7
Mar
2012

I dubbi sui soldi facili BCE-Draghi

Da Panorama Economy

Ora  che la BCE di Mario Draghi tra gennaio e febbraio con le due maxi aste di liquidità sembra aver placato la domanda a breve dei mercati se l’euro fosse dotato sul serio di un’istituzione capace di esprimere in tempi rapidi la piena e inequivocabile volontà di rendere disponibili strumenti finanziari adeguati a fronteggiare qualsiasi necessità per quanto estrema, pur di impedire il collasso dell’euro, per molti osservatori anche per l’istituto centrale europeo è tempo di interrogarsi sulle politiche non ortodosse che ha intrapreso. Per la FED, il dibattito è aperto da tempo. Per la BCE, ci ha pensato la Bundesbank ha squarciare il velo del consenso. E’ ovvio che ai più sembrino obiezioni  accademiche e lussi da teoreti, rispetto all’esigenza di far scendere gli spread salvando insieme le banche, ed evitare il collasso del credito come degli Stati. Tuttavia è bene non perdere di vista i complessi problemi posti da politiche monetarie “creative”.

In America, di fatto, Ben Bernanke non si è comportato come la sua produzione teorica pre-crisi lasciava intendere. Quando nel 2003 era accademico in cattedra e contemporaneamente governor della FED, in una arcifamosa seduta dell’Open Market Commitee della banca centrale americana illustrò quanto sarebbe stato opportuno e anzi doveroso fare, da parte del banchiere centrale americano, in caso di una crisi tanto severa per affrontare la quale già si fosse scesi a tassi zero e negativi. Below the zero bound è diventata per questo la sigla delle politiche monetarie non ortodosse. Ma in quel giugno 2003 Bernanke arrivò a parlare di tagli alle tasse per stimolare l’offerta finanziati dalla politica monetaria, e di innalzamenti dell’inflation targeting verso il 4% annuo: cose entrambe che non ha messo in opera da presidente FED, praticando invece un’estesissima politica di acquisti di asset illiquidi attraverso il Quantitative Easing 1 e 2. Per chi volesse approfondire, è appena uscito un suggestivo paper di Laurence Ball della Johns Hopkins. Fatto sta che alla prova del nove Helicopter Ben ha preferito sostenere i corsi bancari e azionari, non lo stimolo diretto monetario all’economia reale.

Per la BCE di Draghi, sono passate ancora pochissime settimane per consentire agli studiosi riflessioni approfondite e sistematiche. Finora son riuscito a trovare un solo paper dedicato alla LTRO, puramente descrittivo (è di Robert Dubois del Bard College del Levy Economics Institute). Se cercate sulla piattaforma SSRN  papers con Draghi come parola chiave nel titolo o abstract, escono solo 12 studi tutti inerenti al Testo Unico della Finanza e alla corporate governance.

In sintesi, la comunità accademica è indietro, nell’esaminare la svolta BCE. Ma ci ha energicamente pensato il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ad attaccare duramente con una lettera rivolta direttamente a Draghi, rivelata la settimana scorsa dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Weidmann ha chiesto che la BCE chieda collaterali seri per le esposizioni a favore di eurodeboli nel sistema Target2, che vede in primis Bundesbank esposta per circa 600 miliardi. Fuor di metafora,  la Buba chiede che in cambio di acquisti e scoperti a favore di grecia, Spagna, Portogallo (e, implicitamente, Italia) si mettano sotto ipoteca asset immobiliari e mobiliari pubblici. Nel board di Francoforte la cosa non è piaciuta per niente, un vero colpo basso proprio mentre la BCE guadagnava la stima europea e mondiale col suo trilione di euro fornito alle banche all’un per cento per tre anni, a collaterali da rottamare.

Pensatene quel che volete in termini di oiportunità, ma alcune domande vanno tuttavia poste.  Sono in questo d’accordo con Tyler Cowen, che sul suo stimolante blog  ne ha scritto senza peli sulla lingua. Il trilione di euro fornito alle banche europee è di poco inferiore al totale del senior debt bancario che andava in scadenza nel triennio 2012-13-14, secondo la stima di Goldman Sachs. In parole povere, BCE evita alle banche il ricorso al mercato. Che cosa faranno, gli istituti bancari? Torneranno al mercato solo tra 3 anni? Ma se fosse così,a che prezzo a quel punto? Faranno maturare il loro debito, il cui yield medio è non inferiuore al 3,5% rispetto all’1% chiesto dalla BCE? Oppure assisteremo a nuove nazionalizzazioni bancarie, se l’economia reale degli eurodeboli resterà a segno meno pur in presenza di una frenata dell’euroarea a questo punto meno severa di quanto apparisse fino a 5-6 settimane fa? Sono queste alcune delle domande più gravose poste dalla LTRO della BCE. Domande scomode. I tedeschi, per conto mio, fanno bene a sollevarle.

Anche perché l’effetto della liquidità straordinaria per esempio sul sistema bancario taliano rischia di essere paradossale.  Le banche sono tornate ad acquisti in massa di titoli pubblici, e il governo è giustamente contento poiché lo spread scende.  Ma al contempo grazie alla provvista europea le banche italiane rinviano – con l’accordo pieno di politica e regolatore Bankitalia – le decisioni che dovrebbero assumere su governance, piante organiche gravate da cronico esubero di dipendenti e dirigenti, e diluizione nel loro controllo di quell’ircocervo solo italiano che sono le fondazioni bancarie.  Un farmaco salva tempo è essenziale.  Ma se la patologia può arrivare presto a fasi terminali allora serve una terapia diversa, altrimenti il tempo guadagnato è solo un’illusione.

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34 Responses

  1. adriano

    Il tempo guadagnato è comunque un’illusione se non si recide il nodo gordiano delle discrasie della moneta.O si decide di riformare l’euro o si torna alle monete nazionali.Quello che avremmo dovuto fare noi da ieri.Infatti le modifiche necessarie all’euro ,che potrebbero cautelarci dai 1900 miliardi di rischi che abbiamo,non verranno mai adottati perchè Berlino ,giustamente dal suo punto di vista,non vuole.Nella nostra disponibilità,per evitare il tracollo o una recessione alla greca,c’è solo il ritorno alla lira.I giochi di prestigio non possono durare all’infinito.

