31
Dic
2011

Buon 2012!!!!

Nel 2012 Nicolò compirà il primo anno di vita. Attende quindi il nuovo anno con grande trepidazione: sente dire al parco dagli amichetti più grandi  che potrà finalmente assaggiare la cioccolata e addirittura, di nascosto dalla mamma, la Nutella. Confida che la Apple, nonostante la dipartita di Steve Jobs, sia in grado di produrre nuove applicazioni divertenti per il suo Ipad. Spera che il governo dei tecnici abbia impiegato le ferie estive per studiare un po’ di più e non ripetere gli errori che – come direbbe il prof. Monti se ancora scrivesse sui giornali – lo hanno portato a fare una manovra finanziaria tutta tasse e niente tagli di spesa. Soprattutto spera che l’inevitabile recessione aiuti gli italiani a riscoprire quello spirito di libertà che – Nicolò ne è certo – alberga in fondo ai loro cuori.

E quindi è certo che gli italiani costringeranno chi li governa

– a privatizzare gli aeroporti milanesi, appena la scorsa settimana statalizzati attraverso l’acquisto da parte di un fondo posseduto dalla Cassa Depositi e Prestiti;

– a vendere sul mercato gli impianti di generazione ex-ENEL che sono appena stati comprati da un gruppo di aziende municipalizzate nell’ambito dell’operazione Edison;

– in generale, a fare un semplice conto, di cui è capace anche un bambino di un anno (e a maggior ragione dovrebbero esserne capaci quegli uomini di finanza chiamati a responsabilità di governo, il cui core business nell’attività passata era ovviamente l‘asset and liabilitiy management): se lo Stato si indebita a un tasso reale del 5%, sarebbe conveniente cedere tutta quella parte del patrimonio che rende meno del 5% reale; a partire da tutti gli alloggi posseduti dagli enti pubblici, il cui rendimento è ben sotto questa soglia;

– a far seguire alle parole i fatti: se il Governo afferma che in un paio di anni scarsi metterà a posto i conti, e quindi i mercati chiederanno tassi di interesse sui suoi titoli più bassi di quelli di oggi, anche un bambino comprende che non ha senso continuare ad emettere titoli a dieci o più anni, pagando un interesse del 7% all’anno, quando ci si potrebbe indebitare a scadenze più brevi, pagando addirittura la metà; se per primo il Governo mostra di non credere alla propria previsione di riduzione dei tassi d’interesse, perché dovrebbe crederci il mercato?

– a smettere di pensare che il modo per far pagare le tasse consista nello stato di polizia, in cui le burocrazie pubbliche possono andare a guardare nei pagamenti fatti da ciascun cittadino; anche Nicolò, che ancora non maneggia denaro, sa bene che la moneta è stata inventata per facilitare gli scambi; e che se invece li si ostacola, per esempio vietando l’uso del contante,  non ne verrà nulla di buono;

– a cominciare invece a ridurre lea spesa pubblica, per poter ridurre livello e progressività della pressione fiscale; con un infantile (e, come si può immaginare, qui l’aggettivo non è affatto spregiativo) ragionamento economico Nicolò si è convinto che questo è il modo migliore anche per combattere l’evasione fiscale.

In fondo, soprattutto al principio del nuovo anno, Nicolò è ottimista. E crede che i suoi concittadini, che tanto tempo fa seppero inventare i liberi comuni, ricomincino a convincersi del fatto che – come ripeteva una signora di cui si occupa un film che anche in Italia sta per andare nelle sale – lo Stato non è la soluzione ma è invece il problema. Oggi, quando qui da noi la spesa dello Stato assorbe la metà del prodotto nazionale, è davvero un grande problema. L’augurio a tutti di Nicolò è che nel 2012 questo grande problema si faccia un po’ più piccolo.

 

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28 Responses

  1. il dentista di provincia

    Auguri Nicolò!
    Che tu e tutti i giovani possiate guardare il mondo con occhi disincantati e non con la mente intossicata da un secolo di socialismi, come succede a (quasi) tutti gli adulti di questo mondo.

  2. Stefano

    Tutto chiaro, tranne una cosa: perchè il Professor Monti scriveva delle cose sui giornali e poi, arrivato al governo, ne ha fatte delle altre, direi opposte? Qualcuno può spiegarmelo?

