15
Ott
2011

Gli indignados hanno ragione?

Oggi la città in cui Nicolò vive è stata teatro di una grande manifestazione di giovani indignados. Sono successi gravi incidenti, proprio nella zona dove Nicolò vive. L’odore dei lacrimogeni e della gomma bruciata gli è entrato fin dentro casa. Nicolò ne è rimasto colpito. Ha visto in TV ragazzi con caschi e passamontagna sfasciare tutto. Li ha considerati delinquenti, e di loro non ha null’altro da dire. Ma non lo hanno affatto convinto neanche gli altri manifestanti. Hanno sì il merito – ma è poi un merito? – di manifestare pacificamente. Ma in nome di idee in larga misura sbagliate.

Nella celere sintesi che ne può fare un bimbo di sei mesi, che certamente non può capire tutto, gli indignados:

– sono contro le banche

– sono per il ripudio del debito

– chiedono allo Stato di spendere più soldi per la scuola, per l’università, per la ricerca, per i trasporti etc.

– chiedono allo Stato un lavoro stabile, garantito e a tempo indeterminato.

Nicolò non ha ancora concepito alcuna idea trasformabile in una intrapresa economica. Ma ha già capito che, se mai gli verrà un’idea simile, l’unica possibilità di realizzarla risiederà in una banca gli conceda credito. Senza le banche, nessuno che non sia ricco di famiglia potrebbe intraprendere alcunché. Nicolò quindi crede che i giovani non dovrebbero prendersela con le banche; semmai dovrebbero sperare che facciano meglio il loro lavoro.

Quanto al ripudio del debito, Nicolò la considera una cosa abbastanza immorale. Se lo Stato per primo non mantiene la parola, e non rimborsa i soldi presi a prestito, di chi ci si potrà mai fidare? Come potrà quello stesso Stato credibilmente assicurare a chi presta dei soldi che li riavrà indietro? Ma allora nessuno presterà più i propri soldi; di nuovo, ai giovani che non siano ricchi di famiglia sarà inibita ogni possibe intrapresa.

Veniamo alla richiesta che lo Stato spenda più soldi. A differenza di Nicolò, gli indignados forse non frequentano il sito dell’Istituto Bruno Leoni, e quindi non sanno che lo Stato ha già molti debiti. E altri ne fa continuamente, perché è in deficit. Dove dovrebbe prendere i soldi da spendere a favore delle tante cose buone richieste dagli indignados? Non potrebbe che indebitarsi ulteriormente. Ma se avrà ripudiato il debito, chi volete che gli faccia credito? A Nicolò sembra che ci sia una contraddizione fra ripudio del debito e più spesa pubblica in deficit.

Infine, la questione del lavoro. Nicolò ha presente che circa un terzo dei giovani che cercano un lavoro non lo trova. E gli sembra un serio problema. Gli sembra però difficile immaginare che la soluzione sia dare a tutti questi giovani un lavoro alle poste o all’anagrafe. Di nuovo: con quali soldi? (e si torna ala contraddizione fra ripudio del debito e ricorso al debito) . Dunque, questo lavoro i giovani lo dovranno avere da imprese private. Che li assumeranno, pensa nella sua semplicità infantile Nicolò, se renderanno più di quanto costeranno. Quanto renderanno dipenderà da cose tipo la tecnologia, l’organizzazione, troppo complicate perché un bimbo possa dire alcunché. Ma quanto costeranno, questo anche a un bimbo è chiaro, dipende da quanto entrerà nelle loro tasche e da quanto, a titolo di tasse, di contributi previdenziali etc. finirà allo Stato. A Nicolò sembra che questi indignados, se vogliono più lavoro e se non vogliono salari e stipendi più bassi, dovrebbero chiesto di avere meno Stato e non più Stato.

Mentre faceva queste riflessioni, Nicolò ha sentito che il nuovo capo della banca centrale europea diceva che i giovani che protestano hanno ragione. Avranno ragione a protestare, ma dovrebbero ragionare un po’ di più.

 

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63 Responses

  1. Alessandro - Codroipo (UD)

    Sottoscrivo pienamente Nicolo’!!! Sono rimasto allibito davanti alle immagini televisive… E adesso chi paghera’ x tutti quei commercianti con le vetrine sfondate e quei poveracci con le auto in fiamme!?!? Una VERGOGNA!

  2. mario unnia

    Gli indignati sono un branco di bamboccioni portati in piazza dalle sinistre come pecore, e non del tutto pacifiche (e il sommo Draghi dice che hanno ragione…): tra il gregge si infilano i lupi, feroci, con i caschi neri, ma anche quelli sono usati dalle sinistre, che a parole si dissociano, e sono tollerati dalla polizia che non li arresta in massa. Fino a quando i cittadini lo tollereranno?

  3. Luigi

    a leggere il direttore del personale Unnia le sinistre sono onnipotenti. I cittadini tollereranno questo fino a che la smetteranno di farsi strumentalizzare dalle sinistre, ovvio no?!

  4. Elisa

    Sono delinquenti. Vanno prese misure forti e drastiche. Ma dove siamo finiti? Anche io credo che il sistema politico, il sistema bancario e finanziario e tanti altri settori vadano riformati. Ma non per questo sfascio le vetrine della mia via ne tantomeno incendio le macchine. Si risolverebbero molte cose riaffermando valori come la serietà e l’onesta che purtroppo sono spariti. Mi sembra che questa gentaglia incarni valori che sono l’esatto contrario. E’ ora di finirla di puntare il dito contro le forze dell’ordine e intitolare vie agli “eroi”… E’ ora di stabilire regole e fare in modo che tutti le rispettino.

  5. Paolo Rossi

    Chi lo ha detto che per fare impresa è necessario rivolgersi alle banche, per avere credito?

    Si parte con due soldi, quelli che si hanno, poi se si hanno buone idee e voglia di fare si va’ avanti.

    Le imprese costruite sul debito hanno vita breve.

  6. tonino

    Nicoló é piccolo e gli si deve insegnare che i soldi ci sono, mas stanno nelle mani dei banchieri e dei ricchi. Basterebbe eliminare le banche e creare una Cassa Comunitaria per imprestare soldi a chi li chiede, e riprenderseli col tempo senza tassi. Soldi del Comune.

  7. Alessandro

    Bellissimo post…le ragioni dell’indignazione posso essere condivise…ma le soluzioni mi sembrano piuttosto confuse e poco logiche…
    Però…fin da quando ero piccolo mi hanno sempre insegnato ad evitare la sterile protesta a favore della costruttiva proposta di soluzioni/idee…pertanto, lontano da qualsiasi generalista condanna degli indignados, che ritengo poco lucida e utile, mi chiedo – in modo non retorico – cosa posso fare di concreto, io, cittadino comune, per cambiare il mio paese al di là della “facile” manifestazione d’indignazione?
    Ahimé, non ho ancora trovato una risposta….

