30
Gen
2012

Ancora Grecia, i mille paradossi e l’exit che serve all’Italia

Dal prossimo numero di Tempi

Ccelebiamo il diciassettesimo vertice europeo dedicato alla sostenibilità dell’eurodebito, dall’inizio della crisi greca cioè in 24 mesi. E ancora una volta la crisi greca è al centro del confronto. Alcuni mi criticano perché da mesi inizio tutte le mattine la mia trasmissione a Radio24 con The End dei Doors, quella in apertura di Apocalypse Now, fantastico film non di guerra ma dello sgretolarsi delle convinzioni occidentali. Ebbene la copertina ultima dell’Economist mi ha dato ancora una volta ragione, col titolo Acropolis Now e gli elicotteri di Apocalypse incomenti sul Partenone. La cosa peggiore è che a questo vertice si è giunti riuscendo ancora una volta a incattivire ulteriormente opinioni pubbliche già tanto provate. Perché la richiesta tedesca di un vero e proprio commissariamento della Grecia con un bilancio pubblico scritto a Bruxelles e Berlino, – richiesta non ufficiale ma avanzata sui media da autorevoli membri della coalizione di governo tanto della Cdu-Csu che del Fdp – ha suscitato reazioni ufficiali e ufficiose greche ormai assolutamente esasperate, con le maggiori testate d’informazione giunte ormai a evocare l’ombra di un nuovo Gauleiter germanico come quando davanti all’Eretteo si pavoneggiavano azzimati ufficiali della Wehrmacht e della Luftwaffe. Il cumulo di paradossi e contraddizioni del procedere a zigzag delle classi dirigenti europee sembra non avere mai fine. Ecco perché secondo me l’Italia dovrebbe costruirsi un exit strategy “sua”, in ogni caso.

Alcuni esempi di paradossi. La Grecia non riesce a rispettare i programmi di rientro pattuiti. Il suo deficit pubblico 2011 sarà ancora più vicino al 10% del Pil che all’8% promesso (quello dell’Egitto è di poco superiore, poi terzo viene il Regno Unito con il 9 e rotti per cento del Pil, tanto per ricordare chi sfora di più oggi al mondo). Le privatizzazioni promesse non sono andate oltre decisioni e incassi di 1,4 miliardi. E via proseguendo.

E’ impietoso, il rapporto consegnato all’eurovertice dalla troika, Ue-Fmi-Bce. Ma è anche vero che la recessione sarà a fine 2011 più vicina al 6% che al 4% previsto, e che se il governo greco avesse accettato il taglio nominale del suo debito contenuto al 50%  più il riscadenzamento della parte restante su un orizzonte trentennale a un tasso superiore al 4% come immaginavano i tedeschi, ancora alla fine di questo decennio il debito pubblico sarebbe al 130% del Pil, per effetto di un denominatore che continua a contrarsi. Richieste di rigore e rigore insostenibile sono il paradosso da affrontare. Ma il paradosso non è figlio dell’imprevedibile. Quando a maggio 2010 i tedeschi fecero passare la linea della compartecipazione “volontaria” dei privati a riduzioni del valore nominale del debito di Paesi in semi-default, per evitare che divenisse default vero e incontrollato, furono essi a mettere a verbale che dunque i default non erano affatto esclusi da aiuti cooperativi. Dunque il mercato ha avuto le sue ragioni a fuggire ulteriormente dalla Grecia, abbassandone ulteriormente le attività, deprimendone le banche che hanno abbattuto gli impieghi, e spingendone la disoccupazione verso il 20%.

Dopodiché, se le banche private devono mettere in conto una riduzione del valore reale dei bond greci nella misura del 69-70%, tra taglio nominale e riscadenzamento a bassi tassi, è un altro paradosso voluto dai tedeschi che a simile compartecipazione dell’ingente costo di ristrutturazione debbano sottrarsi la Bce e/ l’EFSF, per i titoli pubblici greci da essi detenuti.  Dopodiché ancora, è ovvio e comprensibile che Washington e il Fmi premano da due settimane energicamente sui tedeschi perché questo invece avvenga – di qui il parziale rasserenamento dei mercati della scorsa settimana –  visto che altrimenti dopo la Grecia salta il Portogallo, e l’effetto su una crescita mondiale già scesa dal 55 al 3% diventa ancora più serio e incontrollato. Ma a quel punto significa che entra in crisi la credibilità del meccanismo di estensione dei collaterali decretato dalla Bce per le sua aste straordinarie di liquidità che hanno ridato fiato alle banche eruropee, perché è come ammettere che in realtà la carta pubblica, accettata da Francoforte come garanzia a pieno valore nominale, vale invece di fatto il più basso prezzo che ha sul mercato secondario. Ma allora ancora significa che in realtà le aste di liquidità tanto lodate servono solo a salvare le banche europee – che portano in garanzia mutui e prestiti a bassa solvibilità – ma non gli Stati, a copertura delle cui emissioni ad alto rendimento le banche si trovano ad avere finalmente liquidità che pagano alla Bce meno dell’inflazione.

E infine: poiché l’Fmi deve a sua volta sostenere la Grecia, Washington si chiede a che titolo debba farlo in un quadro non chiaro, dove la chiarezza che manca è relativa al punto centrale, cioè se Berlino e Bruxelles vogliano far seguire alle parole i fatti, all’intento cioè di tenere la Grecia nell’euro le misure cooperatiove necessarie per rendere tale impegno credibile sul serio. Sul portale della Brookings Institution, che è storicamente vicina ai democratici americani e non certo sospettabile di isolazionismo, trovate in questi giorni un giudizio chiarissimo e coerente: fateci per una volta capire con chiarezza, cari amici europei, se intendete fare dell’euro la moneta davvero comune cioè quella in cui sono denominati anche i debiti pubblici fin qui in valuta nazionale cioè straniera e dunque non sostenuti da Bce-Efsf-Esm o comunque vogliate chiamare i  parti della vostra immaginazione comune, oppure no. Perché in questo secondo caso affiancare l’intervento a sostegno degli SDR – i diritti speciali di prelievo ai quali è commisurato l’aiuto Fmi – cioè di una terza moneta ulteriore, è un pasticcio ancor meno difendibile.
Potrei continuare così a iosa. Il problema è che che quel che vale oggi – fa ridere dire oggi, da due anni! – per la Grecia vale in linea di principio e conseguenze per tutti gli eurodeboli. E niente di tutto questo può esser risolto dalla più rigorosa disciplina di bilancio indicata nel fiscal compact , che varrà negli anni prossimi mentre le decisioni sul sostegno o sul mancato sostegno agli eurodeboli vanno assunte ora, dove ora significa appunto due anni fa. La drammatica alternativa non comporta tanto facilmente terze vie.

Se davvero i governi europei credono alle loro parole e cioè alla difesa dell’euro comune – anche il 70% dei greci continua a volere l’euro, anche se non a queste condizioni – è fisiologico che accettino perdite di sovranità nazionali su bilancio e produttività, e che muovano a mercati davvero comunicati in cambio di una banca centrale prestatore di ultima istanza. Ma significa che la politica deve ammettere di aver sbagliato di grosso, nei paesi eurodeboli, a cominciare dall’Italia che tra tutti è il più grosso e quello con maggiore debito pubblico e minor crescita precrisi. Il 58% dell’intera spesa mondiale per welfare pubblico è nella sola euroarea, per dirne una: pensate davvero che sia sostenibile nel continente di vegliardi che ci candidiamo a essere? In cambio di questa colossale operazione-verità, l’euroarea può concentrare il suo bilancio di aiuti di medio periodo sui paesi che dovranno sostenere il maggior sforzo di convergenza partendo da medie di reddito procapite più basse, e mutare natura alla Bce. Altrimenti sono solo chiacchiere. Perché senza convergenza vera e rinunce alla sovranità la liquidità straordinaria della Bce è un palliativo. Al debito non si risponde con altro debito senza maggior produttività. Significa solo nascondersi che qualcun altro dovrà pagarlo. O con fallimenti, o con inflazione.
Questo dicono la logica, e la storia cioè l’esperienza. Cosa diversa è se mi chiedete se davvero ci creda, all’operazione-verità e a massicce rinunce a sovranità da parte di Francia, Italia, Spagna e via proseguendo. No, non ci credo. Per questo penso che dovremmo ridurre a gogo il nostro debito con massicce dismissioni pubbliche e tagli corposi a spesa e tasse. Pronti alla malaparata, cioè a riprenderci sovranità su tassi d’interesse, di cambio e sul budget, piuttosto che continuare a credere  che il salvataggio verrà da quella sinora si è portata come una barca di matti.

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95 Responses

  1. Giuseppe D'Andrea

    Sono perplesso, concordo che la spesa pubblica selvaggia non è la soluzione ma sarà davvero creando l’Unione delle Repubbliche Socialiste Europee che salveremo il mondo? Non è forse il caso di fare dei sani passi indietro e di rallentare il processo di integrazione di entità così eterogenee? Io ho il dubbio che chi ha avuto tanta fretta di far salire tutti sulla ‘barca comune’ senza curarsi dello stato dei passeggeri, non sarà tanto più bravo a risolvere i problemi, se non utilizzando gli stessi metodi che hanno utilizzato tutti gli stati autoritari. E se tutto il mondo sta andando nel panico per la piccola Grecia, cosa succederà quando toccherà agli altri paesi di Mediterannea e alla Repubblica Irlandese? Gli appelli alla ‘governance’ mi sembrano più che altro un appello alla ‘Dominace’ che Brussel dovrebbe esercitare verso tutti, senza possibilità di scelta.

    Io Oscar sono più d’accordo con Vladimir Bukovsky, il dissidente Sovietico, che ha avvisato gli europei : “Io ho vissuto nel vostro futuro e non ha funzionato”.

    Riporto il link all’intervento del dissidente e prigioniero dei gulag sovietici, se tu, o qualche altro avventore del sito volesse sentire quello che giudico il monito più importante per il nostro futuro.

    http://bit.ly/eusoso

    Riflettiamo bene prima di buttarci dal dirupo.

  2. Marco Tizzi

    Finalmente, Giannino!!! L’exit strategy!!!!!! FINALMENTE!!!!!!!!
    Grande ammirazione per il nostro personalissimo novello Dr. Doom che ha mollato le speranze nel governicchio dei professorelli per passare ad un sano e pessimistico “si salvi chi può”.

    Dai vortici non si scappa.
    I sistemi che non funzionano o si cambiano o se ne perisce.

    L’Euro è diventato un immenso sistema di creazione della povertà di massa: se la sig.ra Merkel e i suoi amichetti yuppie non cedono (stimo troppo il popolo tedesco per pensare che sia d’accordo con loro) andiamocene in serenità, ricominciamo con le maniche della camicia arrotolate a costruire un Paese nuovo, con in testa, ben stampato in testa, ogni singolo errore del passato.
    Lo stillicidio delle aziende che chiudono, delle famiglie in ginocchio di fronte al sorriso ignorante della classe dirigente che ci ripete “tranquilli, mettiamo a posto tutto noi” è uno spettacolo che gli italiani non si meritano, nonostante i tanti errori.

    P.S.
    Mi sembra che gli USA siano più alti, come deficit, dell’Egitto, no?
    P.P.S.
    Pare che la richiesta di commissariamento completo sia estesa anche all’Italia.

  3. Fabio

    Scusi: ma fino a qualche settimana fa non si diceva contrario alla BCE come prestatore di ultima istanza?

  4. Marco Tizzi

    @BitaGmr
    Abbiamo appena firmato un trattato che ci costringe a ripagare 45 miliardi di debito più interessi all’anno per 20 anni.
    Questo significa che ogni cittadino, inclusi vecchi e bambini, ogni anno, dovrà sborsare altri 750 euro circa + interessi, che di sicuro arriveranno a livelli stratosferici perché la recessione peggiorerà.

    Se tagliamo di netto la spesa pubblica, forse ce la caviamo con un paio d’anni di interessi impazziti, ma forse l’economia privata si riprenderà. Se si riprende, con qualche numero da circo e un po’ di clemenza tedesca ce la possiamo fare.

    Se non la tagliamo, trasferiremo quel che resta della ricchezza privata in un buco nero di spesa pubblica + debito + interessi e diventeremo un paese del terzo mondo.

    Altro che fiducia, è giunto il momento di rendersi conto quello che sta succedendo: stiamo per diventare poveri.

  5. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Ebbene si… mi sa che non c’è molto di cui gioire, lo Stato Elefante rimane dov’è noi pecore dovremo mettere mano al portafoglio, oltre a quello che paghiamo già per pagare il conto.

  6. Vincenzo

    Visto che, e concordo, a guidarci e dare indirizzo ai provvedimenti di cui si discute è una vera “barca di matti” converrà riprendere in mano il timone al più presto. Ogni giorno che passa trasferiamo il frutto delle manovre fiscali ai nostri concorrenti e alla speculazione che ci gioca contro. Per cui: o passiamo alla Nuova Lira subito, oppure ci lasciamo succhiare il sangue settimana dopo settimana per poi scoprire di non potercela fare lo stesso, proprio come i Greci!!
    Ad opporsi a ciò è tutta la classe politica, perché è cosciente che da un evento del genere verrebbe trovolta ed azzerata. Una nuova moneta porterebbe con sè questa non trascurabile dote, un valore aggiunto non da poco.
    Giannino, ci pensi….

  7. Bruno

    Qui si teorizza, teorizza e non si concretizza. Tagliare la spesa pubblica è un ritornello che sta diventando stanco, molte voci lo ripetono ma non si aggregano, non diventano nulla. Questa è la questione! Nonostante la paura del default, nonostante le proteste a volte giustificate e a volte no di chi è toccato dalle cosidette liberalizzazioni, nonostante soprattutto il grande numero di persone toccate dai provvedimenti restrittivi, dal caro benzina, dal caro tariffe, dal caro tasse, nonostante tutto questo per un arcano intreccio di rassegnazioni, convenienze, parentele e interessi diretti il nocciolo del problema resta. Sentire i conduttori Rai, strapagati, che si affacciano al video per ricordare che il canone è davvero poco in confronto al “servizio” di cui sono beneficiati i cittadini è molto eloquente per quanto è grottesca questa autotutela a spese del contribuente. Qualcuno dovrebbe dir loro che guadagnano troppo che bisogna ridurre.Punto. Eloquente è il silenzio tipico di tutta la vasta schiera di dirigenti negli Enti pubblici e di responsabili di servizio e di funzione. L’azienda P.A. genera debito, non succede nulla, niente di significativo viene modificato e il silenzio è quindi una ottima strategia. I parlamentari pare si riducano di 700 euro l’indennità; dopo che non hanno da decenni rappresentato l’interesse di gran parte dei cittadini e del mondo produttivo non esercitando il dovuto controllo sulla spesa ma fattori loro stessi dell’incremento, oggi fanno ammenda con circa 700 euro netti in meno al mese. Non hanno capito, bisognerebbe dirglielo. Che ne è dei barbieri, dei cuochi, dei commessi, che ne è di quei funzionari con super stipendi?. Già ora sembra che ci sarà il tetto al massimo, si può guadagnare come il Presidente della Corte d’Appello. Ma quanto guadagna il Presidente della Corte d’Appello? La riduzione della spesa va chiesta a gran voce, da coloro che lavorano nel settore produttivo senza ascoltare i sindacati che danno ragione a tutti, dai pensionati, da chi cerca lavoro e ahimè anche da coloro che evadono le tasse. Sbagliano costoro a giustificarsi dicendo che non possono sostenere la spesa: paghino il dovuto, chiedano con forza la riduzione della spesa della P.A. e pretndano che tali maggiori risorse tornino sotto forma di minori tasse, a favore della competitività e della ripresa. Per me la exit strategy ha qualche chance se parte da qui.

  8. Claudio Di Croce

    @Bruno
    Lei ha perfettamente ragione : solo che ci sono almeno cinquemilioni di persone più i loro familiari che vivono bene e molti benissimo grazie al mondo pubblico . I politici fanno parte di questo mondo e in ogni caso sono ricattati dai votanti di questi privilegiati e hanno paura di toccare alcunchè. I famosi “tecnici ” che dovrebbero essere liberi di agire perchè non hanno interessi elettorali – sarà poi vero ?- hanno un problema : sono anche loro parte della casta privilegiata della PA e quindi hanno nel DNA il mondo pubblico per cui sono molto più pronti ad aumentare il denaro prelevato dalle tasche dei cittadini con tasse, imposte e balzelli vari e quindi ad aumentare il capitale disponibile per la casta pubblica piuttosto che a diminuire la spesa .

