14
Feb
2012

La Grecia in fiamme, la democrazia in pericolo

Partiamo da un’affermazione del sindacato della Polizia greca: “devono essere arrestati i membri della Trojka internazionale UE – FMI”.

Potrebbe sembrare una barzelletta, ma così non è, purtroppo. Gli scontri di Atene di ieri hanno mostrato al mondo che la Grecia non è solo sull’orlo del baratro economico, ma anche civile.

Scontri durissimi e incendi che hanno illuminato il cielo di Atene.

Durante le proteste e il lancio di molotov si sono viste bandiere tedesche con il simbolo nazista bruciare.

Sono davvero i tedeschi i cattivi della situazione?

Partiamo allora da un dato. Dal 2008 il paese ellenico è in recessione. I Governi hanno sostenuta un’economia parastatale per numerosi anni, ma l’entrata dell’Euro si può dire che abbia fatto la differenza.

Se infatti fino a prima dell’entrata della moneta unica la Grecia poteva utilizzare la svalutazione con relativa inflazione per aumentare la competitività, con l’Euro tutto questo non era più possibile.

I Governi si sarebbero dovuti invece impegnare a fare delle riforme serie e ridurre le spese dello Stato.

Non è un caso che la ricetta dell’Unione Europea vada proprio in questa direzione: ridurre di 150 mila dipendenti statali l’enorme macchina burocratica dello Stato greco, cominciare con un piano di privatizzazioni e rilanciare con un pacchetto di liberalizzazioni.

Niente di tutto questo è stato fatto dal maggio 2010 ad oggi, cioè da quanto l’Unione Europea e il Fondo Monetario hanno immesso 110 miliardi di euro per salvare il “cattivo allievo” greco.

L’Unione Europea è stata incapace di fare rispettare le promesse greche di riduzione di deficit e di debito, che intanto esplodeva sotto il peso della recessione. Il rapporto debito su PIL potrebbe arrivare al 200 per cento nel corso del prossimo biennio.

Un valore che dovrebbe essere ridotto “grazie” ad un haircut del debito greco compreso tra il 65 e il 75 per cento. Per rendere bene l’idea siamo su valori molto simili al default argentino.

Torniamo all’entrata nell’Euro. I greci hanno fatto “carte false” per entrarci e non in senso metaforico, dato che hanno truccato i bilanci per avere un deficit più basso di quanto risultava dalle cifre dell’Istituto di statistica nazionale.

Perché i Governi greci fecero questo?

Per beneficiare dell’abbassamento del tasso d’interesse e quindi della spesa sugli interessi che l’euro ha comportato per quasi un decennio e anche per motivi d’immagine; certo la sinistra del PASOK o la destra di Nuova Democrazia non volevano certo essere i “cattivi allievi” d’Europa.

Un punto difficile dei tagli che è stato al centro della battaglia è stato l’abbassamento del salario minimo del 20 per cento. Tale misura è necessaria per diminuire il costo del lavoro per unità di prodotto che in Grecia è esploso nel corso dell’ultimo decennio.

Il salario minimo ha introdotto inoltre una rigidità eccessiva del mercato del lavoro proprio mentre la disoccupazione esplodeva e superava il 20 per cento (novembre 2011).

Il salario minimo greco è di 876 euro, vale a dire circa 130 euro in più rispetto a quello spagnolo. Il taglio è una misura necessaria per cercare di abbassare il livello di rigidità, ma ai greci questo proprio non va bene.

Così come non va bene la classe dirigente attuale, senza ricordare che sono stati proprio i greci a sceglierla. Il leader del PASOK, ultimo partito politico al Governo, Papandreou viene da una famiglia di governanti. Addirittura suo nonno e suo padre furono primi ministri greci.

Un ultimo dato è interessante riguardo al mancato risanamento delle finanze pubbliche. Il deficit pubblico è stato nei primi 3 trimestri dell’anno pari a 17 miliardi di euro. Nello stesso periodo il paese ellenico ha avuto entrate dalle tasse sul reddito e sulla proprietà pari a 11,7 miliardi di euro. Uno squilibrio enorme dovuto all’eccessiva spesa pubblica.

La Grecia è sull’orlo del baratro, ma sono stati gli stessi greci a portarcela.

Come giustamente ricorda Michele Boldrin, la Grecia è stato un paese dove i barbieri andavano in pensione a 50 anni per maneggio di sostanze pericolose.

I tagli sono necessari, anche quelli dei barbieri, altrimenti la Grecia rischia di perdere anche la democrazia.

You may also like

Maratona Pnrr. Sulla giustizia buone intenzioni, vaghi strumenti
Maratona Pnrr. La semplificazione burocratica: questa volta è diverso?
Col Pnrr sarà vera ripresa? Maratona su LeoniBlog
Sì, la vita è tutta un bonus

38 Responses

  1. Diego Perna

    Ma perchè le banche europee hanno continuato a comprare bond greci? Il rischio evidentemente valeva il gioco. Ora ciò che le banche hanno perso, anche a causa dei conti truccati con l’aiuto di G. Sachs, lo vogliono far pagare agli europei tutti, perchè si sa è palese ovvio e scontato che la Grecia non potrà mai ripagare i propri debiti.

