19
Ago
2011

Nord e Sud si spaccano, nella Ue e in Italia

Si vuole qui parlare del Sud, del Sud per l’ennesima volta dimenticato come priorità di crescita nazionale.  Ma c’è una premessa obbligatoria . Purtroppo, la disastrosa giornata di ieri sui mercati europei e americani dimostra l’esatto opposto di quanto ripetono i politici. A loro giudizio è la globalizzazione a essere colpevole, e occorre mettere la mordacchia ai mercati. Di fatto, è vero l’opposto. Semplicemente, i politici dei Paesi avanzati mostrano mese dopo mese di non avere la minima idea delle conseguenze di ciò che dicono in un’economia globalizzata, e di ciò che non fanno. E i mercati reagiscono nell’unico modo in cui chi non capisce e e chi non è d’accordo sanziona chi tenta di metterti sotto: lo puniscono duramente.

Verrebbe da dire che c’è un mezzo gaudio, nel constatare che mentre la Borsa di Milano perde il 6,6% con le banche nuovamente a picco, anche Francoforte e Parigi perdono il 5%, anche Londra e Wall Street perdono oltre il 4%. In realtà, c’è da aver semplicemente paura. Perché o la politica cambia marcia, a Washington, a Berlino e a Parigi, oppure diventerà presto drammaticamente vero ciò che ieri per la prima volta ha previsto Morgan Stanley, e cioè che il mondo avanzato a 3 anni di distanza dal crac Lehman Brothers si avvia a riprecipitare nella recessione.

Se la politica dei Paesi avanzati crede di andare avanti con debiti pubblici esplosi, dovrebbe rassicurare i mercati della loro sostenibilità attraverso credibili piani di rientro, commisurati a far crescere anche chi è in difficoltà, e con misure e riforme finanziarie condivise tra America e Stati Uniti. Se invece Sarkozy e la Merkel propongono una tassa sulle transazioni finanziarie, e Obama reagisce al downgrading del debito americano facendo aprire inchieste alla Sec contro le banche europee che si finanziano in America, l’unica cosa che i mercati capiscono è che i politici hanno perso la trebisonda. E allora i mercati crollano. Perché l’America dovrebbe cambiare tono e tagliare il proprio eccesso di spesa pubblica senza più credere che il dollaro come valuta mondiale la renda intoccabile. Al contempo, la Merkel dovrebbe capire che la linea sin qui seguita di far andare in deflazione i Paesi eurodeboli è partita da premesse e meriti giusti e condivisibili, ma è stata condotta in una maniera sbagliata, perché anche la Germania si sta piantando. Sarkozy dovrebbe capire che le tasse contro la finanza, in un momento di politica priva di credibilità, mandano solo le banche e il risparmio a tappeto.

Ma non è finita qui. E vengo al Mezzogiorno. Ieri, mi sono letteralmente indignato. Non c’è solo l’irrealistica Tobin Tax contro i mercati proposta da Parigi e Berlino, ad aver provocato il collasso dei mercati. La picchiata è avvenuta anche per un’altra proposta franco-tedesca, ancor più demenziale a mio giudizio. E’ stata la Süddeutsche Zeitung l’altro ieri a rivelarla. Preferivo pensare fosse una bufala, ma le cancellerie dei due Paesi euroleader non l’hanno smentita. Di conseguenza, i mercati sono esplosi.

Di che cosa si tratta? Di diminuire o sospendere i fondi strutturali europei ai Paesi che non siano virtuosi sul bilancio. Io da anni scrivo, propongo e mi batto perché in Costituzione approviamo anche in Italia una misura del tutto analoga a quella prevista nella Legge Fondamentale germanica, e cioè l’azzeramento del deficit pubblico. E aggiungo che vorrei un tetto al prelievo fiscale su persone e famiglie votato ogni anno dal Parlamento, come in Germania. Dunque non sono sospettabile di comprensione alla scarsa virtù. Ma sospendere i fondi strutturali a chi è in difficoltà è una cretinata in termini economici da lasciare senza fiato. Persino per chi, come me, critica sempre l’euroillusione di aver adottato una moneta unica in mercati che restano separati e con curve di costo diverse. Perché i fondi strutturali, coevi all’idea stessa di Unione Europea, nascono e si sono nel tempo evoluti per sostenere lo sforzo di convergenza a favore di chi aveva ereditato economie meno avanzate ed efficienti, ponendo come obiettivo la media europea dei redditi delle popolazioni come criterio per dosarli a favore di chi ne era più distante. La politica economica è fatta – almeno per chi ne ha una minima idea – proprio di misure che distinguono le correzioni anche energiche di breve termine dalla necessità di sostenere la convergenza verso l’alto a medio e lungo termine. Minacciare il venire meno dei fondi significa dire che l’Unione europea non c’è più, perché le popolazioni che si trovano a pagare il maggior costo del loro mancato sviluppo vengono private anche della possibilità di realizzarlo, sia pure in ritardo e a costo di sacrifici, grazie al sostegno europeo. E non perché a Berlino e Parigi siano tenuti alla carità cristiana. Ma perché sini qui almeno a parole è interesse comune dell’Europa che tutti producano, consumino, guadagnino e risparmino di più.

Per questo avrei voluto ieri che uno statista italiani, sentiti i governi di tutti i Paesi europei alle prese con difficoltà di ordine diverso, dalla Grecia alla Spagna, dal Portogallo all’Irlanda e via continuando, dichiarasse immediatamente che questa proposta franco-tedesca sbagliata e assolutamente da ritirare. Non perché sarebbe solo il Mezzogiono italiano, a essere colpito in maniera sanguinosa nelle sue possibilità di riscatto dalla ghigliottina ai fondi destinatigli per il sessennio 2014-2020, di cui l’anno prossimo si discuterà a Bruxelles e nei Consigli europei. Ma perché l’idea stessa di Europa, verrebbe meno.

Purtroppo, il governo italiano ieri non ha levato la sua voce. E’ un errore grave. Non è così, che si riacquista credibilità per le decine e decine di miliardi di euro che ancora non abbiamo speso, per incapacità delle macchine amministrative regionali e centrali, dei fondi assegnatici negli anni 207-2013. Non è così, che si ridiventa virtuosi agli occhi degli altri governi e dei mercati. Anzi, non averlo fatto spiega perché il Sud e la sua crescita – questione nazionale perché senza ripresa e occupazione giovanile e femminile al Sud non c’è ripresa del Paese – mancano clamorosamente di essere presenti come priorità nella manovra bis appena varata dal governo. Su chi si abbatterebbe la scure degli accorpamenti di Comuni piccoli, se non al Sud per la diversa storia locale che ha portato a unità amministrative più piccole e col tempo più spopolate? Dove si concentrano, il più delle società partecipate e controllate dalle Autonomie locali da dismettere per ragioni di efficienza, se non nel Mezzogiorno? Molti di voi diranno: colpa del Sud, e anzi finalmente si inizia ad affondare il coltello. E’ vero a metà: se non si adottano al contempoincentivi perché il Sud  possaacrescere occupazione e sviluppo,  Usemplicemente si compiace l’idea dei politici locali che esso abbia più bisogno di assistenzialismo.

Umberto Bossi l’ha detto e ripetuto, in questi giorni. Se il governo non mette mano a una correzione dei tetti di età pensionabile per anzianità e vecchiaia, è per continuare a far andare prima in pensione i lavoratori del Nord, entrati nel mercato del lavoro molto prima di quelli meridionali, che comunque ci riescono in percentuali molto più basse. Terremo duro e comunque se l’Italia andrà in pezzi meglio per noi, ha aggiunto Bossi, che non parlava così da anni. Sia detto senza offesa per nessuno, ma è lo stesso ragionamento che su più vasta scala e con ben altri titoli sta facendola Merkel a nome della Germania “forte”. Apparentemente sembrano ragioni forti. Invece, bisogna avere fegato e intelligenza per dire la verità: sono fesserie. Perché più divisi siamo, più divisi in Europa come più divisi in Italia, più deboli siamo tutti nel mondo della crescita e del risparmio a guida cinese e indiana.

Alcuni di noi – lo so bene – sono in realtà convinti da sempe che meglio divisi che uniti nell’errore.: tanto tra Nord e Sud d’Europa, che tra Nord e Sud d’Italia.  Ma la cosa stupefacente è che a dare una mano potente a questa divisione siano politici che dicono, in Europa come a Roma, di volere l’esatto opposto.