  2. Con un accordo sindacale illiberale come quello recentemente sottoscritto dalle banche italiane e che prevede l’istituzione di un fondo per la buona e stabile occupazione (niente di meno) da rimpolpare con prelievi sulle buste paga di chi già lavora nel settore, ci sono poche illusioni da farsi sul reale snellimento delle piante organiche degli istituti di credito (ed anzi, è pure probabile che ci sarà una riduzione qualitativa del personale). Draghi è senz’altro un patriota e altrettanto certamente sta facendo un piacere a Monti, indirettamente rifinanziando il debito pubblico nazionale a tassi accettabili. Certo, il gioco è devastante, perché non è un segreto che ogni euro in più stampato ci rende marginalmente più poveri e contribuisce a disorientare pericolosamente gli operatori economici.

  3. Marco Tizzi

    Caro Oscar,
    ci sono un po’ di cose che lei omette nella diatriba, forse per spazio.
    1- cito dallo Spiegel: “Weidmann complained in a letter to ECB President Draghi that the central bank was accepting increasingly lower-grade collateral in exchange for its cash injections. This poses a danger, he warned, as the central banks in the north of the euro zone are owed ever growing amounts of money by their counterparts in the south. If the euro zone broke apart, the Bundesbank would be left holding a good deal of its bad debt from so-called TARGET2 loans, which currently amount to some €500 billion ($660 billion), he warned”. Non so cosa ne pensa lei, ma a me questa visione non sta bene. Se la banca centrale tedesca mette in conto la dissoluzione dell’Euro e la sbandiera ai quattro venti, allora finiamo subito questa buffonata e salutiamoci. Che ai tedeschi piaccia o meno, i popoli del sud Europa, o almeno la loro parte privata, stanno facendo salti mortali per un bene superiore, nonostante i loro politici. E il popolo irlandese è stato costretto a pagare con le proprie tasche creditori di banche defunte (economonitor.com/blog/2012/03/why-are-irish-taxpayers-bailing-out-unsecured-bank-creditors/) che erano, guarda caso, spesso istituzioni finanziarie tedesche. Questa storia della Germania che fa la prima della classe offesa in un angolino perché tutti gli altri sono cattivi con loro non si riesce più a sostenere: la BUBA ha il dovere etico e morale di parlare del bene dell’Europa tutta, non della Germania soltanto. Altrimenti non si va da nessuna parte. Quindi se critiche devono esserci devono essere in nome del benessere di tutti, non solo dei tedeschi.

    2- sempre dallo Spiegel: “The impact of this development is felt on a daily basis by Florian Koch, owner of the Berlin branch of the real estate firm Dahler & Company. On a gray March afternoon, Koch is standing in front of the Bertolt Brecht monument, near the Berliner Ensemble, home of the theater company established by the leftist playwright in East Berlin shortly after World War II. Behind the Brecht statue, an investor is building a decadent capitalist manifesto made of concrete, steel and glass, which will include a concierge service, a health spa and a private café.
    The basement floor hasn’t even been completed, but half of the luxury apartments have already been sold — at premium prices of nearly €15,000 per square meter ($1,840 per square foot). “Two years ago, such prices in Berlin were unimaginable,” says Koch. “But today they’re not unusual for the high-end sector.” During the first six months of 2011 alone, investors purchased €4.5 billion in real estate and land in Berlin for — an increase of 60 percent over the previous year.” Dobbiamo commentare questa cosa? Ci rendiamo conto di cosa si riesce a scrivere? Io conosco bene Berlino: era e resta la capitale meno cara d’Europa. Ancora si trovano case a 1000 euro al Mq. E qui mi si dice che i tassi bassi hanno portato abitazioni di lusso in pieno centro a 15 000 euro al mq e che quindi sta partendo una bolla inflattiva? Suvvia. Queste sono buffonate. A Milano sono 20 anni che ci sono case a 15 000 euro al mq e non scendono di un centesimo. Di cosa stiamo parlando? Questo è un attacco mediatico per dire “signori avete visto? Draghi fa salire il prezzo delle case tedesche!”. È un gioco indegno del Paese che vorrebbe essere la guida dell’Europa. SE vuole esserlo.” Fear breeds fear — as is the case with the fear of inflation. Since so many people are afraid of the euro losing its value, they’re investing their money in material assets, causing prices to rise — not only for buildings and land, but also for artwork, vintage cars and timepieces. Only three years ago, for instance, Berlin merchant Falko Modla was selling watches made in the former East Germany for €85 apiece. “Now, the price range starts at €300,” he says. Certain rare models go for €500 and more. “Today’s market is prepared to pay the price,” he says.
    There’s simply too much money around. Indeed, all concerns are pushed aside on the stock and commodity markets and investors are buying like mad. Ever since the announcement of Draghi’s cash injections, the German stock index, the DAX, has risen by 20 percent — and prices for copper, aluminum and zinc have also increased sharply. The price of oil has jumped by 15 percent and a fine ounce of gold costs roughly 10 percent more than it did two months ago.” Quindi gli orologi vintage della DDR costano troppo perché ci sono troppi soldi in giro? E (attenzione!!!) IL COSTO DELL’ORO E’ AUMENTATO PERCHE’ CI SONO TROPPI SOLDI IN GIRO!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ma chi vogliamo prendere per i fondelli? Allora: non so se Tremonti avesse ragione dicendo che l’Euro è stato uno scambio con l’unione delle Germanie. Se così è e c’è qualche patto segreto, immagino tra gli alleati e i tedeschi, troviamo un accordo e lasciamo perdere. Io non ho nessuna intenzione di vivere ANNI di folle austerità perché c’è gente che pensa che il prezzo dell’oro aumenta perché Draghi stampa moneta.

    3- Quali sono le alternative proposte da BUBA? Che cosa vogliono ESATTAMENTE? Una stretta monetaria durante una recessione? Vogliono che si lasci fallire senza problema tutte le istituzioni finanziarie che non ce la fanno con le loro gambe? Sembrerebbe di sì. Sempre Spiegel dicendo che LTRO nascondono I problemi: “If there’s anyone who knows precisely what Kemmer means, it’s Commerzbank CEO Martin Blessing. The Frankfurt banker has watched helplessly while his bank’s ailing subsidiary Eurohypo has ruined his annual results, year after year. Eurohypo is a relic from bygone days. Initially, it set out to make a fortune by bankrolling, of all things, sovereign states and real estate deals — a business model that has probably been relegated to the dustbin of history since the outbreak of the financial crisis. What remains is a bloated, toxic balance sheet amounting to €200 billion, brimming with sovereign bonds and real estate loans from troubled states like Spain, Italy and Greece.
    Eurohypo should actually be liquidated. Nevertheless, Draghi has given the bank some breathing room, once again.” Ok, quindi bisogna serenamente lasciar fallire le banche che non ce la fanno. Perfetto, ci sto. Allora però restituiamo i loro soldi ai taxpayers irlandesi e lasciamo che la Grecia faccia quello che avrebbe dovuto fare 3 anni fa: un sano default e chi ci perde ci perde. Il rischio, d’altra parte, era nei tassi: è il capitalismo, bellezza.