  2. Marco Tizzi

    Democrazia? Quale democrazia? Non scherziamo Giuricin… Qui non c’è più nulla che abbia nemmeno lontanamente a che fare con la democrazia.

    Sono d’accordo che alla Grecia servano delle riforme, ma innanzitutto questa cosa si sapeva fin dal 2000 e nessuno ha mai fatto una seria leva sul Governo ellenico per ottenerle.
    E qui si torna al fatto che prima si fa lo Stato e poi la moneta, non viceversa. E poi le riforme devono avere un senso. E questa di tagliare i salari non è universalmente accettata anche nel dorato mondo degli economisti:
    economonitor.com/rebeccawilder/2012/02/08/the-unfounded-obsession-with-greek-minimum-wages/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=the-unfounded-obsession-with-greek-minimum-wages

    Ma tutto questo non ha più senso quando si parla di medicinali che mancano negli ospedali e bambini malnutriti.
    Perché questi sono, purtroppo, ricordi di un passato tedesco che tutti, anche la maggior parte dei tedeschi, volevano dimenticare.
    Sono esperimenti economici sulla pelle della gente: ci mancano tanto i desaparecidos? A me, sinceramente, no.
    economonitor.com/blog/2012/02/another-experiment/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=another-experiment

  3. Stefano Nobile

    E Lucas Papademos, come Mario Monti (e Romano Prodi, e Mario Draghi), non hanno nulla a che fare con Goldman Sachs, vero?
    Mi pare che la Grecia abbia ricevuto, qualche mese fa, gli stessi applausi oggi riservati a noi.
    Per fortuna che Mario Monti sta salvando il mondo, ma che dico, l’Europa, ma che dico, l’Italia. E dopo gli applausi di Obama eccoci declassati per l’ennesima volta.
    Questi ci stanno prendendo per il culo mentre ci sfilano il portafogli.

  4. Stefano Mavilio

    Michele Boldrin nel suo articolo sul Linkiesta critica i maggiori quotidiani italiani (sole24ore incluso con l’editioriale di Guido Rossi) di alimentare questa immagine di una Grecia sotto attacco e non colpevole di una amministrazione pubblica disastrosa.

  5. Sandro Pretolani

    Sono d’accordo con Giuricin al 200%.
    Chi fa debiti ,solo per il fatto di averli,non è più libero.
    Se poi i debiti non servono per rilanciare un’impresa o un’attività economica,ma solo per tenere un tenore di vita insostenibile,si è già oltre il baratro – tutto il resto è una conseguenza.Perchè gli altri devono finanziarti il debito senza garanzie? Chi accusa i tedeschi è pronto a farmi un prestito SENZA GARANZIE,possibilmente di qualche milione di euro? Fornisco subito l’IBAN

  6. BitaGmr

    E allora perchè li hanno accettati nell euro…. Lo sapevano che la situazione in grecia era come quella che appare oggi. Tanta ipocrisia dai ns grandi capi europeisti

  7. Aldus

    Ma, chiedo io: corrisponde al vero che qualche stato canaglia (delinquente) ha recentemente venduto armi alla Grecia ? Per decine e decine di miliardi ? E se è vero non ha perfettamente ragione il poliziotto che vuole arrestare la troika?
    Io sono Italiano ma mi sento tanto solidale coi greci. Il presidente (banalitano o bella napoli come scrive dagospia) no, lui ha detto che l’Italia non è la Grecia !!

  8. Andrea Giuricin

    L’Europa ha certamente sbagliato a credere alle promesse greche. L’ho già scritto diverse volte.
    Perché li hanno accettati nell’Euro? Anche perché hanno falsificato i conti (leggere l’articolo).
    Democrazia? I partiti che sostengono il Governo Papademos sono stati scelti dai cittadini greci…così come i precedenti premier greci, che critico duramente nell’articolo.
    Abbassare il salario minimo non significa abbassare i salari. Sia chiaro. Significa diminuire la rigidità salariale.
    I partiti greci hanno fatto entrare amici di amici nella “macchina pubblica” greca…conseguenza? Spese esagerate e fuori controllo (siamo quasi al 200 per cento del PIL di debito). Non l’ha creato la Germania questo debito.