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62 Responses

  1. CLAUDIO DI CROCE

    Lei è convinto che l’Europa viene prima di tutto e quindi le azioni devono essere finalizzate a questo e tutto quanto può essere percepito contrario è sbagliato.
    Io non sono di questa idea : la CEE è stata concepita da una Europa uscita distrutta dalla seconda guerra mondiale e per inbrigliare finalmente la Germania . Esistona ancora queste condizioni ? Nonostante due guerre mondiali perdute e un terzo del territorio perso, oltre le colonie , la Germania è ritornata ad essere la prima nazione europea e stanno ritornando le divisioni nazionali. Non dimentichiamo che la storia secolare europea è fatta di guerre , non di unione . Fino a quando le cose andavano bene , tutti gridavano viva l’Europa . Adesso che le cose vanno male ritornano gli egoismi nazionali. Volevo infine ricordare che la civilissima Cecoslovacchia si è divisa in due , senza guerre civili e con la soddisfazione di tutti. Quanti sono gli Stati europei nati negli ultimi ventanni ? E perchè Lei crede che uniti si dovrebbe stare meglio ?
    L’unica soluzione seria , se si vuol fare veramente l’Europa , è far nascere uno Stato Federale , tipo USA . ma gli USA sono nati dopo una lunga e sanguinosa guerra civile. Io ritengo che le differenze tra di noi – basta pensare alle differenze tra Nord e Sud in Italia – siano talmente alte che una vera integrazione è impossibile.

  2. ivano

    Caro Giannino,mi sa dire quanto è stato investito dallo stato al sud dal 1960 a oggi?
    Ma le mafie a oggi quanto incidono sull’evasione fiscale?Chi è quel pazzo che apre una fabbrica nel mezzogiorno?Secondo Lei 19 milioni di pensionati + 4,5 milioni di statali chi li manterrà nei prossimi anni? Sto imparando a pescare anche se sono un animalista,il futuro
    Italiano con questi Politici,sindacalisti e banchieri sarà nero.

  3. mentorex

    Caro Oscar, ormai i mali solo solo i nostri visto che le soluzioni vengono decise dalla coppia Merkel-Sarkozy. E’ deprimente pensare che un paese come il ns, fondatore dell’Europa unita, sia stato così accantonato e poco considerato rispetto alla gravità della situazione nazionale. I ns politici, il ns “caro” Silvio in primis, ci hanno messo del proprio trasformando la nostra politica in un vero teatrino da avanspettacolo sul cui palco si muovono figuranti senza forza, autorità e autorevolezza. A settembre, quando l’Italia riaprirà i battenti, saranno cavoli amari per tutti con la cassa integrazione che riprenderà a crescere, la disoccupazione pure, gli acquisti che precipiteranno e la Fiat che rinvierà chissà a quando i suoi investimenti in Italia .
    Che schifo di paese! Tutti i politici in vacanza, in panciolle sotto il sole mentre la casa, con i propri figli dentro, brucia. E a settembre ci toccherà risentire quei saltinbanchi di politici che continueranno a perdere tempo con soluzioni tampone che prolungheranno inevitabilmente l’agonia della nostra bella Italia.
    MARIO MONTI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUBITO

  4. mentorex

    Aggiungo che agli attuali prezzi di mercato (borsa) molte delle ns società più prestigiose sono facilmente scalabili.
    Se perderemo anche questi ultimi gioielli di famiglia (banche, finmeccanica, impregilo ecc), com’è gia successo per Bulgari e Parmalat, diventeremo a tutti gli effetti un paese colonizzato e stranieri in patria.
    Le conseguenze? Spiegalo tu, OSCAR, che sai sicuramente farlo meglio di me.
    MARIO MONTI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUBITO

  5. Michele

    Condivido in pieno le cose dette da Giannino.
    All’Europa unita non c’è alternativa. Prima lo capiranno i signori francesi e tedeschi, meglio sarà. La piantassero almeno di fare vertici a due e poi uscirsene con coglionate da galera!
    Le coglionate di Bossi? Be se non altro a quelle ormai ci siamo abituati…come direbbero gli operatori di borsa: “sono già state scontate!”

  6. Mandingo

    Quello che è veramente sconcertante è che la politica europea sia schiava dei falsi moralismi dei tabloid (razzistoidi) tedeschi con la loro strampalata idea per cui la crisi attuale deriva da comportamente eticamente censurabili da parte dei paesi “periferici”… basterebbe guardare al caso, eclatante, dell’Irlanda per capire che il problema non è quello, ma una politica economica calettata sulle esigenze tedesche a discapito degli altri.

    Agli amici tedeschi non piace dover metter mano al portafogli per “aiutare” (sul concetto di aiuti ci sarebbe da scrivere tanto, visti i tassi imposti a Grechia, Portogallo ed Irlanda) il Club Med? benissimo, io non voglio un euro, sono anche disposto a lasciare che i soldi delle mie tasse vengano usati per tenere in piedi Deutsche Bank, Soc Gen e ING (questo è successo e succede con gli “aiuti” ai paesi in difficoltà, i soldi dei contribuenti Italiani e Spagnoli vengono usati per salvare banche tedesche, francesi ed olandesi), però voglio tassi non superio allo 0,5%.
    Troppo facile mettere il cappio al collo dei vicini e poi indignarsi se questi chiedono aiuto.

    Quello che trovo più grave è che ci siano ancora tante persone in Italia che credono alle balle sull’etica che ci vengono propinate dagli amici a nord delle Alpi. Io lavoro in finanza da 16 anni, vogliamo parlare un pò della garanzia implicita fornita dal governo federale tedesco alle Landesbanken? Vogliamo parlare dei “trucchetti” contabili che sono stati usati da quasi tutti i governi europei (quelli “virtuosi” in primis) per mettere in sesto i conti?

    Morale della favola: i problemi li abbiamo TUTTI e TUTTI li dobbiamo risolvere, e li dobbiamo risolvere insieme, pensare che si risolvano secondo il principio per cui alcuni si sentono “holier than thou” è di una stupidità e drammaticità inenarrabile.

  7. Roberto

    Concordo sul fatto che Sarkozy e la Merkel di economia non ne capiscano molto e che la proposta di punire gli stati “cattivi” per curarli sia simile a quella di un medico che pensando di curare il paziente lo uccida.
    E’ vero che il Sud, d’Italia e d’Europa abbia bisogno d’essere aiutato ma prima di dare altri denari sarebbe bene provvedere a ripulirlo da tutto ciò che fino ad oggi lo ha infettato, suturare una ferita purulenta all’apparenza guarisce ma il risultato è che probabilmente ci sarò una setticemia o una cancrena e il paziente morirà o rimarrà menomato.
    Per quanto riguarda le pensioni penso che tutti stiano sbagliando ostinandosi ad utilizzare un metodo, quello ripartitivo, ingiusto e pensato in un periodo storico dove la natalità era alta e trovare il lavoro era facile, ora è tutto esattamente l’opposto ma a nessuno viene in mente di cambiare alla radice il metodo, semplicemente si propone di schiavizzare i lavoratori imponendo loro di lavorare magari finché “morte non ci separi”.
    Perché nessuno in Italia ed in Europa pensa di cambiare radicalmente strada adottando il metodo a capitalizzazione proposto da Jose Pinera e adottato in Cile? Perché nessuno, né i giornalisti né gli economisti, parla di questo metodo?
    Spero che Lei Giannino possa affrontare l’argomento, magari smontandolo se lo ritiene sbagliato, ma che non si continui a tacere facendo credere che l’unica possibilità per risolvere il problema delle pensioni sia quello di morire lavorando.

  8. Diego

    Egregio Giannino,
    i casi sono due: o “aboliamo” l’unione europea così come è ora, oppure la rendiamo più schiettamente politica e non solo bancario-monetaria (dove per “più politica” non intendo certo un direttorio a due Merkel-Sarkozy che decida per tutti…). Ogni via di mezzo tra queste due soluzioni estreme non ci porterà da nessuna parte e vedrà soccombere il continente-Europa alla concorrenza di Cina, India e USA. Prima si costruisce uno stato e poi questo si dà una moneta, non il contrario: noi cittadini europei abbiamo una moneta comune, ma non uno stato nè una politica comuni.

  9. ivano

    Mario Monti Dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs,complimenti, a chi vede la sua candidatura a nuovo presidente del consiglio,governerà senza una lira o meglio euro,le aziende chiuderanno tutte.

  10. Cesare

    Caro Oscar

    condivido in pieno le osservazioni dell’articolo, ormai é evidente che l’attuale egoismo politico tra nord, sud, verdi, gialli ecc… sta’ lanciando l’Europa verso la completa distruzione, invece di creare e rafforzare il tanto sbandierato contraltare economico che doveva interagire per vie preferenziali con gli USA;
    la cosa che pero’ mi atterisce ulteriormente é constatare che l’attuale classe dirigente oltre a non essere in grado di dirigere nemmeno se stessa (e lo ha ampiamente dimostrato negli ultimi 5 anni) é riuscita a sterilizzare il terreno dove avrebbe dovuto far nascere e crescere i suoi eredi!
    Al momento, e mi riferisco soprattutto all’Italia, chi puo’ raccogliere un’eredita’ politica disastrosa? Cosa o chi puo’ venire dopo il nulla?