  3. Fabio

    auguri a Nicolò ed anche al mio Elia il quale compirà il suo primo anno di vita anch’egli nel 2012.

  4. Aldo

    Auguri Nicolò! Peraltro temo che i tuoi auspici tali rimarranno anche nel 2012; ma almeno il 1° gennaio speriamo…

  5. Ste

    Caro Nicolò, quando crescerai capirai che non si può chiedere ai politici(o professori) di segare il ramo su cui sono seduti. Ci sarà da lottare, preparati!
    Buon 2012!!!!!!!

  6. Caro piccolo Nicolo’, tanti auguri per il tuo futuro, ne hai molto bisogno.
    Ora ti racconto una fiaba cosi’ potrai dormire sonni tranquilli

    C’era una volta un Paese con un sistema democratico che prevedeva la figura del Presidente della Repubblica, buon padre di famiglia dedito a dirimere le controversie che inevitabilmente si generano nell’ambito della stessa ed a richiamare al buon senso ed alla concordia.
    Un bel giorno, ascoltate bene figli miei, quel Presidente decise che no, quel semplice bensi’ sacro compito non bastava piu’ e che la situazione imponeva ben altro, perbacco, decise di diventare Re, Re Giorgio.
    Svegliatosi di buon mattino, fece due o tre telefonate e nomino’ Messer Monti senatore a vita.
    Re Giorgio era contento, aveva fatto una cosa buona e giusta e tanti sudditi plaudivano ma non era ancora felice, sentiva di dover fare di piu’ per il suo popolo.
    La notte dormi’ sonni interrotti dalla propria coscienza che lo incitava a non fermarsi e da telefonate
    che lo incitavano ad andare oltre.
    Re Giorgio si sveglio’ di nuovo di buon mattino, convoco’ a palazzo i vecchi dignitari, “esonerandi”, e li esonero’. Sentiva di aver fatto una cosa buona e giusta ma non era ancora del tutto felice..
    Conovoco’ allora rapidi colloqui con alcuni eletti dai sudditi ed altri prediletti, fece alcune telefonate, si chiuse, solo, a palazzo e decreto’: Messer Monti e’ plenipotenziario, ministro dei ministri, mio alter ego, la linea politica gli e’ stata esplicitata ed e’ consona e conforme al di lui vissuto.
    Nei giorni seguenti i banditori annunziarono l’evento in tutte le contrade suscitando osanna di giubilo e ringraziamento in ogni dove; i maggiorenti di ogni luogo, riuniti in chiese, basiliche e sinedri esultarono perche’ le loro richieste, di nuove ulteriori tasse onde garantire a Re Giorgio maggiori introiti e la possibilita’ di decidere come ridistribuirli e di piu’ regole volte a rendere gli altri sudditi uguali l’un l’altro, piu’ uguali di prima, piu’ uguali che mai, erano al fine una concreta prospettiva.
    In quei giorni anche messer Monti, rientrato di fretta dalle nordiche lande dell’Impero, fece alcune telefonate ed invio’ lettere, alcune ad indirizzi sbagliati ma , ovvia, un erroruccio lo si perdona a tutti e ad un bel momento ecco, come per magia, apparire il nuovo sinedrio con i nuovi scribi ivi insediati.
    Re Giorgio fu molto contento di questo fatto, lo approvo’ immediatamente apponendo il proprio sigillo e penso’: ho fatto una cosa buona e giusta, ora posso finalmente mettere a posto il Paese, rendere i sudditi tutti uguali, livellando verso il basso la loro ricchezza e la loro autonomia di pensiero e di comportamento, tutti uguali quindi non solo di fronte alla legge ma anche nei percorsi di vita. Uguale e’ bello.
    Capite, figli miei, voleva farla finita con quei cattivoni che dedicando se stessi allo studio ed al lavoro, investendo i propri capitali, dedicando i giorni e le notti alla propria impresa hanno creato industrie, fabbriche ed uffici ove costringono la gente a lavorare per loro per potersi comprare le Ferrari e le barche. Oltre tutto questi cattivoni sono anche insofferenti del fatto di avere lo Stato come socio occulto, non investitore e non lavoratore ad oltre il 50%.
    Re Giorgio, ormai infervorato dalla bonta’ del suo progetto continuo’ a pensare: liberero’, il popolo dall’assillo di studiare, di pensare, di creare, di programmare, di investire e lavorare per il proprio futuro e per migliorare il proprio livello culturale e materiale; carichero’ su di me ed i miei fedeli questi pesanti fardelli, ci faremo carico di decidere su tutto, di risolvere tutti i problemi e di programmare e pianificare la vita dei nostri amati sudditi.
    Vi devo dire, cari figli miei, che in quel tempo il Paese era afflitto da gravi problemi economici e finanziari, dico il Paese, non tanto i suoi sudditi in generale bensi’ l’apparato statale che non riusciva piu’ a far fronte alle proprie faraoniche spese ed ai debiti accumulati in passato.
    Re Giorgio era buono, conosceva questi problemi del Paese e voleva risolverli, per questo decise di prendere piu’ soldi dai sudditi per finanziare le faraoniche spese e cosi’ garantire ed aumentare i diritti senza modificare i doveri; pensate, aveva cosi’ a cuore anche la salute fisica del suo popolo che suggeri’ a Messer Monti di fare perfino qualcosa per ridurre l’uso dei cibi grassi quali formaggi, salumi e salsicce varie e delle bevande alcoliche quali il vino, tutti alimenti dei quali il nostro Paese e’ grande produttore.
    Il solerte Messer Monti preparo’ il pacchetto degli interventi necessari che vennero immediatamente approvati dai sinedri e dalle chiese e divulgati dai banditori.
    Re Giorgio era ora veramente soddisfatto, conscio di avere re-inventato la macchina perfetta, da sempre il suo sogno, costituita da pochi che decidono, pianificano, prelevano e spendono il denaro ed il popolo che sopravvive senza dover pensare.
    La sera del 31 Dicembre senti’ di fare cosa gradita al popolo annunciando il suo giubilo in televisione.
    Dopo la manovra “Salva Italia” il popolo indosso’ i caschi e si mise in attesa di quella “Cresci Italia”.
    E vissero tutti infelici e scontenti.
    Per ulteriori approfondimenti sulla materia si vedano i post, ad esempio la fotografia
    de “ Le famiglie italiane dopo la manovra Salva Italia” del blog, (senza scopo di lucro):
    “Se Gesu’ fosse Tremonti…”, valido ancora oggi, basta togliere il Tre, reperibile nel web.

