10
Ago
2011

Quando informeRAI? Il dibattito che i partiti non vogliono. Di A. Chirico

Riceviamo da Annalisa Chirico e volentieri pubblichiamo.

“Quando informeRAI?”. E’ questa la domanda che i radicali rivolgono alla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.


In ferie per tre mesi, a partire dal 15 giugno, l’esercito degli oltre 13.000 dipendenti. Vespa, Floris e Santoro con tanto di ciambella gonfiabile. Sospesi gli spazi di approfondimento e di informazione politica. Sospeso il dibattito pubblico sulle grandi questioni del Paese, quali la crisi della finanza pubblica e lo stato “bollente” delle patrie galere.

Intanto crollano i mercati finanziari di tutta Europa. Il declassamento sul rating americano, la voce grossa della Cina. Il Nasdaq e il Dow Jones chiudono ai minimi storici dal 2008. La Banca Centrale Europea prende carta e penna per scrivere al governo italiano. E mamma RAI dov’è? In vacanza.

Eppure ogni cittadino italiano, inclusi i neonati, è indebitato per oltre 31mila euro, e non lo sa. Il debito pubblico supera i 1.900 miliardi di euro, oltre il 120% del PIL. A causa delle scelte irresponsabili di una classe politica, che ha vissuto – per tanto, troppo tempo – al di sopra delle proprie possibilità, è questa oggi la zavorra che strangola la crescita.

Quali le ricette per ridurre il debito? In ballo, a ben guardare, c’è l’idea stessa dello stato che vogliamo. E su questo, per tacito accordo, le forze politiche di destra e di sinistra boicottano il confronto. Meglio correre per non scegliere. Approvata in tutta fretta una manovra, che per il 60% contiene soltanto inasprimenti fiscali. Nessuna risposta strutturale alla spesa pubblica esorbitante.
Se l’America dà lezioni di democrazia con le forze in campo impegnate a promuovere la propria visione sull’innalzamento del tetto al debito, in Italia da oltre trent’anni regna un silenzio assordante. Talmente assordante che per poco non abbiamo nostalgia dei plastici di Vespa, delle interviste orchestrate di Santoro, del bailamme dipietresco e delle barzellette chez Floris.

Serve un dibattito pubblico e aperto sul debito pubblico? Noi pensiamo di sì. Einaudianamente serve “conoscere per deliberare”.  “Lo scontro financo aspro e durissimo di idee è meglio del silenzio”, dice Alberto Mingardi, direttore dell’Istituto Bruno Leoni, in occasione della conferenza stampa di lancio della campagna radicale InformeRAI. Non a caso l’IBL ha lanciato per primo il contatore del debito pubblico sia in termini assoluti che pro capite. “La crisi della finanza pubblica – afferma Mingardi – riemerge ciclicamente e viene affrontata con soluzioni tampone in modo da  isolare la politica dal consenso”.

Che cosa puoi fare per richiamare la RAI al suo dovere? Rivendica il tuo diritto a conoscere, a ottenere quel servizio per il quale paghi il canone. Obbliga i partiti a quel confronto che intenzionalmente boicottano. Obbligali a delle scelte di campo, che vadano al di là dei soliti slogan propagandistici.
Per farlo denuncia la RAI all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, chiedendo che ordini al servizio pubblico di informare e organizzare dibattiti sui temi sino ad oggi oscurati. Compila il modulo e scegli se incentrare la denuncia su uno o più temi. E’ facile. Diffondi il video della campagna InformeRAI. Vale più di mille parole.

Se saremo in centinaia, in migliaia ad alzare la testa contro la RAI latitante del dis-servizio pubblico e contro il silenzio consociativo dei partiti, potremo riconquistarci un brandello di conoscenza, che è linfa vitale per una democrazia viva e pulsante. Quella che vogliamo.

di Annalisa Chirico

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5 Responses

  1. mentorex

    Ma state seguendo la Borsa? Che ecatombe oggi e l’Italia è in vacanza.
    Siamo un paese per vecchi, il mondo corre a 1000 all’ora e noi andiamo ancora con il carretto. Siamo rimasti alle abitudini degli anni 60. Se gli italiani abitassero in un paese tropicale starebbero sempre in vacanza. Che schifo e che ridere.
    Che ridere, tutti al mare mentre la casa brucia?
    MARI MONTI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUBITO

  2. bubu

    ma in compenso abbiamo molti varietà sulle reti RAI ! ahahah
    scandaloso. Ma non solo oggi !
    Il mio canone depauperato per fare giochini a premi e cavolate del genere.
    Per vedere un documentario, un programma di storia, di geografia o culturale devo proprio abbonarmi a SKY ?
    Patetica questa Italia !

  3. L’unica pretesa che si può avanzare ai partiti del piffero che colonizzano la RAI ed alimentano parassitismo, disinformazione e saccheggio del danaro pubblico, sarebbe quella di privatizzare la RAI, vendere separatamente i suoi canali. Il resto non serve a nulla.

  4. Andrea

    non conterà nulla, ma dire che che ognuno ha €31000 di debito (neonati compresi) è fuorviante: la ricchezza non è distribuita in modo equo, così non lo sono i debiti. guardatevi l’indice GINI…

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