7
Gen
2012

Cortina, tasse, concertazione. E la libertà?

Da Babbo Natale e dalla Befana Nicolò ha ricevuto diversi mezzi semoventi. Ma non un SUV. Non che la cosa gli dispiaccia. In realtà non li ama. Quando fa la sua passeggiata, e li incontra per strada, li trova troppo imponenti rispetto al suo passeggino. Gli precludono la visuale; in fondo, gli incutono timore. Ma certo non di più degli autobus o dei tram, e neanche dei camioncini del carico e scarico.

I mezzi più grandi occupano più spazio, ed essendo più pesanti, consumano di più le strade. Ma, pensa Nicolò, pur con le sue modeste competenze tecniche, essendo più pesanti avranno bisogno di più energia per muoversi. In pratica, di più benzina e più gasolio. Entrambi molto tassati. Quindi i SUV pagano più tasse delle auto normali, anche senza bisogno di strane “tasse sul lusso”. Se chi può e vuole si compra un SUV, pensa Nicolò, affari suoi. Ad occhio e croce, quelle maggiori “esternalità negative” che produce rispetto ad un’auto normale sono abbondantemente compensate dalle maggiori tasse che paga sul carburante.

Ed allora perché lo Stato si è impegnato nella caccia ai SUV di Cortina? E poi questi SUV non sono iscritti in un apposito registro, dal quale si può risalire al proprietario? E se il proprietario è una persona, non è iscritta anch’essa nell’apposito registro di anagrafe, con connesso codice fiscale (di questo Nicolò ha già fatto diretta esperienza)? E se il propritario è un’impresa, non è anch’essa iscritta in un apposito registro, dal quale si può risalire alle persone che la possiedono? A cosa serve questa caccia?

Come si sa, i bambini quando cominciano a farsi le domande non la smettono più. E così Nicolò è passato a chiedersi a cosa serve il gigantesco registro nel quale vengono annotati i pagamenti fatti da e a ciascun cittadino. Forse andrebbe bene chiedere questi dati per coloro che sono soggetti a un controllo fiscale. Ma i dati di tutti i cittadini! E dati dai quali non è difficile risalire a quale chiesa si appartiene, quali associazioni si sostengono, dove si comprano i libri e forse anche quali, se si ha o no un’amante (ebbene sì, anche se ancora piccolo Nicolò pensa sia bene in questa materia esser prudenti fin da subito).Forse, comincia a pensare Nicolò, questo registro dei pagamenti serve ad altro che a fare accertamenti fiscali….

Ed infine: Nicolò sente parlare di un ritorno alla concertazione. Non facile da comprendere; sembra si tratti dell’idea secondo la quale il Governo deve trovare un accordo con le “parti sociali” prima di intervenire, ad esempio, sulle leggi che regolano il mercato del lavoro, o il regime delle pensioni, o quant’altro le parti sociali ritengano di proprio interesse.

Questioni niente affatto facili da affrontare per un infante, con ridotte esperienze delle cose della vita. Nicolò sta però cominciando ad imparare che lo studio può aiutare a porsi le domande e a darsi le risposte, anche compensando la scarsità delle esperienze dirette. E crede di aver trovato una risposta niente meno che ne La Repubblica di Platone:

Ti sei dimenticato di nuovo, amico mio …, che la legge non mira all’assoluto benessere di una sola classe di cittadini, anzi fa in modo che nello Stato questo si ottenga con la concordia fra tutte le classi, sia mediante la persuasione sia mediante la costrizione, obbligandole tutte a comunicare fra loro il contributo che ciascuna classe è in grado di dare alla collettività; e se la legge rende tali i cittadini, il suo scopo non è di lasciarli liberi di fare ciò che vogliono, bensì di costringere ognuno a collaborare alla concordia dello Stato

Quando appena si sta cominciando a parlare, le parole giuste arrivano con difficoltà; e Nicolò ha faticato a trovare la parola giusta per spiegare la cosa. Chissà se quella parola è “totalitarismo”?

You may also like

Václav Havel: la responsabilità come antidoto a populismo, totalitarismo e burocrazia
La scuola del futuro: una scuola per tutti
Dopo il Covid, l’ingerenza dello Stato riguarda anche i marchi storici
Statalismo, un ritorno inevitabile?

24 Responses

  1. Giuseppe D'Andrea

    Diventa sempre più evidente che l’esperimento italiano stia per implodere a causa delle proprie contraddizioni. La nostra economia ‘mista’ con il nostro stato che ha provato a interporre fra i propositori del socialismo reale e quelli del nazional-socialismo, una fitta cappa fumogena fatta di finanza creativa e interventismo becero, tolleranza dei particolarismi più estremi, siamo arrivati al punto che mezzo paese sia controllato da uno stato parallelo, la realtà è stata nascosta fra propositi centristi e democratici, ma man mano che il tempo passa, e che il fumo si dirada i crateri e gli orrori diventano sempre più visibili. La crisi dimostra che non esiste una ‘terza via’ fra il capitalismo e il socialismo, l’interventismo è solo una fase transitoria che serve a rimandare la scelta.