  4. Giovanni

    Ci troviamo davanti alla peggiore crisi degli ultimi 50 anni. Il fiscal compact sará senza dubbio insostenibile in italia e la mancanza di politiche kenesiane porteranno il paese verso un avvitamento. Quindi o avremo un hair cut anche noi oppure il ritorno alla lira é quasi sicuro. Tuttavia come tutte le crisi anche questa dovrebbe fare pulzia quindi speriamo almeno di riuscire a spazzare via quella massa nauseabonda che sono i nostri politici e amministratori. Speriamo pure che l italia che ne esca sia un italia migliore.

  5. valby

    Grazie mille dott. Giannino per avere preso questo argomento. Sono molto interessata perché vorrei preparare la tesi su questo argomento. Lei cosa consiglerebbe come terapia? Cosa consiglierebbe agli istituti bankari per questi futuri 3 anni. Le sarei molto grata se fosse possibile avere da lei un consiglio su quale libro potrei collocare o focalizzare i miei studi e le mie curiosità sulla polìtica monetaria e istituti bamcari. Nella facoltà abbiamo lavorato con Blanchar vorrei qualche alternativa. Grazie

  6. Guido Gambardella

    Guardiamoci nelle palle degli occhi. Questa operazione è sempre la stessa che abbiamo visto negli ultimi 20 anni. C’è un’emergenza figlia di una toppa precedente e, per rimandare l’affondamento, mettiamo un’altra toppa che, nel medio periodo, renderà la situazione ancor più insostenibile e il crollo più rovinoso.

    Nel contempo diamo ai vari carrozzoni (statali, bancari e industriali) l’occasione per rinviare sine die le necessarie ristrutturazioni. Peggio di così cosa si può immaginare?

  7. Fabio Cenci

    Vorrei veramente che qualche esimio economista
    mi aiutasse a capire:

    ma…a forza di stampare carta colorata = paper money, gli effetti non saranno devastanti dal punto di vista dell’inflazione? Leggo proprio oggi che Draghi denuncia un aumento dell’inflazione.

    Ora….eravamo in crisi deflattiva, credit crunch, banche rimaste a secco, adesso….a furia di stampare……inflazione in crescita….qualcuno, di grazia, potrebbe spiegarmi che succede?

    Siamo passati dalla deflazione piu’ brutale all’inflazione ovvia derivante dal trillione di Euro creato dal nulla per favorire le Banche?

    Siamo in deflazione o stiamo per passare ad una iperinflazione?

    Mistero……

  8. Guido Gambardella

    @Tizzi
    Non è detto. Se piove tanto si innalza il livello del mare, per coniugare l’ottimo aforisma di Francesco P e le fantasiose illazioni dei catastrofisti prezzolati dalla IPCC.

    Ho evitato di commentare il suo lungo post perché è evidente a chiunque che, se ci sono troppi soldi in circolazione e con tasso reale negativo, si formano bolle, sia immobiliari, sia sull’oro, sia sugli orologi vintage, senz’altro investimenti migliori che non sottoscrivere il debito dei PIGS.

    Il tutto per evitare l’ennesima volta una recessione, come se le recessioni fossero il male e non preziose occasioni di rinnovamento e miglioramento. Ma ho già visto da altri suoi interventi quanto lei sia conservatore, quindi non posso presumere di poterle far cambiare idea.

  9. Marco Tizzi

    @Guido Gambardella
    OMG, conservatore addirittura! Non so cosa sono, ma questa è davvero una categoria alla quale vengo associato per le prima volta in vita mia.

    Quindi anche lei mi dice che il prezzo dell’oro sale per motivi inflattivi?
    Pensi un po’ che io ho sempre saputo che è un bene rifugio. Curioso il mondo.

    Comunque non ci sono problemi, vogliamo credere all’austerità espansiva tedesca?
    Io non so cosa debba succedere ancora per capire che gli ossimori fanno fatica a concretizzarsi nella realtà, ma a questo punto comincio ad essere davvero curioso, quindi attendo ridacchiando per vedere quanto vogliamo scavare il fondo.

    “E’ evidente a chiunque”, certo, che se c’è una bolla, allora c’è una bolla. E’ anche evidente che se c’è inflazione, allora c’è inflazione.
    Quello che non è affatto evidente è che ci siano troppi soldi in giro, dato che anche oggi, per l’ennesima volta, la Banca d’Italia mi dice che c’è una stretta del credito alle imprese: se ce ne sono troppi, allora sono tutti nel posto sbagliato, mi pare.

  10. Guido Gambardella

    @Tizzi
    A quale categoria assocerebbe una persona che vuole a tutti i costi mantenere lo status quo? Se, invece, si identifica nelle posizioni della sinistra italiane, che per definizione è progressista, ritiro ciò che ho detto. Chi sono io per contestare un dogma così ben radicato?

    Dove ho detto che il prezzo dell’oro sale per motivi inflattivi? Ho detto solo che, quando la liquidità è troppo abbondante ed ha un tasso di interesse negativo, è logico e inevitabile che i soldi vengano presi in prestito ed investiti in modo folle.

    L’austerità non può essere espansiva, l’espansione si può avere solo dopo l’austerità, ripartendo da basi più solide ed efficienti.

    Sono 30 anni che i soldi sono evidentemente nel posto sbagliato, a sovvenzionare il debito pubblico e delle industrie più grandi, che non sempre sono esempio di efficienza e innovazione.