  9. Marco Tizzi

    @Claudio Di Croce
    Claudio, ma qui il problema è molto peggio: la gente VUOLE davvero pagare il debito pubblico con la ricchezza privata. Ormai la tv li ha convinti che è normale e giusto. Sono convinti che facendo qualche scontrino in più appaiono magicamente 45 miliardi l’anno + interessi e che questo non abbia alcun effetto negativo sull’economia reale!
    La gabbia di matti che si ritrova ormai ogni due settimane a sparare le peggio idiozie a nostre spese ha inventato un sistema CRIMINALE di trasferimento del debito pubblico alle tasche dei popoli.
    Noi siamo i più sfortunati: ci sarà un’ondata di imprese che chiudono, un’ondata di disoccupati e quei quattro servizi in croce che lo Stato emetteva non solo peggioreranno in qualità, ma saranno tutti a pagamento.
    E con tutta sincerità a questo punto io sto sul ponte ad aspettarli.
    Più che avvisare un pazzo che sta correndo a 200 all’ora contro un muro non si può fare: chi può scendere scenda, perché qui non c’è speranza.

  10. Giuseppe D'Andrea

    Da stamattina il problema non si pone;

    Giulio Tremonti e Oscar Giannino sembravano d’accordo nel dire che per salvare il mondo dal ‘Fascismo Bianco’ della finanza l’unica soluzione è quella di dare potere allo Stato-Onnipotente e alla sua religione ufficiale il Socialismo.

    E giù a parlare di Roosvelt che ha risolto la crisi del ’29 (barzellette) debito pubblico per ‘infrastrutture’, eurobonds, nuove regole e restrizioni, nuovi patti multilaterali, mancavano solo dazi e tariffe e siamo a posto, Tremonti nel suo delirio ha ricollegato il suo discorso ad Adam Smith. Insomma, tutto roba di pura ‘Libertà Economica’ . Oscar è rinvenuto un momento parlando del peso dello stato e chiedendo se questo sarebbe dovuto aumentare o diminuire, ma Tremonti ha detto che non si può sempre pensare alle minuzie, bisogna pensare in grande e dare più poteri all’Europa. Poi ha precisato “E’ un puro caso che tutti i PARTITI SOCIALISTI, la pensano come la penso io…” Si certo, è un puro caso…

    Io sono perplesso, mi vogliono fare davvero credere che la finanza malata sia un mostro nato ‘dal nulla’, e che la politica sia stata ‘espropriata’ dal liberismo ? ANZI mi vogliono fare credere che questo miasma sia mai stato LIBERISMO? Io credo piuttosto che bisogna seguire i soldi;

    -Chi arma la finanza con politiche monetarie dementi ?
    – Chi arma la finanza con i tassi di interesse prossimi allo 0% ?
    – Chi arma la finanza ricorrendo alla politica della spesa in deficit e alla monetazzazione dei debiti pubblici?

    Risposta : Gli Stati. Agli stati è servita la finanza con la quale erano in combutta per barare sul mercato ora vogliono fare fuori il compare ‘ingegnoso’ usando la forza e prendersi tutto il cucuzzaro.

    Ora o Oscar Giannino stamane si è svegliato male, oppure è diventato socialista anche lui, con mio sommo rammarico. Un’altra voce autorevole che se ne va nella deriva dei vassalli di stato.

  11. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Lungi da me difendere Giannino, si sa difendere benissimo da solo, ma forse ha perso l’inizio della puntata, quando ha detto: “io non sono d’accordo con le soluzioni proposte dal prof. Tremonti”.

    Voglio anche farle notare che fino a questa mattina le proposte del mondo socialista europeo erano totalmente assenti nella politica italiana. Che adesso se ne faccia baluardo Tremonti è quanto meno curioso, dato che nemmeno è chiaro con quale formazione politica sia attualmente schierato.

    Questo lo dico al di là del merito: mi piacerebbe che ci fosse in Italia un polo seriamente liberale e liberista che sfida un polo seriamente socialista. Almeno le scelte sarebbero molto chiare.

    Invece non si capisce un tubo. Come non si capisce un tubo in Germania, dove già si risente il vento di grande coalizione, e in Francia, dove un baluardo di Sarkozy è la tobin tax.

    Tanta, tantissima confusione.

    Su una cosa però devo trovarmi d’accordo (con mio stupore e cercando di essere obiettivo) con Tremonti: c’è un problema di eccesso di leva che sta girando il mondo come un cerino. E ho il timore che a restare col cerino in mano siano i privati cittadini.
    Che tra tutti, finanza, stati e sovrastati (come l’Europa), sono i meno colpevoli, ma soprattutto sono gli unici che non hanno le armi né per difendersi né per sopravvivere.

  12. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Guardi signor Tizzi, forse mi è sfuggita quella frase, purtroppo non ho una grande acustica e dunque non lo escludo a priori. Ovviamente la mia è una provocazione, Oscar sarà pure stato ‘ non d’accordo’ ma mi è parso un po floscio, mentre Tremonti si perdeva nel suo delirio fabiano.

    E’ vero che in italia non c’è un partito socialista; infatti ce ne sono due. Il primo è il PDL il secondo il PD, uno di radice ‘craxiana’ miscelato con qualche contenuto nazionale e ‘pseudo-liberale’ l’altro è un mix di socialismo-marxismo-socialdemocrazia-ecologismo e compagnia cantando. Tutti e due stanno sotto la bandiera del Welfare/Warfare-State e ci trattano come se fossimo dei bambini deficienti, tasse, regole, regole e tasse, e tutto per il nostro bene, ora l’ultima notizia è che non sappiamo nemmeno mangiare ed ecco arrivare dall’alto dei cieli la tassa sul cibo ‘non salutare’. Un delirio di proporzioni cosmiche.

    Il quadro europeo è chiaramente sbilanciato in favore di un’unione sempre più ‘egemonizzante’ e intollerante, per questo ho pubblicato il video di Bukovsky, che mette in luce le somiglianze fra UE e URSS e quando si tifa per la supremazia dei super-stati allora non si può che essere dichiaratamente contro gli individui.Dunque non c’è niente di così confuso; in questo momento la Libertà è considerata come un principio sacrificabile sull’altare della ‘sicurezza’, quale tipo di sicurezza sia è ancora da vedere, e temo che sarà la sicurezza dello schiavo, che ha vitto,alloggio e lavoro, ma non è proprietario ne di beni, ne di se stesso e se prova a tirare su la testa riceve una frustata in omaggio.

    Sulla Leva; Sono d’accordo anche io che c’è troppa leva, ma ripeto che anche quello è un problema ascrivibile direttamente agli organi istituzionali che hanno creato i presupposti giuridici per lo sviluppo di questo strumento, la leva è stata ‘legalizzata’ perchè utile alle finalità pubbliche; avere più soldi a disposizione di quanto non se ne abbia in realtà.
    I privati cittadini, Noi, siamo tranciati da questo meccanismo perché il nostro denaro viene silenziosamente svalutato nel processo di espansione, lasciandoci con un palmo di naso.

    Servirebbe avere un partito Conservatore che abbia nelle sue radici ; Stato minimo, libertà civili, libero mercato, denaro ‘sonante’ e politica estera di non intervento. Ma a quanto pare l’europa si sta indirizzando verso un Partito Unico. Quello socialista Europeo. Credo che rimarrà fuori da questo soltanto l’Inghilterra, ancora una volta.

  13. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Sono un po’ perplesso dalla sua analisi, sinceramente: il PD mi pare, ad oggi, il partito più liberista di tutti. Almeno a parole e, in alcune sue figure (Nicola Rossi?) anche nei fatti.
    Il PDL… boh! Ha un’anima liberista (Stracquadanio?) e una socialista (Tremonti… sempre che sia ancora del PDL).
    Poi è vero che a nessuno balena per l’anticamera del cervello di ridurre la spesa pubblica improduttiva, ma nessuno si tira mai indietro quando invece si toccano le pensioni, che, ricordiamolo, sono soldi dei cittadini accantonati dallo Stato in un regime di monopolio di fatto.

    Sulla carenza di libertà (e, aggiungo, democrazia) in Europa sono d’accordo, ma che ci sia un’egemonia socialista… mi pare un po’ forzata come teoria. Merkel-Sarkozy-Monti non mi pare proprio una triade socialista.
    Mi pare più che altro una triade confusa, che impone regolucce di facciata, poco chiare nella forma (il rapporto debito/PIL=60% qualcuno ha capito se è davvero obbligatorio o no?) e mostruose nella sostanza: ma il concetto di “austerity con le vacche grasse, espansione con le vacche magre” l’ho sentito nominare solo io?
    Il risultato è un sovrastato con un livello di tassazione mostruoso e senza investimenti pubblici: in pratica un sistema di impoverimento di massa. E in questo il paragone con l’URSS è azzeccato.

    Sulla leva: la responsabilità è ovviamente politica. In UE il tasso di riserva frazionaria è del 2%, mica l’ho deciso io. Però adesso ci vuole una soluzione al problema e non mi pare che la classe dirigente ne stia dando.

    Ma la cosa che mi spaventa è che i cittadini italiani siano convinti, STRAconvinti, che non sia un problema appianare il debito pubblico con la ricchezza privata. E’ come se parlassero di una cosa astratta, come se non fosse una cosa che li tocca in prima persona.
    Questa è la cosa che, più di tutte, mi lascia perplesso, che mi terrorizza: perché oggi in questo Paese non ha più senso fare impresa, creare posti di lavoro è un atto eroico che viene ringraziato a suon di sputi in faccia. Quindi andiamo incontro ad una disoccupazione mostruosa (il record di oggi verrà superato ogni mese) e ad una lunga serie di bancarotte private, aziende e cittadini che siano.

    E tutti, ma dico TUTTI, applaudono.

  14. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Guardi a parte l’ottimo sig. Rossi e poche eccezioni, il PD ha solo una chiodo fisso, tassa il ricco e spendi a caso, il problema è l’evasione, serve redistribuzione dei redditi, serve più innovazione, serve più spesa pubblica. Il programma del PDL è simile, condito di retorica nazionale e populismo. L’europa è la stessa solfa; tutti credono che un Europa più potente sia la chiave, la libertà è vista come un impiccio.

    La deriva verso lo statalismo è normale, tutti maledicono gli imprenditori e il mercato, e vedono la salvezza nelle leggi e negli obblighi che dovrebbero cambiare la realtà, in un paradiso terrestre dove sia dato ‘ad ognuno secondo le proprie capacità, ad ognuno secondo le proprie necessità’

  15. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Ma se lei ha ragione, come si coniuga statalismo con austerity?
    Questa è la parte che non mi torna. Se si volesse istituire l’Unione Socialista Europea si dovrebbe spingere sul deficit, altrimenti non torna!
    A meno che non si voglia ottenere il tutto coi carrarmati…

  16. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Questa è una situazione di mezzo; lo Stato ha varato l’austerity, ma allo stesso tempo impone una pesante tassazione e una regolamentazione spasmodica, ora è impossibile che queste misure coesistano, quando il sistema economico andrà ad ‘escort’ allora interverrà lo stato per colmare i deficit del settore privato, e il come è ovvio, a quel punto tutti i propositi di moderazione andranno a farsi benedire.

    L’economia mista è solo una balla. Esiste o la libertà economica o la coercizione statale.

  17. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Visione interessante. Quindi, se ho capito bene, il debito pubblico viene trasferito al privato senza stampare moneta. Quindi il rischio default viene spostato dal pubblico al privato. Una volta che il default dell’economia privata è completo, lo Stato torna a spron battuto a risolvere tutti i problemi in un sistema assistenzialista liberticida.
    Ha spaventosamente senso ed è paradossalmente molto simile alla teoria de “il più grande crimine” di Paolo Barnard (è online, se le interessa), solo che lì lo “Stato” viene sostituito con “l’elite”.
    Che alla fine è la stessa cosa.
    Barnard si appoggia alla MMT e alla piena occupazione di Randall Wray come soluzione, lei ad un sistema liberale e liberista. Queste sarebbero le soluzioni, ovviamente opposte, ma è interessante vedere che l’analisi del problema sia molto simile.

  18. Fabio

    Onestamente le vostre soluzioni mi sembrano ultra semplificate, la riduzione di spesa pubblica non vuol dire immediatamente maggiori soldi nelle tasche della gente ne maggiore PIL. Due esempi stupidi: pinco pallino lavoratore con due genitori in pensione, supponiamo di ridurre la pensione dei genitori e trasferire i soldi nelle tasche di pinco pallino, non credete che quei soldi verrebbero ceduti ad i genitori?
    Tizio con moglie che lavora nel pubblico: licenziamo la moglie per ridurre la spesa pubblica, per la moglie spunterà automaticamente un nuovo lavoro come i funghi nella foresta? oppure dovrà essere Tizio a mantenerla?

    E poi non potete considerare tutta la spesa pubblica improduttiva. Prendiamo la sanità: noi oggi abbiamo x giorni di malattia procapite media, con un spesa minore questi giorni di malattia aumentano, con relativa diminuzione del PIL (senza contare che un giorno in più di aumento della media dei giorni malattia è solitamente dovuto ad un aumento delle malattie croniche o gravi per una piccola percentuale di cittadini). Lasciando perdere quasiasi considerazione umanitaria la giusta percentuale di spesa pubblica per la saluta è quella che da il giusto ritorno in termini di spesa risparmi (tenendo presente che, a meno che non li vogliate sopprimere, anche i lavoratori pubblici ed i disoccupati devono essere curati perchè le malattie si trasmettono…).
    Altro esempio: la difesa. In un mondo perfettamente liberale non avrebbe incidenza, ma tempo addietro in un articolo Giannino faceva notare come ad esempio, l’agenzia di rating della Cina valuti una nazione in base ad i rapporti politici e non a criteri di mercato (ed esempi di questo tipo si possono moltiplicare all’infinito), un esercito con un certo grado di efficacia con funzioni di detterenza e che possa essere utilizzato in missioni di aiuto per i paesi amici ha quindi necessariamente un ruolo in questo gioco (un esempio clamoroso di ottimo ritorno di spesa è l’esercito USA, e lo dico senza polemica visto che spesso mi sono trovato concorde con le scelte di politica estera USA).

    La vostra ultra semplificazione mi ricorda quella delle persone che pensano che la lotta all’evasione fiscale sia la soluzione a tutti i mali, senza tenere in considerazione che, per quanto riguarda unicamente il PIL, l’unica cosa che conta è la percentuale di capitali che per essere sottratti al fisco vengono portati fuori dal sistema economico Italiano, visto che gli altri vengono re-investiti, e se un’idraulico con 100 euro che ha evaso al fisco ci va al ristorante, penso che alla fine della fiera i camerieri che in quel ristrante ci lavorino siano contenti uguale…

    Poi, siccome l’essere umano non è solo economia ci sono anche altre cosucce da prendere in considerazione oltre al reddito, ma queste le lascio volutamente fuori dai miei ragionamenti.

  19. Fabio

    @Marco Tizzi
    Mi riferivo a lei e Giuseppe D’andrea, e più in generale a chi interviene sul blog, non tanto invece a Giannino di cui, onestamente fatico a capire il pensiero, visto che, mentre mi sembra assolutamente pacato e misurato nelle sue riflessioni in TV e le volte che l’ho sentito parlare dal vivo, sembra molto più estremista su questo Blog.

    Comunque ciò che non capisco è questo: siamo tutti concordi nel dire che il livello di spesa pubblica in Italia è eccessivo. Ok. Ma qual’è il livello ottimale? 0? Una volta Giannino ha usato l’espressione “livello di wellfare decente”. Cosa vuol dire decente?
    Esiste una teoria economica che definisce questo concetto? Non credo…
    Alla fine della fiera si tratta sempre di scelte politiche… ciooè della contrattazione nel mercato delle idee di cosa e decente per me piuttosto, che per lei, in questi termini persino un comunista potrebbe dichiararsi liberale, con solo una visione di versa del livello di spesa pubblica accettabile 🙂

    E’ per questo che non riesco a capire il vostro scandalo di fronte a quelle che chiamate soluzioni confuse: come potrebbe essere altrimenti?

    Non so se coglie il mio punto?

    Con simpatia

  20. Marco Tizzi

    @Fabio
    Non capivo a chi fosse rivolta la critica. Faccia conto che in questo blog scrive la gente con le idee più disparate, quindi davvero non c’è una “linea” tra i lettori.

