8
Dic
2011

Si ballerà eccome e comunque, dopo l’eurovertice

Ammettiamo per ipotesi che l’eurosummit di stasera e domani vada al meglio. Che il six pack, i sei punti convenuti – conven uti davvero? -tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy a inizio settimana vengano condivisi entusiasticamente da tutti. Che il Protocollo 12 – come i tedeschi definiscono con disprezzo la proposta minimalista di van Rompuy avanzata ieri – venga scartato, in nome di una modifica vera e rapida ai Trattati per far nascere l’Unione fiscale. Non ci credo ma immaginiamo che accada davvero, e che inizi il complesso processo di ratifica a tappe forzate dei Trattati, a favore di procedure di bilancio “blindate” e con ruolo ispettivo e sanzionatorio della Corte di giustizia europea. Che l’Esm sostituisca l’Efsf già entro il 2012. Ammettiamo tutto questo per ipotesi. La domanda diventa: quanto durerà il test dei mercati sulla solidità, tempestività ed efficacia di tali nuovi determinazioni? che cosa avverrà, nel frattempo? E’ possibile immaginarlo senza la pretesa di voler fare gli auguri che interrogavano con il volo degli uccelli la volontà dei dei, superni o inferi a seconda di quale fosse il quadrante da cui i pennuti si manifestavano? Con una certa approssimazione, certo che è possibile immaginarlo. Nel senso che i politici e tantissimi con loro possono forse immaginare che come ad opera di una bacchetta magica il selling colossale di asset europpei si arresti, il beta e la volatilità dei mercati si plachi,gli spread convergano di nuovo come ai vecchi tempi, e tutti vissero felici e contenti. Naturalmente, però, l’esperienza ci dice che molto probabilmente non sarà così. Per diverse ordini di ragioni.

La prima è che il mercato ha buone ragioni per diffidare di una neoconvergenza virtuosa,  quando le politiche nazionali europee al di là dell’ufficialità recalcitrano più o meno dovunque. La seconda è che squilibri tanto rilevanti da eccesso di consumi privati o pubblici finanziati a debito impiegano anni e non settimane a riequilibrarsi. E nel frattempo i mercati continueranno a testare per ciascuno degli eurosquilibrati la volontà di imboccare davvero e perseverare sulla via dell’aggiustamento al ribasso di salari e pensioni, l’unica maniera – non potendo svalutare monetariamente – per rendersi virtuosi quando non si vuole procedere a un default totale o pilotato.

I problemi più seri continueranno dunque ad essere quelli del sistema bancario. Non solo nel sistema europeo delle banche centrali, ma nelle banche ordinarie.

Per avere un’idea dello squilibrio attualmente raggiunto nel SEBC, basta dare una rapida occhiata all’analisi effettuata da Aaron Tornell dell’Università di California e Frank Westermann dell’Università di Osnabueck (http://www.voxeu.org/index.php?q=node/7391). Negli ultimi mesi, le banche centrali di Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna hanno dovuto estendere sempre più i propri crediti agli intermediari finanziari nazionali. Un meccanismo che si è sommato ai massicci ricorsi degli intermediari alle linee di liquidità straordinaria apprestate dalla Bce (siamo arrivati a quasi 290 miliardi di euro enon è un errore, duecentottantasette per la precisione, nella settimana pre varo della manovra Monti, da parte di 187 banche europee). Per finanziare i propri crediti alle banche commerciali, le banche centrali degli eurodeboli non hanno potuto rivolgersi alla Bce, per evitare che la cosa si traducesse in espansione dell’offerta monetaria. Si sono tutte rifinanziate presso la Bundesbank attraverso l’eurosistema  Target. La Bundesbank, a propria volta, per non estendere la base monetaria equivalente al proprio balance sheet, equilibrava l’espansione fino a quasi quota 500 miliardi di euro di prestiti alle altre banche centrali dell’eurozona abbattendo simmetricamente la quota si securities tedesche detenute, da quasi 300 miliardi a meno di 20 miliardi. Poiché siamo arrivati a una quota di assets tedeschi detenuti da Bundesbank  prossima allo zero, perché gli eurofinanziamenti Target possano continuare bisognerebbe immaginare che la banca centrale tederca accettasse di vendere parte delle proprie riserve auree, o a propria volta si indebitasse sul mercato internazionale. Per quello che sappiamo da Berlino, è inipotizzabile. Il mercato lo sa benissimo. Per questo è ragionevole attendersi che provi presto un attacco concentrico sugli asset di un solo paese eurodebole, per vedere in poche ore se Bundesbank continua nel suo ruolo di prestatore a costo di impegnare riserve, oppure se si sfonda la renitenza della Bce a stampare denaro visto che la sua attuale limitata base di capitale non è coerente con acquisti illimitati di eurosecurities a rischio.

