3
Apr
2012

Troppi ricchi in Italia? Come i media fabbricano mostri, e stuprano Bankitalia

Ho dedicato stamane la “versione di oscar” su radio24 al tema che ieri campeggiava sui media italiani. E che mi è sembrato un ottimo, ennesimo esempio di come sui temi economici l’informazione fabbrichi mostri accarezzando il pelo del luogocomunismo ideologico. Questa volta, riuscendo anche a stuprare Bankitalia, facendo dire a un suo occasional paper l’esatto opposto di quel che dice.  

Ho il massimo rispetto per gli economisti che si cimentano con il problema della distribuzione dei redditi, col tempo ho imparato a riconoscere a distanza il peso delle diverse scuole economiche e politiche in materia di studi sulla dispersione e concentrazione di redditi e ricchezza. Vi sono alcuni – parecchi, nella vulgata mediatica che fa poco attenzione alla serietà di papers, modelli econometrici e rilevazioni statistiche –  per i quali battere e ribattere sul tema “i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri” è un classico refrain per criticare l’economia di mercato, il colore dei governi in carica,  e spesso entrambe le cose. Caduti nella storia i modelli antimercato, intellettuali e orfani del marxismo e del fascismo non hanno di meglio che soffiare instancabilmente contro mammona che detterebbe legge.

Direte voi che anche Obama ha attaccato nel Pray Breakfast di febbraio i ricchi, e ha detto che Gesù sarebbe favorevole a tassarli di più. Cristo avrà sorriso, nell’apprendere quanto fratello Barack abbia dimenticato l’elementare risposta data dal maestro a chi voleva trarlo in trappola chiedendogli sulla giustezza delle tasse da pagare allo Stato, e Lui si limitò freddamente a continuare a far segni nella sabbia e a rispondere “restituite a Cesare quel che di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”. Non proprio una risposta da appassionato di curve delle aliquote, ma rassegnatamente e legalitariamente indifferente ai pasticci dei politici su questa terra, rispetto alla giustizia dell’Altra.

Detto questo, è stato assolutamente stupefacente ciò che i media italiani hanno riservato al paper su “Ricchezza e diseguaglianza in Italia” di Giovanni d’Alessio, uscita a febbraio negli Occasional Papers di Bankitalia. L’autore è persona seria, non ha alcuna responsabilità in ciò che i media han creduto di fargli dire. Che, nel testo, non c’è: invito tutti a leggerlo. Lo “scandalo” su cui tutti hanno titolato legandolo agli effetti della crisi, cioè i famigerati 10 italiani più ricchi tanto patrimonializzati quanto i tre milioni di italiani più poveri, è un vecchio dato del 2006! per altro è da notare che avercene, come Michele Ferrero e Del Vecchio di Luxottica: gente che si è fatta da sé partendo dal nulla, non rientiérs parassitari…

Seconda questione su cui tutti o quasi hanno banalizzato, semplificato e  mistificato: il presunto aumento della concentrazione della ricchezza. In D’Alessio, non lo trovate. Trovate invece ciò che gli studiosi sanno bene, anche se magari ai media piace meno. Dopo un calo nel biennio 1989-91, la disuguaglianza si riporta pressoché sui valori del 1987 tra il 1993 e il 2000, per poi subire un nuovo calo tra l’inizio del secolo e il periodo 2004-2008. Ripeto: ca-lo! Al precrisi l’Italia è arrivata con l’indice di Gini che scendeva, quanto a concentrazione della ricchezza detenuta dal decìle e dal centìle più affluente della popolazione. Sono diverse le componenti a spiegarlo. La progressiva diffusione della proprietà dell’abitazione di residenza, per esempio, è passata da poco più del 50 per cento nel 1977 a quasi il 70 per cento nel 2008. Non proprio roba da Paese impoverito. Mentre negli anni in cui la Borsa tira, la tendenza alla concentrazione di ricchezza verso l’alto riprende forza. I dati degli ultimi due anni semplicemente non li abbiamo, per apprezzare davvero che cosa è avvenuto. Di sicuro, la Borsa  è andata male, tanto per cominciare. Ma la percentuale di case detenute in proprietà è salita ancora. In ogni caso, la concentrazione di ricchezza scen-de-va, non sa-li-va.

Terza questione: come stiamo messi in Italia, rispetto agli altri Paesi avanzati?  Come risultano i livelli di ricchezza e di disuguaglianza della ricchezza in Italianel panorama internazionale? Rispondo citando testualmente D’Alessio.

