14
Ago
2011

Vedi alla voce Stato di polizia tributaria

Questo è un breve aneddoto autobiografico, una testimonianza molto attuale sul livello di trasparenza della nostra amministrazione finanziaria. Tra il 2008 e il 2009, il sottoscritto ha accumulato un reddito molto modesto da collaborazioni occasionali, lavoro autonomo, cessioni di diritto d’autore ecc.. Com’è noto, in questi casi, il prelievo fiscale avviene alla fonte, con una ritenuta d’acconto del 20%. Nel mio caso, però, quelle ritenute d’acconto non erano dovute. Quando non si supera una certa soglia d’imponibile, lo Stato generosamente concede al cittadino contribuente di chiedere il rimborso delle imposte previamente pagate all’Agenzia delle Entrate. Ed è qui che il contribuente da cittadino diventa suddito.

Ad oggi, infatti, non v’è alcuna chiarezza normativa in merito all’iter esatto per ottenere un credito d’imposta di questa natura. Istanza di rimborso o dichiarazione dei redditi? Un anno fa, consigliato da un eminente tributarista della mia facoltà, ho scelto di procedere all’istanza di rimborso, elencando i compensi e le ritenute d’acconto per i periodi 2008 e 2009. Ho presentato l’istanza il 1 luglio del 2010. Poco prima di Natale ho ricevuto una telefonata dall’Agenzia (fatto di per sé più unico che raro), nella quale il funzionario del fisco mi informava che l’istanza non poteva purtroppo essere accolta. “Come mai?” – domando sbalordito – “Ho forse dimenticato di allegare qualche documento all’atto della presentazione?”. “No, no – mi risponde con estrema calma il burocrate – la documentazione è in ordine. Il fatto è che il mio capo è dell’avviso che sia necessaria la compilazione dell’UNICO… Sa com’è, non c’è chiarezza. Alcune sedi decidono in un modo, altre in un altro… Fosse per me, sarebbe tutto in ordine… Però comunque può fare ricorso alle commissioni tributarie o presentare la dichiarazione in ritardo con il pagamento di una piccola penale…”. Devo ammettere che lì per lì non ho afferrato la gravità della situazione. In pratica, l’Agenzia mi stava comunicando che l’esito positivo di una pratica fiscale dipende dall’umore mattutino dell’esattore che la prende in consegna. Di mettermi a fare ricorso alle commissioni tributarie per una somma di poco superiore ai 500 euro non ho avuto né tempo, né denaro, né voglia. Così anche io ho contribuito a regalare allo Stato italiano un po’ del mio reddito. Ora, nel mio caso, la somma è davvero irrisoria. Ma se fossero stati 3000 o 4.000 euro? Immaginate la frustrazione e la rabbia di un onesto contribuente che per riavere il suo denaro deve impiegare nuove energie e altri quattrini, senza alcuna certezza di poter alla fine rivedere quanto gli spetta. Ecco perché in questi giorni, nel guardare lo spot antievasione realizzato dall’Agenzia del signor Befera, ho provato un forte prurito alle mani…

 

Update 31/08/2011: Quest’anno ho presentato la dichiarazione per il periodo d’imposta 2010. L’ho fatto il 16 agosto scorso e nello stesso tempo ne ho approfittato per chiedere lumi sul mio rimborso respinto in passato. L’impiegata addetta ai rimborsi diretti non ha saputo darmi lumi e ha manifestato dubbi. Nel corso di una telefonata che ho ricevuto qualche giorno fa, il dipendente che mi aveva annunciato la lieta novella nel dicembre scorso mi ha comunicato che: “Toh, è cambiato il capoteam. Il capoteam la pensa in maniera diversa dal precedente. Quindi lei ha diritto al rimborso”. Apperò. Della serie: se non avessi fatto caciara e se (bontà sua) il capoteam fosse rimasto dell’avviso del precedente non avrei beccato il picco di un quattrino. La sostanza non cambia. Sempre di arbitrio e improvvisazione stiamo parlando…

