14
Gen
2012

L’Europa affonda, l’Italia pure

L’Europa affonda. Questo è quanto si puó comprendere dalla bocciatura da parte di Standard & Poor’s che ha abbassato il rating sul debito di ben nove Paesi dell’Unione Europea. Una strage di bocciature che non colpisce solo il Sud dell’Europa, ma è arrivata fino all’Austria. Alcuni Paesi che potevano pensare di restare tranquilli, evidentemente non potranno continuare a beneficiare dell'”effetto Germania”.

Il caso piú forte, mediaticamente parlando, è certamente la perdita della tripla A da parte della Repubblica Francese. A dire il vero, tale bocciatura era ampiamente aspettata dal mercato, poichè erano mesi che si sussurrava di questo downgrading.

La Francia ha ormai un rapporto del debito sul prodotto interno lordo superiore alla media europea e nel medio periodo, senza manovre molto dure, questo valore potrebbe sfondare quota 100. Il debito francese rischia dunque di pareggiare il proprio PIL.

Quel che preoccupa i mercati è anche l’esposizione delle principali banche francesi nei confronti del debito sovrano di molti Paesi del Sud dell’Unione Europea; e sono proprio questi ultimi Stati a soffrire maggiormente. La bocciatura di S&P è di addirittura due scalini per quanto riguarda Italia, Spagna e Portogallo, oltre a Cipro.

Ma quali sono le principali motivazioni del downgrading? Nelle settimane e mesi scorsi chicago-blog aveva presentato tutte le problematiche irrisolte dell’Unione Europea. Troppo pessimisti? Evidentemente no. 

La mancanza di una risposta seria da parte della UE è il primo problema.

Sinteticamente: troppe promesse e nessuna azione. Sono quasi due anni che è scoppiato il caso Grecia e ancora si parla di sospensione del credito internazionale al Paese Ellenico per mancanza del rispetto delle condizioni da parte del Governo Greco. L’Unione Europea non sta dimostrando di avere il polso duro per rispondere ad una crisi ormai tutta Europea.

Chi da la colpa agli Stati Uniti per questa crisi, sbaglia. È vero che la crisi dei subprime ha portato ad una recessione quasi globale, ma sono stati soprattutto i Paesi Europei a rispondere con un aumento impressionante del debito.

La maggior parte degli Stati  Europei hanno risposto con politiche keynesiane alla crisi, con la conseguenza di far esplodere il debito. Vi sono casi un po’ diversi, quali ad esempio l’Irlanda, dove la crisi è fortemente legata al settore bancario ed è molto piú legata alla crisi subprime; tuttavia la crisi del debito è ormai un problema Europeo.

Guardando al nostro paese, la bocciatura dell’Italia non può sorprendere gli analisti. Bastava guardare l’andamento dello spread, stabilmente sopra i 500 punti rispetto ai bund tedeschi. Senza riforme serie e solo con una manovra Monti (quella di dicembre) fortemente recessiva e tassaiola, l’economia è destinata a precipitare.

È la ragione per cui bisogna agire velocemente e con forza verso un processo di privatizzazioni e liberalizzazioni. Non risolvono tutti i problemi, ma certo potrebbero aiutare l’Italia ad avere quella spinta all’economia di cui tanto si sente il bisogno.

È da almeno due decenni che l’Italia viaggia a ritmi di crescita del PIL di zero virgola qualcosa…quando è troppo è troppo.

 

You may also like

La forza e l’attualità della costituzione americana
La liberalizzazione del mercato elettrico: quando i dati non dicono quello che sembrano dire
La salute non è (solo) un diritto
Coldiretti ama il protezionismo italiano ma non quello americano

34 Responses

  1. Marco Tizzi

    Eh?!??!!?
    “Chi da la colpa agli Stati Uniti per questa crisi, sbaglia. È vero che la crisi dei subprime ha portato ad una recessione quasi globale, ma sono stati soprattutto i Paesi Europei a rispondere con un aumento impressionante del debito.”

    Ma che diavolo sta dicendo? Il debito pubblico negli Stati Uniti è cresciuto MOLTO più che in Europa nel dopo-Lehman. Semmai il problema è esattamente il contrario: l’Europa risponde con austerity, quindi decrescita, gli USA con un mostro Keynesiano di spesa pubblica che dovrebbe (ma non succede) portare inflazione.

    Entrambe le soluzioni sono a mio parere fallimentari nel lungo periodo perché il vero problema è il sistema monetario a riserva frazionaria e l’economia basata sul debito.
    Infatti l’Italia e l’Europa tutta non hanno un problema di debito pubblico, ma un problema di interessi.
    L’avanzo primario italiano è addirittura positivo.
    Serve un deleveraging globale, sia pubblico che privato. Da un punto di vista pubblico si può fare anche domani: basta che l’EFSF venga infarcito di moneta stampata senza interessi e che gli stati possano accedervi solo per rimborsare il debito corrente a patto che il deficit primario sia positivo o in bilancio. Il debito pubblico finisce e l’inflazione non aumenta perché la moneta viene stampata solo per rimborsare debiti.

    Continuare con questa storia della crescita infinita è quanto di più deleterio possiamo fare. Basta crescita, in tutto il mondo, altrimenti finiranno definitivamente le risorse. Stanno già finendo.