  11. B&B

    Visto che ci si scalda… A me pare che le tesi siano tutte importanti ma che il “buon senso” debba essere sempre la stella polare. Chiaro che su cosa sia il buon senso ci si potrebbe impegnare in paginate di considerazioni ma azzardo il mio: se da questa situazione di crisi pesante che alterna momenti di panico a pause ma che certamente non si può considerare risolta non si trae la convinzione e la determinazione per “risanare” il “buon senso” mi dice che ci sia poco da sperare. Mi vengono in mente due citazioni, non di economisti: la prima è il film Prova d’orchestra di Fellini dove una grande palla di ferro dall’esterno ( il mercato, i tedeschi, i cinesi, fate voi) distrugge l’auditorium dove gli orchestrali anzichè svolgere il loro ruolo e fare musica inseguono proprie personali questioni e conflitti, la seconda è il racconto La discesa nel Maelstrom di E.A. Poe dove solo chi osserva con calma gli eventi comprende che non tutto scende verso l’abisso ma qualcosa sale verso la salvezza e a questo conviene aggrapparsi . La situazione di crisi ha messo in discussione alcuni diritti acqusiti (pensionandi, stipendi, pensioni, alcune riduzioni di spesa) ma non ha di fatto inciso finora sulla sostanza di altri diritti o privilegi ingiustificati. Mi riferisco in primis al concetto di cosa pubblica, di posto pubblico, di Ente pubblico che nell’aggettivo contengono la loro essenza: non è che sono cose di nessuno ma sono invece di tutti per cui non è lecito appropiarsene, usarle indebitamente, trarne il proprio personale vantaggio, non garantire che chi opera in questo settore renda più di quanto guadagni perchè la ricchezza va lasciata e non consumata. Il buon senso mi dice che quando si chiedono sacrifici i primi ad essere verificati fin nei minimi particolari dovrebbero essere proprio i pubblici, politici compresi. La crisi potrebbe essere l’occasione per interrompere un sistema consolidatosi nei decenni, che non è certo un elemento trascurabile della crisi stessa, per l’enorme debito, per l’ evidente inefficenza, per la sgradevole impunità, per la inaccettabile disgiunzione tra merito, utilità effettiva e retribuzione, per le incredibili situazioni che continuamente emergono. Domenica alla trasmisssione di Gilletti si cita il caso dei numerosi dirigenti della Regione Sicilia in pensione con la legge 104, il caso di uno di questi con 11.000 euro di pensione (dicasi undicimila, ma quanto guadagnano ?) che andato in pensione assume il ruolo di assessore alla faccia della 104. Ma dove sta l’opinione pubblica?! A che servono i blog?! E’ chiaro che non c’è solo il pubblico da risanare, certamente anche il privato, l’imprenditoria che munge risorse, l’evasione che garantisce ricchezze a professioni e ad attività note. Mi lascia però incredulo che sul pubblico non si stia agendo anzi, mi pare che una diffusa consorteria politico sindacale non l’abbia per niente in programma. Il buon senso mi dice che nessuna tesi economica sia utile se prima non si ripristina la scala dei valori e delle priorità.

  12. @Fabio Cenci
    Tutte e due.
    la deflazione c’è perché il sistema sta eliminando il credito prodotto dal sistema frazionario delle banche che è andato a donnine allegre, ma l’inflazione c’è perché, per compensare, Draghi e Bernanke stanno stampando come pazzi (e il resto dei criminali a capo delle banche centrali occidentali sta facendo lo stesso).

    Teoricamente i due effetti si dovrebbero compensare, in pratica, dato che avvengono in due parti differenti dell’economia, faranno crollare i prezzi per mancanza di credito di alcune cose (tipo immobili), mentre faranno aumentare i prezzi di altre (tipo commodity come carburanti, cibo, etc.)

    Benvenuti nell’iperstagflazione.

  13. Bruno

    Visto che ci si scalda…. A me pare che le tesi economiche potranno essere importanti ma che la stella polare debba sempre essere il “buon senso”. A parte che su ciò che si intende per buon senso ci si possono sprecare paginate di considerazioni, io azzardo il mio: se questa crisi che ha andamento ondulatorio e che concede anche pause o addirittura moti di ottimismo ma che certamente non è risolta, non porta a risanare almeno le situazioni a maggior criticità che rappresentano gli elementi di maggiore debolezza del sistema-paese, il buon senso mi dice che c’è poco da sperare. Mi vengono in mente due citazioni, non di economisti. La prima è il film Prova d’orchestra di F.Fellini dove una grande palla di ferro (i mercati, i tedeschi, i cinesi o ciò che più ci piace) abbatte l’auditorium al cui interno i componenti l’orchestra anzichè fare musica sostengono posizioni personali e pseudo interessi. La seconda è il racconto di E.A.Poe La discesa nel Maelstrom dove non tutto vien trascinato verso l’abisso ma qualcosa risale verso la salvezza ed a questo ci si deve aggrappare per non perdersi. Il buon senso mi suggerisce che nel momento in cui la politica chiede sacrifici e si interviene sui cosiddetti diritti acquisiti di lavoratori , pensionandi e pensionati la politica dovrebbe intervenire prima di tutto su quello che viene definito pubblico e che ha nell’aggettivo la sua essenza di bene di tutti e non di una parte soltanto. E mi pare incredibile che questo non avvenga, che non si risani un sistema pesantissimo, che si è andato consolidando per consorterie varie, che presenta palesi inefficienze, intollerabili disgiunzioni tra merito/utilità e retribuzioni, assenza di controlli reali. Domenica scorsa alla trasmissione di Gilletti vengono citati i numerosi, centinaia, di dirigenti della Regione Sicilia andati in pensione con la legge 104 (quanti parenti bisognosi da accudire) e si cita l’esempio di uno di essi che percepisce 11.000 euro di pensione mensili (dicasi undicimila, ma quanto guadagnano ?) e che poi ha assunto l’incarico di assessore alla faccia della 104. Ma dove sta l’opinione pubblica? a che servono i blog? Non ci sono teorie economiche tanto intelligenti che possano sopperire alla mancanza di un sistema di valori, di questo sarebbe prioritario occuparsi.