  11. francesco sica

    Tutte chiacchere sterili. Siamo falliti, le stesse monete di carta basate sul nulla stanno fallendo. Il sistema monetario a breve dovrà essere ripensato (speriamo con ritorno a una moneta sana basata su oro e argento). Da quando 40 anni fa si usa il dollaro non più convertibile come riserva mondiale la valuta statunitense ha perso il 98% del suo potere d’acquisto. Vogliamo una moneta forte? Se potessimo scegliere oggi tra 50 euro di carta o l’equivalente in oro ai prezzi odierni, tra 10 anni cosa avrà conservato nel tempo il proprio valore? Monti come Draghi espressione della dittature delle banche centrali e commerciali. No a unioni sovranazionali, si a secessioni e ritorno a città stato.

  12. Alberto Bignone

    Ill.mo Oscar Giannino, mi domando se la crisi economica che stanno attraversando tutte le economie occidentali non dipenda da un fisiologico peggioramento dei livelli ricrescita delle relative economie a livelli tali da sostenere l’enorme debito accumulato. Oggi ritengo che il sistema produttivo occidentali paghi una crisi culturale che non ha saputo dare alle nuove generazioni (compresa la mia) le condizioni e le prospettive corrette per creare nuovo sviluppo. Il sistema occidentale ha dominato i due terzi dello scorso secolo, crogiolandosi su un panorama di arretratezza delle popolazioni del cd. Terzo mondo che in parte oggi ci stanno surclassando. Parlo di mancanza di condizioni e prospettive per le generazioni contemporanee perché’, da profano, mi sembra di vedere che il sistema ” dei paesi emergenti” abbia surclassato i paesi occidentali sopratutto su ambiti e settori per i quali si chiede un rilevante fattore tecnologico e di ricerca. Si guardi all’elettromica di consumo, alle autovetture, alle attivita’ di trasformazione delle materie prime. Abbiamo assistito ad un lungimirante politica di sviluppo di quei paesi ed ad una miope strategia dei paesi occidentali. Penso che la chiave siano tre. In primis riportare i debiti dei paesi occidentali a livelli accettabili anche e sopratutto attraverso una progressiva integraziosne finanziaria, fiscale, organizzativa dei paesi UE. Secondo me alla pochezza delle politiche nazionali l’unica alternativa e’ il rigore di quelle di altri patner. Finanziare lo sviluppo inteso come investimento nella ricerca, nell’insediamento di quelle attivita’ tecnologicamente avanzate che sono il futuro. Investire nel solo turismo o nella tutela dei prodotti tipici ci condanna ad essere nel furtutro, come nel presente, una sorta di piacevole ma inutile museo delle cere. Infine e’ indispensabile riequilibrare i rapporti internazionali con la Cina. Essa e’ entrata nel word trade organization con solo i benefici, ma conservando un sistema dirigista nel cambio sul mercato internazionale, sul controllo delle banche. La Cina non e’ isolata ma altri sistemi che agiscono su mercati con la forza degli stati.

  13. Robert

    La Germania ha tutto l’interesse a far andar male le cose fino al punto in cui avrà un controllo politico diretto di gran parte dei paesi europei. Idealmente, l’euro diverterà la moneta di un area di sicurezza dominata dalla Germania, comprendente Scandinavia, Benelux, paesi baltici, Europa danubiane e Italia del centro-Nord. In sostanza una monarchia asburgica allargata. Il quarto Reich. Questa volta non riusciremo a fermarli dato che la Russia sta dalla loro parte.

  14. gavioli marco

    io credo che Sarkozy e la Merkel (sopratutto) non siano così fuori dal mondo. Leggete l’articolo del 24ore di Zingales e Perotti di stamane. La soluzione Eurobond (la vera chiave di svolta che conduce all’europa più unita) non è così facile da farsi per Berlino e i paesi Nordici.
    L’eurobond (o il suo surrogato EfsF) ha la finalità di diminuire il costo del credito sopratutto per quei paesi in difficoltà. L’effetto dei due strumenti sarebbe un aumento del costo di credito per i paesi a tripla A, ma non solo: potrebbe mettere a rischio anche il loro merito creditizio e affondare i bilanci anche di questi paesi.
    Non è una decisione politicamente facile da prendere anche se, l’alternativa forse sarebbe peggiore: un default di Italia, Spagna ecc. finirebbe con buttare a terra le banche dei paesi ”creditori” e quindi di fatto il debito pubblico esploderebbe comunque.
    quindi?

    La Germania vorrebbe in cambio la garanzia che i Piigs applicassero politiche draconiane in cambio del suo sostegno (riluttante) ma credo che qui in Italia la classe politica non abbia capito bene o non voglia capire, ma non ci si può aspettare troppo da politici che non sanno quale sia la capitale dell’ungheria (guardasi le Iene).
    E lo sviluppo? Lo sviluppo si può ricercare anche con politiche strutturali (liberalizzazioni, concentrare la tassazione più sulle rendite e meno sul lavoro, privatizzazioni, burocrazia semplice e chiara che non significa assenza di regole come vogliono farci credere Berlusconi e soci, politica delle nascite e dell’imigrazione) anziché con maggiore spesa da parte dello stato.

    Difficile, difficile, difficile.

    sono sempre più convinto che questa crisi non sia solo di un modello economico sbagliato ma possa interpretarsi allo stesso tempo come una crisi della democrazia e della difficoltà delledemocrazie moderne a prendere decisioni rapide ed efficaci.

    Il Dna delle democrazie mostra difficoltà nel prendere decisioni (allorché corrette) se queste contrastano con gli interessi del bacino elettorale del partito di turno.

  15. La divisione la crea lo stato italiano utilizzando una perniciosa politica assistenziale e redistribuiva. Non appena salterà per aria lo stato italiano, e salterà presto, i veneti e i campani, i piemontesi e i siciliani andranno d’accordo come non lo sono più andati da 150 anni a questa parte. Allora finalmente, potranno rifiorire civiltà al confronto della quale, quella italiana, se mai è esistita una cultura degna di questo nome condivisa dalla Sicilia alle Alpi, assomiglia tremendamente a quella propinata ogni domenica allo stadio dalle curve degli ultrà.

  16. Alberto Lusiani

    Caro Giannino,

    non sono d’accordo con alcune sue affermazioni. Io sostengo assolutamente la proposta di “diminuire o sospendere i fondi strutturali europei ai Paesi che non siano virtuosi sul bilancio”. E’ giusto che la UE abbia un minimo di forza per costringere gli Stati-bordello come Italia e Grecia ad avere dei bilanci statali decenti.

    Chi vuole l’euro, la liberta’ di movimento di persone e prodotti dentro Schengen, gli aiuti alle aree sottosviluppate deve accettare che la maggioranza di Stati nord-europei nella UE abbia la possibilita’ di sanzionare gli Stati-bordello, prima che l’intera UE venga italianizzata.

    L’alternativa e’ semplice, gli Stati-bordello possono chiedere di organizzare una loro uscita ordinata dall’Euro, dalla UE e dagli aiuti alle aree sottosviluppate. La Slovacchia ha fatto qualcosa di simile in passato, separandosi dalla Cechia, e da quel giorno ha sua economia non e’ mai stata cosi’ florida.

    Non c’e’ mai stato nella storia economica mondiale progresso vero e sano basato primariamente sull’aiuto altrui. Per avere progresso economico vero e sano e’ necessario che ad ogni livello (individuo, comunita’ locali, Stati) ci sia responsabilita’ per il proprio benessere e incentivi a far bene con le proprie forze e non come parassita di risorse altrui. Questo si ottiene con un mercato libero e trasparente, e non con gli aiuti economici decisi da un qualunque centro politico. 150 anni di fallimento dell’intervento pubblico italiano nel Sud dovrebbero insegnarlo, e chi propone di ripetere gli errori italiani a livello europeo sbaglia.

    Riguardo ai piccoli comuni, ha dei dati quantitativi? Secondo me sono piu’ diffusi nel Nord per la minore natalita’ storica e per la diversa cultura locale. Sel Sud Italia c’e’ stata sempre maggiore tendenza a concentrare le abitazioni dei contadini in grossi borghi, che poi hannno raggiunto dimensioni notevoli grazie alla natalita’ del passato recente. Nel Nord Italia invece ha prevalso per quanto mi risulta una maggiore frammentazione. Certo poi le aree montane di entrambe le aree hanno visto lo spopolamento dei comuni, qui non saprei chi ne ha di piu’, tenga pero’ presente che buona parte del Nord e’ pedemontano e montano.

    Anche riguardo alle societa’ partecipate dalle amministrazioni locali, ho l’impressione che non ci sia grande differenza tra Nord e Sud: la Casta politica anche del Nord ha avuto sempre il chiodo dell’invasione statale nell’economia.

  17. erasmo67

    Ma che olitiche draconiane, il welfare in Germania è migliore del nostro e la spesa in % del PIL , La differenza la fanno la malversazione e l’evasione fiscale.

    Dobbiamo essere draconiani contro queste due cose solo così potremo uscire dall secche

  18. Alessandro Peru

    @Alberto Lusiani
    …non siamo uno Stato bordello. Il nostro problema è che abbiamo una classe politica che non agisce per il meglio del Paese e che molti cittadini Italiani ritengono in modo qualunquista che siamo un Paese che non si merita nulla e che sia giusto che andiamo a rotoli. C’è un altra parte molto importante del Paese che invece ha numeri, idee e sogni per far andare il paese in una direzione più giusta. Provi anche Lei a dare lo stesso contributo.

