23
Feb
2012

Il Governo Monti: le tasse, l’evasione e la pressione fiscale

Abbassare la pressione fiscale grazie agli introiti aggiuntivi derivanti dalla lotta all’evasione? Questa è la proposta che sembra trapelare dai rumors di Palazzo Chigi e sarebbe un buon passo in avanti dopo che il decreto di dicembre del Governo è stata pesantemente incentrata sull’aumento della tassazione. Solo per esempio si ricorda l’aumento delle accise per oltre 10 centesimi sui carburanti.

Almeno si inverte la rotta, si potrebbe affermare, ma è davvero così?

Il problema principe dell’Italia è l’elevato pressione fiscale. I dati sono chiari: come ricorda spesso il Professor Ugo Arrigo anche su queste colonne, la pressione fiscale è ormai vicina al 55 per cento, tenendo in considerazione che l’Istat nei suoi dati include anche l’economia in nero.

Diminuire le aliquote al 20, 30 e 40 per cento? Ben venga, ma sembra un po’ poco. Ci vorrebbe molto più coraggio e soprattutto una forte azione che dimostri la volontà di andare verso una strutturale diminuzione delle tasse.

L’idea di fondo del Governo Monti è quella di ridurre le tasse grazie agli introiti dell’evasione, ma intanto si prefigura da settembre un aumento dell’IVA di 2 punti percentuali sia per quanto riguarda l’aliquota ridotta, che passerebbe dal 10 al 12 per cento, che quella “standard” che passerebbe dal 21 al 23 per cento.

Va bene ridurre il livello delle tasse, ma dovrebbe nascere da una forte eliminazione degli sprechi della macchina statale che esistono eccome: ce lo ricorda spesso Oscar Giannino quante spese inutili potrebbero essere evitate dal nostro caro Stato.

La logica dovrebbe essere capovolta dunque: prima tagliare gli sprechi e ridurre contemporaneamente le tasse e combattere l’evasione, magari aiutando anche gli italiani a pagare le tasse.

Si ricorda che l’Italia è uno dei paesi più pesanti burocraticamente parlando nel pagamento delle tasse. È la stessa Banca Mondiale che ce lo ricorda nel suo rapporto “paying taxes” che mette l’Italia sempre in fondo alle classifiche.

Troppa burocrazia, troppe complicazioni e un peso per le imprese che arriva quasi al 70 per cento sugli utili. Non è questo dunque il problema principe?

Come fanno le imprese a reinvestire se lo Stato si trattiene più del 65 per cento di quanto un’impresa riesce a guadagnare?

Il nostro fisco è alquanto bizzarro nel senso che è incentrato sul perseguimento degli errori dei contribuenti. Abbiamo un esercito (la Guardia di Finanza) che interviene per scovare gli evasori e lo stesso sembra fare anche l’Agenzia delle Entrate., ma i sistemi negli altri paesi sono profondamente diversi

In Italia non mancano i controlli, manca la semplicità nel pagamento come sempre si evince dalla Banca Mondiale.

Negli altri paesi è il concetto è completamente opposto. I corrispettivi dell’Agenzia dell’Entrate aiutano il contribuente a completare i moduli di pagamento delle tasse in modo da limitare gli errori e le correzioni ex-post.

Si potrebbe dire che “prevenire è meglio che curare” nella lotta all’evasione…

Quindi azione ex-ante di semplificazione e aiuto, piuttosto che correzioni ex-post.

Abbassare le aliquote? Si, grazie, ma è essenziale ripensare il sistema fiscale italiano con un brusco abbassamento del livello della pressione che grava su tutti i contribuenti grazie alla riduzione delle spese inutili.

L’Italia ha la pressione fiscale della Svezia, ma il welfare dell’Irlanda (dove la pressione fiscale è inferiore di quasi 20 punti percentuali).

Siamo sicuri che l’abbassamento delle tasse debba derivare solo dalla lotta all’evasione?

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62 Responses

  1. Giuseppe

    Condivido in pieno la Sua analisi e da operatore del settore aggiungerei il seguente pensiero: affermare di voler diminuire le imposte (soprattutto dirette) mediante il recupero dell’evasione fiscale significa ammettere anche che la stessa è la principale causa dell’attuale situazione finanziaria del Nostro Paese. Come tutti sanno ben altre sono le cause reali che ci hanno portato all’attuale disastro economico (sprechi, inefficienze, corruzione, malcostume, nepotismo, rendite di posizione, monopoli in settori centrali, incapacità degli amministratori pubblici, e via dicendo) .
    Ritengo invece che quanto sopra risponda più ad un’esigenza di facciata per giustificare l’imponente incremento delle imposte che gli Italiani stanno già a sopportando (ad essere sincero sono molto curioso di vedere quale sarà la loro reazione il prossimo giugno con il primo approccio all’IMU), posto in essere per mettere qualche toppa al fabbisogno corrente. La lotta all’evasione non potrà portare grandi e soprattutto immediati risultati nelle casse erariali. Spesso l’accertato sbandierato ai quattro venti non corrisponde minimamente al riscosso (di cui ovviamente non v’è quasi mai notizia sui giornali). La lotta all’evasione così come concepita porterà ad una ulteriore riduzione dei consumi con buona pace delle entrate tributarie. Se si volesse veramente intraprendere un cammino virtuoso e rendere l’Italia un paese economicamente solido la strada obbligata passa dalla riduzione delle aliquote e nel contestuale aumento dei soggetti contribuenti. Viceversa con imposte ritenute vessatorie come le attuali si incoraggerà ancor di più chi può ad evadere e non potranno certo essere i blitz dell’Agenzia delle Entrate a Cortina o Courmayeur a scoraggiarlo.

  2. carlo

    ma di cosa parlate . basta scaricarsi il conto previsionale 2012-2014 . le entrate tributraie passano da 410 a 500 mld di €!!! più 25% con il pil in calo lo fai solo con una confisca di massa della ricchezza privata mostruosa. ma almeno Giannino alzi la voce per smascherare e sputtanare sto preside che ci prende per il culo.

