12
Gen
2012

Disobbedienza fiscale: i presupposti dimenticati, è ora di riscoprirli!

E’ tempo di riscoprire i presupposti della disobbedienmza fiscale. Pubblica e organizzata. Befera e l’Agenzia delle Entrate ed anche Equitalia non c’entrano. Chi manda bombe e proiettili, è il nostro nemico e deve smetterla al più presto. Perché ci sono cascati tutti o quasi. Per l’ennesima volta. Ed è anche per questo che nutro una considerazione sempre più elevata per Attilio Befera, il capo dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia, e per la sua squadra che da anni ha mutato assetto organizzativo, efficacia e risultati concreti della lotta all’evasione, in perenne crescita. Non è un camaleonte perché confermato da sinistra e destra, come ha titolato La Stampa, perché in un Paese iperammalato di spoil system se Visco e Tremonti gli hanno dato fiducia è solo per i risultati concreti. E non è vero che la lena delle Entrate si è attenuata quando non c’era Visco, come l’intemerato deus ex machina fiscale della sinistra ha tuonato in un’intervista dopo Cortina. Al contrario, Befera coglie nel segno non solo perché il recuperato fiscale è cresciuto sempre e raddoppiato in cinque anni superando gli 11 miliardi in 12 mesi. Va a segno anche perché si è fatto aumentare i poteri sia dalla destra che dal governo dei tecnici. E perché l’azione delle Entrate si svolge anche con un abile occhio agli echi mediatici delle sue iniziative. Dai vip dello sport alle star dello spettacolo ai vacanzieri di Cortina, l’incazzatura dei lavoratori dipendenti soggetti senza scampo al sostituto d’imposta è assicurata. Ma il problema non è Befera e non sono i suoi. Fanno tostamente il loro mestiere.  Il viso dell’arme è ciò che lo Stato chiede loro.  Servono lo Stato. Il problema è la politica, che dello Stato scrive le leggi fiscali. Anzi i decreti legge, le circolari e i regolamenti, in violazione dell’articolo 23 della Costituzione che prescrive la riserva di legge assoluta per i nuovi tributi. Il problema è la giustizia, che tanto in Cassazione quanto alla Corte costituzionale ha accumulato una terrificante giurisprudenza a senso unico, per la quale in materia fiscale lo Stato ha praticamente sempre ragione. Ha sempre ragione, anche quando asimmetricamente pretende per sé un rispetto assoluto dei tempi di versamento e del quantum gli si deve, mentre per pagare le fatture dovute ai privati o per il rimborso dei crediti fiscali impiega discrezionalmente anni. Ha sempre ragione, anche quando stabilisce e pretende che per la sola temeraria decisione del contribuente di accedere a contenzioso fiscale, questi debba versare allo Stato subito un terzo di ciò che lo Stato pretende e che i contribuente contesta, con in più oneri e aggi. Ha sempre ragione, anche se nel contenzioso il giudice tributario non è affatto terzo rispetto a contribuente ed Entrate, ma di fatto parte esterna e concomitante dell’amministrazione tributaria. Ha sempre ragione, anche quando con il governo Monti lo Stato dispone il pieno accesso delle Entrate non solo ai conti bancari con relativi saldi, ma a qualunque operazione bancaria da parte di chiunque. Col che in nome della lotta all’evasione e al riciclaggio passiamo da una foto statica del patrimonio e dei saldi bancari di noi tutti all’integrale film comportamentale di qualunque cosa facciamo per ogni singola unità di tempo. In maniera che un pm potrà anche solo da una successione di operazioni bancarie nel tempo incardinare fascicoli identificandoli come ipotesi di reato. E la Costituzione, dove la mettiamo?

Gli studi di settore, per anni divenuti strumenti induttivi dai quali far discendere unilateralmente da parte dello Stato cifre d’affari, basi imponibili e imposte dovute e pretese, prescindendo da ciò che capita davvero in concreto a ciascuna microimpresa artigiana o professionale interessata, non sono forse in violazione dell’articolo 53 della Costituzione sulla capacità contributiva individuale? E i conti correnti in toto girati allo Stato, non sono violazione dell’articolo 15 della Carta Fondamentale? Quell’articolo che testualmente afferma: “la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge”?

Il diritto naturale pre esiste a ogni statuizione dell’ordinamento positivo, per chi non è hegeliano sostenitore dello Stato etico, e non fa differenza se sia rosso o nero a seconda di quale filone dei discepoli di Fichte abbia fondato le rispettive ideologie politiche. Ma ogni più sacro fondamento del diritto di persone e individui viene da anni sempre più calpestato, in materia fiscale. Perché lo Stato assetato di risorse si dà ragione nel diritto e nella giurisprudenza. Persino l’abuso di diritto, secondo la Repubblica italiana e i suoi giudici, si configura solo a carico del contribuente contro lo Stato e mai viceversa. Nemmeno quando l’Agenzia delle Entrate non rimuove i pignoramenti su appartamenti per debiti fiscali contestati inferiori agli 8mila euro, come pure una sentenza di Cassazione avrebbe stabilito nel 2010.

Quando si muovono tali obiezioni una risposta corale viene immediatamente dal fronte statalista, che di fatto ha accomunato negli anni sinistra, destra e oggi governo dei tecnici, tutti uniti nella sacra parola d’ordine “lotta all’evasione”, tutti dimentichi e conniventi dello scandalo di una pressione fiscale in perenne crescita, salita di oltre 20 punti di Pil in una sola generazione, al continuo inseguimento di una spesa pubblica superiore a metà del prodotto nazionale, scandalosamente inefficiente e clientelare, al servizio degli interessi di chi protempore amministra lo Stato perennemente, impunemente e sfacciatamente spacciati per interesse generale. La risposta corale del fronte statalista è “vergogna, voi difendete quei criminali abietti che sono gli evasori”.

 Le quattro mosche bianche residue liberali ne hanno le tasche piene, di questa accusa. Non serve aver letto e citare de la Boètie e John Locke, sant’Agostino e san Tommaso, Thomas Jefferson e l’abate Mably (che pure è fondatore del socialismo utopico, più che liberale), i fondamenti del diritto naturale in materia fiscale che hanno ispirato le grandi evoluzioni liberali della Storia, la testa tagliata di Carlo I e la Glorious Revolution del 1688, la rivolta delle Colonie americane e la nascita egli Stati Uniti. Ti aggrediscono come un nemico del popolo, dicono che vuoi sottrarre risorse ai servizi pubblici. Quando invece è vero il contrario. Loro mandano in tv spot tambureggianti in cui l’evasore è accusato di rubarmi in tasca, quando invece tutto ciò che lo Stato recupera se lo tiene per sé come spesa aggiuntiva, mica lo retrocede a chi le tasse le paga per premiarlo: ed è colpa suprema del centrodestra, non aver riconosciuto e introdotto tale principio.

E allora, penso io, è tempo che i liberali si organizzino. E che pensino alla disobbedienza fiscale. Quella pubblica e autodichiarata. Esposta a pene che spacchino e facciano discutere l’opinione pubblica per aprire gli occhi e risvegliare coscienze dormienti. Alla ricerca di magistrati che incardinino presso la Corte costituzionale giudizi incidentali che sollevino il problema dell’incostituzionalità di una delle tante aberrazioni fiscali che nel nostro Paese ci hanno reso servi di fatto, da cittadini di nome. Ce ne sarà almeno uno, su settemila magistrati, che la pensi così. E che segua la stessa strada per cui la Germania 10 anni fa è tornata a un sacro rispetto di un tetto, aggiornato anno per anno con pubblico voto parlamentare, di reddito personale e familiare intangibile a ogni pretesa dell’ordinamento. E’ bastato stabilire questo, perché spesa pubblica e imposte siano scesi in equilibrio di quasi 7 punti di Pil, liberando energie potenti per la crescita del Paese e del benessere di ciascuno.

Le basi di diritto, per la disobbedienza civile fiscale? Ci sono eccome. Prendete La giustizia costituzionale di Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte e teso sacro alla sinistra. A pagina 276 dell’edizione 1988 leggerete: a) la legge incostituzionale non è obbligatoria; b) tuttavia non è neppure obbligatoria la disobbedienza ad essa, tale disobbedienza essendo solo consentita o ammessa; c) la disobbedienza alla legge è invece giuridicamente doverosa nei casi i cui i singoli si rappresentino con piena consapevolezza l’indiscutibile incostituzionalità della legge.

Alla prima sottocommisione della Costituente, il 3 dicembre 1946, furono tra gli altri Aldo Moro, Meuccio Ruini e Giuseppe Dossetti a difendere una formulazione che così recitava, annessa a quello che divenne poi l’articolo 54 odierno della Costituzione: “la resistenza individuale e collettiva agli atti dei pubblici poteri, che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino”. Togliatti, sprezzante, intervenne sostenendo che le rivoluzioni sono tali perché vincono, non perché esistano diritti alla disobbedienza in Costituzione. Naturalmente, la disobbedienza civile liberale non c’entrava nulla con le rivoluzioni rosse e nere. Ma tanto bastò perché la proposta cadesse, al fine di non dare appigli alla piazza filosovietica. E’ amaro dirlo. Ma gli statalisti che allora vinsero in nome della rivoluzione contro i diritti naturali della persona, oggi continuano a farne strame in nome del fisco e della spesa pubblica. Finché almeno qualcuno non si svegli, in campo liberale. Sve-glia-mo-ci! Non è cosa da far da soplòi. E non è da delegare alle associazioni di categoria e d’impresa. E’ cosa da uomini liberi, che sappiano misurare le parole agli insulti che riceveranno. Solo ancora ieri, Corrado Augias rispondeva a un lettore di Repubblica caricaturando i “pittoreschi personaggi” che vanno in tv e per gionali a dire quel che dico io e che pensiamo noi.  Saremo pure pittoreschi, ma abbiamo letto e studiato abbastanza per sapere che chi difende lo Stato nei suoi vizi e stravizi non può che essere un nemico della libertà. Fosse anche il più grande ideale a indurlo a giustificare una sopesa pubblica e un prelievo pubblico tanto scandalosi, per noui resta un ideale sbagliato. Perché la libertà viene prima.

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153 Responses

  1. Nino Frezza

    Condivido totalmente le tesi di Oscar Giannino ed il suo invito affinché si promuova un movimento per “liberarci”. Un movimento che veda una partecipazione individuale. Si tratta di una proposta importante e necessaria. Cominciamo a parlarne … con l’intento di realizzare una proposta concreta.

  2. Chiarissimo e confortante il concetto di dovere di disobbiedenza laddove e’cosi’palese la violazione della carta costituzionale, che gia’piu’volte e da tanti governi e’usata come la famosa, se pur volgare, “pelle delle palle “. ma non sono d’accordo con la prima parte e soprattutto con l’attenuante all’attivita’ di Befera. Se un aguzzino e’eficace, nn e’giustificato se al servizio di una legge che fa schifo. Essere il braccio armato di un tiranno non giustifica il boia. E’ come dire che un cecchino al servizio di un potere arrogante, se efficiente, va premiato e no ha colpe per coloro che vengono abbattuti. Vorrei anche chiarire un ulteriore punto molto discusso in varie sedi, circa lo sciacquamento dialettico sul,fatto, che un’azienda se non ce la fa a pagare le tasse deve chiudere, anche se esprime idee produttive che per quanto virtuose non riescono a sopportare il tragicomico fardello fiscale italiano. Da microimprenditore, m rendo disponibile a rinunciare a tutti i benefici della legge penale previsti, laddove dovessi evadere o eludere un solo euro, anche al pagamento quotidiano di quanto dovuto, in una tassa unica con contrapposizione di interesse ai fini della deducibilita’ e con un’aliquota non superiore al 33 %. Altrimenti la guerra e’guerra e torna a casa chi e’ vivo.

  3. Stefano

    “…tale disobbedienza [alla legge incostituzionale] essendo solo consentita o ammessa” e “…giuridicamente doverosa…” MA GIANNINO, SE LA CORTE COSTITUZIONALE HA DICHIARATO COSTITUZIONALE IL PRELIEVO DEL 6 PER MILLE SUI CONTI CORRENTI, COSA PENSA DI OTTENERE? NULLA! L’UNICA SOLUZIONE SAREBBE [CENSURA]!!

  4. alex61

    Una Disobbedienza fiscale che possa impaurire lo stato, per essere efficacie deve essere coordinata, se si va da soli si viene fatti a pezzi.
    Solo se avviene in maniera massiccia (migliaia di contribuenti) e in un periodo di tempo ridotto (ad esempio una serie ripetute di scadenze fiscali sucessive e ravvicinate), avrebbe il poter fare rumore mediatico e probabilmente autoincrementarsi, per adesione di schiere di arrabbiati che si accodano.
    Il tutto dovrebbe essere annunciato pubblicamente e prima si dovrebbe costituire un nucleo associativo per coordinare il tutto,avere inoltre un gruppo di avvocati d’appoggio non sarebbe male.
    Direi che internet è perfetto per iniziare!
    Bhe, chi raccoglie le adesioni?

  5. Maggioranza silenziosa

    …pochi dati in breve:
    Total tax rate (indice di carico fiscale complessivo) per le imprese in Italia: 68,6%
    contro una media europea del 44,2% ed una media mondiale del 47,8%.
    A chi fa i conti sulle decine di miliardi (80-100-120?) di mancati introiti derivanti da evasione ed elusione io vorrei dire, senza timore di essere smentito, che i nostri politici avrebbero fatto sparire pure quelli.
    D’altronde non siamo la Danimarca…

  6. claudio

    La ciclopica bestia famelica è cresciuta a dismisura nutrendosi dei cittadini: con le tasse, con i debiti e stampando moneta.
    Con l’avvento dell’euro il potere di emettere moneta è venuto meno, con la crisi finanziaria il potere di indebitarsi è entrato in crisi.
    All’insaziabile belva non resta che rivolgere la mastodontica bocca spalancata verso l’inerme contribuente, il quale nota la bava che cola dai denti aguzzi del mostro e rimane atterrito.
    Giannino coraggiosamente grida: “ALL’ATTACCOOO!!” ma chi ha il coraggio di sfidarla per primo?

  7. ferlingot

    questa fiscale è ormai una dittatura
    saremo ridotti a giustificare spese di decine di anni prima e se non riuscirai saranno c…i
    ribelliamoci a questa dittatura ma organizzandoci, soli saremo spacciati
    sono un piccolo imprenditore, anzi lo ero, lo stato mi ha succhiato tutto
    e sono sotto la scure di Equitalia
    le tasse le ho sempre pagate e adesso me ne pento
    mi fa schifo essere italiano e vivere queste sperequita’
    come fai a sopravvivere con una pressione fiscale così grave
    forza Giannino la prego, le chiedo di organizzare questa battaglia civile
    di aiutarci e darci un programma e vedra’ che in questa vicenda
    tanti cittadini e imprenditori la seguiranno ovunque

  8. Paolo

    Ma vogliamo anche iniziare a considerare il fatto che le piccole/medie aziende sono bloccate dal problema delle mancate riscossioni dei crediti ed oltre a rifiutare nuove commesse temendo insoluti spesso non riescono a pagare le imposte ? Poi Equitalia pignora e da li non se ne esce.
    Servono norme a tutela dei crediti.

  9. Marco Tizzi

    Io penso che avesse ragione Mao:
    « La Rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La Rivoluzione è un atto di violenza »

    Non credo si possano raggiungere risultati contro il sistema con la disobbedienza civile.

    Se esiste una vera forza liberale, numericamente importante, nel Paese, allora può organizzarsi per essere rappresentata.

    Altrimenti possono esistere solo i Guy Fawkes.

  10. Andrea

    Giannino sono con lei come sempre!!!Io sono solo un giovane studente di economia, ma bramoso di darmi da fare per migliorare la situazione, disperata, del nostro paese. Raduniamoci, facciomoci sentire, in tv ormai una sola cantilena statalista viene ripetuta da tutti all’infinito. Io sono sicuro che se la gente non si sentirà sola nel non accettare questa situazione ci appoggerà. E’ che ora si sente impotente. Forza Giannino!!!

  11. Luigi

    Caro Giannino, non posso che concordare con quanto da Lei scritto. E’ un problema di atteggiamento culturale, quello del fronte statalista, che i liberali devono contrastare, facendo sentire la loro voce il più possibile.
    Nel mio piccolo ho cercato di contribuire con un articolo uscito due giorni fa su Terza Repubblica, il quotidiano on line diretto da Enrico Cisnetto, dedicato ai nipotini di Hegel (ecco il link: http://www.terzarepubblica.it/articolo.php?codice=3504 ), che sottopongo al dibattito.

  12. zamlap

    Bene, bravo! Finalmente qualcuno che riesce in maniera, anche dottamente articolata, a descrivere la situazione in cui siamo finiti.C’è stato un ribaltamento del rapporto tra Stato e cittadino per cui il cittadino è al servizio dello Stato, è “servo” degli apparati burocratici, il cui reddito è l’unico al riparo dalla “crisi”. Si verifica una situazione simile a quella vigente nel sistema sovietico, nello Stato assoluto e totalitario di matrice nazifascsta. Non viene espropriata formalmente la proprietà ma il reddito; il lavoro autonomo perde progressivamente redditività e gradualmente si assottigliano sempre più gli spazi di operatività occupati dal lavoro organizzato in grandi apparati che si avvalgono di lavoratori dipendenti e che sono gli unici in grado di tenere testa alle pretese dei grandi apparati statali delle burocrazie pubbliche. Prepariamoci al caos.