  8. @mario unnia
    Troppo facile addossare la responsabilità alle sinistre per le manifestazioni degli “Indignados”. Manifestazioni analoghe a quelle romane, si sono svolte pacificamente in altre città italiane e senza infiltrazioni di “facinorosi”. Analoghe manifestazioni si sono svolte PACIFICAMENTE nel resto del mondo. Definire gli “Indignados = bamboccioni” è una sua opinione, condivisa da quanti???

  9. Per Nicolò. Suo padre dovrebbe fare una distinzione tra “indignados” che manifestano pacificamente ed infiltrati “Black blocs” che sono addestrati solo per seminire disordine e paura.

  10. Giorgio

    Ma indignati de che? Questa generazione non ha la benchè minima concezione di cosa significhi LAVORARE! Generazione inutile che non ha MAI speso una goccia di sudore per il proprio paese! E poi ci lamentiamo che gli extra vengono a “toglierci” il lavoro……grazie al cà!

  11. Riccardo

    Oddio, Giorgio, mi sa tanto che lei abbia drammaticamente ragione. Il mio povero nonno diceva di non farsi confondere dalle apparenze e dalle parole, la gente si divide in due grandi gruppi: quelli che lavorano e quelli che fanno lavorare gli altri. Ho l’impressione che il popolo che non vole pagare il debito, come quello delle oceaniche feste in musica della festa del lavoro, beh insomma quel popolo lì ne paga pochi di contributi, e ama mettersi in mascera ma non lavorare.
    Vanno ad indignarsi davanti a Bankitalia ma non vanno a Palermo davanti al palazzo della regione che ogni anno ci indebita per miliardi euro. Non ci vanno perchè lì non si usa il manganello ma la P38. Non ci vanno ad indignarsi davanti ai porti commerciali dove milioni di containers dalla Cina ( pronti per essere marchiati made in italy) affossano la nostra industria manifatturiera.
    Da dove credono arrivi il precariato, le anime belle dell’indignazione?

  12. Io sono coetaneo delle migliaia di Indignados scesi in piazza ieri a Roma. Protestare, esprimere il proprio pensiero è un diritto prima che una libertà.
    Ma dico: di questi tempi, andare a cercarsi un lavoro, magari più umile, perchè no? In gioco c’è la sopravvivenza. Non possiamo limitarci a metterci in vetrina, come prime donne, in attesa che il lavoro e le opportunità ci caschino addosso.
    Se un giorno dovessi ritrovarmi fuori dal mercato di mia competenza, perchè dovrei sentirmi umiliato nell’occuparmi di attività più umili e faticose di quelle che sto svolgendo? I nostri genitori, i nostri nonni, hanno sacrificato tutta la loro vita facendo l’impossibile per tirare avanti. Si sono accontentati anche di impieghi umili, sacrificati e faticosi in attesa di tempi migliori.
    E’ così che si deve ragionare nel mercato del lavoro, dalla notte dei tempi. La stabilità non c’è mai stata e non ci sarà mai. Ed il lavoro a tempo indefinitivo è un privilegio di una pubblica amministrazione inefficiente per la gran parte causa di quel debito pubblico contro cui gli sfascia vetrine ieri sono scesi in piazza.

  13. Ma al piccolo Nicolo’ chi gli racconta che quella bella banca, piccina piccina, che un giorno gli prestera’ i soldini per la sua intrapresa economica, quei soldini li ha creati dal nulla proprio come un piccolo falsario. E che facendo cosi la banca piccina piccina ha manipolato e distorto il tasso d’ interesse, il prezzo piu’ importante del mercato e che facendo cosi ha creato le premesse per la grande crisi che porta l’odore dei lacrimogeni bruciati anche sotto la sua casettina?
    Se nessuno gli raccontera’ la verita’ Nicolo’ sara’ proprio come gli amichetti indignatos…una piccola vittima che non comprendera’ mai la vera causa della crisi

  14. hogwords

    Io non sono un ragazzo che è sceso in piazza, che ha sfasciato qualcosa o incendiato qualcos’altro. Però, su invito dell’articolista, voglio riflettere sull’accaduto e provare a ragionare un po’. Se lo Stato “democratico” disconosce petizioni, raccolta firme, risultato di referendum e umore dell’elettorato in nome della governabilità, del voto degli “eletti”, della crisi, allora mi domando se non stia, proprio esso, chiedendo agli emarginati di lottare con mezzi tutt’altro che democratici e civili. La violenza non è civiltà ma non lo è nemmeno quella dello Stato (debole) nei confronti dei cittadini (ancora più deboli) per salvaguardare un sistema che fa acqua da tutte le parti e che, guarda caso, è stato propugnato dal potere economico (forte). Se in Italia, la guerriglia degli incazzados assomiglia di più a sciacallaggio che ad un moto di rivolta, non bisogna dimenticare che negli Stati Uniti la giornata era cominciata con la protesta contro la Chase Manhattan Bank dei Rockefeller, simbolo della crisi per aver licenziato 14.000 dipendenti dopo aver ricevuto 95 miliardi di dollari in fondi pubblici. Chi fa più violenza? Su chi occorrerebbe adottare la linea dura? In questo paese che vive di DEFICIT di GIUSTIZIA, chi può essere così integerrimo da comminare una equa pena per i violenti e la violenza? E se lo Stato stesso fosse ritenuto colpevole di gravi atti di violenza per aver dissipato un patrimonio culturale, economico e professionale, come dovremmo comportarci? Quali pene sarebbero sufficienti per riportare equità, giustizia e senso di responsabilità nella nostra società? Non mi piace vedere le città italiane messe a ferro e fuoco da “uomini in nero” ma non sono nemmeno così stupido da credere che le soluzioni ai problemi attuali possano essere trovate da quei politici e quei banchieri che quegli stessi problemi hanno fatto insorgere, dalla Deregulation bancaria di Reagan in avanti, col loro menefreghismo e cinica voracità.

  15. ste

    ” A Nicolò sembra che questi indignados, se vogliono più lavoro e se non vogliono salari e stipendi più bassi, dovrebbero chiesto di avere meno Stato e non più Stato ”

    infatti il buon padre le consiglio’ di andare in america…. o cacchio gli indignados sono anche li!

    ehm cambiamo favola.