  3. armando

    Non c’è via di uscita.
    Almeno io non la vedo.
    Se nemmeno i professoroni mettono mano agli sprechi, vuol dire che non si può.
    Dove ci provano, i nostri bravi politici si mettono di traverso: sono stati favorevoli solo all’aumento di tasse e al ladrocinio pensionistico.
    Temo che ancora non sia finita: il popolo ha ancora risparmi da succhiare.
    La politica li pretende, li considerano cosa loro.
    Ma gli economisti sono contenti, e anche molti giornalisti: finalmente in Europa abbiamo la credibilità che meritiamo!
    Poco importa a chi non ha problemi economici se le cose van male per noi….
    http://rivoltanonviolenta.jimdo.com/

  4. antonella

    Se si verificasse l’ipotesi della diminuizione delle aliquote per i redditi bassi grazie al recupero dell’evasione fiscale, temo che sarebbero avvantaggiati proprio gli evasori che denunciano pochi euro, che si vedrebbero pure abbassate le aliquote. Bisogna diminuire le tasse a chi paga di più. Non è possibile lavorare per sette mesi l’anno per lo Stato.

  5. giuseppe cerasaro

    In Grecia davano mille euro al mese alle figlie nubili dei dipendenti statali!
    In Italia non è che ci siamo andati poi così lisci, se è vero che abbiamo mandato in pensione a quarant’anni, con 15 anni sei mesi e un giorno, un “esercito” di dipendenti pubblici. Ora, quelli che andranno in pensione a 67 anni pagheranno il conto non per il padre, ma forse per uno che non è neanche lontano parente. Sembra che in Grecia l’evasione sia notevole.
    Un interrogativo. Ci sarà una qualche relazione con un livello così elevato di statalismo?

  6. Claudio Di Croce

    @giuseppe cerasaro
    Lo statalismo è sempre stato una fonte di sprechi e corruzione in misura differente a secondo del paese , in Italia molto di più della media .E coloro che lo difendono in un modo o nell’altro ne approfittano anche loro.

  7. Marco Tizzi

    La notizia sarebbe positiva se fosse permanente: se i soldi recuperati dalla lotta all’evasione finissero in un fondo chiuso e l’anno seguente venissero ridistribuiti sotto forma di rimborsi fiscali, allora sarebbe positivo.
    Anche come messaggio, peché la gente sarebbe sicura che la lotta all’evasione fiscale non serve per rimpinguare i “””rimborsi””” elettorali.
    Poi, certo, finché le tasse si spostano poco cambia, anche se sicuramente uno spostamento dal lavoro verso i consumi è auspicabile. In realtà Monti l’aveva promesso (vedi primo discorso in parlamento).

    Però mi pare che nulla accada. E allora dico: siamo sull’orlo del baratro. Quello vero, perché se parte un domino di bancarotte private diventa un problema vero, inteso come povertà reale e disoccupazione al 20%.

    Allora non è forse il caso di tagliarle comunque ‘ste tasse, anche se nel breve periodo significa maggior deficit?
    Io ho paura che si sia tornati al ragionierismo di Tremonti.

  8. Federico

    Eliminare l’intermediazione dello Stato (statalismo) nell’economia di almeno 20 punti. Solo così si migliora e si risparmiano stipendi di manager pubblici (dello Stato Centrale).

  9. alberto

    Mah! Io credo che ormai siamo alla follia collettiva, Monti incluso, anzi prima lui degli altri ed alla credulonità da parte di tutti, lettori e scrittori di questo blog inclusi; ma mi chiedo come si possa minimamente dare credito o discutere di riduzione delle tasse da recupero evasione, essendoci 2 elementi clamorosamente contrari a questa possibilità:
    1) Recupero evasione previsto per il 2012, solamente circa 6/7 MLD come da progressione regolare degli ultimi anni;
    2) Dati economico-finanziaria (sottaciuti ma che sto cercando di rimarcare) di previsione sulla situazione italiana nei prossimi anni, mostruosamente negativi (FMI);

    Altra domanda, che mi ripropongo e che mi faccio spesso, ma non dovevamo ridurre il debito di 1/20 all’ anno?

  10. alberto

    Bravo, hai messo il dito nella piaga, ma il gatto si morderà la coda e quello è proprio il motivo che ci porterà ad avere il default anche qui, come in Grecia; non è bastato sperimentare con conferma evidente che andare appresso a Merkel & C. come ha fatto Papandreou, significa morire, anche noi lo stiamo facendo ed arriveremo allo stesso risultato se non usciamo da questa gabbia, pensando per tempo ad una strategia di uscita. @carlo

  11. “professoroni”
    è una parola grossa. Hanno preso la laurea a punti col Dixan alla bocconi e guadagnano tonnellate di euro grazie agli intrallazzi politici e alle conoscenze. La cultura di Monti si scrive con la Q, e vale la metà di un quarto della mia.

  12. ALESSIO DI MICHELE

    Mi sembra di poter fare qualche triste considerazione:

    1) diminuiremo le tasse ai più poveri, grazie al recupero dell’ evasione: io avevo capito che il recupero dell’ evasione dovesse andare a cominciare a pagare un po’ di cedole dei nostri debiti (perchè di rimborsare il capitale, direbbe un livornese, un se ne rasgiona nemmeno);
    2) quindi già deflettiamo dal rigore e distribuiamo le sopravvenienze attive: beh sì, in effetti, quasi 6 mesi di (finto) rigore sono troppi per l’ italia;
    3) per l’ economia mi sfugge la differenza tra tassare di più e far evadere di meno;
    4) ho 53 anni, è da quando ne avevo 23 che sento usare l’ evasione fiscale come categoria a cui attingere quando mancano i soldi; l’ evasione non dovrebbe esistere (o dovrebbe esistere solo oltre il punto in cui € 1 di imposta riscossa costi € 1,1 di riscossione, accertamento, commissione tributaria,…);
    5) anche ammettendo che l’ evasione sia combattibile, è sperimentalmente accertato che lo stato italiano non riesce ad eliminarla: non mi importano i perchè, ma è così; logica vuole che ci si pieghi a questa realtà e si diminuiscano le spese; in psicoanalisi si parla di “principio di realtà”: ad es. non è giusto, ma se mangi coppa a Teheran ti pestano: tu avrai ragione, ma da un letto di ospedale.
    In questo senso, la tiritera sull’ evasione è perfettamente rovesciabile per dimostrare che le spese vanno diminuite, e quindi è un non-argomento.

