22
Feb
2012

Distribuzione del metano: una riforma disattesa

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Francesco Chiucchiurlotto.

La riforma Letta del 2000, per la la distribuzione del gas metano, venne presentata come liberalizzazione del settore, e come impulso ad un nuovo protagonismo dei Comuni, titolari del servizio ed in alcuni casi, proprietari delle reti.

Ma i successivi decreti attuativi hanno distorto il raggiungimento di tali obiettivi, sino a raggiungere un assetto monopolistico delle grandi e note holding del gas, le uniche che avranno la possibilità di partecipare alle 177 gare indicibili per ambiti tanto grandi ( le attuali Province) da richiedere capitali ingenti ed esclusivi.

Tutto il vario mondo delle PMI del settore è tagliato fuori con danni allo sviluppo ed all’occupazione rilevanti.

Ma il danno più grande è costituito dai ritardi che si stanno accumulando per promuovere l’intervento sul servizio gas; gli ambiti non funzionano in linea teorica perché pesanti e macchinosi e soprattutto perché colpiscono l’autonomia comunale; in linea pratica basta verificare l’esperienza disastrosa degli ambiti dell’acqua, che ha portato alla loro soppressione.

Quindi se si proseguirà su questa impostazione le lobby del gas rimarranno impantanate in migliaia di ricorsi che i comuni faranno sulla valutazione delle loro reti e sulle remunerazioni a base d’asta, che avverrà fuori dal loro controllo per mezzo di un capofila che non avranno scelto.

Ancora una volta la modernizzazione del paese è impedita o rallentata dalla cattiva amministrazione; gli emendamenti in corso di approvazione al Senato, istituendo i subambiti di gara con libere ed autonome aggregazioni comunali, sono una risposta percorribile da non mancare.

Francesco Chiucchiurlotto è Consigliere Nazionale ANCI

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