  14. michele del monaco

    Egr. Dr. Giannino, la invito a leggere una recente analisi di John Mauldin sull’effetto della LTRO, che secondo lui non è altro che una forte accelerazione della fine dell’Euro. Il motivo è il seguente: la principale ragione per cui la Germania sta soccorrendo la Grecia è per il fatto che i titoli greci sono nelle banche tedesche e francesi. Con LTRO le banche si stanno ricomprando i titoli di stato dei propri paesi, rendendo di fatto le banche molto più indipendenti. Se domani dovesse accadere un problema all’Italia ed i titoli italiani fossero tutti in mano delle banche italiane, cosa direbbe la Germania, vi soccorriamo?
    Michele Del

  15. Marco Tizzi

    @Guido Gambardella
    Mi scusi, ma mi viene davvero tanto da ridere: cosa significa che io voglio mantenere lo status quo? Quale status quo, esattamente, di grazia?
    Lo status quo di disoccupazione galoppante e recessione pesante, lo strozzamento delle aziende e delle famiglie a suon di tasse assurde nella quantità e nei modi, le ruberie, l’organizzazione statale assurda, la spesa corrente fuori controllo, la burocrazia, la gerontocrazia, la carenza di un minimo di preparazione nella classe dirigente, sia pubblica che privata, no questo status quo italiano non mi va per nulla bene.
    Ma non mi va bene nemmeno questo status quo europeo.
    Quindi fondamentalmente non mi sta bene niente. Per questo mi fa un po’ ridere.

    Lei ha scritto sopra: “è evidente a chiunque che, se ci sono troppi soldi in circolazione e con tasso reale negativo, si formano bolle, sia immobiliari, sia sull’oro”.
    E io rido ancora, perché l’oro è il bene rifugio per eccellenza, quindi direi che se sale molto di valore è perché non ci sono investimenti mobiliari che diano ragionevoli rendimenti/rischi. In particolare il mercato azionario europeo lo vedo messo parecchio male. Inoltre andrebbe chiarito ai signori dello Spiegel che il prezzo dell’oro non è regionale, quindi Mario Draghi poco c’entra: forse ce la fanno anche i miei amici teutonici.
    E ripeto “amici” perché adoro la Germania, ci ho vissuto e continuo a frequentarla ogni volta che posso anche solo per piacere, ma purtroppo la sindrome di Fonzie ce l’hanno. Si sperava che fosse finita quando sono riusciti a dire “ho sbagliato” al crollo delle svastiche, ma non è così.

    Tornando a noi: qual è la sua ricetta, quindi? Niente debito pubblico e su i tassi?
    Forse non le hanno spiegato che anche l’Euro, come tutti i sistemi monetari attualmente in uso nel mondo, è un sistema basato sul debito. Se nessuno fa debiti crolla tutto.

  16. Marco Tizzi

    @Bruno
    Io sottoscrivo, ma temo che ciò che lei chiede possa solo arrivare da una rivoluzione.
    Ed è difficile che le rivoluzioni siano pacifiche.

    Per questo il sistema debito-consumo-produco, nella sua folle semplicità, resta ancora un simulacro di benessere che consente di mantenere la pace.

    Malata, forse, ma pace.

  17. Giovanni Russo

    Caro Giannino,
    interessante e stimolante come sempre. Continui cosi’. Lei e’ ormai l’unico giornalista italiano che leggo con piacere e per imparare qualcosa, oltre ovviamente al grande Ostellino.
    Credo che abbia ragione e gli effetti degli LTRO sono ancora poco chiari.  Ho letto qualche blog – grazie per i suggerimenti – e non e’ facile capire tutte le interrelazioni/rischi tra i balance sheets delle varie banche centrali come pure le conseguenze a breve-medio delle massive operazione monetarie creative in un ambiente ormai chiaramente deflazionario. 
    La mia sensazione e’ pero’ che nel LT, quando tutto e’ netted out, le LTRO daranno origine a banche commerciali che, soprattutto nei PIIGS,  di commerciale avranno ben poco e dalle quali sara’ difficile tornare indietro. 
    Saranno come tante piccole banche centrali che vivono sul seigniorage  con ben pochi contatti con la cosi’ detta economia reale, che poi e’ fondamentalmente l’economia privata. 

  18. piera53

    @Marco Tizzi
    In Italia la situazione è pesantissima: stipendi bassi, tasse alte, servizi minimi; x quanto riguarda le case c’è il racket delle immobiliari, difese da Leggi che ormai rendono sempre più difficile vendere e comperare senza la costosa intermediazione che ha favorito la crescita esponenziale degli immobili i cui prezzi non scendono anche in presenza del stallo o calo delle vendite. Inoltre i tassi (tranne che x i parlamentari 1% e loro amici 1,57%) sono altissimi anche se la banche pagano alla BCE l’1%. Che la Buba sia preoccupata è comprensibile, loro sono virtuosi qui chi ruba resta al Governo e se ne frega di tutto. Un cordiale saluto.

  19. Marco Tizzi

    @piera53
    Mi scusi, ma preoccupati… di cosa?
    La Germania è stato lo Stato che più ha guadagnato dall’Euro, perché è riuscita ad esportare prodotti che prima erano troppo cari per tutto il sud europa.
    E le sue aziende hanno approfittato di bassissimi tassi per investire tantissimo in tecnologia, così da far letteralmente esplodere la produttività.
    Senza contare della spesa pubblica enorme che puntualmente nascondono sotto il tappeto.
    Quindi? Dove sta il problema? Perché si lamentano?

    Se hanno un problema di inflazione, giro loro la ricetta che propongono a noi: aumentate le tasse e diminuite la spesa. L’inflazione la possono combattere anche gli Stati, non solo la banca centrale.

    La verità è che ogni volta che parlo con i signori tedeschi, e succede spesso, soprattutto col “popolo bue” che esiste anche lì, i rendo conto che questi signori e signore l’euro non lo vogliono. Mi pare che non l’abbiano mai voluto.
    Qualcuno gradirebbe l’annessione alla Germania di alcuni Stati loro affini, come l’Olanda, la Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria, Liechtenstein. Magari anche la Finlandia. Le suona familiare?
    Il resto per loro è feccia che ruba, fa andare le navi sugli scogli e importuna le ragazzine al mare.
    A me non sta bene.
    Noi stiamo facendo molta più fatica di loro in nome dell’euro, anche se non nego ci abbia portato alcuni vantaggi.
    Ma non mi piace fare i salti mortali ed essere preso anche per i fondelli.

    Allora dico: chiariamo cosa si vuole da questo Euro o lasciamo perdere.
    Anzi, negli ultimi giorni mi son fatto anche un’altra idea: forse la soluzione più semplice è che la Germania esca dall’Euro.