Per le banche commerciali, che sono la catena esposta di questa scommessa all’insolvenza e del mtrasferimento all’economia reale della recessione,  rimanere impegnate sul sentiero tracciato dall’EBA – ricapitalizzazioni rapide ad opera del mercato tutte le volte che si può –  è incredibilmente rischioso. Non è un caso che il governo tedesco abbia rapidamente deciso di rifinanziare Soffin, il braccio pubblico attraverso il quale sono stati operati i salvataggi bancari nel post Lehman. In modo che essa possa tornare a offrire fino a 400 miliardi di garanzie alle banche tedesche a rischio. La più esposta? Commerzbank, la seconda banca tedesca, piena di eurocarta nella sua EuroHypo, e che ha ancora un 25% di capitale pubblico dopo il salvataggio del 2009.

No, decisamente anche se le cose andassero al meglio, il 9 dicembre, l’euromare resterà agitato e occorreranno ottimi nocchieri. Tutte le grandi banche svizzwere e biritanniche hanno pronti contingency plans per frorteggiare l’eurobreak eventuale, questa è la verità.

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39 Responses

  1. Andrea

    Intanto ieri a Milano si è tenuto un minivertice fra il presidente del consiglio Monti, il ministro Passera ed altre autorità ed gli autorevoli rappresentanti dell’intellighenzia mondiale Lorenzo Da Ponte e W. A. Mozart..
    molti i passaggi importanti, da “voglio fare il gentiluomo e non voglio più servir” a “di rider finirai pria dell’aurora”

  2. marco

    La tempesta si avvicina ma i nocchieri, che sono stati così abili ad entrarci dentro, ho paura che non avranno pari abilità per uscirne fuori. E a questo punto, visto il poco tempo rimasto, forse gettare qualche ciambella potrebbe essere d’aiuto. In uno scenario di questo tipo è meglio liberarsi delle valute e affidarsi all’oro fisico ? oppure affiancare all’oro anche le valute rifugio AUD/CAD/NOK/SEK/CHF ?

  3. Annibale

    Scusi Giannino, ma se è davvero così e non ho opinioni contrarie da opporle, lei cosa fa ancora qui??
    In altre parole ci consiglia caldamente la fuga ai Caraibi?
    È una domanda seria che mi e le pongo, perché davvero avendone la possibilità forse sarebbe preferibile emigrare come facevano gli ebrei per sfuggire ai loro potenziali aguzzini.
    Lei vede vie d’ uscita concrete?

  4. carlo

    Premessa:

    È evidente a tutti che una buona parte dell’occidente (noi per primi) non ha saputo gestire con intelligenza la spesa pubblica,lo stato ha speso molto ma soprattutto male,le conseguenze sono visibili a tutti.

    Ovviamente, dovremmo fare notevoli sacrifici ed essere tutti uniti nello sforzo.

    La mia (e non solo mia)grande preoccupazione è che tutto questo immane sforzo sia vanificato in pochissimo tempo perché mancano i fondamentali,anzi il fondamento e cioè la crescita,questa mettiamocelo bene in testa in questo contesto mondiale e con queste regole non avverrà mai,se non marginalmente,questo al popolo a cui si chiedono sacrifici va detto chiaro.

    Quindi il problema vero è come crescere. Crescere è più semplice di come si pensi, è la volontà politica che manca. Dobbiamo intaccare il profitto di chi oggi detiene il vero potere politico ed economico il mercato, anzi i mercanti (grandi gruppi finanziari banche multinazionali) che da sempre hanno condizionato la politica e che attualmente ne esercitano i poteri.

    L’occidente in più di mezzo secolo ha creato ricchezza e benessere frutto dell’ingegno e del duro lavoro del popolo tutto. Abbiamo raggiunto in più di mezzo secolo un livello tecnologico altissimo,è qui, a questo punto che è avvenuto l’irreparabile.

    Ci hanno fatto credere che era necessario aprire il mondo ad un mercato globale,giurando che tutto questo ci avrebbe portato benessere. Abbiamo aperto il mondo ai mercati, la politica ha abdicato alla finanza ed ai suoi istituti (un tipico esempio il WTO ) Banche e multinazionali il governo del mondo. Questi nuovi attori,conoscendo un unico sostantivo il “PROFITTO” hanno stravolto la volontà del popolo,hanno cioè trasferito tutto il bagaglio conoscitivo tecnologico “know-how” in paesi dove la manodopera è 10 volte inferiore alla nostra,dove governi compiacenti ,in accordo con i nuovi attori politici hanno introdotto barriere doganali per favorire il loro progetto,impedendo o rendendo difficile l’ingresso di molti nostri prodotti.

    Hanno quindi iniziato a produrre a basso costo e alto profitto,iniziando una delocalizzazione di massa, facendoci credere che arricchendo quei paesi,in breve avremmo avuto nuovi potenziali acquirenti dei ns. prodotti. Sono cresciuti a nostre spese,in meno di 10 anni hanno raggiunto un livello che a noi è costato 60 anni di duro lavoro.

    Ora loro quando va male crescono dal 7 al 10 % noi dello 0,l o, non cresciamo.

    E’inutile parlare di rigore economico quando non potremmo mai più crescere. In Cina come indotto delle grandi multinazionali sona nate e nascono innumerevoli aziende che in tutti i settori oltre a produrre per tutto il mondo,producono anche per il proprio consumo. Contrariamente a quello che era auspicato da molti esperti, siamo tagliati fuori da tutto,ogni manovra sarà sempre più dura e ci farà impoverire sempre di più.