  2. LucaS

    1) E soprattutto tagli di spesa e di dipendenti pubblici..purtroppo un tabù in Italia!
    2) Cmq gentile Giuricin cosa intende dire quando dice che manca una risposta dell’Europa? A me sembra che la risposta ci sia: cominciare a fare efficenza sul serio contenendo i deficit, riducendo la spesa, liberalizzando e privatizzando in una parola abbattere il sistema economico semi-comunista e parassitario che caratterizza l’Europa… il problema è che nessuno l’ha ancora intrapresa tranne la Grecia che era fallita a prescindere! Se la soluzione è monetizzare il debito o scaricarlo sulla Germania dio ce ne scampi! Se il mercato chiede queste 2 ultime cose credo proprio che non le otterrà! L’ euro è stata una follia fin dal principio adesso chi per anni non ha capito cosa vuol dire competere senza poter svalutare e fare deficit spending è ora che cominci.

  3. Scott

    “Serve un deleveraging globale, sia pubblico che privato. Da un punto di vista pubblico si può fare anche domani: basta che l’EFSF venga infarcito di moneta stampata senza interessi e che gli stati possano accedervi solo per rimborsare il debito corrente a patto che il deficit primario sia positivo o in bilancio. Il debito pubblico finisce e l’inflazione non aumenta perché la moneta viene stampata solo per rimborsare debiti”…..Come fa l’inflazione a non aumentare??Almeno tra mostri, quello Keynesiano è di gran lunga più coerente! L’avanzo primario positivo= + entrate e – spese! Ma non cambia la politica economica, che è inesistente! Inutile spiegare il significato di ciclo economico, penso che possa essere un pò dura capire la parola “congiuntura”, che è quella che faceva capolino quasi 10 anni fa in USA – motivo per gli sgravi fiscali dell’era Bush. Sgravi fiscali che si sono tradotte in entrate fiscali prossime allo zero. L’associare quel sistema fiscale- causa del debito USA- con il sub-prime, è come associare le capre con i cavoli! Quello che ha portato alla recessione globale è stata la mancanza di fiducia tra le banche (anche europee!) che hanno portato alla chiusura del rubinetto del credito, e non per i fondamentali dell’economia USA o di Leheman Bros. o per i mutui subprime per se! Continuare a dire ” la colpa è degl’altri” è stato una costante, un mantra: in fin dei conti una squallida ricerca al mal comune per un mezzo gaudio è sempre stata un modus vivendi italico, a dir poco retrogrado. Tant’è vero che sono le chiacchere sconclusionate che stanno portando il downgrade creditizio all’Italia e, conseguentemente, ai suoi creditori.A proposito dei creditori: è grazie ai massicci acquisti dei BOT/BTP da parte della BCE e delle banche europee che l’Italia non sta facendo la fine della Grecia, e non grazie al BTP day!

    @Marco Tizzi

  4. Marco Tizzi

    @Scott
    – l’inflazione non aumenta perché un avanzo primario positivo fa sì che non ci sia un eccesso di offerta di moneta.
    – cosa diavolo c’entra BUSH?!?!?!?! Il debito pubblico USA è aumentato DOPO Bush! E chi ha mai parlato di subprime???
    – chi ha mai parlato di BTP day????
    – chi ha mai detto che la colpa è di qualcun altro?????

    Ma ha risposto a me o le è partito un click?

  5. angelo

    TASSE TASSE E SEMPRE TASSE ,ma mai intervenire dove e realmente la malattia
    1 la corruzzione politica
    2 un immenso numero di impiegati statali regionali provinciali e comunali che molto spesso sono incompetenti in quando assunti dai politici corrotti .Con risultati veramente catastrofici dal punto di vista dei servizi un grande ostacolo al progresso sociale economico.Bella Italia svegliati per quando tempo dormirai ancora. I tuoi politici fanno i cavoli loro sono li per essere serviti non pe rsvolgere il loro compito cioe servire il popolo
    Italiani andate a votare alle prossime elezioni andate a scegliere quello che loro hanno per te scelto.Questa si chiama demograzia, vi prendono bene per il culo i maialoni.Ma fino aquando dormirete svegliatevi anime morte non capite che il problema non e la destra o la sinistra ma la giustizia l uomo deve capire che la giustizia non eproprieta di nessunpartito politico.la giustizia deve essere dettata da un nobilissimo sentimento che ela radice della vita que sta e dentro di noi ed e gratis enon finisce mai si puo dare a tutti senza poter dire nonne ho piu si chiama AMOREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

  6. claudio

    Le agenzie di rating fanno ridere i polli. Per decenni hanno classificato come affidabili soggetti pubblici e privati virtualmente falliti.
    Detto questo, dobbiamo riconoscere che ci sono centinaia di milioni di persone che, lavorando con costanza e intelligenza per uscire dalla povertà, hanno a lungo finanziato il nostro stile di vita: oggi il meccanismo si è inceppato… the party is over.
    O rimettiamo immediatamente il MERITO al primo, al secondo e al terzo posto della nostra agenda o tutti i buoni propositi in termini di politica monetaria e di budget pubblico lasceranno il tempo che trovano.

  7. Francesco P

    Quando si tratta di debito sovrano e di grandi istituzioni finanziarie le agenzie di rating hanno sempre un atteggiamento benevolo; piuttosto che anticipare gli eventi si limitano a dichiarare ciò che già i mercati finanziari hanno stabilito da tempo. In particolare chi ha la capacità di orientare i prezzi degli asset di Stati e grandi banche/assicurazioni sono le cosiddette “mani forti” che sanno ragionare sui fondamentali oltre che agire operativamente in base a scelte dettate dall’analisi tecnica.

    Il pensiero di S&P è sintetizzato nel comunicato che appare fra le pagine libere del sito http://www.standardandpoors.com/ratings/articles/en/us/?articleType=HTML&assetID=1245327294763 .

