12
Ago
2011

Colpire i redditi medio-alti è negare un futuro al Paese

Sono ore di difficili e convulse discussioni all’interno del mondo politico italiano, chiamato a riformulare in tempi stretti il bilancio dello Stato per cercare di salvare il salvabile. In questo caos non privo di tratti farseschi, anche l’informazione fatica a seguire quanto sta avvenendo, ma se fosse vero quanto riportato dalla stampa di stamattina (12 agosto 2001), e cioè che si va verso un taglio delle retribuzioni nel privato che siano superiori ai 90 mila euro – e neppure una tantum, ma strutturale – insieme ad analoghe misure per il lavoro autonomo, se davvero sarà così vorrà dire che l’Italia si ritroverà a settembre perfino peggiore di quanto non fosse a luglio.

Invece che cogliere la dolorosa opportunità della tempesta  sui mercati, ad esempio, per abolire le province e – ancor più – per mettere in vendita le grandi aziende pubbliche, si colpisce la fascia medio-alta della popolazione e neppure si avverte quali saranno le conseguenze di tale scelta.

È uno stipendio più che decoroso, nell’Italia di oggi, quello di quanti nel settore privato oggi guadagnano oltre 90 mila euro lordi. È chiaro che in tasca essi mettono assai meno, al netto delle imposte, ma è anche evidente che stiamo parlando per lo più di di ingegneri e altri laureati ad alta professionalità.

Per giunta, sono persone che – per evidenti ragioni – sono spesso assai più “globalizzate” degli altri lavoratori. Si tratta di gente che in vari casi si trova di frequente all’estero proprio per ragioni di lavoro, che non di rado conosce le lingue straniere, che in molte occasioni riceve offerte professionali anche da aziende non italiane.

In prospettiva, una scelta come questa accentuerà un fenomeno già vistoso: la fuga dei nostri migliori connazionali e, di conseguenza, il declino della nostra società. È significativo che uno dei migliori blog di informazione economica, Noise from Amerika, sia sorto per iniziativa di un gruppo di accademici di origine italiana che da tempo insegnano nelle università statunitensi e che vivono oltre Oceano. La massiccia presenza di italiani altamente qualificati negli States nel caso specifico può in parte essere addebitata alle storture del sistema universitario italiota, ma certo è figlia anche delle differenti opportunità offerte dalla nostra società e da quella americana.

Colpire chi guadagna più di 90 mila euro lordi significa mandare un messaggio chiarissimo a quei giovani italiani tra i 20 e i 30 anni che oggi stanno costruendo il proprio futuro e che sono indirizzati verso determinate professioni. Ed è un messaggio destinato ad avere, nel medio e nel lungo termine, conseguenze terribili anche per i conti pubblici.

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44 Responses

  1. Morgan

    No scusi e quindi? Tassiamo quelli bassi? Ma crede che abolire le province risolva i problemi? Per carità, ben venga ma le stesse funzioni e parte del personale andranno trasferite a comuni/regione…i mean non è che si tirino su tutti sti soldi.
    Secondo lei uno che guadagana 90 mila euro se ne va dal paese perché deve cacciare 500 euro per uno/due anni? Ma per piacere, non sono certo queste le ragioni che spingono la gente/i giovani ad andarsene. Se ne vanno perchè sanno che non avranno mai l’opportunità di guadagnare 90 mila euro, non perché poi devono pagarci sora le tasse. Su, non siamo ridicoli. Faccio rpesente che negli USA sino agli anni 80 la tassazione sui redditi alti era molto ma molto superiore a quella attuale. Non mi sembra che l’inversione di rotta abbia generato grandi benefici….o no?

  2. luigi

    Non vedo dove stà il problema signor Lottieri, qualche alto reddito che è anche deputato ci metterà il veto e non se ne farà niente, vedi l’ultima manovra con le liberalizzazioni degli ordini.

    Uno non se ne và se per 2 anni ha un aumento delle tasse, ma se questo non serve a migliorare il tutto.
    Poi sono con lei nel dire che la tassazione è esagerata.
    Le voglio però anche dire che toccherà veramente un numero esiguo di persone, perchè molti alti redditi sono nascosti.
    Io personalmente sono anni che tento di andarmene da questa valle di lacrime e non è certo solo per le tasse. Ma per il malaffare e tutte le caste che sono presenti a partire dagli ordini professionali.
    Comunque non abbia timore.
    Sono sicuro che qualche anima pia a Romabloccherà di nuovo la liberalizzazione delle professioni con il suo voto e non si penserà neanche lontanamente nè di andarsene dal paese nè di eliminare le sacche di fannulloni negli enti locali, utili ed inutili.

