31
Ott
2011

tutti contro l’evasione fiscale

Nicolò ha simpatia per Renato Mannheimer. Gli è capitato di vederlo assiso su un trespolo in una tramissione televisiva seriosa ma poco seria. Sembrava l’unico che non si prendeva troppo sul serio. Da allora ogni domenica Nicolò legge la sua rubrica di sondaggi sul Corriere della Sera (ovviamente su una versione on-line, perché le sue piccole braccia non gli consentono di voltare le paginone dell’edizione cartacea). Cerca così di comprendere i suoi concittadini un po’ meglio di quanto gli possa riuscire chiacchierando con il campione distorto rappresentato dai bambini e dagli anziani che incontra ogni giorno al parco durante la sua passeggiata. Il sondaggio di questa settimana lo ha lasciato molto sorpreso.

Nicolò, dacché gli è arrivato a casa un minaccioso codice fiscale, non ama le tasse. E pensava che così fosse per i suoi concittadini. E’ rimasto quindi un po’ sorpreso scoprendo che la grandissima parte degli italiani, addirittura il 97,5%, ritiene opportuno “punire severamente da subito chi evade il fisco”. Al più, ha pensato Nicolò, gli evasori dovrebbero essere pari a quel 2,5 % di italiani che è contrario a questa maggiore severità verso chi evade. Ma sembra che invece siano molti di più. C’è qualcosa che non torna.

Ormai compiuti abbondantemente i sei mesi di vita, Nicolò, come tutti i bambini, ha cominciato ad essere ossessionato dai perché. E si chiede: perché chi evade dovrebbe essere favorevole a punizioni più severe verso il proprio comportamento? Alla fin dei conti, se ritieni che evadere le tasse sia un comportamento da punire, allora si presume che tu sia coerente, e le tasse le paghi (salvo che lo Stato non sia abbastanza stupido da impedirtelo; e sebbene lo Stato sia spesso stupido, non lo è fino a questo punto).

Nicolò si è esercitato a ragionare, e si è soffermato su diverse risposte possibili. La prima è di tipo moralista: chi fa il male sapendo di farlo, può desiderare che qualcuno glielo impedisca, e lo induca o lo costringa a ritornare sulla via del bene. La seconda è di tipo psico-patologico: si dice che qualcuno goda all’essere punito. La terza è connessa  a distorsioni percettive: l’evasore non sa di esserlo, ovvero pensa che altri – quelli sì da punire – lo siano molto più di lui.

Per motivi diversi, Nicolò  non ha trovato nessuna di queste risposte soddisfacente. Finché non ne ha trovata una che sembra meglio risolvere l’apparente irrazionalità delle risposte al sondaggio. Se anche sei un evasore, comunque ti conviene dire che sei per punire maggiormente chi evade: chi può davvero assicurarti che una risposta diversa non venga considerata un indizio a tuo carico, e non finisca per farti individuare come evasore?

Ma se questo è il motivo che ha indotto  molti evasori a dichiararsi favorevoli a maggiori sanzioni verso chi evade, qui c’è un problema serio. Certamente – pensa Nicolò – la risposta a un sondaggio non sarà utilizzata a fini di indagini fiscali; ma se in parecchi ritengono che possa avvenire, ciò vuol dire che essi pensano che il loro Stato potrebbe violare una quantità infinita di norme pur di raccattare qualche euro di tasse in più. E chi verserebbe volentieri – o almeno non troppo malvolentieri – le tasse a uno Stato siffatto?

Ma cosa avrà mai fatto lo Stato per meritarsi questa cattiva fama fra i suoi cittadini? A Nicolò già l’invio agli infanti del codice fiscale sembrava abbastanza. Poi ha letto qualche post di Serena Sileoni su Chicago-Blog e ha capito che lo Stato tende a mostrare ai contribuenti un volto molto arcigno; ne ha concluso che, ad ogni buon conto, è più prudente dichiararsi contrari all’evasione fiscale. Nelle sue chiacchierate al parco si comporterà di conseguenza.