  13. Marco Tizzi

    ALESSIO DI MICHELE :

    5) anche ammettendo che l’ evasione sia combattibile, è sperimentalmente accertato che lo stato italiano non riesce ad eliminarla: non mi importano i perchè, ma è così; logica vuole che ci si pieghi a questa realtà e si diminuiscano le spese; in psicoanalisi si parla di “principio di realtà”: ad es. non è giusto, ma se mangi coppa a Teheran ti pestano: tu avrai ragione, ma da un letto di ospedale.

    PRIMA era così.
    Ma ADESSO c’è MARIOMONTI, che è un supereroe della Marvel, amico personale di divinità celesti e terrene, un uomo che tutto può, anche (e soprattutto!) stimolare l’economia privata tramite l’aumento delle tasse e ridurre la spesa pubblica corrente senza toccare numero e stipendi dei dipendenti pubblici.

    Quindi lei è semplicemente un miscredente che non vuole adeguarsi ai SACRIFICI PER TUTTI in nome di un bene superiore: il benessere.
    Del resto del mondo.

  14. claudio

    @giuseppe cerasaro
    ti sei dimenticato che chi non aveva i 15 anni poteva, grazie alla legge mosca, coprire il periodo con versamenti, così hanno fatto la moglie di Bertinotti, Fini ecc… ecc

  15. emilia

    Secondo me la soluzione sarebbe una: totale ricambio della classe politica e dirigente. Finchè si continuerà con la corruzione, il clientelismo, il nepotismo e avanti con tutti i vizi capitali della società italiana, nulla potrà cambiare. Investimenti seri in cultura, cercare di cambiare l’educazione. Potere ai giovani di buona volontà, trasparenza massima!!!!

  16. Sergio

    Se vien perseguito l’impegno anti evasione, quella vera e occulta oltre a quella sbandierata dalla disinformazia, l’odio fra i diversi ceti colpiti o favoriti dalla neo crociata, arriverebbe a punti di ritorsione, palese o strisciante, da danneggiare il funzionamento dello Stato.
    Con ministri a 7milioni all’anno, hai voglia che gli evasori beccati si mettano a produrre in bianco: nè nero nè bianco, tutti affan!

  17. Massimo74

    @alberto

    Perchè nei fantomatici 120 miliardi all’anno di mancato introito per le casse dell’erario si conteggiano anche i proventi relativi alle attività criminali di mafia,camorra e ndrangheta che proprio perchè criminali sono sommersi per definizione e come tali non possono in ogni caso essere assoggettati a tassazione.Inoltre c’è da ricordare che in italia è impossibile essere evasori totali visto che basta semplicemente andare a fare la spesa al supermercato per pagare il 21% di iva sugli acquisti oppure basta fare un pieno di benzina per pagare fior di tasse (leggi accise).Questo significa che alla fine la maggior parte dei soldi evasi rientrano comunque nelle casse dell’erario in un modo o nell’altro.Se ci pensi bene,anche uno che evade le imposte sul reddito per comprarsi il SUV alla fine paga comunque fior di tasse (iva sull’acquisto dell’auto,bollo,accise sulla benzina,tasse sulla polizza assicurativa,ecc).Per questo sostengo da tempo che la stima sui 120 miliardi di evasione è del tutto priva di fondamento ed è utilizzata ad hoc da una classe politica cialtronesca con l’unico intento di scatenare una guerra tra poveri e mettere le diverse categorie del paese una contro l’altra (la logica del divide et impera) in modo da distogliere l’attenzione dei sudditi verso il vero problema dell’italia: uno stato corrotto e sprecone con una PA elefantiaca che pretende di controllare oltre il 50% della ricchezza prodotta in un anno non per offrire servizi ai cittadini,ma per alimentare se stesso e tutti coloro che da questo sistema degenerato traggono la loro fonte di sostentamento (vedi gli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici che in larga parte non producono nulla ma vivono di tasse).

  18. alberto

    Caro Massimo, mi sei simpatico e te l’ ho già detto ancora, però sei troppo trascinato da sensazioni, da convincimenti persoanali basati sul nulla. Qui nessuno conosce l’ entità reale dell’ evasione, per conoscerla non c’ è altro modo che recuperarla davvero con metodi di controllo trasparente ma scientifico, ed accompagnando i cittadini e le imprese verso un rapporto rilassato con il fisco. Il sistema deve attuarsi, con l’ utilizzo di opportuni strumenti informatici e di collegamento telematico, attraverso l’ incrocio di tutte le informazioni fiscalmente rilevanti, riguardanti ogni singolo cittadino od impresa, come si fa ad esempio negli USA e finalmente utilizzare per ogni transazione la CARD fiscale che oggi viene utilizzata solo per prendere le medicine o pagare i tiket sulle analisi.
    Ancora, bisogna che gran parte dei 33.000 dipendenti dell’ AE, vadano in giro a controllare a tappeto ogni attività, invece di stare a scaldare la sedia in ufficio ed ancora chiuse le Provincie, occorre che il 50% almeno dei 60.000 dipendenti vengano scolarizzati sulla materia fiscale per potenziare il servizio ispettivo sul territorio.
    Comunque stai pure tranquillo che se non ribaltiamo il metodo di accertamento che oggi è a valle e con i miei metodi sarebbe a monte, ci ritroveremo, come da qualche tempo accade, ai metodi poliziesci.
    Il resto, e cioè la forte denuncia riguardante la spesa improduttiva e la degenerazione del sistema, è un mio assillo da tempo, e se permetti le mie denuncie sono molto più documentate delle tue chiacchiere.

    @Massimo74

  19. Claudio Di Croce

    Ho letto con grande soddisfazione che la ” lotta senza quartiere ” la “guerra totale ” la “stangata ” i “blitz ” e altre molte espressioni del genere – che piacciono tanto ai nostri “pacifisti ” di sinistra – proseguirà fino alla completa eliminazione, soppressione dell’evasore fiscale , figura abbietta che ha fatto andare a fondo l’Italia , che ha compromesso i servizi sociali : l’ultimo esempio è il disastroso funzionamento del pronto soccorso romano , causato dall’evasione fiscale oltrechè dei tagli lineari di Tremonti . Sono contento che non si sono decise norme per ridurre il peso mostruoso della PA e collegati ; anzi ho letto questa mattina che si sono nominati altri quattro direttori generali ai Monopoli di Stato, figure determinanti per il benessere degli italiani. D’altra parte così si continuerà a sostenere il PIL che avrebbe un danno enorme dai risparmi della spesa pubblica , come più volte affermato dagli economisti presenti su questo blog.