    Mi sembra inutile dire che la scelta in questo momento sia tutta per il socialismo, magari ammantato dello stendardo stellato dell’Europa i famosi Stati Uniti d’Europa. La libertà dei popoli è diventato un concetto irrilevante.

  2. Andrea Chiari

    Cos’è questa storia dei SUV? La Toyota Corolla o forse perfino la Dacia Duster? Le Ferrari, le grosse Mercedes, le Porsche non sono SUV. Forse si potrebbe insegnare al bambino una maggiore precisione di linguaggio. Magari con un abbonamento a Quattroruote.

  3. Sul fatto di Cortina sono assolutamente convinto che sia “fumo negli occhi” per i poveri diavoli “che non ce la fanno ad arrivare a fine mese” ed in questo modo si fa vedere che lo Stato punisce gli evasori. Demagogia e basta, perchè, appunto abbiamo il PRA e la Motorizzazione civile a cui risalire per conoscere la proprietà delle auto di lusso e tramite controlli incrociati verificare i redditi dei proprietari. Perchè non lo fanno? Perchè questa pagliacciata di Cortina? (a Moena invece no?) –
    Inoltre proprio sui veicoli noi italiani abbiamo la “duplice copia” di PRA e Motorizzazione. Invece di abolire le province, che richiede un cambiamento della costituzione etc… perchè non si razionalizza tra i due enti?

  4. Marco Tizzi

    @Gianluca
    No, mi scusi, credo di essermi perso un pezzo: lei sta con gli imprenditori abbandonati dallo stato sostenendo… Casini?
    E’ uno scherzo o cosa?

    Dov’è stato Casini negli ultimi 30 anni, era stato esiliato in Siberia?

  5. Giuseppe D'Andrea

    @andrea

    Il totalitarismo può iniziare o con le fanfare e le marce militari o con la rimozione progressiva della sua libertà economica e dei suoi diritti soggettivi.

    Tutto per il bene e la gloria della nazione.

  6. forse è interessante conosce l’uso delle macchine di proprietà di società, delle quali si scarica no i costi perchè mezzi di produzione

  7. Lucio

    Effetto vacanze? Mi sembra un articolo un po’ più scadente di quelli a cui siamo abituati. Sbaglio?

  8. marcello

    Ancora con la storia delle auto che si scaricano… storie trite e ritrite.
    Come ricorda l’articolo, su auto si pagano tassa di proprieta, iva, superbolli, trasferimento di proprieta, tasse locali, multe, CARBURANTI, si da lavoro a carrozzieri, officine, gommisti, elettrauto, autostrade, benzinai…

    Si ok, qualcuno la usa anche la domenica, e’ un problema? notevole…

  9. marcello

    Altro che siberia, lui a cortina a farsi disturbare le vacanze non ci va neanche, i soldi pubblici li spende fuori dall’italia, il buon patriota…

    http://blog.panorama.it/italia/2012/01/04/come-lontana-la-crisi-alle-maldive-ecco-gli-spifferi-dal-transatlantico/

    Marco Tizzi :
    @Gianluca
    No, mi scusi, credo di essermi perso un pezzo: lei sta con gli imprenditori abbandonati dallo stato sostenendo… Casini?
    E’ uno scherzo o cosa?
    Dov’è stato Casini negli ultimi 30 anni, era stato esiliato in Siberia?

  10. gbettanini

    L’azione di Cortina è spiegabile solo nella ricerca di persone che utilizzano un’auto intestata a prestanome… tutti gli altri tipi di accertamento si sarebbero potuti fare da Roma a tavolino.
    Comunque è innegabile che l’impatto mediatico sia stato molto forte.

  11. Pietro Barabaschi

    Caro Nicolò,
    quando leggerai il pezzo di Platone sui motivi della nascita della dittatura (non quella nell’accezione dell’antica Roma) resterai estasiato; quasi tutto il resto ti tramortirà: scoprirai l’archeocomunismo. Ricordati anche di leggere anche lo splendido pezzo di Piero Ostellino (Il Corrierone, 28 dicembre 2011) che, parlando dell’attuale “politica” usa termini quali “estorsione” (ribadendo che è il termine esatto) e fraudolenza: e la LIBERTA’, che l’attuale politica ci nega sempre di più, dove la mettiamo?
    Auguri di buon anno: per il 2012 sono essenziali.
    Pietro Barabaschi

  12. Sicuramente l’idea di fare un blitz a Cortina ha un che di demagogico, ma oltre che agli italiani dà un segnale e gente che non vedeva la finanza in giro da anni. Contemporaneamente ne hanno fatto uno anche a Portofino, ma lì la finanza gira tutti i mesi, quindi non ha fatto altrettanto scalpore (anche perché il tasso di evasione a Portofino è assai più basso che a Cortina).