  19. Mario Protagoras

    Sarkozy, Merkel and Co.
    Quando sento che pure i governanti dei paesi economicamente più forti pensano di risolvere con una ennesima tassa i problemi economici da loro creati con troppe tasse, mi cadono le braccia, e questo è poca cosa, ma soprattutto i mercati azionari europei cadono del 6% in un giorno!
    La pochezza di questi governanti (non parliamo dei nostri!) è spaventosa! La politica del non-fare ma del dire idiozie salvo poi correggersi subito e non fare le idiozie annunciate, provoca comunque danni enormi.
    Si fanno vertici a ripetizione con migliaia di partecipanti (le caste ci sono anche lì) si parla, non si fa nulla di concreto, ma alla fine dei vertici si è riusciti a peggiorare la situazione precedente. E le borse cadono.
    Ricordiamo che tutto è nato meno di due anni fa dal debito greco e che si diceva bastassero (allora) 5 miliardi di euro per risolvere tutto. E naturalmente la Merkel, che aveva le elezioni, disse no. Guardate dove siamo ora.

  20. ” Se una Nazione e’ divisa contro se stessa, quella Nazione non puo’ durare e se una famiglia e’ divisa in parti contrarie, quella famiglia non puo’ durare……………………………………..
    Ora questa Nazione rischia di essere schiacciata e soverchiata eticamente, moralmente, culturalmente ed economicamente da altre e da giganti a levante ed a ponente………”
    da ” SE GESU’ FOSSE TREMONTI…” reperibile sul web come i seguenti post:
    GLOBALIZZAZIONE: ERAVAMO PRONTI ? NO.
    LO STATO CANE ED UCCELLO GUATA FAMELICO I VOSTRI BENI.
    Come mi sembra dica Giannino, i ricchi, sia a livello di nazioni(Germania) che a livello privato sono miopi, cattivi imprenditori ed investitori perche non investono in casa propria, anzi tendono a dividere.
    I ricchi italiani DEVONO contribuire SPONTANEAMENTE alla riduzione del debito pubblico
    in cambio di riforme per la riduzione della spesa pubblica e per il rilancio della economia, come detto nei siti web sopra citati.

  21. mentorex

    Anche oggi la borsa perde di brutto.
    Ecco il resoconto:
    FTSE MIB: -2,46
    FTSE ITALA ALL SHARE: -2,12
    e ancora batoste alle nostre banche.
    Grazie ancora ns “caro” Silvio per averci condotto così in alto nelle considerazioni dei consensi internazionali. A fine carriera politica, l’Ambra Jovinelli ti aspetta con la spalla Tremonti.
    MARIO MONTI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUBITO

  22. luigi

    Scusate,
    quancuno sà dove si possa trovare la carta costituzionale della Rep. Tedesca in Rete?
    Possibilmente in Inglese o in italiano

    Grazie

  23. Mario Protagoras

    Ma siamo sicuri che basti il solo pareggio di bilancio per ridurre un debito del 105% del Pil?

  24. dedi

    io so.
    senza un mercato interno di 500 mio di abitanti, usa,cina,india faranno di noi europei un mercato delle loro produzioni anche con i sistemi collaudati dai giapponesi.
    quindi qualunque discussione nord-sud e’ inutile e nociva.
    facciamo di tutto per avere un europa unica e federata.
    capisco che mettere insieme i produttivi redeschi e i mafiosi italiani e’ un problema, ma eliminare la delinquenza e’ una soluzione consigliabile.
    Forse farci commissionare dall’europa, eliminando i nostri schifosi politici, non e’ una cattiva soluzione.

  25. ivano

    Crisi/ Bossi: Italia finisce male, prepariamoci alla Padania.
    è un grande,altro che Monti, che torni a insegnare alla bocconi

  26. Mirko

    Bah… capisco le ragioni di Giannino, però…
    I miei amici tedeschi continuano a ripetermi che anche loro se avessero dei politici come i nostri preferirebbero che le scelte strategiche fossero governate da altri paesi. Questa è la triste e fondamentale verità – pur capendo le ragioni di Giannino, come possiamo anche solo lontanamente sperare che senza un briciolo di rappresentanza e credibilità a livello politico, coloro che prendono decisioni ci tutelino, visto che noi non sappiamo tutelare noi stessi?
    Sul sud mi chiedo quanti secoli e miliardi si debbano ancora buttare prima di issare definitivamente bandiera bianca – a un livello di zoom in più vale lo stesso ragionamento, il sud non sa proporre rappresentanze credibili ed esprimere volontà di alcunché, comincino da questo e magari qualcuno se li filerà. Per come stanno le cose ora i fondi strutturali equivalgono a bonifici alla criminalità organizzata.

  27. Andrea

    Finalmente il problema viene focalizzato!
    Nella vita nulla e’ regalato… e questo vale anche nella storia che ha inevitabilmente altri tempi,più lunghi! Le nazioni nascono e muoiono e pensare che lo status quo possa essere conservato per sempre e’ antistorico. Il Sud paga i suoi errori.. il Nord che a buon diritto può fare parte dell’Europa che conta deve poter giocare pacificamente la propria partita. Nuovi ordini e imprevedibili opportunità storiche daranno a tutti diverse possibilità… Peccato che i tempi della storia non siano brevi!
    Ma veramente pensate che processi storici cosi profondi come quelli in essere non provochino forti cambiamenti storici(attenzione… misurabili secondo parametri di lungo corso) molti dei quali già posti in essere? Perché la domanda che già ora molti si pongono e’: come sara’ il nostro futuro da qui a 10 o 20 anni ( in fondo il tempo di un mutuo!!)… Di certo imprevedibile e diverso ma credo che sicuramente molta nuova Storia verra’ scritta.
    Che Bossi dica il vero sentendo il polso della storia? …forse sara’ solo dimenticato come un semplice cialtrone… ma, a me pare che il suo pensiero debba essere inserito in realtà in un contesto molto più ampio (eu) e permettetemelo, più credibile!

  28. adriano

    Accettato che ognuno modula i comportamenti per interesse,cosa c’è alla base dell’unione?L’interesse nazionale semplice o quello composto travestito da interesse sovranazionale?Nel primo caso hanno ragione CLAUDIO DI CROCE e Alberto Lusiani,nel secondo Giannino.Chiave di lettura valida anche per gli stucchevoli eurobond.Difficile unire ciò che è diviso da lingue diverse.Se poi concetti comuni vengono adattati a convenienze contingenti.non c’è speranza.L’euro senza omogeneità è stato un errore.I criteri per l’adesione furono aggirati da noi e da altri e con le balle non si va da nessuna parte.Inoltre non aiuta l’offerta mediocre della politica,figuranti in cerca di consenso e di vantaggi personali.E così si vive alla giornata,sotto gli impulsi primordiali dei mercati che inseguono,giustamente, il profitto o la perdita minore.Invece di essere governati,governano.Ed i nani a rincorrere,con il fiato corto.

  29. gavioli marco

    @erasmo67

    mettila come vuoi, ma alla Germania credo interessi che in cambio del suo sostegno (sempre che ci sia la volontà e non mi pare proprio) vuole che l’Italia rientri dal proprio debito in modo strutturale. Sono d’accordo con te, l’evasione e la malversazione sono problemi… ci sono n modi per risanare un paese…
    faccio anche una considerazione: se è vero che il patrimonio pro- capite degli italiani si aggira intorno ai 125-150000 euro (o di più a seconda delle stime) e considerando che il debito pubblico è uno dei più grandi, mi viene da pensare che gli italiani hanno potuto accumulare questo patrimonio anche grazie a servizi dello stato (pensioni, sanità, ecc) che hanno pagato meno di quello che costavano. Aggiungo che alcuni (non pochi) di questi patrimoni hanno beneficiato di un vero e proprio trasferimento di ricchezza dallo stato: penso agli imprenditori che hanno venduto allo stato (grazie ad agganci politici, tangenti ecc) beni o servizi a 30 quando sul mercato il loro prezzo sarebbe stato 10 o che hanno comprato aziende statali a 5 quando sul mercato le avrebbero pagate 30, ai baby pensionati, ai falsi invalidi e agli evasori che hanno goduto di beni e servizi pubblici a forte sconto se non gratis.
    Ma allora il problema è come fare pagare questi signori per i benefici maggiori che hanno avuto rispetto agli altri… si tratta di equità! Mi pare che una patrimoniale (con tutte le precauzioni del caso) non sia tanto sbagliata, o no? Facciamo pagare i giovani (con la cagata delle pensioni a 70 anni), sempre i soliti noti? un azienda che debba risanarsi di solito vende parte del proprio patrimonio per rientrare dal debito… magari quella parte no-core… qui invece questo governo ci sta letteralmente prendendo in giro, ma non potrebbe essere diversamente quando il maggior partito è il partito di evasori, affaristi, lobbysti … possibile che in Italia non si riescano a vedere politici seri?