“Per quanto riguarda l’ammontare della ricchezza delle famiglie, le stime di Davies, Sandstrom, Shorrocks e Wolff [2009] sulla distribuzione dell’intera ricchezza del pianeta attribuiscono una posizione piuttosto favorevole all’Italia; considerato pari a 1 il peso del nostro paese in termini di popolazione, l’indice risulta pari a circa 3 in termini di PIL e a circa 4,5 in termini di ricchezza. In altri termini, il nostro paese risulta maggiormente favorito in termini di ricchezza pro capite di quanto non lo sia per il prodotto pro capite. Per quanto riguarda la distribuzione della ricchezza, le indicazioni che si ricavano dagli studi internazionali presentano risultati non sempre convergenti. Secondo le indicazioni di Sierminska, Brandolini e Smeeding [2007], i livelli di disuguaglianza che si osservano in Italia sarebbero inferiori a quelli di tutti i paesi considerati nella loro analisi (Svezia, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Germania e Finlandia). Questa considerazione rimarrebbe inalterata se in luogo dell’indice considerato da quegli autori si valutasse la posizione dell’Italia sulla base degli indici corretti prima mostrati. Altre stime [Davies, Sandstrom, Shorrocks e Wolff, 2009] mostrano che gli indici di concentrazione dell’Italia sono relativamente bassi (al 20esimo posto su 25 paesi analizzati); gli indici corretti porterebbero l’Italia verso il centro della classifica. Le stime, come si è detto, non sono sempre coerenti11 e vanno prese con una certa cautela, in quanto scontano le differenze metodologiche tra le varie indagini e i problemi di misura che possono incidere in modo non marginale sui risultati. Per l’Italia, tuttavia, le indicazioni sembrano piuttosto convergenti nell’indicare livelli di disuguaglianza della ricchezza relativamente moderati. Contribuisce a spiegare questo risultato la diffusione della proprietà dell’abitazione di residenza, superiore a quella che si riscontra in numerosi paesi europei, come Regno Unito, Svezia, Francia e Germania, risultando invece inferiore a quella riscontrata in Grecia, Irlanda e Spagna”.

Fine della citazione. Non voglio impancarmi a maestro di alcuno. Fatto sta che i media italiani hanno dato una nuova prova di pessima adesione di massa alla perpetrazione di una pura mistificazione ideologica.  Non potete – spero – immaginare- che lo dica per sostenere che la crisi è alle spalle, come dice un Monti inopinatamente digventato berlusconiano nei toni e nelle gaffes. Nemmeno per lisciare il pelo a nostalgie impossibili, o per tirare la volta a chicchessia. Semplicemente perché, a furia di stuprare dati e fatti economici, l’informazione diventa ed è come la politica e anzi peggio.

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45 Responses

  1. Condivido e sottoscrivo. La mistificazione della realtà che il giornalismo italiano sta inscenando alimenta solo un pericolosissimo scontro di classi sociali. Danneggiando l’intero paese. A tal riguardo mi permetto di segnalarle un mio post:
    “Imprenditori prendono meno dei dipendenti. Realtà o mistificazione statistica??”
    http://www.modernauti.it/?p=85

    Continui a dar voce al pensiero “modernauta”, ce n’è un disperato bisogno!

  2. mariano

    Ma avere la casa è sinonimo di ricchezza? In Italia non credo proprio, perlomeno riguardo a quelli che ne hanno una sola. Piuttosto sintomo di economia stagnante e poca mobilità. Sbaglio?

  3. stefano sala

    Buongiorno Oscar, la seguo ogni mattina, la prego non molli il programma, noi che la pensiamo come lei abbiamo BISOGNO di sentire una voce autorevole che ci dice che non siamo IDIOTI a pensarla in un certo modo. Se anche lei dovesse lasciare un palco che da almeno un po di visibilità, saremmo davvero piu soli, so per esperienza quanto difficile e a volte dannoso sia sostenere certi tipi di pensiero, perfino il garante della privacy è stato tacciato di voler coprire gli evasori!!! Mi rendo conto che la maggioranza delle persone con cui interagisco parlano, ragionano e si comportano in base a quello che i media vogliono fargli credere, e tutto ciò è devastante! La ringrazio di cuore per tutto ciò che fa. Un suo umile sostenitore. Stefano Sala

  4. diana

    I dati di Bankitalia sulle famiglie riferiti al 2010 mostrano altri dati interessanti: che dal 2007 al 2010 la ricchezza netta risulta stabile; dal 2000 al 2007, sono diminuiti i depositi fino a 50’000 euro e sono aumentati quelli sopra i 250’000; “alla fine del 2008 la metà più povera delle famiglie italiane deteneva il 10 per cento della ricchezza totale, mentre il 10 per cento più ricco deteneva quasi il 45 per cento della ricchezza complessiva”.

  5. Marco Santoriello

    Grande Oscar, però non mi piace quello che stai dicendo su Radio24 nelle ultime puntate….. non provare a mollarci e tieni duro per tutti!

  6. Topo Gigio

    Finché lo stato consente di pagare il 20% di tassazione (fino all’anno scorso il 12%) sui dividendi di centinaia di milioni di euro i vari azionisti di maggioranza di grosse società intrallazzate con la “cosa pubblica” e colpire con aliquote quasi doppie il dipendente che percepisce 1.200 € al mese è matematico.

    La società è questa, si paga più un cantante, un calciatore, una velina, un attore, una comparsata di un partecipante del grande fratello o un presentatore del caiser di un pompiere, di un chirurgo, di un capace insegnate (e ormai sono pochi) o di un poliziotto.

    Non mi stupisco più di nulla, la saggezza salomonica non è certo di Monti che dimostrato che i patrimoni, spesso accumulati da famiglie in modo discutibile, non si toccano. Cane non mangia cane.