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33 Responses

  1. Alberto

    Di episodi ne posso raccontare qualcuno anch’ io, come quel mancato recupero di una tassa di successione pagata in più su un piccolo box, per errore, pari a circa 400 euro che ho lasciato nelle mani del fisco perchè troppo difficoltoso recuperarla o la presentazione di documentazione di appoggio per giustificare le detrazioni o deduzioni, richieste dopo 5 anni e che l’ amministrazione dovrebbe avere, perchè ha rilasciato lei stessa il numero di protocollo, o relative a contributi INPS versati e scaricati e che una amm.ne efficiente dovrebbe già avere ma che non ha per sua esclusiva responsabilità dato che l’ INPS, più volte ha tentato senza successo di mettere i suoi file a disposizione di AG. Entrate; forse oggi il collegamnto esiste, ma non ci giurerei.
    Altri casi ce ne sono a iosa, come si può vedere ovunque nei media ed sulla rete e questa situazione perdura con questa gravità da almeno 20 anni, diciamo dal governo Amato del ’92, non che prima non ci fossero situazioni pesanti, ma da allora queste cose sono di routine.
    Io credo che l’ unico modo per uscirne sia quello di una rivoluzione basata sulla trasparenza e sulla semplificazione dell’ imposizione e quindi sul rovesciamento del rapporto tra contribuente e fisco, nel senso che il controllo deve essere propedeutico alla dichiarazione dei redditi e non successivo; ogni altra strada, inclusa un’ autority di controllo sull’ attività dell’ amm.ne fiscale secondo me,non migliorerebbe i rapporti tra le parti.

  2. erasmo67

    Facciamo un patto tra italiani.

    I lavoratori autonomi per tre anni pagano tutte le imposte dovute a questo sistema sanguisuga, ridefiniamo la base imponibile e ricalcolaiamo le aliquote sulla base della nuova base.

    Intanto lo stato dimagrisce un po’ e l’extra gettito lo usiamo per ridurre il debito pubblico.

    Ma senza il primo passo non si va da nessuna parte.

    Cari lavoratori autonomi : CI STATE?

  3. @Alberto
    Alberto, sfondi una porta aperta…
    @erasmo67
    Erasmo, non è tutto così facile. Anche se è sicuramente vero che l’evasione si annida tra i lavoratori autonomi, bisogna anche ricordare che i lavoratori autonomi che evadono non sono mica tutti ricconi con la villa in Sardegna… Spesso e volentieri evadere diventa una necessità per poter continuare a tirare la carretta.. Senza contare che molti di essi, soprattutto nell’ultimo periodo, hanno dichiarato in tutta onestà meno di 20.000 euro annui. Alcuni sopravvivono con il patrimonio che hanno messo in cascina negli anni di vacche grasse…

  4. Francesco

    L’unico modo economicamente sostenibile di combattere l’evasione fiscale è quello di rendere la pressione fiscale compatibile con la sopravvivenza di chi le tasse le paga tutte. Mi sembra invece che si operi nel senso opposto e cioè di aumentare a dismisura l’imposizione con il presupposto che gli autonomi siano tutti evasori. Il risultato è che chi può continua a evadere, chi non può o scappa o smette di lavorare. Quanto al rapporto suddito-esattore, questo è pienamente in linea con le tradizioni storiche di questo paese

  5. ateo92

    Caro Giovanni non per farti incazzare ulteriormente ma, in tema di discrezionalità dell’atto amministrativo, ti invito a leggere l’articolo apparso sulla pagina di Palermo della Repubblica del 14 Agosto..7 lsu assunti per concorso alla Regione Sicilia sono stati licenziati in quanto in fase di concorso avevano presentato documenti falsi…Ma poi con discrezionalità dell’ufficio del personale della regione sono stati riassunti a tempo determinato in quanto l’ufficio del personale ha riconosciuto la loro “buona fede” e poi a detta delal regione. la normativai n tema di lsu è scarna e lascia spazio ad ampie interpretazioni.. Come vedi , s empre di discrezionalità si tratta..I tuoi mancati rimborsi, non dovuti per l’interpretazione discrezionale del funzionario che ha gestito la tua pratica, sono finiti a pagare parte degli stipendi, che discrezionalmente un altro funzionario della regione Sicilia ha deciso di attribuire ad altre persone…..Qui custodiet ipsos custodes?