  13. Diana

    Stimatissimo dottor Giannino,
    disobbedienza fiscale… COME? Se prelevano tutto alla fonte e l’unico bollettino che eventualmente potremmo non pagare è il canone Rai (e sarebbe sacrosanto!)….
    Disobbedienza civile… MAGARI! In un paese (e lo scrivo appositamente con la “p” minuscola”) in cui si ringrazia il cielo di avere un nome e un cognome inusuali perchè si è abituati a temere perfino di essere messi in mezzo per un caso di omonimia e di non riuscire a “discolparsi”, tanta è la fiducia che nutriamo nella giustizia (con la “g”)?
    Io ho letto e riletto Jonh Locke. Me ne sono innamorata fin dai tempi del liceo, ho incentrato sui suoi Scritti non uno, ma due esami all’università, l’ho voluto leggere in lingua originale per sentire il suono melodioso del suo Pensiero, ho fondato tutta la mia vita – elettorale e non – e ogni mia scelta sui principi da Lui enunciati.
    Ma da che mondo è mondo, servono gli “attributi” per poter essere davvero liberi perchè nessun uomo che voglia essere libero se la passa bene (!) e in un paese il cui motto nazionale è “Il mondo è dei furbi” e in cui atavicamente (Giannino lo so che si arrabbierà!) e naturalmente si cerca un “accomodamento”, un modo per poter continuare a “campare” indisturbati, in cui mai ci si schiera su posizioni decise e tanto meno a viso aperto, non credo ci sia la “sostanza” per far attecchire valori e ideali così alti, o almeno, è quello che riscontro nella mia esperienza quotidiana; vi prego e scongiuro di portarmi prove contrarie, sarei stra-felice di sbagliarmi.
    In attesa di tali prove, vi chiedo una prova di onestà intellettuale: in questo paese di norma “si tira a fregare” o perchè si è “abituati così” oppure con la scusa che se no sarà qualcun altro a “fregare” noi e chi ha ricevuto un’educazione diversa si sente perennemente un alienato, oltre che stupido, continuando a rispettare le regole, non riuscendo in tutta coscienza a comportarsi in maniera differente. Vero o no?
    Prima di poter combattere per la “Libertà” e per i propri diritti naturali (parole grosse!), bisognerebbe insegnare il vero significato della materia, cioè che la libertà non è la libertà di farsi sempre in primo luogo i fatti propri e che il diritto naturale non è il diritto di fare quello che ci pare. Poi bisognerebbe assicurarsi che il concetto sia stato assimilato e fatto proprio dal popolo italiano. Dopodichè si potrebbe chiedere che questo diventi un valore condiviso e che tutti siano serenamente disposti a rinunciare alla propria “tranquillità” per impegnarsi a fondo in quella che si prospetta una dura e lunga battaglia… Al momento di partire all’attacco potrei esserci, però perdonate, starò un po’ discosta, nelle retrovie, per essere sicura di non trovarmi da sola in prima linea col vuoto alle spalle, sapete, è già successo che a grandi proclami poi seguisse una altrattanto grande fuga… Esperienza personale pure questa, quindi, perdonate, nutro un po’ di sfiducia.
    Stimatissimo Giannino, La ascolto con estremo piacere ogni mattina e altrettanto attentamente seguo i Suoi scritti, La ammiro tantissimo, adoro il Suo acume e la Sua ironia… Ma non crede che quello che Lei si auspica, più che nei testi di Locke, Sant’Agostino e San Tommaso sia da rintracciare nell’opera di Tommaso Moro? Utopia….
    Grazie per l’ospitalità, saluti a tutti

    Diana

  14. Andrea Wollisch

    forza giannino!!!sono con te!! non lasciamo da sole e impotenti le persone di fronte a questo stato ladro! organizziamoci! magari non tteremo nulla, saremo solo sbeffeggiati ma almeno avremo provato! sono solo uno studente di economia, ma sono bramoso di darmi da fare, non voglio darmi per vinto (anche perchè se lo facessi io che ho 20 anni allora sarebbe finita sul serio). sono sicuro che qualcosa si può fare, quantomeno risvegliare un minimo le coscienze di moltissimi concittadini che la pensano come noi. in tv c’è oramai un’unica cantilena statalista, è ora di far sentire anche altre opinioni, di conquistare spazio e portare il dibattito su proposte alternative. io ci sono per quel che vale. proviamoci!basta tentennare le cose da fare sono chiarissime!

  15. aledeago

    Maestro, ci illumini il cammino, e noi la seguiremo con senza indugio. 🙂

    Scherzi a parte; Oscar, fatti promotore di qualche iniziativa concreta, tu che disponi di 2 pulpiti elevati (Radio24 e questo blog).

  16. Marco

    Chiamiamola “Disobbedienza serissima e pittoresca”. Chi ha tempo e capacità crei le “istruzioni per l’uso”, semplici e chiare. Internet (e noi) faremo il resto. Per ora.

    Grazie Giannino

  17. Giovanni Vedana

    Direttore, ci dia un segnale e la seguiremo senza indugio, io le ho già chiesto una volta di mettersi alla testa di una protesta “liberale”, ci serve un guida, noi la seguiremo senza indugio.

  18. Tommy mas

    Questo e ‘ uno STATO MEDIEVALE, non ci sono altri termini!!! Passi dall’istigazione ai fatti Oscar, noi la seguiremo Ciecamente!!! Coraggio!!!

  19. Simone

    Mi domando, vista l’approvazione di leggi incostituzionali, ma il presidente Napolitano che ci stà a fare ???

  20. Marco

    Dire che il problema dell’Italia è l’evasione fiscale è come dire che la causa dell’incendio è il fuoco.

  21. bruno

    Sbagliano i taxisti, i farmacisti, i negozianti a protestare contro le liberalizzazioni annunciate, sbagliano i lavoratori Fiat, Fincantieri ecc a protestare per il lavoro, sbagliamo tutti noi a protestare perchè la pressione fiscale è alta. Proteste inutili! Quel che c’è da pretendere da subito e che si deve ottenere è che venga liberalizzata la Pubblica Amministrazione ovvero che vengano messi sul mercato quei posti e quelle retribuzioni pubbliche, cambiando radicalmente i criteri, le consuetudini e le comodità costose di un sistema che è cresciuto a dismisura e in modo insopportabile. Mi spiego: da subito pretendere una riorganizzazione della P.A. a tutti i livelli e in tutte le articolazioni che ridefinisca i ruoli, gli organici, le retribuzioni, i criteri di valutazione e di progressione e che renda possibili i licenziamenti affidando l’operazione ad imprenditori privati, con obiettivi di recupero risorse da girare al sistema produttivo, agli investimenti, alla formazione scolastica e post scolastica. Questi sono i tecnici che ci servono! Qui stanno le risorse per la ripresa! Se qualcuno non ci crede si informi per esempio su quanti dirigenti ci sono negli Enti in rapporto ai dipendenti e quanti cosiddetti Responsabili di servizio o di qualcosa che comunque prevede una “indennità” e quanti dipendenti in rapporto alla produzione dell’Ente. Ma qual’è la produzione di un Ente, di un Ufficio pubblico, di un singolo? Dovrebbero dirlo loro….. o siamo di fronte ad una gigantesca azienda che non sa quanto, come e forse neppure che produce?

  22. Francesco

    “E la Costituzione, dove la mettiamo?”
    Caro Giannino la Costituzione quando è pesante e logorroica come la nostra è simile alla strada dell’infermo: lastricata di buone intenzioni.
    Una Costituzione come la nostra è qualcosa a metà tra: lo Statuto Albertino, la Costituzione sovietica, che deve regolare tutto e tutti, ed eredità di concertazione dell’era fascista (CNEL) forse nascostamente apprezzate.
    Se aggiungiamo che la Costituzione non è mai stata sottoposta a refernum come in Francia (forse per paura di bocciatura) il quadro è completo.
    Altre Costituzioni che non sbrodolano così tanto su: sostegno alla famiglia, difesa del risparmio, riservatezza della corrispondenza (e di ogni altra forma di comunicazione) salvaguardano e sostengono nei fatti questi ed altri aspetti. Noi abbiamo, invece, deciso di lavarci la coscienza con dei bei proclami. Poi il resto basta. Non serve.

    Le cose da fare sono grosse e poche allo stesso tempo: sfoltire la nostra Costituzione e le nostre strutture “pubbliche”/decisionali/organizzative ferme ancora a inizi novecento; inserire un referendum propositivo a certe condizioni e con certi quorum, ridurre la tassazione (perchè come insegna Reagan è così che si aumenta lo sviluppo); premiare la responsabilità individuale e sociale di ciascuno (cittadino, istituzione, comunità locali).
    Premiare chi fa e chi crea ricchezza per se e per gli altri, lasciando la logica redistributiva solo a casi limitati e gravi, elimina gli sprechi e fa ognuno responsabile del proprio sviluppo e del comune benessere.
    Una visione un po’ anglosassone mi accorgo.
    Per ora vince la logica dei mediatori, taglieggiatori del consenso, mestatori del dissenso su qualsiasi cosa. La crisi, che attanaglia tutti e che rompe certe logiche di potere può travolgere questi nullafacenti e, se proposta con coraggio e competenza da cittadini comuni, fare saltare fuori la rivoluzione non violenta del buon senso.
    Saluti e grazie degli interventi acuti e di buon senso che ci regala.

  23. Marco

    Caro Oscar,

    Considerati gli strumenti di Equitalia io personalmente non vedo grandi spazi di manovra per eventuali disobbedienze/proteste fiscali. Anche il seguito che queste susciterebbero sarebbe limitato considerato il lavaggio del cervello che i media in questo periodo stanno portando avanti verso coloro che sono percepiti come non-allineati alle politiche di rigore fiscale.
    Non credi che questo clima da caccia alle streghe finirà per avere l’effetto di una marcata de-imprenditorializzazione dell’Italia?

    Sarei curioso di verificare cosa succede al distretto della concia del Vicentino dopo la tempesta mediatica e giudiziaria dei mesi scorsi. Se fossi nei panni di quegli imprenditori mi sposterei in Slovenia. Sai che affare per le casse dello Stato, tassazione e contribuzione a zero, un bel po’ di nuovi disoccupati da finanziare.

    Chi ha fatto fortuna negli ultimi tre decenni e ancora non ha de-localizzato si muoverà di conseguenza o abbasserà la saracinesca godendosi i frutti del lavoro.
    Chi ha in mano attività a forte valore aggiunto (ad esempio legati all’IPR) si sposterà verso il mondo anglosassone anche per la facilità di accesso al credito ed il maggior valore che dei suoi asset.
    Qui rimarrebbero le attività a basso valore aggiunto e quindi più soggette ai rovesci del mercato oppure chi ha una clientela legata al territorio.
    Non un gran che come risultato per un paese che ha uno strenuo bisogno di crescere.

    Credo che una delle poche forme di protesta/autotutela potrebbe essere quella di trasferire legalmente tutti i propri beni mobili fuori dai confini nazionali in modo da limitare in parte le prevaricazioni.

    Consiglio anche lo spostamento delle attività imprenditoriali per le seguenti ragioni:
    – Migliori servizi a costi più bassi
    – Vantaggi fiscali
    – Snellimento burocratico e minori adempimenti
    – Maggior valore dei propri asset (provate a cercare investitori internazionali per una azienda in Italia)
    – Miglior vocazione internazionale
    De-localizzare obbliga a mettersi in gioco sui mercati internazionali ed a cercare clienti fuori dall’Italia, si diventa competitivi per forza se non si vuole soccombere e questo in genere è uno stimolo fortissimo che ha avuto in molte aziende effetti straordinari.

    In sostanza, visto che gli imprenditori in Italia sono così mal considerati: evasori, sfruttatori, parassiti della società consiglio loro di andare in paesi che si facciano carico di questo fardello.

    Quello che mi ha sempre incuriosito però è come un paese così vicino al nostro come la Svizzera, con una pressione fiscale molto più bassa, garantisca servizi assolutamente non confrontabili con i nostri; forse hanno meno evasione o forse non sprecano come noi…

    Infine grazie di esistere, penso tu sia la sola voce fuori dal coro.

    Uno scettico.
    Un saluto.

  24. tony

    Se non arriveremo alla disobbedienza ficale programmata e organizzata sara’ solo perche’ l’ESIGENZA alla DISOBBEDIENZA sara’ arrivata prima….per molti e’ gia’ arrivata e non per scelta ! Non fermarti Oscar !

  25. Marco

    Iniziative di disobbedienza fiscale credo che avrebbero maggior impatto se legate a una costante pubblicita’ sulle infinite spese inutili dello stato che lo stato tutti i giorni effettua in tutta italia. Pubblicita’ da svolgere con la stessa perizia dimostrata da befera nel caso cortina. La rete certamente potrebbe essere uno strumento straordinario di divulgazione e soprattutto di coinvolgimento dei cittadini nel segnalare ogni esempio di spreco nel proprio comune, provincia e regione, ente locale, ecc… io avrei gia’ una proposta per il nome di una simile attivita’ di monitoraggio e denuncia degli infiniti sprechi su cui sara’ possibile attivare, oltre a iniziative di disobbedienza civile, anche atti veri e propri che andranno valutati volta per volta. il nome non lo pubblico ma casomai lo invio a giannino se dovesse interessare la proposta.

  26. camillo

    La mia azienda aveva un debito con l’erario di 40.000 euro che ho rateizzato (dichiarati, non evasi). Arrivato alla terzultima rata (dicembre) non ho più avuto possibilità di pagare. Ora insieme al resto mi verranno chiesti gli interessi e una mora pesantissima. Questo è lo Stato che conosco da 32 anni di lavoro di impresa.

  27. Mario45

    Caro Giannino,

    Equitalia e i suoi funzionari non c’entrano nulla: pero, Lei dice, il suo capo ha convinto sia Visco che Tremonti che Monti a concedergli poteri sempre maggiori. Allora forse c’entra, almeno un po’. Ricordo che anche la Stasi, le SS, la Gestapo ecc…. Facevano bene il loro lavoro, ma non per questo furono e, spero, sono da considerarsi senza colpe ne’ peccato.

  28. Pizzaballa Giovanni

    Sono d’accordo su tutto Giannino, ora ci prepari un fascicolo con le leggi anticostituzionali e provvederemo a reagire e a cercare nuove persone che si aggreghino.

  29. Sono d’accordo ed in linea con quanto scritto da “Diana” …… E aggiungo: per il momento sto cercando di diventare il Robin Hood per pochi e non per tutti gli italiani. Sto insegnando a farlo ….. Perché dopo tutta l’evasione fiscale che ho visto fare dai Partiti Politici con i fondi pubblici ….. non posso più continuare ad accettare tali soprusi. Oscar, sà cosa vuol dire che il più piccolo paese di 15.000 abitanti in una stagione estiva gonfia le fatture per servizi e manifestazioni di 100.000 euro? Che moltiplicato per il numero comuni d’Italia per media cittadini fanno 400.000.000 euro per 1 delega, poi moltiplicando per una media di 10 deleghe comune arriviamo a 4.000.000.000 euro a stagione …… Naturalmente questo dato tiene conto delle deleghe come servizi sociali che praticamente approfittano di nulla a quelle degli uffici edili/tecnici che approfittano di grandi numeri. Oscar Sto arrivando! Cosa vuol dire studiare per una vita, vedere i Propri genitori lavorare per 14 ore al dì sia padre che madre per poter mandare il figlio a scuola, insegnargli i valori, la lealtà, la non violenza, la pace, ecc ecc ….. Tutto questo ha contribuito a perdere alcuni valori scritti da Diana prima. Sto arrivando! Cosa vuol dire essere laureati dopo tanti sacrifici fatti lontano da casa e tornare nel proprio paese natale e non poter lavorare nelle amministrazioni pubbliche o come autonomo solo perché non sono il figlio di quel dipendente del municipio, non sono amico all’assessore, non sono raccomandato e quindi la tangente da versare al funzionario tecnico del comune è così elevata che si rischia di rimetterci!? Sa cosa significa denunciare e non essere ascoltati? Una coppia a Bari si è suicidata l’altro giorno …… Vuole fare un programma sulle prime vittime della repressione italiana del secondo millennio !!!! Qui la situazione è grave, hanno insegnato ai ns genitori che non cambierà mai, che è sempre la solita cosa, che da solo non puoi fare nulla, e di salire la vetta a suon di favori, e loro hanno insegnato a noi, …… Cosa vogliamo dai ragazzi di oggi che pensano a fumare Spinelli, Bere, ecc ecc ?! Bho…… Io sto coltivando l’idea di andare a lavorare all’estero e di viverci cancellandomi dall’anagrafe tributaria italiana dopo che mia moglie (Laureata da 18 anni, vincitrice di concorso, SIS, e tanti hanno di cattedra di precariato) si ritrova ancora sbattuta in Sardegna e senza un posto di lavoro sicuro, lontana dai suoi cari e da suo marito, grazie ad un susseguirsi di governi/ministri INCOMPETENTI …. Dove l’ultimo scandaloso ministro della pubblica istruzione pensava che l’esperimento dei neutrini fosse stato realizzato grazie ad un tunnel dsl gran sasso a Ginevra …… guardate e ascoltate l’ignoranza del ministro.
    È adesso voglio fare un altro concorso dopo che hanno ancora un sacco di professori precari.
    Io la rivoluzione la faccio a modo mio fino a quando non saremo tutti uniti

  30. emilio

    Da molti anni La seguo con interesse, gli stessi anni in cui mi sono dedicato alle mie attività, i risultati sono però opposti e cioè se da una parte ho sempre condiviso le Sue argomentazioni dall’altra sono stufo di combattere contro chi ti chiede di pagare il 60% di quello che guadagni, ma vi rendete conto, un socio di maggioranza che ti chiede a prescindere da tutto, non hanno nemmeno la più pallida idea di cosa significa lavorare perchè il 60% è sul netto, a me resta il 40% e tutti i problemi. Quindi “io sono qui”.

  31. sergio

    La Casta prova ad uscire dall’angolo. Sta mettendo i cittadini uno contro l’altro. Come in Unione Sovietica: i figli imbevuti di materialismo dialettico denunciavano i genitori. Comunque, Dott. Giannino, mi piace di più così la battaglia che quando insiste sulle vendite degli immobili pubblici.