    Per tamponare questa situazione, vi è un solo modo, imporre dazi temporanei,che permettano alle nazioni emergenti di graduare il loro ingresso nel mercato mondiale adeguandosi alle regole che in occidente sono consolidate;allo scopo di competere tutti equamente, ne ricordo alcune:

    1) Contratti di lavoro che rispettino le fondamentali basi dei diritti per i lavoratori.
    2) Le più elementari basi che riducano l’inquinamento ambientale.
    3) Il divieto di utilizzo di materiali e sostanze tossiche
    4) La tutela e sicurezza nell’ambiente di lavoro

    Fare questo è molto semplice,ognuno deve ritornare a fare bene il suo lavoro il politico la politica la finanza il mercato.
    Ecco, se tutti si concentrassero e lavorassero in questa direzione noi tutti ne trarremo beneficio.

  5. Gianluca

    Possiedo delle sicav di diritto irlandese che investono principalmente nell’area asia, us e giappone, in caso di default dell’euro mi è stato detto che i miei fondi si dovrebbero apprezzare perchè in valute estere. E’ giusto quello che mi hanno detto?

  6. franco

    Intanto i nemici del Paese tornano all’opera con lena!

    Manovra/ Berlusconi, no a Ici Chiesa ma liberta’ coscienza

    “…Intanto da 73 parlamentari di Pdl, Io Sud e Terzo Polo arriva un appello a Monti contro la liberalizzazione dei farmaci…”
    Tra questi c’è sicuramente la moglie di Sacconi, deputato e direttore Farmindustria

  7. Gianluca

    Io dividerei i mercati in due. Una parte dei mercati specula pesantemente e potrà muovere le leve che Giannino ha ipotizzato, una parte più importante se vede l’Europa più credibile, e comprende che i propri averi in futuro si riveleranno sicuri non ha nessuna intenzione nel soffiare sulle acque agitate.

    Io sono un profano, ma se è vero come scrivono e dicono tutti, che crollando l’Europa tutti i mercati ne risentirebbero, sopratutto quelli dei paesi occidentali, cosa che mi sembra logica, credo che anche i grandi speculatori si muovano con cautela, gli stessi stati spingeranno per non far crollare tutto con interventi decisi.

    Un conto è agire e posizionarsi vendendo titoli europei ritenendo che gli stessi possano diventare carta straccia, un conto è speculare rischiando di far crollare tutto.

    Speriamo bene.

    Gianluca

  8. luigi

    e se per esempio, e contro le basi teoretiche di Giannino, impedissimo per decreto ai mercati di fare questi attacchi? Visto che la democrazia liberale ci costringe a tirare la cinghia al pro dei bonus della speculazione, non sono ipotizzabili contromisure non democratiche (tipo deportazione fisica dei broker, chiusura forzosa delle agenzie di rating, sequestro degli assett dei fondi speculativi, e cosi’ stalineggiando?) Immagino l’orrore dei lettori, ma il trade-off essendo il furto dei nostri sudatissimi guadagni di impiegati, contabili o ricercatori neo-laureati, un pensierino ce lo farei. Quando i duri ballano…

  9. Se qualcuno non se ne fosse accorto, la Bundesbank oggi ha sellato quintalate di oro, andando quindi contro uno dei diktat ferreamente previsti come ‘inipotizzabili’ e così sarà l’andazzo dei prossimi tempi. Almeno fino a che il gioco regge la botta.

    Saluti,

    Corrado

  10. PIERO

    E’ fin troppo evidente che i vincoli richiesti dalla Germania ai paesi Eurodeboli
    e’ una cravatta troppo stretta che li soffochera’. Non si puo’ richiedere a un
    paese di rientrare in tempi stretti, con manovre recessive, con un mercato che ti marca in pressing e
    non ti concede tempo.
    Senza un congruo sostegno monetario, in prima istanza, in contemporanea
    con rigori fiscali a piu’ ampio respiro, l ‘ Euro non mangia il panettone.

  11. Henry Ford

    Egregio Dott. Giannino,
    a suo parere la soluzione di stampare euro da parte della BCE
    può essere una vera soluzione se non si fa contemporaneamente anche netto taglio dello stato sociale, come avviene negli USA ?

    Insomma, la Germania nella sua ritrosia a stampare (ovviamente memore di Weimar)forse non ha tutti i torti, non crede?

  12. Henry Ford

    Roberto :@pino d’ettorrea che brano si rifierisce? The end o Light my fire?

    mi permetto di risponderle io:
    la canzone è “The end” (Oscar Giannino da u npo’ di tempo a questa parte la usa come introduzione alla sua rubrica radiofonica mattutina)

  13. LucaS

    X Roberto

    The end… my only friend! (su Nove in punto di Radio 24: puoi riascoltare gratis tutte le trasmissioni).