  16. Mauri Milano

    Perche’ non si tagliano le spese enormi ed inutili che affossano la nostra economia?

    il 70% del pil gia’ finisce nelle casse dello “stato”, ne vogliono ancora?
    Facciamo il 100% e non se ne parla piu’, nel mio negozietto lo “stato” puo’ anche metterci 20/30 persone a non fare nulla (io da solo riesco a malapena a pagare spese affitto e tasse, mi rimane giusto un piccolo stipendio da precario, ma sono visto come evasore naturalmente) e mandare definitivamente in malora sto’ “stato”.

    La realta’ e che chi crea ricchezza dovrebbe essere visto come un’eroe e non come un delinquente ammazza proletari.
    Sempre nel mio negozietto NON ASSUMERO’ mai nessuno, per poi avere rogne con inps,inail,cgil cisl uil asl (madonna quanti sono), piuttosto rinuncio al lavoro, e come me sono tanti… praticamente tutti i piccoli imprenditori.

    Buon default Italia tanto amata ma violentata…

  17. omero mastix

    omero mastix
    Gli indignati non sono un problema, sono soltanto giovani senza cervello.
    le loro idee dureranno lo spazio di un paio di cortei.
    I black block sono un problema, e occorre scoprirli, perseguirli, debilitarli.
    Uno stato democratico non può tralasciare questo compito e da circa 15 anni confida nella benevolenza degli invasati. Se i poliziotti hanno l’ordine di non reagire questi invasati diventano tutti eroi. Non c’è altro metodo per combatterli?

  18. Dura lex sed lex “gli atti vandalici fanno crescere il PIL” gli indignados, bruciano auto, le assicurazioni pagano i proprietari, che se ne comprano di nuove… insomma finchè il PIL è il parametro della crescita, non stupisce che qualcuno li difenda.

  19. apecheronza

    @Raffaele Greco
    nessuna difficoltà a fare lavori più umili, a parte il fatto che non distinguo tra lavori ,il punto è che quando cerchi di fare qualcosa di più “umile” senti qualcuno che ti dice: spiacente troppo qualificato!

  20. andrea dolci

    Gli indignatos hanno sicuramente grossi problemi nell’identificare le soluzioni, ma non mi pare serio negare che esistano dei grossi problemi di fondo alla base della crisi attuale.
    Onestamente non mi fa piacere pensare che gli stati si debbano indebitare per salvare istituzioni finanziarie che hanno giocato alla roulette anziché occuparsi di fare finanza seria.

  21. PF

    Sono nient’altro che il frutto di anni di odio fomentato da miliardari come Santoro, Travaglio, Dandini, DiPietro….. Invece di andare ad incendiare le case di questa gente che guadagna cifre vergognose e ingiuste, se la prendono con i poveracci delle forze dell’ordine e i piccoli negozianti. E’ il frutto di questa campagna di delegittimazione politica a cui, purtroppo, ha partecipato ultimamente anche il nostro Giannino schieratosi a fianco dei miliardari confindustriali contro il cattivone di Arcore.

  22. CLAUDIO DI CROCE

    Non c’è nulla da dire che non sia già stato detto : la maggior parte dei giovani scesi in piazza – lasciamo stare i delinquenti che ci sono sempre nelle manifestazioni e vengono protetti dai loro compagni che non li denunciano mai pur conoscendoli , come in sicilia non si denunciano i mafiosi pur conoscendoli – se è in buona fede crede nelle fanfaluche che vengono loro propinate : lavoro anzi posto di paga garantito tutta la vita in un ente pubblico , pezzo di carta che deve garantire privilegi economici e sociali , welfare che deve continuare anzi deve essere ancora più assistenziale ecc.. ecc.. Per pagarlo si deve aumentare ancora il furto fiscale e non si devono rimborsare i debiti. Naturalmente nessuno dice a questi giovani ignoranti – e qui si vede il disastro culturale che ha portato la scuola di massa degli anni settanta – che questo non è possibile perchè sono finiti i soldi e non si possono fare altri debiti . Questi giovani ignoranti accusano le banche dimenticando che le stesse sono sull’orlo del burrone perchè hanno prestato soldi a persone che non li restituiscono – vedi i mutui per le case negli USA – e a Stati che traballano perchè si teme che non li possano restituire ( Grecia, Irlanda,Portogallo , Spagna, Italia ). Se lasciamo fallire le banche avete idea di cosa succederebbe ? A tutti noi , giovani e vecchi ? L’Argentina non ha insegnato nulla ? Purtroppo la maggioranza di questi dimostranti e tanti di questo blog non lo sa. Infine nessuno ricorda a questi baldi – si fa per dire – giovani che in Italia ci sono cinque milioni di immigrati, la maggior parte giovani che LAVORANO , verbo che in tra i dimostranti non è molto popolare , come tra diversi frequentatori di questo blog.
    La cosa che mi ha fatto più schifo è stata comunque sentire che Draghi ha detto che i giovani hanno ragione a protestare . Questo tecnico , grande paraculo , vuole far dimenticare che ha lavorato per anni alla Goldman Sachs cioè nel massimo tempio del capitalismo finanziario che viene messo adesso sotto accusa. E’ possibile che si stia preparando a entrare in politica insieme allo scarparo e al figlio ccio dell’avv. Agnelli. , magari sotto la regia dell’altra verginella che ha prestato la sua opera in Goldman Sachs e cioè Prodi .

  23. Luciano Pontiroli

    @tonino
    Da qualche parte l’avevano già provato. Dopo alcuni decenni hanno capito che non funzionava; non sembra opportuno provarci di nuovo.

  24. @Giorgio
    In Italia hanno avuto più copertura mediatica i Black Bloc che non gli INDIGNADOS, di cui non ci hanno riferito le loro richieste. Indignados è un movimento che sta coinvolgendo la maggioranza delle Nazioni. Solo in Italia si sono infiltrati a Black Bloc.
    PERCHé??? Così non si parlava delle loro richieste? Avanti di questo passo, l’Italia, rimarrà sempre più arretrata rispetto ad altre Nazioni!

  25. @CLAUDIO DI CROCE
    La parola “LAVORANO” non è nel mio vocabolario! In quanto sono DISOCCUPATO, e come me siamo in molti in questa situazione. Sia per un eventuale primo impiego e sia per me sessantenne! Come mai la manifestazione degli INDIGNADOS ha avuto infiltrati Black Bloc solo ed ESCLUSIVAMENTE in Italia?? Questa manifestazione si è svolta in tutto il mondo, con milioni di persone partecipanti, senza incidenti. Come mai???