  20. Massimo74

    @alberto

    Non sono chiacchiere.Prova a domandarti ad esmpio come mai le sentenze dei tribunali nel 60% dei casi sono favorevoli al contribuente e non al fisco e questo nonostante il giudice nelle commissioni tributarie sia tutt’altro che un soggetto terzo ma è anzi parte concomitante della amministrazione tributaria (in barba all’art.111 della costituzione che prevede il giusto processo e l’imparzialità del giudice).

  21. alberto

    Guarda Massimo, nel 2009, famoso documento dell AE che dovrebbe esserti entrato nella zucca per quante volte te l’ ho linkato, a fronte di 711.932 accertamenti, la MIA è stata di 26,37 MLD e questi sono dati diffusi da AE e non contestabili.
    Ciò premesso, l’ incasso proveniente dall’ accertato è stato dell’ 11% (Corte dei Conti) nel 2009, cioè circa 2,64 MLD di quanto accertato o meglio di quanto depurato da tutti gli errori nelle dichiarazioni oltre che dagli effettivi comportamenti illeciti o elusivi.
    Dato che i contribuenti italiani sono circa 41.500.000, gli accertamenti annui sono soltanto l’ 1,7% e quindi in proporzione ci vorrebbero circa 58 anni per completare l’ accertatamento e ciò è ovviamente assurdo e su questo giocano gli evasori. Ora basando il calcolo di quanto sarebbe possibile ricavare dall’ evasione, e questo ovviamente include anche il discorso che tu facevi sulla giustizia tributaria, dicevo i possibili incassi stimabili dalla lotta all’ evasione a tappeto sarebbero 2,64:1,7×100= 155 MLD.

  22. Spiegatemi una cosa, se ne siete capaci:
    come possono una serie di persone che nel sistema attuale sono riusciti ad occupare molte posizioni dominanti a livello mondiale, avendo quindi utilizzato il sistema italia ( perchè di italiani stò parlando) al massimo del suo potere, voler cambiare il sistema?
    E perchè mai dovrebbero?
    Per loro deve neccessariamente essere il miglior sistema esistente, visto le posizioni raggiunte.
    Ringrazio tutti, e principalmente Oscar, per l’aiuto alla comprensione che mi fornirete.

  23. Robespierre

    @armando
    INFATTI SOLO NOI POSSIAMO CAMBIARE LE COSE: RIVOLTANDOCI CONTRO LO STATO TIRANNO E LADRO. Bisogna unirci e ribellandoci contro lo status quo. Uniti, la classe media, il ceto produttivo, quelli che in una parola fanno apparire iva dal nulla.

  24. Mario45

    @Alberto
    Quando parla di 41500.000 contribuenti credo proprio siano inclusi i lavoratori dipendenti, pubblici e no, ed i pensionati. Ho seri dubbi che la stima prodotta dalla relazione 2.64/1.7*100 abbia qualche fondamento.

  25. Davide Gionco

    Siamo in preda ad una isteria collettiva.
    Siamo tutti d’accordo a tagliare gli sprechi, a porre fine ai monopoli, a premiare l’efficienza.

    Ma qual è il problema? E’ il “debito pubblico” oppure sono i problemi sopra descritti?
    Oppure è soprattutto il fatto che l’economa reale stia andando a rotoli?
    E l’economia reale va a rotoli a causa del debito pubblico, a causa degli sprechi o perchè le banche non fanno più credito ed hanno di fatto diminuito drasticamente la quantità di denaro circolante?

    Chiedo a Giannino e ad altri di spiegarmi quali siano le correlazioni fra il debito pubblico e l’economia reale.

    E’ questa l’isteria collettiva.
    Stiamo uccidendo la nostra economia reale per garantire i guadagni di coloro che hanno investito in titoli di stato.
    Si tratta di persone che in ogni caso vivrebbero anche senza questi guadagni.
    Mentre chi si vede obbligato a chiudere la propria azienda e a licenziare degli onesti padri di famiglia non può dire altrettanto.

    Qualcuno parlerà dei rischi di default dello Stato.
    Ma non sarebbe così se lo Stato si riprendesse il potere di creare la propria moneta: non un ritorno alla lira, ma una semplice emissione di crediti fiscali, come fomra di pagamento dei fornitori.
    Et voilà: subito vengono ristabiliti i pagamenti, la liquidità aumenta e l’economia torna a girare.

  26. alberto

    Nel documento dell’ AE ci sono anche le persone fisiche, se lei guarda parliamo del 64,33% del totale accertamenti, e quindi ci sono anche quei lavoratori dipendenti e pensionati che come lei ben sa, fanno la loro parte di evasione, soprattutto se sono dipendenti pubblici. Comunque, tenga conto che il calcolo è indubbiamente non privo di critiche e lo so anch’ io, ma serviva solo a dare un’ ordine di grandezza, insieme al fatto che ci vorrebbero moltissimi anni per fare accertamenti a tappeto. @Mario45

  27. Stefano

    Mi sembra di ricordare che il rapporto tra il gettito della imposizione sui redditi e quello della imposizione indiretta sia circa 1,5. Che effetto avrebbe una riduzione di tale rapporto a somma immutata ? Xchè non puntare ad una riduzione fissa delle aliquote (per la prima fascia o le prime due anche di 10punti percentuali ciascuna) da compensare con una corrispondente crescita delle aliquote IVA in modo da ridurre il carico impositivo sui redditi rispetto a quello del consumo ??
    Grazie

  28. Massimo74

    @alberto

    E chi lo dice che i dati dell’ AE siano incontestabili?Forse tu non conosci i metodi da gestapo utilizzati da quei signori per estorcere sempre più denaro ai contribuenti.Per loro basta che tu non sia congruo con i parametri degli studi di settore per essere bollato automaticamente come evasore oppure puoi essere sanzionato semplicemente per un errore di compilazione sulla dichiarazione dei redditi (cosa molto facile visto che il fisco italiano è una giungla composta di circa 120.000 leggi che cambiano in continuazione ogni anno).
    Tanto per darti un idea di come agiscono questi taglieggiatori legalizzati leggiti questo articolo di franco bechis al link sottostante:

    http://www.liberoquotidiano.it/news/881061/Occhio-ora-ci-tassano-pure-la-paghetta-ai-figli-.html

    Se permetti io preferisco basarmi sulle sentenze dei tribunali piuttosto che prendere per oro colato le statistiche divulagate dagli aguzzini del AE.