  7. Giovanni Bravin

    @Anton
    Condivido al 99,99% il Suo post.
    Una mia opinione: Re Giorgio NON FECE due o tre telefonate.
    Le RICEVETTE, presubilmente dall’estero!

  8. @Giovanni Bravin
    @ Giovanni Bravin
    Ha ragione, caro Sig. Bravin
    Noi italiani le telefonate le riceviamo:
    “Hello, dovete partecipare alla spedizione di pace in Somalia,…..in Iraq,…..in Afghanistan,…..in Libano,….in Libia”
    “In Libia ? No, in Libia no, per favore.”
    “Hello, abbiamo detto anche in Libia !”
    “Aspetti un attimo, le passo un altro” momenti di trambusto poi un nuova voce risponde “ Da, ok, si.”
    Mai che ne ricaviamo un beneficio, per loro rimaniamo quelli della pizza e mandolino.
    Auguro agli italiani di mettersi in condizione di farle le telefonate, che avrebbero certamente tenore e contenuti diversi da questi grazie alla nostra storia ed antica cultura, non di riceverle, ma c’e’ tanto, tanto da lavorare e costruire invece ci dilettiamo nell’auto-distruzione.
    “ Se Gesu’ fosse Tremonti…” in internet.

  9. Alberto

    Abbi fede caro Nicolò, e fatti leggere da nonno questo articolo dove c’è un po’ della nostra storia patria recente, vedrai che troverai conforto:

    Come investire nel 1993 .