  26. @Raffaele Greco
    Ha mai provato a chiedere al suo Centro per l’Impiego di riferimento, quanti disoccupati e quanti lavoratori esistono? Concordo che ci sono molti stranieri, in gran parte extracomunitari, da noi. In altre Nazioni la loro percentuale rispetto agli indigeni, è superiore alla nostra. Trovano abitazioni soddisfacenti, istruzione per i loro bimbi e non hanno difficoltà ad ottenere la cittadinanza qualora lo vogliano… Siamo nel 2011, ed ogni paragone con le nostre generazioni passate è un po’ fuori luogo…

  27. cesare

    L’obiettivo costante di una razza intelligente (= post messaggio cristico) dovrebbe essere quello di garantire una sempre maggiore probabilità di vita dignitosa ad un sempre maggior numero di persone.

    Per raggiungere tale obiettivo ci si dovrebbe focalizzare sui seguenti tre sub-obiettivi: efficienza, responsabilità, giustizia.

    Quello che rimprovero soprattutto ai movimenti giovanili (giovane dovrebbe essere sinonimo di “sveglio”) è il trascurare l’obiettivo della efficienza: gridano sempre e ovunque la loro sete di giustizia e responsabilità, dimenticando che l’efficienza è il punto nodale di tutto l’apparato socio-demo-poli-eco-finanziario, ancor più in un contesto mondiale demografico in aumento.

    Ergo, senza l’efficienza è inutile appellarsi a responsabilità e giustizia: si perde solo tempo ed energie psico-fisiche.
    Ergo bis, la responsabilità e la giustizia restano principi vuoti se non vengono sin da subito riempiti/farciti di efficienza.

    Mi risulta che, limitandoci al nostro paese, si sia tremendamente inefficienti su tanti aspetti, ed in particolare su:

    – sistema giudiziario (lentezza vergognosa)
    – sistema politico e partitico (troppi soldi e troppe persone in giro rispetto allo scarso output/beneficio sociale prodotto)
    – filiera industriale auto-trasporti: si continua ad investire su motori e vetture di grossa cilindrata quando esistono dei vincoli sia di velocità sia di sostenibilità (il petrolio finirà un bel giorno)
    – istruzione/ricerca/università

    Riguardo a quest’ultimo punto, ogni Governo lungimirante dovrebbe rendersi conto che, aumentando la conoscenza e l’efficienza del singolo cittadino, si produce un potentissimo effetto moltiplicatore del benessere sociale generale.
    Ad esempio, l’efficienza in un settore delicato quale quello della Sanità, passa soprattutto dalla cultura (=efficienza) del paziente, dalla capacità di comunicare i propri dati e le proprie esperienze, da opportuni software (=efficienza) che rendano quotidiano e facile l’accesso e l’uso delle informazioni.

    Conclusioni: senza efficienza (nei vari sistemi e nelle singole persone) non si va da nessuna parte.

  28. dedi

    Solo una considerazione.
    Una delle piu’ importanti cariche dello stato dichiara pubblicamete che vuole un glolpe e si fara’ appoggiare per realizzarlo da10 mio di fucili.Nessuno ha fiatato qui’.
    Gli indignati protestano perche’ pensano di non avere futuro.Tutti contro.
    Beh, il reazionismo in questo sito lo si puo’ significativamente palpare.
    Penso che pero’ vinceranno i giovani.Come sempre e’ stato!

  29. alex

    @Paolo Rossi
    mi sembra che lei viva sulla luna … ma quali pochi soldi che in Italia solo per adempiere ai piu stupidi ed ingarblugliati vincoli burocratici si spendono decina di migliaia di euro ( senza poi contare il tempo che sei deve aspettare per ottenere le varie autorizzazioni )
    esempio ultimo solo per tempo : a Firezne per ottenere autorizzazioni per costruire piscina comunale 6 anni ( dico 6 anni) mentre la realizzazione solo 4 mesi ::::::: ma dove vogliamo andare se c’e chi pensa sempre
    come lei

  30. fede

    pur non ammettendo forme di violenza,ci si deve rendere conto che questo disagio deriva da uno stato che sta’ opprimendo anche i padri… le famiglie,i pensionati,le piccole imprese ……i genitori guardano i loro figli e si rendono conto che non possono aiutarli in alcun modo e allora dal disagio si passa all’odio,verso una politica che sta’ sfasciando tutto senza ricostruire nulla.i giovani guardano i loro padri,che magari con una piccolissima attivita,’ perseguitati da un fisco che ti porta via tutto e che ti stronca la vita per sempre.tutto questo e’ scaturito per la miopia e la rigidita’ mentale di coloro che si definiscono ECONOMISTI,TIPI COME VISCO E COMPAGNIA BELLA…..COME ANCHE TREMONTI DEVONO ESSERE CACCIATI VIA,PERCHE’ SONO COLORO CHE HANNO FATTO UN SISTEMA DOVE NON HAI SCAMPO,DOVE NON ESISTE UNA TRATTATIVA SE NON HAI SOLDI PER FAR FRONTE A QUALCHE BOLLETTA O MULTA O CARTELLA CHE SIA,DEVI PAGARE E BASTA.ecco,questo sistema sta’ portando centinaia di migliaia di giovani a protestare anche con una violenza inaudita. i nostri governanti, forse,non hanno capito che bisogna riformare questo fisco iniquo e ingiusto e che la gente ricambia con l’odio,padri e figli non hanno piu’ certezze e questo spaventa,la sfiducia prende corpo,la sfiducia nelle istituzioni,nelle persone che stanno dentro al palazzo e che mangiano con 4 euro e che prendono pensioni da sceicchi.stiamo andando verso una deriva molto pericolosa e se non ci si mette riparo saranno sempre piu’ guai.il popolo non ne’ puo’ piu’……!!!!non ne puo’ piuuuuuuuuuuuu’.

  31. omero mastix

    @cesare
    Diceva il corto aretino che se uno è un bischero, anche se giovane è sempre un bischero. Ma come si fa a dare ragione e attenzione ad alcuni giovani che non conoscono un minimo di economia?
    Non sono gli indignati a creare problemi alla società, ma quei giovani organizzati e delinquenti annidati in comode cuccie. E’ lì che bisogna colpire.

