7
Dic
2011

Manovra Monti: la liberalizzazione dei trasporti è cosa buona e giusta

La manovra è davvero “lacrime e sangue”, visto l’impatto pesante delle nuove tasse. In questo aumento generalizzato di accise, bolli e scudi vi è tuttavia una novità importante e che va nella giusta direzione: la liberalizzazione del settore dei trasporti e la connessa creazione dell’Autorità dei trasporti.

Questa Authority era attesa da diversi anni e nessun Governo, né di centro-destra né di centro-sinistra era riuscito a superare le resistenze interne dei diversi partiti.

L’Autorità dei trasporti è un passo in avanti e nei prossimi sei mesi dovrebbe essere già attiva all’interno di una delle autorità esistenti, senza quindi costi aggiuntivi. Questa nuova Authority va di pari passo con il giusto taglio dei componenti direttivi delle Autorità esistenti, tagliando così i costi di queste particolari Istituzioni.

Il controllo ex-post delle condizioni concorrenziale era già in atto grazie all’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato, mentre ora come ora vi erano grandi problemi per far si che la partita concorrenziale si basasse su regole “fair” per tutti i giocatori.

In molti casi il regolatore era il regolato, creando così non pochi problemi concorrenziali. Si pensi al trasporto pubblico locale dove i Comuni, che assegnavano le risorse alle aziende di trasporto, erano anche coloro che facevano i bandi di gara e al contempo controllavano l’azienda pubblica di trasporto locale.

Quelle poche volte che non c’era l’assegnazione in house, la gara si concludeva con la vittoria scontata da parte dell’incumbent.

Cosa fa la nuova autorità dei trasporti? Quali sono i compiti? È bene evidenziare che proprio sulle gare d’appalto l’Italia deve fare dei grandi passi in avanti e il decreto del Governo, all’articolo 37 comma 2, assegna all’Authority il compito di “definire gli schemi dei bandi delle gare per l’assegnazione dei servizi di trasporto in esclusiva”. Finalmente dovrebbe cambiare la “musica” e non dovrebbero più ripetersi i casi nei quali l’incumbent era sempre il vincitore. Vi è la possibilità dunque che la concorrenza entri in tutti i settori dei trasporti, ma in particolare nel trasporto pubblico locale, dove oggi esistono solamente dei piccoli monopoli locali.

Questi monopoli locali sono direttamente controllati dalla politica e provocano dei costi aggiuntivi per il TPL di almeno due miliardi di euro. Se la concorrenza sarà garantita da questo decreto, i risparmi per lo Stato potrebbero essere importanti. Gli effetti non sarebbero immediati, ma certamente la direzione intrapresa è quella giusta.

L’autorità avrà molti poteri, poiché le sanzioni che potrà comminare potranno arrivare fino al 10 per cento del fatturato. In questo ricalca le maggiori authority dei trasporti esistenti nel settore dei trasporti esistenti in tutti i Paesi dell’Unione Europea, dalla Gran Bretagna fino alla Svezia.

L’Autorità potrà inoltre “stabilire le condizioni minime di qualità dei servizi di trasporto connotati da oneri di servizio pubblico o sovvenzionati”. In questo modo, con la creazione di questa autorità tecnica, dovrebbe terminare la pratica attuale, dove Regioni e Comuni subiscono una forte asimmetria informativa da parte delle aziende pubbliche di trasporto. Certo bisognerà fare attenzione alla cosiddetta “cattura del regolatore”, ma la norma sembra creare un’autorità molto indipendente.

Il decreto prevede che l’Authority sia creata nei prossimi sei mesi, tramite uno o più regolamenti da parte del Governo sentite le Commissioni parlamentari. L’iter legislativo non sarà breve, ma questa volta l’Autorità dei trasporti potrebbe davvero nascere.

Certo la creazione di questa autorità dovrebbe essere seguita da altre misure pro-liberalizzazioni. In particolare dovrebbe essere presa in considerazione la vendita da parte dello Stato e degli Enti Locali di tutte le aziende pubbliche, in modo che non continui ad esistere quella commistione tra politica e business che tanti danni ha creato negli scorsi anni. Si pensi al caso Alitalia, dove la gestione pubblica ha portato al fallimento dell’azienda e oltre 4 miliardi di euro di costi per i contribuenti.

La “Manovra Monti” nel settore dei trasporti va dunque nella giusta direzione e potrebbe aiutare ad eliminare diversi miliardi di euro di sprechi pubblici.

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8 Responses

  1. Stefano

    …ma per caso viene interessato anche l’iniquo balzello, in termini finanziari e burocratici, dell’ALBO TRASPORTATORI? In caso negativo, qualcuno può pensarci?

  2. MAIA

    NON MI PARE UNA RAGIONE LOGICA PER CUI NELL’ISTITUIRE UNA AUTORITHY DEI TRASPORTI SI INCLUDANO TUTTI I SETTORI E NON QUELLO STRADALE …..

  3. Andrea Giuricin

    Effettivamente sarebbe stato meglio includere anche il settore autostradale, piuttosto che lasciare in mano all’ANAS la regolazione

  4. leo

    la liberalizzazione dei trasporto pubblico locale non serve a nulla,perchè i servizi essenziali devono rimanere in mano ad un ente pubblico(sanità,trasporti,istruzione)che garantisca a tutti un servizio minimo.liberalizzando i settori sopra citati i servizi saranno riservati solo ai benestanti,mentre la stragrande maggioranza dei cittadini subirà le conseguenze peggiori.un’ultima cosa l’esperienza di altri stati in tema di liberalizzazione non ha insegnato nulla???vogliamo parlare del fallimento della privatizzazione delle ferrovie in inghilterra???

  5. Alessandro

    @leo
    Sono perfettamente d’accordo con Leo! Il governo deve garantire i servizi essenziali,(sanità, trasporti e istruzione).Non cambierà nulla soprattutto dal punto di vista economico, e per quanto riguarda la “politica” in Italia con la privatizzazione avrà più poteri! (faccio riferimento ai cosiddetti “favori”).

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