    Anghela salvaci tu! Commisariaci!

  3. Luigi

    Ma no, certo, svendiamo gli assets, perchè quando sei messo in un angolo dagli speculatori sei certamente nella migliore posizione per effettuare delle rpivatizzazioni remunerative, oppure aumentiamo l’IVA, che equivale a prendere per i piedi i redditi più bassi e metterli a testa in giù per far cadere anceh le ultime montine… Si sa che i redditi elevati comprano almeno una Ferrari al mese e si mettono la Panda per cuscino per sostenere l’economia italiana… Mi sembra un bell’esempio di sindrome Nymby applicato al reddito dell’autore dell’articolo (o almeno glie lo auguro, di guadagnare più di 90K€ al mese).
    Complimenti

  4. johnrbn

    Perfettamente d’accordo: tassare i redditi elevati riduce solo la competitività del paese. La crisi non si combatte aumentando la tassazione dei ricchi o dei poveri o, ancora, della vecchia “media” borghesia che non esiste più. La crisi si supera creando efficienza: meno dirigenti pubblici con stipendi elevatissimi in enti in cui un dirigente non serve a nulla, meno agevolazioni a determinate categorie che nel tempo hanno protestato più di altre, abolizione delle tariffe minime professionali (non abolizione degli Ordini, sarebbe un suicidio), liberalizzazione dei compiti dei Notai (perché esistono ancora?), metodo contributivo per tutti e non solo per gli ultimi arrivati.

  5. Luigi

    Lottieri, mi dice quanto si risparmierebbe abolendo le province? E non faccia il pierino, non mi dica quanto COSTANO le province per fare intendere che quello sarebbe il risparmio, mi dica quanto si risparmierebbe dopo aver redistribuito il personale e le competenze (che pur ci sono) sulle regioni e sull’amministrazione centrale, dopodichè confrontiamo il risultato con la proposta Tremonti (giuro che è la prima volta in vita mia che mi trovo daccordo con Tremonti). Quando poi lo Stato e le amministrazioni locali avranno regalato agli stessi speculatori che oggi ci ricattano in borsa i pezzi migliori dell’industria italiana tip o ENI e Finmeccanica e delle società dei servizi (le municipalizzate) e mi troverò la gettoniera alle fontanelle pubbliche Lei dirà che è l’efficienza del mercato che “crea valore”? I grassatori di strada, anche loro creavano valore!

  6. mauro de flaviis

    Mi dispiace ma non avete proprio capito il senso dell’intervento di Lottieri. Il prelievo una-due tantum sui redditi oltre i 90.000 € non risolverà di certi gli italici guai finanziari, dato il basso numero di redditi oltre tale soglia, cosi’ come non sara’ il motivo determinante per la fuga dei migliori cervelli, ma e’ il messaggio disarmante. Non si toccano le enormi sacche di improduttivita’ delle pubbliche amministrazioni, evidente a tutti, o l’adeguamento rapido ai 65 anni min di pensionamento con l’eliminazione del sistema pensione di anzianità, regola anormale nel mondo. Perché invece ci dobbiamo accanire sui soliti fessi, che gia’ pagano abbastanza?

  7. mentorex

    L’unica cosa giusta che ha detto è il taglio delle province, per il resto è tutto discutibile. L’nico rimprovero che avrebbe dovuto fare al cav è che il motto-spot
    “meno tasse per tutti” e stato la battuta più ridicola detta mai da un politico italiano.
    Mi si potrebbe contestare che Berlusconi non è un politico, infatti non lo è mai stato e mai lo sarà.