    Detto questo, in questo articolo finalmente Giannino ammette una cosa che non aveva mai ammesso: il problema è la struttura del sistema-Euro. Non essendo una moneta sovrana, non avendo un “prestatore di ultima istanza” non può funzionare. Questo per il seguente, semplice, gioco matematico:
    ci dicono che dobbiamo ridurre il rapporto debito/PIL. Ce lo impongono.
    Per fare questo dobbiamo avere ogni anno un surplus, quindi tasse > spesa pubblica. Quindi possiamo aggiungere tasse o togliere spesa pubblica (le une relativamente all’altra), ma cosa succederebbe se lo facessimo?
    1) aumentiamo le tasse –> diminuiscono investimenti e consumi –> diminuisce il PIL –> dato che non abbiamo un prestatore di ultima istanza, ma dobbiamo finanziarci sui mercati, questi non si fideranno di noi –> aumenteranno gli interessi –> aumenterà la spesa. Il risultato finale è che non riusciamo ad avere surplus, ma abbiamo ridotto il PIL. Non otteniamo il risultato voluto.
    2) diminuiamo la Spesa Pubblica –> diminuisce il PIL –> aumento interessi etc. etc. Però se abbassiamo le tasse liberiamo risorse che, nel mondo privato, si possono (FORSE!!) moltiplicare e compensare la diminuzione del PIL.

    (PIL= Consumi + Spesa pubblica + Investimenti – Export – Import)

    L’alternativa è agire sugli stock: vendo direttamente gli asset pubblici per diminuire lo stock del debito. Ma devo avere dei compratori e comunque rischio di ammazzare alcuni mercati, come quello immobiliare, che già non stanno messi bene.
    E comunque è una questione di tempo: prima o poi ci ritroveremmo nella stessa situazione.
    La BBC spiega bene questo dilemma: bbc.co.uk/news/business-16301630

    L’unica soluzione alla crisi dell’euro è avere un prestatore di ultima istanza, come tutto il resto del mondo. Senza di questo siamo entrati nella spirale del debito, che non ha soluzione, come dimostra la Grecia.

    Stante questo, poi ci si divide 🙂 Una volta che abbiamo risolto il problema della crisi dell’Euro, abbiamo risolto tutti i problemi?
    Non credo.

    La maggior parte della gente che commenta questo blog da come soluzione a tutti gli altri problemi il liberismo libertario.
    Io non sono affatto d’accordo (ma sono praticamente solo :)): il mio movimento di riferimento è il movimento zeitgeist, il mio sistema sistema di riferimento è quello Danese, portato agli eccessi. Apprezzo il lavoro di Randall Wray e il sistema di piena occupazione (il suo blog si chiama neweconomicperspectives.org, ma può leggere “Il più grande crimine”, di Paolo Barnard su paolobarnard.info).

    Resta il fatto che se rimaniamo in QUESTO Euro diventeremo tutti molto poveri.
    Quindi o si cambia o è meglio andarsene.

  21. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Imporre regole assurde al mercato, fallo fallire e poi intervenire per salvare ‘la baracca’ è una delle cose che gli Statisti fanno con successo da secoli. Io e il sig. Barnard ci conosciamo ed abbiamo opinioni molto differenti anche perché il suo ‘Grande Crimine’ vorrebbe che al presente sistema di manipolazioni occulte, si sostituisse un modello di manipolazioni palesi e sfacciate, con affermazioni del tipo ‘solo lo stato crea ricchezza’ ‘Il debito arricchisce’ ‘la moneta è un’invenzione dello stato’ ‘John Maynard Keynes ci aveva visto giusto’ in pratica Barnard non solo da colpa di tutto al ‘liberismo sfacciato’ ma incita lo stato a diventare un leviatano ancora più potente di quello odierno, Barnard sembra dimenticare che in passato sono esistiti diversi modelli di stato ovunque con superpoteri uguali a quelli da lui invocati, quello Sovietico e quello NazionalSocialista e sembra dimenticare anche che questi modelli abbiano portato i loro paesi inevitabilmente verso un solo traguardo; la rovina.

    Per altro ho seguito il recente endorsement della MMT che va a contrastare con alcune sue teorie precedenti, che a mio parere è da scartare in toto in primis per il suo approccio ‘contabilistico’ che non spiega nulla del ciclo economico e in secundis perchè affermare che ‘ Se il bilancio dello stato è in pareggio, il settore privato si indebita’ è un’assoluta idiozia logica. Per altri approfondimenti sulla materia credo che l’articolo di Ashoka su UsemLab sia il più chiaro;

    http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=772:lost-in-translation-barnard-e-la-mmt&catid=21:scuola-austriaca-di-economia&Itemid=177

    Io invece penso che bisogna rilanciare il mercato ‘sano’, su basi solide; tassi di interesse liberi di fluttuare, moneta stabile (fisica possibilmente), un sistema bancario senza riserve frazionarie e la tutela risparmio privato. Uno stato che non è padrone dell’economia e si mantiene con le sue sole forze (tassazione), è non solo inattaccabile da qualsiasi speculazione è anche meno incline allo sperpero e al clientelismo, ed a mio avviso, è anche molto più ricco.

    Come diceva mio nonno; meglio avere il 10% di un grande tesoro che il 100% di nessun tesoro.

  22. Fabio

    @Marco Tizzi
    Grazie per il chiarimento. A questo punto direi che non avevo capito il suo punto di vista. Ritiro la mia critica almeno per quanto la riguarda e mi dichiaro concorde con lei.

    Detto questo: rimane la domanda inziale, ma Giannino qualche settimana fa non dichiarava folle chi diceva che la BCE doveva essere prestatore di ultima istanza? Cosa è cambiato?

  23. Marco Tizzi

    @Fabio
    Non voglio entrare nella sua testa, che è parecchio piena e non ha spazio per ospitarmi 🙂
    Però credo che lui pensi assolutamente necessario ridurre la spesa e le tasse, per liberare iniziativa economica. Il suo modello è quello Neozelandese, lo dice sempre.
    In quest’ottica temo abbia sperato che il governo Monti avrebbe tagliato, liberalizzato, privatizzato e che infine l’austerità tedesca avrebbe costretto l’Europa ad avere un’economia puramente di mercato, con poco Stato e poche tasse.
    Ho paura che si sia svegliato con la doccia fredda di questi due mesi e mezzo di governo dei professori che han fatto solo enormi danni, intraprendendo la folle strada dell’aumento mostruoso della tassazione e della prostrazione di fronte ai diktat tedeschi.
    Al che ha capito che gli Stati non possono essere costretti a finanziarsi sul mercato perché falliscono miseramente.

  24. Giuseppe D'Andrea

    @Fabio

    Per carità ognuno ha le sue visioni io ho delle idee liberiste, il mio concetto di welfare è una rete di sostegno ai veri deboli, quelli che non possono sostenersi da soli e un appoggio temporaneo per chi attraversa momenti di difficoltà. La Sanità è una delle poche concessioni che posso fare al mio pensiero, ma anche li ci sono molte cose da mettere in chiaro perchè l’attuale gestione è un coacervo di sperperi che non vengono corretti. La difesa è importante ma nessuna politica di Warfare è accettabile, il modello di occidente poliziotto del mondo è un abominio e uno spreco di risorse.

    So bene che l’uomo è fatto di molte altre cose, ma credo che nessun uomo può fare nulla senza l’indipendenza economica e che nessun uomo possa prescindere dal fatto che le risorse non sono infinite, la scarsità è ineludibile. Ora esistono due strade o la cooperazione e il libero scambio oppure la Pianificazione centrale e la coercizione. Se si sceglie la prima non si può pretendere di essere baliati da qualcuno, se si sceglie la seconda non si può ignorare di essere ‘al servizio’ di qualcuno, sia pure una dittatura scientifica.

  25. Giuseppe D'Andrea

    Imporre regole assurde al mercato, fallo fallire e poi intervenire per salvare ‘la baracca’ è una delle cose che gli Statisti fanno con successo da secoli. Io e il sig. Barnard ci conosciamo ed abbiamo opinioni molto differenti anche perché il suo ‘Grande Crimine’ vorrebbe che al presente sistema di manipolazioni occulte, si sostituisse un modello di manipolazioni palesi e sfacciate, con affermazioni del tipo ‘solo lo stato crea ricchezza’ ‘Il debito arricchisce’ ‘la moneta è un’invenzione dello stato’ ‘John Maynard Keynes ci aveva visto giusto’ in pratica Barnard non solo da colpa di tutto al ‘liberismo sfacciato’ ma incita lo stato a diventare un leviatano ancora più potente di quello odierno, Barnard sembra dimenticare che in passato sono esistiti diversi modelli di stato ovunque con superpoteri uguali a quelli da lui invocati, quello Sovietico e quello NazionalSocialista e sembra dimenticare anche che questi modelli abbiano portato i loro paesi inevitabilmente verso un solo traguardo; la rovina.

    Per altro ho seguito il recente endorsement della MMT che va a contrastare con alcune sue teorie precedenti, che a mio parere è da scartare in toto in primis per il suo approccio ‘contabilistico’ che non spiega nulla del ciclo economico e in secundis perchè affermare che ‘ Se il bilancio dello stato è in pareggio, il settore privato si indebita’ è un’assoluta idiozia logica. Per altri approfondimenti sulla materia credo che l’articolo di Ashoka su UsemLab sia il più chiaro;

    usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=772:lost-in-translation-barnard-e-la-mmt&catid=21:scuola-austriaca-di-economia&Itemid=177

    Io invece penso che bisogna rilanciare il mercato ‘sano’, su basi solide; tassi di interesse liberi di fluttuare, moneta stabile (fisica possibilmente), un sistema bancario senza riserve frazionarie e la tutela risparmio privato. Uno stato che non è padrone dell’economia e si mantiene con le sue sole forze (tassazione), è non solo inattaccabile da qualsiasi speculazione è anche meno incline allo sperpero e al clientelismo, ed a mio avviso, è anche molto più ricco.

    Come diceva mio nonno; meglio avere il 10% di un grande tesoro che il 100% di nessun tesoro.

  26. Ecate

    Che ipocrisia.

    Basta andare in qualsiasi bar greco e chiunque ci trovi sa bene che i loro bilanci erano tutti fasulli e che i politici hanno ammassato centinaia di miliardi di euro in paesi come quello famoso per gli orologi e il cioccolato. Ora le banche europee che hanno prestato ai pronipoti di Platone il denaro con interessi da far invidia ad Equitalia e le nazioni EU si chiedono come sia possibile, nonostante le restrizioni economiche, che la situazioni non migliori. Nel frattempo la BCE presta a tasso agevolato 2000 miliardi alle banche che dovrebbero finanziare le PMI ma invece di arrivare a queste finiscono per acquistare titoli che rendono il 6-7%.

    Prestare 200 miliardi alla Grecia con lo stesso tasso agevolato e commissione EU che sovraintenda agli investimenti (sai il lupo perde il pelo…), con piani di austerity meno draconiani e diluiti nel tempo avrebbero creato meno casino nel mondo ?

  27. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Non dico che la pensiate allo stesso modo, è ovvio che la pensiate in maniera diametralmente opposta. Ma sull’Europa, sostituendo il suo “Stato” con l'”Elite” di Barnard, si ottiene qualcosa di molto simile: un dittatore che fa fallire il privato (per lei il mercato, per Barnard il cittadino… fa tanta differenza?) per soggiogarlo in un sistema di povertà.
    Tutta la parte più complottistica del lavoro di Barnard faccio finta che non esista. Anzi, se la togliesse farebbe un favore a se stesso.

    Poi date risposte differenti, opposte, al problema: lei dice che la soluzione è la libertà dell’uomo, Barnard dice che la soluzione è uno Stato che garantisca la circolazione della moneta con politiche keynesiane.

    La debolezza di Barnard e della MMT in generale sta nel troppo potere della politica, che diventerebbe una vera oligarchia dirigistica dove l’individuo avrebbe poche speranze di esprimersi.

    La debolezza delle teorie ultra-liberiste, a mio modestissimo parere, sta in due problemi di fondo: il primo è una vera mancanza di ascensore sociale, il secondo è un rischio devastante di distruzione delle risorse naturali.

    Devo dire che, in realtà, si possono prendere le cose migliori da tutti i sistemi. Per esempio io sono molto favorevole al concetto di piena occupazione, ma lo svilupperei in un modo diverso da come lo vede Randall Wray: si potrebbe prima offrire il “disoccupato” alle aziende, che potrebbero “occupare” persone in una certa percentuale rispetto al totale dipendenti, a carico dello Stato. Se non ci sono posti privati disponibili in una data zona, il “disoccupato” passa a lavorare nelle fila del volontariato finché non si trova un altro lavoro.

    Ma, ripeto, queste sono idee, visioni profondamente diverse e, mi vien da dire, “”alte””. Oggi i problemi sono molto più terra-terra: prendere i denari privati per pagare il cumulo di deficit degli Stati è un massacro.

  28. Guido Gambardella

    Grazie a Tizzi (col quale, peraltro, non sono d’accordo quasi su nulla) per il chiarimento sul misterioso cambio di opinione di Giannino. Certo che un club fallito presti i soldi a dei falliti è abbastanza ridicolo. I mercati se la berranno? Sinceramente non vedo perché debbano.

  29. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Mi scusi, ma il link che mi ha girato dice un sacco di idiozie, col massimo rispetto.

    Critica il concetto di Barnard di “ricchezza finanziaria” facendo un esempio in cui coinvolge ricchezze reali (lingotto d’oro e automobile).

    E alla fine dice una cosa che dimostra come non abbia capito nulla della MMT: “Immaginiamo che le famiglie continuino a spendere 80 miliardi ma decidano di allocare 10 miliardi, dei propri risparmi, nel debito pubblico.” La MMT non prevede il concetto di obbligazioni di stato, non prevede il concetto di “debito pubblico”, la moneta si stampa e stop.

    Se si vuole criticare qualcosa ci vuole un minimo (ma proprio minimo) di serietà!

    Tra l’altro la MMT è molto semplcie da criticare: basta dire che il potere monetario è completamente in mano alla politica e che il controllo dell’inflazione è molto difficile.

  30. Enrico Faedo

    Credo ci siano 4 punti di partenza per arrivare a una soluzione della crisi dei paesi industrializzati :

    Arrivare compatti a chiedere :

    A) Quante solo le tasse giuste che uno deve pagare rischiando in proprio ?
    B) Quanto deve essere in % del PIL il costo di gestione medio di uno stato efficiente ?
    C) Quanto deve essere uno stipendio massimo di un gestore del bene pubblico ? ( Gente che non rischia in proprio !) Ricordiamoci che in vari casi , con uno stipendio lordo di un politico si pagano 100 pensioni minime nette , e’ normale o e’ una pazzia ?
    D) Rallentizzare la forzata concorrenza globalizzata altrimenti globalizziamo anche i costi di gestione dei governi . Non possono dirci : Lavora da cinese e paga le tasse da Italiano !

    Tutto il resto sono chiacchiere , presa in giro , inefficienza , dispotismo ! MEDIOEVO INORMATICO

  31. adriano

    Comincio a pensare che la frequentazione del blog mi stia trasformando in un clone di Giannino.Condivido completamente la sua analisi.Purtroppo girellando sul web le impressioni che se ne ricavano non sono confortanti.Il serafico Brunetta scopre che è prioritario abbattere il debito con dismissiomi patrimoniali eventualmente collegate ad un fondo immobiliare chiuso.Traduzione: ieri non lo si è fatto e domani pure non si farà per inconfessabili interessi di bottega.In Germania si delira per commissariare la Grecia,rendendo palese un’inquietante strategia finanziaria.Si insiste impavidi nel rifiuto di modifiche allo statuto della BCE e nella trasformazione dell’euro in una moneta vera che possa camminare e non zoppicare con la stampella sbilenca dell’austerità.Invece di risolversi a cambiare la moneta per risolvere i problemi del debito si insiste in fantomatici fondi salva stati che avranno la stessa funzione di salvataggio killer del FMI per l’Argentina.Se verrà confermata la clausola capestro del rientro forzoso annuale del debito,i nostri stimabili tecnici delle tasse ogni anno faranno una manovra “ammazza Italia” insistendo nella meritoria impresa di distribuzione di miseria.E così via almanaccando pazzie.Ero contrario all’ingresso nell’euro e non capisco perchè solo qualche eretico isolato ne prospetti la necessità di uscirne.Credo che comunque a questo punto non basti.Occorre considerare la possibilità di denunciare tutti i trattati non commerciali che ci impongono assurdità.Chi non scende dalla barca dei matti dimostra di esserlo di più.