  14. adriano

    Leggo sempre volentieri Giannino che non è mai banale e sviluppa considerazioni originali su questioni ignorate da altri.Faccio fatica a capirlo,come in questo caso,quando argomenta complicato.Certamente sono necessarie anche le analisi profonde e non tutto può essere limitato al semplice per compiacere l’incolto.Vorrei però sottolineare un fatto che si ripete.L’odiato Berlusconi tempo fa si permise di associare all’euro l’aggettivo “strano”.”Una strana moneta”.Apriti cielo.Era il tempo delle dimissioni.Ieri il meno odiato Berlusconi ritorna:”Se la BCE non diventa garante dei debiti sovrani non si risolve nulla”.Semplice.E’ l’unico che evidenzia queste ovvietà.Gli altri continuano in politichese.Sarà anche un obbrobrio da dimenticare e il piu’ grande criminale della storia,ma è il solo della compagnia di giro,nel senso di presa,che dice con quattro parole le cose come stanno.Per finire,una notizia sicura.Sempre ieri Draghi ha detto che l’euro non finirà e non c’è alcuna possibilità di ritorno alle monete nazionali.Quindi è sicuro.Si torna alla lira.

  15. Claudio Di Croce

    @adriano
    Sono d’accordo con lei . Ricordo che dopo pochi anni dall’entrata in vigore dell’euro SB aveva detto che l’euro era stata una cosa negativa per il potere di acquisto dei cittadini . Apriti cielo : c’era stata una sollevazione di tutti i ” professori ” alla Mortadella per capirci, che diceva che SB non aveva capito nulla , che non si rendeva conto della grandezza dell’euro che aveva messo in assoluta sicurezza lo Stato italiano .Se i prezzi erano aumentati era colpa sua . Adesso tutti i fanatici dell’euro sono spariti e dopo avere detto per mesi che il problema dell’Italia, dell’Europa e anche del mondo era SB adesso cosa dicono ? Che è colpa della Germania ? Siamo come sempre un popolo di pagliacci , senza alcun riferimento a qualche frequentatore di questo blog.

  16. Domenico M.

    Egregio dott. Giannino
    Senza troppi giri parole, se dopo le manovre lacrime e sangue dei governi dei paesi deboli neanche l’unione fiscale è sufficiente a salvare l’Euro, significa semplicemente che l’Euro non vale quello che pensiamo.
    Cioè bisognerebbe fare un’azione verità, a costo dolorosissimo di tutti gli europei stavolta, e svalutare la moneta. Lo so che i tedeschi non ci stanno ma loro sono quelli che più hanno ottenuto dalla moneta unica e, mi sembra di capire, che in questo risiko dei mercati, siano anche il vero obiettivo.

  17. Luigi

    Oddio, eccoli qua, sono passati quindici giorni e hanno già nostalgia del gigante che ci aveva fatto grandi nel mondo, quello che l’euro è stata una iattura signora mia, che la crisi non esiste e gli italiani ne usciranno meglio di altri perchè frequentano i ristoranti e a settant’anni ce la fanno ancora tutte le notti. Ha ragione l’ineffabile Di Croce: nel nostro popolo ci sono molti pagliacci, lui lo sa bene.

  18. Fabio Cenci

    Mi consola almeno vedere che i grandi USA e GETTA, veri responsabili di tutto questo e anche di piu’…..non sono cosi’ massacrati dai mercati; e’ veramente consolante notare che i mercati apprezzano (al punto da comprarsi in perdita i loro Treasury Bonds) la loro onesta’, “reliability”, il fatto che non aumentano affatto la loro riserva di valuta (M3 o altro) rispetto al GDP, ecc. ecc.

    E’ noto altresi’ che la FED e’ molto apprezzata dai Mercati per la sua meritoria opera, trasparente, e tesa a …rafforzare gli USA, e con essi, tutto l’universo mondo.

    I Mercati si’ che sanno operare come una sana “livella” nei confronti di tutti i paesi.

    Amen.

  19. Fabio Cenci

    Scusate se intervengo ancora. Non essendo un economista ma uno che crede alle cose “precise e misurabili”, devo dire che mi sto “divertendo” a capire come funziona…l’economia…”terra terra” ovviamente.
    Da un libro illuminante:

    “Quando un paese vuol creare un po’ di valuta, lo Stato vende un’obbligazione alla propria Banca Centrale (la FED….per esempio). La banca centrale compila un assegno (a vuoto!) a fronte di un saldo zero sul suo c/c per la quantita’ di dollari, yen, euro, o qualsiasi cosa lo Stato desideri,e compra l’obbligazione.
    Ora la valuta ha iniziato ad ESISTERE, e in seguito puo’ essere usata per rimborsare l’obbligazione. Quindi l’obbligazione e’ un “paghero'” per la valuta.

    So far so good.

    MA….poiche’ ANCHE la valuta e’ un buono di ritiro per rimborsare l’obbligazione quando essa matura, la valuta e’ un “paghero'” per l’obbligazione !!!!

    Avete capito??? No??? Nemmeno io.

    Ecco perche’ e’ una cosa FOLLE. Se uno di noi facesse questo, saremmo accusati di truffa, e vedremmo il sole a scacchi.”