  7. adriano

    Proprio così.Avercene dei Ferrero.Sarebbe più facile dimenticare che il lavoro non è un diritto ma un dovere.Interessante l’analisi sulla distribuzione della ricchezza,se confrontata con quella analoga della disinformazione dominante.Quando gli obiettivi sono predefiniti,la malafede che trucca è di rigore e non ci si può meravigliare se comprende anche il ritocco fotografico delle orecchie a sventola.

  8. rosa

    ha ragione Giannino.. non a caso il governo ha pensato bene di far bivaccare lo stato sui risparmi/ricchezze del cittadino piuttosto che di rivederne la spesa .. Le tassazioni indirette e le “patrimoniali” altro non sono che il ridare a cesare quel che un welfare scombinato ha malamente distribuito..

  9. Marco Tizzi

    Oscar, riuscirebbe a controllare anche le fonti di questo articolo di Repubblica
    repubblica.it/politica/2012/04/02/news/principio_montismo-32601764/
    che sostiene che gli italiani sono pronti a rinunciare alla democrazia e rendere Monti il primo dittatore occidentale del terzo millennio?

  10. walter

    Oscar sempre parole sante … Tieni duro e visto che i giornali stentano a scriverlo perche’ non diffondiamo il piu’ possibile la notizia di banca Intesa che scappava
    dalle tasse con a capo Passera che fa il moralista e con La Fornero che era vicepresidente dell’ organo di controllo di Intesa? 270 milioni di euro per quietanza
    di circa 1,6 miliardi scapolati …. sono solo il 17% le aziende non pagano il 45% di
    tasse se basta ? e parlano di evasione delle piccole imprese e degli italiani…..

  11. Francesco P

    Il patrimonio esprime la ricchezza prodotta nel passato e non dissipata. Il reddito esprime la ricchezza che si sta producendo. Il futuro è una cosa diversa, perché dipende da quello che saremo in grado di fare in un mondo che cambia a velocità crescente.

    I dati ci dicono che i cittadini italiani hanno mediamente saputo gestire bene la ricchezza prodotta, ma il sistema economico è in sofferenza perché non più in grado di resistere alla concorrenza ed ai cambiamenti intervenuti nel mondo. Per riprendere il cammino della crescita non bastano le idee e la cultura innovatrice (trovo che ci sia un deficit diffuso) perché servono anche capitali da investire.

    I dati sulla ricchezza media delle famiglie stimolano la mente dei tassatori folli. Perché non tassare la ricchezza passata con una bella patrimoniale? L’IMU è già una patrimoniale che si applica proprio sul bene più diffuso e caro agli italiani, il mattone. Solo che così facendo rubano il futuro alle imprese ed alle famiglie.

  12. claudio

    @Topo Gigio
    cosa sta dicendo? la tassazione sui dividendi dovrebbe essere ZERO in quanto quegli utili sono già tassati lautamente !!!

    si tratta di una doppia imposizione che l’europa ci ha già chiesto di togliere! già, ma quando si tratta di diminuire le tasse il nostro governo…. se ne infischia dell’europa!!

  13. fabrizio lucchi

    egr. dott. Giannino, ho ascoltato, come sempre, la sua trasmissione e letto l’articolo, come al solito Lei si dimostra una delle piu’ lucide menti economiche che ci sono in Italia. Purtroppo al governo abbiamo questi pseudoprofessori e non persone come Lei

  14. Mariotti Claudio

    appoggio totalmente . Colgo l’occasione per aderire totalmente alla disobbedienza civile .
    Sono agente di commercio e abito a Trento. Fatemi sapere se serve altro.
    Cordialmente
    Mariotti Claudio – Trento 347 4402366

  15. claudio p

    è la logora litania che serve a giustificare l’esistenza degli “addetti” alla redistribuzione dei redditi, un tentativo di dare una giustificazione morale al furto di stato, un sintomo della cultura collettivista dei giornalisti italiani accreditati da Regime, ecc

  16. @Francesco P
    Condivio le sue osservazioni. Anzi, il governo Monti non farà sfigurare l’Italia. Tutte le nazioni, prima gli USA poi la Spagna ed adesso anche la Cina stanno avendo la loro “bolla immobiliare”. L’Italia no? Con l’IMU ci stiamo arrivando perchè molta gente vorrà vendere la casa (che magari teneva per i figli) piuttosto che pagarla. Inoltre, l’aumento dell’età pensionabile renderà più raro il fenomeno della seconda casa-ristrutturazione della casa al paese natio… Fenomeno piccolo, ma che sommato all’IMU contribuisce ad affossare il mercato immobiliare ed il settore edile.
    Ma c’è una saggezza in tutto questo. Così si dimostra “coi numeri” che non ha senso vendere il patrimonio immobiliare dello Stato !!!

  17. Fabio

    Caro Giannino sono un suo appassionato ascoltatore radiofonico. Spero vivamente che non voglia MOLLARE il programma! Abbiamo bisogno di sentire una voce fuori dal coro. Non vorrà farci tornare ad ascoltare Ferrara! Mi auguro vivamente di continuare a sentire il “gattaccio” ancora per molto. Altrimenti lo “Stato ladro” avrà la meglio e noi continueremo a dividerci tra chi le tasse le paga (lavoratori dipendenti) e chi no (imprenditori, artigiani ecc..), senza vedere che il vero problema è l’elevata pressione fiscale!