    Al di la della severa diplomazia di S&P, il problema è chiarissimo: l’inadeguatezza delle scelte europee e dei singoli Stati che non sanno (o vogliono) affrontare il nodo chiave della spesa improduttiva crescita. Noi si può pensare di risolvere i problemi di bilancio semplicemente attingendo al bacino dell’economia reale per riempire la vasca bucata della spesa pubblica. L’ultima recessione globale, quella dei subprime, ha cambiato lo scenario. Sono finiti i tempi in cui era possibile nascondere le magagne di una spesa pubblica improduttiva esagerata attraverso l’espansione infinita del debito pubblico perché l’economia mondiale cresceva e non era stato necessario ampliare il debito per salvare banche e industrie. Serve assolutamente una svolta prima di infilarci in un vicolo cieco. Non c’è molto tempo.

  8. claudio

    Sostanzialmente siamo tutti d’accordo, ma la classe politica è palesemente inetta e la scheda elettorale è un’arma inutilizzabile per cambiarla.
    Purtroppo non mancano esempi di paesi che hanno prosperato un passato è che si sono ridotti a una bruttissima copia di se stessi proprio a causa di scelte politiche irresponsabili e demagogiche.

  9. Marco Tizzi

    @claudio
    Scusi, siamo tutti d’accordo… su cosa? A me sembra piuttosto che nessuno sia d’accordo con nessun altro.

    Se davvero tutti fossimo d’accordo stia tranquillo che qualcuno che si mette a cavalcare l’onda comparirebbe subito!

  10. claudio

    @Marco Tizzi
    Lei ed io siamo d’accordo sul fatto né l’austerity nè keynes ci portano fuori dalla crisi e sul fatto che il sistema monetario obbedisce a logiche miopi che è fondamentale correggere. Anche l’appunto che fa all’autore sulla differenza tra le scelte europee e quella americana è condivisibile.
    Ammetto però che quando ho scritto siamo sostanzialmente “tutti” d’accordo non mi riferivo a Lei, ma a Francesco che ha reso in termini più professionali un concetto che nella sostanza non è molto diverso dal mio (e mi riferivo anche a “tutti” quelli che hanno approccio sostanzialmente liberale).
    Approfitto per farLe sapere che non condivido affatto la bizzarra idea per cui le risorse starebbero per finire.

  11. Claudio Di Croce

    Da Malthus in avanti periodicamente spuntano predicatori di catastrofi planetarie , Se i miei ricordi scolastici sono esatti il pianeta è passato da ere geologiche diverse e sconvolgenti – ghiaccio , caldo, acqua, deserto ecc.. – e non mi pare sia scomparso . Sulle risorse che starebbero finendo sono state scritte enormi sciocchezze . Consiglio a tutti i catastrofisti di leggere o di rileggere un interessante libro edito nel marzo 1972 ” I limiti dello sviluppo ” in base al rapporto del System Dynamics Group del Massachussets Institute of Technology (MIT ) per il progetto del Club di Roma sui dilemmi dell’umanità . In questo trattato scientifico ( ?) è descritta con dovizia di dati e grafici impressionanti la previsione che entro 30/40 anni al massimo tutte le risorse del pianeta sarebbero finite e con esse l’umanità. Non mi pare sia successo, ma questi illustri “scienzati “non hanno mai chiesto scusa delle loro sciocchezze .I commenti entusiastici sul libro scritti da Adriano Buzzati Traverso , Sicco Mansholt ( presidente della Commissione europea )Jan Tinbergen ( premio Nobel per l’economia ) dovrebbero essere riletti adesso .

  12. @Marco Tizzi
    A Francoforte un bel giorno ci mettiamo a stampare carta moneta, la distribuiamo agli Stati che la girano ai creditori e, hoops, il debito non c’e’ piu.
    Se fosse cosi’ facile e sicuro, quindi privo di conseguenze negative per la ns. economia e per la ns. societa’, risolvere il problema dei debiti sovrani come Ella ci ha spiegato, vorrebbe dire che coloro che pilotano l’Europa sono dei criminali con gravissima ed incorreggibile tendenza al suicidio lento ma sicuro.
    E’ pero’ certamente singolare che negli USA, come Ella evidenzia, a fronte di politiche keynesiane, come lor signori economisti dicono, cioe’ politiche che aumentano la spesa, nel caso di specie il welfare, improduttiva nel breve termine, non si riscontrino incrementi significativi di inflazione e/o svalutazione del $ nei confronti dell’Euro, anzi. Forse questo puo’ essere in parte spiegato, ditemi se sbaglio, da quanto segue:
    1)i Paesi europei non detengono quote significative del debito USA mentre fino a poco tempo fa era vero il contrario
    2) la Cina detiene buona parte del debito USA e lo Yuan non si rivaluta a sufficienza
    3) l’intersambio USA con l’Europa e’ divenuto marginale rispetto a quello con Cina, Sud America,ecc.
    4) i consumi negli USA stagnano
    5) il $ e’ la valuta di riferimento per gli scambi delle materie prime ( petrolio, ecc.)
    attendo lumi.
    Nel frattempo, se interessati anche agli aspetti economici e sociali oltre che a quelli strettamente finanziari vi invito a leggere e commentare i post di
    ” Se Gesu’ fosse Tremonti…” reperibile nel web.

  13. Marco Tizzi

    @Anton
    Attenzione! Io non ho detto che ci si metta a stampare moneta a piacere e va tutto bene. Io non parlo di moderm money theory perché ha un bruttissimo difetto: rimette nelle mani dei politici il potere monetario. I politici non sono il popolo. Spesso nemmeno lo rappresentano. Dare loro il potere monetario è molto pericoloso. Ma lo è anche lasciarlo alle banche private.