  9. marco

    Facile e giusto biasimare i Greci, ma che dire degli Italiani? non hanno avuto dittature sanguinarie, non hanno avuto guerre coi Turchi, non hanno riflessi condizionati strumentalizzabili circa i loro vicini, hanno avuto università migliori fin dagli anni 50 così come una forte e diffusa imprenditoria che ha fatto da propellente per un miglioramento economico e sociale. Pensa che sia possibile per un greco irridere a simili ricordi in considerazione della modestia del vantaggio competitivo che abbiamo nei loro confronti e alla reiterazione sistematica per lustri di una classe politica corrotta quanto se non più della loro visto che a fine 2010 detenevamo uno stock di debito pubblico quasi equivalente in percentuale sul PIL? se vogliamo guarire forse è meglio che adottiamo uno sguardo equilibrato cogliendo le analogie per evitare anche a noi il pericolo delle lacerazioni sociali, consigliando ai professori maggior coraggio su liberalizzazioni e tagli di spesa e privilegi per compensare un poco gli unici che per ora hanno versato l’obolo più cospicuo: i dipendenti e i manager (futuri pensionandi o già pensionati).

  10. Marco Tizzi

    @Andrea Giuricin
    Lei è troppo intelligente per definire quello che sta succedendo in Grecia (e in Italia) un processo democratico. Lo sa anche lei che è una nuova forma di colpo di stato.
    La falsificazione dei conti non ha nulla a che fare con il sistema Grecia: le pensioni a 50 anni c’erano anche nel 2000. Le clientele, idem. Le spese dissennate per la difesa, figuriamoci: i fornitori erano (e sono) tedeschi.
    Il debito è esploso per gli interessi e gli interessi dipendono dal sistema.
    Si poteva mettere tutto dentro un recinto di salvaguardia e sistemare le cose: non si è voluto fare perché purtroppo un gran pezzo dell’opinione pubblica tedesca ha ancora questa idea della punizione razziale e la Merkel, che era nella m…. fin sopra i capelli nei sondaggi, ha cavalcato l’onda.
    Si legga l’intervista di Soros (link due post più su) e mi faccia sapere che ne pensa: personalmente la ritengo un gioiello di classe, oltre che di esperienza.
    Con un sottile messaggio subliminale: abbiamo scelto di avere monete fatte d’aria, col grande vantaggio di poterne accumulare all’infinito e di avere un potere quasi illimitato. C’è un solo limite: se non ne diamo anche al popolo, il popolo si ribella. E quando si ribella i ruoli si invertono.
    Attenzione, è così che iniziano le guerre mondiali, da queste che sembrano stupidaggini.

  11. Mah! Qualunque argomento va bene per colpevolizzare il popolo greco, si sarebbe scelto i governanti da solo, in una rosa di governanti “ereditari”. E allora? sarebbe colpa del barbiere, della casalinga, del tappezziere? Dimentichiamo o fingiamo di non sapere come gli interessi della germania hanno da sempre giocato un qualche ruolo nella vita politica Greca? E certo era responsabilità dei bidelli, e dei piccoli impiegati, dei fruttivendoli e degli artigiani, se la germania aveva ed ha suoi precisi interessi commerciali e geostrategici. E quel popolo naturalmente sapeva tutto, , e che ci voleva, glielo raccontavano apertamente, in piena trasparenza, come accade sempre, no? Ed aveva quindi ogni opportunità di intervenire mentre Banche portatrici di interessi “altri” dal popolo greco, hanno aiutato i corrotti politicanti “ereditari”, (e magari ereditari in quanto coesi agli interessi su detti , io non lo so, ma manine esperte manovrano i destini dei politicanti “utili” da sempre nel mondo) a truccare i conti indebitando ignari cittadini comuni, sconsiderati che non si erano munti di una bella sfera di cristallo, e che ora, dopo esser stati traditi, vengono colpevolizzati. Cornuti e mazziati, direi , già colpirne uno per educarne 100, per educare e convincere la gente che il dio “mercato” richiede la svalutazione del lavoro, la umiliazione, la perdita della democrazia. Ma il dio mercato è una invenzione dei MERCANTI.. brutta gente da sempre, specie se mercanteggiano beni virtuali, moneta virtuale , prodotti truffaldini di ingegneria bancaria.. gran brutta gente, si, contro il loro strapotere si deve combattere, sono inutili , egoisti e miopi, sono asociali e vanno domati, controllati, incasellati , regolati, come cavalli, si deve fare come con i cavalli pazzi, decisione e coercizione, e va fatto per il bene della società e loro stesso. Non sono i cittadini che vanno educati a stare ad adattarsi al letto di procuste inventato da una manica di psicopatici, ma sono gli psicopatici che debbono esser messi in condizone di non nuocere a se ed agli altri, ed adattarsi a limitarsi perchè esiste e va preservato il bene comune, se non interessa, non si sta nella società, si resta soli con le scimmie, se vi accettano, e secondo me chi arriva a speculare sul cibo affamando popoli, provocando morti , è o delinquente o psicopatico, tertium non datur.

  12. La colpa dei Greci è stata quella di non pretendere, a suo tempo, che la germania pagasse i danni di guerra. A quest’ora la grecia non sarebbe nella situazione che è e la germania una provincia polacca.