    Bot, Cct e Btp hanno fatto correre qualche brivido, ma sono ancora l’ approdo piu’ conveniente TITOLO: Titoli di Stato, una scelta obbligata L’ altalena dei tassi ha condizionato tutte le forme di impiego. L’ exploit dei titoli esteri. Bilancio positivo per i Fondi Con il costo del denaro in discesa vince il tasso fisso. Risparmio gestito e piani di accumulo per chi non vuol rischiare – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Sara’ l’ anno dei titoli di Stato? Oppure assisteremo al rilancio del “pronti contro termine”? E le banche? Che cosa avranno da offrire? Il 1993 si apre, per il risparmiatore italiano, in un clima piu’ disteso rispetto alla bufera che ha caratterizzato buona parte del ‘ 92. Decisioni governative (come i prelievi fiscali straordinari e la svalutazione della lira) e l’ andamento dei mercati internazionali hanno messo lo scorso anno a dura prova il “popolo dei Bot”. Alla fine, pero’ , chi ha scelto il reddito fisso non e’ rimasto deluso. Ha portato a casa mediamente il 9,5% netto; qualcosa di piu’ chi ha puntato soltanto sui Bot a breve, rinnovando l’ investimento di volta in volta. Anche chi, disponendo di cifre piu’ elevate, ha effettuato con le banche operazini di “pronti contro termine” (vendita di titoli e contestuale riacquisto differito) puo’ essere soddisfatto. Nonostante questo meccanismo sia entrato, proprio nel corso dell’ anno, nel mirino del Fisco, il bilancio e’ ampiamente positivo: mediamente oltre il 10% netto. Si tratta in ogni caso di rendimenti ben superiori al tasso d’ inflazione. A perdere sono stati soltanto coloro che, presi dal panico che si e’ diffuso in alcuni particolari momenti dell’ anno, hanno venduto precipitosamente. E lo hanno fatto proprio quando le quotazioni erano in discesa. Sono state almeno due, nel ‘ 92, le situazioni di instabilita’ che hanno determinato sul mercato secondario il crollo dei titoli di Stato, in particolare dei Btp (i piu’ colpiti sono stati sostanzialmente i Buoni poliennali del Tesoro, che sono a tasso fisso e a scadenza medio lunga). E stato all’ indomani del referendum danese su Maastricht e durante la crisi valutaria di settembre, sfociata poi nell’ uscita della lira dallo Sme. Molti risparmiatori, spaventati dall’ instabilita’ dei mercati, hanno venduto. Anche se, almeno nel 99% dei casi, non avevano alcun bisogno immediato di “fare cassa”. Questo comportamento li ha danneggiati irreparabilmente. I Btp, infatti, sono titoli a cedola fissa. Il privato che li ha in portafoglio normalmente non ha nulla da temere da un calo delle quotazioni: quando i titoli arriveranno a scadenza saranno infatti integralmente rimborsati. E nel frattempo le cedole periodiche continueranno a essere pagate. Ma a diffondere il panico non e’ stata soltanto la discesa delle quotazioni. Si e’ temuto il Fisco, il consolidamento, addirittura la bancarotta del Tesoro. In piu’ , c’ e’ stato l’ invito della Lega Nord a disertare le aste dei titoli pubblici e a preferire i titoli esteri (ma quest’ ultimo consiglio e’ arrivato quanto meno tardivo, quando cioe’ le valute estere, in particolare il marco tedesco, si erano gia’ rivalutate nei confronti della lira). Insomma, per il risparmiatore italiano il ‘ 92 e’ stato un anno da cardiopalma. Anche perche’ l’ altalena dei tassi gli ha cambiato piu’ volte prospettiva. Per la verita’ , il costo del danaro ha subito numerosi e forti sbalzi, ma la situazione a fine anno era la stessa di 12 mesi prima. Nel dicembre ‘ 91 il tasso