  32. Bruno

    Non mi piace intervenire una seconda volta ma tant’è… leggo delle singolari analisi : va bene il posto pubblico inutile, va bene l’evasore fiscale purchè i soldi vengano spesi in Italia!!?? Quindi se anzichè utilizzare le risorse finanziarie e umane per essere più efficienti, più competitivi, più preparati, per fare ricerca, favorire investimenti, nei servizi utili, nell’assistenza a chi non ha reddito (non a chi non lo dichiara), nella sanità che funzioni e non in quella dei baroni, li utilizziamo per ingrassare al ristorante, purchè questo sia italiano tutto va bene! Sarebbe interessante sapere se i cinesi, gli indiani, i brasiliani e altri sono d’accordo: i costi li carichiamo sul debito, loro ci forniscono beni a basso costo, noi gliene diamo altri ad altissimo prezzo e col ricavato ci teniamo in piedi il sistema e continuiamo ad andare al ristorante. La trovo un’ottima strategia! … più o meno quella degli ultimi 30 anni, quella che infatti ha fatto lievitare i costi della P.A., che ha assicurato stipendi elevati, numero di dirigenti sproporzionato rispetto al settore privato, sovrastrutture varie, situazioni dove qualunque cosa fai lo stipendio ti aumenta. Quella i cui risultati si stanno scaricando sulla gente, aziende e lavoratori del settore produttivo, pensionati, giovani che non hanno lavoro perchè la ripresa è solo una parola, gente obbligata a saldare i conti senza sapere se e quando questo sarà. Ma la valutazione di quanta P.A. serve davvero, la messa in piedi di sistemi di valutazione del rapporto costo/benefici oggettivi esterni (non interni com’è da sempre), il farsi carico di in parte almeno di un debito che ha lì il suo epicentro, riducendo non lo stipendio normale ma le parti aggiuntive, quelle legate a indennità di funzione e produttività che evidentemente non hanno dato risultati, tutto questo non è logico, no. Già, potrebbe ridurre la pressione su quelli che sono chiamati a saldare il debito, dare fiato agli investitori, rendere il sistema più competitivo, certo, ma alcuni dovrebbero cambiare abitudini, andare meno al ristorante e i camerieri, sicuramente, si opporrebbero!

  33. carlo grezio

    piccolo commento su ultima puntata di versione di oscar :
    tutto sommato la marchetta per publicizzare l’ultima trovata del genio tremonti, il più ridicolo ministro del tesoro della storia, giannino se la poteva anche risparmiare.
    adesso che è tornato socialista il genio che ha previsto tutte le catastrofi economiche degli ultimi 30 anni perchè non scrive un libro per spiegare come mai non ha fatto un beneamato cazzo di niente durante la sua lunga gestione se non cumulare nuovo debito pubblico con un ritmo maggiore di chiunque altro l’abbia preceduto ?
    scusate il francesismo

  34. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Marco, Ashoka parla del lingotto per fare vedere come gli assett reali siano trattati in maniera evanescente dalla MMT, che si concentra solo sulla ‘ricchezza fianziaria netta’. Se ho un lingotto d’oro o una casa non mi interessa nulla che la mia ricchezza finanziaria sia 0, io mi sono arricchito.

    Di contro questa frase;

    Spesso è utile distinguere tra diversi tipi di settori nell’economia. La distizione più semplice è tra il settore pubblico (includendo tutti i livelli di governo) e quello privato (aziende e famiglie). Se dovessimo considerare tutti gli asset e le passività finanziarie emesse dal settore privato, è solo una questione di logica che la somma sia uguale a zero. In altre parole la ricchezza finanziaria netta è uguale a zero se consideriamo solo i “pagherò” emessi dal settore privato. Questi vengono a volte chiamati “ricchezza interna” perchè è “interna” al settore privato. Se il settore privato vuole accumulare una ricchezza finanziaria netta, questa deve essere nella forma di “ricchezza esterna”, ovvero, crediti verso un altro settore. Data la nostra divisione tra settore pubblico e privato, la ricchezza finanziaria esterna deve essere nella forma di obbligazioni governative.

    In questa frase la ricchezza ‘reale’ è stata eliminata si parla solo di ‘ricchezza finanziaria’

    Poi;

    La ricchezza finanziaria netta privata è uguale al debito pubblico. I flussi (di reddito e spesa) si cumulano in riserve. L’accumulazione netta di asset finanziari da parte del settore privato nel corso dell’anno è possibile soltanto se la sua spesa è minore del suo reddito nello stesso periodo. In altre parole, il settore privato sta risparmiando, permettendogli di accumulare una riserva di ricchezza nella forma di asset finanziari. Nel nostro semplice esempio con solo un settore pubblico ed uno privato, questi asset finanziari sono debiti governativi, in particolare obbligazioni o emissioni monetarie. Questi titoli di debito, a loro volta, possono essere accumulati solo quando il governo spende più di quanto riceva sotto forma di tasse.

    Con questa teoria si spiega come ‘sia lo stato che produce ricchezza e come un privato non possa risparmiare se lo stato non si indebita’

    Ma come fa notare Ashoka,
    Immaginiamo di avere soltanto un settore privato, composto da famiglie ed imprese, il cui reddito aggregato, quello che chiamiamo anche Prodotto nazionale lordo, è di 100 miliardi di euro, nella forma di stipendi, profitti, etc. Di questi 100 miliardi, 80 vengono spesi in consumi e 20 vengono risparmiati dalle famiglie e prestati alle imprese, che li investono per aumentare, l’anno successivo, la produzione di beni e servizi esistenti oppure produrne di nuovi.

    In questo esempio la ricchezza finanziaria netta, così come definita in precedenza, non aumenta (i crediti sono uguali ai debiti) ma il settore privato sta risparmiando, altroché, e sono proprio quei risparmi a finanziare gli investimenti che consentiranno di aumentare la sua ricchezza reale.

    Il fatto che senza stato non sia possibile risparmiare è falso.

    Niente di abominevole, per altro in questo testo la MMT parla di ‘obbligazioni di stato’ se uno stato emette ‘bond’ questi diventano un credito per i possessori ed un debito per lo stato, dunque spesa in deficit e debito pubblico.

  35. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Ok… ma posto che quei pezzi non ci sono più ne “il più grande crimine” e che quindi erano probabilmente “refusi” o malcomprensioni, anche se ci fossero mi vien da dire: quindi?

    Barnard dice che se lo Stato (e solo lo Stato!) crea moneta tramite debito pubblico (quindi se tutto parte da lì), tutta la moneta risparmiata dal privato arriva dallo Stato. E già mi vien dire: quindi?

    Ashoka mi dice che in un sistema solo privato, dove la moneta non si capisce da dove arrivi, con un prodotto nazionale lordo (è un PIL?) di 100, di cui 80 consumi e 20 investimenti passando per il risparmio. Quindi?

    Stan parlando di due sistemi diversi, mi pare.

    Che poi da qualche parte parlasse di obbligazioni… be’, non so perché, davvero, adesso non ne parla. Dice chiaramente, in più passaggi, che il governo fa un click e compaiono i soldi nel conto corrente dei privati. Il gioco è tutto lì.

    Ma comunque è da molto che seguo il blog di Randall Wray e la MMT è la cosa più semplice del mondo: la moneta viene stampata (creata dal nulla con un click), senza interessi (cosa fondamentale), da una non meglio precisata funzione dello stato (che non si capisce chi sia). Da questo viene spesa, garantendo la piena occupazione.

    Di suo può anche sottostare ad un sistema liberista, si riduce lo stato all’osso, fino eventualmente ad usarlo anche solo come “datore di lavoro di ultima istanza”, eventualmente si introduce un’altra moneta per il settore privato.

    Insomma: non mi farei, col massimo rispetto, troppe pippe sui microscopici dettagli, alla fine è Keynes, non c’è niente né di nuovo né di sorprendente. Cosa sta facendo Obama?

    I dubbi, per quanto mi riguarda, restano quelli di cui sopra: inflazione e potere ai politici.

  36. Giuseppe D'Andrea

    Marco Tizzi :
    @Giuseppe D’Andrea
    Non dico che la pensiate allo stesso modo, è ovvio che la pensiate in maniera diametralmente opposta. Ma sull’Europa, sostituendo il suo “Stato” con l’”Elite” di Barnard, si ottiene qualcosa di molto simile: un dittatore che fa fallire il privato (per lei il mercato, per Barnard il cittadino… fa tanta differenza?) per soggiogarlo in un sistema di povertà.
    Tutta la parte più complottistica del lavoro di Barnard faccio finta che non esista. Anzi, se la togliesse farebbe un favore a se stesso.
    Poi date risposte differenti, opposte, al problema: lei dice che la soluzione è la libertà dell’uomo, Barnard dice che la soluzione è uno Stato che garantisca la circolazione della moneta con politiche keynesiane.
    La debolezza di Barnard e della MMT in generale sta nel troppo potere della politica, che diventerebbe una vera oligarchia dirigistica dove l’individuo avrebbe poche speranze di esprimersi.
    La debolezza delle teorie ultra-liberiste, a mio modestissimo parere, sta in due problemi di fondo: il primo è una vera mancanza di ascensore sociale, il secondo è un rischio devastante di distruzione delle risorse naturali.
    Devo dire che, in realtà, si possono prendere le cose migliori da tutti i sistemi. Per esempio io sono molto favorevole al concetto di piena occupazione, ma lo svilupperei in un modo diverso da come lo vede Randall Wray: si potrebbe prima offrire il “disoccupato” alle aziende, che potrebbero “occupare” persone in una certa percentuale rispetto al totale dipendenti, a carico dello Stato. Se non ci sono posti privati disponibili in una data zona, il “disoccupato” passa a lavorare nelle fila del volontariato finché non si trova un altro lavoro.
    Ma, ripeto, queste sono idee, visioni profondamente diverse e, mi vien da dire, “”alte””. Oggi i problemi sono molto più terra-terra: prendere i denari privati per pagare il cumulo di deficit degli Stati è un massacro.

    Non credo che l’ultra-liberismo sia improbabile da applicare, ma i principi ‘cardine’ della libertà economica dovrebbero esistere in una vera democrazia che pretende di esserlo, perché se i cittadini non hanno indipendenza economica, non possono essere veramente liberi, saranno sempre e soltanto sudditi di questo o quell’altro tiranno. Per quanto riguarda i due aspetti;

    1- In un mondo come il nostro, che è una via di mezzo fra capitalismo e socialismo, le possibilità di ascesa sociale sono ‘più alte’ solo formalmente. Sostanzialmente, le forti regolamentazioni guarda caso tendono ad essere un benefico toccasana per le classi dominanti e un deterrente per chi ha la sfiga di nascere in una situazione meno opulenta, non è un caso che le grandi aziende non amano particolarmente il libero mercato preferiscono un regime di sana collaborazione con il settore pubblico che può proteggere la loro posizione da nuovi e scomodi concorrenti. Oggi un piccolo imprenditore, prima lavoratore presso terzi, ha molte meno chances di tirarsi su con il proprio lavoro di quanto non ne avesse un suo omologo durante la rivoluzione industriale e la situazione è tanto più grave quanto più potente e ramificato è il settore pubblico.

    2 – Il consumo di risorse; Quando un imprenditore decide di produrre, cerca di prevedere il mercato, organizzare i fattori produttivi in maniera più efficiente per ottenere dei profitti ed evitare le perdite; Nessuna impresa può prescindere da questo. Se un’azienda edile costruisce una palazzina facendo un certo investimento con il proprio capitale o quello degli altri, dovrà essere sicura che potrà rivendere le abitazioni ed ottenere un profitto, se il mercato fosse saturo o i consumatori non potessero permettersi di investire una determinata cifra, allora l’impresa dovrà cercare di vendere per un minor prezzo abbassando il profitto, se poi quell’investimento si rivelasse errato allora si materializzerà una perdita che potrebbe all’occorrenza mandare in fallimento l’azienda. Il sistema di profitti/perdite è dunque il miglior metodo di assicurare l’utilizzo razionale delle risorse, perché le imprese non possono permettersi di sbagliare le previsioni di continuo e rimetterci una fortuna.

    Però, questo sistema ha una grave pecca; funziona bene se la moneta è più o meno stabile, e qui casca l’asino cosa succede con l’alterazione della moneta, la manomissione dei tassi di interesse e l’espansione del credito? Essenzialmente si genera una nuova e potente domanda di beni e servizi senza che ci sia stato nessun aumento della produttività; le banche erogano mutui, credito al consumo e prestiti a basso tasso di interesse, questo trasmette all’impresa un segnale inequivocabile: aumento della produzione. Si aprono nuove fabbriche di auto, si estraggono metalli, si produce cemento, si fanno palazzine, si alzano grattacieli, apparecchiature elettroniche, televisori, beni di consumo in quantità e via discorrendo. Questo causa stress ambientale non richiesto, ma in quel momento non è importante, le imprese sono fiduciose, si progettano espansioni su espansioni, le materie prime e i beni più richiesti inziano ad aumentare di prezzo vertigionasamente, ma ne i consumatori ne le imprese si preoccupano, questo sviluppo galoppante sembra inarrestabile si intravede la possibilità di una ricchezza infinita. Purtroppo il meccanismo dei boom economici è temporaneo, prima o poi si scopre che le banche non sono più in grado di sostenere i livelli espansivi ed iniziano ad entrare in crisi le più indebitate iniziano a fallire, senza il credito i piani di espansione si scoprono essere ‘non remunerativi’, gli impianti troppo onerosi, le aziende iniziano a soffrire ed ecco che si scopre che la produzione di auto era sovrastimata, il numero delle abitazioni eccessivo, la quantità di beni prodotti superiore alle richieste effettive, crolla il mercato dei capitali, crollano gli indici e l’economia entra in recessione, la recessione ‘elimina’ gli eccessi dell’espansione indotta, diminuisce la liquidità in circolo e aumenta i tassi di interesse. Questo almeno se non ri-entrasse in gioco ‘il manomissore’ che salva le banche, rifinanzia le imprese e da nuova linfa ai consumi, ma questo gioco è insostenibile anche per gli stati, che alla lunga perdono il controllo e precipitano in crisi ancor più catastrofiche.

    Il depauperamento delle risorse è per gran parte frutto di queste ‘bolle’ espansive, che ci hanno permesso di cambiare macchina ogni 4 anni, televisore ogni 2, cellulare ogni 6 mesi, casa ogni 6 e di comprare tante ‘amenità’ a credito.

    Detto questo, molti potrebbero non essere d’accordo con quanto sopra, potrebbero dire che il capitalismo è il distruttore dei mondi che ‘rade al suolo’ tanto per e produce tanto per produrre (come diceva Marx), ma si sa i pareri sono soggettivi e questo, è un altro e interessante argomento.

    In definitiva, si queste sono discussioni ‘alte’ ma necessarie. Il punto odierno è che gli Stati, grandi ‘manomissori’ dell’economia, non sanno che cosa fare, l’idea di fare pagare alla gente i disastri compiuti dalle intromissioni governative è uno stillicidio inutile. Almeno a mio parere.

  37. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Sono andato di nuovo in moderazione e questa volta senza link.

    Comunque la discussione sulla MMT è lunga, diciamo che non amo le teorie che prevedono l’uso politico del denaro e l’arbitrarietà dell’emissione di moneta, perché penso che sia proprio l’uso politico del denaro che distrugge il calcolo economico e il meccanismo dei profitti/perdite che muove l’azione imprenditoriale. Proprio il fatto che sia sempre Keynes mi preoccupa ancora di più.

    Il fatto che lo stato abbia inventato la moneta è storicamente poco credibile, che la influenzi questo è certo, ma dovremmo ricordare che anticamente la moneta circolava in funzione di una precisa qualità, il suo controvalore metallico, non era tanto importante se fosse un Hyperpiron Bizantino, o un Dinar Fatimide o un Dollaro Spagnolo, quello che importava era quanto oro e argento ci fosse dentro, il fatto che la moneta che ho in tasca sia un pezzo di carta (cotone pardon) con un valore pari a 0.00, il cui potere d’acquisto dipende dalla volontà di un tizio seduto a Bruxelles (ciao Mario 😀 ) non mi lascia per niente tranquillo e detto fra noi preferirei che una valuta fosse agganciata a qualcosa di più ‘sostanzioso’ e meno manipolabile (Oro? Argento? Plutonio? Fate voi), allora si che mi sentirei più tranquillo.

    Sulle politiche di Obama e Bernanke, stendiamo un velo pietoso, non mi pare che dopo 2 Quantitative Easing e l’operazione Twist, l’America stia brillando. Certo secondo Krugman più di 1.600 miliardi di dollari in credito non sono sufficienti per fare ripartire l’economia, ma come detto questi sono punti di vista.

