Mi spiace, sulla patrimoniale non cambio idea

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Da Panorama in edicola giovedì

Il meteo dell’economia, di questi tempi, varia solo nell’area delle basse pressioni. L’opinione pubblica si scoraggia, sotto i colpi della sfiducia. E in tutto questo c’è qualcosa di singolare davvero, nei sondaggi. In un mesetto, infatti, gli italiani almeno una certezza l’avrebbero luminosamente conquistata. A stragrande maggioranza, sarebbero diventati convinti sostenitori di una bella tassa patrimoniale. Oro alla Repubblica che rolla tra i marosi! Vien quasi da plaudire, all’idea che nel 150° dell’Unità d’Italia i suoi cittadini siano così fervidi di amor patrio. Senonché i conti non tornano, almeno per me.

Avrà sicuramente pesato l’effetto spiazzamento delle successive stesure della manovra. E la famosa “quota 90”. Non il cambio lira-sterlina difeso dal Duce, no.  La versione  napoletana, “90 la paura”. Perché di fronte a un eventuale default quasi qualunque cosa appare a molti preferibile. Eppure, ne sono abbastanza sicuro. Non è stata la facondia dei fautori della prima ora della patrimoniale, i Giuliano Amato e i Carlo De Benedetti, a convincere tanti italiani, a far mutar partito anche a pezzi importanti della società prima contrari, come la Cisl. Non credo neanche sia stato Alessandro Profumo, che ne ha adombrata una addirittura da 400 miliardi.

Temo che tanti italiani dicano sì alla patrimoniale per tutt’altre ragioni. Spremuti già all’inverosimile da tasse e contributi, e nella prospettiva di esserlo ancor più nei prossimi anni, moltissimi pensano allora che è meglio siano i ricchi a pagare. Il sì di massa alla patrimoniale diventa così un modo per allontanare da sé l’amaro calice, per rimbalzarne l’onere sul vicino, che naturalmente lui sì che mente al fisco. La patrimoniale viene insomma preferita all’attuale sistema di prelievo, esoso e inconcludente, visto che negli ultimi 15 anni ha estratto dalle tasche degli italiani 500 miliardi di euro (a prezzi correnti 2000) più di quanto si sia speso, come ha scritto Marco Fortis, eppure siamo ancora e anzi più di prima sul ciglio del default Ma viene abbracciata in quanto alternativa senza dettagli, perché tutti s’illudono così che siano pochi ricchi a pagarla. Dimenticando l’amara lezione della storia, anche italiana ed anche recente (il prelievo notturno sui conti correnti di tutti, l’avete dimenticato?).

Quando Stato e politici si convincono a una patrimoniale forzosa, perché valga l’effetto allora bisogna prendere dove si può, Cioè dove occhi e orecchie dello Stato sanno che c’è da prendere. Nelle tasche dei più, non dei meno.

Forse è meglio che gli italiani se ne ricordino. E che il centrodestra rifletta, se può, se vuole, veda lui perché la sua causa a me pare perduta da un pezzo. Esser riusciti a far abbracciare agli italiani la soluzione indicata dall’opposizione non è l’ultimo dei segnali, di ciò che va messo a posto.

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