ufficiale di sconto era al 12%; e proprio il 23 dicembre ‘ 92 il governatore della Banca d’ Italia, Carlo Azeglio Ciampi, lo ha fatto tornare a questo livello. Era salito pero’ fino al 15% (tetto raggiunto il 4 settembre e rimasto tale fino al 26 ottobre). E adesso? Dall’ andamento dei tassi di interesse dipendera’ in gran parte l’ evoluzione, nel ‘ 93, di molte forme di investimento. I titoli di Stato in primo luogo, ma anche il risparmio in banca (sotto forma di certificati di deposito). Per non parlare, poi, della Borsa e dei Fondi comuni d’ investimento: se il costo del denaro diminuira’ , ne trarranno beneficio le aziende quotate e, in genere, l’ intera economia riprendera’ a marciare. Quanto ai Fondi, il ‘ 92 passa in archivio con il segno piu’ . Non tanto e non solo riguardo alla raccolta, ma soprattutto sul piano dei rendimenti. Tra gli azionari, per esempio, molti hanno messo a segno performance positive, in controtendenza rispetto alla Borsa. Per non parlare dei forti guadagni realizzati dai fondi specializzati sull’ estero, che hanno beneficiato della svalutazione della lira. Anche tra i bilanciati il consuntivo e’ favorevole ai sottoscrittori. Un esempio per tutti: il Corona Ferrea, primo assoluto della categoria, si e’ rivalutato lo scorso anno dell’ 11,80%, portando al 23,8% il guadagno degli ultimi 24 mesi. Ma ritorniamo alle prospettive per l’ anno nuovo. L’ indicatore dal quale si deve partire e’ quello dei tassi d’ interesse. Ebbene, pur con tutte le cautele, e’ lecito prevedere che la tendenza sara’ al ribasso. E questo dovrebbe indurre a rivolgersi a titoli con cedola fissa e scadenze un po’ piu’ lunghe. Se, poi, il governo riuscira’ a portare a termine l’ azione di risanamento dell’ economia, anche l’ inflazione dovrebbe far registrare incrementi minimi, garantendo cosi’ rendimenti reali. Su cosa puntare, dunque nel ‘ 93? Al di la’ di tutto, i vecchi, bistrattati titoli di Stato dovrebbero restare l’ approdo migliore in termini di rendimento. Saremo, insomma, ancora condannati a finanziare il Tesoro. Soprattutto per mancanza di alternative valide. Spettera’ al ministro Piero Barucci amministrare bene la fiducia degli italiani. All’ interno di questo comparto, tuttavia, se i tassi tenderanno a diminuire davvero, si potra’ cambiare il mix: meno Bot e Cct, piu’ Btp. I titoli in valuta, invece, che lo scorso anno sono usciti vincitori nella hit parade dei rendimenti, in questo momento sono meno appetibili. Ma anche qui e’ necessario fare qualche distinzione. Il marco, ai livelli attuali, e’ proibitivo; il dollaro, invece, nonostante le recenti impennate, potrebbe ancora essere preso in considerazione. Soprattutto, nel lungo periodo. Una soluzione potrebbe essere infine il risparmio gestito (ovviamente scegliendo bene il gestore). I Fondi sono la forma piu’ elementare e accessibile. E, parlando di Fondi, una soluzione interessante e’ il cosiddetto Pac (piano di accumulo), un modo di acquistare quote non in unica soluzione, ma attraverso versamenti periodici di una cifra fissa. Per esempio 200 300 mila lire al mese, magari con addebito automatico sul proprio conto corrente bancario. Ottenendo due vantaggi: 1) chi e’ distratto o poco motivato a risparmiare, si assume un impegno a farlo una volta per tutte; 2) acquistando a scadenze fisse si riduce il rischio di “entrare ai massimi”. Si puo’ comprare, cioe’ , a prezzi alti o a prezzi bassi a seconda dei momenti. E nella media gli estremi si annullano a vicenda. Giacomo Ferrari