  20. Gianluca

    Vorrei capire da qualche esperto se ho compreso bene i provvedimenti presi ieri della BCE.

    Mi sembra di aver capito che con i provvedimenti presi ieri dalla BCE ed illustrati da Draghi, riguardo i rifinanziamenti illimitati agli istituti di credito da parte della BCE, per tre anni, si siano superati gli scenari descritti da Giannino nel thread. Il problema liquidità banche, attualmente tutte sofferenti, è stato ampiamente limitato.

    Ho capito bene?

    Gianluca

  21. giancarlo

    ho letto degli articoli da infarto su ilsussidiario.net e volevo porre dei quesiti.
    1) è vero o no che anche la germania stà contabilizzando parte dei debiti pubblici in capo alla sua Cassa depositi e prestiti e che questi debiti porterebbero il DEBITO/PIL oltre il nostro 120%, se fossero caricati sul bilancio dello stato? Se è vero, la domanda nasce spontanea: ‘da che pulpito ci arrivano le prediche della Merkel?’

    2) il bubbone della crisi ormai, per decisione EBA, è passato dai debiti sovrani alle banche (fra cui anche le nostre). Quindi i casi sono sono due. A)Merkozy decidono di non scaricare i rischi ai privati (diversamente da quanto fatto con la Grecia). oppure B) il EFSF lo mettono a disposizione delle banche e non degli stati. E’ possibile che la scelta B) sarà quella che vedremo più presumibilmente operativa, in quanto potrà operare in favore delle banche che il Direttorio deciderà di volta in volta? per esempio ancora a danno delle nostrane?

    3) in un articolo su ilsussidiario.net leggo che le banche italiane sono sedute su una bomba a orologeria rappresentata dai cumuli enormi di derivati in pancia alle nostrane, da dare come collaterale per rifinanziamenti in dollari. Queste avevano già le minusvalenze sui BTP, ora cadono dalla padella alla brace, per via delle perdite anche sui collaterali. Mi domando se la situazione sia davvero in questi termini.
    grazie

  22. BASTA, qui c’e’ bisogno di ridere.
    Volete vedere la fotografia (si, una foto vera, intesa come fotografia reale, presa con la macchina fotografica, “camera” per chi non conoscesse piu’ l’italiano) della FAMIGLIA ITALIANA ,dopo la manovra “SALVA ITALIA” del Governo?
    Guardate nel web,”Se Gesu’ fosse Tremonti…”, valido anche oggi, basta togliere il Tre,
    il post ” LA FAMIGLIA ITALIANA DOPO IL DECRETO LEGGE ” SALVA ITALIA””.
    Godetevela

  23. Fabio Cenci

    Giancarlo, sulla base di quello che io so :

    1) si, stanno occultando il debito, grazie a Eurostat. Non tutti furono creati uguali;

    2)io penso di aver capito che si consentira’ alle Banche di cartolarizzare il debito, come i Mortgage-backed securities che hanno portato all’esplosione dei subprime. Sarebbe molto utile se un esperto smentisse o confermasse

    3)tutte le banche sono bombe a orologeria. Il sistema finanziario e’ marcio alla radice. Gli Americani fanno i maestri, ma non possono ignorare che prima del New Deal il governo federale rappresentava il 3% dell’economia reale, oggi si avvicina al 50% se si includono tutte le ramificazioni dei singoli stati ! E questi sarebbero quelli che credono nello stato “sottile”.

    Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.

    Attenzione ai debiti; quelli li impacchettano e li rivendono alla BCE, se ho capito il trucco.

  24. MarcodaOsimo

    @Domenico M.
    mi scuserà domenico ma svalutare, ma lei dimentica un piccolo dettaglio, ossia, che quando siamo entrati nell’Euro lo stato stava per fare Default, ossia la spesa per interessi aveva superato la spesa corrente.
    Possiamo quindi affermare che non siamo falliti proprio grazie all’Euro, e che non è certamente colpa dell’Euro se i 30/40 miliardi di euro annui di risparmio per gli interessi che l’entrata nel’Euro ci ha regalato, sono finiti a spesa pubblica anzichè ad abbattere il debito.

    Infine per i patiti della svalutazione e della lira faccio presente che svalutare significa valere meno…. immagini che il suo conto in banca si riduca il giorno dopo l’uscita dall’Euro del 30% (naturalmente a patto che come dica lei si torni alla lira), immagini che il giorno dopo il debito pubblico Italiano diventi con il cambio il 30% in più quindi circa 2.500 miliardi di euro.
    Secondo lei cosa succederebbe?

  25. MarcodaOsimo

    mi scuserà Domenico ma lei dimentica un piccolo dettaglio, ossia, che quando siamo entrati nell’Euro lo stato stava per fare Default, ossia la spesa per interessi aveva superato la spesa corrente.
    Possiamo quindi affermare che non siamo falliti proprio grazie all’Euro, e che non è certamente colpa della moneta unica se i 30/40 miliardi di euro annui di risparmio per gli interessi che l’entrata nel’Euro ci ha regalato, sono finiti a spesa pubblica anzichè ad abbattere il debito.