  18. alexzanda

    faccio una riflessione personale scherzosa (?!) e irriverente sul perchè il giornalismo italiano è mediamente così appiattito sulle tesi stataliste e sinistroidi (tralascio volutamente i dipendenti rai che sono raccomandati della politica, non giornalisti).
    chi è il giornalista? mediamente è uno che si interessa di tutto e di tutti, di cui parla e scrive, senza mai essere veramente esperto di nulla…. è uno intelligente e colto che di mestiere fa il pettegolo e che piano piano si convince che le persone di successo che incontra e di cui scrive valgono meno di lui che è così preparato in così tante materie.
    col tempo questo lo porta a pensare che il suo guadagno, buono ma non eccezionale, e la sua posizione sociale non siano “giusti”, e che la società dovrebbe tenere in maggior conto e retribuire meglio chi ha le sue qualità, a scapito di certi scemi ricchi, e quindi inevitabilmente sposa tesi redistributive, elitariste, dirigiste, ove chi comanda e decide non può certo essere il mercato che premia con la ricchezza certi buzzurri fortunati, ma qualche illuminato burocrate espertissimo come lui in tutti i campi…..
    inevitabilmente uno così finisce a sinistra, a volte anche inconsciamente, perchè è lì che stanno tutti quelli che vogliono decidere discrezionalmente il valore ed il ruolo che ognuno deve avere nella società, è lì che finiscono tutti gli invidiosi e tutti quelli che credono di essere più bravi solo che non ci si sono mai messi a intraprendere perchè è così poco snob e poco elitario agire con la logica del profitto…..
    caro Giannino, io dico che queste cose le pensa anche lei anche se per ovvi motivi nessuno può scriverle a chiare lettere su qualche giornale o dirle alla radio o in tv, ma allora non fingiamo di stupirci per la partigianeria delle tesi giornalistiche più diffuse.
    il nocciolo del problema è che le moderne democrazie occidentali massmediatiche vanno inevitabilmente verso una deriva statalista dovuta alla morsa concentrica di politici, burocrati e mass media, tutti concordi nel ragionare come detto sopra e nel diffondere questa loro mentalità, e questa deriva si può impedire solo
    1. capendo tutto questo
    2. dicendolo ed insegnandolo a tutti
    3. mostrando cosa succede agli stati che, per mancanza di tradizioni di libertà individuale che contrappesino queste tendenze, siano sempre più preda di tale deriva culturale generale.

    solo così accanto alla cultura statalista può resistere una cultura della libertà.
    io penso che purtroppo oggi l’uomo non è ancora pronto a capire queste cose, magari tra 100 anni, vedendo la fine che farà l’italia e l’europa del welfare, si capirà tutti che la libertà individuale è il primo valore e va strenuamente difesa anche e soprattutto dalle pretese della maggioranza (democratica magari ma dispotica nei contenuti).

  19. stefano

    salve a tutti,
    in italia è vero, i proprietari di case si avvicinano all’80%. se poi consideriamo le seconde e terze e quarte case allora in media forse ogni italiano è proprietario di più di due immobili. Io credo che a suo modo questa possa essere considerata una stortura dovuta ai precedenti lustri in cui l’evasione non veniva vista come un malessere sociale ed in cui centinaia di migliaia di italiani hanno accumulato ricchezze sottraendo le stesse alle maglie del fisco. E prendi oggi e sottrai domani la casa è bella che acquistata con buona pace di chi adesso si ritrova e si ritroverà a dover pagare il conto del debito pubblico italiano. Eh si perchè il debito pubblico è anche figlio dell’evasione fiscale, dei mancati introiti cui uno Stato ha rinunciato per far vivere, dagli anni 60 fino ad oggi, i suoi cittadini come cicale e decidendo che invece chi verrà dopo debba essere una formica. Che poi a dire formica è anche troppo perchè mentre le formiche mettono da parte qui si lavora senza vedere davvero i risultati!!! come dottore commercialista non posso CHE essere d’accordo con quanto evidenziato dal dottore Giannino. Inoltre, nella maggior parte dei casi poi gli amministratori delle società sono quasi sempre dipendenti delle stesse (o anche titolari di contratti atipici), per cui il costo degli stessi si traduce in minori utili per la società di cui gli stessi sono quotisti o azionisti. Quanto pubblicato dalla stampa nazionale di sabato non fa inoltre altro che alimentare quella sorta di terrorismo fiscal-giornalistico che racchiude delle considerazioni quasi sempre errate perchè fatte fare non da tecnici della materia ma da chi semplicemente è tecnico di ciò che preferisce dire in quel momento…demagogia, pura demagogia!!!!Il provato produce per il pubblico che non restituisce alcunchè al privato stesso. Ad esempio i dottori commercialisti sono intermediari abilitati all’inoltro telematico delle dichiarazioni dei redditi all’Agenzia delle entrate. Per questa funzione (sociale) i dottori commercialisti non ricevono alcun compenso!!!! Vi sembra giusto questo??!! Insomma questa continua ad essere l’Italia dei due pesi e delle due misure in cui il privato continua ad essere un nemico da combattere (quando invece dovrebbe essere un qualcosa da valorizzare) ed in cui il pubblico un amico da difendere costi quel che costi….è proprio il caso di dire: COSTI QUEL CHE COSTI!!!!!……ragazzi qui o cambiamo il nostro modo di ragionare o l’Italia mangerà i suoi stessi figli…..
    un saluto a tutti…………

  20. Ecate

    @claudio
    Se io dispongo di 10.000 azioni di ALFA quotata in borsa e l’assemblea dei soci dispone un dividendo di 2 € ad azione, mi verranno accreditati 20.000 € di dividendi. Se ho optato per un regime amministrato, prima si pagava il 12,5% sui 20.000 €, dalla fine dell’anno scorso il 20%.