  29. Massimo74

    @Stefano

    Perchè invece non abolire del tutto la tassazione sui redditi tassando esclusivamente i consumi (chiaramente un operazione del genere dovrebbe essere accompaganta da una sensibile riduzione della pressione fiscale)?

  30. Stefano

    Se nn vogliamo dover cambiare la Costituzione una componente di tassazione progressiva è indispensabile (e direi anche auspicabile), per cui sì ad una redistribuzione che “penalizzi” i consumi (anche xchè in questo caso l’evasione viene in parte superata), ma deve comunque restare una parte progressiva, e magari notevolmente progressiva come crescita al crescere del reddito.
    È significativo che l’indice Gini, che misura la distribuzione della ricchezza, sia cresciuto (e quindi segnali una maggiore distanza tra “ricchi” e “poveri”) negli USA in corrispondenza della riduzione delle aliquote impositive delle fasce di reddito più alte.
    Che tipo di società vogliamo per l’Italia dovrebbe essere uno dei temi sui quali i cittadini si confrontano concretamente ….

  31. Claudio Di Croce

    @Stefano
    Lei vuole un tipo di società nel quale i fannulloni , gli incapaci , i teorici del posto statale garantito a vita , in parole povere dei mantenuti , abbiano diritto a un tenore di vita simile a quello di coloro che nella vita si impegnano a fondo , che lavorano , che hanno doti superiori , che creano ricchezza per loro e per la collettività . Io ,no. Il tragico fallimento del comunismo non ha insegnato nulla.

  32. Stefano

    Assolutamente no, pretendo che il merito valga, ma voglio veramente incidere nella situazione attuale, non voglio richiedere che tutto cambi per non riuscire nemmeno a muovere una briciola.
    Essere pragmatici vuol dire trovare sistemi attraverso i quali l’evasione – che esiste ed è inaccettabile – venga combattuta. Non credo di essere tacciabile di comunismo xchè non credo che il capitalismo selvaggio debba essere la mia stella polare. Quello che in 200-300 anni è avvenuto nei Paesi avanzati in termini di stato sociale è per me positivo, quello che in metà di questo periodo è avvenuto in Italia è molto meno positivo, ma non butterei il bambino con l’acqua sporca: eliminiamo le distorsioni, ma ricordiamoci che lo sviluppo si misura anche con il denaro, ma NON E’ IL DENARO. Altrimenti finiremo per dover pensare che sia il modello cinese quello al quale ci si deve ispirare e, personalmente, non la vedo così
    Arriveremmo a pensare che sia il modello cinese

  33. alberto

    Hai letto ciò che ho scritto, Massimo?

    “2,64 MLD di quanto accertato o meglio di quanto depurato da tutti gli errori nelle dichiarazioni oltre che dagli effettivi comportamenti illeciti o elusivi.”

    Tu contesti cosa?
    1)Il numero di accertamenti? (credo sia incontestabile quel numero);
    2)Il MIA? Io stesso, conoscendo la realtà, ho dato il dato finale, e cioè l’ 11% incassato di quella cifra come da Dichiarazione della C.C. per il 2009, e dopo quindi tutta la trafila della giustizia tributaria, e l’ho dichiarato, come da evidenza sopra indicata; questo è il dato finale e reale.
    3)Il numero di contribuenti? Ho già risposto a Mario45.
    4)il calcolo matematico?
    Massimo cerca di diventare un po’ più concreto e meno fumoso; parla con i dati rispondendo ai dati.

    @Massimo74

  34. Claudio Di Croce

    @Stefano
    Lo stato sociale come lo abbiamo conosciuto non è più sostenibile , semplicemente perchè non ce lo possiamo più permettere , non abbiamo più i soldi per pagarlo . E la montagna di debiti creati lo dimostra ; lo ha detto perfino l’italianissimo Draghi ,oltrechè i paesi del mondo che si sta sviluppando lavorando duro come si lavorava in Italia quando la ricchezza è stata creata. E’ curioso che chi vuole ancora stato sociale – bella parola che significa ottenere soldi a carico deli contribuenti – dice che lo sviluppo non è solo il denaro . Giustissimo, ma allora perchè con la forza si cerca in tutti i modi di strappare sempre più denaro dalle tasche dei sudditi , con il plauso di persone come lei ?

  35. Ecate

    @ALESSIO DI MICHELE

    @Claudio Di Croce
    I post elencati spiegano bene cosa non va nel nostro paese e perché.

    Le ragioni che “remano contro” : debito pubblico, eccessivo numeri dipendenti, spese P.A. che superano il 50% del PIL, stipendi esosi di caste politiche e burocrati di prima classe, ecc…

    Ma : “Ci sono categorie di produttori di ricchezza netta che hanno deciso che non vale più la pena di continuare. Non ci stanno più dentro, troppi rischi e poco (o niente) da guadagnare. Dunque stanno smettendo, alcuni chiudono altri portano le produzione fuori da questo paese”.

    E’ questo su cui riflettere, possiamo discutere fino alla noia ma se non si crea impresa, alla fine puoi tagliare quanto vuoi, anche tutto fino a zero euro di spesa ma cosa risolvi ?

  36. Massimo74

    @Stefano

    Che bisogno ci sarebbe di cambiare la costituzione?A parte che è proprio l’attuale sistema fiscale a fare scempio della costituzione (irap,anticipi d’imposta,violazione della privacy,solve et repete,sistematica inversione dell’onere della prova a carico del contribuente,parzialità del giudice nel processo tributario,ecc),ma nessuno sembra preoccuparsene,men che meno la corte costituzionale.

  37. Claudio Di Croce

    @Ecate
    Come succede in qualunque azienda bene amministrata e in una qualunque famiglia ben educata , quando la situazione economica peggiora si devono ridurre le spese e cercare di aumentare le entrate. Lo stato non riduce le spese e aumenta le entrate con il consenso entusiasta di chi campa alla grande su questo sistema . E’ ovvio che il sistema paese non sopravviverà se non si ridà il via allo sviluppo che deve essere ottenuto incentivando al massimo i privati che ridiventino propensi ad investire . Il sistema pubblico con i debiti che ha non lo può più fare .