  38. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Ma infatti, Giuseppe, io non sto sbandierando la MMT come la salvezza del pianeta.
    Sinceramente la cosa che mi interessa di più del lavoro di Randall Wray è il concetto di piena occupazione: alla fine invece che pagare un sussidio di disoccupazione, col risultato che il soggetto possa stare in spiaggia o lavorare in nero, preferisco fargli fare qualcosa di utile, che magari adesso fa un volontario.

    Il sistema “libere monete in libero Stato”, connesse ad un qualcosa di fisico, a riserva piena, tipo quello che propone Ron Paul, mi convince poco per due motivi: che succede se non c’è abbastanza lavoro per tutti? E come fa uno che nasce povero a diventare ricco?

  39. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    No, non sto mica dicendo che tu stai sbandierando, esprimo soltanto le mie perplessità sulla MMT, tutto qui.

    1 – Il lavoro c’è, ma ci sono anche le aspirazioni dei singoli e le regolamentazioni che non combaciano con quello che il mercato ha da offrire rendendo molti lavori poco appetibili e poco produttivi.

    2 – Partendo dal punto che nascere non è una decisione è una ‘casualità’ ; oggi io e te siamo in occidente, magari non siamo ricchi abbiamo i nostri problemi, ma possiamo stare seduti a conversare, se fossimo nati nello Zimbabwe nella larga maggioranza dei poveri, la cosa sarebbe stata molto diversa. Diventare ‘ricchi’ alla vecchia maniera, è complicato ma può accadere anche ai disgraziati, un’idea vincente, la perseveranza e un pizzico di fortuna possono rendere anche un povero un magnate (ed i casi passati, prima del paper-standard ci sono). Ma oggi siamo sicuri che un povero abbia più possibilità di diventare ricco?

  40. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    1- E’ questa la cosa che non mi torna: già oggi, diciamocelo sinceramente, una valanga di lavori sono inventati e completamente inutili. Se la tecnologia fa un passetto ancora, il capitale verrà impiegato esclusivamente in macchine e software. Giustamente, non voglio essere luddista: è il progresso e va benissimo che vada avanti. Ma prima o poi si arriverà al punto che, davvero, alla gente non si saprà più che diavolo far fare. A quel punto? Be’, certo, il privato potrebbe fornire il sostegno solidale a chi ha bisogno. E, per carità, magari succede, ma mi piacerebbe avere qualche garanzia in più.

    2- pensavo a qualcosa di meglio rispetto ad oggi 🙂

  41. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    So che possa sembrare così, oggi vedi solo software in giro, un tizio inventa facebook (la più grande boiata del dopo-guerra) e diventa milionario un’altro inventa twitter (altra boiata ma meno stressante) e diventa milionario, verrebbe da dire che se vuoi diventare ricco… inventa un social network! Però mi chiedo perchè oggi inventare ‘cose’ è diventato così difficile, fare aziende è una cosa talmente complicata… lavorare in una PMI è devastante, ti fa vedere come realmente i tuoi guadagni, evaporino per il 60% e vadano al tuo socio occulto, non ti dico chi è, che forse ti presterà assistenza medica, quando stai male, sempre che tu sia malato grave grave, altrimenti potresti pure morire nell’attesa. Ma è proprio vero che non ci sono prodotti da inventare, fabbriche da creare, posti di lavoro da creare, professioni da riscoprire? Io penso di no, certo nel tempo ognuno di noi si è fatto un film, lavoro poco stressante, buon guadagno, hobbies e vita tranquilla. C’è anche tutta una cultura del lavoro da riscoprire, i nostri padri lavoravano sodo, guadagnavano e risparmiavano, magari facevano anche lavori ben più pesanti ed avevano meno diritti ma comunque hanno fatto la loro parte. Ora anche noi dovremo fare la nostra, ok le macchine ma ci sono tante cose che le macchine non possono fare o che non richiedono solamente le macchine, bisogna rendere soltanto meno sconveniente fare cose nuove. Forse la crisi farà ripensare tutta una serie di ‘restrizioni’ che si consideravano granitiche, ma non ho la sfera di vetro e dunque non mi sbilancio. Capisco anche che vorresti qualche garanzia in più (e non solo tu), ma onestamente in questo orizzonte temporale, ti aspetti che qualcuno possa garantirti qualcosa? Io ogni volta che sento ‘andrà tutto bene’ o ‘il paese è solido’ inizio a temere il peggio…

    2 – Potresti inventare un social-network! 😀 Scherzi a parte, una ricchezza ‘solida’ si costruisce progressivamente abbinando ingegno e costanza, non sono doti che tutti possediamo in egual misura e purtroppo non credo che esista una scorciatoia rapida, poi non so dirti più approfonditamente non sono esattamente Rockfeller. Certo vivere in un mondo ‘più libero’ amplia le possibilità, vivere in uno più ‘regolato’ le diminuisce.

  42. riccardo

    caro Oscar,
    ti seguo da anni in Podcast il giorno dopo la tua trasmissione delle nove. non me ne perdo una. stamattina, alle 6 mentre passeggiavo coi cani, mi sono quasi cadute le auricolari dalle orecchie quando ho sentito che a parlare di come uscire dalla crisi c’era nientedimeno che Tremonti, il voltagabbana maximus, evasore da commercialista (chiedere a Unicredito e alle sue operazioni di cartolarizzazione fatte con parere del suo studio) e dirigista da ministro.
    non so se sia stata più comica questo suo intervebto alla tua trasmissione o quello di Profuno a Davos. su cosa avrà parlato secondo te=? come affossare una banca facendole comprare asset inutili, mi viene in mente Bank austria c he ha perso tutto dopo aver investito nei fondi di Madoff, per poi farsi dare una buonuscita da 40 milioni?
    boh, aiutami tu, sto perdendo la fede.
    ciao.

  43. Remo Labarca

    “Pronti alla malaparata, cioè a riprenderci sovranità su tassi d’interesse, di cambio e sul budget, piuttosto che continuare a credere che il salvataggio verrà da quella sinora si è portata come una barca di matti.”

    Giannino, le è passata la spocchia del 15 Novembre 2011, quando ridacchiava mentre Paolo Barnard su Matrix raccontava in 3 minuti le cose che voi avete tenute nascoste per 20 anni?
    Dai Giannino, continui a difendere l’Euro, così ridacchiamo un po’ anche noi.

  44. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Guarda, io sono un consulente su sw per la produzione e la logistica :). In questo paesuccio siamo al paradosso che le aziende ti ridono in faccia quando parli di efficienza: non sanno cosa far fare alla gente, altro che efficienza! Siamo al paradosso del luddismo imposto dallo Stato. Le aziende fanno da ammortizzatore sociale.
    Ma è proprio qui che sta la questione: per inventare lavori che siano davvero utili, ho il timore che serva un facile accesso al capitale. Un sistema monetario basato sul risparmio, senza inflazione, non favorisce le rendite di posizione? Cioé: a quella “elite” che in un dato momento possiede il capitale conviene scommettere nell’idea altrui? non sta meglio seduta sul suo “paniere di uova”?
    Questo è il mio dubbio: si rischia una regressione dovuta al fatto che chi nasce col capitale non lo rischia in nulla di nuovo, ma si accontenta di mantenere una posizione “vivacchiante” con le spalle molto coperte.

    Certo, qui siamo su discorsi davvero molto “alti” (pure troppo per un blog in una mattina innevata :))

  45. Ricardo

    @Giuseppe D’Andrea

    Sono totalmente d’accordo con te sulla maggioranza delle questioni, tranne una:

    tu dici che:

    “”””””””””Il depauperamento delle risorse è per gran parte frutto di queste ‘bolle’ espansive”””””””””””””

    Fermo restando l’effetto delle bolle, in realtà il depauperamento avviene in molti casi anche nella situazione di business as usual.

    Un esempio per tutti: le emissioni di CO2 – il meccanismo è quello da manuale del fallimento di mercato nella forma di esternalità negativa – il mercato non è in grado di raggiungere il livello di produzione efficiente in quanto il costo imposto alla società dalle emissioni non è incluso nel gioco di domanda e offerta.

    In tali casi è necessaria una qualche forma di regolamentazione, e allora si entra nel campo delle opinioni: io sarei cmq per un approccio market-based (carbon credits, carbon tax), altri forse vorrebbero misure più invasive.

  46. The Monty game: How i hope he is playing.
    If readers need to be convinced that, looking at the three European leaders, Merkel, Sarkozy and Monti, the last one is by far the one with the strongest economic background and most experienced in European matters.
    It is also difficult to deny that the German position in relation to the Euro crisis and the risk of a meltdown is stubborn, and becoming more and more unpopular with other European nationals.
    It is now widely accepted and suggested (see S&P report) that there is a need for growth, in conjunction and alongside, more rigorous fiscal policies.
    Until now I guess nothing new….. but

    A Modern State
    Monti has fully understood that there is an imperative need to reform the Italian social and economic system. Italy is a difficult country, dominated by selfish and corporative interests, prone on one side to communism and on the other side deeply influenced by the Catholic morale. The historical reasons need not to be discussed here. It is a country where nobody, in normal times, could change the pension system, cut bureaucratic jobs, modernise the labour laws, improve the efficiency of the state machine, improve the judicial system or even increase the number of taxis…. It is a country that decided to have Berlusconi as Prime Minister (three times!!!!) and where magistrates decided not to have him. A difficult country to change and innovate…. unless …. There was no other choice.
    Now, there is no other choice, because of the raising cost of funding for the Italian Republic, and so Monti is innovating. With amazing speed, doing the simple and right moves.
    Italy might have in few months a totally different set of rules governing its internal operations. Nobody managed to achieve this in the past 40 years. To see changes of this magnitude, you need to go back (God forbid!) to Mussolini.
    Monti needs the external European pressure to succeed. Be reassured he has plenty….

    A Positive State Budget
    Monti will be close to reaching ‘self sufficiency’. As we know, Italy’s deficit is not in a bad position as far as the annual budget before interests is concerned (with a primary surplus). Actually it is doing pretty well and with the new tax initiatives (wealth tax, VAT increase …) it is at or close to balancing the accounts. The problem is the stock of debt – which is not a small problem – standing at around 130 % of GDP, with the accompanying refinancing risk.
    Imagine Italy did not have the old debt, it would be one of the best positioned economy in Europe (post the implementation of the Monti structural reforms!). It also means that there is little or no need to have capital flows to Italy to finance new debt, only renewal of existing debt.

    Who should be worried?
    Imagine the structural reforms are done, implemented, accepted by Italians, but the cost of borrowing remains high. Higher than the forecasted GDP growth. It would mean that millions of Italians had given up their democratic rights (after all Monti has not been elected), paid a high price in terms of pension rights, job security, privileges and taxes, to be …. roughly in the same position. We all know that there is no way to pay say 5% on a 130% debt/GDP ratio and decrease the stock of debt, and grow. No way.
    So Germans and debt holders should start worrying.
    Imagine a scenario where Monti announces that from tomorrow all Italian government bonds will be repaid when due interest and capital in Lira. The official FX rate is the same as the one used in 2002 (for simplicity’s sake, let’s call it 2000 Lira for 1 euro). After all, Italians gave up liras for euros at that rate.
    The Bank of Italy will print as many Lira as it takes. Sorry, but if you want euros, just go to Merkel with your lira and she might change them into euros. All Italian bank deposits, domestic and international, are converted in lira automatically. The FX used is fixed at 2000 for one.

    Results
    If you are Italian and wealthy: you are not happy. You used to have 1 million euro and now you have 2 billion lira in your account. The FX may go to 3000 per euro and you will end up with 660,000 euro equivalent. Not happy, but you can spend it in Italy. More expensive to travel abroad, sure. De facto you paid a big wealth tax. (but this was likely to have been inevitable…)
    If you are a low income average Italian: you are worried, you might be unhappy but ……you won the lottery! The economy is likely to grow fast thanks to a devaluation, job opportunities will increase, inflation will erode away part of the public debt and, this time, the structural changes in the country have been done so there is a good chance of sustainable healthy growth.
    If you are an entrepreneur: great! Less taxes in the future, more export, less bureaucraty, more flexible workforce. Back to the 1960s.
    If you are young: bless Monti! The old debt burden of years and years of crazy spending by past generations is mostly gone. And a brave new world to conquer!
    If you are an international investor in Italian treasury: tough luck, you are not in good shape. You get a lot of liras that you try to sell, but you lose a lot on the FX. Perhaps minus 30% on your investment. De facto you paid a wealth tax to a country where you do not live. Not happy, you promise you will never invest in Italy again! Then the following week you see a promising stock in Italy and here we go ….the animal spirits kick in …. You go long. The red fish market memory strikes again.

    Conclusion
    Gross of complication, such as lengthy negotiations at the IMF and ECB level, documentation discussion, penalty and whatever it goes into a forced conversion case…. It is in the best interest of future Italian generations to force the conversion of all debt and all deposits into lira.
    That makes sense only after a deep reform of institutions and regulations which is already taking place. The bill will be paid by all investors (domestic and international) and the loser will be wealthy Italians, international investors and …. the German industrial/export machine that will see its currency appreciating against a new competitor.
    Please Monti just do it!
    Think about this Angela

  47. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Bel settore; credo che le nostre aziende abbiano bisogno di gestioni logistiche e marketing più avanzate di quelle di cui dispongono attualmente, la diffidenza è causata anche da una certa letargia del mercato e da una cultura imprenditoriale votata spesso ad un tradizionalismo esagerato, ok che nessun sistema può sostituire o copiare l’imprenditorialità, ma avere una gestione più ‘fluida’ è possibile ed è di grande aiuto. Ricordo ancora quando cercai di introdurre in una piccola azienda di distribuzione per cui lavoravo un primo sistema di gestione magazzino e di logistica, mi guardavano come se fossi un alieno. Ma poi si convinsero della grande vantaggio che comportava sapere sempre dove sono le cose e quando riordinare i magazzini, eliminando attese, sprechi ed in definitiva perdite secche di tempo e denaro.

    Un sistema monetario ‘stabile’ inserito in un contesto bancario onesto, elimina l’inflazione, avere la parità di valore reale/nominale da più sicurezza a chi detiene denaro. In un gold standard chi detiene denaro potendo contare sul fatto che il valore del proprio capitale non evapora da solo, ha un incentivo a investire su idee profittevoli a dei tassi accettabili.
    Ora la domanda di denaro è logica si basa su una preferenza temporale, io accumulo denaro perché voglio impiegarlo in usi futuri, per questo motivo rinuncio all’acquisto di beni oggi e vendo i miei averi, se invece chiedo beni e servizi allora spendo denaro per acquisirli. L’idea che ‘il denaro produca denaro’ di per se non è realistica, se hai del denaro e non lo investi non produci niente, il tuo denaro rimane fermo dove sta e tu non stai guadagnando alcun che, stai solo accumulando in funzione di un consumo futuro, come farebbe allora un capitalista a incassare una ‘rendita di posizione’ se mantiene il suo stock fermo? A limite può investirli in banca, stipulando un contratto di mutuo ad un tasso fisso per un certo tempo, ora la banca alla scadenza dovrà consegnare all’investitore la somma più gli interessi, non avendo possibilità di espandere il credito, avrà molta meno voglia di buttarsi a capofitto in interessi ad alto rischio, le pratiche di investimento dovranno essere decisamente più sane e stabili.

    In un sistema come il nostro invece, la moneta viene espansa senza ritegno dagli enti emissori e dalle banche che con le loro riserve del 2%, possono investire con una certa ‘spensieratezza’ il denaro che i correntisti hanno semplicemente depositato. In questo contesto chi ha molti capitali è naturalmente avvantaggiato, quando il nuovo denaro arriva in circolo essendo il primo ad entrarne in possesso non risente dell’effetto espansivo, ma man mano che il denaro si distribuisce lungo la catena delle transazioni il potere d’acquisto cala, l’ultimo ad entrarne in possesso che solitamente sono i lavoratori salariati riceve sostanzialmente meno utilità da quel denaro e così l’inflazione monetaria si trasforma in una tassa odiosa a carico dei più a favore dei pochi. Ovviamente è un sistema di grande ‘interesse’ per Banche e Governi che monetizzando ad libitum possono scaricare sulla collettività la loro prodigalità e irresponsabilità, spacciandola per progresso sociale e aiuto agli svantaggiati. Almeno fino alla prossima recessione.