  13. Giovanni Bravin

    @Assicuratore
    Blitz di Cortina d’A. è uno sperpero di denari pubblici, MOLTI. Gli intestari dei veicoli e le loro dichiarazioni dei redditi sono noti alla Gdf! Nel caso ci fossero coinvolti dei prestanome, questo controllo andava fatto con più discrezione e soprattutto NON solo a Cortina! I vari negozianti hanno battuto scontrini fiscali a più non posso nei giorni di presenza della GdF, poi tutto è tornato come prima!

  14. stufo

    Che asini questi dell’agenzia delle entrate.
    Quelli che hanno il suv intestato alle società possono dedurre il 40% perchè la legge presume che il 40% sia attribuibile all’azienda ed il restante 60 ad un uso personale.
    Tra questo uso personale c’è anche andare a Cortina.
    Quanti suv hanno individuato? 20? 30? Con lo stesso costo per straordinari e rimborsi alla gdf potevano acquisire informaticamente l’elenco di tutti i suv circolanti in italia e mandare una letterina a tutti.
    Buffoni.

  15. carlo m

    Caro Giannino,
    parliamo in termini concreti della sua chiamata alle armi di lunedì 9 gennaio dai microfoni di Radio 24.
    Direi che in momento di transizione post-post-ideologico, cioè lo smantellamento della seconda repubblica, le sue idee rappresentano una interessante punto di partenza per ripensare lo stato, come si organizza la cosa pubblica e come si governa un mondo molto diverso da come lo si è rappresentato in questi vent’anni.
    Io guardo un paese in balia di beghe interne e di un podestà imposto dall’alto a rimediare il gran casino, è una storia molto ricorrente in Italia, già dalla culla della cultura occidentale.
    Non mi piace cosa succede, non mi piace come si è ridotta l’Italia, voglio fare qualcosa per il mio paese.
    Io le comunico da dove sto (all’estero), che ogni giorno arrivano richieste di lavoro dall’Italia di chi, giovane laureato, vuole abbandonare l’Italia.
    L’ultima grande fenomeno di emigrazione dall’Italia è avvenuto proprio durante una crisi economica a conduzione Tecnica risolta in tasse e balzelli di ogni sorta.
    Non vedo proteste come lei, non vedo orde di neolaureati a fare scioperi o proteste in uffici professionali sfruttatori fuori da ogni regola civile di lavoro, di remunerazione, di morale.
    Non vedo sindacati occuparsi del problema vero dell’Italia: la fiducia in ciò che viene, l’assoluta noncuranza verso chi ha studiato e non ne vede i frutti, verso chi ha messo su famiglia e paga tasse come chi non fa figli, verso chi crea lavoro e viene tartassato anche da chi il lavoro lo dovrebbe difendere, scegliendo la protezione di status quo assurdi e obsoleti, in una visione del mondo ancora divisa e contrapposta in padroni-operai sfruttati.
    Non vedo Giudici o magistrati disposti a garantire una giustizia equa: verso chi lavora e non viene pagato, e deve prevedere un pronunciamento del tribunale che può durare un decennio, verso chi attende un giudizio dal carcere, carcere sovraffollato.
    Non vedo uno stato disposto ad auto-contenersi nei costi e nelle spese, a fronteggiare la crisi come perno forte per superala anzichè come malato ingordo e avaro di denaro.
    Voglio aderire alla sua chiamata, se di questo si tratta, nella forma e nei modi che convengono, perchè vale la pena sperare, vale la pena battersi per un mondo migliore come lei fa

  16. alex60

    Il problema mentale di molti è di confondere gli interessi della nazione con quelli del suo stato, personalmente penso che il nostro stato non sia identificabile con l’Italia, ma sia diventato il tumore maligno che la stà divorando.
    Altri pensano allo stato come ad un entita benefica, che ha a cuore i propri cittadini (mentre io temo che curi gli interessi di cerchie circoscritte), una specie di calda copertona. Peccato che se si cade in acqua, e noi ci siamo caduti, proprio quella protettiva coperta ti può trascinare sul fondo.

  17. Alberto M.

    Ho sentore che stiamo facendo propaganda al fine di fomentare non so cosa. Non me la sento di asserire che, tramite Equitalia, tutte le richieste di pagamento esatte siano giuste, non solo perché non sempre tutte le richieste sono giuste, ma hai anche difficoltà a dimostrarlo. E asserire con fermezza il contrario è ipocrisia.