    La mia proposta è “chi non fa ulteriore debito (disavanzo primario >= 0) allora riceve “in premio” denaro ad interessi 0 per pagare il debito pregresso. Questo NON CREA INFLAZIONE PERCHE’ L’OFFERTA DI MONETA NON AUMENTA. La spesa pubblica viene messa sotto controllo come non mai. Ma questa soluzione taglia fuori le banche e… a Francoforte ci sono solo banche.

    E’ una soluzione non ortodossa, come ce ne sono molte altre (per esempio l’istituzione di una doppia moneta). Quello che è fondamentale è capire che le soluzioni ortodosse non funzionano e che quindi vanno cercate soluzioni diverse. Altrimenti è game over.
    Purtroppo chi ha fondato l’euro non sarà mai abbastanza umile da farlo. E per questo, sì, sono dei criminali. Stanno per ridurre in polvere la ricchezza privata per inseguire un loro teorema. Tra le politiche Keynesiane americane e le non-politiche europee ben vengano le prime perché almeno sono consapevoli. Le politiche europee sono inconsapevoli perché l’europa non esiste: non esistono istituzioni democratiche legislative, esecutive e giudiziarie, quindi non è un soggetto politico. E’ solo un soggetto bancario e le banche sono andate a gambe all’aria insieme ai loro stati perché hanno inventato un giochino che non funziona.

    Per quanto riguarda la mancata inflazione in USA, sicuramente i motivi che Lei elenca sono tutti validi, soprattutto l’ultimo direi.
    Ma c’è un motivo molto molto più semplice: l’inflazione è un meccanismo terribilmente complesso, che gli economisti non riescono a spiegare, nonostante gli sforzi. Secondo tutte le teorie economiche il Giappone dovrebbe avere un’inflazione mostruosa, invece ha da 20 anni un problema deflattivo.
    La moneta è solo UNA componente dell’inflazione. E non è detto sia la più importante. Questa è la verità. Ma gli economisti non cedono perché questa cosa smonta di un botto tutte le teorie economiche e loro perdono punti di riferimento.
    Guardate soltanto al prezzo del petrolio: ha un impatto enorme sull’inflazione, vi pare segua in qualche modo la domanda e l’offerta di moneta?

  14. Marco Tizzi

    @claudio
    Non stanno finendo le risorse? Se domani Cina ed India consumassero quanto il mondo occidentale il pianeta sarebbe finito.
    Non ci sarebbe nemmeno abbastanza acqua per allevare il bestiame. E se la medicina fa qualche altro salto, camperemo tutti 120 anni, si spera. O no? Ci rendiamo conto che per il PIL morire giovani è un vantaggio?
    Il problema sono solo le risorse, tutto il resto è fuffa. La moneta è fuffa. Non esiste. Sono numeri in un computer creati con un click del mouse da un banchiere.

    E invece noi ci occupiamo di un fantomatico debito pubblico, quindi stiamo impazzendo e stiamo peggiorando le nostre condizioni di vita per inseguire numeri in un computer, mentre non ci occupiamo di risolvere i problemi tecnici che dovremo tra poco affrontare, tutti i problemi legati alla scarsezza di risorse.

    Io non sono un politico, non voglio convincere nessuno, non ci guadagno niente. Ma se avete un po’ di tempo e un po’ di curiosità avvicinatevi al movimento http://www.zeitgeistitalia.org/

    Guardatevi almeno i documentari: http://www.zeitgeistitalia.org/video

    Il primo è del 2007… sembrava impossibile in quel momento… e invece…

    Dobbiamo sostituire “crescita” con “progresso”. E la moneta, in questo, è solo un intralcio. Quindi i problemi di moneta vanno risolti in maniera semplice e dobbiamo rifocalizzarci sui problemi veri.

  15. Vincenzo

    Buongiorno,
    esprimo un’opinione da non economista.
    Una cosa che spesso si dimentica è che la psicologia delle persone, il loro stato d’animo, gioca un ruolo chiave.
    Una delle poche formule economiche che ho capito è quella:
    Quantità di moneta x velocità di circolazione = Produzione x livello dei prezzi.
    In base a questa formula un aumento della quantità di moneta porta quasi inevitabilmente all’inflazione.
    Però se sale la produzione questo non avviene. Certamente è però difficile che questo avvenga nel breve.
    Quello che è più probabile, e questo forse spiega perché ci siano casi in cui l’aumento della moneta non crea inflazione, è che scenda la velocità di circolazione. In altre parole, in un momento di difficolltà ed incertezza, la gente trattiene i soldi in mano più a lungo.
    Basta poco alla fin fine: invece di fare una spesa settimanale per i consumi di casa, la si fa giorno per giorno tenendo nel frattempo i soldi nel cassetto in previsione della spesa dei giorni successivi, si pagano le bollette della luce e del gas al giorno della scadenza invece che qualche giorno prima e così via.
    Devo dire che più o meno, attualmente, io mi sto comportando così.

  16. giancarlo

    siamo tutti d’accordo che facciamo schifo come merito creditizio. le cause sono varie e ci sono teorie contrastanti in merito, come leggiamo nei post.
    Però, caro Giuricin, Lei non può farci passare gli esiti delle agenzie di rating come dei dogmi inattaccabili.
    Non voglio poggiare la mia critica sul fatto che in passato delle triple A si sono risolte in fallimenti. Dico semplicemente che le agenzie sono formae da uomini e gli uomini sono fallibili. poi potrei sconfinare e finire nel cospirazionismo…
    in ultimo dico solo che esistono tante storture nel mondo finanziario, storture che di certo non aiutano i deboli (l’italia) ma i forti. prendete pe esempio l’enorme sconto dato alle banche post leeman, circa la possibilità di non valorizzare i titoli illiquidi in portafoglio col mark to market; confrontate questo sconto con quanto è successo e stà succedendo con l’obbligo del mark to market sui ns BTP. Sbaglio, oppure questa stortura degrada i ns titoli di stato ad un livello inferiore alle salsicce ABS? vi pare corretto?