  32. CLAUDIO DI CROCE

    @Giovanni Bravin

    @Giovanni Bravin
    Già, perchè ? Mi aspetto che ci sia il solito ” intellettuale ” con la schiena dritta , magari uno che prende lo stipendio dal finanziere italosvizzero o dalle banche o dalla Fiat , editori dei loro giornali , oppure strapagato dalla TV pubblica , che dica che SB ha inviato provocatori nel corteo . Anche lei la pensa così , oppure pensa che questi delinquenti siano ” indignados che sbagliano ” ? la mia opinione è che dal clima di odio che si respira in Italia da alcuni anni fomentato anche dai figuri sopradetti non poteva che manifestarsi la delinquenza e temo che ce ne sarà ancora molta , esattamente come era successo negli anni delle BR , cioè quella dei ” compagni che sbagliano “.
    Per quanto riguarda la disoccupazione le ricordo che in Italia è a livelli inferiori a molti paesi dell’area euro oltrechè agli USA e che è massima tra coloro che dotati di un pezzo di carta aspirano a un “posto ” nella PA. Mi risulta – anche per esperienza diretta – che se lei cerca un idraulico, un elettricista , un falegname , un muratore una impresa di traslochi, di pulizie o altre figure simili è molto probabile che si trovi non un italiano. Questo è anche il frutto di una campagna di decenni che ha disprezzato il lavoro manuale e in generale tecnico a favore del ” lavoro ” cosidetto ” intellettuale “, cioè di coloro che non sanno fare nulla ma in genere sanno parlare o meglio straparlare , non fanno altro che lamentarsi e si fanno mantenere dai genitori, dai nonni, dai contribuenti.

  33. Nicolò, alla luce delle sue conclusioni, dovrebbe chiedersi anche perchè quel signore da ragione ai giovani che protestano. Il signore e gli altri banchieri centrali hanno la coda di paglia. Questa crisi è figlia della politica dei tassi bassi delle banche centrali.

  34. tonky

    @mario unnia
    bel’ articolo, però io mi domando: ma perché lo STATO deve prestare i soldi dai banchieri privati e così creare DEBITO?????
    I SOLDI: cosa sono, a chi apartengono, a cosa servono, hano “valore” o valore acquistano da quelli che li usano….
    Come al solito stiamo a parlare di conseguenze e mai di causa che é, CHI DETIENE PROPRIETA’ DI STAMPARLI e poi ce li presta con interesi.
    Epoi per esempio: se la banca stampa 100€ e mi presta 100€ con pretesa di retituire 103€, dove trovo queli 3€ che non esistono?(mi devo indebitare di nuovo per restituire quelli 3€ e così al infinito).
    Il punto è MONETA che non ha nessun valore(semplice carta colorata di valore di produrla qualche centesimo), e un mezo di scambio e valore la diamo noi che la accetiamo di usarla.
    Unico VALORE siamo noi esseri umani che lavoriamo e produciamo vero valore.
    I SOLDI DEVE STAMPARE LO STATO PER NOSTRO CONTO E SENZA NESSUN DEBITO.

  35. Andrea Chiari

    Immagino che quando il piccolo Nicolò imparerà a fare le pernacchie (tappa
    indispensabile in un percorso di autonomia intellettuale) ne riservi una –
    garbata e amorevole – verso i suoi genitori che , non autorizzati, lo hanno
    usato come inconsapevole editorialista. Stando al gioco, ricordo al giovane
    Nicolò che protestare è più facile che indicare rimedi (anche lui quando
    rifiuta la pappa non sempre indica alla mammma una alternativa). Le osservazioni per procura di Nicolò sono anche condivisibili però mi piacerebbe che il giovane, anzi giovanissimo redattore partecipasse un poco all’indignazione generale. E’ scandaloso che i giovani cerchino “il posto fisso”? Non so. Mio figlio, precario in banca (ma con buone possibilità di essere regolarizzato) esce di casa alle 7 del mattino e torna alle 7 di sera (ci comprendo la trasferta e la breve pausa mensa che deve fare sul posto), guadagnando 1.500 euro con cui mantiene casa, moglie e bambino. Mi dice di ambire anche lui al posto fisso (ad aprile se va bene). La sua vita non cambierà nei fondamentali ma avrà una qualche certezza psicologica in più in più che lo potrà aiutare magari per comprarsi casa. Cosa gli devo dire? Che legga Giavazzi e si vergogni? Riguardo poi all’indignazione, non sarebbe caso non dico di scandalizzarsi
    ma almeno di sgranare gli occhioni alla lettura delle sterminate, quasi
    incommensurabili quantità di denaro pubblico (anche il mio e il tuo, caro
    Nicolò) che vengono regalate al settore finanziario senza chiedere niente in
    cambio. Uno spreco immenso, imapagonabile anche in confronto al nostro
    debito pubblico. Avrenmmo potuto con i soldi regalati alle banche
    speculatrici costruire infrastruture meravigliose, concedere crediti ale
    imprese, abbassare le tasse. Non sarebbe il caso, seza rompere vetrine, per
    carità, ma nemmeno scendere in piazza con slogan discutibili, ma standosene
    tranquillamente in poltrona, dire fra sè con voce sommessa “è uno schifo,
    sono indignato anch’io”?. Così, senza obbligo di ricetta salvifica, da
    persona civile, da padre di famiglia, da moderato.

  36. fede

    e’ da tanto tempo che in molti si domandano chi finanzia questi,cosidetti,blek blok…..un giorno sono a genova,poi vanno in massa in argentina ed infine a roma e hanno fatto quel che tutti abbiamo visto.ma per fare centinaia di trasferte l’anno devono prendere aerei,pulmann,devono dormire e mangiare e poi hanno un armamentario da guerriglia urbana che fa paura,chi li aiuta?chi li finanzia?chi ha interesse che succedano violenze cosi’ inaudite?forse sara’ un semplice sospetto,perche’ questa e’ una domanda che sorge spontanea e l’italia,la parte sana,che protesta pacificamente si fa’ queste domande…chi e’ il burattinaio o i burattinai????!!!

  37. CLAUDIO DI CROCE

    @Andrea Chiari
    L’aspirazione al posto ” fisso ” nel settore privato è una cosa solo psicologica . Se il datore di lavoro fallisce o chiude vanno a casa sia quelli che hanno il posto ” fisso ” che quelli del variabile . Diverso è il caso del posto di paga pubblico dove qualunque cosa succeda lo stipendio è garantito fino alla pensione dai soldi dei contribuenti , prelevati dalle loro tasche con la forza delle leggi. Difatti la stragrande maggioranza dei cosidetti indignados aspirano al posto di paga pubblico ; cambierà anche questa situazione che in Italia è granitica perchè anche i dipendenti pubblici dovranno fare i conti con la realtà del mondo che è cambiato. Per quanto riguarda la banche cattive e rubadenaro potrebbe farsi spiegare da suo figlio bancario variabile/fisso come mai in tutto il mondo molte banche sono fallite, altre falliranno e tutte sono messe molto male e le loro quotazioni in borsa sono scese del 80/90 %?
    Lei , come molti su questo blog, preferirebbe che le banche venissero lasciate fallire ? A parte la sorte di suo figlio , ha idea di cosa succederebbe ?
    Mi piacerebbe capirlo e rendermi conto di chi ci ha guadagnato .