  38. alberto

    A proposito di tasse e di relativa evasione, vorrei che rifletteste su questi elementi:
    1)La spesa sociale italiana è inferiore di circa 2 punti alla media europea e di 5/6 punti rispetto a quella della Francia, che spende più di tutti;
    2)il nostro debito pubblico, a parte quello della Grecia, caso a parte, è di circa 20 punti % più alto rispetto al PIL, nell’ area euro;
    3)cresciamo meno di tutti gli altri paesi dell’ area e nel decennio della moneta unica, siamo stati completamente al palo; 0,00;
    4)abbiamo gli stipendi lordi(non netti, perchè questo non si dice)fra i più bassi dell’ area euro, come oggi dichiarato da erostat, e questi stipendi, sono ancora più bassi nella graduatoria, se si prendono i netti, al netto dell’ imposizione fiscale;
    5)I lavoratori indipendenti hanno visto incrementi di reddito pari a circa 5 volte quello dei lavoratori dipendenti, nel decennio dell’ euro come si può leggere sui Supplementi al Bollettino Statistico di Bankitalia ed ultimamente la situazione si è ulteriormente aggravata.
    L’ ultima manovra di Monti, che inviterei davvero a riflettere sui dati soprariportati, ha ulteriormente aggravato la sopradescritta situazione e quindi io credo, rappresenta un ulteriore elemento di crisi sistemica nonchè di ulteriore penalizzazione della nostra crescita nel breve periodo, almeno.

  39. Davide Gionco

    @Claudio Di Croce

    Questa affermazione è assolutamente FALSA.
    Sarebbe vera se avessimo un alto debito estero, il che non è vero.

    Noi siamo piuttosto nella situazione di una famiglia in cui troppe persone vivono a sbafo senza lavorare o facendo lavori inutili.
    La situazione di una famiglia del genere non si salva riducendo le prestazioni per tutti, ma:
    1- cercando di fare lavorare tutti in modo produttivo
    2- riducendo le attività inutili

    Oggi con lo Stato che taglia i servizi ed alza le tasse è come se fossimo in una famiglia dove, poichè il 50% dei membri non lavora, si chieda agli altri di lavorare ancora di più e di restare anche senza cena.

    Nell’attuale isteria collettiva non si capisce più se le risorse di un paese siano gli euro che circolano o la capacità produttiva.
    Io resto convinto che le nostre risorse sia la nostra capacità di lavorare.
    Ma allora perchè si aumentano le tasse facendo chiudere o emigrare le nostre imprese?

    Lo dico io: lo si fa per rassicurare i banchieri di Francoforte, non di certo per sostenere l’economia reale.

    Gli economisti ci hanno tarpato la testa a furia di macro-parametri.
    Prodotto interno lordo = tutto il fatturato per cose utili ed inutili.
    Deficit = differenza fra entrate e spese dello Stato, per spese utili o inutili (non fa differenza se buttiamo i soldi nel mare o se costruiamo un centro di ricerca a livello mondiale)
    Tagli alle spese = tagli generalizzati (l’isteria di Tremonti, basta tagliare, non importa se cose utili o inutili).

    A forza di mettere tutto insieme, nell’unico interesse dei conti finanziari, stiamo facendo morire l’economia reale.

    L’unica strade è trovare un modo per riprenderci la nostra sovranità monetaria e svincolarsi il più possibile dai dictat dei finanzieri, i quali continuano a produrre denaro dal nulla (ovvero dal lavoro degli altri), mentre noi sputiamo sangue per riuscire ancora a mettere qualcosa nel piatto per cena.

    Ma lo sapevate che oggi gli oneri finanziari rappresentano circa il 40% dei costi di produzione di un paese?
    40% !!!

    Se avessimo uno Stato anche solo minimamente onesto, diciamo come l’Italia fino agli anni ’70, che stampasse denaro e lo mettesse in circolazione sotto forma di pagamento di operte pubbliche, l’Italia potrebbe finanziarsi riducendo drasticamente gli oneri finanziari dovuti alle banche.
    Se solo portassimo quel 40 a un 30%, ogni anno avremmo guadagnato 10 punti di PIL.

  40. Andrea

    Antitrust, per finanziarla arriva un balzello sulle grandi società
    Arriva un “balzello” sulle grandi società e che servirà a finanziare l’Antitrust. Lo prevede un emendamento al dl liberalizzazioni approvato dalla commissione Industria. Il contributo è pari allo 0,08 per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio delle società di capitale, con ricavi superiori ai 50 milioni di euro.

  41. Claudio Di Croce

    @Davide Gionco
    Onestamente ho capito poco : sono d’accordo sul fatto che milioni di italiani si fanno mantenere dagli altri e questa cosa vergognosa dovrebbe finire , tenendo anche conto che ci sono milioni di stranieri giovani che lavorano al posto dei nostri giovani fannulloni che preferiscono farsi mantenere dalle famiglie e dai contribuenti. Sono d’accordo sul fatto che aumentare il furto fiscale dovrebbe essere ridotto e non aumentato . D’accordo su questa diagnosi non capisco la terapia. Cosa c’entrano i banchieri di Francoforte o i gnomi di Wall Street o il complotto demoplutogiudaicomassone con il fatto che siamo un paese quasi in bancarotta , come Grecia, Spagna , Portogallo, Irlanda , i famosi paesi piigs ? Forse appartiene anche lei al club degli stampatori ? Non crede che se fosse così facile perfino i nostri professori ne sarebbero capaci e troverebbero subito l’inchiostro ?