  8. Alessandro

    Credo che l’intervento di Lottieri non sia a difesa dei redditi alti per colpire di conseguenza i bassi. Penso che Lottieri, attraverso l’esempio del taglio delle provincie voglia indicare come strada quella della riduzione del peso dello stato come P.A. e sopratutto un ridimensionamento della sua influenza nell’economia del Paese attraverso le innumerevoli partecipazioni che ha. Come al solito si chiede il sacrificio sempre ai cittadini. Condivido l’impostazione che chi ha la possibilità di guadagnare così tanto, o chi vuole raggiungere questo traguardo non dovrebbe essere subire ulteriori salassi. Chi guadagna 90.000 e più, paga abbondantemente il 43,6% di tassazione. Aggiungere un altro 5% o più (vedremo la manovra) è veramente penalizzante. Ciò non toglie la palese ingiustizia dell’alta tassazione che hanno anche i redditi più bassi. Il problema è che sembra mancare la “vision”. Una tassazione in più serve solo a garantire il pareggio di bilancio. Secondo me andrebbero dragate risorse per uno scopo preciso. Ad esempio l’abattimento di parte del debito pubblico, al fine di liberare risorse economiche (per i minori interessi pagati) che un governo saggio potrebbe utilizzare per la riduzione della tassazione e della fiscalità generale. Certamente tali risorse dovrebbero essere utilizzate a partire dai redditi medio bassi. Non dimentichiamoci che è la classe media il motore dei consumi del Paese.

  9. Luigi

    Mauro, ma le enormi sacche di improduttività non le aveva toccate Brunetta mettendo i tornelli? E secondo lei le privatizzazioni una tantum risolverebbero i problemi?
    L’adeguamento dell’età pensionabile mi pare che non sia stato neanche citato nell’articolo. Per me il senso dell’articolo è invece chiarissimo: colpire i redditi alti disincentiva le persone meglio preparate, le fa fuggire all’estero e deprime la produttività. L’alternativa è aboliore le province e svendere il patrimonio dello Stato (qualsiasi privatizzazione in questo contesto è una svendita). Questa impostazione è una resa incondizionata inaccettabile, piuttosto meglio seguire l’esempio dell’Argentina e dell’Islanda: i rendimenti li ha messi sotto pressione la speculazione, i fondamentali dell’economia sono gli stessi da 10 anni ormai, non si capisce quest’improvvisa fregola da parte dei mercati, se non come un chiaro messaggio estorsivo.

    Quanto ai giovani 20/30enni il messagio chiarissimo arriva loro dagli innumerevoli stages non pagati, dal calvario dei lavori a progetto per un tozzo di pane e la conseguente consapevolezza che la pensione non la vedranno mai… Non è certo la prospettiva di vedersi tassare qualche punto percentuale in più il reddito di 90mila euro che non avranno mai a metterli sulla strada dell’emigrazione!

  10. Lottieri fa un ragionamento giusto ma premesse clamorosamente false, se non tendenziose. Credo sia delittuoso aumentare la pressione fiscale in questo paese, ma credo altresì che caricare le imposte sui soliti che le pagano non potendo non pagarle (i dipendenti) sia la scelta in assoluto peggiore quando già sulle buste paga gravano ingenti trattenute. Lottieri prende una clamorosa cantonata (che mi fa dubitare della sua intelligenza o buonafede o informazione sui fatti, quest’ultimo caso meno probabile dei primi due), dicendo che le persone con elevata professionalità hanno, in *questo* paese un reddito più che decoroso (Sic!, che faccia tosta! un reddito superiore a 90.000 euro, benché lordi, è un reddito da nabbabbi tra i giovani, e se vi sono “giovani” con detto reddito sono agli estremi della gaussiana e, come ben sappiamo, la maggior parte figli di – qualcuno). Che la visione del ministro dell’economia sia miope e non coraggiosa è evidente, ma dire che un maggiore prelievo sui redditi superiori a 90k euro favorirebbe l’espatrio dei migliori, mi sembra, scusate, una cazzata clamorosa utilizzata maldestramente.

  11. Gianluca

    Non capisco questa smania di privattizzare e vendere i beni publici…tutte situazioni tampone …invece di pensare a far fruttare ciò che abbiamo.. vogliamo svendere il paese..e una volta che lo stato non possederà più nulla ci cominceremo a vendere le isole ecc ecc…la cosa che ci salva e proprio che lo stato e ancora ricco e possiede molto …e questo e una garanzia…cerchiamo di tenerci caro ciò che ci rimane e di farlo funzionare bene..mandiamo via questa classe politica in generale prima che sia troppo tardi…anchio vorrei proprio andarmene da questo paese che mi a definito anche un criminale solo per aver comperato semi di cannabis su internet che a permesso una perquisizione nella mia abitazione e il sequestro delle mie piantine e l’arresto per tre giorni poi i domiciliari poi la firma ora libero in attesa della sentenza in cassazione che confermerà 2 anni …questo per aver coltivato alcune piantine a stretto uso personale …sia per scopo ludico sia per lenire gli effetti collaterali di alcuni medicinali che prendo per curare una patolgia grave..questo governo mi ha rovinato una vita per nulla …e veramente frustante constatare la loro impunità su delitti vergognosi !