  13. Giacomo

    La grande scommessa dell’Europa unita consisteva di far diventare i popoli mediterranei ,tedeschi. Adesso si chiede , al contrario, ai tedeschi di diventare greci o italiani, o perlomeno di assecondare la loro storica irresponsabilità economica ma sopratutto politica. La Germania com’è comprensibile non ci stà, non ci può stare. Il conto per la sua responsabilità riguardo la seconda guerra mondiale ,la Germania l’ha già ampiamente pagato; è uscita distrutta con oltre otto milioni di morti, le città tedesche rase al suolo, la nazione sventrata e dominata dagli Alleati. In meno di sessant’anni è tornata una potenza economica mondiale.
    Non si può chiedergli di pagare un conto non suo.

  14. @ Giacomo, non so se è giusto dire che la Germania si piò permettere di pagare il conto dei danni di guerra e se davvero sarebbe un conto non suo, so che però non si può pretendere di germanizzare o di americanizzare gli Italiani o i Greci. Non sono divinità privi di difetti, la Germania sta barando alla grande , si permette una contabilità furbetta che non concede agli altri, bara sulle cifre della disoccupazione, e nasconde diverse altre cosette , poi fa la maestrina arrogante con i Piigs che non si acconciano ad esser munti per la gioia delle sue banche che bramano vincere la sfida fra banche per la globalizzazione. Ma questa sfida non è per il bene di tutti, però si pretende che la paghiamo tutti, e che ci si senta un po’ germanici ed ansiosi di fare il bene della “brava e potente germania”. Forse il popolo è meno bue di quello che molti pensano, molte cose non le sappiamo, molte le deduciamo a fatica, troppo ci viene nascosto.. ma una tasca alleggerita con destrezza per scopi che non ci riguardano direttamente, vivaddio, sappiamo percepirla tutti. E se davvero fare diventare i popoli mediterranei altro da se’ era il fine della Europa Unita, bè, sono stati assai imbecilli solo a pensarlo. La maledizione dell’Occidente, la pretesa di assimilare ed omologare a se popoli e culture , crea solo rancori e guerre, utili per fabbricanti di armi e speculatori, una disgrazia per i popoli. Un tanto scellerato piano non poteva che fallire , bastava un minimo di perspicacia per prevederlo, e un poco di attento studio della storia del tempo che fu, ma fatto con spirito critico ed attenzione al fattore umano, che non va mai tralasciato, almeno così mi hanno insegnato tanti e tanti anni fa al liceo.

  15. Francisco Fortunato

    Le idee espresse dagli autori di questo blog sono state estromesse dalla realtà.
    Il neoliberismo che rappresentano queste idee ha distrutto l’economia e tessuto sociale in tutti i luoghi in cui è stato applicato.
    Ora tocca soffrire all’Europa, per mano dei loro attuali leader decadenti.

  16. io credo che quello che sta succedendo in Grecia è solo la punta del ghiacciaio
    siamo alla mercede della massoneria bancaria! I banchieri ci stanno succhiando anche l’anima… non siamo padroni più di nulla
    In Italia il golpe l’hanno fatto ora fanno polpette della democrazia
    si raccolgono un milione e duecentomila firme per un referendum (più del doppio) e la consulta boccia il referendum… vi sembra normale? democratico?

  17. Francisco Fortunato

    La democrazia in pericolo? La democrazia in Grecia è stata già uccisa per il neoliberismo. Ora, tra la troika e parlamentari stanno violando il cadavere.

  18. LucaS

    X Andrea Giuricin
    Totalmente d’accordo con lei e col mitico Boldrin su tutta la linea!
    Unico problema: secondo me la Grecia ha una situazione talmente squilibrata (tipo Russia 98′) che comunque le misure sacrosante che le sono richieste, se e quando verranno realmente messe in pratica non credo possano risolvere la sua situazione, nemmeno lontanamente! Per me l’economia greca continuerà a crollare e il debito resterà comunque insostenibile! E’ talmente enorme il deficit di competitività ed è talmente arretrata l’economia greca (in tutti i sensi) che anche un dimezzamento dei salari non credo possa fare molto (do per scontato che la produttività greca resti al palo o diminuisca ulteriormente)… L’unica cosa razionale da fare è un default al 100% e un’uscita dall’euro tornando ad una dracma ipersvalutata.. nel breve gli darà ossigeno anche se nel medio-lungo sarà totalmente inutile (dato che non si possono risolvere problemi reali con trucchetti monetari e contabili chechè ne dica Marco Trizzi e i keynesiani da strapazzo della stampa italiana) ma almeno a quel punto la Grecia farà danni solo a sè stessa e non a tutta Europa come oggi. Se questo non succede non solo la situazione economica e sociale greca continuerà a peggiorare, non solo il conto da pagare salirà ulteriormente ma soprattutto, e sarebbe la cosa peggiore che possa capitare, le sacrosante ricette della troika verranno considerate dall’opinione pubblica (come già oggi avviene) come fallimentari e deleterie rafforzando ulteriormente il fronte statalista-socialistoide e portando cosi il disastro greco anche negli altri paesi che faticosamente stanno cercando di abbandonare per sempre quel modello come l’Italia… Insomma la Grecia vuole fare quello che ne ha voglia? Benissimo! purchè lo faccia fuori dall’Euro e dall’Ue in modo da non danneggiare gli altri! A queste condizioni è liberissima di suicidarsi come e quando vuole però deve uscire SUBITO! Altrimenti bisogna sbatterla fuori una volta per tutte e se necessario fare lo stesso col Portogallo! Altrimenti i piigs rimasti vorranno anche loro i privilegi che sono stati concessi alla Grecia (haircut e altro) e i paesi come l’Italia che cercano di ristrutturare tutto il loro sistema socio-economico non avranno un bastone che li costringa a farlo…. La Grecia è come Alitalia: prima fallisce e meglio è per tutti!