  42. Marco Colonna

    1) la lotta all’evasione non si risolve con qualche blitz, sono certo che anche quest’anno, quando andrò al mare e affitterò l’ombrellone, alla mia richiesta dello scontrino mi verrà risposto: siamo esenti. Ed è vero; in base al DM del 12/92 tutta una serie di categorie è esentato dal rilascio della ricevuta fiscale: stabilimenti balneari, gondolieri di Venezia (!!), autoscuole, banche per certi servizi (!!!!!!!), vendite per corrispondenza (nelle quali sono certo si fanno rientrare le televendite, e tanto altro …. in un momento come questo è possibile mantenere queste esenzioni che si trasformano in una “evasione a norma di legge” ? ovviamente no; ma come i taxi, anche gli stabilimenti balneari hanno molti più amici dei lavoratori onesti.
    2) La spesa pubblica va ridotta, non c’è altra possibilità; ma il costo principale sono gli stipendi dei 4,5 milioni di dipendenti pubblici che hanno tutte le garanzie che vogliono: guadagnano quello che guadagnano e lo faranno fino alla pensione, per cui, per loro, l’innalzamento dell’età pensionabile non costituisce nessun problema economico. Invece per chi lavora per il privato è tutto completamente diverso: a 50 anni sei vecchio e ti licenziano; a questo punto non sai come andare avanti e non contribuisci più alla pensione; quando ci arriverai, se ci arriverai, avrai una pensione ridicola. Questa enorme differenza tra cittadini che lavorano per la PAC/PAL e quelli che lavorano per il privato è anticostituzionale. Nessuno dice nulla: partiti, sindacati, stampa, Presidente della Repubblica

  43. Marco Colonna

    @Massimo74
    in teoria sarebbe una buona soluzione; ma visto che stiamo parlando del fatto che l’evasione fiscale è il più grande problema italiano …… Si dovrebbe prima cambiare il sistema in modo da obbligare REALMENTE, TUTTI, a pagare le tasse, dopodichè le soluzioni sono tutte buone. …basterebbe inasprire le penalità: penale per evasione al di sopra di una certa cifra; sanzioni n volte rispetto all’evaso; ritiro della licenza per gli esercizi commerciali, …..

  44. Riccardo

    Chi suona il disco rotto dell’evasione fiscale, mente sapedo di farlo. Il problema dell’Italia non è la forte evasione, risposta strutturale a tassi indifendibili, ma la spesa pubblica fuori controllo. A questo Stato, più dai e più spende, e anche male, soprattuto al sud.
    Non serve aumentare la portata del rubinetto se non chiudiamo il tappo sul fondo.
    Ma chi governa è furbo e ci dice che le tasse sono alte perchè non tuttti le pagano. é una balla cosmica. La Germania raccoglie 6 punti in meno di imposte dell’Italia con servizi e welfare nemmeno paragonabili. In questo nessuna differenza tra tecnica e politica, tutti bugiardi.

  45. Guido

    “In Italia non mancano i controlli, manca la semplicità nel pagamento come sempre si evince dalla Banca Mondiale.

    Negli altri paesi è il concetto è completamente opposto. I corrispettivi dell’Agenzia dell’Entrate aiutano il contribuente a completare i moduli di pagamento delle tasse in modo da limitare gli errori e le correzioni ex-p”

    Grazie Andrea di questa precisazione.
    Io ho vissuto, lavorato e pagato le tasse per 30 anni in un paradiso fiscale : la Germania . Me ne sono accorto adesso che la Germania è un paradiso fiscale perchè che sono tornato in Italia da due anni , Aihmè.
    In Germania non ho mai fatto direttamente un pagamento alla pubblica amministrazione,niente moduli, F24, ricevute.
    Tutto ( e intendo tutto : Irpef, ICI,IVA ,Tasse automobilistiche,Rifiuti,etc ) viene pagato con addebito in conto .
    Tu non fai niente, l’amministrazione ti preleva al momento giusto l’ importo giusto e ti avvisa con una lettera di quello che fa .
    Mai avuto un errore, mai una coda in posta/banca .

    Non è questo un paradiso fiscale ?

  46. Vorrei aggiungere una considerazione: i giornalisti (o presunti tali).
    Molti di questi percepiscono lauti guadagni manifestando le arrabbiature del popolo.
    E giù trasmissioni dove si parla per ore di quanto si è indignati.
    E giù pagine e pagine di articoli contro.
    E giù pagine di blog di gente che cerca di capire oltre che ad indignarsi.
    Ma tutta questa roba, la seguiamo solo noi!
    Non penso proprio che il monti il napolitano la fornero e chi per loro perdano il loro tempo milionario per ascoltare i nostri malumori, che poi magari gli rovinano la gioia di vivere in un paese dove vivono ai massimi livelli sia economici che sociali.
    Meno male che abbiamo la possibilità di sfogarci, ma la cosa finisce li.

  47. larrybor

    Ho sempre ritenuto che lo slogan pagare tutti per pagare meno fosse una grande balla,oggi piu’ che mai ne sono convinto.La lotta all’evasione sarebbe sacrosanta se non fosse che assomiglia di piu’ all’estorsione legale che alla giustizia fiscale pertanto mi rifiuto di puntare il dito contro gli “arrotondatori” fiscali,quelli che con piccole limature aggiustano la propria economia domestica,e invito anche quelli della busta paga a guardare con attenzione quanto gli sottre il fisco e pensare che effetto gli farebbe avere tutto il lordo e poi vederselo taglieggiare a fine anno in DDR.Ma non e’ certo il problema di tanti funzionari di stato,con buste paga fino a 300 volte quella di un dipendente medio pagare le tasse non e’ un problema(suo!)

  48. Ecate

    @Marco Colonna
    In una argomentazione bisogna capirsi. Se io ti chiedo l’ora e tu rispondi domenica e un altro interviene sostenendo che è marzo così ciascuno pensa, sbagliando, di aver ragione.

    Sull’evasione ho voluto chiarirmi qualche concetto base. Cosa è e chi è un evasore. A prescindere che tra un po’ negli studi di settore metteranno una sezione denominata “lombroso” in cui in base ai tratti somatici del contribuente ci sarà una presunzione di evasione. Se sei piccolo, hai la barba incolta e lo sguardo torvo e indossi un camice verde sei finito.

    Bortolussi della CGIA di Mestre ha realizzato uno studio la cui conclusione è :

    Economia sommersa : 2.300.000 lavoratori in nero imponibile evaso stimato 200 miliardi di euro
    Economia criminale : 3 regioni del SUD italia in mano loro imponibile evaso stimato 100 miliardi di euro
    Grandi imprese : imponibile evaso stimato 10 miliardi di euro
    Lavoratori autonomi e PMI : imponibile evaso stimato 6 miliardi di euro

    Totale 316 miliardi di euro

    Allora : a meno che ci si indigni perché un mafioso che chiede il pizzo non rilascia la fattura, le considerazioni che faccio sono due, o lo studio di Bortolussi è falso allora la smetta di dire sciocchezze e vada a zappare la terra o la lotta dell’evasione si concentra sui ladri di polli e caramelle che non rilasciano lo scontrino al bar (fanno la voce grossa con gli studi di settore con l’evasione di 6 miliardi contro 310 miliardi!).