  12. ant

    E’ scoraggiante constare anche su questo blog che non è ancora passato il messaggio che alzare le tasse per qualsiasi fascia di reddito è inaccettabile e deplorevole, considerato l’attuale livello di tassazione che rappresenta un vero e proprio latrocinio da parte di questo stato (con la s minuscola). Invece di ridurre la spesa pubblica attraverso l’eliminazione degli sprechi e degli inutili orpelli politico-clienterari il parlamento ha la faccia tosta di proporre un aumento delle tasse.

  13. Alessandra

    @Stefano
    Il post non mi pare dica affatto che tutti i laureati che sanno 2 lingue guadagnano o guadagneranno 90,000 Euro. Dice invece che i (pochi) che guadagnano quella cifra sono laureati spesso globalizzati. Infatti in certe professioni (tra cui consulenza direzionale, che conosco bene dato che e’ il mio lavoro) queste cifre sono raggiungibili non senza determinazione e impegno ovviamente. Il punto in realta’ e’ proprio questo: essendo pochi quelli che guadagnano sopra in 90,000, la manovra in realta’ portera’ a entrate irrisorie. In compenso, essendo una manovra molto populista, contribuira’ a innalzare le simpatie delle classi medie basse per Mr B. e fara’ scappare (o non rientrare) altri!

  14. ilcuculo69

    Ma tutte queste sono chiacchiere, in Italia mancano all’appello del bilancio pubblico circa 100 miliradi all’anno di evasione fiscale.

    si dovrebbero concentrare tutte , dico tutte le forze per recuperarli, poi una volta messi i conti in sicurezza, si procede ad una severa razionalizzazione dello stato.

    Ma ancora se nel pubblico impiego non si può licenziare e nel sud italia si usa il pubblico impiego come amortizzatore sociale e strumento di corruzione/concussione non si riuscirà mai.

    si contina a fare tatro su dei non problemi e non si guarda dove c’è il grosso.
    Abilità politica e connivenza dei media.

  15. Morgan

    @ant
    Inaccettabile e deplorevole è pagare tasse alte per avere in cambio servizi scadenti in larghissima parte del paese. Paesi scandinavi Francia e Germania hanno livelli di tassazione paragonabili ai nostri ma offrono ovviamente servizi di ben altro livello. Non è che l’ala tassazione sia necessariamente sbagliata in se e per se. E’ una scelta politica e sociale di cui si può discutere. Non mi sembra ad esempio che l’aver abdicato a politiche redistributive da parte degli Usa abbia sortito grandi successi….ve ne siete accorti vero?

  16. Walter Narduzzi

    Tassare, anzi tartassare i redditi che superano i 90 mila euro equivale a scontentare soprattutto i boiardi di stato (sempre in minuscolo)! Ho quasi la certezza che qualcuno adirà alla magistratura e che questa gli darà ragione! In tempi rapidissimi sia certo anche questo!

  17. Alessandro

    Inoltre, mi sono dimenticato di menzionarlo precedentemente, alla ulteriore tassazione nazionale si aggiungerà l’IRPEF regionale e comunale che è proporzionale al reddito. Direi una bella stangata…..

  18. Gianfranco Rossi

    Davvero sono allibito davanti a tali considerazioni!!
    Secondo me questo tipo di “liberismo” è reazionario fuori dalla logica del tempo.
    Questo liberismo incita la rivoluzione se posto in questi termini.
    Forse Lottieri non abita in questo Paese…

