spirale di crescita del debito pubblico. Questo ha, di fatto, bloccato la crescita economica del Paese”.

    Molti economisti di scuola keynesiana, come Federico Caffè, Paolo Leon e Sergio Steve si opposero, almeno stando a quanto riportato da Galloni, a questa piega, “ma una parte dell’establishment aveva già deciso. Anche nell’allora Democrazia cristiana – ha ricordato – c’erano molti personaggi contrari, come Carlo Donat Cattin”.

    “Mi ero opposto al famoso divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia – ha raccontato – perché fra lo Stato che non chiede moneta o si basa sui vincoli di portafoglio delle banche che devono assorbire i suoi titoli a bassissimi tassi d’interesse, che è come battere moneta, non c’è grande differenza”.

    Per Galloni, “l’Italia ha rinunciato a questa facoltà quindi si rivolgeva direttamente al mercato, anzi, a quelle cinque o sei banche di interesse nazionale che stavano per essere privatizzate e che, ovviamente, utilizzavano un metodo ancora più drastico di quello successivo per far crescere i tassi d’interesse. Se lo Stato chiedeva 5 mila miliardi delle vecchie lire – ha sottolineato – ne venivano comperate 4.500 al tasso del giorno e poi per far assorbire quelli rimasti si facevano schizzare i tassi d’interesse a livelli insostenibili”.

    Una parte dell’establishment aveva già deciso. Non deve stupire, allora, il diktat via telefono firmato dall’ex cancelliere tedesco, Helmut Kohl, e il ruolo, fra gli altri, di Carlo Azeglio Ciampi.

    “Dissi che con quel sistema – ha spiegato Galloni – nel giro di sei o sette anni il debito pubblico sarebbe raddoppiato e avrebbe superato il prodotto interno lordo. Inoltre, la disoccupazione sarebbe salita al 50 per cento, le imprese non avrebbero più assunto. Mi presero per pazzo, alla fine lasciai la pubblica amministrazione”.

    “Giulio Andreotti mi chiamò per chiedermi se volessi contribuire a cambiare l’economia italiana – ha continuato l’ex funzionario del Bilancio – poi si fece vivo Cirino Pomicino, che mi mise a capo della struttura tecnica del ministero del Bilancio. Io volevo rallentare il processo che avrebbe portato all’Euro. Volevo un percorso diverso per entrare nell’Europa unita, serviva una condizione di sviluppo economico, non depressiva, per non perdere posti di lavoro ma per crearli”.

    “Successe il cataclisma – ha ammesso – la Fondazione Agnelli e Confindustria si schierarono contro. L’allora cancelliere tedesco Kohl chiamò al telefono l’ex ministro del Tesoro Guido Carli. Pomicino mi fece capire che non c’era più spazio per quel mio tentativo. Dovetti scrivergli su un pezzettino di carta che poi gettai: c’erano i microfoni, mi intimò di non parlare. Gli chiesi in quel modo se la telefonata fosse arrivata oppure no, Pomicino fece segno di sì con la testa”.

    “Una parte della Democrazia cristiana mi incaricò, negli anni ’80, di prendere contatti con una parte del Partito comunista – ha detto ancora Galloni – per vedere se fosse possibile una linea di politica economica e monetaria differente da quella accettata dall’establishemt della stessa sinistra democristriana e capire se nel Pci se qualcuno fosse d’accordo. Feci alcuni seminari, venivano persone molto modeste come Mario Draghi e Giulio Tremonti, gente che poi ha fatto carriera”.

    “Cosa successe? Un certo Ciampi chiamò Enrico Berlinguer e gli disse che, se si fosse andati avanti con il discorso sulla moneta, tutti i figli della nomenklatura comunista che stavano negli uffici e negli studi delle banche sarebbero andati a casa”, ha svelato.

    “Ancora oggi si vedono i segni lasciati da quella telefonata arrivata dalla Germania – ha concluso Galloni amaramente – in quel momento ho capito che l’Italia era stata condannata definitivamente insieme a una generazione di giovani”.

  95. Gug

    E’ un bel modo di vedere le cose e c’è sicuramente del vero, ma oggi ? In Argentina hanno tutti i dollari sotto il materasso, si stanno piano piano inimicando con mezzo mondo e non hanno un economia così legata a quella europea come la nostra.