  20. radici piero

    per me non ha senso dare alle banche tutti quei soldi senza vincolarle all’ impegno di riversarli nella economia reale per stimolarne la ripresa, a meno che lo scopo vero non sia quello di “diluire” le loro attuali passività ( titoli tossici, titoli di stati febbricitanti, sofferenze etc ) facendone pagare il prezzo alla intera collettività “Europa”. Ma è una specie di cortocircuito che non stimolerà la crescita e, prima o poi, i nodi verranno al pettine. Paradossalmente dando loro l’opportunità di impiegare senza rischi al 3.5% ciò che hanno ricevuto all 1.0% scoraggerà le banche dall’ immettere soldi a rischio sul mercato.

  21. Piero

    ciao Oscar… è un pò che non ti scrivo.. ti ho sentito stamattina a radio24.. avevi gli imprenditori predati da burocrazia&tasse.. e la solita colonna sonora stile pentitevi..

    prima alcuni commenti su quel che hai detto alla radio :

    * ok con te su Vaciago.. abbiamo comprato tempo ma lui non lo ha detto.. però certe cose non si dicono.. ad esempio tu non dici che ad ottobre scorso ci fu un weekend in cui si rischiò che il lunedì la biip biip non riaprisse gli sportelli..

    * ok con te su necessario taglio spesa pubblica locale (provincie) & centrale (neppure sfiorata in questi anni.. son i più scandalosi).. ma il partito della spesa somma sinistra&destra&70% della popolazione.. come puoi pensare che DEMOCRATICAMENTE si riduca ?

    * ko con te su corruzione.. 60 mld/anno sono un peso economico che sottovaluti (così come sottovaluti evasione)..

    * ok con te su Silvio.. far saltare la riunione x difendere semimonopolio tv di famiglia (e bloccare recepimento italiano anticorruzione) fa VERAMENTE schifo.. ma non temere.. Bossi disse UNA volta anche UNA cosa giusta (legge dei grandi numeri) :
    le MegaBanche lo tengono sotto ricatto sulle aziende.. se gli viene di nuovo voglia di tirar troppo la corda lo bastonano di brutto.. l’affare Endemol indebitata con dentro GS&Silvio che litigano è paradigmatco) .. lo stornino di oggi solo sul Mib mentre all’Estero salivano è un minisegnale silenzioso.. a buon intenditor poche parole..

    ……………………………………………………………………………

    poi alcuni commenti su questo articolo about Moneta :

    ( LTRO 1 2 prox 3 BCE ) + (QE 1 2 + OPERATION TWIST 3 + prox QE 4 FED ) :

    * MA dobbiamo aggiungere BoE+BoJ => somma = TUTTO L’OCCIDENTE.. è un caso ?

    * Ok con te che Salvano Banche e Corsi Azionari ma poco và nel Pil.. e però.. SE non l’avessero fatto saremmo in Bancarotta.. con effetti molto ma molto ma molto ma moto peggiori di quelli attuali.. vedila in modo RELATIVO..

    * hai visto che ora che lo Spread è sceso lanciano il Btp Retail Disintermediato 🙂 🙂

    * quello che propose Berny da giovine era Finanziare Riduzione Tax con QE.. mentre oggi Finanzia Banche & Stoks & Commodity & Bond Statali con QE.. vero…
    MA.. teniamo conto che la Lobby di Wallstreet “controlla” Governo&Congresso Usa + Uk .. ed ormai di fatto Italia & Grecia & Bce.. inoltre x Finanziare anche Riduzioni Fiscali sarebbe necessario aumentare ulteriormente l’importo dei QE/LTRO…

    * hai visto che “strane” politiche fanno gli UK… RESTRIZIONE Fiscale + ESPANSIONE Monetaria.. hanno un debito pubblico+privato che fa schifo come il nostro.. sono deindustrializzati peggio di noi.. MA pagano miliardi in meno di interessi sui bond che si AUTO-comprano… creatività.. furbizia.. boh ?

    * ricordati : quelli di Bilderberg son più forti della Bundesbank.. era dal 2010 che te lo dicevo nei post che avrebbero sostituito Silvio coi loro uomini.. sembrava una previsione da pazzi blogger complottisti.. ed ora è sotto gli occhi di tutti.. meditate gente.. meditate…

    * infine concludo.. e qui ti scandalizzerò.. negli ultimi mesi ho cambiato idea.. sono d’accordo con Draghi&Bernanke.. l’unica soluzione è SuperStampa Monetaria che si trasferirà nel Reale e ci penserà Lei a Ridurre Redditi & Risparmi Privati & Debiti Pubblici Reali & Spesa Pubblica Reale (Italia 2012 => Pil Reale -2% Inflazione 4% Gap 6%… figurati cosa succederà nel prox decennio).. pensaci bene.. non reagire di pancia o di teoria.. era l’ UNICA soluzione praticabile in democrazia.. l’alternativa erano i Default a Catena.. ormai i debiti occidentali sono IMPAGABILI con le ordinarie politiche tasse&tagli.. EVVIVA L’INFLAZIONE PILOTATA…

    ciao ciao
    Piero

    http://www.chicago-blog.it/2011/10/17/l%E2%80%99italia-ed-il-dilemma-del-prigioniero-%E2%80%93-di-piero-torazza/

  22. Fabio Cenci

    x Piero…

    Evviva l’inflazione pilotata????

    Come a Weimar o nello Zimbabwe?

    No grazie…..io i soldi li tolgo dal sistema bancario e dalla paper money; coi coriandoli in tasca ci rimanga qualche altro……

    Piuttosto compro oro, argento, platino e che so, perfino i materiali radioattivi, tra cui quello famoso che non decade mai…perche’ e’ pieno di quella sostanza da un po’ di tempo…

  23. Piero

    @Fabio Cenci

    enormità senza precedenti storici ultimi 112 anni debiti pubbici+privati occidentali è senza ritorno x vie ordinarie.. pagare con avanzo corrente 50 mld/annox20 anni è tecnicamente im-possibile.. nè con tasse nè con tagli nè con chimerica crescita..
    dietro le quinte lo sanno tutti.. incluso Oscar che nn ve lo può dire..

    rimangono solo vie straordinarie.. e sono 2 :

    2) Default a Catena con effetti traumatici/immediati

    3) Inflazione 5%-10% x 10/20 anni.. lento declino.. poi forse ripartenza..

    MegaFinanza mondiale ha scelto via 3).. che piaccia o no è così.. il resto son chiacchere da bar..

    ipotesi 3) ha rischio Weimar (concordo)..
    ipotesi 2) ha certezza Weimar..
    ipotesi 1) può sorry essere solo “complementare”..

    diversificare assets antiinflattivi è l’unica cosa giusta che hai detto.. ma devi sapere come e QUANDO.. manipolare i corsi è la normalità.. e tu non lo sai..