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17 Responses

  1. Francesco

    Trovo l’articolo davvero carino. Posso dire che anche io per la evidente ragione immaginata giustamente da Nicolò se costretto ho dichiarato d’essere favorevole alle pane detentive per gli evasori. Ovviamente facevo gli scongiuri del caso e sognavo un Paese dove pagare le tasse non mi riducesse alla fame. Credetemi la voglia d’essere un bravo cittadino c’è sempre stata ma non mi era possibile per due ragioni: in primis l’esosità delle richieste e poi la constatazione che il denaro guadagnato col mio lavoro sarebbe stato speso per il mantenimento di un apparato statale ipertrofico ed inefficiente (quando non disonesto). Da un pò però ho cominciato davvero a pagare le tasse. Mi sento benissimo, mi sento migliore e perfettamente integrato nella società in cui ho scelto di vivere. Mi sono trasferito negli USA e qui sarò un cittadino modello libero davvero di invocare sanzioni esemplari (ma non lo farò).

  2. Pietro

    Per me Nicolo’ ha ragione quando pensa la terza ragione: “l’evasore non sa di esserlo, ovvero pensa che altri – quelli sì da punire – lo siano molto più di lui.”
    L’italiano medio pensa che ci sia qualche vero grande evasore maligno. Qualcuno molto piu’ ricco di lui, piu’ malvagio di lui (l’italiano medio e’ un simpatico bonacciona) e che evade molto piu’ di lui. E punendo esemplarmente questo maligno (magari col naso adunco) tutto tornera’ a posto.

  3. Francesco

    Egregio Pietro il problema (perchè l’evasione è un grave problema) può essere inquadrato in una luce diversa. Anche io vivevo incubi in cui vedevo un grande personaggio maligno, molto più malvagio di me e col naso adunco. Ogni tanto ancora lo ricordo con dolore: è lo stato italiano.

  4. Francesco

    Mi spiace per il differente intervento ma per spiegare bene le mie paure vorrei segnalare un link ad un articolo ami avviso magistrale scritto da Roberto Perotti sul Sole 24 Ore:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-05-20/solitudine-liberista-063539.shtml?uuid=AazEjlYD.

    Io ne ascoltai il contenuto durante una rassegna stampa di Radio Radicale. Ancora sento i brividi perchè Perotti ha dato corpo ad una selva di pensieri che da anni, giorno per giorno, si agitavano senza mai posarsi.

  5. Francesco

    Mi spiace per il differente intervento ma per spiegare bene le mie paure vorrei segnalare un link ad un articolo a mio avviso magistrale scritto da Roberto Perotti sul Sole 24 Ore:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-05-20/solitudine-liberista-063539.shtml?uuid=AazEjlYD.

    Io ne ascoltai il contenuto durante una rassegna stampa di Radio Radicale. Ancora sento i brividi perchè Perotti ha dato corpo ad una selva di pensieri che da anni, giorno per giorno, si agitavano senza mai posarsi.

  6. Antonella

    Mi piacciono i commenti arguti di Nicolò. Articoli alleggeriti nella lettura pur trattando problemi seri.

  7. Paolo Silvi

    Nicolò è sulla strada buona. Chi ben comincia è alla metà dell’opera; ma quanto ancora dovrà scoprire! Bravo Nicolò !

  8. fred

    Sono veramente dispiaciuto che invece di “detrazione ” totale si inneggia alla delazione.
    La vera soluzione è nel rendere fiscalmente detraibile ogni e qualsiasi consumo ed a qualsiasi classe , maggiormente a chi investe di più.
    Solo in tale modo , con una facile ed oggettiva lettura di dati e consumi e con facili riscontri sarebbe ben chiaro il reale andamento dell’economia.
    Chi preferirebbe pagare le tasse invece di investire e rilanciare i consumi tramite l’acquisto di beni e servizi ?
    E ben vengano i nuovi condoni a completare tale idilliaco quadro con la finalità di semplificare e snellire le mille leggi contraddittorie che creano caos ed evasione.
    detrazione e semplificazione questo dovrebbe essere il vero obiettivo.