  32. mary31

    caro Oscar, non è che il Befera sia proprio del tutto da “salvare”. Ti rispondo da dirigente quale sono stata in una realtà dove spesso vedevo i “soprusi” del padrone….bhè ho fatto la mia lotta interna, non nascondendomi dietro il ruolo….credo che lei capisca la sottigliezza. La disobbedienza civile vorrei tanto vederla con a capo qualcuno, come il Befera, che dice dalla sua posizione “questo è ingiusto”, non prendo più lo stipendio e vado a casa….come il popolo massacrato nella sua dignità.

  33. genni fanelli

    caro Oscar, non è che il Befera sia proprio del tutto da “salvare”. Ti rispondo da dirigente quale sono stata in una realtà dove spesso vedevo i “soprusi” del padrone….bhè ho fatto la mia lotta interna, non nascondendomi dietro il ruolo….credo che lei capisca la sottigliezza. La disobbedienza civile vorrei tanto vederla con a capo qualcuno, come il Befera, che dice dalla sua posizione “questo è ingiusto”, non prendo più lo stipendio e vado a casa….come il popolo massacrato nella sua dignità.

  34. sergio

    Grazie. Comunque per gli italiani liberali, momento migliore per mettere in ginocchio il Mostro, non può essere che questo della moneta unica. E il colpo esplosivo secco micidiale non può essere che quello di svuotare i conti correnti!

  35. MAXCORS

    CI SIAMO SVEGLIATI….E NON DELEGHIAMO NIENTE A NESSUNO….MA ALLORA COME CI ORGANIZZIAMO?
    CHI LA PENSA ESATTAMENTE COME OSCAR GIANNINO COSA PUO’ FARE IN CONCRETO?
    COME ATTUARE I PROPOSITI, COME DARE UNA RISPOSTA VERA E QUINDI “ORGANIZZATA” AL PUNTO TALE DA NON FAR SENTIRE SOLO NESSUNO?
    I CORAGGIOSI CI SONO SEMPRE STATI….IN OGNI EPOCA ED IN OGNI SITUAZIONE.
    HANNO ANCHE FATTO UNA BRUTTA FINE….MA SONO RIMASTI NELLA STORIA, NON SOLO NELLA CRONACA. A CHI LA PENSA COME TUTTI NOI….OVVERO COME OSCAR GIANNINO…BASTEREBBE RIMANERE NELLA “CRONACA”.
    GRAZIE OSCAR

  36. Ugo Pellegri

    Dr Giannino tutto giusto ma attenzione a parlare di disubbidienza civile.
    Nonostante il parere di illuminati giuristi, se si imbocca questa strada, non si sa dove si va finire, penso, ad esempio, agli espropri proletari.
    Quindi: diagnosi perfetta ma terapia discutibile. Possibile che, grazie anche alla sua fantasia, non si possano trovare nuovi strumenti per far valere i diritti dei cittadini anziché fare ricorso a vecchia ferraglia come lo sciopero e la disubbidienza civile?

  37. carlo

    signori, tante belle parole… ma qualcuno che agisce già c’è… non vi dicono nulla i ragazzi a 5 stelle che iniziano ad insinuarsi dal basso nei consigli comunali e regionali e fanno le pulci ai politicanti??? informatevi bene, seguiteli come faccio io sui social network… e poi alle prossime elezioni votate bene!!!
    nel marasma generale, forse solo un comico ci potrà salvare!

  38. DINO DARIOL

    Caro Dr. Giannino, organizzi un gruppo di disobbedienti e io sono il primo ad iscrivermi. Sbaglio o questa situazione puo’ essere intrapresa con una Class Action?

  39. Laurent

    Caro Giannino
    Non condivido le bombe. Ci mancherebbe. Però qualcuno ha operato in modo tale da spingere molta gente alla disperazione, fino al suicidio purtroppo, ed è oggettivamente fra le concause di questa reazione scomposta. L’indirizzo di questa reazione (ripeto, deplorevole ma non priva di qualche detonatore) è però sbagliato: Equitalia (o Iniquitalia ?) è solo la mano in tasca. La testa che guida quella mano è qualcuno che ha introdotto leggi e procedure deplorevoli, brutali, inique ed anticostituzionali. Questa testa si chiama Agenzia delle Entrate, Visco, Tremonti e chi accetta di lavorare per loro, Blefera compreso. Quindi egli non può essere chiamato fuori. A quel livello, se non condividi ciò che ti fanno fare, ti devi dimettere.

    Passiamo alle cose concrete: che si può fare IN PRATICA contro questo regime, possibilmente senza andare allo sbaraglio contro un potere di fatto assoluto.
    Giustamente, la prima cosa è non accettare cose ovviamente anticostituzionali come il valore probante degli studi di settore e resistere. Nella mia dichiarazione dei redditi non ho mai firmato il quadro studi settore (sempre stato congruo ma qui è una questione di principio) dove si dovrebbe ammettere preventivamente che il fisco ha ragione.

    Io credo che dobbiamo comunque anche martellare le nostre rispettive associazioni di categoria, che mai e poi mai avrebbbero dovuto accettare e sottoscrivere condizioni capestro come il valore probante degli studi di settore. Lo stato faccia lo stesso ma è ridicolo che il rappresentante dei condannati fornisca la corda al boia. Nel caso mio, mi riferisco alle associazioni degli artigiani: troppo spesso i funzionari di associazioni di categoria usano la loro posizione di rappresentanza come trampolino per le proprie carriere politiche invece di fare l’interesse di chi gli paga lo stipendio. E’ emblematico in tal senso l’esempio di Bortolussi.

    La terza è cercare di far capire a TUTTI cos’è la pressione fiscale. L’ideale sarebbe abolire i sostituti d’imposta: il lordo in busta paga a tutti. Non è realistico. Allora tutti gli imprenditori dovrebbero ogni mese aggiungere una postilla al cedolino (cedolino che è illeggibile quanto una bolletta del gas e si presta quindi molto benen a nascondere il misfatto) che recita: “Dei TUOI soldi che ti devo, tu ne ricevi solo XXX Euro da me perchè YYY ho diovuto darli alo stato anzichè a te”.
    Nella stessa lunghezza d’onda (terza cosa), 30.000 Euro a testa di debito pubblico (soldi spesi in più oltre a quelli che ci hano preso) possono anche sembrare pochi. Per una famiglia media di 4 persone sono 120.000 Euro, cioè un piccolo appartamento o mezza villetta a schiera nuova. Anche se sono due pensionati che mantengono due figli disoccupati. E tutti a mettere queste considerazioni sulle nostre macchine in bella vista.
    In questao campo Giannino fa già moltissimo con i suoi mezzi per diffondere consapevolezza. Diamogli una mano.

    Quarta idea: fare la nostra dichiarazione dei redditi ma pagare tutti sistematicamente in ritardo di qualche mese, quando le eventuali sanzioni siano accettabili.

    Quinta idea: girotondi attorno alle sedi della Agenzie dele Entrate od attorno alla sede del Ministero delle Finanze.

    Analogamente bisogna essere propositivi per la riduzione dell’ingerenza dello stato nell’economia ed uscire dalla logica dei polli di Renzo. Cortina sta alle tasse come la vaselina sta alla supposta. Si litiga se venga prima la vaselina o la supposta, Monti ci distrae con le fantomatiche “liberalizzazioni” (cosa ci guadgneremo taglaindo di 1 Euro a corsa in taxi?) e così nessuno si ricorda che occorre ridimensionare questo stato ubriaco e drogato di spesa pubblica improduttiva.

    Proposta 1: Tagli non lineari=costi standard. Per ogni capitolo di spesa, rapporto fra spesa ed utenti serviti. Chi è sopra la media, tagliare entro X anni, chi è sotto mantenere.
    Proposta 2: Lo stato deve uscire dai servizi e sopratutto dalla sanità: sanità privata con assicurazione malattia obligatoria. Oltre alla ovvia riduzione di “scremature”, lo stato ricaverebbe pure una bella cifretta utile al rimborso del debito vendendo le strutture sanitarie.

    Raccolgiamo, analizziamo, attuiamo e pubblicizziamo proposte ed azioni per tagliare TUTTE le troppe mani che entrano nelle nostre tasche anche con la violenza. Io propongo che ciascuno metta insieme delle idee PRATICHE per manifestare e far comprendere il nostro dissenso e ribrezzo per questa schiavitù di fatto.

  40. Andrea

    Affamare la bestia! La disobbedienz dovrebbe essere in qualche modo organizzata. Nel frattempo io insisto sempre che NON mi vengano fatti scontrini o fatture. Anche senza sconti.

  41. AlxGmb

    VA BENE!
    ADERISCO!
    QUANDO E DOVE CI TROVIAMO E CI ORGANIZZIAMO?

    Sono un liberale, sono stufo di questa itaglia.
    Sono quotidianamente vessato e oppresso da questa itaglia.
    Mai fatto un giorno da dipendente.
    Mai avuto “santi in paradiso”.
    Sempre lavorato da Uomo libero.
    Pagato e pago tutte le tasse fino all’ultimo centesimo.
    Non esiste un solo punto del sistema statale itagliano che non sia di ostacolo a qualsiasi iniziativa privata di libera impresa, e sono stufo.

    QUANDO E DOVE CI TROVIAMO E CI ORGANIZZIAMO?

  42. cristina

    Grazie per aver esposto così bene ciò che ho sempre sostenuto nelle mie conversazioni.
    Infatti fino a quando non ci sarà reciprocità fra cittadini (onesti) e stato, non potrà esserci giustizia civile e non ci potremo chiamare un paese tale!
    Se potesse indire una raccolta firme in tal senso, sarei la prima ad aderire.
    A Lei, caro Oscar, la scelta dei modi e del contenuto.

  43. Gian Piero

    Dottor Giannino buongiorno, la seguo da molto tempo e devo dire che non l’ho mai sentito cosi’ arrabbiato e deciso come ora, la cosa e’ comprensibile, siamo arrivati al culmine della nostra possibilita’ di sopportazione, sono assolutamente d’accordo con Lei, dobbiamo fare qualche cosa, muoverci tutti uniti per dare una svolta decisa a questo paese, non crede che sia giunto il momento di ripensare, in modo completamente diverso, al metodo di tassazione? Avrei un’idea che reputo interessante, ho necessita’ di confrontarmi, perche’ continuando a lavorarci mi sono convinto che il metodo puo’ essere fattibile e risolutivo, ma poiche’ mi sembra impossibile che nessuno ci abbia mai pensato ho il timore che il progetto non sia realizzabile per motivi che non riesco a vedere, sempre con Lei, cordiali saluti, Roningp.

  44. giacomo

    Oscar tieni duro, combatti e diffondi il verbo liberale, oltre le cortine di fumo che i media ci danno in pasto. Dobbiamo continuare a parlare del vero problema: di quella incontrollata fornace che è la spesa pubblica, che come il reattore di chermobyl brucia e arde instancabile sotto un sarcofago di cemento armato fatto di caccia mediatica agli evasori, false liberalizzazioni, intersssi elettorali, collusioni ecc. Prima di fare il pieno di carburante turiamo le falle!

  45. Paolo Silvi

    L’incipit faceva presagire la seconda parte dell’articolo, tanto debole il primo quanto forte e consistente il secondo. La prassi di “indurre” invece di “dedurre” non è praticata solo con gli studi di settore ma è regola consolidata e per molti aspetti incivile ed arrogante in ragione della manifesta disproporzione delle forze in campo. Non so quanto sia possibile e concretamente realizzabile la disobbedienza civile ma come ho avuto occasione di proporre pochi giorni or sono ci sarebbe materia per un bel referendum trasversalissimo destinato al sicuro successo; DA ABROGARE IN QUESTO AMBITO C’E’ SOLO L’IMBARAZZO DELLA SCELTA! La invito a rifarsi vivo sul blog che da troppo tempo soffre della Sua assenza.

  46. lionello ruggieri

    Nonostante tutto l’articolo è in parte condivisibile là dove lamenta la partigianeria a stratta del giudice tributario e la reintroduzione di una sorta di solve et repete (ma c’è la Corte Costituzionale per questo ), solo ch dimentica la ignobile e folle legge che prevede la validità della notifica di accertamento eseguita alla residenza lasciata da meno di 60 giorni. E il conseguente inevitabile passaggio in giudicato dello stesso per mancata opposizione. Come se ad un cittadino fosse possibile recarsi all’indirizzo abbandonato a chiedere al nuovo residente se qualcuno ha notificato lì qualcosa. Da parte del pubblico potere. Perché se si tratta di una citazione da privato, la notifica si considera giustamente nulla. Il resto contiene solo parole. Come sempre. e basate su scarsa informazione.

  47. Carlo

    Caro Giannino la ascolto sempre alla radio e sono quasi sempre d’accordo con quello che lei dice e pensa!
    Se c’è da lottare civilmente può contare su di me!
    Voglio pagare le tasse ma non fino al punto di dover decidere se pagare o dare da mangiare ai miei figli!
    Le caste sono 4 secondo me le prime due sono quella dei politici e dei sindacalisti che però hanno bisogno per reggersi del popolo…..quello appunto dei dipendenti pubblici o di quelli che con la politica di mangiano come ad esempio le case popolari, il posto pubblico, i posti presso le municipalizzate, gli appalti truccati e via dicendo…tutta roba clientelare che garantisce a sindacati e politica il loro potere e che di conseguenza diventano fra loro autoreferenziali basti pensare che il posto pubblico non si tocca, le case popolari assegnate idem ecc..ecc… Ecco le quattro caste principali. Poi ci sono quella giudiziaria e quella dei giornalisti che ruotano potenti attorno alle prima due e da queste dipendono.
    Se vuole lottare sappia secondo me che si troverà contro questi mondi!!
    Se si candiderà per cambiare davvero questo schifo e far pagare tasse eque a tutti avrà il mio voto ed il mio supporto!!

  48. Fabrizio Manso

    Caro Giannino, condivido l’analisi, ma temo che il rimedio proposto sia inefficace. La disobbedienza civile presuppone qualcuno in grado di recepire una tale forma di dissenso. Lei crede davvero che la classe politica di questo stato (che è ciò in cui si concrettizza lo stato) sia in grado di recepire??? Lei crede che chi ci ha ridotto a sudditi, non siamo più cittadini, da 30/40 anni a questa parte possa ascoltare questo grido di sofferenza? Non ci credo, non ascolteranno.
    Lei punta alla disobbedieza fiscale; finirà in una valanga di multe che l’efficientissima Agenzia non mancherà di incassare. Perché non promuovere un movimento o un partito che porti avanti le nostre idee di libertà, perché ora come ora nessuno le promuove o le sostiene. Credo che sarebbe già un buon inizio promuovere – anche con via referendaria, chi ne sa più di me dirà se possibile o meno – qualche modifica costituzionale tipo tetto max annuale per il deficit, livello massimo di indebitamento dello stato (es: 65% del PIL o altre formule), divieto di deficit per altri soggetti che non siano lo stato (pena decadimento immediato dalla carica di sindaci, giunte, governatori…), prelievo fiscale massimo sia per persone fisiche e giuridiche, limite di mandati parlamentari e governativi e/o simili, cercare di cambiare qualcosa per risolvere o alleviare la drammatica differenza tra la rappresentanza politica di questo paese e il paese (in realtà su questo punto non saprei come fare). Magari questo cose possono avere un successo maggiore.

  49. elegantissimo

    Dott. Giannini, la invito a collegarsi con lo Scimpid (sindacato delle micro e infinitesimali aziende e loro dipendenti)di Andria-Btperchè dal 16 al 23 gennaio parte un forum/dibattito sulla necessità di tutelare e salvare gli ultimi creatori del lavoro in italia. Infatti ha aderito al blocco che il movimento dei forconi siciliani con un’associazione di trasportatori siciliani e nazionali metteranno in campo dal 16 al 20 gennaio p.v.
    La Sua determinazione può essere di stimolo ed a creare ulteriore idee di confronto!
    La ringrazio anticipatamente.

  50. groalb

    Caro Giannino
    Bravissimo! Come al solito dai voce ad una maggioranza operosa e silenziosa. Il tuo blog ci conforta.
    La vera vergogna e’ la casta della stampa
    Giovanni

  51. omero mastix

    Mi permetta di non essere completamente d’accordo sull’assoluzione di Befera & C. E’ sicuramente bravo, ma anche arrogante. Anche i suoi funzionari sono bravi ma indulgono per l’esperienza che ho a cercare redditi anche quando non ci sono o sono puramente immaginari. Un mio caro amico è stato sottoposto ad una imposizione pesante ed ad una riqualificazione dello strumento giuridico adottato sulla base di “un’apparenza” di reddito virtuale, senza alcuna prova. Inoltre gli è stata comminata un sanzione aggiuntiva del 100%, anche se per l’abuso di diritto non doveva essere applicata. Il braccio armato Equitalia, prima ancora di notificare la cartella, ha iscritto ipoteca sui beni immobili posseduti dal malcapitato. Che alcuni funzionari dell’agenzia abbiano atteggiamenti vessatori, lo dice lo stesso Befera. Prima di assolverli per la loro efficacia sarei molto prudente. Per quanto riguarda i metodi di rivoluzione fiscale, l’unica azione che possiamo svolgere sarebbe quella di ritirare tutta la liquidità che abbiamo in banca per dare un segnale forte. Anche se si tratta di piccole somme se ci fosse il consenso di milioni di contribuenti, sarebbe una dimostrazione totale di dissenso. La rivoluzione moderna oggi non può essere fatta con i forconi, ma con strumenti finanziari di massa.

  52. salvo

    “…E allora, penso io, è tempo che i liberali si organizzino…..”
    Io sono pronto, aspetto il rappresentate di questa organizzazione di liberali al quale fare pervenire la mia adesione.