  24. Marco Tizzi

    @Piero
    E finalmente qualcuno lo dice chiaramente. Mi sentivo tanto solo 🙂

    Lo schema Ponzi continua a funzionare finché viene alimentato. Crolla quando da qualche parte non viene più alimentato.
    Lo schema-Ponzi che è oggi l’economia mondiale è basato sul debito: finché si fanno debiti resta in piedi. Che questi siano pubblici o privati poco cambia: i debiti privati sono molto più importanti quantitativamente di quelli pubblici e molto più pericolosi.
    Per questo togliere la possibilità alla parte pubblica di fare debiti è terribilimente pericoloso: se il debito privato si ferma, non si alimenta più lo schema e salta tutto.

    L’iperinflazione è un pericolo, ma è evitabile: ricordiamoci che nonostante le iniezioni di liquidi di questi anni da parte delle banche centrali M3 in Europa ed M2 in USA (la Fed non misura più l’M3 per non far vedere che è infartata nel 2007/2008) hanno una crescita abbastanza regolare.
    E ancora oggi l’andamento dei prezzi è relativamente sotto controllo e gli aumenti sono dovuti all’effetto distorsivo degli oligopoli nei mercati delle commodity e del petrolio.

    Per questo sono tanto critico con la BuBa, che mi sembra far finta che la moneta sia qualcosa che non è: un oggetto reale con un valore.
    E mi arrabbio anche quando sento parlare di deleveraging: che cosa significa? Vogliamo diminuire i debiti? Facciamo finta di farlo: è molto semplice, basta cominciare ad alzare i tassi e le riserva. Risultato?
    Cominciano le bancarotte. Ora qualcuno mi può anche dire che la bancarotta è un metodo di selezione naturale del sistema capitalistico, ma questo non è assolutamente vero nella realtà. Non c’è niente di meritocratico nel sistema bancario: se dall’alto parte l’ordine “restringere credito” si salvano gli amici e si affondano gli altri.
    Questo significa che aziende sane, SANISSIME, saltano a gambe all’aria perché i propri business plan erano basati su linee di credito che vengono tolte dall’oggi al domani, grazie ad una legislazione folle che lo consente.
    Gli amici sopravvivono.

    Inoltre la bancarotta più che un domino è un effetto farfalla: l’effetto finale sarebbe una specie di bomba atomica sull’economia globale.
    Certo, poi si ricomincerebbe tutto da capo. Ma chi se la sente di rischiare?
    E chi, soprattutto, ci garantisce che non si ricominci tutto da capo?

  25. Piero

    @Piero

    L’unica Banca Centrale Occidentale che non stampava era la BCE.. ora Americani hanno imposto anche alla Germania un Loro Uomo, x nostra Santa Fortuna Italiano.

    Il Loro obiettivo, secondo me, non è la IPER-inflazione… ma un Decennio/Ventennio di Inflazione al 5%/10% che Eroda Gradualmente Debiti=Risparmio ed (ahime) Redditi = Costo del Lavoro Globalizzato.

    Petrolio non dipende da Iran ed altre scuse come dicono.
    I maggiori trader globali di Oil non sono produttori puri. Si chiamano JPM&MS&GS&Soci.
    Affittano pure tank (xrchè gli han messo limiti su Carta Pura) prima di mandarlo in bolla.

    4% inflazione MEDIA con costi INTERNI in deflazione -2% significa inflazione IMPORTATA già al 6%. Anche se Bce non stampasse (come vogliono Bundesbank & Teorici dell’economia) ce la pagheremmo lo stesso: cornuti&maziati.

    Spesso nei fenomeni umani, inclusa finanza, c’è processo di Lenta Accumulazione e poi Accelerazione => non sappiamo quando lo Strappo ci sarà.. potremmo aspettare anche anni ed anni.. magari un decennio. Cmq non dimenticarti Bolla Immobiliare Usa e pure Nostrana. Le vie del danaro sono infinite.

    Anche la Moneta è un Debito.. ma con Tasso Negativo (ci guadagna il Debitore 🙂

  26. Marco Tizzi

    @Piero
    Al 5/10% i risparmi verrebbero erosi solo se gli interessi fossero più bassi e non è affatto detto che lo siano: ero in Sudafrica nel 2007 e con un’inflazione del 6-7% i depositi pagavano anche il 10%.

    I salari sicuramente sì, ma lì dipende anche dai sindacati: se cominciano a fare il loro mestiere, quindi a discutere di SOLDI, si può salvare il potere d’acquisto. Se continuano a chiacchierare del nulla cosmico e delle sue implicazioni metafisiche verrà rimandato tutto ad una contrattazione personale.
    E non so se il tutto è una cattiva notizia, perché comunque consentirebbe maggiore spazio alla meritocrazia minando quella cosa orribile (imho) che risponde al nome di “scatto di anzianità”.

    Petrolio e commodities: ho parlato di oligopoli, 10 produttori + 10 trader restano un oligopolio 😉

    La bolla immobiliare USA è fondamentalmente un gioco dei fazzoletti: scrivo su un fazzoletto “un milione di euro”, tu fai altrettanto, ce lo scambiamo e abbiamo un asset da un milione senza sganciare un centesimo. A quel punto lo diamo come garanzia per un prestito e via. E’ una frode iniziata 20 anni fa e che non è mai finita: in questo articolo Randall Wray lo spiega bene economonitor.com/lrwray/2012/03/09/the-financial-crisis-and-shreks-onion-of-fraud/
    (non parla di mmt, quindi può essere letto da chiunque senza l’uso di acqua santa). Non è un problema risolvibile se non in ambito giudiziario.
    La nostra è simile, ma è un filo diversa: innanzitutto in Italia ci sono molti più immobili con un vero “valore intrinseco”, leggi immobili storici o comunque artistici. E poi il mondo immobiliare italiano sta alle fondamenta delle banche.
    Quindi più che una bolla la vedo come un’impalcatura.
    Certo se non smettono di costruire comincia a traballare, ma il pericolo è infinitamente minore rispetto al resto del mondo.

    E’ vero che potrebbe esserci un effetto-molla. Ma è anche vero che questa crisi è abbastanza lunga da aver messo un po’ di strizza nelle famiglie: ho la sensazione che non basteranno tassi bassi e facile credito al consumo per convincere la gente a ricominciare a consumare, almeno in Italia (forse anche in Europa).