  9. gianni

    Troppi commenti ipocriti.
    Voglio pagare tutte le tasse che mi competono.
    Ma:
    – voglio rimanere vivo, cioè non voglio fare il poveraccio soltanto perchè un minuto prima ho dovuto pagare tasse che erodono il mio conto e non mi permettono di andare al ristorante con la famiglia;
    – sono schifato al pensiero che useranno le mie tasse per le 19 maserati, per lo stipendio dei vari fini, casini, bossi, bersani che nella vita non hanno mai lavorato.
    Ora una tentazione mi viene. Non pagarle più. Non rispettare più le leggi, finchè non cambiano le leggi e chi le fa.
    Si va al fallimento?
    Eh va be.
    Forse vale la pena pur di vedere piangere per un giorno qualche parassita, categoria che non si annida solo tra i politi (tanti pensionati, tanti statali, tanti “beneficiati”).

  10. gianni

    @Alberto
    forse no alberto, spero di andarci un attimo dopo di altri
    Mi spiego Alberto la mia non è cattiveria o mancanza di sensibilità, non mi fraintenda.
    Il problema è che c’è una lunga lista di italiani che si sono rotti le balle di confermare ogni giorno il loro senso di responsabilità mentre un 10-15% di italiani (ci metto tutti gli evasori “non per bisogno”, i politici, una fettina di statali, un’altra fettina di pensionati, sindacalisti e mignotte) continuano a vivere con il sorriso del “tanto la gente ha senso di responsabilità”.
    Immagino solo che succederebbe se un referendum greco lo facessero anche in Italia.
    Alberto è arrivato il momento di non avere paura per quello che può succedere, spesso tanto male porta anche tanto bene.

  11. Alberto

    Io allora ho capito ora; la sua era amarezza del menefreghismo e della insensatezza di molti e su questo siamo assolutamente d’ accordo. Potrebbe accadere che ci sia un referendum p.v. alla greca per intenderci, anche da noi, ma ancora non si capisce bene su che cosa, o meglio, ancora non ci sono le condizioni chiare, le situazioni realizzate per un tale referendum, ma credo potrebbe succedere, e proprio per i motivi che lei citava e che io ho compreso. @gianni

  12. angelo

    Molto bello e divertente questo articolo. Io poi sono convinto che se domani tutti gli Italiani si decidessero a pagare fino all’ultimo centesimo le tasse lo Stato dal giorno dopo comincerebbe a spendere e spandere azzerando e anzi peggiorando i conti pubblici. Non dico certo che l’evasione fiscale sia cosa buona e giusta (me ne guarderei bene) ma certo è quel virus che tiene in allerta il corpo dell Stato facendogli capire che non è proprio il caso di allargarsi ulteriormente.

  13. fede

    bell’articolo..complimenti nicolo’…!!!
    come diceva il povero..padoa schioppa “pagare le tasse e’ bello”….!!!!!!!!???

    ma se uno per pagare le tasse arriva alla fame allora c’e’ qualche cosa che non va’ nel fisco che e’ debole con i forti e forte con i deboli….EQUITALIA INSEGNA…,
    PERSEGUITANDO QUALCHE MILIONE DI CITTADINI CHE DIMENTICATESI UNA MULTERELLA SI RITROVA A PAGARLA DECUPLICATA E SE NON LA PAGHI TI RITROVI LA CASA PIGNORATA,IL CONTO CORRENTE E L’AUTOMOBILE…MA CHE STATO E’ QUESTO?I NOSTRI SUPERPAGATI GOVERNANTI LO SANNO BENE,MA FANNO FINTA DI NON SAPERE,E INTANTO IL POPOLO MUORE DI MISERIA.E’ SOLO VERGOGNOSO CHE LO STATO BATTA E RIBATTA SULLA QUESTIONE DELL’EVASIONE FISCALE METTENDO UN CITTADINO CONTRO L’ALTRO.MOLTI TITOLARI DI PICCOLISSIME IMPRESE SONO ARRIVATI A SUICIDARSI….E UNO CHE PONE FINE ALLA SUA VITA TERRENA SAREBBE UN’EVASORE FISCALE????GRAZIE PER L’OSPITALITA’ MA GLI INDIGNATI INIZIANO A ROMPERSI I CO….NI.E BADATE BENE….STANNO AUMENTANDO SEMPRE PIU’…..!!!!POLITICI E CASTE VARIE DOVETE VERGOGNARVI…..!!!!!!

  14. fede

    cari amici,oramai siamo considerati solo vacche da mungere,per mantenere questi farabutti….!!!!!!!che si pappano dalle 3 alle 4 pensioni al mese.

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