    Ferrari Giacomo

  10. Paul

    Qualcuno non ha ancora capito che Monti non è umano, ma un automa-replicante di ultima generazione (made in Germany) teleguidato via satellite dal governo tedesco ?

  11. fort 59

    Egr.dott. Giannino,
    ascolto volentieri la sua trasmissione su radio 24,e condivido spesso le sue posizioni,a volte però resto perplesso su certe sue affermazioni soprattutto sul tema dell’evasione fiscale.
    Le è mai venuto in mente che con un paio di semplicissime soluzioni potremmo debellare definitivamente il problema,senza scomodare i Professoroni,e potremmo in breve tempo diventare una nazione modello?
    quali soluzioni?
    Semplice !autorizzando tutti i cittadini a detrarre dalle tasse le spese sostenute per la propria sopravvivenza,oppure eliminare il vile danaro e ricorrere al pagamento di qualsivoglia bene,mediante pagamento con carta elettronica.
    Mi rendo conto che applicare simili regole in Italia è utopico ,significherebbe costringere i poteri forti a piegarsi alle volontà del vil popolino,ma le ricordo che a furia di tirare la corda alla fine il “popolino” si incazza,ed allora i ricchi diventeranno poveri.
    Cordialmente.

  12. Claudio Di Croce

    @fort 59
    La Chiesa nella sua saggezza millenaria aveva indicato l’invidia come un vizio o peccato capitale . Lei mi sembra dotato di robuste quantità di questo sentimento. Mi sa indicare un paese al mondo dove il vil denaro non esiste più ? Tutti i popoli del mondo sono soggetti ai poteri forti ? e quali sono in Italia, oltre la burocrazia, la magistratura , la guardia di finanza ? E quando il popolino si incazza , cosa fa ? Va a rubare , a saccheggiare le case dei ricchi per farli diventare poveri e far diventare ricchi i sacheggiatori ? La sua è una profezia o un avviso di personale comportamento futuro?

  13. Marco Tizzi

    @fort 59
    Per inciso: pur facente parte del popolino, ritengo la detrazione delle spese una cosa completamente inutile per i conti pubblici (mi sono già espresso in altri post con esempi numerici) che serve solo per arricchire i commercialisti, sulla cui utilità nell’universo ho più di un dubbio. E rendere solo elettronico il denaro ritengo sia un modo per rendere ancora più potenti le banche che già lo sono troppo (e sulla cui utilità nell’universo nutro più di un dubbio :)).
    Penso che ai poteri forti le sue proposte piacerebbero molto. A me no.

  14. fort 59

    Devo un doveroso chiarimento a Lei dott. Giannino ed una necessaria risposta al sig.Claudio.
    Inizio con Lei dott. Giannino,dicendomi al 100% d’accordo, quando precisa che la soluzione della carta elettronica renderebbe le banche ancora più potenti,ma mi perdoni, qul’è la differenza rispetto a quanto fin’ora proposto dal governo?non pensa che con un p’ò di coraggio in più avremmo eliminato totalmente la piaga degli odiosi evasori? O invece come penso ,il problema è talmente scottante che si preferisce non affrontarlo? E’ legittimo il mio dubbio?
    A Lei sig Claudio,dico semplicemente che ha travisato il mio pensiero,Lei che mi parla di chiesa e di saggezza millenaria,dovrebbe tenere ben presenti certi insegnamenti.
    Il popolo,e glielo dice un’uomo di destra,non farà mai la rivoluzione finchè avrà un euro in tasca che gli permette di sbarcare il lunario,ma se gli leviamo anche l’aria che respira,così come mi sembra stia facendo questo governo,”ed ecco il mio pensiero” allora si incazza e per tutti noi, compreso me e lei naturalmente, ne pagheremo le conseguenze.
    Quello che io penso ed ho il coraggio di scrivere,mi creda non è dettato affatto da invidia sociale,(se preferisce posso dirle che socialmente mi colloco tra i benestanti,cosi fughiamo ogni dubbio sull’invidia),ma semplicemente da una mera osservazione di quel degrado sociale che ,giorno dopo giorno, ci avvicina sempre più inesorabilmente al punto di non ritono.
    Ci rifletta.

  15. mattia

    Buongiorno a tutti,
    qualcuno sa dirmi come mai il contatore del debito pubblico invece di aumentare sta diminuendo?

  16. Claudio Di Croce

    @fort 59
    Diciamo che ho travisato ma mi pare che la proposta di eliminare il denaro contante urta contro una realtà :non è presente in nessun paese al mondo , e credo che una ragione ci sia , o no ?
    Detrarre le spese sostenute sarebbe conveniente per noi contribuenti – e lo è stato fino a qualche decennio fa per le spese mediche che si potevano detrarre totalmente – ma non sarebbe conveniente per le fauci pubbliche e quindi non verrà fatto.
    Comunque, come al solito ci stiamo comportando come i polli di Renzo : litighiamo tra di noi mentre ci portano sul tavolo di cucina del mondo pubblico.

  17. Claudio Di Croce

    @mattia
    E’ che finalmente si è accorto che è arrrivato il Prof. Monti da Bocconi e quindi si è subito fermato . Come lo spread che adesso è confinato a pagina 17 del Sole 24 Ore e sugli altri giornali è sparito . Non è più tempo di prime pagine , altrimenti Il Prof. Sen. Monti si offende.