  30. mario unnia

    Ciò che succede conferma che non esiste il sindacato nell’harem. Ogni paese europeo dovrà sedurre da solo i ricchi asiatici.

  31. Claudio Di Croce

    @Alberto Lusiani
    E’ inutile dire che concordo pienamente con lei. Solo che siamo una piccola minoranza persino su questo blog che dovrebbe esser frequentato da ” liberisti “. La maggioranza degli italiani influenzati da decenni di ” cultura ” cattocomunista adora lo Stato e vorrebbero vivere avviluppata da Stato , Regioni, Province, Comuni, Circoscrizioni, Comunità montane, Comunità marine , Società pubbliche che gestiscono i servizi , Enti vari purchè pubblici in cui possibilmente infilarsi per prendere uno stipendio ( il lavoro è un optional ) per se e per parenti, amici . E questo deve essere pagato da imposte e tasse sempre più alte e se il bilancio va in rosso e se questo verminaio pubblico è pieno di debiti la colpa non è della montagna di soldi sprecati ma degli evasori. Per l’Europa si dice : viva l’Europa se ci paga i debiti e ci permette di continuare a vivere al di sopra dei nostri mezzi- gli eurobond servono a quello – cattiva Europa se ci dice che dobbiamo ridurre il nostro mostruoso debito e l’insostenibile welfare che ci ha portato in questa situazione .Solo che i tedeschi hanno per fortuna un’altra cultura anche perchè loro il comunismo in parte lo hanno provato direttamente e in parte lo conoscono benissimo . E nella Germania ovest non hanno mai avuto un leader di partito che inneggiava ai ” Paesi fratelli ” come ha fatto per decenni in Italia un anziano signore da sessantanni in politica , che predica il largo ai giovani , e che non si può nominare se no ti arrestano.

  32. filo

    Effettivamente questa europa così come è non riesce a dare le risposte adeguate. La velocità con cui le cose accadono ci pone sempre in seconda o terza battuta perchè i leaders europei sono sopratutto interessati a coltivare l’orticello di casa loro (vedi Merkell, Sarkozy ma anche i nostrani non sono da meno). Quello che è successo con la grecia è emblematico, un problema che poteva essere risolto con poche e decise mosse, si è trascinato invece per quasi un anno dando l’impressione di impotenza e incapacità a decidere, il resto lo hanno fatto i mercati che giustamente non guardano in faccia a nessuno. Se ci voltiamo indietro vediamo che i grandi cambiamenti avvengono solo dopo grandi catastrofi, le grandi organizzazione e i grandi impegni degli stati ad avere una entità superiore di controllo e raccordo -soc. delle nazioni-onu-eu- sono nati, almeno nel mondo occidentale, dopo guerre tramende e sanguinose che avvevano devastato i popoli e le nazioni. E’ evidente che in europa siamo ad un punto di stallo, l’integrazione monetaria non è sufficiente ma d’altronde se si vuole procedere oltre bisogna che ogni stato perda ancora di più della propria autonomia per affidarsi agli stati uniti d’europa, ma ancora i tempi non sono maturi. La mia paura e che al posto delle guerre quasta volta si inneschi una crisi economica recessiva a livello mondiale che colpisce sopratutto il mondo occidentale (usa-ue) che dalla 2° guerra mondiale in poi ha vissuto un fortissimo sviluppo ma che negli ultimi 2 decenni non ha saputo rispondere in maniera adeguata ad un fenomeno da esso stesso innescato, la globalizzazione economica e l’avvento delle nuove tecnologie che ha di fatto cancellato le distanze e le barriere infrastrutturali. L’entrata in scena di economie come quella cinese o indiana ci ha colti di sorpresa nel senso che questa enorme massa di persone ben felici di lavorare a costi bassissimi pur di accrescere il loro livello economico e sociale, adesso si sente molto più cosciente di se stessa (è emblematico il secco richiamo della cina agli usa per una politica di bilancio più accorta-ma 5 anni fa chi se lo sarebbe lontanamente immaginato?) e agisce da protagonista a livello mondiale. Le loro economie bastano a loro stesse e non hanno bisogno di finanziare i loro debiti con prestiti internazionali perchè vivono al di sotto dei propri mezzi. Sarò pessimista ma penso che un cambiamento nella politica europea avverrà solo in presenza di questi fattori, mancano le persone lungimiranti e anche se ci fossero non avrebbero quel consenso per realizzare le riforme necessarie, la politica del cortile di casa è troppo condizionante. Non si capisce sennò come possano uscire da un vertice europeo “franco-tedesco” proposte come la tobin tax o quella sulla cancellazione dei fondi strutturali che sono solo parole al vento e vanno solo ad aumentare la confusione già di per se troppo alta.

  33. Sono d’accordo con Oscar Giannino su molte delle critiche che muove alla classe politica europea e italiana ma dissento su un punto fondamentale.

    Dice Oscar :
    “…Perché più divisi siamo, più divisi in Europa come più divisi in Italia, più deboli siamo tutti nel mondo della crescita e del risparmio a guida cinese e indiana…”

    In linea di principio sembra un ragionamento ineccepibile e nobile ma lo ritengo poco o nulla applicabile alla realta’ attuale.

    L’Europa e’ molto (troppo) grande cosi’ come anche l’Italia e’ molto (troppo) grande perche’ si possa parlare di unita’ e sorti comuni.

    Difficile pensare che il benessere dei cittadini tedeschi possa uguagliare in basso il benessere dei cittadini bulgari, o viceversa verso l’alto.

    Stesso ragionamento vale per i cittadini del Nord Italia, rispetto a quelli del Sud.

    Per rimanere in casa nostra, qualsiasi analisi socio-economica seria, intellettualmente onesta e scevra da ideologie patriottarde, non puo’ non giungere alla conclusione che l’unita’ dell’ Italia non e’ gia’ piu’ sostenibile, e lo sara’ sempre di meno in futuro.

    Lo spirito patriottico dovra’ arrendersi e cedere il passo alle ragioni economiche.

    Troppo diversi i costumi, la mentalita’, la struttura sociale e le infrastrutture del Nord rispetto a quella del Sud per immaginare che si possano realizzare l’uguaglianza e l’unità.

    Negli ultimi sessanta anni molte risorse economiche sono state riversate al Sud per cercare di chiudere il divario, senza risultati.

    Ora le risorse sono finite e cio’ che non si e’ riusciti a realizzare in periodi di abbondanza, men che meno potrà essere realizzato in tempi di vacche magre.

    Il Nord potra’ farsi carico della sua fetta di debito pubblico e, una volta liberato dalla “zavorra” del Centro-Sud, grazie alle sue risorse produttive e alla superiore attitudine dei suoi cittadini a “tirare la lima”, sia pur faticosamente, potra’ restare agganciato all’ Euro e al Nord Europa.

    Il resto dell’ Italia potra’ solo uscire dall’ Euro, azzerare il debito con la svalutazione della sua moneta e ripartire dal basso, a condizione che riesca ad annientare la stretta mortale della criminalità organizzata e rinnovare completamente la sua classe politica.

    Quando Bossi dice che l’ Italia e’ finita e che nel futuro vede solo la sua Padania, facendo imbestialire i patrioti, i benpensanti di sinistra e i cittadini meridionali, credo che veda giusto.

  34. Piero

    è inutile prenderci in giro.. l’Europa x 15 anni ci ha costretto ad un minimo di rigore (o meglio = un “minor” lassismo di quello che avremmo fatto in sua assenza)..

    oggi Germania e Francia (che a Banche son mal messi pure loro) non ci pensano neanche a sobbarcarsi gli Eurobond.. ovvero non ci pensano nenche lontanamente a fondere “de facto” i loro debiti con i nostri (mica sono scemi: e noi a carte invertite faremmo altrettanto)..