    Il sig. Topo Gigio a questo, credo, si riferisse; che al sig. Benetton vengono accreditati 3 milioni di € di dividendi della soc. autostrade sulle quali paga ora il 20% di imposte mentre l’operaio (e non solo lui) ne vengono applicate il doppio su importi di molto minori.

    Perché il ragionamento non va bene ? Cosa stabilisce la corte europea ? Mi chiarisce il concetto ? Grazie.

  21. Robespierre

    L’informazione fa al solito retorica di quart’ordine, non importa il dettaglio dei numeri o il perchè o il per come. Quello che appare evidente è una comunicazione di stampo sovietico che vuole indirizzare la massa bue, a vedere il nemico altrove. Altrove rispetto uno STATO LADRO E TIRANNO

  22. Marco Tizzi

    @Ecate
    Penso che i dividendi vengano da utili dopo tasse, quindi le tasse le ha già pagate la società. Ma non sono sicuro…

  23. Luigi

    Caro Giannino, anch’io come tanti ascolto la sua trasmissione, e spero come tanti che non molli, …anche se ormai stanno mollando tutti, per inerzia se non per disperazione, dopo l’ennesima delusione che ci ha inflitto Monti…se il paese vuole annientarsi in un gulag fuori tempo non c’è nulla da fare, diventeremo solo un popolo di ignoranti e disonesti…è proprio il colmo che sia un Monti a toglierci l’ultima speranza di redenzione….il colmo..o sarà possibile anche qualcosa di peggiore? cordialmente

  24. Francesco P

    @Marco Tizzi

    Lei si ricorda bene. I dividendi delle società di capitali, come tutti i ricavi finanziari, sono soggetti a tassazione separata e non rientrano nel calcolo dell’imponibile. D’altronde gli utili d’impresa sono già stati tassati in Italia o all’estero, se si detengono quote di società estere.

    Diffondendo i dati dei redditi medi degli imprenditori si è compiuta un’opera di disinformazione gravissima perché non si è mai precisato che il “calderone dei redditi diviso il numero di soggetti” non comprendeva, giustamente, i dividendi e, per le società di persone, non distingueva fra società in passivo, start-up, splitting sui membri della famiglia, ecc. Non è neppure chiaro se la media tiene conto del numero di mesi di vita della società (es. apro l’attività a settembre…) Di questo se ne è già parlato.

    L’IMU invece è ingiusta perché è una patrimoniale sugli immobili. Di fatto la mostruosità delle patrimoniali è quello di essere una tassa ricorrente su quanto guadagnato (e già tassato) negli anni precedenti. La patrimoniale suona beffarda: “caro cittadino presunto evasore, se tu non hai dilapidato quanto hai guadagnato negli anni passati, io ti condanno ad una nuova tassa ricorrente finché non sarai costretto a disfarti dei tuoi beni o a suicidarti”.

  25. Massimo74

    @Marco Tizzi

    Non so bene come funzionano le SpA, ma nelle società a responsabilità limitata (srl) si pagano le imposte ires e irap sugli utili conseguiti dalla società e poi i soci pagano a loro volta le imposte (irpef) sugli utili percepiti dalla società.Alla fine, come anche confermato dalle stime della World Bank,si arriva ad un total tax rate che sfiora il 70%( in pratica una vera e propria rapina a mano armata).