  19. alexzanda

    @ ant
    concordo al 100%.
    ormai siamo un paese finito, nemmeno su questo blog ci si salva, la maggioranza non ne fa questioni di principio ma di ricchi da tassare….
    Hayek insegna che ragionando cosi non vi e’ alcun limite al livello di tassazione cui sottoporre i redditi maggiori, perche’ ogni volta tocchera’ sempre a loro essere tassati ulteriormente fino all’esproprio totale e al livellamento di tutti i redditi tramite tassazione, ed e’ proprio quello che sta accadendo, lo si vede bene qui su un sito liberista come questo…… la massa presa dal tutti contro tutti dimentica i principi e si scaglia contro l’untore di turno, quasi sempre il ricco, che deve di volta in volta concedere di piu’…… ma quando e’ che basta? quand’e’ che abbiamo gia’ preso abbastanza a costoro? chi decide quando il ricco puo’ considerarsi pari al povero? non voglio difendere i ricchi ma far capire se senza un principio ispiratore alla fine sara’ sempre giusto far pagare loro, con l’unico risultato di farli scappare tutti e di creare uno stato socialista (cosa peraltro gia’ quasi riuscita). adesso cmq mi preparo alla valanga di critiche a conferma che anche qui su questo blog certi argomenti sono tabu’……

  20. Alessandro

    @alexzanda
    Concordo con la tua analisi Alexzanda. La guerra tra contribuenti (tra chi percepisce, bassi, medi e alti redditi), rischi di diventare la guerra tra poveri. Nel senso del livellamento…. Il punto è che siamo tutti eccessivamente tassati. L’alta tassazione dei redditi è un indicatore di una inefficente politica economica di questo Paese. Abbiamo imparato che pagare di più non significa necessariamente avere di più. Lo dimostra il fatto che siamo il Paese con un altissimo carico fiscale e con una media più bassa di redditi rispetto ai Paesi OCSE. Questa è una politica economica e fiscale che non vede oltre il proprio naso….

  21. Questo articolo è privo di ogni logica economica. Secondo l’autore la soluzione sarebbe quella di svendere gli asset pubblici per fare cassa oggi ed indebolire le entrate dopo. Ragionate: A. ha un debito sulla casa che non riesce ad estinguere, allora cosa fa? Svende al primo offerente la propria attività commerciale per rientrare delle rate sulla casa. Povero scemo, Mr A., che così avrà estinto le rate pregresse, ma non avrà come pagare quelle future, nè saprà come sfamare la propria famiglia.

    E’ cmq ovvio che la tassazione dei redditi sia troppo elevata, infatti questo contributo di “solidarietà” è ridicolo, se non accompagnato da:

    a) una contestuale riduzione dell’aliquota sugli scaglioni + bassi per rilanciare i consumi

    ma soprattutto

    b) un netto spostamento del carico fiscale dai redditi (produzione e merito) ai patrimoni (eredità e privilegio).

    Questo perchè l’utilità margianale della ricchezza è decrescente e come si sa…utilità=consumo.
    Dov’è Oscar Giannino…l’amico dei liberisti che ci hanno ridotto alla fame!!!!

  22. Pinky

    @ant
    Concordo a pieno, senza contare che in mezzo ai redditi bassi non ci sono solo persone che, putroppo, fanno fatica a tirare alla fine del mese, ma tanti, tanti evasori. E ci vuole un bel coraggio a metterli nella categoria dei poveri!

  23. kundera

    w i paradisi fiscali, apriamo tutti società offshore e mandiamo l’italia in bancarotta… poi ricominciamo da zero come l’islanda.

  24. powderfinger

    ma e’ proprio cosi’ necessario tassare,tassare,e ancora tassare?1?
    Si puo’ una benedetta volta cominciare a tagliare, tagliare e ancora tagliare?1?

  25. Donato

    Gentilissimo, non so quale realtà conosca lei ma quello che lei definisce uno stipendio piu’ che decoroso è una chimera irraggiungibile da gente come me (laurea, master in università prestigiosa e anche le lingue, sì) che se arriva a un terzo di quella cifra si mette le mutande in testa ( io ho 40 anni compiuti, per capirsi). Io sono medio alto come cultura, ma a questo non corrisponde affatto uno stipendio medio alto. Io lotto per sopravvivere e pagare le bollette, per dire. Lei descrive un mondo che non esiste. Il problema vero per i ragazzi di 20 e 30 anni e anche i quarantenni, che la laurea, il master, e le lingue non bastano NON per arrivare a 90.000 euro. Non bastano per avere un lavoro. magari un lavoro che fitti in qualche modo con quanto hanno studiato e vorrebbero fare. e non finire a rispondere al telefono. la gente va all’estero per questo. non per i 90.000 euro, ma perché altrove trova un riconoscimento e un rispetto, voglio dire persino una dignità, che qui ce la si sogna. e la sproporzione tra i signori da 90.000 euro e chi quei soldi li guarda con il binocolo, è semplicemente ridicola. punto e basta

  26. Pastore Sardo

    E tassare le rendite delle seconde case che ci rovinano le zone turistiche e abituano gli abitanti a rendite che non portano lavoro ai propri figli?