  18. Marco Tizzi

    @mattia
    Tranquillo che alla prossima asta di titoli di Stato fa un bel saltino in su.

    Così il maginificomegarettorissimo del governo Bocconi-Intesa-RCS-Repubblica-Confindustria farà una bella manovrina recessiva che toglierà ricchezza al privato gettandola nel buco nero.

    E il mercato dirà “ma che brutta recessione”! Così i tassi saliranno.

    E il debito salirà di conseguenza.

    E il magnificomegarettorissimo…

    Si va avanti finché qualcuno non si rende conto che il debito pubblico e gli interessi non sono pagabili dai cittadini, che del resto non hanno contratto tale debito, ma nemmeno dallo Stato, che non può stampar moneta.

    A quel punto, forse, cambieremo l’attuale sistema monetario.

  19. fort 59

    Ha ragione da vendere,Claudio,quando afferma che ci stiamo comportando come i polli di Renzo,ma come si fa a tacere di fronte a certe ingiustizie?
    Cortina insegna.Queste cose le sapevamo da tempo,non c’era bisogno di scomodare gli ispettori al solo scopo di fare lo scoop giornalistico, propedeutico al momento che stiamo vivendo.
    Negli Stati Uniti,Nazione civilissima se pur giovanissima,un evasore delle tasse è considerato delinquente comune, non solo dalla legge ma soprattutto dal vicino di casa ,perchè a giusta ragione,danneggia la società intera.Da noi europei, che vantiamo tradizioni millenarie,un evasore è semplicemente un furbetto del quartierino,che l’ha fatta in barba allo stato!come se lo stato fosse una entità astratta.
    Sono convinto che se tutti pagassimo le tasse in proporzione al reddito prodotto,nel giro di pochissimi anni,potremmo vantare uno stato modello con assenza di disoccupazione,maggiore possibilità di assistenza sociale, e chi sà, magari anche con un buon reddito procapite.
    E’ utopistico? No! sig.Claudio,manca solo la volontà di chi detiene un vantaggio sugli altri e rischierebbe di perdere rendite di posizione.
    Sarei felicissimo di essere annoverato tra gli Italiani più tassati,perchè vorrebbe dire che avrei guadagnato in proporzione.
    Nella vita bisogna sapersi accontentare, godere del giusto e quando ci è consentito,anche del superfluo,ma lo ripeto fino alla noia,evitando di affamare gli altri.
    Qualcuno ha affermato “Abbiamo fatto lItalia ora dobbiamo fare gli Italiani”,
    mio Dio aveva ragione da vendere.
    Evitiamo, fin da subito, di sorridere quando qualcuno ci racconta che è stato bravo, perchè è riuscito a pagare meno tasse magari con l’aiuto di qualche commercialista furbetto,apostrofiamolo con un bel VERGOGNATI,non servirà a molto ma forse lo costingeremo a riflettere e a cambiare col tempo le proprie abitudini.
    Per quanto riguarda la moneta elettronica,è pur vero che nessuno ha ancora effettuato la sperimentazione,ma c’è sempre una prima volta e mi creda non sarebbe la fine del mondo.Pensi! sarebbe la panacea per la lotta all’evasione,e per evitare che le banche se ne avvantaggino,si potrebbero studiare un infinità di sistemi,magari evitando di pagate le spese per la tenuta dei conti o che so,zero spese sulle transazioni,le banche sarebbero comunque avvantaggiate dall’enorme quantita di danaro in circolazione e potrebbero ,una volta tanto , fare il loro vero mestiere,quello cioè di finanziare il lavoro sotto ogni suo aspetto.
    Un tempo,come lei ben saprà,come metodo di pagamento, si usava il baratto e man mano si è giunti all’attuale sistema,il futuro è riservato alla tecnologia,perchè spaventarsi se poi si rivelerebbe addirittura utile per certi fini sociali?Certamente l’inizio arrecherebbe qualche disagio,specialmente a coloro che hanno poca dimestichezza con questo strumento,penso ad esempio agli anziani,ma non è pur vero che con un fine più subdolo, lo stato ha già iniziato ad indirizzarli verso questa strada?
    Diciamocelo chiaramente,il problema non siamo noi ,che avvertiamo questo disagio e cerchiamo ,civilmente di discuterne magari ingenuamente,lanciando quà e là qualche timida soluzione illusoria,ma sono coloro che da sempre in maniera subdola gestiscono le finanze nazionali ed hanno tutto l’interesse a mantenere uno status quo che gli conferisce un potere assoluto su tutti.
    E questa la democrazia di un paese civile?!
    Ma mi viene da chiedermi:Siamo un paese civile?!!!!!!!!!!!!!!
    Ho seri dubbi, e lei?
    Cordialmente.