  17. giancarlo

    l’inflazione USA non aumenta perchè…
    vedetevi un pò di IS-LM…
    è lo stesso motivo per il quale invece da noi aumenta…

  18. claudio

    @giancarlo
    I potenziali creditori decideranno chi è affidabile e remunerativo a prescindere dall’outlook di S&P e compagni.
    Gli USA hanno qualche carta da giocare più di noi per tenere buoni gli investitori, ma il giochino può funzionare fino a un certo punto…

  19. Scott

    @Marco Tizzi
    Ancora intigne..:”- l’inflazione non aumenta perché un avanzo primario positivo fa sì che non ci sia un eccesso di offerta di moneta”…In primis, deve spiegare in maniera semplice, chiara e articolata la sua tesi in merito al rapporto inflazione/avanzo primario, dal momento che sul pianeta Terra si ha inflazione quando la domanda aggregata supera l’offerta aggregata, e il vuoto che si viene a creare nel sistema viene automaticamente colmato da un aumento generale dei prezzi:quel vuoto E’ l’inflazione!!. E questo a prescindere da qualsiasi (e praticamente impossibile) intervento governativo, basta ricordarsi della Repubblica di Weimar. Si può cercare di contenere un’inflazione con l’aumento o diminuzione del costo del denaro (leggasi: aumeto/diminuzione dei tassi d’interessi), ma finisce lì! Oppure pensa che stampare moneta -e a tasso zero- ad oltranza sia una gran dritta che non porterà ripercussioni sui mercati e nell’economia solo perchè si ha un avanzo primario? E a quanto può ammontare quest’avanzo primario? Ai fini del finanziamento pubblico per la spesa corrente , sono numeri così irrilevanti da non poter pagare i soli interessi settimanali dei Bot trimestrali di quando l’Italia deteneva la AA+!! In secundis: l’Italia sta trascinando nel baratro il resto dell’Europa per il suo “non fare” o “il fare qualcosa di inutile e troppo tardi”. Ci si scorda che le banche francesi, che detengono un quarto del debito pubblico italiano, trovano difficoltà nell’accesso al credito per questa loro esposizione, che è una con-causa del declassamento della Francia di un paio di giorni fa. ( Non mi stupisce più di tanto la mancanza di consapevolezza su quelle che saranno le ripercussioni negative per l’Italia nel suo insieme, dal momento che i ” rappresentanti del popolo” c’hanno pure scimmiottato sopra, esternando la loro felicità!) Che se poi, in tutta questa confusione generale, si faceva riferimento a delle analogie americane, quali il QUANTITATIVE EASING, allora bisogna spiegare cos’è: è l’acquisto di titoli di Stato sul MERCATO SECONDARIO da parte della Fed e non una semplice tipografia! Ma è un sistema fattibile in un Paese con un PIL di oltre $15,000 miliardi l’anno – e con una pressione fiscale intorno ai $0 -, che è il PIL combinato del G8….Per concludere, al di là dallo stampare carta per “pagare il debito”, non è che le capita una tesi un pò più concreta così da poter avviare una politica economica che può comunque abbattere il debito pubblico ma attraverso una (equa) politica fiscale? Visto che è dai tempi di Andreotti che si stampavano lirette per pianare i debiti avuti per il mantenimento di un sistema parassitico.. .e non è che ci siano stati dei grandi cambiamenti culturali ed economici da allora.

  20. Marco Tizzi

    @Scott
    Allora non mi sono spiegato. Io non sto parlando di stampare TUTTA la moneta, come accadeva nella repubblica di Weimer. Dico di stampare moneta solo per la parte necessaria a ripianare il debito pubblico solo per gli stati che non fanno un debito ulteriore. In questo modo il debito pubblico viene appianato senza che la nuova moneta abbia impatti sull’inflazione. Per essere chiaro: l’Italia potrebbe quest’anno attingere a questo fondo per la quantità di moneta necessaria a pagare il debito e gli interessi in scadenza quest’anno. SOLO quello. In pratica potrebbe rifinanziare il proprio debito a tasso 0 come sta facendo la Germania, ma non per decisione dei mercati, dove la speculazione non è un fattore secondario, bensì per “merito”.

    Come ho detto, l’inflazione è molto complicata e infatti ancora non si riesce a modellare.
    Mi limito a dire che questa operazione non incide in maniera negativa sull’inflazione.

    Ai tempi di Andreotti si faceva debito per ripagare il debito. In questo caso si ripaga gratuitamente il debito solo a patto di non farne ulteriormente. Le è chiara la differenza?

    Attendo una sua prosta alternativa, magari espressa con un minimo di educazione e rispetto.
    Grazie.

  21. Francesco V.

    Sul Corriere della Sera di oggi (articolo che inizia in prima pagina) un giornalista ha un’idea geniale per risolvere il problema della credibilità creditizia dello stato italiano: fare inquisire S&P dalla magistratura milanese… -)))))))).