    E tassare pesantemente chi tiene le case sfitte per evitare di avere falcidiato lo stipendio sia dal costo dell’abitazione con annessi costi di trasporto per arrivare al posto di lavoro?

    Questa Italia non ha speranza!!

  27. Alessandro Monguzi

    Per rispondere alle tante domande del tipo: “chi tassiamo” io direi NESSUNO!
    Le tasse sono il problema, non lo risolviamo certo con altre tasse…
    Faccio poi una domanda, spero qualcuno mi risponda… supponiamo che io decida di cambiare casa, vendo la mia e ne prendo un’altra. Cosa devo fare pagare il 10% sui soldi incassati per la vendita della casa vecchia e che ho già usato per comprare quella nuova?

  28. tommaso nelli

    Quando si va a votare, non bisogna ascoltare i media, ci hanno torturato con la questione delle mani in tasca agli italiani, come se chi lavora non e’ italiano, in quanto questi signori, oltre ad aver messo le mani in tasca, tentano anche di tirare giu’ i pantaloni per abusare ancora di piu’ di una popolazione, diciamocelo pure INCONSISTENTE, piu’ attenta a chi potrebbe essere l’omicida di Sara Scazzi, che alle responsabilita’ di chi tenta di appropriarsi della proprieta’ pubblica senza spendere una lira, e portare la popolazione verso il baratro.

  29. fidodido

    Mi si permetta di contestare alcune ipotesi su cui è fondata la sua analisi.
    Sono un ingegnere che conosce inglese e tedesco ed ha ricevuto offerte da aziende estere che sto seriamente valutando. Tuttavia il mio reddito è ben al di sotto della soglia individuata dal governo. Quindi la ragione del mio probabile espatrio sarebbe piu’ legato alla competitività degli stipendi più che alla competitività del sistema fiscale. Quindi più legato all’organizzazione PRIVATA che non a quella statale.
    Eliminata dunque la retorica della fuga dei cervelli perchè lo stato non è in grado di attrarli vediamo chi sarebbero quei redditi toccati dalla manovra.
    A mio avviso si tratta certamente di coloro che raggiungono il loro reddito tramite rendite di posizione strettamente legate all’italia. Ad esempio superconsulenti assoldati dalle pubbliche amministrazioni o giornalisti che possono usare la loro capacità comunicativa solo in italia e sono qui protetti da una poderosa corporazione.
    Ben ha fatto dunque il governo a prelevare lì i danari. Sinceramente, in accordo all’analisi fatta, non sarà questa norma a modificare significativamente la cosiddetta “fuga dei cervelli”.

  30. Non sarà la soluzione dei problemi, lo sappiamo, ma questa critica di Lottieri a questa misura del “contributo di solidarietà” la trovo inopportuna e indifendibile.
    Ci sono precari laureati, persone che meriterebbero opportunità migliori, non starei a difendere quelli che guadagnano 90.000+…

  31. antonio

    Io me ne vado.
    Uno Stato che mi prende il 60% di quello che produco, che mi rende giustizia dopo anni, che mi mette le ganasce all’auto per 100 euro di multa in un anno in cui a Equitalia ne ho dati a migliaia per ricalcoli Irpef sul TFR (non per evasioni, sono un dipendente), che, dopo aver messo la mia faccia a realizzare e a difendere l’orrore della peggiore operazione della storia del Paese (Ministro Tremonti, c’era Lei, e non vorrei avere una ciabatta dove ha la Sua coscienza), non mi paga le mie spettanze dopo 3 anni, che mi prende DA SUBITO il 5 e il 10% su redditi che gia’ sono decurtati del 10+43%, che mi sfotte con le chiacchiere su Province e 54000 poltrone tagliate (legga Stella sul Corriere di oggi), che si guarda bene dal solo parlare dei contributi elettorali ai partiti che rimarranno intatti, che lascera’ in pace milioni di farabutti che continueranno a farla franca, questo Stato non e’ casa mia.
    Valgo qualcosa, nel lavoro che faccio, l’Italia lo perdera’.
    valgono di piu’ le mie figlie, brillanti studentesse: l’Italia le perdera’.
    Questo Stato non avra’ piu’ i miei soldi. Paghero’ il giusto a un paese civile, pronto a prendere e a dare.