    Infine per i patiti della svalutazione e della lira faccio presente che svalutare significa valere meno…. immagini che il suo conto in banca si riduca il giorno dopo l’uscita dall’Euro del 30% (naturalmente a patto che come dica lei si torni alla lira), immagini che il giorno dopo il debito pubblico Italiano diventi con il cambio il 30% in più quindi circa 2.500 miliardi di euro.
    Secondo lei cosa succederebbe? (L’ho riscritto per eccesso di errori!!!)

  26. MarcodaOsimo

    @giancarlo
    1) Non ci dimentichiamo che noi non contabilizziamo tutta la spesa pubblica che non viene pagata. In altre parole tutte la spesa degli enti locali e dello stato in genere diventa debito solo dopo che è pagata e questo è il motivo dei tempi lunghi dei pagamenti della PA nei confronti dei privati, in tutto ciò non entra inoltre anche i debiti delle varie “Municipalizzate”, neanche la ns. cassa depositi e prestiti è contabilizzata nel nostro Debito Pubblico, infine, con un pil triplo rispetto al nostro, la Germania il suo debito, se lo può comunque permettere noi no.

    Sugli altri due punti non saprei che dire di preciso…

    Circa le iniziative prese oggi dalla BCE sono uscite l’8 ossia prima della scrittura di questo articolo, quindi non credo che Giannino lo abbia ignorato. E anzi credo che per evitare il deflagrare del credit crunch che la BCE abbia approntato questa linea di credito triennale, resta il fatto che la Bundesbank non ha più securities tedeschi da vendere.
    Quindi se ha bisogno di liquidità per prestarla ad altre banche centrali….. che farà? Vende oro o la BCE stampa?

    Faccio infine notare che il prestito di 200 miliardi al FMI mi sembra di capire sarà a carico dei bilanci degli stati quindi andrà a deteriorare ulteriormente i singoli debiti.

    E immagino che sarà il FMI a comprare alle nostre aste di gennaio e febbraio.
    Mentre con Efsf si interverrà sulle banche in crisi.

  27. MarcodaOsimo

    MarcodaOsimo :
    @giancarlo
    1) Non ci dimentichiamo che noi non contabilizziamo tutta la spesa pubblica che non viene pagata. In altre parole tutte la spesa degli enti locali e dello stato in genere diventa debito solo dopo che è pagata e questo è il motivo dei tempi lunghi dei pagamenti della PA nei confronti dei privati, in tutto ciò non entra inoltre anche i debiti delle varie “Municipalizzate”, neanche la ns. cassa depositi e prestiti è contabilizzata nel nostro Debito Pubblico, infine, con un pil triplo

    Intendevo crescita del pil tripla.. 🙂

  28. Gianluca

    @ Giancarlo

    1- come al solito con la massima superficialità si analizzano i fatti estrapolando solo quello che fa comodo.

    E’ da tempo che i media per attaccare la Germania tirano fuori questo argomento, secondo me affrontandolo molto superficialmente. E’ vero quanto si sostiene ma si resta dentro le regole come scrivono in questo pezzo molto ciritico nei confronti della Germania:

    http://www.socialismoesinistra.it/web/economia/44-economia-contributi/1056-debito-pubblico-e-germania-ovveroi-trucchi-dei-crucchi.html

    La cassa depositi e prestiti Tedesca ha una sua storia ed una sua potenza che è descritta bene in questo link ed anche se :

    http://www.dazebaonews.it/economia/item/2840-una-cassa-depositi-e-prestiti-alla-tedesca

    Gianluca

  29. Fabio Cenci

    Le proiezioni di crescita per la Germania sono a circa il 0.8%….

    Con un debito superiore comunque ai 2100B Euro, non sara’ una passeggiata nemmeno per loro.

    A mio parere l’Euro non reggera’ a questa prova, se non….uccidendo le popolazioni con tasse insopportabili, che comunque deprimeranno le economie in modo irreversibile.

  30. Bruno M.

    Egr. dott Giannino, qui si parla di massimi sistemi, equilibri, rapporti tra economie, ecc.
    Benissimo, certamente cose fondamentali ma a me viene in mente un vecchio contadino che lavorava la sua terra a mano non molto tempo fa e che alla obiezione che la sua produttività era fuori del tempo nel senso che era eccessivamente bassa in quanto non meccanizzato, mi rispose e dimostrò che lui consumava molto molto meno di quel che produceva e che quindi stava mantenendo altri che profittavano della sua pur scarsa produzione di beni. Qui sta il punto di questa Italia e non solo: chi sono coloro che consumano assai di più di ciò che producono? se è accettabile che lo siano i pensionati verso i quali correttivi sono stati apportati in passato e altri verranno ora adottati, se lo è per chi ha problemi di salute, per chi ha perso il lavoro o sta avviandosi al lavoro, non lo è per chi un lavoro lo ha, una attività la svolge, non lo è certo per la Pubblica Amministrazione, per chi è al servizio del funzionamento dello Stato in tutte le sue espressioni. Non sarebbe l’ora di rendere evidenti con che criteri e parametri questa convenienza è garantita in questi ambienti, in particolare nella P.A., se è corretta la correlazione spesa del personale – servizio reso, visto che di spesa pubblica stiamo morendo?