  22. Scott

    @Marco Tizzi
    “Ai tempi di Andreotti si faceva debito per ripagare il debito. In questo caso si ripaga gratuitamente il debito solo a patto di non farne ulteriormente”…. Attende una proposta alternativa a che cosa? Certamente attenderò io ( not holding my breath, though!) per una sua seria e plausibile descrizione su quello che potrebbe essere lo scenario – uno stress test- sui mercati finanziari se solo un qualsiasi governo si azzardasse a menzionare la sua tesi, magari solo con 10 righe ma intense! Spero almeno che è d’accordo sul fatto che la matematica non è un’opinione, dal momento che 1+1 ha sempre fatto 2. Dopo di che, se trova una audience per delle teorie che non hanno ne capo e ne coda, buon per lei…ma vorrei proprio vedere quali siano le sue basi sia nel contesto economico (fondamentale/tecnico) che nel funzionamento dei mercati finanziari. Le posse assicurare che certe similarità nelle sue “tesi economiche” le ho riscontrate nel passato, ed erano anche motivo di attacchi puramente speculativi sul mercato italiano, una pacchia! E non ci scordiamo di quei “tesorieri” di Comuni/Regioni che si sono avventurati nel mondo dei derivati spacciandosi come guru della situazione, per poi piangersi addosso come vittime delle stesse. Solo in Italia…A proposito di rispetto ed educazione: non abbia un atteggiamento che potrebbe darle l’aria del moccioso vanitoso, non può pensare di rimanere nella sua torre d’avorio virtuale immune da critiche/commenti alle sue opinioni che per alcuni possono anche sembrare delle bestialità , e non delle dritte! Ha mai fatto un esempio articolato e semplice con dati concreti? E poi, non si può certo lamentare per del semplice sarcasmo, si consideri fortunato! Pensi piuttosto se lei fosse il Ministro per l’Economia… che pacchia!

  23. claudio

    @Scott
    L’acqua non si fa e non si distrugge, le materie prime men che meno; anzi l’ingegneria produce materiali sempre nuovi e sempre migliori. Gli idrocarburi fossili evidentemente prima o poi finiranno, ma nessuno ha ancora dimostrato che stanno per finire; in ogni caso, una volta esauriti, potremo usare i minerali fissili come l’uranio per produrre energia nucleare, e probabilmente prima o poi impareremo anche a fondere gli atomi di elio… a quale risorsa si riferisce dunque? Agli spazi per fare agricoltura? A quelli per abitare? Ci sono steppe e deserti sconfinati che possono essere popolati con l’acqua degli oceani desalinizzata. Non riesco proprio a capire di cosa parla. Non per polemizzare. Sinceramente, non sarà mica anche Lei incappato in quella lavatrice di cervelli che è l’editoria catastrofista che si fa sponda della tv generalista alla Tozzi?

  24. Marco Tizzi

    @claudio
    Gli idrocarburi fossili sono il problema maggiore, non fosse altro perché distorcono completamente tutti i mercati. Ma anche minerali, che diventano troppo cari da estrarre, e terra, che comincia a mancare per l’agricoltura.. L’acqua si distrugge eccome ed è un enorme problema se si continua a non considerarla. Scompare troppo verde, la fotosintesi clorofilliana a livello globale è a rischio.

    Con questo non dico “siamo spacciati”, anzi! Come dice lei la tecnologia può salvarci. Ma dobbiamo indirizzare i nostri sforzi lì, non su presunti problemi monetari.
    Invece la conferenza di Durban è passata in silenzio, almeno sui siti dei quotidiani nazionali, e siamo tutti qui a giocare a diventare poveri per pagare un debito che non abbiamo contratto.

    Modesta opinione, per carità. Però se vuole buttare via qualche ora un’occhiata al mondo zeitgeist gliela consiglio.

    P.S.: Non ho la tv da 7 anni

  25. @Marco Tizzi
    Caro fratello Carlo Tizzi, voglio seguirla nel suo ragionamento; Ella sostiene che la soluzione del problema dei debiti sovrani potrebbe essere;
    “chi non fa ulteriore debito (disavanzo primario >= 0) allora riceve “in premio” denaro ad interessi 0 per pagare il debito pregresso. Questo NON CREA INFLAZIONE PERCHE’ L’OFFERTA DI MONETA NON AUMENTA.”
    Ora le domando: stante la organizzazione dell’Europa di oggi, chi secondo Lei dovrebbe essere l’erogatore del ‘premio in denaro ad interesse 0” ? Non vedo altra possibilita’ che la BCE.
    La BCE dovrebbe quindi, ammesso che ne abbia il potere o ne venga dotata, stampare dall’oggi al domani una quantita’ di moneta fresca pari all’ammontare dei debiti sovrani degli Stati membri o, in alternativa, stampare ogni anno moneta fresca pari all’ammontare di debiti sovrani in scadenza nell’anno piu’ i relativi intressi.
    Questo vuol dire aumentare significativamente la massa monetaria da distribuire a signoraggio zero, a parte un eventuale minimo margine per le banche mediatrici, senza disporre della relativa copertura. Supponiamo che l’inflazione non aumenti significativamente essendo un fenomeno complesso, come Ella sostiene; mi concedera’ almeno che il tasso di cambio della ns. valuta ne avrebbe a soffrire notevolmente e di conseguenza la ns. capacita’ di investimento all’estero e la ns. bilancia commerciale che non sarebbe controbilanciata dall’ eventuale incremento del ns. export che ritengo improbabile a causa della ns. scarsa competitività’ ed altro.
    Tutto questo alla lunga portera’ anche incrementi dell’inflazione.
    Confesso, non credo nella finanza creativa e negli interventi finanziari non ortodossi, credo nella necessita’ di ricostruire le basi sane, le fondamenta della ns. economia che puo’ avvenire solo attraverso modifiche importanti del ns. patto sociale e dei comportamenti e del modo di porsi rispetto alla vita ed alla Storia dei singoli individui, come ho tentato di dire in “ Se Gesu’ fosse Tremonti…”, reperibile nel web (no lucro, no pubblicita’).
    Quanto sopra e’ essenziale per consentirci di vivere dignitosamente nel breve-medio periodo perche’ per quanto riguarda il lungo periodo (60-100 anni) temo che la guerra sia gia’ persa: prometto di dirvi perche’ in un post che intendo pubblicare prossimamente nel sito sopra indicato. Spero potrete confutare la mia triste tesi.
    Nel frattempo vi offro la lettura della fiaba di Re Giorgio nel post:
    2012: forse i Maia avevano predetto la fine dell’ Italia, non del Mondo
    sempre in “ Se Gesu’ fosse Tremonti…”
    Attendo commenti, idee e critiche.
    Chiudo con un augurio tardivo ma ancora utile:
    Merry Crisis and Happy New Fear