    è gli Usa straindebitati + di noi ci attaccano con le loro multinazionali finanziarie in successione Piigs piccolo/medio/grosso x far saltare l’Euro quale potenziale rivale del $ Riserva Mondiale ( = Debito che si può non restituire.. ma fino a quando ?)..
    così alzano talmente tanto il costo del salvataggio dei Piigs che la Germania nel “medio” periodo ci caccerà o se ne andrà..

    x quel che riguarda gli Italioti..
    ormai la 20enneale sbornia Berlusconiana è razionalmente finita..
    salvo un 30% di malati molto gravi paragonabili a dei vetero-comunisti..

    un piccolo elenco delle mega-barzellette :

    + Meno Ici Elettorale x Tutti (e la pressione Fiscale è aumentata di 1,5%)
    + Noi siamo quelli che siamo usciti meglio dalla crisi (in 3 anni debito da 104% a 120%)
    + Evadere è Moralmente Lecito (e molti su questo sito concordano)
    + Faccio finta di essere anti-statalista ma poi la spesa Cresce sempre
    + ciliegina sulla torta : in cambio di queste bufale che vi racconto mi concedete il diritto di farmi una moltitudine di leggi x le mie aziende e per i miei processi…

    ORA il CONTO è ARRIVATO…

    ci cacceranno dall’euro..
    paese commissariato..
    default parziale..
    inflazione importata alle stelle..
    crisi economica durussima..
    lotta all’evasione forzata..
    fuga ulteriore di capitali sia generati col nero sia in bianco..
    taglio non solo agli sprechi ma anche allo stato sociale..
    privatizzazioni alle multinazionali (noi resteremo operai e consumatori)..

    con un vantaggio nel LUNGHISSIMO periodo.. con la Svalutazione della Lira Leggera riprenderemo ad esportare contro la Germania che oggi stà x scaricarci…

  35. STEFANO MELLONI

    senti piero ma di che cazzo di evasione stai parlando !!!
    ma ti redi onto che la rpressione fiscale ha oltrepassato il 50 % del pil e , il NOSTRO PIL e’ gia’ rivalutato del 20 % , per tenere conto dell’evasione fiscale !!!!
    Se l’evasione viene calcolata al 20 % del pil , percentuale analoga alle altre grandi nazioni piu’ avanzate economicamente , dove cazzo sta’ questa evasione ???
    Ma poi pensi prorprio che ad evadere sia il piccolo artigiano od imprenditore o professionista ?
    Ma sii realista , l’evasione e’ compiuta dalle grandi aziende sia private che statali ( si ! caro piero anche dalle aziende statali , che costituiscono fondi neri all’estero , come ENI , ENEL , FINMECCANICA , TIRRENIA ,TERNA , POSTE ITALIANE , E LE VARIE MUNICIPALIZZATE ) , per gli iteressi dei soliti noti .
    Quindi dateci un taglio con la favola dll’evasione , perche’ tutte le norme sin qui adottate sono solo uno specchietto per le allodole , come te’ , per depistare dai veri evasori , eper rendere le cose piu’ complicate a tutti noi comuni mortali !!!
    e’ ora che ti svegli COGLIONE tu e chi la pensa come te’ , non avete ancora capito un cazzo !!! continuate a farvi abbindolare dai vari BERSANI , VISCO , VLTRONI e compagnia .
    SENZA UNA RIFORMA FISCALE SERIA CHE PREMI CHI VUOLE STARE IN REGOLA ( LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE PERSONE ) E PUNISCA CHI VUOLE DELINQUERE , NON SI RISOLVERA’ MAI NIENTE .
    SUBITO RIDUZIONE FISCALE CON ALIQUOTA MASSIMA AL 20 % PER LE AZIENDE ( CHE DEVONO AVERE LE RISORSE NECESSARIE PER INVESTIRE SENZA DOVERSI RIVOLGERE AGLI STROZZINI BANCARI ) E ALIQUOTA MASSIMA AL 30 % PER LE PERSONE FISICHE , E CHI SGARRA IN GALERA PER 20 ANNI !!!!!!!!!!
    COSI’ SI RISOLVE IL PRONBLEMA , IN ALTRI MODI NON LO SI TOCCA MINIMAMETE

  36. ivano

    questa è l’italia NEL PRATICO COMMENTO RIPORTATO:
    Io sono morto. Sto scrivendo, eppure so di non esistere. Non esisto perchè a 55 anni sono rimasto senza lavoro, e ho provato a cercarne uno. Da due anni vivo di espedienti, da quando ho dovuto svendere il mio ristorantino per i troppi debiti fatti per pagare le tasse e per un divorzio che mi ha divorato quel poco che avevo. Ma alla mia età il lavoro, che è un diritto dovere secondo l’articolo 1 della Costituzione, è semplicemente un lusso. L’aumento dell’età pensionabile renderà ancora più difficile il ricambio, e, giustamente, bisogna pensare prima ai giovani. Ma un uomo di 55 anni con tanta esperienza ( l’esperienza è un valore ) non lo vuole nessuno. Nessuno è disposto a metterti in regola, ad assumerti o a darti un inimo di garanzie (speranze) per il futuro. E chi non ha un futuro è condannato. Dead man walking…”.

  37. sergio de prophetis

    @ivano

    ciao Ivano
    il problema è condivisibile da molti altri over 50enni,credo che dovremmo creare un’alleanza trasversale per avere forza contrattuale verso gli Amministratori e scambiare informazioni di soprvvivenza tra di noi. Passiamo parola, vediamo se qualcuno tra le organizzazioni esistenti o no vuole iniziare un movimento per permettere agli over 50 di FARE SISTEMA.Siamo tanti, quindi valiamo, quindi combattiamo!auguri per la tua vita, ad ogni modo. 😉

  38. sergio de prophetis

    Salute a lei,
    desidero premettere che un cittadino intenzionato a capire più di economia oggi si trova di fronte ad una impressionante proliferazione di analisi tecniche che passano dal microscopico(lavoro,risparmio) al macroscopico(mercati,investimenti)
    in un pot pourri dove prevale o l’emotività o la fiducia nell’amico “esperto”.C’è un pensiero non detto che suppone che la massa sia solo fonte di ricchezza per “les elites”;ma oggi si vede molta confusione anche tra chi sa,se non forse ai massimi vertici istituzionali. Lei cita le affermazioni dei politici ma essi non sono da tanto tempo scelti e mossi dall’Economia?Quindi sarebbe meglio ascoltare FMI, FED e BCE piuttosto che la Merkel..perchè voi analisti non lo fate esplicitamente? Mi domando e le domando:l’economia occidentale ha perso la sua guida ispirata(elite) oppure siamo di fronte ad una conversione internazionale(ispirata) degli stili di vita dei cittadini d’Occidente? Se l’economia delle Nazioni è importante credo che lo sia anche il senso dell’esistere che nella sua linea filosofica e/o religiosa l’Occidente sembra aver smarrito..non credo che lei viva solo per il suo conto in banca come il popolino..insomma, a mio avviso questo momento di crisi dovrebbe essere anche un’opportunità per un Dibattito su dove va l’Occidente come corpo economico ma anche filosofico.. ogni analisi avrebbe bisogno di dichiarare i presupposti da cui si parte e la linea di credenze su cui scorre il ragionamento tecnico. Altrimenti succede di percepire i commenti sull’economia simili ai commneti post partita di football,tante voci e valutazioni anche impetuose ma alla fine conta dove la palla è andata in rete!Grazie comunque del suo blog di condivisione! S.De Prophetis

  39. franco bellini

    Siamo purtroppo a due passi dalla catastrofe e in un momento come questo siamo guidati da poveri incompetenti:vedi in ordine di importanza Obama,Merkel,sarkozy,Berlusconi.Nessuno che abbia il coraggio di dire e di fare cio’ che serve ,ovvero che lo stato sociale cosi’ come’ alla keynesiana, quindi a debito, non ce lo possiamo piu’ permettere.Nessuno che abbia il coraggio di intervenire sulle banche,restituendo loro il motivo per cui sono nate :la compravendita di denaro e niente altro.Queste cose andrebbero pero’ fatto di concerto tutti insieme visto che il dramma che si sta compiendo accomuna tutti noi occidentali,ben ben accomodati sul titanic.Per quanto riguarda l’Italia ,ascoltando le dichiarazioni di personaggi pubblici assai influenti un giorno si e l’altro pure,mettendo insieme tutte le varie tesserine,sento puzza di colpo di stato,chissa’ vedremo.

  40. Piero

    @STEFANO MELLONI

    l’evasione in Italia è 2° solo alla Grecia..
    lo dicono : Bankitalia + Confindustria + Ocse + Bce + ORA Tremonti e Berluscaiser..
    ma evidentemente tu 6 più intelligente di tutti loro.. oltre che di me 🙂

    è vero.. Bisogna Tagliare pesantemente la Spesa (causa principale del debito)..
    ma questo NON giustifica chi evade come fai tu lasciando tutto il peso sui Dipendenti..
    bensì questo LEGITTIMA a premere xrchè Governi a Parole Liberali taglino veramente..
    invece di alzare di ulteriormente +1,5% pressione fiscale negli ultimi 3 anni come Silvio..

    infine faresti + bella figura a non dir sempre “parolacce” come i bimbi capricciosi..
    perchè bimbo ormai non lo 6 +..

    ciao ciao
    Piero

    PS: hai invece ragione quando dici che grandi imprese evadono/eludono in massa..
    ti 6 però dimenticato di citare quelle dell’Amicone che vanno alle Caiman ed Irlanda 🙂

  41. mentorex

    @ivano
    100% solidale con te.
    Questo paese è uno schifo. Non premia gli onesti e non punisce i disonesti, protegge chi è già garantito (i mantenuti-dipendenti pubblici che non fanno, la maggior parte, niente e rubano lo stipendio) e punisce chi rischia il proprio capitale. Perchè con le ns tasse dobbiamo continuare a mantenere quella gente che senza ne arte ne parte non saprebbe come mangiare? Io conosco gente che durante l’orario di lavoro (pubblico) svolge pratiche per il secondo lavoro oppure, siccome non ha niente da fare, si sta prendendo la laurea studiando durante l’orario di lavoro.
    Che schifo e che sprechi.
    MARIO MONTI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUBITO

  42. Piero

    @ivano

    ciao Ivano.. hai tutta la mia comprensione e solidarietà..
    io sono licenziato da gennaio perchè l’azienda và in Svizzera x non pagar le tasse
    troppo alte in Italia (vedi mio commento a Croce qui sopra)..

    mi sono accorto sempre più che in Italia o cercamo Raccomandati e LeccaPiedi (nel privato come nel pubblico.. x non parlar del parlamento dove da velina o tangentopolista diventi onorevole impunito come se niente fosse)..
    oppure cercano gente da pagar pochissimo licenziabile all’istante ed in cui la professionalità è un optional (ormai il paese è convertito alle produzioni a basso valore aggiunto dove il lavoro è standardizzato e senza merito)..

    così mi sono inventato una mia attività in proprio nel campo della finanza..
    trasformando una forte passione in un lavoro.. grazie a questo campo bene.. molto..
    e pago pure le tasse.. non evado come invece fanno molti inneggiatori di questo sito..

    l’unica cosa che posso fare è dimostrarti la mia telematica solidarietà..
    ed incitarti a continuare a martellare.. senza paura di cambiar mestiere o settore magari andando a far cose che sino ad ieri non pensavi che mai ti avrebbero interessato…

    con grandissima 🙂

    Piero

  43. Gianluca

    Caro Giannino condivido tutto, da anni ritengo che l’Europa stia facendo una politica di stabilità ma di bassa crescita che la farà diventare nel prossimo futuro l’economia che crescerà meno tra quelle mondiali. Russia, Africa, Asia, Americhe, India ci supereranno tutti.

    Purtroppo nel continente (l’Europa) che cresce meno e che è destinato ad avere i suoi cittadini che in futuro avranno uno stile di vita peggiore al passato, l’Italia è il peggior paese per crescita degli ultimi 19 anni (lo dicono i numeri), Italia che è assente sia nell’alzare la voce in Europa sia nelle politiche economiche interne, recessive e distruttive per il futuro del paese, destinato ad avvitarsi su se stesso.

    Gianluca

  44. mentorex

    Caro Oscar, oggi per parlare della situazione italiana a “Nove in punto la versione di Oscar” su radio24 chi hai invitato? Paolo Cirino Pomicino (ministro del Bilancio 1989-1992)! Una delle causa di tutti i mali dell’Italia viene da te invitato per fornire soluzioni alla tragica situazione italiana a cui lui ha contribuito non poco?
    Che delusione! Con il “signor” PAOLO CIRINO POMICINO (governo Forlani e poi Andreotti)CI Fù L’ESPLOSIONE DEL DEBITO PUBBLICO CHE PASSO DA 93% AL 105% del PIL
    Spero sia stata una svista cui potrai rimediare con il prossimo tuo editoriale su questo sito. Non se ne può più di sentire i vecchi politici parrucconi che oltre a essere stati la causa dei nostri mali ora assurgono anche da MENTORE(X) per noi poveri e onesti cittadini.
    MARIO MONTI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUBITO

  45. Pluto

    Ciao Oscar. Oggi sono tornato dalla Calabria.Ho preso la Salerno Reggio calabria finalmente a 4 corsie tutte altamente scorrevoli. Inoltre ho potuto fare una puntatina a Messina; passando sul ponte sullo stretto ci ho messo 12 minuti. Un mio amico è venuto a trovarmi e con il treno ad alta velocità, ha fatto Milano Reggio in 6 ore. In oltre in calabria tutti lavorano perchè in Italia si sono creati un milione di nuovi posti di lavoro e tutti conoscono l’inglese (per via delle tre i)….
    Perchè scrivo questo? Non sono impazzito…. Ti ricordi le promesse fatte? e le enfatizzazioni dei giornali… Ogni balla che veniva raccontata in questo dannato paese ha sempre trovato un’eco mediatica smisurata e smisuratamente acefala…..I danni della politica sono mostruosi ma…. i giornalisti serventi del potere, acefali, senza capcità di critica hanno aiutato a portare il paese dove è adesso….
    Se i giornalisti ritengono di poter fare qualcosa per questo paese che abbiano il coraggio di dire le cose come stanno.dite ai politici ignoranti che sono degli ignoranti..fate vera informazione a vantaggio dei cittadini ingenui che credono ancora a quello che viene propinato da politici che manipolano giornalisti corrotti e para…..!

    La gente prutroppo in questo paese continua a credere alle favole….Il problema del meridione non si risolve se la gente meridionale che vive in meridione non prenderà coscienza di quale è la vera condizione meridionale……I meridionali sono bravissime persone grandi ed onesti lavoratori ma il meridione deve imparare a rispettare le regole che vigono in uno stato civile…Iniziamo dal rispetto delle regole e da una scuola seria e non artata, il resto piano piano verrà….Smettiamola di andare in meridione a fare promesse assurde perchè i meridionali ci credono e se le aspettano….Lo so bene che quando si dice la verità in questo paese si viene tacciati di disfattismo…infatti di ottimisti per partito preso , veri o falsi, che ci credevano o che facevano finta di crederci, ne abbiamo avuti a quintali in questi anni, ed il apese è arrivato dove lo vediamo…!!
    Gli ottimsiti dalle facili promesse hanno sempre usato il meridione per testare se le loro capacità oratorie avessero presa su una popolazione che da sempre ha vissuto di promesse mai o poco mantenute……Basta promesse al meridione… impegni seri e sostenibilità…. che i meridionali scelgano i politi che preferiscono ma ai politici meridionali togliamo sussidi e prebende personali …altrimenti andranno avanti per sempre a promettere miracoli ai loro ingenui elettori mentre i soldi li useranno per i loro interessi….

  46. Alberto

    Caro Mentorex, tutto vero. Peccato però che Pomicino abbia fatto la figura del gigante in un paese di bambocci. Avercene oggi di Pomicini …

  47. giampaolo

    Caro Giannino,
    sono totalmente d’accordo con te, solo un appunto anche tu stai leggero nell’analisi e nella terapia, forse non vuoi farti troppi nemici.
    Tu sai benissimo che:
    stiamo blaterando da mesi du come portare il bilancio in pareggio, che tutto sommato è l’operazione più facile da fare . se non hai i soldi non spendi.
    L’accelarazione di questa operazione, porterà al pettina con un anno di anticipo il problema vero . L’abbatimento del debito di almeno il 30% e subito.
    Tutti sappiamo benissimo che abbatere il debito con la crescita è pura teoria, perchè in Europa e in Italia una crescita costante del 3/5%, a tassi invariati per lameno dieci anni consecutivi è pura fantascienza.
    Per cui o si mette mano ad operazioni da economia id guerra o ci sarà una catastrofe sicura.
    Per cui ci vuole qualcuno con il coraggio di andare a Berlino per dire o rinegoziamo 300/400 miliardi di debito emettendo buoni del tesoro a 50 anni, con i primi dieci anni di grazia, (come fece la Germania dopo la prima guerra mondiale) o andiamo in default come l’Argentina e voi con noi. E accettano.

  48. Emilio46

    @ivano
    Mi spiace veramente per lei.
    Dalla sua disavventura traggo una considerazione generale
    Ho avuto la fortuna di non trovarmi mai nella sua situazione. Perciò penso che la mia opinione possa ritenersi spassionata.
    Effettivamente non ho mai capito perché ad una certa età (una volta era 50 anni, ma si sta velocemente abbassando) ci si possa trovare fuori dal mercato del lavoro. Mi sembra che sia, a dir poco, non lungimirante farsi influenzare solo da fattori economici (i giobani costano meno) trascurando quanto può valere l’esperienza, anche in termini monetari.
    Scrivo “anche in termini monetari” perché, in assenza di persone rodate negli anni, i giovani imparano molto più lentamente e non sempre compiutamente. In altre parole la “qualità aziendale” si abbassa con tutte le conseguenze del caso.
    Ad occhio, poi, che i giovani costino molto meno è solo un fatto contabile: in realtà è un’illusione, perchè il loro training non è a costo zero, senza considerare che una persona d’esperienza ha un curriculum vitae valutabile, uno junior è sempre un’incognita.

  49. Emilio46

    @Mirko
    Francamente i suoi amici tedeschi mi sembrano un poco eccentrici, affermando che
    se loro se avessero dei politici come i nostri preferirebbero che le scelte strategiche fossero governate da altri paesi.
    Lasciando perdere, solo per brevità, i loro scandali, non mi pare che attualmente siano governati da giganti, tanto e vero che non pare abbiano loro stessi una grande opinione della Merkel.
    Mi pare che di novelli Adenauer non se ne vedano all’orizzonte, e ciò per noi, per gli Usa, per la Francia, per l’Inghilterra, ecc.
    Quanto al resto sarebbe bene che guardassero in casa loro. Ricorderò per sempre quanto dettomi da un dirigente di un impresa edile quando per lavoro frequentavo la Germania. Costui sosteneva che anche là cera mafia, intendendo con questo non cosche italiche, ma l’impossibilità di scegliere in libertà i subfornitori.
    Tutto ciò scritto da uno che, per provocazione, ritiene opportuno dichiarare guerra alla Svizzera e poi arrenderci immediatamente.