  6. Andrea75

    Secondo me il problema non è il funzionario di turno o l’impiegato. Il problema è la normativa: abbondante, contorta e contraddittoria. E questo non solo in campo tributario. È presente in tutti i settori della vita dei cittadini perché il legislatore, ergo Stato e Regioni, parlamentarie consiglieri e assessori, quando emanano un nuovo provvedimento non si preoccupano di armonizzarlo con la legislazione vigente. E così si creano buchi e incertezze interpretative, nei quali la pubblica amministrazione alle volte ci sguazza!

  7. @ateo92
    E’ evidente che si tratta anche di un problema di cultura, assai specifico del nostro paese. Ma negare che le norme tributarie sono un guazzabuglio e che “sapendo ben maneggiarle nessuno è reo e nessuno è innocente” mi sembra fuori dal mondo. Il principio di fondo dovrebbe essere che il favor nei confronti del contribuente, senza se e senza ma.

  8. vito

    @erasmo67
    evidentemente tu non sei un lavoratore autonomo, altrimenti non verresti a sindacare su come i lavoratori autonomi pagano le tasse. Ma lo sai che c’è una buona fetta di lavoratori dipendenti che sono altrettanto evasori? facciamo un esempio banale ma non esaustivo: il DIPENDENTE STATALE Pierino ha uno stipendio “sudato” di 6 ore per 6 giorni a settimana di 2000 eur nette… che ovviamente con sacrifici e rinunce mette anche da parte come fanno tutti gli italiani; quindi pierino dopo un pò viene a trovarsi con un bel gruzzolo in banca che investe magari acquistando una casa al mare… però questa casa non la usa mica x andarci lui al mare eh no… la affitta A NERO a 2000 eur a settimana a i signori turisti che ogni anno vengono a fare vacanza e imbrattare i luoghi…. A NERO hai letto? costui non è un lavoratore autonomo eppure EVADE LE TASSE perchè dovrebbe includere questi redditi (8000*3 mesi=24000 eur lorde che a casa mia significano 12000eur di tasse evase L’ANNO!!!!!!!). Come questo ci sono tantissimni altri casi di evasione di gente che ha doppi e tripli lavori sui cui non paga ne tasse ne contributi ecc ecc. Dobbiamo finirla una buona volta di fare l’equazione “lavoratore autonomo”=evasore, ci sono una miriade di casi di evasione e la AE manco le considera tutte semplicemente perchè non ha i mezzi per farlo e anche perchè la legislazione italiana è quanto di più inefficiente sul punto. Non parliamo poi di quegli altri casi in cui gli imprenditori/lavoratori autonomi anticipano imposte al fisco in attesa di pagamenti della PA medesima…. altro caso emblematico di una amministrazione finanziaria che è un carrozzone di mangiapane a tradimento: ovvero io son un fornitore della PA con regolare appalto o contratto o come la vuoi mettere la metti, in ogni caso c’è che io faccio fattura e l’amministrazione impiega anni per pagartela.. in quelo caso su quella fattura io però le imposte le devo pagare sempre e comunque o pagata o non pagata. E che faccio gli atti alla PA che mi prendo le scrivanie? e che me le faccio? Di vero c’è solo che abbiamo un fisco vorace che si copre di ridicolo ogni giorno che passa. Adesso se ne sono venuti con lo spot con l’effetto di aizzare ancor di più (se ancora ve ne fosse bisogno) la popolazione contro gli imprenditori (che sono il vero motore dell’economia in quanto sono loro e non i politici che creano lavoro, spesso indebitandosi), mentre quei soldi li avrebbero ben potuti utilizzare per potenziare l’educazione civica che comprende anche l’educazione del cittadino alla contribuzione alle spese in relazione alla propria capacità contributiva. La realtà è che siamo governati da un bel pò da una manica di ignorantoni e imbecilli sia a destra che a sinistra.