  31. MarcodaOsimo

    @Fabio Cenci
    Un anno di recessione non rende insostenibile un debito pubblico, e l’altro lato della medaglia della tassazione è il taglio della spesa pubblica.

    In italia ci sono vastissimi margini da questo punto di vista.

  32. Claudio Di Croce

    Al dilà delle chiacchere la riunione è andata come voleva la Germania , il chè è giusto perchè sono i tedeschi che possono aiutare gli altri e non viceversa e quindi è giusto che decidano loro. Sarkò ha fatto finta di contare ma in sostanza ha dovuto accettare. Come ha fatto il Senatore a vita , Premier , Prof. Monti che non ha fatto neanche finta ed è giusto così. Solo che i giornali e le tv italiane non hanno detto che noi non contiamo un fico secco. Immaginatevi cosa avrebbero scritto e detto sdegnati se al posto del Chiarissimo prof . ci fosse stato SB.

  33. alberto avanzo

    Caro Giannino , un coomento sul Vertice Europeo e alcune domande per il prof.Monti

    La stampa di oggi da’ giustamente molto rilievo ai risultati del Vertice Europeo di ieri con giudizi positivi ma io rimango scettico su una serie di aspetti che ancora una volta sono stati posposti:

    Fiscal Compact: previsto per marzo 2012: e’ realistico? Tiene giuridicamente? Molti delle disposizioni dovranno essere definite nei prossimi mesi come ha detto MM in conf stampa ma sappiamo che devil is …
    Anche ammesso che I’ll patto sia ratificato in tempo (ne dubito) rimane non definito e con forti rischi di implementazione .
    Probabile giudizio dei mercati; da negativo a neutro

    Firewalls e meccanismi di protezione: I’ll giudizio e’ da subito INSUFFICIENTE./negativo

    Invschiare I’ll fondo monetario non va bene perche’ immaginiamo la situazione dell’italia:
    Nel primo trimestre del 2012 scadono diciamo un numero 50/70 mld di titoli o forse di piu’ (non ho con me I dati) , se pensiamo che siano le banche come ha detto sarkozy a comprare tramite repo con ecb I titoli ci spariamo adosso visto la nuova regolamentazione EBA . Fare causa all’eba? E’ semplicemente ridicolo.
    Quindi chi compra I ns titoli?
    La bce? No. L’esfs ? No , fra l’altro ma voi pensate che I’ll leverage dell’esfs sia fattibile ? Non prendiamoci in giro , la francia sara donwgraded a giorni / mesi , no chance. L’esm? No perche’ non operativo e perche dubito che lo possa essere per la meta del 2012 . Quindi chi rimane? Ci sono I 200bn delle banche centrali nazionali , mah e’ questo rispetta quello che draghi dice lo spirito dello statuto della bce? Non si monetizza I’ll debito? E allora perche’ non lo fa la BCE?
    Quindi si ritorna ad un FMI rafforzato dai 200bn come unica fonte di liquidita’ piu cio’ che rimane dell’efsf sotto guida ecb come agent.
    Basta? No , perche’ nel momento in cui chiederemo e SAREMO Costretti a farlo , l’intervento del fondo , automaticamente siamo fuori (e gia’ ci siamo) dal normale accesso ai mercati , cioe’ passiamo sotto tutela.
    Guardiamo I rendimenti dei bonds dei paesi sotto tutela! poi spiegheremo agli italiani che questo e’ l’end result di 3 manovre.
    Quindi possiamo dire che I’ll risultato del vertice e I’ll neo nato fiscal compact siano un buon outcome per I paesi periferici? No e ancora una volta no.

    Eurobonds: questa era la chiave di volta che a dispetto di quanto ha detto Monti non c’e’ nel comunicato finale. Io credo che l’italia ce la possa ancora fare ma non solo tramite un retrenchment fiscale che e’ I’ll leit motiv tedesco.
    Avete poi visto la norma che impone ai paesi con debito in eccesso al 60pct pil di ridurlo in 20anni? Vi immaginate cosa cio’ possa comportare per noi? Come verra’ applicata questa norma nel patto finale? Monti e’ stato elusivo in conf stampa.
    Bce; rimane una grande incognita, credo che sia un’istituzione con modalita operative da anni 80 , sempre behind the curve, irrigidita su posizioni dogmatiche , perche ad es non ha accettato le obbligazioni bancarie come eligible collateral? Quel mercato e’ frozen , come pensano di riaprirlo?
    Ci sono 600/700 mld in scadenza l’anno prossimo che salgono sopra 1trn nei prossimi 2 anni.
    Quella carta era Money good come si dice in gergo , perche’ invece di garanzie nazionali (20bn in italia) che non hanno di fatto valore per paesi come I’ll nostro non si’ e’ costruito un supporto europeo?