    X Marco Trizzi
    Io non le dico più niente perchè poi passo per maleducato ecc… però sono sconvolto dalle stupidaggini che continua a scrivere! Per una volta invece di credere di saperne una pagina più del libro provi a leggere gli innumerevoli articoli di Giannino o di Noise from Amerika che spiegano perfettamente il problema greco.. PS Lei ( per la verità assieme a molti cosiddetti “economisti” che scrivono sui giornali) continua a dire che alla Germania vendere merci alla Grecia e fargli credito conveniva quindi in un certo senso lo squilibrio commerciale/di competitività sia stato favorito dalla Germania.. Ma secondo lei lavorare per gli altri, fargli credito per comprare quei prodotti e poi non venir pagati… in pratica lavorare gratis, sarebbe nell’interesse della Germania? Per educazione non aggiungo altro!

  19. AlexGmb

    Non ci sono pasti gratis. I Greci vogliono vivere al di sopra delle loro possibilità? Ci provino, ma se non ci riescono = default, poi forse impareranno dai loro errori e la smetteranno di dare la colpa agli altri.
    …e anche questa faccenda dei poteri forti, delle banche cattive, dei Tedeschi che rivogliono conquistare l’Europa…basta!
    Greci, come Itagliani, hanno scelto per decenni politici e politiche che hanno gonfiato il debito e si sono abituati al “tutto è dovuto, tutto è gratis”: NON è così!

    Se nel post sostituiamo Grecia con Itaglia l’articolo continua ad avere senso 🙁 purtroppo.

  20. Mandingo

    quanto scrive l’autore è tutto verissimo, il dramma è che queste cose si sanno da anni e allora perchè punire i greci e non chi li ha finanziati sapendo perfettamente che le finanze greche non sarebbero state in grado di ripagare tali debiti? Insomma, la Germania è colpevole come e quanto la Grecia. Da un lato sapeva dei trucchi utilizzati dai greci (in fondo gli amici tedeschi hanno fatto lo stesso, fingiamo pure di non saperlo… in giro ci sono tanti che millantano entrature nella City e non si riesce a dire che la Germania è stato uno dei tanti paesi europei che si è avvalsa di certe banche per “spostare” poste di bilancio per abbellire i conti? ma dai…), dall’altro non contenta di avere le proprie banche sovra-esposte su un paese così rischioso ha imposto al resto d’Europa e ai greci quasi due anni di crisi solo perchè dovevano essere altri, tutti noi, a pagare il costo delle ricapitalizzazioni necessarie alle loro banche (tutte tecnicamente fallite). La crisi è principalmente una crisi di vigilanza, le banche centrali di alcuni paesi non hanno fatto il loro dovere (su questo Banca d’Italia dovrebbe servire da esempio per tutti, le banche italiane non hanno esposizioni folli come quelle tedesche, olandesi e francesi), non ha senso che chi ha sbagliato si metta a fare la moraluccia agli altri pensando così di trasferire i propri errori sugli altri. La posizione tedesca, così come quella greca, è indifendibile, sono loro a non aver accettato un default greco che ci sarebbe costano non più di 100 mld, il prezzo delle loro scelte lo pagheremo per anni e anni. Senza contare che è francamente intollerabile il tono che queste persone usano, sono i primi a truccare i conti (KfW anyone?), hanno concesso credito a debitori già palesemente insolventi solo per avere yeld elevati (fosse un’azienda privata, le banche tedesche sarebbero indagate per bancarotta preferenziale), ci hanno messo tutti in questa crisi (IMHO senza via d’uscita) e si permettono pure di pretendere di avere il moral high ground? ma per piacere, si ricordino questi signori che quando nel 1953 furono loro a dover imporre un haircut ai loro creditori tagliarono il 50% del loro debito! in aggregato fa più dell’haircut previsto sul debito greco! Questa è ipocrisia senza limiti!