  48. Giuseppe D'Andrea

    @Ricardo

    Beh, io intendevo che l’uso ‘sfrenato’ è provocato da questi falsi segnali di ricchezza innescati sinteticamente. Certo il consumo di risorse avviene anche in casi di normale attività e questo è inevitabile, ma pensa quanto ha influito il credito ‘a casaccio’ allo sfruttamento delle risorse petrolifere o alla cementificazione selvaggia e alla produzione di rifiuti. Certo piano piano è nato il tema dell’efficienza energetica, ma contemporaneamente sono aumentati il numero di elettrodomestici, di auto e di beni prodotti. Certamente senza inventare la ‘CO2’ tax oggi avremmo molte più risorse da parte e meno anidride emessa.

    Diciamo che questo è un punto di vista ‘libertario’ della tutela ambientale legata allo sviluppo sostenibile.

  49. Fabio Girelli

    perché Giannino non si candida proponendo un programma con unico punto: azzeramento degli sprechi, eliminazione dello statoladro??? almeno avrei qualcuno da votare, una minima speranza di cambiamento, anzichè dovermi sentire evasore, perseguitato, causa di tutti i mali del Paese…

  50. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Io lavoro su grossi sistemi ERP, nei moduli di SCM (Pianificazione, produzione, logistica). Purtroppo le aziende italiane hanno la mentalità del “software = cosa che devo comprare da un fornitore –> meno costa meglio è”. Triste, ma è così.

    Il tuo discorso torna.
    Concordo che il sistema attuale sia quanto meno… discutibile 🙂
    In realtà tu la vedi fin troppo rosea: la verità è che se conosci (o ungi) le persone giuste il prestito di “aria al 98%” ti arriva chiunque tu sia e questo stimola una gran quantità di “falso capitalismo” che poi sono truffatori bancarottieri che fanno finta di investire l’aria e in realtà si comprano ville, coca e mign.. ehm… amichette.

    Ripeto che il mio forte dubbio rispetto ad una moneta “”fisica”” (qual è il contrario di “fiat”???) è soprattutto legato alla possibile mancanza di lavoro per tutti. Ma forse è una mia pippa oppure si possono trovare soluzioni “sociali” se il problema si dovesse davvero presentare.

  51. Alberto

    Vorrei che si desse un occhio a questo fondamentale documento Bankitalia del 9 dicembre 2011, contenente la:

    Indagine conoscitiva sul decreto legge recante disposizioni urgenti per la crescita, l’ equità e il consolidamento dei conti pubblici. Testimonianza del Governatore della Banca d’ Italia Ignazio Visco.

    A me ha fatto sia rabbrividire che incazzare; rabbrividire perchè leggendolo si capisce ma non si dice fino in fondo la realtà e la verità, cioè che i dati contenuti nelle tabelle 7-8-9- che definiscono gli effetti cumulati delle varie manovre, non tengono conto del fatto che come dice la fig. 9 finale, a fine 2011 il tasso sui BTP decennali è salito di più di 3(ripeto tre) punti percentuali ed il tasso medio dei BOT di circa 3(ripeto tre) punti percentuali, e questo era più o meno risaputo, ma stranamente, la curva dell’ onere medio percentuale sul PIL, si ferma a metà 2010. Ora però, osservando che tale curva di colore nero, segue più o meno fedelmente la curva dei tassi dei BOT, mi aspetto che permanendo il tasso ai valori indicati, ripeto tale curva mi porta a definire un aumento medio dell’ onere per il 2011 di circa 1,5 punti percentuali e restando ai valori attuali lo spread, in mancanza di interventi sostanziali BCE, che abbassino i tassi sul debito, l’ onere sarebbe per il 2012 di un aumento di circa 3 punti percentuali anch’ esso, cioè circa 40-45 MLD in più annui; I N S O S T E N I B I L E. Quest’ ultima cosa, (insieme all’ evidente dato falso del PIL che aumenta a 1.642.432 nel 2012 della tabella 9 che come tutti sanno diminuirà almeno del 2,3%), e che non viene detta nella relazione di Visco è la cosa che mi fa incazzare di più e rafforza in me il senso di consapezza della pericolosità e dell’ inutilità di restare ancora in questa comunità.
    Poi non mi si venga a raccontare che ero stato troppo pessimista e catastrofico.

  52. Marco Tizzi

    @Alberto
    Grazie del link. Putroppo ha ragione lei: così com’è l’euro non da scampo. Si può cambiare? Io pensavo “certo! E’ una cavolata, vedrai che in un mesetto salvano la Grecia, stringono le corde, mettono una banca centrale vera e risolvono tutto”.
    Erano due anni fa.
    Oggi mi ritrovo che è meglio che non lavori perché tanto anche se lavoro i clienti mi dicono chiaramente che i soldi per pagarmi non ce li hanno.

  53. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Marco è questo il capitalismo ‘malato’ ; un capitalismo che si muove non sotto l’ottica del profitto, ma sotto quella della politica e dell’amicizia. So esattamente come funziona oggi il sistema, penso di aver fatto più spola io fra le banche e i confidi rispetto alla maggior parte dei frequentatori di questo sito. Ora domandiamoci, se ti serve la parola di un ‘politico’ per avere un credito, che cosa stiamo finanziando? Di certo non le idee o la persona, stiamo finanziando arbitrariamente qualcuno che conosce qualcun altro che non ha alcuna competenza economica, solo un potere politico. E francamente di politici che abbiano non dico una preparazione ma un minimo di ‘buon senso’ economico non ne ho ancora incontrati personalmente.

    Ma se il denaro è svincolato dalla volontà di un soggetto ‘politico’ e i tassi di interesse seguono l’andamento dei risparmi disponibili, allora il discorso cambia. La banca senza garante politico e senza possibilità di appellarsi a qualcuno che le paghi i conti, dovrà per forza ancorare il suo operato alla realtà, non alla politica, a questo punto le banche diventano semplici aziende, la cui sopravvivenza è determinata dal solito vecchio e sempiterno meccanismo di profitti/perdite.

    Capisco che dopo anni di teorie quantitative della moneta e mistificazioni sul denaro, si pensi quasi che il denaro sia un ‘abracadabra’ gestito dal governo che tutti accettano per ‘convenzione sociale’ e che può essere o peggio deve essere aumentato e diminuito da un direttorio pubblico. Ma questa è la dottrina del ‘Pozzo di San Patrizio’ creare ricchezza attraverso l’aumento della moneta e la manomissione dei tassi, genera si benefici e sempre richiesti boom economici galoppanti, ma questi portano dietro di loro inflazione e recessioni ‘inversamente proporzionali’. La morale è; i trucchi rimangono trucchi, se si sceglie di basare tutto su di essi c’è la possibilità che prima o poi si venga scoperti.

  54. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Io penso che questo capitalismo crollerà: o perché salterà in aria una moneta, o un sistema finanziario o perché la gente imbraccerà le armi vere (non i forconi) e farà scoppiare un macello. Mi chiedo: ma dopo?

    Perché obbiettivamente c’è il dubbio che si sostituisca il tutto con un sistema in qualche modo dittatoriale, facendo finta che questo non lo sia. E da lì poi chissà.

    Leggo, stimo e rispetto le idee liberali e liberiste di questo blog e dei suoi lettori, ma mi resta questo dubbio dentro, che penso sia un po’ deformazione professionale, della non occupazione tecnologica che può essere un enorme problema. O dello sfruttamento sconsiderato delle risorse, che è l’altra faccia dello stesso problema.
    Poi, per carità, è vero che magari il capitalista in un sistema libero diventa anche in qualche modo un mecenate o comunque un fornitore di sussistenza per chi ne ha bisogno. Ma tu un sistema come quello danese come lo vedi?

    Perché è interessante vedere un Paese con una tassazione elevata che primeggia costantemente nelle classifiche delle libertà d’impresa…

  55. Alberto

    Caro Tizzi, prima di tutto grazie a te e poi dico che ne abbiamo già parlato altre volte della questione di fondo; il problema dell’ Europa non è solo quello dell’ impossibilità di stampare moneta ed unificare i debiti sovrani iniettando risorse nel sistema, il problema è che le varie economie non stanno bene insieme, essendo fortemente differenziate, se non ci sono regole eguali per tutti e rispettate da tutti, perchè non c’ è una Politica in senso lato (Politica economica, estera, difesa, lavoro, finanza etc) che governa l’ Europa, sia per i deboli che per i forti e senza direttori del Caz2O a due o a tre che siano. Perchè i più forti si fanno i cazzi loro alla grande ed il più forte di tutti se li è fatti ancora di più.
    @Marco Tizzi

  56. Alberto

    Dimenticavo una importante questione politica, e cioè il comune governo dell’ energia; qui da noi, come tutti sanno, siamo nella cacca più nera e le nostre aziende ne subiscono conseguenze terribilmente negative.@Marco Tizzi

  57. Augusto Albeghi

    ” Il 58% dell’intera spesa mondiale per welfare pubblico è nella sola euroarea, per dirne una: pensate davvero che sia sostenibile nel continente di vegliardi che ci candidiamo a essere?”

    Si, è perfettamente sostenibile se ci buttiamo alle spalle tutte le sciocchezze che partoriscono i fiscal compact, l’austerity, le privatizzazioni e se la BCE diventa una vera banca centrale che garantisce tutti i debiti e crea tutta la moneta necessaria.

    Almeno una cosa, da questa crisi, emerge chiaramente e definitivamente: Keynes ha vinto (è ancora doloroso da dire per uno che da ragazzo ammirava Friedman, Hayek e gli Austriaci, e che poi si è dovuto arrendere all’evidenza).

    Trovo infatti curioso che prima ci si metta d’accordo per il fiscal compact, ma poi si cerchino di introdurre clausole per alleggerirlo o aggirarlo. Questo vuol dire che i politici europei sanno che la soluzione è in una politica espansiva di supporto alla domanda aggregata, opposta a quella concordata, ma si rifiutano di ammetterlo esplicitamente. Io lo trovo un comportamento spaventosamente ipocrita, per non dire di peggio.

  58. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Questo capitalismo è destinato a fare ‘il botto’. Cosa verrà dopo difficile dirlo, credo che ogni stato seguirà le sue inclinazioni naturali, noi siamo più portati per il socialismo magari di stampo nazionale. Troppa ideologia e retorica nell’aria per ripiegare sulla libertà, si dirà che la misura è colma, che serve ordine e sicurezza, il resto te lo lascio immaginare.

    Il nodo della disoccupazione tecnologica è un po il cruccio che tutti noi ci portiamo dappresso, sin dalla rivoluzione industriale. Il punto è che non sappiamo esattamente come si evolveranno le attività produttive negli anni a venire, pensa al 1950, chi avrebbe pensato che qualcuno avrebbe potuto guadagnarsi da vivere… scribacchiando codice per calcolatori elettronici? Il punto è che lo sviluppo in un settore, libera risorse e persone per svilupparne un altro, a parità di output, oggi il nostro è il secondo paese manifatturiero d’europa e il quinto al mondo e nonostante il calo degli impiegati del settore, ha mantenuto il suo output stabile dal 1980 ad oggi. Lo sfruttamento delle risorse è sconsiderato solo se chi le utilizza ‘non considera’ attentamente quello che fa, stabilire un limite ‘a priori’ non è facile e non è detto che non sia altrettanto inefficiente o dannoso per la salute, ad esempio; i nuovi filtri FAP che utilizzano platino e palladio materiali rari e costosissimi, per frazionare il PM10 in particolati più piccoli che sfuggono ai rilevamenti delle centraline, ma si insinuano meglio nei polmoni e ancora il famoso passaggio dalla Benzina ‘rossa’ a quella ‘verde’, dove si è preferito abbandonare il piombo (tossico) per il benzene (cancerogeno) e contemporaneamente si sono creati problemi con i motori a combustione. Come vedi anche le politiche ‘a priori’ possono causare danni ed effetti collaterali. Il capitalismo lasciato libero credo che non esisterà mai fondamentalmente ci vuole sempre un po di stato, quello che fa la differenza è la misura, il mecenatismo e il volontariato sono due nobili propositi, che per essere sviluppati necessitano anch’essi di investimenti, la storia è piena di imprenditori amanti delle arti e finanziatori di talenti o dediti alla filantropia ovviamente queste attitudini non dipendono dall’attività economica che si svolge, ma dalle proprie inclinazioni individuali, ovviamente molti mezzi danno molte possibilità.

    Guarda il sistema scandivo mi ha sempre interessato, in generale è un intessante mix di cose apparentemente incoerenti; sistemi legali efficienti e buone regolamentazioni, monete stabili e politiche economiche solide, con alte tasse, welfare state enorme, facilità di impresa e leggi salariali al limite dell’oppressivo, abbinate a norme ‘sociali’ a volte bislacche (tasse sulla carne? Liquorerie di stato? Quote sull’importazione del burro???) .
    Questo Mix per quanto ‘instabile’ è risultato quanto meno funzionale, per altro gli Scandinavi sono stati prima fra i popoli più ‘liberisti’ del continente europeo almeno fino al ’50 poi hanno socializzato progressivamente fino a ‘stallare’ le proprie economie, ora progressivamente stanno liberalizzando alcuni aspetti, insomma detta in una sola parola il sistema scandinavo è un ‘modello bilancino’.

    Però ho molti dubbi sull’esportazione di interi ‘sistemi’ da uno stato ad un altro, esistono molte variabili e differenze fra un paese come il nostro e i 5 stati del ‘commonwealth scandinavo’, nei settori più disparati da quelle meramente fisiche a quelle demografiche, culturali ed economiche. In generale sarebbe più saggio che uno stato evolvesse la propria legge secondo il popolo, piuttosto che cercare di conformare il popolo alla legge.

  59. Giuseppe D'Andrea

    @Augusto Albeghi

    Keynes non ha mai vinto, e mi duole che a dirlo sia un simpatizzante della Scuola Austriaca e di von Hayek che con Keynes ha avuto più di una battaglia.

    Credo piuttosto che Keynes sia l’alter-ego economico di Hegel; Le loro dottrine fanno un gran bene a tutti i governanti del pianeta che vogliono prendere in giro i loro popoli facendogli adorare lo Stato come un Dio capace di creare ricchezza dal vuoto assoluto.

    Stampare tutta la moneta? Troppo semplice abbinare ‘ricchezza e cartacotone’ con su stampati dei numeri indefiniti. Quando la BCE inizierà a monetizzare sul serio e non in maniera occulta come sta facendo ora, allora ne vedremo delle belle o delle tragiche in base ai punti di vista.

    Mai sentito parlare, di John Law?

  60. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Infatti chi li ha scomodati a fare l’euro in fretta e furia? Non credo che sia apparso l’Arcangelo Gabriele a Bruxelles…

    Puntualizzando che credo che l’Europa unita in uno stato federale sia una chimera.

  61. Marco Tizzi

    @Augusto Albeghi
    Attenzione! Un pentito!! 🙂
    Ma che interessante punto di vista!!!
    Questa sfida Keynes vs resto del mondo è davvero appassionante, ma mi sorge un dubbio: non è che qui si finisce per prendere solo il peggio da entrambi i sistemi? Perché la mia sensazione è che tutta questa moneta non vada per niente in welfare, anzi! Mi pare che vada innanzitutto a mettere a posto l’oligarchia finanziaria. Poi se avanza qualcosa magari la giriamo a qualche amichetto che fa un po’ d’impresa con soldi non suoi. Nel frattempo abbiamo “liberalizzato” il mercato del lavoro, ma non abbiamo messo gli ammortizzatori sociali, quindi la gente diventerà poverà. Però, udite udite, FACCIAMO PAGARE IL DEBITO PUBBLICO AI PRIVATI CITTADINI CON UN SACCO DI TASSE!!!!!!!!!!!!!!!
    Allora io dico: signore e signori che vi siete messi al Governo d’Europa e che non fate altro che ritrovarvi per emettere comunicati e fare conferenza stampa in cui non dite NULLA, che scrivete patti con l’inchiostro simpatico che manco voi sapete esattamente a cosa servono, fate una bella cosa, chiara e semplice: diteci che maledetta politica economica volete fare. Ha vinto Keynes? E allora non mi rompete le palle (scusate) con questo maledettissimo debito pubblico. Han vinto i liberisti? E allora muovetevi a tagliare la spesa pubblica e le tasse.
    Perché diciamolo chiaramente: questo ibrido senza capo ne coda, senza occhi e senza orecchie FA SCHIFO!

  62. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Marco hai centrato il punto, questa ‘melma’ di ibrido non ha alcun senso. La verità è che il debito pubblico è IMPAGABILE. Ma come diavolo dovrebbe fare l’Italia a liquidare 1.900 Mld di euro? Cinquantanni di pressione fiscale abominevole. E altro spunto, come dovrebbero fare gli Stati Uniti a ripagare 13.000 Mld di Dollari? Insomma, ma vi pare possibile che queste cifre spaventose verranno onorate? Io modestamente credo che un bel giorno il mondo si ‘Argentinizzerà’ e gli stati semplicemente… ripudieranno, in tutto o in parte come hanno fatto altre volte in altri casi della storia.