    Salvo Scarpulla

  53. Fabrizio Perrone Capano

    Ha ragione (lo stato) anche quando tramite Equitalia (che le appartiene) estorce ai cittadini un diritto di 30 Euro allorché minaccia, in seguito ad una morosità ed in caso di persistenza della stessa, il fermo amministrativo di un automezzo, mentre la legge riconosce questo diritto solo per l’esecuzione del fermo (cioè per la fase successiva); quando essendo stato sconfitto in Cassazione, dove era stato deciso che un tale termine di prescrizione è quinquennale e che la prescrizione comincia a decorrere dalla data X, per evitare numerose condanne attuali (alcune già emesse) e future, fa una legge (formalmente) interpretativa, quindi retroattiva, con la quale statuisce che quella prescrizione è decennale e comincia a decorrere dal termine Y; quando messo alle stette dalla Comunità europea statuisce con legge che una proroga di un altro anno in materia di espropri sarebbe stata “irrevocabilmente l’ultima” e passato l’anno fa un’altra legge con la quale dichiara che le parole “irrevocabilmente l’ultima” della legge precedente sono cancellate e che il termine è prorogato di un anno ancora?

    Mi faccia il piacere il sig. Befera. Smetta di latrare a destra e a manca assieme al ministro Catricalà e lavori in silenzio che materia ne ha.

    Lo stato italiano è sempre stata un’istituzione odiosa, vile, avida. Forte con i deboli e debole con i forti.

    Vi racconto un aneddoto che ho appreso da un libro di Pier Giusto Jeger (assai compianto).

    Francesco II era assediato a Gaeta e si difendeva con onore, ma non aveva un ducato per sfamare i suoi fedeli visto che, da idiota qual’era, aveva lasciato tutti i suoi tesori a Napoli.
    Aveva però un brigantino che vendette ad un signore di Marsiglia per centomila lire che convertì subito in vettovaglie.
    Poco dopo fu definitivamente sconfitto e se ne andò nobilmente in esilio.
    Ebbene, che fa il neonato, il fantolino? Intendo il nuovo Regno di Italia?
    Non soddisfatto di aver incamerato le grandi ricchezze napoletane (il Regno era quasi privo di debito) cita innanzi ad una corte francese l’ex re e l’acquirente del brigantino per far dichiarare nullo il contratto. La tesi era che Francesco II, essendo ormai praticamente sconfitto, non avrebbe avuto il diritto di disporre del bene.
    Conclusione: una figura di merda internazionale.
    Fabrizio Perrone Capano

  54. Caro Oscar, non aggiungo nulla alla chiara esposizione dei fatti! Bravo, e grazie di queste continue delucidazioni!!! Fermiamo la sanguisuga prima che sia troppo tardi!

  55. Giorgio

    Caro Giannino, sono sostanzialmente d’accordo con lei ma, proprio per questo, trovo sempre più incomprensibile la sua continuamente rinnovata e ostentata stima per il dott. Befera. Dice che è bravo a fare il suo lavoro e che la colpa è della politica che fa le leggi? Anche i nazisti a capo dei campi di concentramento non facevano che “eseguire ordini”, ed erano certamente bravissimi nel portare a livelli di efficienza sempre maggiori i processi di sterminio degli ebrei prigionieri, ma questo, fortunatamente, non servì loro da scusa a Norimberga. Uno che dichiara pubblicamente che “è bene che la gente abbia paura di noi” a me sembra più un fanatico che uno scrupoloso servitore dello Stato. Lei, Giannino, al posto di Befera si comporterebbe nello stesso modo? Non credo. E lei stesso, almeno in un paio di occasioni, ha accennato alla “missione etica” di cui Befera si sente investito e che non può che portarlo, inevitabilmente, agli eccessi cui assistiamo. A me la recente pubblicità che dipinge gli evasori some schifosi parassiti dà molto, ma molto, fastidio, e non è che la logica conseguenza del clima di caccia alle streghe che il dott. Befera sta allimentando. Saluti dalla Svizzera.

  56. liberal

    Dopo l’opinabile e pessimo articolo su..Cortina, questa volta concordo con gran parte, di quanto esposto, in modo chiaro e scorrevole, da Giannino.
    Vorrei solo aggiungere che per formare veramente uno spirito da cittadino e non da suddito, dove la libertà, appunto, viene giustamente prima di tutto, l’impegno dovrebbe essere esteso alla libertà in toto e non soltanto fiscale ed economica. I diritti del cittadino, veramente libero e responsabile di sè stesso, devono riguardare anche la libertà di ricerca scientifica senza aloni “papalini”, di poter scegliere come morire e non delegarlo al medico o al parroco, e tutti gli altri diritti civili, degni di una società laica, libera, tollerante e quindi moderna.

  57. Trevisani Giuseppe

    Gentile Giannino ,questa volta non ci sto:
    Non e vero che lo stato abbia sempre ragione, infatti il 50% dei contenziosi in tribunale, li perde.
    In America, dove si dice che il fisco funziona, ci sono città come Nworleans, dove si festeggia chi ha il conto corrente più grosso e nessuno si scandalizza. Qual’è la ragione di tenere nascosto al fisco il saldo del conto e/o il film dei movimenti bancari? La paura che un pm si svegli al mattino e decida d’incriminare il tizio di cui ha visto il giorno prima il film del conto corrente? su via non faccia l’ingenuo, lei sa meglio di me che chi non vuol far sapere, ha qualcosa da nascondere.
    Comunque, sig. Giannino, questo e La Road-map per diventare un paese normale e alla fine (purtroppo lantana negli anni) virtuoso, anche in fatto di fisco!!!

  58. waldimiro

    Non ho più parole, non ho più speranze, non ho più fiducia nelle istituzioni gestite daglin attuali parlamentari che offendono e dileggiano l’umana comprensione dei fatti e della Costituzione che offendono fingendo di servirla. Non so se la disubbidienza fiscale sia bastante per la rivoluzione che sconfigga tali personaggi, non so se provino la minima vergogna, io penso che non siano sfiorati da tale sentimento rivoltandosi infine ai loro obbrobri politici e virando nel verso giusto di pubblico servizio esente da conflitto di interesse personale, penso che solo la paura fisica possa smuovere forzando le coscienze loro e di chi li seguirà alla guida della cosa pubblica, allora la soluzione che vedo come pragmatica e attuale è solo la rivolta, AZZERIAMOLI come persone nei rapporti, isoliamoli nella società, non partecipiamo ai loro sproloqui pubblici mai e poi mai e se non bastasse per mandarli a casa o in galera questo isolamento e perseverassero nei crimini contro la Costituzione e il generale interesse allora la piazza e lo scontro fisico è inevitabile, la primavera araba sarà la nostra primavera.

  59. waldimiro

    Il voto su Cosentino e l’esultanza da ultras da stadio dei deputati che hanno spalleggiato un rinviato a giudizio per fatti gravissimi con prove schiaccianti tanto da chiederne l’arresto è stata la mia resa di fronte a tanta prepotenza becera e criminale degli onorevoli complici. Mi chiedo se durante il processo che forse mai si terrà venisse Cosentino condannato per i reati di cui la magistratura ne chiede l’arresto per evitare il continuare dei delitti o la sparizione di prove e testimoni e il prtrarsi delle attività criminali dim cui è accusato, potrebbe ipotizzarsi l’ipotesi di reato di complicità per quei parlamentari che hanno cercato di evitare il normale corso giudiziario cioè gli arresti di una persona pericolosa così come è negli ordinamenti?
    Secondo tema, ci sono testimonianze di diretti interessati portaborse che dichiarano di venire pagati in nero dai rispettivi parlamentari, è poi noto alla finanza e a tutti noi che solo poco più di 200 deputati e qualche decina di senatori hanno sotto contratto, anche se sottopagati, i loro collaboratori, domanda: potrebbero fare un blitz come a Cortina anche al parlamento italiano per stanare evasori fiscali certi e non probabili?

  60. waldimiro

    Come può Monti seriamente governarci con un parlamento ancora saldamente e come prima in mano a simil gentaglia che nulla hanno a che vedere e concedere con il generale interesse soltanto perseguendo poteri a danno della stessa semplice ragione?

  61. mariano

    io mi sono stancato di tutte queste vessazioni fiscali, burocratiche, bancarie, ecc.
    Mi sono stancato dell’italia e degli Italiani e colgo l’occasione per comunicarvi che l’Italia è destinata a scendere ancora più giù fino a raschiare il fondo del barile.
    Non vedo futuro per me e per le prossime generazioni se non andando fuori dall’Italia.
    Io sto seriamente pensando ad aprire un business fuori dall’Italia…chissà!
    un augurio a tutti

  62. angelo

    grandissimo Oscar sei un mito per tutti gli uomini liberi capaci di dire quello che pensano senza farsi condizionare dal giudizio della massa di pecore che ci circonda.

  63. Luca 78

    Caro Giannino, EVADERE LE TASSE NON E’ UNA FORMA DI DISOBBEDIENZA CIVILE?????, La disobbedienza che intende Lei quale è??????, e non rischierebbe di confondersi con chi evade o elude il fisco?????.
    Serve un PARTITO LIBERALE, LIBERISTA, DEMOCRATINO, REPUBBLICANO. Chiamatelo come volete cmq con la fine dalla separazione tra berlusconiani e antiberlusconiani si apriranno gli spazi per unire i liberali che oggi sono sparsi tra i 3 poli.
    Mi augurio che Lei contribuisca, solleciti e inneschi questo percorso politico e ideale al fine di affermare principi fondanti della nostra patria ma sempre più calpestati in nome della salvaguardia di interessi corporativi.
    Con grande stima. Luca 78

  64. Barbara

    Gent.mo dott. Oscar Giannino,
    non ha mai pensato a creare un partito contro questo stato ladro ?? Io abito a Varese a 15 km. dalla Svizzera ed ha sistemi molto più semplici x creare aziende con esentasse che vanno da 3-5- a 10 anni, a secondo del progetto industriale! Mi vergogno di appartenere a questa Italia, che non mi rappresenta….. salvo Lei che può unire tanti onesti italiani che hanno voglia di un’Italia risorta, senza più i soliti LADRONI!!!

  65. Vladimiro

    Leggo e sento alla radio Giannino attaccare questo stato delle cose, vi leggo appoggiarlo e commentare i fatti, sento la rabbia e lo sconcerto, in sintesi sento il mugugno. Va tutto bene, ma a cosa serve? A prendere coscienza o a prendere le distanze? Un mio (tristemente) omonimo, nel secondo decennio del secolo scorso si chiese: “che fare?”. Vi siete chiesti in cosa ci ha deluso veramente Berlusconi? Il popolo ha la possibilità di concedere il potere e chi lo riceve ha il dovere di esercitarlo, attuando ciò per cui gli è stato dato. Tutti sappiamo che senza potere i mugugni restano tali e le cose non cambieranno perchè chi ha il potere non intende cambiarle. Allora, rinnovo la domanda: “che fare?”. La risposta è semplice ma non facile perchè porta insita in sé una condizione: assumersi delle responsabilità e se c’è una cosa che latita in questo Paese è proprio la responsabilità. Quindi chiedo a tutti i lettori e scrittori: cosa siete disposti a fare per cambiare questo stato delle cose? Attendo risposta.

  66. stefano

    Egregio dott. Giannino,
    Lei dice parole sante. Il popolo italiano DEVE assolutamente impostare in tempi brevissimi un progetto di disobbedienza fiscale per potersi salvare.
    Sarebbe la prima volta, sarebbe fantastico, perchè dal dopoguerra risulterebbe il primo vero tentativo di ribellione a questo stato dittatore, vessatore, sanguisuga.
    Basta, non ne possiamo più, dall’interno questo sistema non cambierà MAI, se lo farà sarà perchè il popolo, dall’esterno, avrà voluto questo cambiamento.
    Insomma, la disobbedienza fiscale è un fatto legale, previsto dalla costituzione. E allora, CHE COSA STIAMO ASPETTANDO…???????

  67. Gug

    Caro Oscar, a questa sua idea ci sto riflettendo da qualche giorno e penso che la disobbedienza, e’ improcastinabile (se non ora, quando?).ma deve essere combattuta sul fronte del debito, e’ li che lo stato e’ debole oggi. In poche parole,non sottoscrivo titoli di debito pubblico italiano finche’ non si riduce la spesa pubblica e la tassazione sposto i miei risparmi verso banche che non comprano titoli di debito italiani, assicurazioni sulla vita con minore % di titoli italiani, insomma deliberatamente non finanzio questo schifo, questo spreco di spese, stipendi,ingerenza dello stato, pubblicizzo chi ha meno rapporti con questo stato e cerco di trovare nuovi adepti che allontanino i loro risparmi dallo stato. Questa per me e’ una guerra. Le invierò con piacere qualche altro appunto.

  68. laura bendel

    la mai ammirazione per il dott Giannino è costante, ma debbo fare notare che l’art 23 della costituzione che legge:’neussuna prestazioen personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge’ impone una riserva di legge RELATIVA e non assoluta.
    Possono quindi intervenire i regolamenti (mezzi di normazione secondaria) atti sforniti di forza di legge e ad essa subordinati cioè D.M. e DPR.
    L’articolo della costituzione che invece io trovo non venga rispettato per nulla è il 53.
    il fisco oggi tassa su reddito supposto, non su capacità contributiva reale.
    Ma il problema generale è difficile da risolvere perchè annoso e conclamato, dove erano gli tialiani negli anni in cui si formava il debito? dove erano quando io bambina sentivo dire dai grandi : ‘per trovare un posto di lavoro (già l’espressione dice tutto!) si deve pagare tizio o caio.. La situazione è disperante, ma lo è stata da molto e nessuno sembrava accorgersene. Cordialità Laura Bendel

  69. MBB

    Caro Giannino,
    non posso che concordare con tutto quel che ha scritto, ma la conclusione da parte mia è frutto di un pessimismo ormai senza più speranza. Se anche un governo sedicente liberale non è riuscito (o non ha voluto, ma la distinzione non ha importanza) nel cambiare questo stato di cose, certo non lo farà un governo di “professori”, anch’essi sedicenti liberali perlomeno in parte. Sono quasi tutti a stipendio altissimo e fisso e quindi statalisti nel profondo dell’anima. Quello che ha descritto è uno statalismo che nemmeno Bersani…! e come cittadino mi sento insultato e ridotto a servo e suddito da alcuni provvedimenti presi da questo governo, soprattutto dalla sua azione legislativa e mediatico-culturale tutta tesa contro il cittadino “evasore” (e non è una difesa dei veri evasori) senza una parola contro quello che Ostellino giustamente chiama “Stato canaglia” e che lei ha descritto molto bene.
    Sono alle soglie della pensione,peraltro modesta, e se le condizioni familiari lo permetteranno me ne andrò via appena possibile. Non perchè altrove ci sia il paese di Bengodi, ma perché “occhio non vede, cuore non duole”.
    Saluti cordiali

  70. Claudio Di Croce

    Non capisco perchè ci siano persone così pessimiste da pensare di lasciare l’Italia : Proprio adesso ? Abbiamo cacciato il male assoluto rappresentato da SB, abbiamo un Premier , Professore , Senatore a vita , nominato -pardon – designato da un Padre della Patria con una esperienza politica virtuosissima da oltre sessantanni dalla parte dellas libertà. Il nostro amato leader , pardon il nostro Premier, è acclamato in Europa, cosa dico ,nel Mondo intero come la persona giusta . I suoi ministri sono tutte persone serie , mai avrebbero una casa sul Colosseo a prezzi di favore , sono tutti Professori , altissimi burocrati che hanno le liberalizzazioni nel DNA Ha fatto una manovra giustissima, colpendo dove c’era da colpire, approvata dalla Merkel, adesso aumenterà le licenze dei taxi, il numero delle farmacie, abolirà le tariffe minime degli ordini professionali e vedrete che l’economia dopo queste manovre decisive riprenderà a camminare , anzi a correre a perdifiato.Il declassamento deciso dalle Agenzie di Rating è stata una svista, un errore: non si sono ancora rese conto da chi l’Italia è guidata ora. E’ stata decisa per fare un favore alla speculazione internazionale , anzi americana . ( il fatto che le stesse agenzie di Rating avessero declassato gli USA non ha nessuna importanza )Infine non ci dobbiamo dimenticare le colpe gravissime dell’Europa, della Germania, della cattiva gestione dell’Euro,della speculazione internazionale , della finanza mondiale e quindi noi siamo a posto : e qualcuno se ne vuole andare ?

  71. waldimiro

    Siamo alla resa dei conti (o del debito), declassati dalle agenzie di reting lungamano delle banche di affari anche altri paesi europei per spaventarci ancora di più e CONVINCERCI che dobbiamo pagare interessi altissimi per favorire gli appetiti di pochi grandi gruppi di affari a speculare usurando sui debiti pubblici sovrani di stati fatti appositamente indebitare per poterli sfruttare costringendoli a svendere i loro beni più preziosi. Anche la democrazia e la stabilità sociale faticosamente raggiunta in Italia e poi minata da politici criminali sono preziosi e ineludibili beni umani soprattutto, questi non si svendono, dobbiamo ribellarci con tutte le forze e tutti chiamati a urlare e financo combattere per il rispetto della Costituzione italiana che è la più grande carta democratica del mondo civilizzato furutto di sintesi moderna di quella francese e americana. Quando chi governa cerca di piegare la carta agli interessi di parte o peggio personali va perseguito come crimine contro lo stato e anche ministri, onorevoli, e chiunque attenti alla costituzione processati e condannati. non bastasse a far rispettare la carta la normale giurisdizione allora la rivolta popolare in difesa della carta diventa d’obbligo per il CITTADINO, rivolta fiscale o materiale che sia per cacciare dalle istituzioni i criminali che attentano e sconvolgono spergiurando il patto sociale vigente sul quale malevolmente hanno giurato fedeltà alla carta.

  72. waldimiro

    Il berlusconismo ha lasciato un paese agonizzante da ogni punto di vista legale, morale e politico, rimpiangere tale guappo è offesa ai fatti e alla verità.
    Ora con la decisione sui referendum bocciati il pallino della crisi per decidere elezioni si o no è tornato purtroppo nelle mani di Berlusconi e come da lui dichiarato appena i sondaggi daranno lui ragione affonderà Monti per le elezioni anticipate, reso forte da questo porcellum che permette lui di confermare gli attuali parlamentari con poche eccezioni di deputati e senatori CONVINTI ad andare in vitalizi dorati. La casta continuerà a imperversare impunita e democraticamente il regime berlusconiano avrà la sua definitiva consacrazione e la Costituzione verrà stravolta e copiata quella di Putin.
    Qualunque disobbedienza civile diverrà reato e saremo messi in galera, ci vedremo al confino caro Giannino o peggio in galera a far compagnia ai giudici di Milano e a tutti quelli che oseranno opporsi alla casta.