  26. Elia

    @Marco Tizzi
    ma io fossi in Lei proporrei il ritorno al baratto! via la moneta, via i dolori e Werther torna a sorridere!
    Slutsky sulle risorse avrebbe qualcosa da ridire, per non parlare di Aghion sulla crescita ma questa è appunto fuffa…anche Alesina del resto avrebbe qualcosa da ridire(http://www.businessweek.com/magazine/content/10_28/b4186012969951.htm), altro notorio venditore di fuffa…mentre il sud Europa va a galline, l’Irlanda corregge i “leggeri” sbilanci di cui godeva (http://www.bruegel.org/events/event-detail/event/274-adjustment-through-the-crisis-the-case-of-ireland/) ma siamo ancora credo, secondo i parametri del dibattito, nella fuffa…consiglio a tutti ma soprattutto ai più dotati di acume economico di condividere le proprie risolutive e brillanti idee con la comunità scientifica mondiale…sia mai che a Chicago o a Mannheim ne abbiano bisogno!

  27. Marco Tizzi

    @Anton
    Mi scusi, settimana scorsa la BCE ha prestato 500 miliardi alle banche commerciali all’1%. Con quei soldi le banche commerciali comprano (anche) titoli di stato. Cosa cambia? Solo il tasso d’interessi. La massa resta quella.

    Il sistema a riserva frazionaria è un gigantesco schema Ponzi, il debito si paga con altro debito. La moneta si crea col debito, ma nessuno crea mai la moneta per gli interessi: funziona solo a crescita infinita e finché qualcuno non fa default. A quel punto crolla tutto, come in ogni schema Ponzi. L’unico modo per fermare il giochino è creare moneta senza interessi, un po’ alla volta, per fermare il domino nel lungo periodo.

    Dal resto, quali sono le alternative?
    L’Europa chiede ai cittadini di pagare il debito pubblico dei propri Stati: ora, a parte considerazioni etiche, questo a cosa porta, se non si cambia il sistema?
    Recessione –> carenza di fiducia dei mercati –> aumento dei tassi –> necessità di altre manovre –> recessione. E’ un loop, non se ne esce. E’ quello che sta succedendo in Grecia.
    La risposta americana è moltiplicare la spesa pubblica continuando a pagare debito con debito.
    Certo, il dollaro è talmente diffuso che ci vorrà un po’ prima che cada, ma prima o poi cadrà.

    Se vuole può cercare il lavoro di richard wood nel sito ecomonitor (non glielo linko altrimenti vado in moderazione). Lui propone altre soluzioni non ortodosse, ma spiega bene perché le soluzioni ortodosse non funzionano.

    Per quanto riguarda i Maia… forse volevano solo dirci che torneranno dal loro viaggio tra la stelle. E come diceva Reagan quello sarebbe lo stimolo esterno che consentirebbe al mondo di risolvere tutti i suoi problemi 🙂

    P.S. Concordo in pieno sul post su re Giorgio. E anche sulla necessità di rifondare lo Stato dalle basi. Ma tutto ciò è indipendente dalla riforma del sistema monetario, che è più urgente.
    Per capirci: avere un disavanza primario in pareggio si può ottenere inseguendo la spesa pubblica con le tasse oppure diminuendo la spesa pubblica e le tasse. Questo dovrebbe essere il centro della discussione, mentre in questo sistema monetario posso solo sia aumentare le tasse che diminuire la spesa pubblica.

  28. Ricardo

    @Marco Tizzi

    Lei dimentica un elemento essenziale: un circolo vizioso diventa un circolo virtuoso se percorso al contrario

    Il ciclo che ha definito
    “Recessione –> carenza di fiducia dei mercati –> aumento dei tassi –> necessità di altre manovre –> recessione”
    è in estrema sintesi la descrizione della crisi, ed è purtroppo esattamente la situazione attuale.

    La situazione è grave ed il rischio di avvitarsi verso il basso e fino al default è concreto.
    Una via d’uscita, tuttavia, esiste: accanto alle manovre finanziarie è necessario mettere in campo misure per la crescita (e un qualche meccanismo di trasferimento tra paesi, che siano gli eurobond o altro).

    Se (e sottolineo il SE) si riesce a far ripartire la crescita, il circolo vizioso di prima può essere invertito e diventare:

    Crescita –> Fiducia dei mercati –> meno tassi e più investimenti –> crescita

    Non bisogna scordare che l’attuale situazione di crisi del debito dell’Europa non era nè scontata nè inevitabile: essa dipende direttamente da decenni di spesa pubblica incontrollata fatta a debito (chiaramente in misure diverse: l’Italia tanto per cambiare è uno dei peggiori) e da poche riforme per la crescita (di nuovo in misure diverse: la Germania le ha fatte, l’Italia no) per mettere i paesi in condizioni di crescere in un mondo che cambiava. Abbiamo ignorato il problema e ora siamo arrivati alla crisi.