  9. Giuseppe D'Andrea

    Vi dico solo che gli studiosi hanno espresso forti critiche sull’articolazione del diritto amministrativo e sull’operato dei legislatori che tendono a complicare le cose invece di chiarificarle. L’ingresso della normativa europea (obbligatoria) ha prodotto qualche risultato positivo, ma restano ampi settori “oscuri” di cui nessuno si occupa.

    Si parla sempre di voler “rivoluzionare” lo stato e tutti pensano alla costituzione, basterebbe riformare il diritto amministrativo e quello tributario per fare una vera e propria rivoluzione, senza toccare una virgola dalla costituzione.

  10. max

    @erasmo67
    io che lavoro solo per aziende, sono necessariamente nella condizione di pagare tutto: TU HAI LA MINIMA IDEA DI COSA SIGNIFICA? mi permetto di pensare che non ne hai neanche la lontanissima percezione … e continui a pensare che uno stato che spreca 800 miliardi all’anno abbia necessariamente bisogno di ulteriori entrate… questo è veramente micidiale… Comunque, non ci crederai, lo so già , ma lo stato si incamera più del 65% dei miei introiti…. capirai che se potessi manderei lo stato e quelli che pensano che il punto sia dare più risorse allo stato stesso, affan..bicchiere

  11. @erasmo67
    io che lavoro solo per aziende, sono necessariamente nella condizione di pagare tutto: TU HAI LA MINIMA IDEA DI COSA SIGNIFICA? mi permetto di pensare che non ne hai neanche la lontanissima percezione … e continui a pensare che uno stato che spreca 800 miliardi all’anno abbia necessariamente bisogno di ulteriori entrate… questo è veramente micidiale… Comunque, non ci crederai, lo so già , ma lo stato si incamera più del 65% dei miei introiti…. capirai che se potessi manderei lo stato e quelli che pensano che il punto sia dare più risorse allo stato stesso, affan..bicchiere

  12. Marcello Mazzilli

    RITENUTE D’ACCONTO. Ogni anno pago a collaboratori vari circa 10.000 euro in ritenute d’acconto.. Ciascuno di essi prende poche centinaia di euro. Sono tutti studenti che fanno piccoli lavoretti per me. Nessuno di loro presenta istanza di rimborso ne tantomeno l’Unico.. Mi domando quanti soldi faccia lo stato in questo modo e se qualcuno si è mai preoccupato di calcolarli.. in un paese serio questi soldi dovrebbero venire rimborsati IN AUTOMATICO ! Semplicemente il lavoratore che ha guadagnato un lordo inferiore alla soglia di tassabilità dovrebbe ricevere a casa un assegno dell’agenzia delle entrate.

  13. Federico

    Suggerisco a Giovanni di segnalare la questione al Garante del Contribuente competente: forse si muove qualcosa anche se il Garante e’ un po’ di parte. Se proprio non ci riesci scrivimi a vrgrife@Alice.it che ti faccio la dichiarazione per ottenere il rimborso.

  14. Angelo

    @Federico il punto non è il rimborso di tizio ma il fatto che detto rimborso (previo controllo ovvio) deve essere restituita in automatico o con una semplice richiesta in autocertificazione al massimo (con PEC).I governanti e la AE non lo fà in quanto maggiori introiti maggiori premi di produzione per i dipendenti è chiaro il concetto?Questi si pappano la percentuale…

  15. Emilio46

    Di aneddoti “divertenti” su come lo stato ed i suoi rappresentanti intendano il rapporto con il cittadino-servo della gleba ce ne sono tanti. Di uno sono stato protagonista, meglio vittima, io.
    Anni or sono ho sbagliato una sottrazione nella compilazione del 740 ed ho dichiarato di essere in credito d’imposta di circa 1.200.000 lire. In realtà sempre in credito ero, ma solo di circa 1.000.000 lire.
    Orbene, nel giro di un anno, lo stato ha preteso le 200.000 lire derivanti dalla differenza delle somme sopra scritte, ovviamente aggiungendo interessi di mora (quale?), multe e balzelli assortiti, per fortuna non la tassa sul macinato. In altre parole un mio debitore ha preteso ulteriori soldi da me.
    Poi, con molta calma, circa cinque anni dopo, lo stato mi ha reso il 1.200.000 con gli interessi, ovviamente quelli legali, allora addirittira inferiori a quelli di un deposito di conto corrente bancario.