    @Andrea Chiari

  38. Andrea Chiari

    Il crack di questo capitalismo finanziario è talmente complesso che non ho le capacità per capire (posto che qualcuno ci riesca). Le banche sono solo un aspetto, forse il più simbolico: bisogna pur fare sintesi. Più importante mi sembra la miccia accesa negli USA dove, per tener su l’economia, anzichè aumentare i salari si sono incentivati i debiti, poi fatti pagare con alchimie finanziarie a tutto il mondo. Comunque una cosa è sicura (poi le analisi le lascio a chi è più bravo, e sono attento ad ascoltare): il sistema liberistico e speculativo senza regole ha imbrogliato un sacco di persone e adesso presenta un conto che paghiamo tutti. Riguardo agli infingardi di dipendenti pubblici, voglio ricordare che anche l’agente 007 è uno statale. Battute a parte, il problema non è la condizione lavorativa del civil servant (in altri contesti nazionali, e forse a ragione, di particolare prestigio) quanto l’eccesso di normative e quindi di personale. Io conosco molti dipendenti pubblici onestissimi che fanno cose assurde. Ma lo fanno con dedizione ed onestà. D’altra parte ci sono tanti imprenditori traghettini, come diciamo noi. Ne conoscevo un paio che facevano la morale meglio di Giavazzi, uno è scappato in Libia con la polizia alle calcagna (poveretto), l’altro è in galera.

  39. Marco Pallini

    Avete scritto un sacco di fregnacce! E’ comoda mettere in bocca ai manifestanti scemenze per poi screditarli, anche un bambino è capace!

    – sono contro le banche ERRATO: SONO CONTRO LE BANCHE CHE INVECE DI FARE IL LORO RUOLO DI COLLETTORE TRA RISPARMIO ED INVESTIMENTO, TRA FAMIGLIE ED IMPRESE, SPECULANO SULLA FINANZA, SULLE CARTOLARIZZAZIONI, CON LEVA INSOSTENIBILE, E CON RAPPORTI DI REDDITO OLTRE 500 AD UNO TRA GLI IMPIEGATI ED I MANAGER, CHE SPESSO NON VALGONO QUANTO PRENDONO

    – sono per il ripudio del debito ERRATO: SONO PER IL RIPUDIO DI CHI HA CREATO IL DEBITO E DI CHI LO HA AUMENTATO IN MANIERA INSENSATA IN QUESTI ANNI (BERLUSCONI IN PRIMIS) E VOGLIONO CHE SIA PAGATO SOPRATTUTTO DA CHI EVADE E DAI GRANDI PATRIMONI, COMPRESI QUELLI CHE SI SONO RIPULITI AL 5%

    – chiedono allo Stato di spendere più soldi per la scuola, per l’università, per la ricerca, per i trasporti etc. QUESTO E’ VERO, NON BASTA SPENDERE DI PIU’, BISOGNA ANCHE SPENDERE MEGLIO, MA CERTO NON PENALIZZARE ULTERIORMENTE FORMAZIONE E RICERCA

    – chiedono allo Stato un lavoro stabile, garantito e a tempo indeterminato. BUGIA: CHIEDONO UNA PENALIZZAZIONE FISCALE DEL PRECARIATO AD OLTRANZA, IL CONTRASTO DI FENOMENI COME L’OBBLIGO A CONTRARRE PARTITA IVA PER RAPPORTI CHE SONO DI LAVORO DIPENDENTE, CHIEDONO UNA INCENTIVAZIONE FISCALE DEL LAVORO A TEMPO INDETERMINATO PERCHE’ MOLTO IMPORTANTE PER CHI DEVE COSTRUIRE UNA FAMIGLIA SENZA PRETENDERLA, MA CON QUELL’OBIETTIVO LEGITTIMO.

    E’ facile scrivere queste cavolate…ormai a farvi le domande e darvi le risposte siete rimasti voi e Marzullo, lasciate perdere che è meglio.

  40. MP

    Caro Nicolò,
    Purtroppo per ragioni di lavoro (ovvero di pagnotta) vivo in un lontano Paese dove la libertà di espressione è limitata, ma se avessi potuto oggi sarei sceso in piazza anch’io.
    L’avrei fatto perchè in piazza possono andarci tutti, bravi e cattivi, ma le manifestazioni che si sono svolte oggi in tutto il mondo, erano all’insegna del motto Occupy Wall Street, che per me significa banche e mercati finanziari.
    Devi sapere che le banche non possono fallire, ma possono far fallire gli altri, perchè nella pratica hanno smesso di prestare alle imprese che producono beni e servizi i soldi che per un complesso meccanismo dovremo tirare fuori dalle nostre tasche sia io, che te quando sarai cresciuto.
    Devi sapere che oggi i mercati finanziari trattano soldi che sono pari a circa dieci volte il valore della merce scambiata nel mondo tangibile. Se la finanza era nata per aiutare lo sviluppo dell’economia reale, oggi alla finanza non frega nulla di come va l’economia perchè conta solo un decimo dei propri interessi.
    Devi sapere che questi gravi problemi che incombono minacciosi sulle nostre teste sono pubblicamenti noti da quando è scoppiata la crisi nel 2008 – ben 3 anni fa – che in realtà ci ha solo insegnato che i governi di tutto il mondo sviluppato non sono in grado di controllare le banche.
    Caro Nicolò, sarò un catastrofista, ma dormi preoccupato pensando che entro l’anno un evento non scontato dai mercati possa far collassare il mondo così come lo conosciamo.

    P.S.: Scusate l’ignoranza ma qualcuno mi può spiegare o dirmi dove posso leggere il perchè in termini macroeconomici un’economia deve crescere in termini reali?

  41. mario unnia

    Una cosa è sicura, se non sparerà la polizia spareranno i cittadini. Questa la risposta all’impotenza del governo. Ma chi vuole arrivare a questo punto?

  42. tonky

    Il sistema economico-finanziario costruito sul debito, sta esplodendo. Matematicamente non regge più.Tutto il resto di cui si discute sono soltanto conseguenze di questo sistema.
    Per capire cosa sta sucedendo oggi basta leggere e guardare questi link:
    http://www.stampalibera.com/?p=33113#more-33113
    http://www.youtube.com/playlist?list=PLB048101DAAD68046&feature=viewall
    La domanda é: domani quando tutto crollerà, come evitare che non ci si ripropongono quelli stessi poteri che ci hano potrato fin qui?