  50. Emilio46

    Egregio Oscar Giannino,
    questa volta il suo articolo non mi convince appieno.
    Concordo che non si debba mettere la mordacchia ai mercati: Dio ci scampi da un’economia dirigista che ha fallito dovunque, con qualunque credo politico. Però è necessario metter loro qualche paletto. Da Plauto in poi è opinione comune, verificata nei fatti, che homo hominis lupus.
    Probabilmente è vero che ci vorrebbe più Europa, ma sicuramente non questa, che altro non è che una camicia di forza fatta indossare a paesi con storie, usi, tradizioni, Weltanschauung ed economie assolutamente diverse e spesso divergenti.
    Piccolo inciso. Mi piacerebbe conoscere la sua opinione sul perchè, non solo qui in Italia, ma nella gran parte dei paesi UE si sia deciso di rinunciare a porzioni non modeste della propria sovranità senza consultare i cittadini. Non pare che si possa sostenere che la Costituzione UE fosse particolarmente amata dove è stato fatto un referendum, con l’aggravante dell’ignobile idea di ripetere quelli che avevano avuto esito negativo, dopo un pesante imbonimento affinché il loro risultato mutasse. Non è un caso di politica dirigista o, forse, asservita a ben precisi interessi?
    Tornando all’Europa, non concordo sui montanti compensativi. In linea di principio le sue affermazioni sono esatte, ma in pratica sono una perniciosa utopia: preferisco la filosofia del self made man. E’ sicuramente vero che la colpa debba essere addebitata alla pochezza dei nostri politici (con l’eccezione di Marcora, che se ne intendeva e che giocava anche pro domo sua, essendo un importante allevatore del mantovano e di Zaia che, finalmente, ha battuto i pugni sul tavolo) ma, per quanto riguarda l’agricoltura, questi montanti si sono risolti a favore di economie forti e sono stati un grosso spreco. Mi spiego. Per ciò che riguarda l’allevamento bovino hanno favorito economie forti (Germania e suoi satelliti) condannandoci, ovviamente anche per la nostra insipienza, a non essere autosufficienti in questo campo, con ovvie ripercussioni su quello dei suoi derivati. Per contro, proprio a causa dei montanti compensativi, si è assistito per lunghi anni all’indecoroso scempio di pomodori ed agrumi. Del resto ai paesi suddetti questi prodotti poco interessavano in termini di concorrenza: mi pare improbabile che si possano coltivare sul mar del Nord o su quello Baltico. Tra l’altro questa situazione è ed è stata una costante. Rammento bene la dichiarazione di un ministro italiano che, dopo la firma del trattato di Nizza, asseriva che solo noi non avevamo avanzato richieste in nome del superiore sogno europeo, mentre tutti gli altri avevano condotto un estenuante mercato delle vacche, per ottenere i maggiori benefici possibili. Posso ritenere che quel signore fosse uno sciocco?
    Quanto scritto sulla camicia di forza europea può essere traslato tranquillamente per l’Italia, L’attuale schema statale è una pesante e controproducente costrizione.
    Quanto alla questione meridionale, bisogna intendersi. Il sud italiano è tagliato fuori dai grandi traffici europei. Una sua industrializzazione tipo Italsider di Taranto è pura follia. Si può pensare solo ad industrie/servizi ad alto livello tecnologico (a Catania esiste, forse esisteva, una software house molto apprezzata all’estero), che però non possono comportare la creazione di tantissima occupazione. Per il resto credo più ad agricoltura (e suoi derivati) e turismo, essendo, da questo punto di vista, quelle terre benedette dal cielo. Tuttavia esiste un nodo fondamentale. Conosco abbastanza il meridione ed il Molise come le mie tasche. Se non si cambia mentalità e si aspetta che tutto arrivi dallo stato, pretendendolo pure, non si va da nessuna parte. Per mia diretta conoscenza, so che il benessere lombardo è nato dall’indotto creato dalle grandi industrie negli anni ’60. Da questo punto di vista la Fiat di Termoli è una cattedrale nel deserto.
    Alla fine un’ipotesi che, forse, attiene al filone catastrofistico, e però mi attanaglia. Non è che esiste una spiegazione abbastanza semplice per tutto ciò che sta avvenendo? Cioè che siamo alla fine di una civiltà. Dopo tutto la nostra ha pressappoco settecento anni, periodo non breve se confrontato con quello di altre e considerata l’attuale velocità dei cambiamenti. Alla fin fine la parte occidentale dell’impero romano è collassata perchè i suoi cittadini non volevano più svolgere certi compiti e si è dovuto rimpinguare abbondantemente le legioni con elementi stranieri, i cosiddetti barbari, che di certo non avevano orgoglio di appartenenza, il famoso cives romanus sum. E’ vero che dall’apice dell’impero alla sua scomparsa in occidente sono passati oltre tre secoli, ma da un lato non penso ad un crollo per domani, dall’altro, come ho scritto, ora tutto è più veloce.

  51. assunta normale

    Caro Oscar,
    le regioni italiane sono a tutt’oggi e di fatto diverse tra loro sotto tutti i punti di vista, esiste soltanto una unità statuale che non è necessaria. Lo stesso dicasi per l’unione europea, che ricalca la situazione dell’Italia, in quanto a diversità degli elementi che la compongono. Il punto è uno solo : i sentimenti delle persone. Se non c’è stima e rispetto reciproco, allora si deve sciogliere l’unione statuale. Abbiamo provato per 150 anni lo stato italiano, se ora molti componenti di questo stato non vogliono acconsentire a farlo vivere per il futuro, che c’è di sbagliato ? Io sono napoletana e negli ultimi 7 anni ho vissuto prima in Veneto e poi in Emilia-Romagna; le assicuro che per me è stato come vivere all’estero, perchè c’è un clima di : risentimento, fastidio, chiusura mentale, esclusione, disprezzo (quest’ultimo a causa della crisi dei rifiuti). Lei si focalizza troppo sul lato economico, o meglio non scarichiamo sull’economia la nostra mancanza di buoni sentimenti, la nostra mancanza di educazione civica, non è che lo sviluppo economico ci guarirà : il Veneto e l’Emilia non sono certo sotto-sviluppati, eppure sono mal disposti verso la gens napoletana. In conclusione, penso che potrebbero essere ripristinati gli stati italici peninsulari, mentre Sicilia e Sardegna dovrebbero lasciare del tutto la connotazione italiana e ri-definirsi stati del mediterraneo.
    Cordiali saluti
    Assunta Normale

  52. assunta normale

    @CLAUDIO DI CROCE
    Ciao Claudio,
    ho appena letto il tuo commento del 19 agosto scorso. Io ne ho scritto uno ieri che ha lo stesso contenuto del tuo e aggiungo : non è lecito parlare di integrazione, piuttosto bisogna parlare di e praticare la collaborazione. La collaborazione implica che le differenti popolazioni abbiano la stessa dignità umana, seppur con capacità diverse. Mentre l’integrazione implica che alcune popolazioni abbiano minore dignità rispetto ad altre e che per questo debbano adottare i comportamenti dei popoli ritenuti superiori. Cosa ne pensi ?
    Assunta Normale

  53. assunta normale

    @STEFANO MELLONI
    Ciao Stefano,
    ho letto il tuo commento del 20 agosto scorso a proposito dell’evasione fiscale e non lo condivido. Un mio parente svolge una piccola attività artigianale in provincia di Napoli e mi ha mostrato la fattura del suo commercialista : recava la data del 1° settembre, numero progressivo 56, che vuol dire che dal 1° gennaio al 1° settembre quel commercialista ha emesso solo 56 fatture. Però questo mio parente sa che quel commercialista ha qualche centinaio di clienti. Da ciò io ne deduco che quel commercialista stia occultando i suoi ricavi. Tu cosa ne pensi ?
    Assunta Normale

  54. MARCO63

    gentilissimo dottor Giannino vengo subito al punto:
    sono stupito e infastidito ( a dir poco) che il ministro del Tesoro ci voglia dare lezioni……………..
    e che la cosa provenga dal paese da cui è partita la doppia mega-crisi dal 2007 (prima finanziaria e poi economica) che stiamo subendo a carissimo prezzo !
    Parla proprio poi lui,
    il Geithner, che proviene dai “wallstreet (furbetti) boys”, è un ex-Citigroup se non sbaglio …Obama si doveva tenere Paul Volcker se ne avesse avuto il coraggio o la forza.

    L’Europa ce la farà, io nonostante tutto resto fiducioso.
    un saluto cordialissimo
    Marco63, da roma

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