  73. Aderisco anch’io al partito Liberal(e). sono pronto a sottoscrivere la tessera e a partecipare al Congresso fondativo. Fatemi sapere.

    Proporrei anche di togliere le armi alla Guardia di finanza, visto che probabilmente suiamo l’unico paese del mondo cosiddetto evoluto e democratico ad armare la polizia fiscale; e questo la dice lunga sull’impostazione …….

    Lotta dura contro lo stato di polizia fiscale!!!

    Proporrei anche un referendum per abolire la legge che consente al fisco di spiare chiunque e comunque. Siccome “l’occasione fa l’uomo ladro” mi sembra evidente che assisteremo ad una escalation dei furti e vessazioni di stato.

    P.S. Mi raccomando invitate anche Piero Ostellino

  74. Vladimiro

    Prima di parlare della Costituzione italiana bisognerebbe leggerla e sapere come nasce.
    Dal mio personale punto di vista, nessun liberale che sia tale potrebbe accettare una Costituzione siffatta in quanto tutto fa meno che mettere al centro di ogni cosa l’individuo, punto cardine del pensiero liberale. E’ la somma degli individui che crea la società e sono i suoi interessi personali e condivisi che creano l’ordinamento. La nostra Costituzione è il frutto (demagogico) di due culture simili di carattere dirigistico ed è proprio da questo (l’essere simili) che nacque un tempo la loro contrapposizione e che, oggi, cadute le barriere politiche sulla libertà di fede, il loro accordo. Cari signori, la libertà è tutt’altra cosa! Vi suggerisco di leggere la nostra “Carta fondamentale” e a sottolinearmi in quali casi la libertà riconosciuta ad un individuo non sia prevaricata dall’esigenza del bene comune (o sociale che dir si voglia). Chiedetevi come mai, se il popolo è sovrano, le maggioranze – come previsto dalla nostra Costituzione – si formano in parlamento? Il messaggio nascosto è semplice: scegliete il partito e poi sarà questo a scegliere cosa è meglio per voi(?!?). E torniamo all’impostazione dirigistica. La vera rivoluzione berlusconiana, in tema sociale, è stata quella di sostituire le scelte parlamentari con le scelte popolari; questo non gli è mai stato perdonato(sul resto delle sue azioni è meglio stendere un velo pietoso). Vi invito, ancora, a fare uno studio comparato tra la nostra “Carta fondamentale” e la Carta dei Diritti universali redatta dall’ONU. C’è da divertirsi! Non smetterò mai di ripeterlo: essere liberali significa essere soprettutto responsabili, sopratutto delle proprie azioni e delle conseguenze che queste hanno nel tessuto sociale. Essere liberali non è una dote di nascita ma la maturità per stare in un contesto sociale.

  75. waldimiro

    Le scelte popolari di Berlusconi in vece di quelle parlamentari sono di una gravità insita nella vioelnza con le quali si sono dispiegate alla ragione di privati interessi piegati dai mass media controllati personalmente come propedeutiche cure dell’interesse generale. Scelte populistiche siffatte minano qualunque società civilizzata, meraviglia ancora dopo i FATTI che hanno spazzato ogni dubbio sul conflitto permanente di interessi che ha paralizzato il paese e la giustizia nell’interesse di pochi e uno solo in special modo, ci siano argomentazioni artificiose che ne traggano un qualche vantaggio per la collettività. Essere responsabili significa mettersi in gioco non tanto per i propri interessi ma a costo di rimetterci per gli interessi generali, e in questo gli italiani sono stati anestetizzati in nome di una individualità cercata come fine e non come mezzo per costruire e integrarsi in una società sorretta da regole condivise e rispettate.
    La nostra storia ha faticato a capire le ragioni storiche della italianità e quando finalmente con tangentopoli e Falcone Borsellino pensavamo di essere sulla strada di diventare pellegrini di un sentiero infine virtuoso il berlusconismo ci ha ricacciato nel più bieco italianismo mafioso.

  76. Adriano

    Chi propone la paura come strumento di politica fiscale può fare solo danni e merita di essere cacciato senza indugio e senza appello. Non capisco la citazione dell’articolo 15. Come si sa la legge va interpretata. Quelle italiane,normalmente piene di buchi,se si è in malafede possono essere stravolte a piacere. In questo caso non mi sembra occorrono sforzi particolari. L’informazione telematica fra banche ed agenzia è cosa diversa e distinta dalla corrispondenza o dalle comunicazioni al cliente. La disobbedienza civile è doverosa,basta rendersi conto che nella situazione attuale porta alla guerra civile. Prima bisogna unire gli interessi, cancellando il dubbio sull’evasione e per farlo occorrono interventi certi,automatici,inconfutabili. Come l’abolizione dei contanti,che però non piace. A chi ne contesta l’efficacia e la possibilità, l’onere di un’alternativa altrettanto immediata e semplice. Quando nessuno potrà accusare nessuno di poter evadere da posizioni di privilegio, se ne potrà parlare. Più che disobbedire comunque occorre rivoluzionare.Le azioni necessarie non sono più gestibili con la delega o essere individuali e disarmate. Da vecchio libertario affamato ed assetato sono lontanissimo da Togliatti che però nel suo lucido cinismo aveva ragione.Le mezze misure o le clausole di salvaguardia servono a poco se si decide di fare la guerra. Con la scomparsa tecnica della politica,la democrazia stessa è in pericolo,non solo i conti correnti. Non è lontano il momento,forse già arrivato, in cui anche il suffragio universale sarà bollato e perseguito come pericolosa deriva populista.Se così è o sarà,il tempo del compromesso conciliante e delle cavalleresche battaglie di fioretto non è più tra noi.

  77. Enzo

    Carissimo Giannino,
    condivido l’articolo e sono d’accordo con Lei che le tasse pagate dagli evasori, le multe ed i risultati della guerra all’evasione debbano servire per ridurre le tasse a chi è onesto e paga fino all’ultimo centesimo ma vorrei far notare:
    1) qualunque azienda quando vede che va male comincia a ridurre le spese e cerca nel corso degli anni di arrivare perlomeno ad un pareggio; questi governucoli che abbiamo avuto nel tempo, non sono stati capaci di ridurla e non ne hnno pagato almeno direttamente le conseguenze perchè ?
    2) perchè il potere d’acquisto dei dipendenti privati è calato e continua a calare mentre per i dipendenti pubblici non è cambiato nulla ?
    3)perchè è consentito ai dipendenti top dello stato di farsi lo stipendio a misura e a non commisurarlo alla capacità dimostrata ?
    4)vediamo i dipendenti di montecitorio & C che per fare lavori di qualuque genere (barbiere commesso tastierista ecc ecc ) hanno stipendi che l’industria privata non riuscirebbe a mantenere neanche per i propri manager, se i conti sono in rosso è giustificata tale spesa?
    5)più in generale cosa ha fatto nel corso degli anni lo stato per ridurre le spese e dimostrare di essere al passo con i tartassati ?
    6)Perchè il costo del lavoro in Italia è maggiore di quello di UK, Francia, Germania di qualche punto ? quale stato per portare a casa un contributo così alto, fa fuggire all’estero l’imprenditore italiano ?
    7)Auto blu: al dipendente dello stato che non è in grado di migliorare la situazione economica del suo ministero, vanno tagliate le spese e questa è la prima assieme a tutti gli altri benefit che oggi non ci possiamo più permettere (io con uno stipendio basso, mi pago tutto, loro con stipendi da nababbi hanno tutte le facilitazioni possibili, forse c’è qualcosa da cambiare ?
    8)Lo stato finanzia, mi è capitato di vedere i capitoli di spesa dello stato italiano, cose inimmaginabili con finanziamenti gettati nella spazzatura. Chi li autorizza a queste spese ? io no e se venissero divulgate, certi figuri verrebbero presi a schiaffi. come si può arginare questo fiume di regali ? E i partiti ? Cosa fanno con i fiumi di denaro che incassano dallo stato ? come reinvestono ? in case? palazzi ? società? BOT ? ma come si fa ?
    9)delinquenza – ormai l’italia è diventato lo stato europeo nel quale ha confluito la miglior delinquenza europea, prevedo anni veramente duri ma il buonismo dimostrato e la giustizia lenta aiutano solo la delinquenza stessa, perchè i vari governi non provvedono ? fa pensare
    10) e ultimo punto: Università e cervelli: creare urgentemente dei siti con pool di ingegneri e ricercatori per lo svilupo di brevetti, nel passato i cervelli italiani hanno inventato molta tecnologia e la ricerca in tutti i settori può salvarci. Esportiamo cervelli in cambio di importazione di braccia… non funziona così
    ====
    Mi scuso per la dilungaggine ma questi 10 punti da un po’ mi sentivo di doverglieli dire.

  78. Franco

    1967 – Jim Morrison, The Doors – The End “.. this is the end, beautiful friends, this is the end, my only friends, the end ..” . Disobbedienza, lotta armata, rivoluzione non serviranno a nulla in questa povera italietta dei furbetti del quartierino, senza etica, senza morale, senza senso civico, senza democrazia. E’ troppo tardi!! Decenni di mafie, scandali, governi ladri e corrotti, cittadini disonesti hanno segnato per sempre l’immagine e il futuro di tutte le generazioni. Ma chi vorrebbe mai combattere caro Giannino? Il suo vicino di casa? I am sorry, this is “The End”.

  79. canio trione

    La degradazione dell’Italia (meglio sarebbe dire dei conti pubblici dell’Italia) di ben due posizioni da parte di S&P (abbiamo ormai la stessa credibilità del Perù ormai) è chiarissima nel bocciare il prof Monti e la sua manovra. Senza scuse né appello. Già il mercato si era incaricato di mantenere alto lo spread a dimostrazione che la sfiducia per Monti (nonostante tutte le nuove tasse) era pari alla sfiducia per Berlusconi. Quindi le nuove tasse non sono servite a nulla? Si, non sono servite a nulla! Certamente maggiori tasse e minori spese sono una prospettiva incoraggiante per i creditori del debitore pubblico italiano ma solo se i contribuenti saranno in grado di pagare quelle tasse. Cosa impossibile senza crescita e anche S&P -con noi- denuncia a chiare lettere che senza crescita le manovre non servono.
    Se Monti non capisce tale assioma si rivela un pericolo non solo per il bilancio pubblico ma anche, e principalmente, per l’intera economia italiana. In questa situazione è essenziale far sentire al Presidente del Consiglio, al suo mentore Presidente della Repubblica e all’intera classe politica, che gli italiani sono contrari alla politica delle lacrime e sangue non solo perché è impossibile da digerire ma anche perché è controproducente. Quindi errata.
    Ma quale è il movimento che incarna o sta per incarnare tale fermissima opposizione? Quello dei tassisti. Essi oggi sono inconsapevolmente, gli unici determinati ad ostacolare il governo nel suo disegno errato.
    Il resto della società viene abilmente tenuta calma con evidenti diversivi come la questione della iniquità della ripartizione dei sacrifici o quello della ossessionante ripetitività delle notizie di cronaca.
    Nei prossimi giorni anche i comuni eleveranno il loro livello di fiscalità perché a ciò indotti dalle manovre governative (il comune di Bari vuole 46 milioni di euro in più).
    Ma anche le cosiddette liberalizzazioni sono intese a ridurre i redditi dei “liberalizzati” e a “riordinare” tsettori che daranno nuovo gettito.
    Equitalia invia avvisi a tutto spiano mentre vengono scatenati sul territorio tutti i controlli che si possano immaginare.
    Se non si ferma questa macchina e non si annulla l’ultima manovra succedono due cose: andiamo alla sollevazione violenta entro l’estate e avremo il collasso economico e finanziario prima di maggio; quindi è vitale che adesso la cittadinanza faccia sentire il proprio dissenso al fine di indurre i professori al governo a modificare la tabella di marcia: prima lo sviluppo e poi la contabilità pubblica; senza né grandi opere né tasse; lo vuole la popolazione, lo vogliono le agenzie di rating, lo vuole la ragionevolezza. Quindi una manifestazione oggi può evitare un collasso e una ribellione violenta domani. Cioè il caos totale; che in assenza di correttivi immediati, è certo.
    Utilizziamo i mezzi offerti dalla rete per fare massa critica e riuniamoci pacificamente ma fermamente in ogni parte d’Italia con uno slogan comune: “lavoro, non tasse”; “sviluppo senza tasse, si può”; occupazione prima di tutto”. Saremo sempre di più e sempre più vicini ad un altro modo di fare politica economica più rispettosa e più efficace. Quella attuale è errata.

  80. Claudio Baldini

    Dott. Giannino….ma di quale libertà parla? quella di evadere impunemente?
    Mia nonna diceva…male non fare, paura non avere.
    da suo ammiratore in tema di analisi economica, mi dispiace vedere invece che continua a occuparsi, con crescente frequenza e preoccupazione, di tematiche fiscali, denunciando un nervo scoperto che, dovrà ammettere, fa un pò pensare.
    Mi dispiace ma, finché reggerà il governo Monti (speriamo per sempre!!!), ve ne dovrete fare una ragione!!! La festa è finita!!

  81. Gug

    Sono d’accordissimo che Monti e’ l’ultima nostra salvezza (liberalizzazioni!!!)e lo dovremo seguire in qualsiasi partito proseguirà la sua azione, ma per ottenere che si agisca di più sulla spesa e di meno sulle tasse la disobbedienza deve essere posta nei confronti dei titoli italiani dei “No Btp day” oppure “Non finanzio questo spreco” questo in questo momento sarebbe d’impatto se fatto con pubblicità ed enfasi. Ma ora e’ “The end” forse si doveva fare 10 anni fa.

  82. Luca

    Concordo con Lei: “ma ogni più sacro fondamento del diritto di persone e individui viene da anni sempre più calpestato, in materia fiscale. Perchè lo Stato assetato di risorse si dà ragione nel diritto e nella giurisprudenza”. La domanda allora è: perchè lo Stato è sempre più assetato di risorse? Perchè non tollera più, come in passato, l’evasione fiscale che, oggettivamente, esiste? Perchè non “retrocede a chi le tasse le paga per premiarlo”? La mia risposta è: perchè il fenomeno dell’economia mondiale informatizzata ha fatto sì che gli Stati Nazionali di modello ottocentesco (e loro relative Costituzioni) non contino quasi più niente. Gli Stati hanno perso il controllo diretto delle risorse materiali e monetarie, trasferito alle organizzazioni finanziarie sovranazionali che, grazie all’informatica, non conoscono più “dogane” e altri controlli “fisici” da cui passare. In questo contesto mondiale, l’Italia (e i suoi sempre più impotenti politici) è schiacciata nel cambio di paradigma: da cittadini “ricchi” di uno Stato indebitato a cittadini “impoveriti” di uno Stato cui il virtuosismo dei conti è imposto senza alternativa. In tutto questo penso che disobbedire sia un dovere per rispetto della ns. cultura e della ns. storia, ma in che modo e a quale prezzo non so: le Costituzioni nazionali (e i loro Stati) non contano ormai quasi più nulla.

  83. Francesco

    @Claudio Baldini

    Qui il problema non è la difesa dell’evasione, ma la paura di non potersi difendere di fronte alle pretese del fisco, al quale la stessa classe politica che ha massacrato di sprechi questo paese, ha dato poteri presuntivi assurdi e dai quali non c’è possibilità di difesa, il tutto condito dal pressappochismo e autoritarismo che hanno contraddistinto da 150 anni la storia di questo paese

  84. roberto

    Caro Giannino,
    parole sante , la seguo in molte delle sue trasmissioni e mi complimento per la sua capacità di analisi ,sintesi ed oggettività delle problematiche economiche e non solo , le chiedo di essere leader e organizzatore di un nuovo mondo liberale , ne ha tutte le capacità , in Italia siamo in un mare di guai …………………Un cordiale saluto Roberto

  85. EUgenio

    POLITICI NEL RELITTO

    Buonasera Giannino,

    non c’entra con il tema ma esprimo il mio desiderio di mandare i politici dentro il relitto della Concordia e non i soccorritori a rischiare la vita!!!

    Che titolo hanno i peggiori di ordinare ai migliori di mettere a rischio la propria vita quando loro mai lo hanno fatto e mia lo faranno??

  86. JPaul

    Provocazione:
    in questi momenti abbiamo, ahimè, un drammatico esempio di privato che, perseguendo il massimo profitto, magari risparmia su composizione, qualità, competenza, adddestramento del proprio personale (equipaggio) e su alcune dotazioni di sicurezza mentre il vituperato pubblico che interviene con sollecitudine, impegno, determinazione ed efficienza. Mah…di che pensare, volendo, senza preconcetti.

  87. Cristallo

    Mi scusi dottor Giannino come mai il counter del debito pubblico agganciato al suo sito continua a contare in avanti, il calcolo matematico va aggiornato visto che gli ultimi dati lo danno in calo, non di troppo ma in calo

  88. Cristallo

    Gentile dottor Giannino volevo complimentarmi con lei per il suo intervento alla trasmissione fuori onda sulla 7 soprattutto nel passaggio in cui diceva che noi lezioni da chi ha già rinazionalizzato le banche non dobbiamo prenderne, e ricordando che Deutsche Bank, la maggiore banca tedesca ha total assets per 2.3 trilioni di euro a fronte di un patrimonio netto di 52 miliardi di euro.

  89. Ecate

    @Claudio Baldini
    Giannino lei abbaia alla luna.