  26. Tolomeo

    C’e’ in giro ancora molta gente che pensa che gli imprenditori, da Marchionne all’artigiano brianzolo o friulano che “lima” un po’ di tasse, in quanto mediamente piu’ ricchi e benestanti, siano gli “affamatori del popolo” e quindi responsabili di tutti i mali di cui soffre la nostra economia.
    A volte gli “spiriti semplici” (uso un eufemismo, per non definirli peggio) si accaniscono contro il primo capro espiatorio che viene loro buttato in pasto da abili manovratori di coscienze.
    In realta’ chi decide le sorti, chi e’ responsabile di tutto, chi depista l’opinione pubblica sta da un’altra parte : STA NELLO STATO !
    Ce l’ho sicuramente con i politici, che hanno la loro grossa fetta di responsabilita’, ma ce l’ho soprattutto con un’altra categoria, che l’opinione pubblica non ha ancora imparato a riconoscere : I BUROCRATI STATALI.
    Chi sono ?
    Basta andare su Google e cercare i nomi di tutti i presidenti, consiglieri di amministrazione, direttori generali, segretari generali ecc. ecc., con tutti i loro tirapiedi, che si annidano nelle ISTITUZIONI (Ragioneria dello Stato, Avvocatura dello Stato, Consiglio di Stato, Consiglio superiore delle Magistratura, Direzioni dei ministeri, INPS, INAIL, RAI ecc. ecc.).
    Si tratta di migliaia e migliaia di personaggi che da decenni, a rotazione, occupano queste poltrone e si dispensano stipendi, prebende, compensi e propine varie per centinaia di migliaia di euro all’anno a testa.
    I loro profitti valgono da 5 a 10 volte quelle dei parlamentari e dei ministri.
    I politici pascolano “pro-tempore” e, a parte qualche eccezione, di solito lasciano il posto dopo una legislatura.
    I burocrati di stato inveci sono INAMOVIBILI ed occupano le loro poltrone dirigenziali per decenni e decenni, passando da un incarico all’altro.
    Sono questi (loschi) individui che scrivono leggi e regolamenti e che dicono ai politici quello che devono o non devono fare.
    Sono questi (loschi) individui che vanno a dirigere le banche e le fondazioni, che controllano giornali e televisioni e che pilotano l’opinione pubblica.
    Sono questi (loschi) individui che, dopo aver spolpato i bilanci statali per decenni, ancora vogliono rimanere attaccati alla greppia e continuano a tartassare il popolo.
    Queste cose non ve le racconta nessun giornale, nessun corriere e nessuna repubblica, nessun porta-a-porta, nessun santoro e nessun gadlerner, perche’ anche costoro dipendono da loro, anche loro si arricchiscono all’ombra di questi
    burocrati, che sono il vero POTERE OCCULTO.
    Potere occulto che, in questo momento, e’ all’apice della sua forza in quanto esprime perfino i componenti del Governo.
    Tale e’ infatti il governo dei cosiddetti “tecnici” : la piu’ alta espressione del potere invincibile degli alti burocrati statali.

  27. Marco Tizzi

    @Francesco P
    Guardi, stavo facendo giusto i conti “di famiglia” qualche minuto fa: l’IMU è una vera follia, soprattutto considerando quanto si paga di IVA e di imposta di registro.

    Purtroppo oggi vendere immobili significa regalarli, quindi è davvero difficile prendere decisioni. Sicuramente l’inflazione ne risentirà perché aumenteranno i canoni d’affitto, che poi finiranno per non essere pagati, spese legali, etc. etc.
    Avrebbe avuto senso solo se avesse corrisposto ad un taglio secco e deciso dell’IRPEF.

    Dividendi = problema di cui sopra senza contare che le azioni possono (e ultimamente sembra l’unica possibilità) perdere, quindi hai la beffa di pagare tasse quando recuperi e prenderla nel popò quando perdi.

    Titoli di Stato? Be’, dura fidarsi: penso che mai come oggi gli interessi siano bassi rispetto al rischio.

    Depositi bancari a termine: gli interessi sono discreti, ma comunque mai al di sopra dell’inflazione e resta il rischio che le banche saltino in aria da un giorno all’altro.

    Insomma non si sa dove mettere i soldi, è diventato quasi un problema avere quattro denari risparmiati con la fatica, magari di generazioni.
    Sto cercando di capire come funziona l’oro fisico, ma certezze ce ne sono poche.

  28. Marco Tizzi

    @Tolomeo
    Concordo, ma tanto son parola al vento purtroppo.

    Quindi che si può fare?

    Tralasciando rivoluzioni non vedo molte possibilità….

  29. Claudia Biancotti

    Grazie per questo momento di buon senso. Ci voleva, dopo il rimbalzo di idiozie su molte testate.

  30. Ecate

    @Tolomeo
    Luttwak sosteneva che nessun governo ha il minimo interesse per il bene dei cittadini. E’ l’ultima cosa di cui si occupa, proprio l’ultima, quando proprio non sa cosa fare, ma se non ha tutt’altro a cui pensare e cioè il consolidamento del potere e il suo mantenimento in alcuni casi, cioè quando è minacciato.

    E’ necessario credere e il modo migliore per costringere qualcuno è persuaderlo che deve farlo, che è bene farlo, che gli conviene o che, se lo fa, dopo ne avrà una bella ricompensa, invece se non lo fa dopo avrà una terribile punizione, ma persuadere della giustezza di una certa tesi è sempre il modo migliore per muovere il prossimo.

    Sembra tutto un agone dialettico, gli imprenditori e i professionisti sono tutti evasori disonesti perché qualcuno non paga oltre la metà dei frutti del loro lavoro (per i quali rischiano in proprio seppure lo stato in primis non li paga) questo lo dice il pensionato (in pensiono a 57 anni) che ha contribuito alle casse INPS per importi di 50 ma con il vecchio sistema riceve 300 perché vivrà fino a 80 anni. Gli statali gridano ai tagli ma molti percepiscono stipendi pari a quelli del settore privato lavorando 18 ore la settimana (insegnati) e con 4 mesi di ferie all’anno : sono diritti acquisti gridano i sindacati. I politici, per questi c’è da mettersi le mani tra i capelli e scuotere la testa, basta ascoltarli quando parlano (spesso in una lingua simile italiano) e non si rendono conto di nulla perché si sono indottrinati da soli a dire putt**te confidando che la gente gli creda. Tutti quelli dello stato che fanno il loro dovere ma se qualcuno per questo si dà fuoco è un dovere che penso vada rivisto, ma coloro che lo possono farlo si priverebbero dei soldi per continuare a fare quello che stanno facendo cioè i cavoli propri sprecando il denaro pubblico perché con amici affaristi di appalti e consulenze ci sguazzano alla grande e tutti solidali con chi non riesce a pagare il conto e si ammazza e tutti moralizzatori indignati con chi tenta di fare il furbo non battendo uno scontrino.