  21. Colpe di questo e di quello, colpe determinate con la mentalità del ragioniere: si tira la riga sotto le cifre e si crede di aver scoperto la Verità, o lo si fa credere. Storia: è Storia questa che Bottarelli ricorda sul sussidiario, o meglio, politica che ha fatto la storia , politica che per fortuna di noi tutti ha ripudiato il metodo del ragioniere : “nel 1953 l’Accordo sul debito di Londra vide Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia e Grecia garantire a Konrad Adenauer un bell’haircut del 50% su tutto il debito tedesco, pari al 70% di sollievo sulle scadenze più a breve. Inoltre, ci fu una moratoria di 5 anni sul pagamento degli interessi. Questo garantì alla Germania di ricostruire la sua economia dopo la guerra (da essa stessa scatenata) ed evitare di finire del tutto sotto il giogo sovietico: non fu indolore la scelta, visto che la Gran Bretagna dovette presentarsi a Washington con il capello in mano per ottenere prestiti e la stessa Grecia, oggi tanto vituperata, rinunciò alle compensazioni di guerra che le spettavano.

    Tutto questo avvenne nei confronti di una nazione che non aveva truccato i conti, fatto uno swap un po’ birichino e permesso ai suoi cittadini di vivere al di sopra di standard sostenibili dal welfare, ma che aveva portato morte e distruzione in Europa, con il corollario di 6 milioni di ebrei sterminati in nome dell’ideologia di uno psicopatico austriaco che i tedeschi avevano scelto come loro leader. Caro Moeller, va bene la legge della responsabilità e del “chi rompe paga”, ma se nel 1953 fossero stati duri verso il suo Paese un decimo di come lei lo è oggi con la Grecia, probabilmente parlerebbe russo.”

    Questo come mio modesto invito ad aprire gli orizzonti , pensate se chi aveva potere decisionale nel dopo guerra avesse ragionato come questi che amano definirsi tecnocrati, e forse lo sono, ma sono anzitutto avidi commercianti , privi di una visione politica, privi di etica e sono anche per lo più coloro che hanno spinto al disastro che viviamo, “anime prave” sempre alla ricerca dell’immediato guadagno ( i mercati, chiamiamoli così, hanno sempre fretta, non hanno etica, non hanno patria, bestie primitive che sentono solo la FAME, una fame ottusa ed insaziabile, moderna versiome dei mitici mostri del tempo che fu, ai quali si dovevano sacrificare i giovani per placare la collera di invisibili e tremendi dei.. appunto quello che si sta facendo ) quindi, questi irresponsabili in nome del lucro, non solo fingono di non capire, ma perseverano, ed è il guaio degli orizzonti ristretti, diciamo, orizzonti senza guida, senza regole, senza che si veda altro fine che il lucro rapidamente ottenuto, a qualsiasi costo. Armi improprie contro ogni civile società.

  22. armando

    Scusi Sig. Giuricin……
    Lei è il responsabile della situazione economica italiana.
    Si, perchè la classe politica dirigente l’ha scelta lei.
    O meglio, ha contribuito.
    E ancora, se un governante si comporta male, la responsabilità è sua.
    Anche se ci sono collusioni con la malavita o solo le solite nefandezze della politica, lei ha la sua bella responsabilità.
    A sentire Lei, le stesse cose sono valide anche per me.
    Mi dica Sig. Giuricin, cosa potremmo fare io, Lei e tutti gli altri per far fare ai politici governanti le cose giuste anzichè quelle sbagliate?
    Mi scusi ma questa è una cosa che mi sfugge….

  23. Mandingo

    visto che viene citato Bottarelli e il Sussidiario, la cui lettura consiglio a chiunque, credo che sia opportuno segnalare anche la fonte da cui (immagino) Bottarelli ha tratto ispirazione e cioè Ambrose Evans-Pritchard con il suo editoriale del 12 febbraio sul Daily Telegraph http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/
    A volte Ambrose delinea scenari un pò eccessivi, ma bisogna riconoscergli che è uno dei pochi giornalisti che presentano dati e fatti nelle sue analisi.

    Personalmente non ritengo che la contrapposizione “ha ragione la Grecia” vs “ha ragione la Germania” sia corretta, mi pare che siano due faccie della stessa medaglia. La Grecia ha fatto tutto quello che ha potuto per arrivare al baratro e finirci dentro, la Germania ha cercato di approfittarne.

  24. Domenico

    @Marista
    Sono pienamente d’accordo con lei.
    Personalmente sto maturando la convinzione che per il popolo Greco, e non per i propri governanti o potentati economici che hanno tanto da perdere, stia diventando conveniente il default. Oltre una certa soglia (ancora non nota) non è più conveniente sostenere il sistema.
    Guardate l’Argentina, in fondo ha sofferto, ma oggi può dire di avercela quasi fatta.
    Nel breve forse non conviene a Noi, come agli altri paesi europei, ma per i greci sembra essere la giusta strada dolorosa verso un processo di riforma dello stato e della società civile. Chissà, magari un nuovo modello ellenico DIVERSO da quello tedesco.