    Lo stato esige che le tasse, giuste o sbagliate, belle o brutte che si ritengano, vadano pagate e qui fine della discussione. Personalmente penso sia meglio girare con le toppe al culo, nessun capriccio e pagare a testa bassa come uno schiavo, qualsiasi cosa lo stato voglia violentando norme costituzionali o interpretando a proprio favore, con dotte sentenze, e consentire sistematicamente sprechi e ruberie anche con i miei contributi piuttosto che avere problemi di pignoramento e costringere la mia famiglia su un marciapiede.

    Poi non mi risulta che con la dialettica e il confronto retorico si sia mai ridotta l’imposizione fiscale ed episodi come la rivoluzione per l’indipendenza delle colonie americane l’hanno confermato, ma non proseguo perché il reato di istigazione a delinquere è talmente vago e interpretabile che potrei venire frainteso e accusato di appoggiare la violenza. Rifletta sul fatto che l’ultima raccolta di firme dei cittadini per l’abrogazione della legge elettorale è stata, in uno stato in cui la sovranità è del popolo, bocciata.

    Ricordo una sua trasmissione di radio24 in cui un funzionario dell’agenzia delle entrate sosteneva con convinzione che TUTTI i contribuenti facessero i furbi, lei si adirò ma la convinzione è quella e l’inversione dell’onere della prova si fa, per tutti i furbi, adesso alquanto difficile. Come non credere ad un funzionario che con esperienza decennale e professionalità asserisce ciò: infatti ha ragione come l’hanno chi sostiene che tutte le donne sono meretrici, che tutti gli impiegati del pubblico impiego sono nullafacenti e via discorrendo.

    A quel signore che afferma “male non fare, paura non avere” e a tutti coloro che la pensano in egual modo, spero non debbano vivere l’esperienza di venire condannati in primo grado, nonostante la loro innocenza, per poi venire, se hanno fortuna, assolto nel secondo; come l’azienda di Pomezia che ha subito un accertamento in base agli studi di settore, e che ha vinto la causa tributaria tre anni dopo i pignoramenti di Equitalia, e dopo avere licenziato 25 dipendenti.

    Quindi :
    lo stato chiede le tasse,
    le tasse servono per i servizi,
    le tasse sono imposte per legge,
    le leggi sono giuste e vanno rispettate,
    chi non rispetta le leggi vuole fare il furbo,
    chi non paga le tasse, anche se non ha le risorse, sta facendo il furbo,
    i furbi sono parassiti da combattere perché tolgono servizi alla società,
    lo stato tramite l’agenzia delle entrate non si inventa nulla: applica e interpreta con parzialità e professionalità le giuste leggi dello stato,
    se inviano una cartella è perché qualcuno non ha rispettato tali leggi e quindi ha fatto il furbo,
    gli eventuali errori, con tutti gli strumenti a disposizione sono casi isolati da non essere rappresentativi e comunque sono sempre aperti ad un cordiale e pacifico confronto,
    Equitalia combatte i parassiti e i furbi individuati dall’agenzia delle entrate,
    W Equitalia perché ci fornirà migliori servizi.

  90. Mauro Silva

    Ahi ahi, come siamo messi! Già il mio senso di impotenza nell’esprimere, sia pur in modo molto più modesto, concetti di questo tipo e sentirmi sempre dire che favorisco l’evasione fiscale, che sono un pessimo cittadino, si è acuito di molto. Ora leggendo questo articolo del mio giornalista preferito, il morale scende sotto i tacchi. Già da tempo mi sono chiesto come posso fare della disobbedienza civile verso uno stato “grassatore”, che non rispetta gli elementari di una nazione civile. Io, come tutti i dipendenti (non pubblico, ma privato e provato), ho la ritenuta alla fonte, il prelievo è quindi forzato e non concordato. Cosa posso fare se non evitare di chiedere, anzi rifiutare, quegli scontrini o fatture che a me servirebbero unicamente come carta straccia? Il 20/21 o il 23% di IVA su qualunque cosa io debba pagare, senza per questo vedermela riconosciuta come spesa (non accessoria, non parlo del telefonino di ultima generazione), tipo dover rifare gli esterni di casa o riparare la mia unica auto che mi serve per andare a lavorare, ossia quelle spese senza le quali io ora mi troverei a far parte di quella schiera di persone che mendicano un posto in cui stare o un lavoro per vivere. Evidentemente non vogliono dei cittadini ma dei sudditi.

  91. Fareri Edoardo

    Come da tempo immemore scrivo sul mio blog di economia http://blog.libero.it/CLUBBENCHMARKING, il vero problema risiede nella mancata riduzione della spesa pubblica, della difesa della “spesa storica” da parte di lobbies della Pubblica Amministrazione, nella incapacità della Politica di misurarsi con i poteri forti. L’unica possibilità di ripresa economica, sta nel sostenere “la domanda” ed, evidentemente, l’operato del Governo Monti dirige verso direzione opposta. Non siamo in “recessione” come si sente dire ma bensì (ben più grave…) in DEFLAZIONE !

    Rag. Edoardo FARERI – Consulente di Direzione

  92. Cristiano

    Condivido ogni parola del mitico Oscar Giannino. Ma dico: prima di disobbedire, abbiamo provato ad agire nelle regole della dempcrazia? Dopotutto, quando berlusconi mise al primo posto del suo programma le due aliquote di imposta al 23%-33% stravinse: quindi agli italiani interessa la liberazione fiscale. Un partito integralista liberal vero secondo me avrebbe grande seguito, in particolare al Nord e tra le categorie produttive. Oscar: metti in piedi una cosa nuova, presentati alle elezioni: prenderò la tessera N°1!

  93. franco selmin

    mia nipote,15 mesi,circa 30 mila euro di debito pubblico
    mio nipote,5anni,circa 30 mila euro di debito pubblico
    Ad un drogato se continui a dargli soldi continua a spenderli in droga,e sempre più.
    Se poi lo mettiamo pure a tenere la cassa l’unica sua preoccupazione è spremere i soldi per comprarsi la dose giornaliera.
    Dichiarazione di Monti:”se non favevamo questa manovra in fretta mancavano i soldi per pagare gli stipendi pubblici”.

  94. waldimiro

    Non sono liberal nel senso puro e duro, vivendo in uno stato del welfare e a cui devo la mia istruzione in scuole pubbliche, la cure mediche in ospedai pubblici e la pensione assicurata da speculazioni di soli fondi privati, non posso chiamarmi fuori dai miei doveri verso le future generazioni su cui abbiamo scaricato gran parte dei debiti che hanno tenuto in piedi questo Stato di cose. se vivessi in america forse sarei un liberal duro e puro, ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte, detto questo la mia lotta privata è contro questa classe politica, o meglio contro il sistema creato dai politici in cui gli interessi privati della casta, spesso criminali o appoggiati da leggi a castam si appropriano indebitamente delle nostre tasse.
    La mia rivolta e la tesi con cui la sostengo sono spiegate dai fatti giornalieri che vengono fuori dal modo di condurre la politica e gli affari in Italia, ognuno di noi dotato di un minimo di discernimento può vederli se vuole, allora c’è poco da essere liberal in questo paese, prima dobbiamo liberarci di queste incrostazioni all’apparato rappresentato da uomini che offendono le istituzioni, questi non sono altro che lo specchio di una società, NOI TUTTI, che siamo liberal soltanto quando ci conviene in profitto personale e pochi disposti a rinunciare a qualcosa in cambio di vivere in un paese democratico con regole certe e rispettate anche a costo di rimetterci.

  95. Ezio

    Ma che bell’Italia..

    I nostri bravi “reggenti”: politici, servitori, professori o conduttori vari.. chiunque essi siano.. continuano a dirci che la maggior parte dei problemi derivano dall’evasione fiscale e dal lavoro nero!
    Bene concordo con loro che tutti abbiamo il dovere di contribuire secondo le nostre possibilità effettive e quindi pagare le GIUSTE Tasse, come controparte però, è diritto di tutti i cittadini avere dei servizi pubblici efficienti (sanità, sicurezza, giustizia, istruzione, trasporti, tanto per citarne alcuni ) ed uno stato performante (a partire dall’amministrazione centrale fino alle regioni, provincie e a tutti i comuni periferici), uno Stato che sia al di sopra di ogni sospetto non oberato da inutili burocrazie spesso generate per mantenere o creare posti di lavoro fittizzi e clientelari o altre ragioni (incompetenza, inefficienza, menefreghismo, libero arbitrio, ecc.), dovremmo vivere in uno Stato che fosse realmente al fianco di tutti i cittadini, dove chi lavora per o all’interno di tale apparato, dovrebbe operare per il bene comune e non per interessi propri o solo di fazione (a fronte di giusti requisiti, sono a favore per una continua rotazione generazionale delle cariche politiche e pubbliche) . Ora, invece, abbiamo solo un’infrastruttura statale che non tutela il semplice cittadino ma che anzi voracemente distrugge molto di più di quello che produce!

    Facendo seguito a quanto prima esposto forse mi sbaglio, ma mi chiedo (in realtà me lo chiedo da almeno 25-30anni): se veramente si volesse eliminare immediatamente il cancro dell’evasione fiscale e del lavoro nero, ma perchè al fine di tutelare TUTTI gli italiani.. quelli poveri e meno abbienti “in primis”, poi tutti gli altri compreso quelli più ricchi, fortunati o bravi che siano.. Perché non è permesso di scaricare TUTTO a TUTTI?: dal caffè allo yacht ..?!?
    Come cittadino del ceto medio basso, sono concorde ad aumentare l’iva fino al 30-33% su tutti i beni di consumo, salvaguardando solo alcuni prodotti di prima o primissima necessità come: sementi, acqua, pane, pasta, latte, medicinali salvavita.. e ad aumentare ulteriormente anche per scaglioni differenziati l’Iva per i beni di lusso più esclusivi . Inoltre sarebbe però importante impedire che vengano applicate doppie tassazioni come ad es. per il Gas o in altre situazioni dove si paga l’Iva anche sulle tasse..?!?
    Inoltre sarei sicuramente favorevole ad una tassazione anche del 50% o più, su tutto quello che rimane non utilizzato in fondo ai forzieri delle banche (tanto si tratta di capitali inutilizzati che non generano ricchezza non reale ma eventualmente solo transazioni finanziarie sulle quali approvo la Tobin Tax)! Il tutto in modo da chiedere niente o poco a chi non ha niente o poco e chiedere di più a chi a realmente troppo!

    E’ ovvio ed evidente che se si muove il mercato tutto si muove e tutti ne beneficiano.. ma solo attraverso l’operazione ENTRATE (qualsiasi) meno COSTI (tutti) si ottiene un valore di REDDITO corretto da tassare rapportato alla propria reale capacità contributiva (..poi se qualcuno evade ben venga il carcere.. per chiunque però!) Personalmente trovo che solo questa si potrebbe definire EQUITA’. Invece, si continua a colpire sempre i ceti medio bassi e i più deboli con: Tasse alla fonte, Tasse sui beni di prima necessità, Tasse sulla salute, Tasse sulla prima casa (n.b. l’abitazione è solo un costo non un reddito..), Tasse sull’auto (che serve per lavorare)..ancora Tasse e tasse con altri cento e più balzelli, ogni giorno c’è né una! Vorrei poter andare su appuntamento solo una volta all’anno presso l’Agenzia delle Entrate con il mio scatolone di ricevute e pagare il giusto, sapendo in anticipo quello che devo pagare per l’anno successivo in modo quindi da poter anche tarare le spese in base alle mie reali possibilità e poi basta! fino all’anno dopo.. Questo perchè anch’io come milioni di altri Italiani per vivere devo lavorare e non dovrei perdere metà del mio tempo per correre dietro a stupide quanto inutili burocrazie e a mille gabelle oppressive.

    Come ormai tutti sanno, tutto questo “tartassare” serve solo per coprire parzialmente l’enorme “BUCO NERO” causato da: molti politici (con le loro connivenze, i loro voti di scambio, la loro incapacità nel gestire le risorse che abbiamo: territorio e turismo, cultura e arte, ecc.), molti industriali (i quali avrebbero semplicemente dovuto fallire e invece nel corso degli ultimi decenni hanno ottenuto sovvenzioni enormi a fondo perduto ma senza creare i presupposti per mantenere il lavoro.. e ancora oggi hanno mille pretese.. “imbarcando” magari, centinaia di milioni di euro all’estero. Cosa dovrebbero dire in proposito i milioni di micro imprese che dallo Stato non ottengono mai nulla e che, quando sono in crisi e i loro conti “non tornano”, sono costretti a chiudere?), dalla criminalità organizzata (annessa e connessa con la politica la quale ha riversato in mano ai mafiosi miliardi in appalti per la costruzione di “Cattedrali nel Deserto”, infinite opere inutili o rimaste incompiute ..Se avessero regalato 200.000€ ad ogni famiglia di quei luoghi.. ora sarebbero tutti ricchi o almeno senza grossi pensieri!!), e dalle banche senza scrupoli le quali sicuramente anno supportato criminalità e politica nelle loro losche attività criminose e/o di riciclaggio.

    Cosa dire poi del rapporto ignobile esistente tra i redditi (anche se “puliti”) di molti dirigenti, dei calciatori, della gente di spettacolo (che spesso non brilla per decenza..) di tante altre categorie privilegiate (lobbies), delle multinazionali, ecc e i redditi da fame di tutti i lavoratori “normali” che si spaccano la “schiena” e la testa per sopravvivere? Mentre alcuni dei nostri politici e non solo.. pensano solo a farsi le ferie alle Maldive.. alla faccia della sobrietà, della solidarietà.. e dei sacrifici degli altri!

    Basta! Tutto questo è assolutamente INIQUO!!! A casa subito! Tutti!!

  96. Fabio

    Oscar, la sento ripetere questa storia oramai da troppo.
    Si decida … Indichi la via, noi la seguiremo; oppure la smetta di fomentare. Individualmente verremmo divorati l’uno dopo l’altro, tutti insieme possiamo creare un alternativa. Attendiamo una ri sposta.

  97. waldimiro

    Cari liberal cominciamo a investire nelle imprese italiane che creano lavoro in ITALIA e non out, investiamo contentandoci che ci venga reso il capitale con tassi di interesse bassi più bassi del tasso di sconto, creaiamo un fondo liberale per dare soldi valutando le idee e le persone per il merito, fondi gestiti da persone liberali e reasponsabili magari con alla presidenza Giannino, sganciamoci dal sistema banche e da questi politici, creiamo un sistema no profit al breve per avere profitti a medio e lungo termine, profitti a vantaggio di tutta la società che così potrà riconoscere il valore dei liberal.

  98. Claudio Baldini

    @Francesco
    concordo su tutto.
    ma è troppo facile puntare il dito senza voler accettare controlli capillari, anche al limite della violazione di alcuni diritti, per quanto vi assicuro tema molto questo scenario (che comunque non mi sembra quello attuale, se vogliamo essere intellettualmente onesti), purtoppo gli italiani hanno dimostrato di non meritarsi la fiducia incondizionata e quindi a mali estremi….!!! che sia chiaro, non faccio la morale a nessuno, se potessi evadere lo farei…..ma è proprio questo il punto, lo stato non mi deve lasciare questa scelta….e infatti a me non la lascia, perché dovrebbe lasciarla a voi?? vi sembra giusto?? Spero che la risposta sia no, altrimenti è inutile che parliamo!

  99. Claudio Baldini

    @Ecate
    aldilà dello stucchevole sarcasmo, se non ti va bene puoi sempre espatriare. nessuno ti trattiene. se resti, ti adegui.
    vedrai che troverai molti stati esteri pronti a essere larghi di manica con gli evasori.
    mi dicono, ad esempio, che nelle carceri americane, gli evasori passano dei quarti d’ora interessanti nelle doccie!

  100. Ecate

    @Claudio Baldini
    Ho forse sostenuto di essere a favore dell’evasione ? Noto che l’idioma italiano si interpreta come la legge, a proprio vantaggio o svantaggio a seconda della convenienza, dipende solo dal livello di potere in cui si trova per poterlo fare.

    La mia condotta è esattamente opposta a quella dell’evasore : pago qualsiasi cosa. Non mi interessa disquisire o argomentare : pago, malvolentieri, ma pago.

    Il maestro inquisitore, nel testo Malleus Maleficarum, esordiva che coloro le quali hanno l’anima in grazia di Dio non devono temere assolutamente nulla, sarebbero state protette. Lui si limitava a condurre un nequo e giusto processo secondo la legge. Si immergevano con la testa sotto acqua per alcuni minuti, quelle che morivano annegate erano innocenti, per le altre era il demonio ad averle salvate e quindi erano colpevoli.

    Il suo paragone sul quarto d’ora negli stati uniti mi ricorda quel tale che picchiando la moglie 3 volte al giorno sosteneva, a propria discolpa, di non essere poi tanto crudele come la moglie asseriva; infatti sua sorella veniva picchiata dal cognato almeno 5 volte ogni giorno.

  101. Fareri Edoardo

    Si parla insistentemente di DISUBBIDIENZA CIVILE o FISCALE, ed il fatto onestamente non mi entusiasma. Se, come è vero, che lo Stato ed il Governo per lui, vìola articoli della costituzione, c’è spazio per una CLASS ACTION, un ricorso alla Corte Costituzionale, alla Corte dei Diritti dell’Uomo all’AIA; qualsivoglia attività che possegga i crismi della legalità.
    Non credo alle rivoluzioni violente ed al martirio. Infatti chi ritiene di opporsi al “sistema” violando le regole, allo stato attuale delle cose, verrà distrutto, fatto a piccoli pezzi. Non si può confondere il “liberale” con “l’anarchico”. Non si può passare dalla giusta critica al sistema di recupero di Equitalia, agli attentati bombaroli alle sedi dell’Agenzia di riscossione.
    Il “sistema” va modificato, magari migliorato, anche se possibile rivoluzionato, operando dal suo interno, nel rispetto delle regole democratiche ed etiche esistenti, operando per cambiarle.