    La situazione degli Stati Uniti è completamente diversa: loro hanno avuto una crisi tra le cui cause c’era un eccesso di debito PRIVATO, causato anche da una eccessiva deregolamentazione del mercato finanziario.
    Hanno preso una bella botta ma adesso, grazie ad un sistema economico molto dinamico e flessibile, hanno iniziato a riprendersi.

  29. Marco Tizzi

    @Ricardo
    Non mi torna. Come può crescere il PIL con una politica di austerity?

    PIL= Spesa pubblica + Consumi + Investimenti + (export – import)

    Se devo stare in pareggio secondario di bilancio o tengo alta spesa pubblica e tasse, oppure le abbasso entrambe, ma con il limite del pagamento degli interessi, che in Italia pesano il 5% del PIL.

    Nel primo caso uccido i consumi e gli investimenti. Nel secondo ho un crollo iniziale perché la spesa pubblica è un fattore diretto a fronte di un vantaggio nel lungo periodo perché aumentano consumi ed investimenti.
    Peccato che al lungo periodo non ci arriviamo.

    Gli eurobond non fanno altro che spostare il problema: senza un prestatore di ultima istanza tirerebbe dentro nella crisi del debito anche la Germania. Con un prestatore di ultima istanza la BCE diventa come la FED, il debito pubblico va fuori controllo, si continua a fare debito per pagare il debito.

    Gli USA avevano un problema di debito privato: lo hanno “risolto” facendo un sacco di debito pubblico. Risultato: hanno anche un problema di debito pubblico.
    Il debito pubblico USA nel 2011 ha raggiunto e superato il 100% del PIL. Credo sia più alto di quello della zona Euro. Il deficit è fuori controllo.
    La prospettiva del 2012 è all’insù, anche per motivi elettorali.

    Però una cosa c’è di interessante: a nessuno in USA è mai balenato per l’anticamera del cervello di far pagare il debito pubblico ai cittadini, se non sotto forma d’inflazione, che per ora non compare però.
    Mentre invece qui sembra ormai un dato di fatto. Curioso, non crede?

  30. Ricardo

    @Marco Tizzi

    Infatti il PIL non cresce per politiche di austerity, queste sono per definizione recessive.

    In un momento di forte crisi si dovrebbe ripondere, di regola, con interventi di stimolo a spesa pubblica (investimenti e/o tagli di tasse).

    Il problema della situazione attuale in Italia, Grecia e altri, e’ che non ci possiamo permettere di fare spesa pubblica a debito, in quanto ne abbiamo accumulato fin troppo in passato (NB: il debito non e’ stato accumulato per saltuari stimoli anti-crisi, ma per deficit strutturale cronico, con l’aggravante di spesa pubblica in maggioranza improduttiva) ed i mercati non si fidano piu’ della nostra capacita’ di pagarlo.
    La politica di austerity serve ad evitare il default nel breve periodo.
    Un’altra caratteristica della situazione Italiana e’ che la mancanza di crescita NON dipende da una momentanea crisi della domanda come negli Stati Uniti, ma da una mancanza strutturale di dinamismo del sistema economico – l’Italia e’ a crescita zero da 10 anni, principalmente perche’ non e’ stata in grado di adeguarsi (a dirla tutta nemmeno di capire) il mondo che cambiava.
    In molti ancora credono che l’Italia possa crescere come faceva negli anni 50 e 60, basandosi su industria a basso valore aggiunto. Quel mondo e’ finito, oggi sono la Cina e altri paesi in via di sviluppo che possono crescere per semplice accumulazione di capitale con un processo di industrializzazione – l’Italia ha bisogno di una transizione strutturale da un’economia industriale ad una della conoscenza e dell’innovazione.
    Questo naturalmente nel lungo periodo, nel breve periodo e’ necesario liberare il sistema dalla miriade di vincoli che la tengono paralizzata, l’Italia e’ l’economia piu’ sovraregolamentata dell’OCSE – abbiamo bisogno delle liberalizzazioni – molto piu’ di quelle del Decreto attuale, questo e’ solo un buon primo passo. (sono necessarie anche una serie di altre cose, dalla lotta alla corruzione ad un sistema giuridico funzionante, ma ora le lascio da parte focalizzandomi sulle questioni prettamente economiche).

    Gli Eurobond: da soli non risolvono niente – ma servirebbero a dare respiro durante la fase di ristrutturazione per uscire dal circolo vizioso di cui sopra. Il punto cruciale e’ proprio che la Germania non li accettera’ senza la sicurezza che l’Italia e gli altri non faranno i free-riders – da qui la necessita’ di regole fiscali europee e l’urgenza di riforme strutturali come le liberalizzazioni.

    Morale della favola: NON sto dicendo che tutto questo sia semplice ne’ che certamente avverra’: la situazione e’ gravissima ed il default e’ dietro l’angolo – sto semplicemente dicendo che e’ l’unica possibilita’ che abbiamo.

  31. Marco Tizzi

    @Ricardo
    Sono d’accordo su tutto, dalla prima all’ultima parola.
    Ma dopo l’ultima aggiungerei “in questo sistema”.
    Il sistema si può cambiare. Spero che il default della Grecia faccia capire che è solo la prima tessera del domino.
    Forse così l’Europa si fermerà un attimo e cercherà gli errori che ha commesso, mettendoli a posto.
    Se no… speriamo nei Maya.

Leave a Reply