    Chi ha investito in titoli? Rischi del settore, nulla è garantito a questo mondo.

  63. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Per quanto riguarda la disoccupazione tecnologica (e anche tutto il resto, in realtà) se hai tempo da perdere ti invito a guardare il documentario Zeitgeist, moving forward (è su youtube, gratis, anche sottotitolato), del movimento zeitgeist, che mi piace molto come idea di società per il futuro. Non c’è moneta ed è fortemente anti-capitalistica (bof… più che altro anti-consumistica) e quindi forse a te non piacerà, anzi di sicuro, ma se ti va di informarti su un punto di vista diverso… per me è stato folgorante.

    Sullo sviluppo che libera risorse per altri posti di lavoro, mi spiace, ma non ci credo: quanti occupati ci sono oggi in Italia? Quanti ce n’erano 60 anni fa? e quante ore lavorano? Ai tempi di mio nonno chi non lavorava o era un proprietario terriero o moriva di fame. Le ferie non esistevano, i weekend nemmeno.
    Quindi bisogna chiedersi: questa è una cattiva notizia? Ovviamente no.
    Allora a me va bene anche un sistema davvero liberista e libertario, ma a due condizioni:
    1- ci vuole qualcuno (anche un fondo privato, non deve essere per forza lo stato) che garantisce una vita decente a chi studia e fa ricerca. Non voglio che sia finanziato dalle aziende perché ho visto coi miei occhi come funziona: se il ricercatore scopre qualcosa che può mettere in pericolo un business l’azienda lo secca. E questo non mi piace perché il vero progresso è quello. Tutto il resto è fuffa. Soldi, successo, fama, cose possedute, tutte fuffa in confronto a una vera scoperta che può cambiare la rotta del genere umano.
    2- ci vuole una garanzia di reddito minimo. Anche qui può essere un fondo privato, pagato dalle aziende e dai lavoratori al posto di pagare le tasse. Tipo in Svizzera. Però io preferirei che se non c’è lavoro salariato a disposizione, questa gente venisse impiegata a sostegno del volontariato.

  64. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    E bravo Giuseppe!!!! Qui volevo tutti!!!!!!!!!! Oggi ho avuto una discussione furibonda con uno che sosteneva questa tesi del “pagare il debito pubblico”. Nonostante abbia più volte dimostrato con formule, schemi, articoli, citazioni, che questa cosa è matematicamente impossibile, questo insisteva e non ha mollato. Ma sai perché? Perché il nonno Mario (da una mail autocelebrativa pubblicata sul sito del governo che mi ha fatto rivoltare lo stomaco) gli aveva detto che si può, che “ce la faremo”. Con la solita questione che da noi c’è un sacco di economia sommersa e l’evassione e blah e blah e blah. Ma io dico: questa gente si rende conto della dimensione dei numeri??? Ne hanno una vaga idea????
    E poi perché IO dovrei pagare il debito PUBBLICO? Risposta: perché lo Stato siamo noi. Facile confutazione: se io me ne vado a lavorare all’estero tu il debito non me lo fai più pagare, quindi lo stato non sono io. E non me lo prendo il debito di un altro Stato, perché sono solo alcuni Stati Europei che adesso si son messi in testa di “rientrare”, come se fosse un fido.
    Poi mi fanno infuriare perché mi hanno sempre rotto i maroni dicendo “non si può monetizzare il debito perché altrimenti i cittadini lo pagano con l’inflazione”. Ora se io quel maledetto coso quando avevo le lire l’ho già pagato con l’inflazione, perché adesso devo pagarlo ancora???? In euro per di più.
    E poi perché guardiamo sempre e solo il debito pubblico? Sommiamo il debito pubblico e privato di tutto il mondo, ma davvero volete dirmi che il mondo nei prossimi 20,30,50 anni creerà quella quantità di ricchezza REALE? Ma per favore. Siamo seri.

    Tutta l’economia mondiale è un gigantesco schema Ponzi. Curioso che sia vietato in tutto il mondo per i privati mentre invece gli Stati ci si basino. Forse si potrebbe denunciarli.

    Io avevo anche avuto anche un’idea per azzerare il debito: ogni Stato che non emette nuovo debito (disavanzo positivo) si fa finanziare a tasso 0 dalla BCE il debito in scadenza l’anno successivo. Ho preso un sacco di insulti, ma poteva anche funzionare. Cosa che però, sia chiaro, è e resta un trucco, un modo “furbo” per imporre il bilancio in pareggio.
    Che poi, magari, vien fuori che ha ragione Keynes e non serve più a nulla 🙂

    P.S.
    Non parlare di Arcangeli Gabrieli a Bruxelles perché varie teorie complottistiche dicono che gli angeli erano alieni e che anche i nostri sono alieni e che l’euro è un piano per soggiogarci 🙂

  65. Alberto

    Concordo sulla possibilità di premiare chi è virtuoso, che io tempo fa su questo blog, dichiaravo fosse l’ unica strada possibile che L’ Europa poteva virtualmente percorrere per risanare i singoli e contestualmente gettare le basi per l’ unione politica. Questo era l’ unico modo per smorzare immediatamente le tensioni sui mercati. Al mio intervento di ieri, e dando appunto ragione a te, dell’ inevitabilità della catastrofe nostra e di conseguenza altrui, aggiungo che se sommiamo i 40-45 MLD di maggior interesse annuo, ai 45 MLD di riduzione del debito, previsti dal patto e la riduzione del gettito fiscale causata dalla recessione, che credo sarà un fatto endemico, arriviamo a 100 MLD annui di manovre; questa progressione di mazzate, credo sia insostenibile per noi, ma potrei sbagliare, perchè evidentemente Monti è più intelligente di me, non ci sono dubbi, dicevo questa progressione di mazzate ci stenderà già dal prossimo anno, ammesso che ci si arrivi. Questi numeri credo siano inconfutabili a bocce ferme. @Marco Tizzi

  66. Augusto Albeghi

    @Marco Tizzi
    Mi fa piacere che concordiamo sul fatto che questa politica stia scegliendo un ibrido che non porta da nessuna parte.
    Applicare la mediazione (strumento principe della politica) all’economia o alla scienza non ha molto senso.

    Keynes è un po’ come la pornografia, pochi lo ammettono apertamente ma a piace a tutti e tutti la metterebbero volentieri in pratica, se non ci fosse un certa pruderie sociale. :o)

  67. Marco Tizzi

    @Alberto
    Alberto, per me e te sono inconfutabili. Ma purtroppo l’Italia è il paese delle fedi: calcistiche, politiche, religiose, televisive. Oggi c’è la fede in Monti e qualunque cosa lui faccia o dica è vera e giusta.
    Quindi noi possiamo avere tutti i numeri dalla nostra parte, che per altro son molto semplici, ma siamo destinati ad essere Cassandre.

    Comunque voglio tranquillizzare tutti perché la Banca d’Italia ha invitato ieri a tagliare i costi del bankomat… e penso che questa, davvero, sia la soluzione ad ogni problema. Vuoi che non recuperiamo una decina di punti di pil tra taxi, farmacie e bankomat? 🙂

  68. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Tralasciamo tutto il discorso dello ‘stampiamo moneta ad libitum’ che non è una soluzione, la FED americana ha i tassi praticamente a 0% già fatto due Quantitative Easing e lanciato l’operazione Twist ed i risultati sono stati praticamente nulli. La Bank of England ha fatto anche lei due Quatitative Easing ed abbassato i tassi a 0.5% da tre anni ormai, e nemmeno loro hanno ottenuto miglioramenti di sorta.

    Ma la liquidità nel sistema finanziario c’è, ma le banche non la immetteranno nel circuito finale per due buoni motivi; Serve a loro per tappare i buchi e nascondere la loro insolvenza e sanno meglio dei politici che effetti potrebbe avere sull’equilibrio monetario europeo, un diluvio di denaro.

    Ovviamente i politici potrebbero ‘costringere le banche a prestare’ e in quel caso, saremo seguiremo un po il tracciato di Gideon Gono e la Reserve Bank of Zimbabwe; 10 miliardi di dollari dello Zimbabwe per due uova. Certo, finalmente saremmo tutti multi-miliardari, equamente.

    Detto questo se fossi un elettore di CentroSinistra mi sentirei molto più in sintonia con Renzi che con i leader ‘storici’ del Pd o con il massimalismo ‘vacante’ di Vendola. Conto che il Pd lo abbatta e lo discrediti, si sa che il partito ha un alto livello di conflittualità interno e una grande tradizione di ‘leadericidio’. Tutto a vantaggio degli ‘incompetenti’ del PdL.

  69. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    economonitor.com/blog/2012/02/debt-monetization-from-tokyo-to-washington-and-brussels/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=debt-monetization-from-tokyo-to-washington-and-brussels

    Qui dice che in pratica il mondo occidentale sta svalutando “esportando” inflazione nei paesi “emergenti”.

    economonitor.com/blog/2012/02/investors-de-mystifying-the-central-bank-balance-sheets/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=investors-de-mystifying-the-central-bank-balance-sheets

    Qui si de-mistifica il bilancio delle banche centrali. Molto interessante, perché fa vedere che in realtà le iniezioni di liquidità non hanno fatto salire la massa monetaria. Che in realtà mi pare un gran macello da valutare: la Fed non misura più l’M3 e le misurazioni indipendenti danno curve che fan venire i brividi. Limitarsi al M2 non so se ha senso.

    economonitor.com/blog/2012/01/forget-europe-and-the-emerging-markets-the-us-is-on-the-brink-of-recession/

    Qui si ribalta il mondo: questi due analisti dicono che in realtà gli Stati Uniti sono in recessione e che il problema sia molto peggio di quello europeo. D’accordo con te, immagino.
    Ma, sorpresa!, questi due signori dicono:
    The plan was that the combined fiscal and monetary stimulus would boost demand and result in a sustainable cycle of corporate investment and job creation thereby pulling the global economy out of the slump and set it on a path of organic growth. Once the cycle started and growth picked up, government debt would fall and central banks would also be able to contract their balance sheets and raise interest rates.

    Unfortunately, none of the above has happened. The fiscal and monetary stimulus did boost growth temporarily but not to the extent anticipated. Consumers took the stimulus money and used some of it to pay down debt and spent the rest of it. As a result of the stimulus spending, corporate revenues picked up but companies did not hire more people as expected, instead focusing on enhancing productivity. This is why investment spending by corporates on equipment and software has been a bright spot that contributed to the recovery with this segment accounting for around 39% of GDP growth from the recession low.

    Eccola!!! 🙂 Non-occupazione tecnologica.
    E comincio a pensare che, dopo anni di negazione del problema, questo si stia presentando finalmente in tutta la sua urgenza.

  70. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Su Renzi: be’, se fossi una persona ciecamente di sinistra direi che voglio un candidato come Hollande, non come Renzi. Candidato non presente nel panorma italiano: c’è qualcuno che scrive nero su bianco “abbasso l’età pensionabile, spendo a deficit e non rompetemi i co…”?

    Renzi mi sembra molto più adatto ad una formazione nuova, una scheggia impazzita fuori dagli schemi che si porti dietro liberali e liberisti. Come si fa a convincere il PD tradizionale che “bisogna abbassare le tasse”? Dai, è una follia. A meno che il PD “tradizionale” non venga travolto dagli scandali giudiziari. A quel punto nascerebbe un partito completamente nuovo, molto orientato a gente come Renzi. Ma dire che sarebbe di sinistra… mah!
    Inutile che lui mi venga a raccontare che liberalizzazioni e privatizzazioni non sono “né di destra né di sinistra, ma di buon senso”, sono completamente opposte alle idee della sinistra europea, sono una bestemmia per il socialismo.
    E questo lo scrivo senza darne un giudizio: posso anche essere d’accordo, ma non far finta di essere chi non sei.

    Vendola per me non è un fattore elettorale e, sinceramente, nemmeno Di Pietro: penso che quell’elettorato converga nel M5S, con mia grande gioia, non tanto per le idee e il programma (che sono ancora completamente sconosciuti) quanto perché mi piace molto l’idea che ci siano in parlamento dei normalissimi cittadini che vivono in diretta quello che succede e possono portare alla luce il sottobosco più schifoso.
    Anzi, io istituirei una piccola quantità di parlamentari estratti a sorte tra un gruppo di volontari semplicemente come “organismo di controllo”, perché son certo che lì dentro ne succedano di tutti i colori.

  71. Alberto

    Caro Tizzi sono appena tornato e rispondo subito; io credo che non ci sia niente da fare, sono troppi anni che si mangia fin da piccoli e si premiano i leccaculo. Ho una visione della politica che funziona, troppo ottocentesca, troppo trasparente, troppo al servizio del bene del Paese, troppo manageriale, troppo basata su cifre inconfutabili e non su dati truccati a seconda di chi comanda, insomma utopia pura, e morirò senza aver visto nulla di nuovo, ammenochè non arrivi ciò che ipotizziamo; allora forse per qualche decina di anni vedremo un po’ di serietà e rigore. @Marco Tizzi

  72. Giuseppe D'Andrea

    @Marco Tizzi

    Non occupazione tecnologica? Dove? (Sei un po Luddista o sbaglio? 🙂 ) Il pezzo non mi sembra dire questo.

    Si dice che le società pensano ad acquistare macchinari e software per affinare il proprio processo produttivo esistente, ma non pianificano espansioni e non assumono altro personale. Ed in questo momento è più che naturale.

    Il primo pezzo spiega il perchè;
    Secondo la visione dei pianificatori, con un iniezione di liquidi e un’azione sul versante fiscale, si sarebbe dovuto far partire un ciclo economico di crescita ‘sostenibile’ che avrebbe dovuto portare a nuova ricchezza e nuovi posti di lavoro. Quando il ciclo si sarebbe consolidato e stabilizzato, il debito dei governi sarebbe calato e le banche centrali avrebbero potuto ridurre i propri bilanci e aumentare i tassi di interesse.

    Ottimo piano ma non funziona.

    Il ciclo economico attuale, non si è ‘arenato’ temporaneamente per cui basta solo una spintarella per farlo ripartire, in questa fase il ciclo si è concluso ha toccato il suo punto apicale nel 2008 da quel momento, è iniziata la fase di recessione. La prova di ciò è facilmente deducibile, al netto degli interventi esterni il mercato urla ‘deflazione e aumento dei tassi di interesse’ cosa che non sta avvenendo solo perché fattori politici stanno spingendo furiosamente verso un’altra direzione, nonostante ciò il mercato ha preso la sua china, e credo che non ne voglia sapere di tornare ai livelli pre-2008. Gli stimoli e la leva fiscale servono solo a fare deviare temporaneamente il corso degli eventi, ma non potendo innescare nessun ciclo espansivo, alla fine diventano nuova benzina per il movimento deflattivo.

    Gli imprenditori in questa fase sono in modalità ‘confusione’; da un lato vedono le autorità monetarie e politiche che bombardano con notizie rassicuranti, tassi bassissimi, finanziamenti alle banche, promesse di piani per lo sviluppo. Dall’altro però ci sono i segnali ‘primari’ le materie prime aumentano, le banche che si chiudono a riccio perchè non ricevendo più soldi dal pubblico hanno posizioni scoperte che non sanno come colmare per cui parcheggiano i fondi ricevuti nelle riserve e si guardano bene dal prestarle a lungo termine a qualcuno, la sfiducia nei consumatori e gli stessi governi indebitati che cercano di aumentare la pressione fiscale, mettendo ulteriori blocchi sulla liquidità circolante. Le due sensazioni sono contrastanti, da un lato si dice ‘Tranquillo’ dall’altro senti ‘Fuggi’, il prodotto è ‘Attenzione (Massima)’. Allora se devi stare in campana e non sei proprio tranquillissimo cerchi di consolidare quello che c’è e mantenere il tuo mercato, magari fai qualche investimento in beni capitali per poter essere pronti quando passerà la nottata o a limite non fai nessun investimento. Non assumi perché non prevedi espansioni e non vuoi caricare sulle spese correnti e i contratti a lungo termine sono fuori discussione, puoi fare assunzioni a tempo o se ce la fai mantieni i tuoi livelli occupazionali.

    Guarda non sono un esperto in ‘sinistra’ (e da quello che ho potuto capire nemmeno di destra), Renzi mi sembra logico, poi se è più liberal che socialdemocratico o più socialista, questo non lo so lascio al popolo di sinistra definire che cosa vuol dire essere di sinistra. Non credo che i liberisti potrebbero andare con Renzi, anche perchè in Italia i liberisti sono come i lupi nei boschi abbruzzesi; tutti ne parlano ma nessuno li vede.