    Va benissimo combattere l’evasione, soprattutto se l’evasore gira in Porsche o fa vacanze in posti che sono uno schiaffo alla povertà, ma la cosa che mi spaventa è lasciare carta bianca senza nessuno freno allo stato con l’appoggio dell’opinione pubblica. Dopo l’11 settembre negli USA, al cittadino hanno raccontato che erano in emergenza da codice rosso, ne andava della sicurezza nazionale e delle loro stesse vite. Su prove inesistenti, antrace e armi di distruzione di massa inventate, i cittadini hanno delegato una guerra giusta, portando “democrazia e legalità” in Iraq e Afganistan; il resto lo conoscete. Troppo spesso gli studi di settore si sono rivelati sbagliati e dimostrato che non sono attendibili, ma comunque vengono usati con l’inversione dell’onere della prova. Qui anche il contribuente che non ha nulla da temere deve iniziare ad avere un “sano timore”, e se deve dimostrare qualsiasi cosa, soprattutto perché il lavoro scarseggia, gli costa un salato onorario del fiscalista. Personalmente ho speso dei soldi al consulente che ha dovuto spiegare allo stato perché non avendo nulla da pagare a saldo, non avevo compilato un F24 di 0 (zero) euro! Scopri che la legge fiscale è così, per carità ho dimostrato di essere in regola, ma mi è costato ansia e denaro. Quindi usiamo con parsimonia frasi del tipo “se non hai nulla da temere, non ti devi preoccupare”, non me la sento di asserire con certezza che nelle galere risiedano tutti e solo colpevoli. E voi ?

    Per lo stato sei una strega, e devi dimostrare con convinzione di non esserlo. Tutte quelle morte sui roghi a cui non hanno creduto erano frutto di cosa ? Ripeto, va bene scovare l’evasore ma ci hanno raccontato una verità parziale : seri studi, come quello della CGIA di Mestre, evincono che oltre il 94% dell’evasione è riconducibile al lavoro in nero (oltre 2.300.000 di lavoratori per 200 miliardi) e alla criminalità organizzata (oltre 100 miliardi). Perché non colpire qui ? Citando un economista (Pareto), si può asserire che l’80% dell’evasione e riconducibile al 20% dei soggetti. Cerchiamo questi. E poi, perché lo stato con il denaro recuperato dal vero evasore, invece di diminuire le tasse le aumenta ?

  18. Marco Tizzi

    @Massimo74
    Quelle sì che sarebbero vere liberalizzazioni! 🙂
    Hai idea di quanto renderebbero droga, prostituzione e gioco d’azzardo se rese libere e tassate?
    Senza parlare del ritorno in termini di turismo.
    Diventiamo il nuovo Eldorado.

  19. Alberto M.

    @Massimo74
    L’ironia la lascio a Monti o a Befera. Una volta che hai scovato attività illecite e hai veramente la volontà di colpire non solo si tassano : si estirpano. Poi la domanda se c’è la volontà o meno di scovare il 20% che fa 80% dell’evasione perchè ci sono di mezzo potenti o amici di potenti.

  20. Massimo74

    @Alberto M.

    Ma hai letto quello che ho scritto?Ti sto chiedendo se secondo te le attività criminali gestite dalla mafia spa una volta venute alla luce potrebbero essere tassate?E se sì in che modo?Sei consapevole del fatto che lo stato italiano considerara lo spaccio di sostanze stupefacenti e lo sfruttamento della prostituzione un reato?

  21. Alberto M.

    @Massimo74
    Potremo iniziare a disquisire sulla prostituzione in case chiuse che esiste in Olanda o in Germania soggetti a tassazione e che lo stato incassa, ma da noi l’attività non essendo legale, quindi, non è soggetta a tassazione. L’argomento si presta facilmente ad illogicità assurde riconducibili a sofismi : se un architetto fattura il suo lavoro come prestazione sessuale, lo stato lo tassa ? E se si è prostituito per un appalto ? . Se le attività illegali traggono un utile non dovrebbero essere tassate tipo su 100 di ricavo lo stato ne trattiene 50, nel senso che su 100 lo stato se ne trattiene 100.

    Rimane poi da capire se la lotta alla criminalità che rende 100-200-300 miliardi all’anno viene combattuta impiegando in proporzione le risorse che lo stato impiega per i reati fiscali da mancata emissione di scontrini e fatture che rendono 6 o 20 miliardi all’anno. Ma qui mi fermo perché se la GCIA di Mestre mi dice che l’evasione da scontrini e fatture è di 6 miliardi annui è una cosa, se altrove mi dicono che è di 280 miliardi (stima troppo elevata per il numero delle P.IVA in Italia) è un’altra.

Leave a Reply