  16. mentorex

    Fra un pò, per far cassa, metteranno l’ICI pure su loculi e cappelle.
    Che ridere! In Italia non siamo padroni di niente, il nostro maggior socio e lo STATO che spende e spande ciò che noi faticosamente mettiamo da parte.

  17. Ste

    Un veloce episodio, significativo: il Comune di Milano riconosce a chi abita da single la riduzione del 30percento della TARSU, nel mio caso 22 Euro. All’arrivo della cartella di Equitalia l’importo dovuto è quello intero. Chiamo in Comune, dicono di aver sbagliato, chiamo Equitalia che però ha ricevuto ordine di riscuotere la somma completa e non può accettare pagamenti parziali (minacciando il pignoramento dell’auto!) nemmeno a fronte della presentazione in originale di comunicazione di rettifica da parte del Comune di Milano. Morale: i 22 Euro che ho generosamente anticipato alla Moratti nel 2009 per evitare qualunque noia con Equitalia sto ancora aspettando di riaverli da Pisapia… Chissà, forse dopo l’Expo…

  18. Federico

    @Angelo Sono d’accordo con te, caro Angelo. Il mio voleva essere solo un aiuto in questo stato di polizia tributaria che oggi Prodi vuole aumentare non facendo alcun cenno all’eccesso di spesa pubblica: sara’ forse perché e’ necessaria per pagare le sue pensioni?

  19. Giorgio

    @vito
    Per non parlare di quell’esercito di colf e badanti pagate rigorosamente in nero. Tutte dai lavoratori autonomi? E se proprio vogliamo mettere i puntini sulle “i”, se evadere le tasse è un furto ai danni della collettività, lo è anche “evadere il lavoro”, nel senso di passare la giornata a grattarsi la pancia o in giro a fare la spesa e percepire comunque uno stipendio da parassiti, ben consci che il lavoro non svolto ricadrà sul groppone di qualcun altro.

    Per questo l’atteggiamento reiterato del “cari lavoratori autonomi” lo trovo irritante e inutilmente provocatorio. Ciascuno guardi in casa propria e faccia la sua parte, senza rivolgersi sempre a qualcun altro con fare inquisitorio, come per volergli implicitamente appioppare tutte le responsabilità di quel che non funziona.

  20. Francesco Lorenzetti

    Caro Giovanni, questa volta devo fare l’avvocato del diavolo… se ricordi mi chiedesti un consulto tempo fa, e io ti risposi esattamente come quel funzionario. Come puoi chiedere un rimborso per un credito fiscale se non dimostri di essere effettivamente a credito presentando una dichiarazione dei saldi attivi e passivi?

  21. Hai ragione, anzi. Tu mi rispondesti: fai la dichiarazione. Punto! E’ che mi son lasciato condizionare dal mio prof di diritto tributario. Per il resto, io rimango convinto che quando si è sotto il minimo imponibile presentare la dichiarazione sia controintuitivo. Siccome ha valore di autocertificazione, deve pur valere anche un’istanza di rimborso.

  22. Marcello

    ma evasori de che? la Svezia “vanta” un tasso di evasione del 21%, noi del 23%.
    Se diventassimo virtuosi come gli svedesi il gettito fiscale aumenterebbe di appena il 2% del PIL… e come sarebbe usato questo ulteriore gettito, secondo voi? per abbassare le tasse o per aumentare gli sprechi?

  23. Marcello

    io pago il 20% perchè se pagassi di più sarei fuori mercato, e dovrei chiudere o licenziare. Quando lo stato mi chiederà il 20% sarò in regola e smetterò di evadere.