    E’ tutto una “credo quia absurdum” come diceva Tertulliano : più le cose sono assurde e più ci credono.

  31. certo, l’articolo non fa una grinza, però andrebbe anche fatto un conto con la tassazione totale (somma dell’ esproprazione monetaria forzata applicata dallo stato) che in Italia, supera di gran lunga il 50%. In queste condizioni non è difficile far apparire che la concentrazione di ricchezza non è alta quando lo stato resetta più del 50% dei guadagni. Secondo me, sopra il 25% di imposizione netta, è lecito iniziare a parlare di schiavitù

  32. Massimo74

    @luca

    Secondo me qualsiasi sia l’entità dell’imposizione (visto che l’imposizione è una forma di coercizione) si tratta comunque di schiavitù (benchè chiaramente essere schiavi al 10% non è la stessa cosa di esserlo al 70%).

  33. E’ molto curioso il dato che vede (cito dal rapporto) “…la diffusione della proprietà dell’abitazione di residenza, superiore a quella che si riscontra in numerosi paesi europei, come Regno Unito, Svezia, Francia e Germania, risultando invece inferiore a quella riscontrata in Grecia, Irlanda e Spagna”.
    Caso strano questi sono proprio i paesi con la crisi economica più accentuata.

  34. Bear2909

    Dottor Giannino, grazie per la sua lucidita’. Ottima analisi. Questo episodio riflette la scarsezza della maggior parte dei giornalisti italiani, pronti a rincorrere notizie accattivanti, usando titoli facili, per un popolo pronto alla lamentela continua, allo sport di puntare il dito contro gli altri senza possedere, esercitare, o tantomeno stimolare alcuna capacita’ analitica nei lettori. I media non devono soltanto riportare notizie, ma hanno il dovere di stimolare la gente a ragionare, per poter passare da una fase di passiva negativita’ ad una fase di pensiero costruttivo. Esempio: davvero dispiace tanto che ci sia ricchezza accumulata in una frazione della popolazione? Occorre che ci chiediamo perche’ ci dispiaciamo. O siamo tutti comunisti sfegatati, e aspiriamo ad un livellamento della ricchezza del paese, o siamo forse un po’ invidiosi di chi e’ riuscito ad accumulare questa ricchezza. Un po’ di onesta’ mentale farebbe bene a tutti, ma il giornalista non ti fa ragionare in questo modo, l’importante e’ stimolare un lamento.
    Esempio: ci dispiaciamo tanto che gli imprenditori abbiano il reddito da dividendi tassato ad un’aliquota molto più bassa di quella inflitta ai lavoratori dipendenti? Facile la soluzione, ma questi giornalisti non la propongono: trattare tutti i redditi personali alla stessa stregua, cumularli, e sottoporli allo stesso regime fiscale.
    Esempio: la pesantezza delle varie patrimoniali introdotte dal governo Monti. Via libera sui giornali ad una serie di calcoli su quanto si pagherà entro fine anno. Risultato: come spaventare i lettori giorno dopo giorno. Perche’ invece i nostri giornali non discutono dell’ingiustizia intrinseca delle tasse patrimoniali? Invece di spaventare i lettori, perche’ non metterli in condizione di scegliere chi votare in futuro sulla base di una chiara posizione rispetto al tipo di tassazione promessa? Come e’ facile spaventare la gente, parlare di sacrifici necessari, buttare le colpe del peso delle tasse sugli evasori, quando invece sarebbe un dovere dei media istruire i lettori su come poter scegliere in futuro, quando si va alle urne, sulla base della posizione di un partito rispetto al grado di equità del sistema di tassazione promesso.
    Purtroppo in Italia siamo troppo abituati a subire, lamentarci, e poi non far nulla. Il primo passo per cambiare questa cultura deve venire dai media. A parte lei dottor Giannino, non sento altre voci stimolanti. E questo e’ un vero disastro. Non molli per favore.

  35. Tolomeo

    @Marco Tizzi
    Io un’idea ce l’avrei, ma il problema e che non saprei come diffonderla.
    L’idea e’ quella della SERRATA SILENZIOSA delle piccole e medie imprese, degli artigiani, dei commercianti e dei professionisti.
    Si tratterebbe di togliere l’acqua ai pesci, ovvero far precipitare gli introiti dell’erario, fino a costringere lo stato a misure draconiane di taglio del bilancio statale, di stampo greco.
    Come fare ?
    Come limitare i danni ?
    Ecco la ricetta:
    1 – Ritirare ogni investimento in titoli di stato e “inabissare” il proprio capitale, pur utilizzando strumenti legali (investire all’estero, investire in monete d’oro, mettere contanti “sotto il materasso” ecc.)
    2 – Cessare o ridurre al minimo ogni attivita’ produttiva o professionale, in modo da entrare in uno stato certificabile di bilancio leggermente passivo o al massimo in pareggio, in modo da non dover pagare alcuna tassa, nella piena legalita’.
    3 – Qualcuno potrebbe perfino riuscire a chiudere temporaneamente l’impresa, lo studio o il negozio.