  102. Massimo74

    @Fareri Edoardo

    In linea di principio sarei d’accordo con te…. però la storia ci dice che quasi tutte le rivoluzioni sono avvenute per questioni di tasse (vedi “for good and evil” di Charles Adams).Vorrei ricordarti che gli stessi Stati Uniti d’america sono nati da una rivolta fiscale con la protesta dei coloni americani che il 16 dicembre 1773 si imbarcarono a bordo delle navi inglesi ancorate al porto di Boston e gettarono in mare le casse di tè per protestare contro le tasse imposte dalla corona inglese (il movimento dei tea party americani di oggi si ispira proprio a quell’evento).Quindi perdonami se sono assai scettico sul fatto che si possa cambiare l’attuale status-quo attraverso gli strumenti legislativi e costituzionali tipici della democrazia rappresentativa….

  103. marcello

    L’evasione fiscale è il vero problema da combattere in Italia! Davvero? A volte sembra solo un capro espiatorio, buono per coprire le mancanze della politicaMi spiego con un esempio molto ma molto semplice.
    Proviamo a seguire il percorso di una banconota e alla fine trarremo le conclusioni.

    L’imprenditore Tizio alla chiusura del bilancio si ritrova con un utile lordo di 100 euro.
    Adesso ha due strade: dichiararli o camuffare i conti e far apparire un pareggio di bilancio o un piccolo utile lordo.

    Il primo caso non ci interessa direttamente.

    Analizziamo solo il secondo, che poi si divide in due: evasione totale ed evasione parziale.

    Tizio ha in mano una banconota da 100 euro che non ha dichiarato.
    Con i 100 euro compra il pane, il latte, un computer, fa colazione ogni giorno al bar, ecc…..

    Se le controparti fossero tutti evasori totali ci sarebbe un sistema economico con una spesa pubblica uguale a zero.

    Sappiamo benissimo che molti scontrini verranno battuti e che questi 100 euro piano piano finiranno tutti nelle casse dello Stato. Poiché gli imprenditori colpiti da maggiore tassazione trasleranno l’imposta sui beni finali causeranno una perdita di surplus sia per i consumatori che per i produttori. E anche il nostro evasore totale verrà colpito al punto che sarebbe stato più conveniente per lui pagare le tasse.

    Ergo: con il sistema attuale l’evasione totale fa danni all’intero sistema economico, evasore compreso. C’è poco da fare. Analizzate la questione da qualsiasi angolazione e scoprirete che l’evasione totale in un paese dove vige la spesa pubblica è deleteria anche per gli evasori.

    Nella realtà sappiamo che gli evasori totali sono veramente pochi.

    Arriviamo al nocciolo della questione. Quello che vige in Italia: l’evasione parziale.
    Questa non solo è meno grave da un punto di vista etico ma addirittura benefica da un punto di vista economico.

    Tento una mia personalissima dimostrazione. Tizio rileva un utile da 100 euro ma ne dichiara 80. Quindi si ritrova con 60 euro in tasca anziché 50.
    I 40 euro essendomi già stati tassati dovrebbero essere scevri da ogni ulteriore imposta.

    Peccato che quando bevo il mio cappuccino devo pagare l’IVA, la traslazione della tassa sul suolo del barista, una parte dell’inasprimento delle imposte del barista. In poche parole quel cappuccino che dovrei pagare 0,5 euro lo pago 1 euro.

    Il barista farà la stessa cosa di Tizio. Alla fine quei 100 euro arrivano tutti tutti allo Stato solo che non nei tempi “giusti”. In poche parole l’evasione non è una problematica del quanto, come vogliono farci credere, ma del quando. Detto da Economista, l’evasione è esclusivamente un problema di equilibrio finanziario.

    Grazie a questa parziale evasione i soldi possono un po’ circolare senza finire subito sui conti correnti del grasso banchiere o nelle casse dello Stato sprecone.
    Cosa ne pensate di questa opinione trovata su internet?

    Purtroppo in Italia le malefatte del debito pubblico, dei finanziamenti che finiscono nelle mani della mafia, delle autostrade lasciate a metà, dei barbieri che guadagnano 160.000 euro l’anno devono essere finanziate.

    Non a caso la vera tassazione non è del 33% come gli italiani pensano ma dell’80%.
    Adesso visto che tutti i casini sono stati la sommatoria dei politicastri che si sono succeduti nei vari Governi e che non hanno il coraggio di chiedere scusa e lasciare le redini a chi vorrebbe cambiare veramente qualcosa la domanda, sorge spontanea: perché?

  104. mario unnia

    Giannino, vedo che finalmente smetti di cianciare e vuoi fare la disobbedienza fiscale. Bene. Ma come? dal tuo scritto non compare il come. Io ho indicato l’ammutinamento fiscale che fanno gli americani, specialmente verso i governi locali: governo, non ti diamo i soldi, li versiamo su un conto bancario, e te li daremo quando hai realizzato questo, questo, questo. Che ne dici?

  105. Il suo articolo è rilevante, dott. Giannino…una vera e propria “lectio”.
    Nei miei scritti, più volte ho affrontato questi problemi. Nell’ultima versione del mio “Manifesto” di 2nd Democracy, tra l’altro citando il suo nome, ho scritto:
    “Il modello economico liberale è il migliore. Come darvi torto, cari Von Hayek, Von Mises, Miglio e Giannino. Bellissimo non avere lo Stato tra i piedi. Tuttavia, tale modello presuppone che tutti gli individui abbiano un senso di responsabilità civica, una competenza imprenditoriale ed un’onestà altissime.
    Tali presupposti, tutti e tre assieme e con l’intensità necessaria, almeno al momento, non sono riscontrabili in nessun paese. Senza quei presupposti, il liberalismo economico non produce né costanza nella crescita, né costanza nel lavoro, nel reddito e nel benessere per tutti.
    “Continuità” ed “universalità”: questi gli indubbi punti deboli del liberalismo economico.

  106. aldo

    Condivido. La cosiddetta destra, non solo ha avallato tutto ciò, ma ha disatteso l’elementare “principio di reciprocità”: il cittadino sta allo stato come lo stato sta al cittadino. E ciò sia per i debiti sia per le ganasce sia per tutto il resto.
    Aldo

  107. giovanna

    Sono d’accordo, purtroppo l’ “aria” che si respira è tutt’altra, ultimamente sembra di stare in un paese in cui la caccia all’evasore è vissuta dagli italiani come una missione da compiere in nome della salvezza della patria… ovviamente poi l’evasione è sempre quella perpetrata dagli altri: il cacciatore smessi i panni del giustiziere, evade, ma per se stesso ha delle valide giustificazioni. Non sarebbe più sensato, civile, onesto chiedere un abbassamento delle aliquote e riduzione dei costi dell’apparato stato e quindi prendersela con il vero problema l’eccessivo carico fiscale che va a sostenere dei servizi, spesso, inefficienti?

  108. Antonio Di Leo

    Caro dr. Giannino, condivido tutto o quasi dell’articolo, ma secondo me quello a cui stiamo assistendo nei confronti di Equitalia, è solo la punta dell’iceberg di una rivoluzione vera contro lo stato, le sue varie caste, e sopratutto verso le tasse non più sostenibili. E’ qualcosa di gravissimo, ma purtroppo è quello che hanno voluto i nostri politicanti che continuano a mantenere tutti i loro privilegi e tutta la loro arroganza.
    Il sistema è secondo me ormai al collasso, l’impatto delle nuove tasse non potranno che acuire le tensioni sociali. La scellerata scelta di trasformare qualsiasi accertamento in atto esecutivo è la bomba che innescherà la rivolta. Io spero vivamente che giornalisti attenti e sensibili come lei avvertano la classe politica, che il punto di non ritorno è già stato superato. E’ intollerabile oltre che iniquo che esista un così differente trattamento tra contribuenti. Gli scudati fiscali e gli esportatori di capitali sono agevolati dalla legge rispetto ai contribuenti che hanno dichiarato i loro redditi e le loro tasse. A questi ultimi sono riservate le forche caudine di imposte, contributi, sanzioni, cartelle di Equitalia e pignoramenti. Ai primi il premio del 5 % + spiccioli sul non dichiarato ed esportato illegalmente. Siamo alla tassa sul macinato sui poveracci.
    A proposito lo sa che Equitalia negli ultimi quattro anni ha fatto utili per 225 milioni di Euro dopo enormi accantonamenti ? BANCA GENENERALI ha fatto utili per 168 milioni.
    E’ chiaro che gli utili di Equitalia sono la contropartita alle lacrime ed alla disperazione di tante famiglie italiane. Tutto questo è profondamente iniquo e secondo me fuori legge. Per caso ha sentito parlare di liberalizzazioni riferite al monopolio di Equitalia ?

  109. Aldus

    Grande Giannino! Leggere te e i tuoi bloggher è un piacere intellettuale forte !
    Proponi e vedrai quanti ti seguiranno!

  110. Francesco

    Da oggi caro Giannino non mi sento piu’ solo! Pensavo di essere l’ultimo dei Moicani ma con piacere scopro di essere in tua compagnia.Per anni ,da piccolo imprenditore, ho creduto che finalmente l’arrivo di Berlusconi avesse potuto cambiare le cose in Italia,sopratutto per le piccole imprese.Ogni mattina mi alzo ed ho la certezza che in azienda anzichè pensare a produrre e a vendere avrò a che fare con scartoffie e burocrazia.Ogni anno sento annunci di semplificazioni ed ogni anno registro aumenti di cieca burocrazia.
    Possiedo un’azienda con 5 dipendenti ma sono trattato ed oppresso dallo stato come se ne avessi 1000.
    Negli ultimi anni abbiamo subito Privacy,Sicurezza,Antincendi,Conai,Istat,Studi di Settore,Sistri ecc.
    In una cosa noi due non siamo uguali: Io se fondo un movimento Liberale rimarrò uno sconosciuto e basta,Tu se decidi di fondarlo avrai uno stuolo di persone che ti correrà dietro. Io per primo!
    Allora cosa aspetti ? Siamo già in due, Forza!

    Francesco Marano – fra.marano@tiscalinet.it

  111. Diana

    @Claudio Baldini

    “aldilà dello stucchevole sarcasmo, se non ti va bene puoi sempre espatriare. nessuno ti trattiene. se resti, ti adegui.”

    Spero solo che Lei stia scherzando e di non avere compreso l’ironia…

  112. Mario Muro

    Anche io sono convinto che l’intromissione dello Stato nei conti bancari, così come l’eccesso di prelievo fiscale è contro il diritto naturale. Siamo diventati sudditi e non siamo più cittadini. Ricordo il film “le vite degli altri” in cui si mostrava come la polizia politica della DDR si intrometteva nella vita aprivata attraverso le intercettazioni, con un costo enorme oltretutto (250.000 persone che controllavano la popolazione di pochi milioni di abitanti). Anche in Italia sta avvenendo che un’immensa e costosa burocrazia tenta di controllare tutta la popolazione con efficacia dubbia perché la burocrazia non si espone ma scrive le leggi e i regolamenti: tocca all’impiegato di banca (privato cittadino) denunciare l’eventuale richiesta di contante superiore alla soglia da parte di un cliente. E se ciò avviene in una zona geografica dove esiste forte presenza di organizzazioni criminali? L’impiegato di banca deve fare l’eroe pena il licenziamento?
    La democrazia è stata tradita. Ci lasciano la libertà di votare, di chiacchierare su internet ma non abbiamo la libertà di spesa del nostro denaro e dell’impiego delle risorse personali. A quando uno statuto del cittadino che ponga un tetto al prelievo fiscale? Diciamo non più del 20% tra tasse dirette e indirette (in antico si pagava la decima) . In cambio ovvimente è necessario che noi cittadini impariamo a badare a noi stessi e a non pretendere tutto dal pubblico.
    Mario Muro

  113. marta

    @Claudio Baldini
    Sono una giovane geometra con partita IVA e anni fa ho lavorato per tutto l’anno per un paio di aziende edili. Ho emesso, nel mese di novembre, avviso di fattura con ritenuta d’acconto per i lavori svolti nel corso dell’anno. Mi hanno pagato a gennaio dell’anno dopo e, come dice la legge, al netto della ritenuta d’acconto. Nel mese di marzo dell’anno successivo, non pervenendomi la certificazione di queste ritenute d’acconto, dopo svariate richieste con raccomandate, scopro che l’azienda era nel frattempo fallita e non rintracciabile.

    In sede di dichiarazione dei redditi decido, nonostante non mi fosse pervenuta la certificazione, di detrarre l’acconto IRPEF che non ho percepito e che l’azienda, secondo legge, si è trattenuta per versarla a sua volta, come sostituto d’imposta, allo stato. Dopo un accertamento per spiegare al fisco che gli incassi di un anno di lavoro li ho percepiti agli inizi dell’anno dopo e quindi di competenza della dichiarazione dell’anno successivo, scopro che l’azienda fallita non aveva versato la mia ritenuta: con tanto di sanzione e interessi di mora di anni Equitalia l’ha chiesta a me ! Non hanno sentito ragioni e così ho pagato, a rate, DUE volte le stesse imposte con sanzioni e interessi. Lo stato ha chiesto a me di pagare per una mancanza di altri e della quale non sapevo nulla. Così lo stato ha finalmente incassato e avendola pagata io, non c’erano neppure più ragioni per sanzionare l’azienda fallita che indebitamente se l’era trattenuta. Per avere giustizia dovevo intraprendere una causa civile ad un’azienda fallita!

    Adesso lavoro da autonoma con partita IVA presso un’azienda come se fossi una dipendente (però niente ferie retribuite e niente tredicesima) sono rimasta in Italia e mi sono, come dice lei sig. Baldini, adeguata. Anzi rassegnata soprattutto perché non saprei dove andare all’estero. Dopo questa esperienza ho voluto sapere se l’azienda che mi rilascia la certificazione, le ritenute le versa veramente, sa : fidarsi è bene, non fidarsi… Ma il fisco per ragione di privacy non mi fornisce queste informazioni ! Ultimamente mi pagano quando possono, non sono né congrua né coerente per gli studi di settore. Così convivo costantemente con quel “sano timore” ricordato da qualcuno, soprattutto perché non posso permettermi i costi di un commercialista e quindi mi devo occupare personalmente di molti aspetti fiscali per me assai complessi.

    I cittadini, come dice Ostellino, si dividono in due categorie : quelli che vengono chiamati a pagare le tasse e quelli che, con una partita di giro, con queste ci vivono. Lei sig. Baldini a quale categoria appartiene ?

  114. ospite

    @Andrea
    Il reddito pro capite negli USA, dati 2011, è circa 47.000 USD, da noi sui 29.000 USD

    Le imposte dirette sono del 20% circa (contro il 48% da noi), il VAT (la nostra IVA) dipende da stato a stato ma la media è del 10% (da noi è il 21%).

    Il reddito disponibile alle spese correnti di una persona, dopo il prelievo fiscale, negli USA è 37.600 USD.
    Il reddito disponibile alle spese correnti di una persona, dopo il prelievo fiscale, in Italia è 15.080 USD.

    Consideri che la benzina, le case e i prodotti in genere costano molto meno negli USA che da noi, che l’imposta sul valore aggiunto da noi è del 21%, negli USA del 10%…

    A proposito : i politici ed gli amministratori pubblici che spendono i soldi pubblici in modo errato, negli USA, vengono arrestati.

  115. Caro Giannino, se fondi l’associazione per la disobbedienza fiscale (o trovi qualcuno che lo faccia), penso avrai molti soci.

    Se posso avanzare un’idea, si potrebbero dirottare i contributi pensionistici, dagli enti preposti ad un fondo, collegato all’associazione, che li converta in oro.

    Direi che sulla sicurezza dell’investimento, rispetto a quelli eseguiti dai ns. enti previdenziali, non vi siano molti dubbi.

    O meglio: pur nel principio popperiano dell’indeterminatezza epistemologica, l’esperienza storica ci concede la migliore sicurezza probabilistica.

    Colgo l’occasione per fare i complimenti ad Ecate, per le dotte e divertenti qualità retoriche. Gli vorrei però ricordare che la disobbedienza civile, a volte, ha avuto successo nella Storia.

    Forse non è stata questa a conseguire il taglio della testa dei regnanti Stewart citati da Gaiannino, ma qualcosa il sig. Gandhi l’ha ottenuto. Perché non sperare in questo?

    In ogni caso, se l’Isola d’Elba insorgesse per l’indipendenza, io partirei ad aiutarli con il moschetto e la baionetta . . .

  116. Ecate

    @Guido Cacciari
    Sono contento che ci sia qualcuno più ottimista di me.

    Lo stato quando ha bisogno di denaro, è come un Trex quando ha fame, non ti chiede permesso per entrare in casa tua e prendere quello che vuole. Molte leggi sono solo parole che ormai hanno perso ogni logica e prive del diritto naturale.

    Potrei considera giusto che un’azienda versi l’IVA mensilmente all’erario dopo avere emesso una fattura SE l’azienda ha incassato a rimessa diretta all’emissione della fattura.

    Ritengo meno giusto che debba versarla anticipatamente non avendola ancora incassata dal cliente, lo anche di meno se il cliente arbitrariamente decide di pagarla quando vuole con dilazioni di mesi o anni, è ancora meno giusto pagare anche l’irpef su fatture non incassate ed è ancora meno giusto dover spendere ulteriore denaro e tempo per una causa e, dopo anni se non decenni, avere una sentenza favorevole della giustizia ma priva di effetti reali perché nel frattempo l’azienda è fallita.

    E’ giustizia invece riscuotere con cartelle esattoriali e interessi esosi (provate a simulare gli interessi per un credito di equitalia) l’IVA che non ha potuto versare perché il cliente non ti ha pagato, si è trattenuto la merce, devi pagare il fornitore e i dipendenti e ricorrere ad un sistema giudiziario che si può permettere di sentenziare in tempi biblici, quando quelli del mercato in cui operi sono di giorni o di settimane.

    Sono troppe le cose non giuste e temo che qualcuna colpisca, come descritto nell’intervento di marta, ciascuno di noi.

  117. Guido Cacciari

    @Ecate.
    Mi piace e condivido l’immagine del T-rex.