  96. LucaS

    X Gug
    1) Lascia perdere! E’ inutile ragionare con uno che scrive cosi tante assurdità tutte insieme… Argentina in crescita del 8-9% Ma su quale pianeta? E poi di che crescita parliamo che hanno un’inflazione altissima… cmq ci rinuncio! Presto (persino prima di noi) l’Argentina crollerà e lascerò che i fatti parlino per me. Germania che voleva l’euro quando in realtà le è stato imposto e non vede l’ora di uscire… L’unica cosa sensata che ha scritto Antonio era che il precedente cambio era insostenibile e che la svalutazione era necessaria mentre la cosa per me più FOLLE è la sua idea che lo stato possa finanziarsi stampando moneta! Chiunque conosca la storia economica sa che è sempre stato l’opposto: nessuna moneta lasciata alla discrezione politica ha mai retto e lo stesso avverrà per l’euro! L’unica moneta neutrale e non manipolabile è l’oro non a caso un tempo la moneta era convertibile e questo automaticamente impediva un eccesso di spesa pubblica e riaggiustava gli squilibri….. insomma quella che Polloni considerava la normalità in realtà era al contrario un’eccezione della storia della moneta… ma vaglielo a spiegare!

    X Antonio
    2) Forse Galloni lo credevano matto perchè lo era veramente! Io non lo conosco ma dai discorsi che fa non saprei cos’altro dire, oppure crede davvero a quello che dice e in un certo senso è ancora peggio…
    3) E’ inutile che stiamo a dibattere! Basta avere un attimino di pazienza e attenersi ai fatti: tra un po la Grecia uscirà dall’euro e riavrà la sua sovranità monetaria che secondo lei è la causa di tutti i mali e a quel punto vedremo cosa succederà: se sprofonderanno ulteriormente avrò ragione io mentre si si rilanciano (non per 1 o 2 mesi diciamo per almeno 1 anno) avrà ragione Lei!
    4) Cos’avrei sbagliato relativamente all’esempio di Weimar? Dato che devo studiare e lei sa tutto mi illumini!

  97. Dr. Giannino buiongiorno, leggevo ieri dal sito di NONSOLOCENSURA.COM un interessante articolo riferito al ns. devastante debito pubblico ove si sosteneva, a fronte dello ‘spauracchio’ sempre portato a fronte dell’imminente tragedia che ci travolgerà tutti, la tesi che negli ultimi trentanni (i dati sono aggiornati al 2008) abbiamo pagato interessi sul debito pari al debito stesso (1.605 contro 1.650 mld.) e ciò a fronte del fatto di avere sempre ‘preso a prestito moneta’ senza mai aver pensato di stamparla per ripagarlo.
    Gradirei se possibile avere un suo parere nel merito
    Ringraziandola saluto
    Marco Giuseppe Mazzucco

  98. Claudio Di Croce

    @antonio
    Il ” coraggio ” che ha avuto l’Argentina è stato quello di non pagare i debiti , come sta facendo la Grecia , come ha fatto parzialmente l’Islanda e altre repubbliche delle banane . Lei ritiene coraggioso onon pagare i debiti ? Anche in Italia esistono gruppi di persone che vorrebbero non pagare i debiti pubblici esistenti e così ricominciare tranquillamente a farsene degli altri . Secondo lei quelli che hanno prestato soldi allo Stato italiano , cosa sono ? dei profittatori, degli speculatori ? Si rende conto cosa succederebbe se capitasse quello che lei auspica ? Si ricorda cosa è successo in Argentina ? con la gente che si è trovata di colpo con le banche chiuse , i negozi saccheggiati, i delinquenti in giro a rubare ? Lei andrebbe bene a fare il ” tecnico ” o meglio il ” commissario” del governo ” tecnico ” che abbiamo . Avete lo stesso livello intellettuale.

  99. Marco Tizzi

    @Fabio Cenci
    riporto dall’articolo:
    “Una delle ultime fantasiose misure protezionistiche prevede che chi acquista libri da siti internet esteri (uno a caso, immaginiamo), debba poi provvedere personalmente allo sdoganamento aeroportuale, pagando diritti che possono arrivare fino a 80 dollari.”

    Funziona così in TUTTO il mondo, anche in Italia.

  100. Alberto Fasano

    Gentile Oscar,
    dobbiamo aggiornare la sua nota sagace con le odierne e, davvero, irridenti dichiarazioni dell’inutilissimo “tecnico” esimio Piero Giarda.

    …”Dove fare una purga? Vi faccio i miei auguri perché possiate riuscire in quello in cui altri non sono riusciti ed evitiate di aumentare le tasse ancora una volta”

    Degno di sollevazione civile

    grazie per il suo impegno nell’informare..la seguivo e la seguirò

Leave a Reply