  25. Giacomo

    La faccia della stessa medaglia è proprio l’Unione Europea ( non l’Europa, che è ben altra cosa) e la sua innaturale e antistorica costituzione. Per superare il nazionalismo novecentesco che tanti danni ha fatto per il mondo, i burocrati e tecnocrati europei degli annni ’70 e ’80 non hanno avuto di meglio che individuare il minimo comun denominatore dell’Istituzione europea nella sola unione doganale e monetaria. Naturale che si sia poi relegato dello stesso recinto monetario popoli con tensioni e visioni del mondo diverse se non antitetiche. La moneta può essere abbastanza potente per recintare ( o soggiogare)i popoli , ma non abbastanza per cambiarne la natura, i difetti e le secolari abitudini. Chi conosce la storia dei popoli europei sà quali fratture ha comportato la Riforma nel ‘500 o il dominio turco in Grecia e nei Balcani, tanto per citarne alcune, fratture che ancor oggi sono presenti ( seppur invisibili ad occhio poco attento)nella variegata società europea. La lezione che dovremmo imparare di questi turbolenti anni e quelli avvenire è che la moneta può fare danni ma non può edificare. Quello che manca all’Europa ( e non alla Unione Europea) è ciò che ha avuto nei millenni passati e adesso non ha più: una Sanzione Superiore. Prima vi fu l’idea Imperiale Romana, dopo il Cristianesimo Medioevale incarnato dell’istituzione del Sacro Romano Impero. Adesso la sanzione è indefinita , sconosciuta, contingente e ambigua. Dal Cosmos al Caos ( tanto per rimanrere in ambito ellenico…). La Moneta non è bastata, si è pensato che fosse il cemento per l’unificazione , al contrario è risultata la polvere da sparo .

  26. alexzanda

    il problema fondamentale che non si è ancora sviscerato chairamente perchè ritenuto tabù da tutti (noi compresi, infettati di cultura “democratica” nostro malgrado), è che un sufficentemente ampio numero di anni di economie e dottrine socialiste (welfariane se volete) applicate ad un popolo ne minano alle fondamenta le capacità di reazione e di uscita dal circolo vizioso “più diritti per tutti e più stato”.
    non è che c’è una crisi democratica in grecia, il punto è che semplicemente la democrazia non funziona se una maggioranza di beneficiati dalle pluriennali e sconsiderate politiche economiche socialiste vota, perchè costoro voteranno sempre per il perpetuarsi dell’aiuto statale.
    la stessa cosa avverrà in italia (avviene già), non si riuscirà ad uscire dal problema di troppa spesa pubblica con il voto democratico, perchè non vi sarà mai una convergenza di voti sufficentemente ampia che sostenga il taglio dei spesa quando la maggioranza degli elettori sa che è proprio quella spesa che la mantiene, o comunque pensa che sia giusto che ciò accada in nome di fantomatici diritti civili inalienabili.
    non io ma Hayek, 40 anni fa, sosteneva che il dipendente pubblico non deve votare………
    la soluzione democratica al problema di troppo welfare state è impossibile, e siccome altre soluzioni sono ancor meno desiderabili, l’unica fine che ci aspetta è quella di un lento inesorabile declino sino al fallimento, e ciò si perpetuerà fino a che l’umanità non capirà che la libertà è il vero valore e va difeso anche a costo di rinunce e sacrifici a protezioni auspicabili, e questa difesa va fatta PRIMA che le dottrine stataliste corrompano irrimediabilmente la cultura dei popoli……. ci vorranno altri 100 anni forse per capirle e insegnarle ste cose…….

  27. Luciano Pontiroli

    @Giacomo
    Signor Giacomo, non attribuisca ai “burocrati e tecnocrati europei” responsabilità che non sono loro: l’unione doganale risale al Trattato di Roma, voluto dai politici dei sei Stati fondatori; l’unione monetaria fu stabilita anch’essa da un Trattato, quello di Maastricht, quindi dagli Stati europei – in definitiva, dai politici – e non dalla burocrazia comunitaria.
    Saranno state scelte timide, non appassionanti, ma qualche merito l’anno avuto. Né l’unione doganele, né quella monetaria si sono mai proposte l’obiettivo di unificare la cultura degli Europei: anzi, nei Trattati che sono alla base dell’UE si proclama la salvaguardia delle diversità culturali, sia pure auspicando la costruzione di una cultura comune. Si è scelto, evidentemente, che questa sorga dall’interazione tra i popli europei e non sia costruita da un moloch sovrannazionale (come piacerebbe a qualcuno): eppure una cultura europea esiste da secoli, nonostante il venir meno delle istituzioni medioevali.
    Quanto a molti altri commenti, non c’è che ricordare il detto che la madre degli imbecilli è sempre incinta.