    Obbietto però qualcosa:

    – lo Stato non mi può prendere ciò che non ho, e neanche ciò che nascondo bene. C’è tutto un popolo di nulla tenenti, seppur con figli a carico etc., a cui lo stato non può prendere un baffo, se questi non sono consenzienti;

    – Gli esempi che hai citato sono proprio quelli per cui è giustificata ed applicabile la disobbedienza civile. Che non significa truffare, nascondere o non pagare. Bensì autodenunciarsi proponendo modalità fiscali ancorate a diverse basi giuridiche, magari richiamanti principi di diritto naturale da te citato.

    – Al peggio non v’è fine, se non si reagisce;

    Ma non voglio polemizzare con te (anche perché probabilmente hai ragione), solo stimolare un tuo contributo propositivo, proprio perché mi sembra che “parliamo lo stesso liguaggio” in termini ideologici.

  118. Guido Cacciari

    Un grande studioso Italiano dimenticato, il prof. Gaetano Mosca, fondò la “teoria delle Classi Politiche”.
    Di questa, richiamo solo il punto che sostiene che una classe politica basa sempre il proprio potere sul consenso, o per lo meno su quello di alcune “formule politiche” da essa proposte.
    Attualmente, una di queste riguarda la politica fiscale, che vede nell’evasore l'”untore” che la giustifica.
    Abbattere questa visione è importantissimo.
    In questa ottica, lo è anche la proposta di Giannino.

  119. Ecate

    @Guido Cacciari
    Il cittadino viene manipolato, indottrinato a dovere fino a farlo bere anche se non ha sete; niente di nuovo dai tempi di Edward L. Bernays. Allora lo vedi gridare con passione “andiamo in Iraq e in Afganistan perché hanno le armi di distruzione di massa”, poi scopre che furono deliberatamente inventate e dopo un breve blackout per dissonanza cognitiva, è pronto a venire rimanipolato con un nuovo concetto quello della “giusta” guerra preventiva. Rifiutiamo con fermezza la violenza, in nessun caso tollerata, ma andiamo con le armi a suggerire pacificamente democrazia e libertà in altri paesi.

    Il vero potere è manipolare le masse, che non seguono uno schema secondo logica formale ma seguono sofismi creati con orge di emozioni e informazioni che non sanno valutare perché deliberatamente rese complesse e fumose.

    E’ chi comanda che fa le leggi e se non ti attieni ad esse, proclamando la disobbedienza fiscale, il T-Rex ha ora una ragione in più per soddisfare il suo appetito e anche se qualcuno non ha nessun bene da espropriare, è sempre fattibile la cessione del quinto dello stipendio.

    Gli studi di settore sono sbagliati, ma non nel senso di condividere dati statistici tra soggetti economici, ma sbagliati nel senso che 2+2=5. Sono decenni che i contribuenti rilevano che si possono imputare miliardi di posti sedere in un locale di 4 mq, oppure avere banconi lunghi oltre 7000 Km, oppure aprire l’esercizio per 3.000 (tremila) giorni all’anno e ciò, non solo non viene segnalato da Gerico come assurdo, ma è anche ininfluente ai fini della congruità e coerenza. Ma prova a dichiarare di avere un bancone lungo mezzo metro di meno. Vieni castigato a dovere con l’osannazione dello stolto di turno.

    Alle istituzioni dello stato non interessa ricercare la verità delle cose andandone a fondo, interessa solo la vittoria del contendere per ragioni superiori ad essa. Qualche post sopra, quello di marta, chiarisce il concetto.

  120. Guido Cacciari

    Sì, vabbè, ma che centra con l’importanza dell’abbattimento ideologico di una formula che giustifica una politica e la classe che mantiene?

    (PS: anch’io sono un libero professionista, come Marta, ed il vantaggio è proprio che nessuno mi può prendere un 5° dello stipendio. Meglio che il presidente dell’eventuale associazione, oltre ad essere un buon demagogo, sia nelle stesse condizioni. O, come Pannella, mantenuto dai parenti).

  121. rufus

    alla base dei problemi italiani c’è la mancanza di fiducia verso lo stato e verso i concittadini .Temo ormai non ci sia modo di ripristinarla dopo decenni di mala-semina .
    Io sento lo stato come ostile e i suoi adepti non come “fulcro della colletività” ,ma come protetti di un sistema che non mi appartiene. Vorrei potermi riconoscere in un patria , invece che in un conglomerato unito dall’inerzia…La seguo con grande partecipazione.Continui.Grazie.

  122. Paolo Alberti

    L’ evasione fiscale esiste e non lo si puo’ negare. Il problema sono gli accertamenti che sono condotti con metodi induttivi fantasiosi pur di avvallare la tesi. Lo stato si comporta come un vigile che multa di una somma minima tutti gli automobilisti perche’ statisticamente un automobilista su 10 passa con il rosso e quindi se uno passa 10 volte la multa l’ha meritata. Purtroppo e’ quello che succede adducendo che tutti quelli che hanno una partita IVA sono evasori:nascondendo oltretutto a se stesso che questo ormai e’ l’unico modo di lavorare.

  123. Guido Cacciari

    L’Italia ha uno dei maggiori rapporti gettito fiscale/PIL.
    Ma chi può pensare che il suo problema sia l’evasione fiscale?
    Tra l’altro, quest’ultima per definizione non si può misurare.
    Chi ne fornisce i dati o ci è o ci fà.

  124. Luigi Trucco

    Sono un giudice tributario laico e seguo con interesse le trasmissioni “9 in punto” . Sono d’accordo, Dr. Giannino, sul giudizio relativo alle Commissioni tributarie indicate come non indipendenti, che ancor oggi dipendono dal Ministero delle Finanze mentre
    dovrebbero dipendere dal Ministero della Giustizia . I Giudici tributari laici e togati
    stanno facendo un lavoro di volontariato in quanto rimunerati pochissimo in rapporto
    al carico di lavoro e alla difficoltà della materia. Occorre una riforma che ridisegni
    l’intero settore (ottimo il modello tedesco) come sta richiedendo da tempo il nostro sindacato A.M.T., in modo da garantire l’indipendenza e la dignità della magistratura tributaria a garanzia del contribuente e dei cittadini in genere. Chiediamo maggiore attenzione da parte del Governo e dell’opinione pubblica che in larga parte non sa neppure che esistano le Commissioni tributarie e quanto sia difficile la loro attuale
    situazione.

  125. Engli - TV

    Si alla “disobbedienza” fiscale come intesa da Oscar Giannino.
    Anche se non sono proprio d’accordo con lui quando afferma che non bisogna prendersela contro Equitalia.
    Ritengo invece che contro Equitalia qualcosa si debba dire o fare! Per esempio (sul fare) si dovrebbe individuare all’interno di ogni Ente locale la struttura adatta alla riscossione del credito (è oramai consolidato che più i centri di spesa sono vicini a quelli di raccolta, più il potere politico è fisicamente vicino ai cittadini, più facile è il controllo) o quantomeno andrebbero scelti gli uomini di Equitalia sulla base di requisiti di alta moralità, irreprensibilità ed elevato equilibrio al fine di evitare che essa diventi il braccio armato “senza testa” dello Stato contro alcune categorie specifiche di contribuenti e non nei confronti di altre.
    Non solo, l’organismo preposto (meglio – come detto – se comunale) dovrebbe, in ogni caso, colpire di più ove l’intensità dell’evasione è maggiore: dall’Umbria in giù (così dicono le statistiche). E vorrei anche essere confortato sul fatto che anche a Napoli o a Reggio Calabria si riesca a pignorare denaro per 100.000 euro (sic!) in tempi rapidi, com’è successo nel padovano, a fronte di “un’evasione” di 1.600 euro di un piccolo imprenditore!
    E dopo i controlli effettuati è necessario ed altamente educativo che la struttura preposta (qualunque essa sia) pubblichi i dati sul tipo e sulle modalità di evasione perpetrata dai soggetti coinvolti in modo tale da comprendere quali e quante categorie sono state colpite e come ed, inoltre, è auspicabile si prevedano attestati di merito nei confronti di coloro che risultano corretti “pagatori fiscali”.
    Sono altresì d’accordo con il Dott. Giannino quando afferma che il problema in materia fiscale è la politica, attraverso la quale lo Stato impone sempre la sua ragione.
    Basta! Non se ne può più con le prevaricazioni nei confronti dei cittadini onesti. È ora di finirla con l’uso del redditometro che deprime i comportamenti familiari virtuosi e scoraggia gli imprenditori!
    Si dia un taglio alla violazione degli articoli 23 e 53 della Costituzione e dell’articolo 45 della Carta Fondamentale!
    Va rigettato il fisco vessatore, va accettato il fisco equo che non prelevi solo al solito “poenton” terrorizzato dallo Stato, ma prenda soprattutto dalle sacche di evasione massiccia attuata da strutture imprenditoriali complesse e da gruppi mafiosi che ricorrono sistematicamente a pratiche insidiose e non certamente disciplinate dalla legislazione.
    È tempo che i liberali di tutta Italia (se ce ne sono ancora) si organizzino, come dice Giannino, per dibattere sul tema e – se del caso – “disobbedire” (ma come?).
    È arrivato il tempo di non chiudere più gli occhi nei confronti dei “professori commercialisti” che inventano pratiche e metodologie sempre più sofisticate e nuove per sottrarre “legalmente” al fisco quanto più possibile dagli incassi tassabili!
    Penso si debba cominciare imponendo a tutti i contribuenti la dotazione di un piccolo registratore di cassa legato al codice fiscale, in modo tale che lo Stato possa in ogni momento controllare in automatico le entrate e le uscite di tali soggetti.
    E ciò, evidentemente, dopo aver acconsentito ai contribuenti di incassare e spendere come, quanto e dove vogliono, anche in contanti, scaricando tutti i costi sostenuti.
    Sono certo che si vedrebbe, in tal modo, diminuita l’attuale insostenibile ed elevatissima pressione fiscale. Nel qual caso potrebbe essere versato ai contribuenti onesti parte del “bottino” recuperato anziché destinarlo alle casse dello Stato per la diminuzione della spesa pubblica che dovrebbe invece innescarsi con l’eliminazione degli sprechi della politica in ogni settore, la sburocratizzazione di tutto ciò che è pubblico e può trasformarsi in privato e la vendita dei beni immobili delle varie amministrazioni dello Stato.
    C’è da aggiungere che la piaga dell’evasione va di pari passo con quella del lavoro nero che è di varie tipi e che ammonta a circa il 25% del P.I.L.: per esempio, per una categoria specifica di lavoratori in nero, la “politica” faccia in modo che chiunque sia dotato della capacità di svolgere più di un lavoro in contemporanea e sia un lavoratore attivo nel privato o pensionato o pubblico dipendente, possa svolgerlo liberamente anche per più delle ore sindacali previste con gli unici vincoli di pagare in toto le tasse, di non svilire una delle due attività a favore dell’altra (a tutela del datore di lavoro che dovrà misurarne la qualità e la quantità) e di escludere qualsiasi conflitto di interesse da parte del lavoratore.

  126. Marco

    Il problema non è disobbedienza fiscale si o disobbedienza fiscale no, non è pagare o meno le tasse… Basta con queste inutili generalizzazioni…. Il fatto è che il ministro Tremonti prima e il sig. Befera ora hanno totalmente sbagliato la comunicazione sociale riprendendo quello che era già cominciato con Visco nel vecchio governo Prodi…. Non avevamo bisogno di slogan del tipo l’evasore è un parassita perché il vero parassita è chi usa l’auto blu per uso personale, chi gestisce 30 milioni dei miei soldi (leggi LEGA) come se fossero indennità proprie da utilizzare a proprio piacimento che uniti ai 60 milioni della Margherita e ai 26 milioni di AN fanno quasi 100 milioni!!! 100 milioni e non parliamo degli altri 50 partitini esistenti…. Se si scoprisse un tesoretto da 500/600 milioni… Per cosa.. Per campagne elettorali passate??? Questi soldi sono dei cittadini e vanno restituiti SUBITO….punto… Il vero parassita caro sig. Befera è chi ha fatto della corruzione dei pubblici appalti il sistema normale di gestione della cosa pubblica….. E poi questa lotta ai SUV e quoto sportive…. Sapete quanto vale questa azione dissennata e stupida….. 2 miliardi di minori entrate ogni anno….. Solo per le automobili superiori a 50.000 euro che non verranno più immatricolate…. Tra IVA, IPT, Bollo, Accise e Cassa Integrazioni per le 10.000/12.000 lavoratori che entreranno in Cassa Integrazione per la chiusura di,qualche centinaio di rivenditori auto e indotto….. Altro che recupero di evasione…. Vogliamo parlare poi dello Spesometro….. Finite per sempre le spese nelle gioiellerie superiori alle 3600 euro, stop alle assicurazioni vita, alle vacanze con i tour operator….BRAVI….. A fronte di una politica economica degli USA che incentiva i consumi arrivano i nostri GENI Professori che ci dicono che per uscire dalla crisi bisogna DISINCENTIVARE i consumi… Siamo a posto….. E poi con questa storia del debito dello Stato verso le imprese… 70 Miliardi…. BUGIE…. Il mio Comune di 40.000 anime ha debiti verso i privati di 120 milioni di euro.. Esatto 120milioni…. accertati da Decreti Ingiuntivi definitivi… Moltiplichiamo questa situazione per 1.500 comuni (media ottimistica sul totale dei comuni Italiani) e fanno 180 miliardi… Dico 180.000 miliardi… E i debiti delle ASL…… E i debiti dei vari Ministeri….. Superiamo la soglia dei 500 MILIARDI…. Che valgono altri 5/6 punti di PIL…. Basta BUGIE…. Lo Stato sig. Prof. Monti prima di chiedere serietà ai propri cittadini deve dimostrarsi LEALE, IRREPRENSIBILE e CORRETTO…. Cambi Comunicazione, mandi a casa Befera e incentivi di nuovo i consumi…. Per l’evasione abbassi l’imposizione al 33% complessivo (prelievo complessivo) e vedrà che tutti pagheranno il dovuto…. Lealtà contro lealtà non lo dimentichi mai…. Altrimenti arrivano i forconi prima e le bombe poi… Di pazzi disperati ne è pieno il mondo…..

  127. gianni

    @Marco
    marco sono in pieno accordo con te, aggiungerei solo due righe sulla squallida manovra dello scudo fiscale, e dico che chiunque si senta uno sporco evasore, perché magari costretto dalla pressione fiscale, ad evadere quei quattro soldi, che sicuramente gli serviranno per far fronte agli impegni economici che ultimamente non mancano, o che nella peggiore delle ipotesi userà per qualche spesa personale, può star certo che ci sono evasori ben più pericolosi e squallidi di quanto non lo sia lui, sì perché è vero chi non paga le tasse ruba agli altri, anche se questo è un concetto tutto da discutere, ma diamo per scontato che sia così, allora mi chiedo come si può definire colui che non solo evade le tasse, ma priva il proprio paese di una certa quantità di economia, sì perché lo schifoso evasore locale, che magari riesce, con mille escamotage, ad evadere qualche migliaia di euro, ammesso che ci riesca, non potrà far altro che usare quella quantità di denaro sporco, e così facendo contribuisce all’economia di questo paese, a differenza di chi come i grandi evasori, attentano alla stabilità del paese da cui evadono, sì perché quella è molto ma molto di più che una evasione, è davvero un’attentato allo stato, ed è per questo, che i nostri politici hanno pensato bene di punire e perseguitare all’infinito, coloro che non emettono scontrini, o non fanno fatture per piccoli lavori etc.. etc.. e invece premiano coloro che dopo aver dirottato ingenti quantità di denaro su conti esteri privandoli di una tassazione di circa il 43% li riammettono in italia con una penalità del 5%, ed in forma anonima, considerando che avendoli depositati in banche avranno avuto la possibilità di guadagnarci anche qualcosina, in tutti questi anni, o no!
    Comunque complimenti per questo portale e cerchiamo non mollare, perché la situazione sta davvero diventando seria, bisogna far ripartire l’economia, bisogna far sentire ai vari politici ciò che quotidianamente facciamo, per riuscire a sopravvivere, e quanto davvero in questo momento chi come me ha una micro impresa, abbia bisogno di un sostegno, anche solo morale, altro che spot demenziali che non fanno altro che alimentare dei luoghi comuni: IMPRENDITORE= EVASORE. io nel mio piccolo ringrazio tutti quegli imprenditori, che come me, in questo assurdo momento economico hanno deciso di non mollare, e credetemi è dura davvero.
    In bocca al lupo RAGAZZI!!

  128. Stefano

    Oscar, e arrivato il momento di costituire un partito politico. Non saprei come chiamarlo ma senz’altro nella sostanza sara il partito dei Liberali Italiani. Sono convinto che riuscira a coagulare tanto consenso, iniziando da tutti coloro che, come perloppiu i lettori di questo blog, non ne possono piu di vivere in un paese dove, di fatto, lempiu elementari liberta individuali non sono piu rispettate. Un paese dove lo stato per primo non rispetta le leggi, troppo spesso vessatorie, da lui stesso promulgate e comunque ha ragione quamdo si trova a confrontarsi con un privato cittadino. Uno stato dove qualunque poveraccio che per caso avesse versato 1000 Euro sul conto corrente e non possieda pacchi do documentazione timbrati da 100 notai che ne attestino la provenienza si trova alla merce di un qualunque funzionario delle entrate o di equitalia che gli puo pignorare il conto corrente senza neanche l’ordine di un giudice o la minima prova che quei soldi siano frutto di un guadagno non dichiarato e di fatto robinadolo. Come se un privato cittadino non avesse la possibilita e il diritto di tenere 1000 Euro a casa in contanti, magari guadagnati anni prima, e poi decidesse a verto punto di versarli in banca. Di queste storie se ne sentono tutti i i giorni, oramai i funzionari delle entrate e di equitalia sono come la polizia segreta dei regimi totalitari: sui cittadini hanno diritto di vita o di morte, economica e sociale, senza dover minimamente rispondere di ettori o soprusi che rovinano la vita delle persone. O un partito politico omla rivoluzione, quella vera.

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