  24. Silvano

    buon giorno a tutti !!
    scusate la mia ignoranza, avrei una domanda da fare !
    queste agenzie che calcolano con assoluta precisione l’evasione in centinaia di miliardi di euro, e ci tormentano tutti i giorni con questi numeri impressionanti, possibile che sappiano quanti sono, e non sappiano chi sono gli evasori ???, non saranno per caso gli amici degli amici della casta ??.

    oppure è un alibi per poter infierire sui piccoli artigiani e commercianti “e far pagare loro quanto dovuto da altri”?.
    che in alcuni casi non anno neanche i mezzi e la forza per potersi difendere e pagano il pizzo in silenzio !!.
    tutto questo nella totale indifferenza delle associazioni di categoria, che sono complici di tutto quanto sta’ accadendo sacrificando uno o piu’ ! piccoli che a loro rendono poco, e salvare altri piu’ grandi che a loro rendono di piu’ ?

    Grazie per lo spazio concesso !
    cordiali saluti

  25. L'Olandese volante

    Non c’è nè mancanza di trasparenza nè altro, semplice incompetenza del dirigente che avrebbe dovuto firmare il rimborso.
    Se un soggetto non ha l’obbligo di presentare il Modello Unico, l’obbligo non sussiste punto e basta, neanche se è a credito.
    In questo caso, la presentazione della dichiarazione diventa un onere (il soggetto la presenta, il sistema vede che va a credito e gli liquida in automatico il rimborso).
    Se non presenta la dichiarazione (perchè non ne era obbligato) la strada corretta è quella della istanza di rimborso nel termine previsto per i versamenti di imposta in eccesso (48 mesi): il versamento in questo caso non l’ha fatto direttamente il contribuente, ma il suo sostituto, ma la questione non cambia: l’imposta non deve essere incamerata, ma va restituita al contribuente che non ha alcun debito verso l’erario.Detto da un che all’Agenzia delle Entrate ci lavora.
    E se le norme sono scritte da cani, è perchè abbiamo legislatori incompetenti.A questo punto non resta che il buon senso di che le norme le applica.

  26. L'Olandese volante

    e per favore il titolo “stato da polizia tributaria” non c’entra nulla col suo problema..Gli italiani non sanno nemmeno cosa è uno stato di polizia, figuriamoci di polizia tributaria..

  27. FEDE

    UNA DOMANDINA A TUTTI…..OGGI COME OGGI,CONSIGLIERESTE AD UN FIGLIO,AD UN FRATELLO O PARENTE DI APRIRE UNA ATTIVITA’ IN PROPRIO??????

  28. silvano

    @FEDE
    Assolutamente no!
    io gli consiglierei di fare il ladro almeno godrebbe di un minimo di rispetto.
    oggi come oggi chi fa l’artigiano o commerciante è considerato peggio di uno che và a rubare tanto vale fare il ladro.
    consigliare oggi ad un giovane di aprire una qualsiasi attività equivale a condannarlo a lavorare una vita per “tutti” i parassiti che ruotano attorno al mondo del lavoro, vedendosi nel tempo rapinato di soldi salute e dignità e se anche sfortunato di non avere neanche i soldi per curarsi .
    questi signori ci hanno portato ad avere paura la mattina di aprire le aziende con tutte le puttanate che si sono inventati, e che noi artigiani
    se dobbiamo lavorare non riusciamo a tenere in ordine, e lì loro ci marciano, con delle sanzioni che a volte possono portare anche alla chiusura. io personalmente non vedo l’ora di chiudere e dare aria al carretto, mi hanno portato ad un punto tale che ho nausea del mio lavoro che ho svolto per tanti anni.
    Un augurio!! a chi intraprende la strada dell’artigiano “che sarebbe da dargli la medaglia a chi ancora ha volonta’ ” ho riesci a rubare oppure tronca subito, perchè sarai sempre e comunque considerato un ladro
    tanto vale esserlo.
    saluti

  29. mr Clifford

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    mr Clifford

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