  27. tintinaglia arrigo

    alla canzone che fa ascoltare al mattino Oscar Giannino
    sarebbe opportuno aggiungere il suono della campana a morte
    della messa in requiem

  28. Giuseppe Corru

    Oscar
    Se non entri in politica tu io alle prossime elezioni non votero’ nessuno.
    Sono un consulente finanziario con vent’anni di esperienza e so esattamente cosa e’ successo dagli anni 80 in poi.
    L’Italia e’ come una piscina a cui non e’ stata cambiata l’acqua per tutto questo tempo. Il puzzo ormai e’ insopportabile.
    Oscar qualcuno deve tuffarsi a levare il tappo!
    Beppe

  29. Antonio Pelliccioni

    Granarolo dell’Emilia 28/03/2012
    Signoraggio delle banche centrali
    Gentile Dott. Giannino,
    da tempo la seguo sui media (specie in televisione ) ed ho avuto modo di apprezzare la Sua coraggiosa obiettività nell’affrontare senza soggezioni i problemi più scabrosi.
    Vorrei proporLe un tema di particolare attualità in questo frangente economico in cui drammaticamente viene alla ribalta il problema del debito pubblico. E’ una questione di enormi proporzioni ma pochissimo nota ai cittadini italiani (c’è chi lo ha definito la madre di tutte le truffe).
    Si tratta del Signoraggio operato dalle Banche Centrali.
    Coniare una moneta metallica da 1 centesimo costa circa 15 centesimi. Questa attività viene affidata gli stati (ad esempio l’Italia) e le monete vengono immediatamente messe in circolazione come proprietà dello stato, cioè dei cittadini.
    Per contro stampare una banconota da 500 EURO costa circa 30 centesimi e questo lo fa la BCE (fino a poco tempo fa le Banche Centrali) la quale mette in circolazione le banconote attraverso le banche in cambio del versamento da parte degli stati del controvalore nominale (!) in Titoli di Stato. Cioè, per ogni banconota stampata al costo di 30 centesimi dalla BCE lo stato (e i cittadini) si indebita con la BCE per 500 EURO,
    Ma la BCE è un ente privato che appartiene alle banche (non è difficile controllare la filiera degli azionariati), questo significa che i cittadini degli stati si indebitano con alcuni potentissimi privati (le banche) per tutto il controvalore della moneta stampata circolante.
    Anche io sono un privato e mi piacerebbe molto poter stampare il denaro che mi serve per le mie spese, ma non mi è permesso!!
    Il 4 Giugno del 1963 John Kennedy emise l’Ordine Esecutivo 11110 con il quale proibiva alla Federal Reserve di prestare soldi a interesse al Governo degli stati Uniti il quale da quel momento in poi, avrebbe stampato sue banconote relazionate al controvalore delle riserve di argento. Poco dopo Kennedy fu ucciso e le banconote con la stampigliatura “United States of America” vennero immediatamente ritirate dalla circolazione.
    Solo l’Abusbef ha sollevato questo problema in sede giuridica e la Corte di Cassazione si è in pratica limitata a sentenziare l’incompetenza dei Tribunali in questa materia.
    Questo fatto è la madre del debito pubblico delle nazioni!! E’ una colossale e violentissima rapina che tiene nella miseria e nella fame milioni di persone nel mondo per fare la smisurata ed assurda ricchezza di pochi potenti.
    Mi rendo conto che sia un argomento da far tremare le vene ai polsi, ma possibile che sia il tabù per eccellenza totalmente inavvicinabile ed imperscrutabile?
    Dato che conosco il Suo amore per la verità che dovrebbe essere il primo Comandamento per ogni uomo, a Lei chiedo: cosa si può fare?
    Si può formare a Suo avviso un gruppo di giornalisti (per suddividersi almeno il rischio) allo scopo di per fornire una corretta (e in questo caso fondamentale) informazione ai cittadini e fare una battaglia contro questo incredibile fenomeno?
    Con rinnovata stima, grazie per l’attenzione

    Antonio Pelliccioni

    Via S. Donato, 104
    40057 Granarolo dell’Emilia (BO)
    Tel. + fax 051 761205
    Cell. 339 6232600
    E-mail: apelliccioni@libero.it

    PS: Basta digitare sul Web la parola “Signoraggio” ma questo in particolare mi sembra un link interessante: http://blog.libero.it/informati/. Molto interessante l’intervista a Antonio Miclavez.

  30. Gentile dottor Oscar Giannino con i componenti IBL e tutti gli utenti di questo pregevole sito,

    perché il mondo diventa sempre più invivibile?
    Perché la forza Economica e Finanziaria (di matrice ebraico-anglo-americana) ha usurpato il ruolo primario della POLITICA (schiavizzandola subdolamente) e, legittimandosi con l’immensa forza dello “Stato di diritto”, consolida sempre più “Il diritto della forza bestiale” ammantata di democrazia.
    Siamo al top del FALSO relativo!
    E si andrà sempre più di male in peggio.

    Cosa occorre per far RISORGERE L’ITALIA, L’Europa e tutti i Continenti?
    Occorre un immenso ignorante come me, che opera dal 25/10/1993, per risolvere brillantemente l’insostenibile fardello del DEBITO PUBBLICO o “sovrano” del cavolo!
    Tanto mi è possibile, perché posseggo una sola caratteristica: quella di essere UNICO IMBECILLE, mai apparso sulla faccia della terra.
    Siamo al top del VERO assoluto!

    Perché “Unico imbecille”? Perché, come un bambino ingenuo (“omnia munda mundis”), posseggo la “Fede in Cristo” senza dubitare minimamente da ben 18 anni. Sono sulla dirittura d’arrivo per raggiungere il traguardo agognato. Il più bel sogno della mia vita di pensionato artigiano 73enne.
    Intanto vivo in “Felicità perfetta” in termini di “Pienezza dell’Essere”, a decorrere dal 01/11/2003.
    Sembro a Voi tutti un non-senso filosofico, o una non-notizia giornalistica?
    Paradossalmente, dal 01/01/2001 così risulto. Nessuno mi caga!

    Vi sembra giusto? Nooo! E allora leggetemi seriamente e misurateVi responsabilmente (in uguale incommensurabile dignità di uomini) con la mia persona.
    Niente e tutto di personale!

    Cordialmente :-X 🙂 😀
    I.P. (signor “nessuno”)

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