    Mio padre, medico importante, libertario, alla mia domanda sul perche’ delle sue posizioni mi rispondeva, 30 anni fa, “capirai”.
    Ho capito

  32. gian

    Ma avete capito bene la tassazione sui redditi alti????
    Se uno guadagna 93.000 euro paga il 5% non sui 93.000 ma sui 3.000 euro (quelli eccedenti ai 90.000) quindi paga 150 euro!!!!
    E’ un grande cervello dovrebbe fuggire per 150 euro???
    Ma che vada pure, l’italia sopravvive anche senza di lui.
    Bisognerebbe avere il coraggio di fargli pagare il 5% su tutti i 93.000 euro e per gli evasori fiscali la galera.
    Avete visto le statistiche di cosa mediamente dichiarano gli autonomi??
    Mediamente un proprietario di ristorante dichiara 14.000/15.000 euro all’anno….
    Ma scherziamo???

  33. Piero

    @Alessandra

    in Italia di laureati globalizzati meritocratici ce ne son pochissimissimi..
    i pochi che raggiungono quella cifra qui da noi sono i Dipendenti RACCOMANDATI del pubblico e del privato.. + qualche ultra-rarissimo Professionista Autonomo che non riesce ad evadere (es. Notai)..

    lo dicono pure Marcegaglia e Montezemolo che bisogna colpire un pò i grandi patrimoni..

    detto questo.. bisogna cmq ANCHE tagliare di brutto la spesa..
    sulle tasse (super-evasione a parte.. 2° in occidente DOPO la Grecia) siamo vicini al fondo..

  34. Piero

    aggiungiamo alla Marcegaglia & Montezemolo x tax sui ricconi..
    pure quel gran bel speculatore di W Baffet..
    e se lo dice lui che controlla pure una agenzia di rating..

    ………….

    Mr Buffett, who often gives Mr Obama advice, on Monday said the mega-rich had been “coddled long enough by a billionaire-friendly Congress”.

    He urged the committee to raise tax rates for American households earning more than $1m a year and to immediately end the 2 percentage point tax cut for the richest Americans, instituted by former president George W. Bush.

  35. Logos

    Perchè vi scaldate così tanto? il contributo di solidarietà verrà pagato dai soliti str…
    Ad attenuare drasticamente gli effetti del contributo di solidarietà ci pensa la composizione della busta paga del deputato. L’indennità lorda mensile alla Camera dei deputati è di 11.703,64 euro, ma le entrate degli «eletti» comprendono anche la diaria (3503,11 euro), il rimborso spese telefoniche (258,22 euro) e il «rimborso per le spese inerenti il rapporto fra eletto ed elettori» (3690 euro). Tutte voci che, appunto, sono considerate rimborsi spese, per cui non entrano nell’imponibile.
    Risultato: applicata all’indennità, l’«Eurotassa 2» costa al deputato 5.044,37 euro all’anno, mentre se si estendesse a tutte le entrate ne chiederebbe 21971,95. Alla fine dei conti, uno “sconto” del 77 per cento: niente male, in tempi di crisi. (fonte Sole24ore).
    Di solidarietà non c’è traccia nemmeno fra professionisti e commercianti, che fanno addirittura meglio dei parlamentari, dichiarando mediamente meno di 90mila euro.
    A questo punto, il marchese del Grillo direbbe “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!”

  36. armando

    Quando l’economia tira, c’è gente che si arricchisce.
    Quando l’economia ristagna, è corretto andare a prendere i soldi da chi è riuscito a guadagnare.
    Quando l’economia ripartirà, ricominceranno a guadagnare…..
    Quindi non sarà tassazione, ma investimento.

  37. liberal

    Sarebbe bene ricordare, considerando che si rammentano di continuo gli USA, che negli States, l’impoverimento della mid-class e quindi dell’intero Paese, ha avuto inizio con la presidenza Reagan!
    Sottolineo inoltre che il taglio di Bush alle tasse dei super-ricchi, non ha portato certamente un vantaggio all’economia (come un’ideologia ottusa vorrebbe far credere), basta guardare il lascito di Clinton a Bush e quello di Bush a Obama. Sembra incredibile poter distruggere l’economia del proprio Paese e mondiale in soli 8 anni! E’ possibile per chi crede che i mercati ..si regolano da soli! (provate a giocare a poker con un baro e poi mi saprete dire….)

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