    Gli artefici della SERRATA SILENZIOSA dovranno rinunciare a due o tre anni di profitti e consumare parte dei loro risparmi per vivere, ma sarebbero in parte compensati dai profitti finanziari dei loro investimenti e dalla possibilita’ di concedersi un lungo periodo di vacanza e di relax.

    Forse non tutti gli imprenditori, gli artigiani e i commercianti potranno permettersi questo, ma sara’ sufficiente che almeno un 25-30 % di loro lo facciano per ottenere i risultati voluti.

    Dopo due o al massimo tre anni di riduzione degli introiti fiscali, le casse dello stato diverrebbero agonizzanti.

    Tra tre anni scade iol prestito della BCE alle banche che dovranno restiruire i miliardi ricevuti e non saranno assolutamente in grado si sottoscrivere nuovi titoli di stato.

    A quel punto l’obietttivo sara’ raggiunto: il default dell ‘Italia.

    Si lasceranno passare ancora alcuni mesi, necessari al commissariamento dello stato da parte della BCE e del FMI e poi, quando le spese dello stato saranno state messe in sicurezza, si potra’ ricominciare a lavorare e produrre, rimettendo in sesto l’economia, seguendo l’esempio dell’Argentina.

    Questa strategia, apparentemente dispendiosa per chi la dovrebbe attuare, in realta’ risulterebbe piu’ vantaggiosa rispetto a quello che costerebbe una lenta, irreversibile recessione, in presenza di uno stato che anno dopo anno continuerebbe a drenare la ricchezza degli imprenditori a suon di gabelle.

  36. PAN

    @Tolomeo
    Sig. Tolomeo, l’idea è bizzarra e solo se si attua si potrà sapere se funziona ma :
    1. le persone che investono per far fruttare i loro risparmi e non per fare un dispetto allo stato
    2. tenerle sotto il materasso ? Vengono erosi dall’inflazione e vista la sicurezza in Italia rubati da qualche zingarello a cui è permesso di vivere ai confini di qualche città per il buonismo di qualcuno.
    3. Non lavorare per anni ? E con cosa vivono ? Con i risparmi che molti accantonano per la vecchiaia o per mantenere i figli ?
    4. Non pagare le tasse ? Il fisco non perdona. Vedrà che cartella esattoriale le arriverà due mesi prima del quinto anno con l’accumulo delle sanzioni e interessi. E poi se ha qualche bene da aggredire lei perde quello.

  37. diana

    circa l’abitazione di proprietà: chi di voi fino a 5 anni fa avrebbe preferito stare in affitto, quando con la stessa cifra di mutuo si poteva acquistare direttamente la casa (in 15 anni)? Chi ha bloccato nei decenni scorsi la costruzione di edifici residenziali abusivi in località di villeggiatura, tanto che il numero di alloggi è cresciuto molto più velocemente della popolazione? Aggiungerei, infine, che talvolta (non è il mio caso) si possa essere proprietari di quote di diversi immobili, dato che il numero di componenti delle famiglie si è ridotto significativamente e non è così inusuale ricevere eredità da zii e prozii.

    Per l’argomento generale: è vero che lo Stato non è efficiente e che gli sprechi si annidano in ogni sua attività, ma non vedo come questo possa giustificare il comportamento di numerosi evasori (totali e parziali) che, non contenti di non contribuire ai servizi, non si fanno scrupolo di beneficiare di esenzioni, sussidi e quant’altro. Chissà come mai nelle università pubbliche i figli dei dipendenti finiscono sempre nelle fasce alte, e in quelle basse vi sono usualmente i figli degli autonomi (rammento che la fascia normale di contribuzione è l’ultima, e che per rimanere in quelle inferiori si chiede un beneficio). E chissà come mai le università, pubbliche, da diversi anni mandano la Finanza a casa degli studenti…

  38. Marco Tizzi

    @Tolomeo
    Personalmente non credo ci sia molto bisogno di fare sforzi: io sono un privilegiato e comunque quest’anno fatturerò all’incirca la metà del 2007, forse anche meno.
    Questo significa che lo Stato incasserà una ventina di migliaia di euro in meno.
    Inoltre i consumi ovviamente sono molto ridotti, quindi anche come tasse indirette c’è un bell’aggravio.
    Per l’oro mi sto informando, è più complicato di quel che sembra, ma ce la farò. Un po’ di risparmi li ho già intaccati.

    Insomma: non credo ci sia bisogno di organizzarsi, la recessione lavora bene da sola.

  39. gianfranco gentile

    A parer mio ci stanno mettendo l’uno contro l’altro,i lavoratori dipendenti contro gli autonomi per tagliare fuori dal dibattito pubblico il problema vero di uno stato che anche in una situezione di crisi spreca e non ottimizza la spesa

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