    Direttore , usciamo domani con delle precise domande al governo in relazione all’appena concluso vertice , I’ll governo ci deve una risposta e come capo azienda/ceo dell’italia monti deve dire come intende rifinanziare I’ll debito nel primo trimestre del 2012 periodo critico per I’ll nostro paese.
    L’Emergenza non e’ finita , siamo appena all’inizio.
    Finanziare I’ll debito ammesso che ci riusciamo al 6pct plus ci porta alla rovina ,I’ll fiscal compact e’ IRRILEVante purtroppo senza adeguati e immediatamente operativi meccanismi di supporto finanziario. che piano c’e’ per ridurre I rendimenti/rischio sui gov bonds? Quella carta , parola in gergo, era considerata risk free , ma non lo e’ piu’ adesso. Gli investitori che comprono titoli di stato operano su precisi mandati che non prevedono di fatto l’assunzione di credit risk . E anche introdotti I mecc di supporto finanziario per un paese come l’italia che ha 2trn di debito , come si riacquista l’accesso in seguito se I’ll debito/pil rimane a 120plus? Se I’ll deficit delle partite correnti rimane negativo?quali piani ci sono su base europea per fare in modo di decouple I paesi che piu hanno la possubilita’ di fare da traino al fine di riequilibrare le bilancia dei pagamenti di ita esp etc? E poi si puo’ veramente immaginare una costruzione europea senza dei fiscal transfers?
    Secondo me realisticamente nel primo trim dell’anno prossimo risultera’ evidente che I paesi dell’eu periferica non potranno avere piu’ acceso al mercato , di fatto I btp /bonos etc dovranno essere sostituiti con titoli europei ,le modalita con cui attuare lo swap e’ la vera chiave di volta perche’ cio’ comportera’ l’applicazione di haircuts , piu’ rimandiamo la decisione (pensiamo alla grecia) maggiore sara’ I’ll taglio del debito.
    Prepariamo I cittadini italiani a questa soluzione , altro che ici, scudo etc etc questa sara’ la vera manovra .
    La nave affonda , salviamo la nave non le scialuppe.

    Cordiali saluti

    aa

  34. alessio

    Caro Oscar, nella versione di Oscar di ieri, commentando con un professore le disposizioni sulla tracciabilità, facevate ironia sulla possibilità effettiva da parte dell’agenzia delle entrate di incrociare “una mole così enorme di dati”. Vorrei far notare che questa mole di dati, se digitalizzata, non è AFFATTO enorme. E’ una bazzecola. Google ogni ora fa il lavoro che un server dell’agenzia delle entrate dovrebbe fare in un anno o due. Si tratta di una semplice interrogazione di un database che si scrive in pochi minuti e che permeterebbe di ottenere un elenco delle spese “sospette” in base al reddito. In questo paese sembra che la rivoluzione digitale non abbia mai avuto luogo! Ci sono ancora milioni di operazioni cartacee che tutti noi siamo costretti a svolgere nel relazionarci agli apparati burocratici che costano (supporto cartaceo, registrazione e archiviazione, tempo uomo dell’incaricato) chissà quanti miliardi di euro e che potrebbero essere svolte con un click a costo pressoché ZERO.
    Scusa lo sfogo, ma alle volte mi sembra di essere stato catapultato nel medioevo.
    Alessio

    p.s. Sarà banale dirlo, ma complimenti per le tue analisi giornaliere. Non mollare, sei una delle poche voci interessanti di questo paese.

  35. Fabio Cenci

    Marco, completamente d’accordo, ecco perche’ sono basito dalla totale cecita’ di queste manovre di Monti. Sono depressive, non incidono sul bubbone della spesa e della presenza massiva dello Stato, e le entrate ulteriori ottenute a spese dei soliti poveracci (perche’ questa e’ la realta’ dello sparare nel mucchio) non servira’ a nulla, visto che il prossimo anno, se non erro, bisognera’ “trovare” 350 B Euro!

    E non una parola sulla dismissione di (teoricamente) centinaia di B di Euro in proprieta’ immobiliari.

    A proposito, quando si introdurra’ l’ICI sulle immense proprieta’ immobiliari della Trimurti?? Nessuno risponde alla mia domanda.

  36. Claudio Di Croce

    @Fabio Cenci
    Nessuno si azzarderà ad andare seriamente a toccare sulla ciccia sindacale – e cioè sull’immenso patrimonio immobiliare , sulle loro pensioni costruite con i contributi figurativi , cioè a spese dei contribuenti , sui bilanci che continuano a rimanere segreti e tante altre cose tra cui le giornate o mensilate di permessi sindacali – perchè i sindacati sono un vero grande potere in questo povero paese dotati di una capacità di ricatto enorme con cui politici e Confindustria sono sempre andati d’accordo . Basta vedere la campagna di odio contro Marchionne che ha osato dire una verità elementare e cioè che una azienda non deve spiegare ai sindacati i suoi piani e non li deve contrattare con loro , ma deve decidere rispondendo ai clienti e agli azionisti . E credo che un governo di dipendenti pubblici non si metterà mai contro un sindacato dove i dipendenti pubblici sono la maggioranza .

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