  28. Giorgio

    Grecia. Buffa (e tragica la Storia), l’Euro, moneta-catena IMPOSTA alla Germania in cambio della riunificazione si è rivelata essere alla fine un cappio a cui nazioni furbette, governate da politici furbetti a loro volta eletti da popoli furbetti si sono impiccate. La Grecia fallirà. Fallirà perché altro non può fare. Si tratta solo di capire quando e come questo avverrà.

  29. claudio

    Solo due riflessioni..

    La prima: con la periodica svalutazione della dracma il valore nominale degli asset aumentava (dando senso all’investimento) ma risultava piuttosto stabile se espresso ad esempio in marchi (con minore probabilità di bolle speculative).

    La seconda: la svalutazione provocava inflazione. Chi poteva aumentava le tariffe o i prezzi o, nel caso dei dipendenti, pretendeva e otteneva un aumento di stipendio. Gli impiegati pubblici e i lavoratori meno meritevoli subivano l’inflazione senza potersi difendere.

    In altre parole la svalutazione aveva come effetto netto quello di drenare risorse dai settori pubblici e da quelli meno produttivi per riversarle nel tessuto privato e verso gli individui più meritevoli.

    Questa è stata la Grecia, forse un po’ ipocrita, che andava bene ai greci.. ma adesso, in nome della stabilità dell’euro, pare che sia necessario rinunciare al superfluo, anche quando per superfluo si intende democrazia… mah

  30. Marco L.

    La Grecia è come un persona sul letto di un ospedale.
    In un braccio ha un’ago da cui cavano 2 litri di sangue, nell’altro un ago da cui immettono un litro di sangue per non farla morire, ma solo per continuare a cavare 2 litri dall’altra parte.

    Un caposaldo del capitalismo è (sarebbe) il rischio di impresa, come mi insegnate. Bene, il rischio di impresa delle banche francesi e tedesche che hanno prestato soldi alla Grecia a quanto pare deve essere azzerato affinché non perdano un Euro. Non è ammesso un normale meccanismo per cui a un certo punto si ammette che hanno prestato troppi soldi a chi non può restituirli, hanno fatto un investimento rischioso, che finora ha reso molto, ma sbagliato. Non si diceva “è il mercato, bellezza”?

    E poi ci meravigliamo che i greci, che stanno facendo letteralmente la fame, non siano d’accordo a farsi dissanguare ancora di più.

  31. Giuseppe Ferrari

    @Marco L.
    Le banche stanno subendo il taglio dei debiti del 75% … non mi pare tanto poco.
    Ed essendo una scelta volontaria, non potranno neppure rifarsi con i CDS sul debito greco.
    Tutto questo tira e molla è servito alle banche, certo, ma per poter azzerare il valore dei titoli greci in bilanco, non per salvare i crediti.

  32. Antonio

    ognuno si puo’ pulire la coscienza con un comodo ” i greci lo hanno voluto”. Sono due anni Che is continua una cura Che e’ assolutamente chiaro sia totalmemte inefficace . Nessuna azienda in una congiuntura economica potrebbe affrontare la restituzione di tutti o quasi I Sui debiti. La ricetta folle allora e’ di tagliare I salari ai lavoratori per recuperate efficienza, peccato che i prodotti dell’azienda siano comprati per l’80% dai suoi dipendenti, cosi come il pil Della Grecia e’ sostenuto per l’80% dai consumi interni che di conseguenza sono collassati (PIL -7%) . A si dimenticavo che il recupero dell’efficienza consentira’ di esportare, dove? A certo non nei paesi vicini che sono in recessione per la stessa politica folle…. Sono due Anni che si continua questa follia invocando lo spauracchio dell’inflazione, che non c’e e che e’ annunciata negli stati uniti da due anni a causa della loro polica di QE. E’ incredibile il rifiuto di tutti i fatti e tutte le evidenze, ma dobbiamo punire i bambini cattivelli, restando a gurdare mentre la casa brucia, così imparano a giocare con i cerini. Due anni fa’ con 20 miliardi ed una dichiarazione forte di sostegno alla Grecia si sarebbe evitato questo strazio, già ma loro l’ hanno voluto, e allora niente acqua sul fuoco anzi…

  33. Claudio Di Croce

    @alexzanda
    Condivido al 100% quanto scritto e aggiungo che questo nostro modo di vivere è contro natura . La natura è libertà , è selezione, è competitività e con queste leggi riesce a sopravvivere e a svilupparsi .
    E’ curioso che mai come in questi decenni si esalta la natura , rispettare la natura e altri slogan simili e poi il nostro modello sociale è contro natura .
    Io penso che come sempre è accaduto la natura avrà il sopravvento e quindi questo nostro modello sociale sarà spazzato via . I sintomi che ci sono in Europa sono significativi .

Leave a Reply