  43. Schwefelwolf

    Vorrei associarmi alle osservazioni di MP – con la differenza che, in Italia, io non sarei sceso in piazza: non avrei voluto mischiarmi a quella banda di neo-sessantottini che vorrebbero risolvere la crisi con una “ribollita” di utopie demenziali: ovviamente con “posto” garantito per tutti, magari con corsia preferenziale per i fuoricorso con piú di 10 anni di sociologia…
    Il fatto che nella provincialissima Italia la protesta venga incanalata (e si lasci incanalare) nella ritrita miscela di rivendicazioni “democratiche” della piú acefala sinistra NON significa però che sia giusto quello che stanno facendo (soprattutto dal 2008 ad oggi) i “nostri” governi “democratici” occidentali: cioè salvare e risalavare le grandi banche d’investimento a spese dei popoli reali e delle 2-3-o 4? generazioni future – senza una traccia di benestare o di approvazione degli interessati.

    Gli unici che hanno avuto la fortuna di avere un presidente onesto – cioè gli islandesi – hanno potuto decidere, con un referendum, se accettare o meno di accollarsi la mega-cambiale firmata da amministratori collusi ed incapaci. E hanno – tanto ovviamente quanto giustamente – respinto l’ipoteca.

    Sarei perfettamente d’accordo con le “operazioni” di Merkel e Sarkozy – se solo avessero (e avessero avuto) la decenza di chiedere l’approvazione dei rispettivi elettorati (cioè: dei popoli, dei loro popoli, di cui hanno giurato di difendere gli interessi) prima di riversargli sulle spalle ipoteche da migliaia di miliardi di euro. Stiamo parlando di centinaia, o di migliaia di miliardi di euro, che qualcuno (cioè noi) prima o poi dovrà pagare. Non sarebbe buona norma democratica, imperativo elementare, chiedere l’opinione degli interessati? Ciò, naturalmente, non avviene – al contrario: siamo di fronte ad una sorta di “colpo di Stato” a rate, commesso – in aperta e consapevole violazione di tutta una serie di norme e trattati – da una cricca di politici criminali. Di fronte a ciò, non è solo un diritto, ma anche un dovere (nei confronti dei propri figli) cercare di fermare lo scempio: anche se penso che, a questo punto, sarà difficile fermare il treno che corre verso il disastro. Spero solo che costoro – “dopo” – possano pagare per ciò che ci hanno fatto.

  44. sono nella maggioranza seguaci della filosofiua dei bamboccioni grazie soprattutto allla mala educazione ricevuta da genitori assenti e focalizzati alla fatua sirena degli stauts symbol, Non hanno valori (non pagare il debito è un principio etico sociologico allucinate, basterebbe questo per bocciarli avita e meritarsi in toto l’onere del debito accumulato da risarcire in allgra compagnie educativa di lavori forzati per ri pagare appunto il debito). Non hanno maestri preché è troppo faticoso ascoltarli e certamente capirne qualcosa. Altro che ascoltarli, a CNC con aqnalito educativo profondo andrebbero presi.

  45. riccardo

    Sarà….ma il mio fornaio non trova addetti disposti ad alzarsi all 5 per fare pane, offre 1500 euro mensili. Mi sa tanto che l’indignazione, a quell’ora, dorma.

  46. Carlo

    Gli indignatos sono delinquenti (quelli che sfasciano) e illusi perchè non hanno capito che chi li istiga e manovra li sta fregando. Chiedono provvedimenti che renderebbero il loro futuro ancora più incerto. Fortunatamente ci sono tanti ragazzi che l’hanno capito e che si danno da fare per crearsi da soli il proprio futuro, senza aspettare illusorie promesse da chi ha interessi opposti ai loro.

  47. CLAUDIO DI CROCE

    @riccardo
    Lei ha perfettamente ragione ; e questo vale anche per idraulici, muratori, falegnami, decoratori, elettricisti, addetti alla pulizie, ai traslochi ,infermieri,parrucchieri
    ,pasticceri , calzolai, sarti e tante altre categorie di lavoro considerate dai nostri ” indignados ” non degne della loro ” cultura ” ( cioè del pezzo di carta che hanno preso in Università che lo regalano aumentando così le cattedre e gli stipendi per i professori ). Nel famoso sud alla fame è difficile trovare un italiano disposto a raccogliere i pomodori , cioè a piegare la schiena verso la terra , o andare per mare a pescare. Sono però affollatissime le facoltà ” umanistiche ” che servono per imparare a campare senza lavorare infilandosi in qualche tipo di PA centrale o locale , facendosi cos’ mantenere a vita dai contribuenti.
    Senza dimenticare i cinque milioni di immigrati giovani la maggior parte dei quali lavora.
    Su questi argomenti nessun sostenitore degli ” indignados ” interviene , anche perchè non hanno nulla da dire

  48. Franco R.

    SIAMO TUTTI INDIGNADOS. E quando la disoccupazione, la mancanza di prospettive, la sfiducia, la povertà e la fame aumenteranno sapete bene TUTTI cosa succederà. Altro che indignados! Prepariamoci per il peggio che sta avanzando a grandi passi in tutto il vecchio mondo.

  49. marco

    E’ molto banale dire che abbiamo bisogno delle banche per avere un prestito.
    Ma chi sei?
    Informati meglio.
    Il problema non è questo.
    Come mai la banche hanno sempre più potere?
    Soprattutto un libro in inglese (non tradotto in italiano) mi ha fatto capire veramente come funzionano le cose. The secrets of the federal Reserve di Eugene Mullins. Consiglio a colui che ha scritto l’articolo di leggerlo e, se non sa l’inglese, di farselo tradurre.
    Come sempre non viene mai detta tutta la verità.
    Leggete il libro. Lo merita.

