18
Ott
2011

Airfrance-KLM: il ricambio al vertice che avvicina Alitalia ai francesi

È arrivato a sorpresa il siluramento di Pierre-Henry Gourgeon, amministratore delegato di AirFrance-KLM. Al suo posto c’è il ritorno di Jean Cyril Spinetta, antico AD del gruppo, fautore della fusione con KLM, oltre all’olandese Leo Van Wijk e al nuovo entrante Alexandre De Juniac. Una nuova squadra che dovrà pilotare la compagnia verso cieli più tranquilli di quelli che sta attraversando in questo momento.

L’allontanamento di Gourgeon è una sorpresa, perché era stato designato dallo stesso Spinetta solo due anni e mezzo fa ed era stato confermato nell’estate fino al 2013. Un vero golpe nella seconda compagnia europea per fatturato e la terza per numero di passeggeri annui.

Da dove arriva questo cambio al vertice?

 

AirFrance – KLM è in difficoltà, non solo per quanto riguarda il conto economico che ha mostrato nell’ultimo trimestre tra aprile e giugno una perdita di 259 milioni di euro prima del pagamento delle imposte. Un “rosso” molto pesante che potrebbe fare chiudere l’anno con una perdita. Nonostante i ricavi siano in crescita, i costi stanno esplodendo a causa dell’aumento del costo del petrolio che si è avuto negli ultimi mesi. La fattura legata al carburante potrebbe essere nel 2011 superiore per circa 1,8 miliardi di euro rispetto a quella dei dodici mesi precedenti.

L’azienda non riesce a contenere le spese del personale, che superano le 100 mila unità, quasi 8 volte il numero dei dipendenti della nuova Alitalia, con solo il triplo dei passeggeri. La compagnia italiana trasporta circa 23 milioni di passeggeri annui, contro i poco più di 75 milioni del colosso franco-olandese. Il contenimento delle spese del personale sono alla base del piano industriale che AirFrance – KLM che ha presentato per i prossimi anni il congelamento delle assunzioni.

Il siluramento arriva in primo luogo dai cattivi numeri che l’azienda sta mostrando e dall’incapacità di rispondere da un lato alle low cost e dall’altro lato al consolidamento che sta attuando Lufthansa.

Vi è tuttavia un’altra causa alla base del cambio al vertice; l’azienda soffre ancora una certa divisione tra francesi ed olandesi. Gourgeon aveva in mente un piano per accorciare la catena di controllo e questo non sarebbe andato bene ai soci olandesi, che avevano paura di perdere potere nella gestione la compagnia.

Non è un caso che al posto di Gougeon sia arrivato De Juniac, un dirigente istituzionale, che ha coperto in passato il ruolo di capo di gabinetto di Christine Lagarde. Il nuovo AD si dice sia molto vicino al Presidente Sarkozy e dunque questo avvicendamento fa vedere che sia il Governo Francese che il Governo Olandese vogliono mantenere un controllo diretto nella compagnia. Il siluramento di Gourgeon sembra un ritorno della politica nella politica del trasporto aereo.

Avrà tale decisione un cambio nel processo di integrazione tra il colosso franco-olandese e Alitalia?

AirFrance – KLM è il primo socio nella compagnia italiana e l’impresa guidata da Rocco Sabelli non è certo insensibile ai cambi francesi. Spinetta è stato l’autore della prima grande fusione tra due compagnie tradizionali in Europa e fautore dell’entrata di Alitalia nell’orbita AirFrance.

AirFrance – KLM è rimasta indietro rispetto a Lufthansa in tema di consolidamento del mercato nell’ultimo biennio.

La sostituzione al vertice potrebbe dunque ridare impulso al processo di fusione con Alitalia.

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1 Response

  1. massimiliano

    … temo che air france abbia problemi di “posizionamento” di business, di strategie future. Gourgeon doveva rappresentare una “decantazione” tra la fine dell’era Spinetta (quella del grande HUB a CDG) e una nuova era, un momento di riflessione per capire cosa fare nell’era 2.0 del trasporto aereo (dominata dai vettori del golfo, dalle low cost e dal modello multihub dei tedeschi); tutto ciò pero’ doveva avvenire senza fare danni al conto economico. Complice il vulcano islandese, la crisi nel mediterraneo, il petrolio, lo tsunami, e penso anche qualche problema caratteriale tra gl’uomini di vertice, hanno indotto al cambio… senza troppe scenate tipiche del nostro paese! Gourgeon e’ uomo di macchina non di strategie.

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