  49. adriano

    Marco Tizzi :

    ALESSIO DI MICHELE :
    5) anche ammettendo che l’ evasione sia combattibile, è sperimentalmente accertato che lo stato italiano non riesce ad eliminarla: non mi importano i perchè, ma è così; logica vuole che ci si pieghi a questa realtà e si diminuiscano le spese; in psicoanalisi si parla di “principio di realtà”: ad es. non è giusto, ma se mangi coppa a Teheran ti pestano: tu avrai ragione, ma da un letto di ospedale.

    PRIMA era così.
    Ma ADESSO c’è MARIOMONTI, che è un supereroe della Marvel, amico personale di divinità celesti e terrene, un uomo che tutto può, anche (e soprattutto!) stimolare l’economia privata tramite l’aumento delle tasse e ridurre la spesa pubblica corrente senza toccare numero e stipendi dei dipendenti pubblici.
    Quindi lei è semplicemente un miscredente che non vuole adeguarsi ai SACRIFICI PER TUTTI in nome di un bene superiore: il benessere.
    Del resto del mondo.

    Complimenti a tutti e due! (prima mi sono incasinato tra rispondi e cita)

  50. PAOLO

    Vorrei fare una domanda molto semplice.
    Tre sono i leit motiv ai quali Monti dice di essersi ispirato (di ispirarsi): Risanamento, crescita ed equità.
    La domanda: “Per quale motivo il sig. Fortunato che ha in banca un deposito titoli di oltre 50 milioni deve pagare una imposta di bollo di 1200 euro (che in realtà poi glieli paga la banca) mentre il sig. Sfortunato, ex lavoratore dipendente (45 anni di azienda) e oggi pensionato, che ha prima e una seconda casa e un modesto conto in banca di 150 mila/euro deve pagare oltre 3500 euro di IMU (che non glieli sconta nessuna banca)?
    Lei cosa ne pensa?
    Questo livello di tassazione avrà riportato lo spread a 300 ma gli italiani che vivono del loro modesto lavoro sono largamente sotto zero.
    A quando la riduzione della spesa?

  51. Roberto

    Quando lo stato preleva dai cittadini oltre la metà del loro reddito li ha ormai ridotti in schiavitù.

  52. Roberto

    Quando lo stato preleva dai cittadini circa la metà del loro reddito è sulla via di ridurli in schiavitù.

  53. giacomo

    ogni italiano ha oramai capito che la classe politica ed amministrativa di questo paese rappresenta,per la sua incapacita’,inettitudine ed ingordigia,un parassita nel corpo produttivo del paese.Se questo e’ possiamo paragonarle al piu’ classico dei parassiti che colpisce l’uomo,”la tenia”il vermeschifoso chesubdolamente penetra nelle nostre viscere e asintomaticamente si nutre del nostro nutrimento e cresce fino al punto in cui e’ costretto ad espellere parti di sestesso pur di garantirsi la propria soppravvivenza.Solo a quel punto noi ci accorgiamo dell’ ingombrante ospite e riccorriamo alla farmacopea che con tre pillole ed una robusta purga ci risolve il problema. proprio qui,pero’,il paragone cade, perche,la politica ha mefistolicamente sottratto a noi le pillole contro la sua degenerazione patologica;senza pillole come debelleremo il verme?: riportando il problema sul piano diretto e personale,togliendo allo schifoso essere il nutrimento a costo di autolesionare noi stessi , o lui o noi o la soppressione di entrambi. chi avra’ piu’ forza vincera’ o periremo entrambi, ma, il mostro patira’ come noi il digiuno,soffrira’ come noi la disidratazione e avvizzira’ con noi co l’aumentare di questa e magari decidera’ di abbandonare la sua prediletta dimora per raggiungere la cloaca che gli compete…..

  54. GIACOMO

    l’istituto della revocatoria fallimentare,parzialmente modificato dal governo Berlusconi ,ma, tuttora vigente in talune sue parti, si basa sul principio che ognuno di noi deve conoscere lo stato di solvenza o meno di ogni proprio cliente o fornitore e ,nel caso sia insolvente astenersi da oni rapporto con lo stesso al fine di limitare al minimo i danni di un suo piu’ che probabile tracollo….. in base a questo principio….. e’ lecito o meno continuare a versare euri allo stato italiano?????????? siamo sufficentemente informati sullo stato di solvenza o insolvenza dell’ italia?????? verremo in seguito accusati proprio noi di aver continuato a foraggiare l’inettitudine della classe dirigente corrotta che ci guida verso il baratro?????? ci accuseranno, proprio noi, di non aver saputo riconoscere negli sprechi e nelle ruberie delle amministazioni,i segnali di un prossimo tracollo??????

  55. giacomo :
    ogni italiano ha oramai capito che la classe politica ed amministrativa di questo paese rappresenta,per la sua incapacita’,inettitudine ed ingordigia,un parassita nel corpo produttivo del paese.Se questo e’ possiamo paragonarle al piu’ classico dei parassiti che colpisce l’uomo,”la tenia”il vermeschifoso chesubdolamente penetra nelle nostre viscere e asintomaticamente si nutre del nostro nutrimento e cresce fino al punto in cui e’ costretto ad espellere parti di sestesso pur di garantirsi la propria soppravvivenza.Solo a quel punto noi ci accorgiamo dell’ ingombrante ospite e riccorriamo alla farmacopea che con tre pillole ed una robusta purga ci risolve il problema. proprio qui,pero’,il paragone cade, perche,la politica ha mefistolicamente sottratto a noi le pillole contro la sua degenerazione patologica;senza pillole come debelleremo il verme?: riportando il problema sul piano diretto e personale,togliendo allo schifoso essere il nutrimento a costo di autolesionare noi stessi , o lui o noi o la soppressione di entrambi. chi avra’ piu’ forza vincera’ o periremo entrambi, ma, il mostro patira’ come noi il digiuno,soffrira’ come noi la disidratazione e avvizzira’ con noi co l’aumentare di questa e magari decidera’ di abbandonare la sua prediletta dimora per raggiungere la cloaca che gli compete…..

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