  50. Siro Setaccioli

    Forse basterebbero due semplici cose:
    – DIVIETO in tutto il mondo di vendita allo scoperto
    – mini tassa su tutte le transazioni per tracciare gli speculatori.
    Chi non lo vuole vuole la crisi

  51. Andrea Chiari

    E’ un vero piacere intellettuale potere argomentare rispettando perfettamente l’indirizzo liberistico del sito. Ci si sente a casa. Così dico al fornaio che si fa meraviglie di non trovare lavoranti alle condizioni economiche che gli aggraderebbero: perchè non prova ad aumentare la paga? In una logica di mercato si fa così, altrimenti facciamo come nella vecchia Unione Sovietica dove gli stipendi dei minatori e degli insegnanti si parametravano su criteri aprioristici di classe ed erano comunque burocraticamente determinati. Se a me (nelle mie condizioni) mi proponessero 2.000 euro per andare in fonderia non accetterei, per 3.000 ci farei un pensiero e per 4.000 probabilmente accetterei. E’ possibile che in un libero mercato in quella certa situazione per avere un lavorante si debba offrire di più. Dov’è lo scandalo? Se la crisi morderà di più (come temo) ahimè il prezzo sarà in futuro più basso (sempre nel rispetto delle regole, beninteso). Non c’è altra prova che quella del mercato.
    Riguardo ai coltivatori di pomodoro prima di accusare i meridionali di battere la fiacca domandiamoci: le paghe per questo scomodo lavoro sono adeguate? Si versano i contributi previsti per legge e si rispetta la normativa sul lavoro? Si rifugge dalle tentazioni del lavoro nero (o meglio: schiavistico) imposto con l’immigrazione irregolare, i caporali e i guardiani armati malavitosi? Rispetto della legge e logica di mercato: in questo modo avremo pomodori più buoni e più puliti e troveremo lavoranti contenti che possano permettersi di mantenere una famiglia e di mandare a scuola i figli, perchè senza ricambio sociale non c’è sviluppo. Altrimenti continuiamo a offrire ai braccianti lavoro nero, paghe da fame e poi lamentarci che dobbiamo arruolare Rumeni e Marocchini perchè gli Italiani non vogliono piegare la schiena. Poveri liberali, se sono questi qui!

  52. CLAUDIO DI CROCE

    @Andrea Chiari
    questo gentile signore da una parte dice che i giovani non hanno lavoro dall’altra dice che non accettano i lavori che ci sono perchè non sono abbastanza pagati . Preferiscono cioè non fare nulla ,mantenuti dai genitori, dai nonni, dai contribuenti in attesa di trovare un ” posto di paga ” nelle varie amministrazioni pubbliche o che comunque corrisponda alle loro “aspirazioni ” e alle loro ” inclinazioni ”
    Ho letto un articolo di Rondolino ( ex consulente del leader Maximo ) che risponde alle sue considerazioni e che copio:
    “I bamboccioni italiani sono il prodotti finale di una lunga tradizione .Cresciuti in un sistema politico che barattava il voto dei loro genitori ( non importa se alla DC o al PCI ) con una diffusione capillare dell’assistenzialismo, divenuti adulti in una scuola squalificata che non sa più nè istruire nè bocciare , abituati al moderno benessere della paghetta , i bamboccioni scambiano una fortuita combinazione storica con un diritto naturale .”
    Detto da un ex comunista cioè da un ex membro di un partito che ha enormi responsabilità dell’attuale situazione del debito pubblico , non mi sembra da sottovalutare , oppure non le va bene perchè non insulta Berlusconi dando a lui tutta la responsabilità ?

  53. Andrea Chiari

    Insultare Berlusconi non serve. Si insulta da solo. Riguardo alle speranze di essere assunti dalle pubbliche amministrazioni mi sembra una polemica vecchia. Intanto perchè le pubbliche amministrazioni non assumono più (e credo che facciano bene) poi perchè quello che si cerca, anche da parte dei giovani, è un lavoro non necessariamente pubblico purchè dignitosamente retribuito (e, ovviamente, altrettanto dignitosamente svolto). Ci saranno delle eccezioni, magari ragazzotte che credono che per far carriera nella politica o nello spettacolo basti partecipare a “serate eleganti” ma mi sembra che i giovani se ci fosse un lavoro decente accetterebbero in massima parte di lavorare con impegno. Citare Rondolino non mi sembra il caso. E’ proprio il prototipo di chi per avere pane (e molto companatico) ha fiutato il vento e – mi si perdoni – ha venduto il culo. Anche a destra cio sono testimonial migliori.

  54. CLAUDIO DI CROCE

    Lei preferisce vedere i giovani bamboccioni continuare a farsi mantenere dai genitori dai nonni, dai contribuenti, piuttosto di accettare un lavoro che loro giudicano non dignitoso e non retribuito come vogliono . I suoi figli o nipoti li ha educati così ?
    Per quanto riguarda l’ex consulente di D’Alema , se dicesse quanto dice per aver fiutato il vento si sarebbe arruolato di nuovo soto le bandiere rosse , solo che probabilmente il ” culo ” – come dice lei nel suo inglese oxfordiano -gli brucia ancora per quanto ha dovuto sopportare quando sfilava sotto le bandiere comuniste cantando l’internazionale e ineggiando ai vari criminali comunisti che comandavano nei paesi che Napolitano chiamava ” fratelli”

  55. Pierluca Meregalli

    Il fatto è che molte banche hanno smesso di fare le banche.
    Le banche che servono sono indispensabili.
    Le banche che speculano,oltre il limite fisiologico che consente al mercato di funzionare, fanno solo danno (salvo che ai propri manager)

  56. Andrea Chiari

    Diciamo che Rindolino è un professionista che offre le sue prestazioni a chi lo paga. Vi sono diverse categorie di persone che fanno questo, alcune rispettabilissime, altre meno. Riguardo al rapporto tra lavoro e retribuzione, volevo solo sottolineare come la paga “giusta” non la stabilisce il bravo fornaio di Vattelapesca e neppure la Sezione Lavoro e Salario del Comitato Centrale del Partito Unitario dei Lavoratori ma, più semplicemente il mercato nel rispetto delle regole e della legge. Ai padroncini che lamentano di non trovare dipendenti consiglio pertanto di leggere i classici liberali e di sganciare le palanche. Del resto mi risulta che oggi in Italia tanti giovani lavorino per pochi soldi, senza garanzie e coin futuro incerto (e – ovviamente – senza speranza di pensione) e questo è un problema insieme sociale e politico di proporzioni enormi. Per cui credo non valga la pena polemizzare troppo con chi dice i giovani non hanno voglia di lavorare, vadano a raccogliere i pomodori, non ci sono più le mezze stagioni, ai miei tempi …. Roba da bar.

  57. Antonio

    Prendiamo il caso dell’Islanda. Loro hanno ripudiato il debito. E non sono stati certo i primi. Perchè lo Stato o, peggio, i cittadini devono onorare un debito che non hanno contratto? Se i politici si sono resi responsabili di aver chiesto in prestito del denaro, allora sono i politici responsabili di questo. E Se gli stati si sono indebitati con le banche non è giusto che siano i cittadini a pagare il conto.
    Inoltre, non sarebbe più onesto che lo Stato stampasse moneta in proprio proprio per evitare i salatissimi interessi delle Banche di emissione?

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