  20. Claudio Di Croce

    @fort 59
    Lei mi sembra in buona fede e quindi le faccio una domanda : quando lei compra un prodotto o un servizio pagandolo molto caro non pretende di ricevere un corrispettivo giusto ? Noi siamo obbligati a pagare carissimi e anticipatamente , servizi in moltissimi casi molto scarsi . Ci dice poverino , il mondo pubblico – politici e loro sodali, dipendenti pubblici in testa , altro che poteri forti – che è obbligato ad aumentare il furto fiscale perchè ci sono gli evasori che impediscono di diminuire le imposte altrimenti non ci sono i soldi per gli asili, gli ospedali, i ricoveri per gli anziani ecc.. Ma ci rendiamo conto che il mostruoso mondo pubblico ci costa 800mila miliardi di € /anno ‘ Perchè non si decide mai, ripeto mai , di diminuire questa mostruosa spesa e si aumenta sempre il prelievo fiscale ? E perchè i sudditi non si ribellano mai a questa situazione e se la prendono con gli evasori , come causa unica dei oroblemi ? Una domanda : come si fa a determinare in misura non fasulla l’ammontare dell’evasione che per sua natura è nascosta ? Come mai l’enfasi sull’evasione fiscale aumenta sempre quando si decide di tosare i sudditi dicendo che non si può fare altrimenti perchè ci sono gli evasori fiscali ? E lei crede che quando l’evasione sarà ridotta si diminuirà il prelievo fiscale ? Il solo fatto che ci sono queste discussioni tra di noi testimonia due cose scritte suoi Promessi Sposi : la caccia agli untori come causa della peste e, ripeto , il beccarsi dei polli di Renzo portati alla tavola di Don Abbondio .

  21. fort 59

    @ Claudio Di Croce
    Altro chè ! se pretendo un giusto corrispettivo,e convengo con lei, che a fronte del versato lo stato restituisce pochi e pessimi servizi,così come convengo che l’apparato burocratico dello stesso sia spropositato e bisogna snellirlo.
    Nessuno poi ,parla mai dei politici “trombati” che a vario livello vengono reinseriti nel sottobosco, a suon di euro, gestito ancora da loro,con dei costi per la società a dir poco stratosferici.
    Ma come giustamente fa osservare lei, il solo discuterne tra noi non risolve i problemi.
    Cosa suggerice di fare? Si accettano consigli.
    Per farla sorridere,ammesso che ci riesca e visto che di questo periodo ce n’è bisogno ,le racconto un aneddoto.
    Giorni fà in televisione,una nota giornalista poneva questa domanda ad un funzionario pubblico :Come mai non avete, da subito ,provveduto a dimezzare le pensioni di certi personaggi, e non sono pochi, che a dir poco risultano scandalose(si parlava di circa 250.000 euri mensili) visto anche che rappresentano un grosso problema per le casse dell’INPS. Risposta: Quei signori a suo tempo hanno stipulato con le rispettive società”statali” un contratto, hanno effettuato i loro versamenti ed è quindi logico che oggi ne raccolgano i frutti.
    Per farla sorridere ancora,aggiungo,che anch’io come milioni di italiani,ho stipulato il mio bel contratto ed ho versato il pattuito,solo che del mio contratto hanno unilateralmente stabilito di farne carta straccia.
    Cosa vuole farci,questa è la nostra società,e questi i governanti che ci meritiamo.
    Pensare che quest’ultimi non ho potuto sceglierli poichè mi sono stati calati dall’alto.!
    Aproposito,ma in altri tempi ed in altri luoghi, questo comportamento di un capo di stato non saebbe stato classificato come “COlPO DI STATO”?
    Strana società la nostra.

  22. ame lazza

    bella la trasmissione di stamane, grazie sono un po meno ignorante e un pelo più consapevole

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