    Hollande, beh, vista l’ultima trascrizione del discorso di Hollande e praticamente è approssimabile a Nichi Vendola, al netto della filosofia. Il discorso è molto bello ‘ abbasso l’età pensionabile, spendo in deficit, tasso ‘i ricchi’ e avvio un programma di spesa pubblica a doppia cifra’ per chi ha una tendenza socialista è come sentire l’inno nazionale. C’è un piccolo problema; Hollande dovrebbe anche spiegare dove trova questi ‘forzieri’ di denaro per foraggiare questi programmi, di certo non può farlo tassando anche perchè la Francia non è esattamente nota per essere una terra senza tasse e sopratutto se vuole fare questo dovrebbe come misura preliminare uscire dall’unione economica e monetaria. Lo può fare ? Se può bene, ma io ho più di un ragionevole dubbio. E poi come dovrebbe mantenere il nuovo franco in equilibrio, con piani di investimento così ‘ambiziosi’ ?

  73. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Fantastico “il nuovo franco” 🙂 un’analisi in tre parole.
    Ovviamente ho fatto un piccolo salto logico degno del peggior politico: forse è ora che finisca il mio periodo sabbatico e ricominci a lavorare, mi sto informando troppo e sto cominciando ad esprimermi come loro 🙂
    Il salto é: le aziende avrebbero potuto creare nuovi posti di lavoro, ma in realtà hanno speso in automazione. Quindi c’è una non-occupazione teorica, nel senso che con questa iniezione di liquidità l’occupazione sarebbe dovuta salire e non sale.
    In realtà io questa cosa la sperimento tutti i giorni: è assolutamente ovvio che le aziende preferiscano automatizzare perché sw ed automazione sono molto meno dipendenti dai volumi rispetto agli uomini sia in più, che, soprattutto, in meno. Se la mia fabbrica è completamente automatizzata (auto coreane, non c’è più la luce negli stabilimenti perché non ci sono persone) in un momento di stanca spengo la fabbrica: non pago l’energia, ho un problema di ammortamento se il periodo è troppo lungo, ma finisce lì (ovviamente la sto facendo un po’ troppo semplice, la taglio un po’ grossa).
    Questa gente che non serve più che gli si fa fare?
    1- Teoria classica di mercato: ci sarà da qualche parte un altro business che nasce e che occuperà tutta la massa. Molti dubbi in merito, già espressi sopra.
    2- Teoria keynesiana o giù di lì: gli faccio scavare e ricoprire buche. Purtroppo di solito non sono buche, ma fogli di carta –> burocrazia –> rompo i maroni al mondo che in teoria dovrei aiutare.
    3 – Teoria della piena occupazione: li metto a fare le cose che servono, ma che difficilmente sono “monetizzabili”, come per esempio il volontariato.
    Poi ci sono i rivoluzionari veri che dicono:
    We must do away with the absolutely specious notion that everybody has to earn a living. It is a fact today that one in ten thousand of us can make a technological breakthrough capable of supporting all the rest. The youth of today are absolutely right in recognizing this nonsense of earning a living. We keep inventing jobs because of this false idea that everybody has to be employed at some kind of drudgery because, according to Malthusian-Darwinian theory, he must justify his right to exist. So we have inspectors of inspectors and people making instruments for inspectors to inspect inspectors. The true business of people should be to go back to school and think about whatever it was they were thinking about before somebody came along and told them they had to earn a living.
    (Buckminster Fuller)

    Che mi piace un sacco, ma come tutti gli uomini geniali sovrastimano il genere umano.

    Adesso vado a bermi una birra prima che Monti me lo impedisca perché devo PAGARE IL DEBITO PUBBLICO 🙂

  74. Augusto Albeghi

    @Giuseppe D’Andrea
    Hollande, come fanno di solito i Francesi, se ne infischierà dei trattati, degli accordi, dei vincoli di bilancio e tirerà dritto a fare quello che ritiene utile per la Francia.
    Se dovesse falsificarli, gli euro, lo farà.

  75. Alberto

    Non mi sembra che Martin Wolf aggiunga molto di più di quanto già dettoci, però è voce autorevole e Giannino condivide, come ha affermato nella sua trasmissione su Radio24 del 1° febbraio u.s.(dal minuto 09:48 al minuto11:00).

  76. franco

    Fuori tema:

    Vitalizi: dalla Lega il record di ricorsi
    E’ bello apprendere dalle agenzia che la pattuglia più numerosa fra i parlamentari che hanno fatto ricorso contro l’abolizione del loro vitalizio, è quella dei leghisti. (AGI) Roma –
    Non solo ma la Lega difende i parlamentari corrotti:responsabilità diretta per le toghe – Avvertimento di Pdl e Lega al governo tecnico. Da non sottovalutare.
    Inoltre il discorso di Salvini in difesa di chi è pizzicato ad evadere nei blitz la dice lunga!
    Ladri, corrotti ed evasori sono gli elettori di interesse della Lega per incrementare il consenso!

  77. Marco Tizzi

    @Claudio Di Croce
    senza dimenticare Penati, giusto perché non si dica che è solo l’anima centrista a rubare nel PD.
    E, ovviamente, mezza giunta Formigoni per non negare niente a nessuno nel PDL.

    No, sul fatto che rubino non credo ci siano dubbi. D’altra parte il bilancio dello Stato, per quanto probabilmente tarocco, mi pare lo dimostri impietosamente…

  78. Marco Tizzi

    @Alberto
    Ma la domanda è: se salta tutto in aria chi ci rimette di più? A me vien da dir Germania. Quindi davvero non capisco dove si voglia andare con il Sistema di Impoverimento di Massa Europeo

  79. Alberto

    Io ascolto in giro diverse voci, anche di persone che ritengo con la testa sulle spalle, che è stufa di questa situazione, che percepisce l’ insostenibilità sia della nostra presenza in europa, sia della situazione interna che è insostenibile per molte ragioni. Ognuno di noi ha diversi contatti con molte altre persone e ad un certo punto si sviluppa un comune sentire di qualche cambiamento molto importante che sta arrivando e che stavolta non ci saranno margini per graduali recuperi e ritorno alla normalità; questo percepisco. Chi si impoverirà non credo sia dato sapere con certezza, ma se l’ equilibrio si rompe e la situazione sfugge al controllo, ed arriva la tempesta perfetta, magari scatenata dalla crisi del nostro governo, cosa probabile come si vede, allora potrebbe succedere di tutto.
    Vedo i seguenti importanti e pericolosi elementi inconfutabili per il corrente anno:
    1)A livello OCSE, avremo un totale di circa 11.000 MLD di $ da finanziare, in parte per debito da rinnovare ed in parte per nuovo deficit;
    2)Noi dovremo trovare circa 450 MLD per debito che arriva a scadenza e per nuovo deficit, che è tutt’altro che quello previsto dello 0,8% sul PIL, credo che arriveremo certamente al 2% del PIL, quindi altri 30 MLD circa non previsti;
    3)Noi decresceremo del 2,5% come da tutti ormai confermato;
    4)In conseguenza di ciò, e comunque delle nuove imposte, ma in presenza di una forte crisi dei consumi interni, potremmo avere, a meno di improbabili forti recuperi di evasione, una stabilità delle entrate tributarie, con nessuna conseguenza positiva quindi sul deficit che aumenterebbe rispetto alle stime; e nonostante le varie manovre.
    5)come detto altrove, avremo un sicuro aumento dell’ onere del debito (lavoro bankitalia)che potrebbe arrivare anche a 40/45 MLD in più da finanziare;
    6)non credo sia possibile spremere ulteriormente succo dai redditi, fino a 100.000 euro lordi pena un avvitamento ancora più veloce verso la crisi;
    Mi fermo qui, ma come si può vedere, dovunque ci si giri, le prospettive sono molto nere; la situazione potrebbe cambiare solo se si riuscisse a fare forti tagli di spesa improduttiva, liberalizzazioni vere, vedi carburanti ai supermercati, farmaci di largo consumo anche nei supermercati, etc, alienazioni corpose di beni demaniali e direi anche una patrimoniale vera sui grandi patrimoni; insomma chi si è costruito una fortuna in termini di immobili, anche evadendo molto negli scorsi anni, e conosco innumerevoli situazioni di questo tipo, potrebbe essere chiamato a partecipare in modo più sostanzioso.

    @Marco Tizzi

  80. Aldus

    @alberto
    sei studioso e preparato, non cè che dire, ma sui farmaci ai supermercati credo proprio tu sia fuori dal …seminato! Per prima cosa questo avviene già, ora, sia nei supermercati sia nelle tremila para-farmacie! Ma a Bersani non basta, vuole anche il farmaco prescritto dal dottore!
    Mi spieghi tu quale beneficio alla salute pubblica può nascere dall’espansione del consumo del farmaco? Hai certamente sentito parlare degli effetti collaterali dell’abuso di (tutti i) farmaci e ti pare possibile aggiungerlo al ventaglio di soluzioni per il risanamento dell’economia del Paese?
    Ed hai mai pensato che il 75% del consumo di farmaci va al produttore, cioè lo incassano le grandi multinazionali, loro si, massimamente interessate all’espansione dei consumi ?
    Rifletti bene caro Alberto e troverai sempre qualche nascosto cavallo di troia a favore delle multinazionali, mai amiche dei bilanci statali e della fiscalità del Paese.

  81. marco

    Poichè ci stiamo addentrando nel mondo dei se e dei ma, propongo la mia visione (che in embrione coltivo dagli anni 60 quando buona parte della classe dirigente celebrava il 68 in attesa di fare in parte il salto della quaglia) basata sull’integrazione politica dell’Europa: per intenderci quella delle “MACROREGIONI” alla tedesca (quando era ancora divisa e in Francia regnava il gollismo “delle patrie”) così per l’abbondanza di politici ma la carenza di statisti abbiamo perso prima la Germania, poi la Spagna e l’Inghilterra, poi l’ansia di rappresentanza dei piccoli paesi per far crescere un corpo di sani stati federali di 6-10 milioni d’abitanti pronti a mettere in comune banca centrale, debito sotto al 60% del pil (in condizioni “normali” non di stress), difesa e politica estera extraeuropea. Se i politici avessero accettato questa visione anche solo al momento della riunificazione tedesca oggi l’Europa competerebbe nel mondo meglio deglio US. Senza piangere sul latte versato quanto ancora vogliamo castrarci cercando di risolvere il problema della burocrazia facendo una sofisticata rivoluzione delle anagrafi comunali quando basta eliminare il certificato e sostituirlo con un’autodichiarazione? (verificabile da chiunque all’anagrafe con nome e cognome e data del decesso??? Facciamo passo dopo passo questa benedetta integrazione politica, tanto li bisogna finire PER SOPRAVVIVERE e facciamolo capire anzitutto a giornalisti, avvocati, notai, farmacisti e industriali che sono più istruiti degli operai in modo che si capisca che alla fine dobbiamo adegurci al livello europeo del rapporto -guadagno su valore aggiunto-.

  82. Marco Tizzi

    @Alberto
    Alberto, i debiti pubblici non si possono pagare. E’ inutile che giriamo intorno al problema. Anche se in qualche modo riuscissimo a diminuire lo stock di debito europeo senza spostarlo sul debito privato, che è ovviamente una falsa soluzione, cosa succederebbe? USA e Giappone non hanno alcuna intenzione di pagare alcun debito pubblico. Punto. U.K. segue a ruota. Serve a qualcosa fare deleveriging su alcuni Paesi dell’Euro?
    Poi se tutto questo macello è una shock therapy per fare qualche riforma, vabbè, accettiamola. Ma attenti che in Grecia è già impoverimento di massa e almeno loro avevano taroccato conti pubblici che di suo facevano pena, ma in Portogallo i conti pubblici fino al 2009 erano sereni e anche il PIL mica stava male. Eppure hanno tassi al 20% che mi pare, come dire, difficile poter onorare. Quindi io proprio una soluzione non la vedo, come ci siamo già detti più volte.

  83. Alberto

    Caro Aldus, fammi sapere, come poter ridurre i costi di quei farmaci che sia a causa di confezioni più grandi o alla bisogna più piccole, sia per reale minor prezzo, a causa forse di produttori che fanno prezzi inferiori o per minori costi intermedi, noi siamo costretti a pagare almeno il 30% in più che altrove in Europa, come faresti tu una liberalizzazione vera? Te lo chiedo da inesperto nel settore, che debbo dire non conosco a fondo. Non discuto il fatto che potrei aver torto sulla materia e riconosco anzi sposo il concetto di abuso di farmaci, ma io penso, forse sbagliando, che se i farmaci li vendi in luoghi che si fanno concorrenza tra loro(oggi a Roma ad esempio non trovo supermercati che vendano paracetamolo o acido acetisalicilico o viagra e succedanei), ovviamente in presenza di personale idoneo, senza aumentarne il consumo, cosa assurda e deleteria, qualche sconto si riesca ad averlo. Ti dico solo di un prodotto, al limite del profilo del farmaco, oggi di largo consumo e cioè l’ olio di pesce, che pago a Latina il 40% in meno rispetto che a Roma. @Aldus

  84. Marco Tizzi

    @marco
    Caro omonimo, mi piacerebbe avere il suo ottimismo, ma ho il timore che fare gli Stati Uniti d’Europa DOPO l’unione monetaria sia impossibile. Perché da questa situazione alcuni Paesi stanno guadagnando a scapito di altri e non molleranno mai. Perché la Germania che a fatica si è ripresa dall’unione Est-Ovest dovrebbe adesso accollarsi il resto d’Europa? L’unione andava progettata chiaramente negli anni ’90 per funzionare, oggi mancano i presupposti, la volontà e soprattutto la leadership.

    Con, tra l’altro, schegge impazzite all’orizzonte: se vince Hollande in Francia che si fa? E il dopo-Monti qui come sarà? E poi vien la Germania, con una situazione politica che attualmente è a dir poco confusa.

    E prima del 2013 bisogna risolvere i problemi Grecia e Portogallo senza far scattare i CDS che altrimenti lanciano un domino globale da far venir i brividi.

  85. Marco Tizzi

    @Alberto
    Ti do la mia visione superottimistica: in caso di armageddon monetario, di crollo completo, di caos totale, qual è, in tutto il mondo, il popolo che se la caverà meglio e prima? 🙂
    Dobbiamo tifare per la catastrofe, nel casino noi siamo bravissimi!

  86. stipe

    egregio oscar giannino,
    vedo che lei accetta ora la prospettiva – l’uscita ordinata dell’italia dall’euro – che qualche blogger modestamente le suggeriva un due mesi fa, quando invece sembrava che l’intera torino bene fosse intenta a festeggiare il modo (violento) con cui un ex-funzionario pci, diventato presidente nel modo che sappiamo, defenestrava quell’impresentabile parvenu donnaiolo. da allora è andata in scena la gioia di sorridere ad angela, di stringere la mano a nicolas, di ricevere il plauso del papa, di tassare gli italiani e poi festeggiare a bruxelles. e le lacrime della fornero, quello sì era civismo, altro che i tacchi a spillo della santanchè – e peccato che a vedere quelle calde lacrime non ci fosse la cara suni agnelli! ma ora la dura realtà: può l’italia continuare a stare nella scomoda situazione di chi è debole e minacciato di default, e al tempo stesso deve continuare a pagare pesantemente per aiutare la grecia (e il portogallo, e…, e….) mentre la germania nel frattempo fa ciò che le pare coi conti altrui e coi propri (veda la vicenda Landesbanken, si documenti: come fare deficit mascherandolo dentro tante belle piccole e disastrose banche, una per ogni Land). può l’italia condividere una politica obbligatoriamente recessiva che sembra fatta apposta per distruggere le economie del sud europa e fare di questi paesi nient’altro che un mercato per i prodeotti tedeschi e francesi? avere una exit strategy dall’euro ‘tedesco’ è un atto di dignità, di quel poco di dignità che ancora abbiamo. ma suoermario pensa invece alla tobin tax… ah, il malefico influsso di sant’egidio!

  87. Alberto

    Molto condivisibile, e Giannino come tanti altri, forse non vedeva, ignorando la stringente logica negativa dei numeri dei nostri conti pubblici, che già almeno da fine 2009, ma ancor di più a maggio 2010, si era manifestata con straordinaria evidenza, probabilmente annebbiato da giustificabili (a mio avviso) condizionamenti di orientamento politico; questa cosa gliel’ ho rimproverata anch’ io. @stipe

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