10
Ago
2011

Il fascino del “contante” ammalia anche il ministro dell’economia e delle finanze

In relazione al rapporto locatizio o sub-locatizio o co-locatizio che ha coinvolto il Ministro Giulio Tremonti all’On. Marco Milanese (il primo corrispondeva al secondo, settimanalmente pare, l’importo di € 1.000,00 in contanti senza che ciò potesse giustificare il sospetto di pagamenti in nero o di altre pratiche non lecite, nel merito delle quali si soprassiede perché sono solo fatti Loro), sorprendono non poco le spiegazioni pubbliche: il Ministro guadagna talmente tanto con la Sua attività che non ha bisogno di sottrarre risorse al Fisco ed ha così tanti problemi da affrontare nella complessa situazione italiana che non poteva preoccuparsi anche di gestire diversamente il rapporto con l’On. Milanese.
Innanzitutto, chi guadagna tanto, non per questo può essere considerato scevro dalla tentazione di imboscare quel che può al Fisco; inoltre la ricchezza non è di per sé tale da escludere a priori la propensione ad evadere le tasse. In ogni caso, sorprende non poco che con tutte le grane istituzionali da risolvere il Ministro si doveva preoccupare anche di procurarsi settimanalmente l’importo di € 1.000,00 in contanti da consegnare nelle mani del’On. Milanese, quando sarebbe stato assai più facile disporre a suo favore un bonifico bancario permanente! Ma non è neppure questo il profilo più irritante, perché ognuno usa le proprie risorse come meglio crede.
Ciò che veramente fa saltare i nervi è ben altro: è la diffusa tendenza dello Stato a scoraggiare l’impiego del danaro contante fino al punto di avallare l’uso indiscriminato di una norma fiscale in base alla quale, in caso di indagini finanziarie, i prelevamenti in contanti dai conti bancari o postali, quale che ne sia l’importo, si considerano ricavi o compensi da tassare quando il Contribuente non è in grado di giustificarne l’impiego indicando i beneficiari e, secondo le consuete pretese degli Uffici finanziari, fornendo la relativa dimostrazione documentale (art. 32 c. 1 n. 2 del D.P.R. 600/1973); ciò significa che il Contribuente non può liberamente disporre del danaro legittimamente guadagnato se non attraverso operazioni tracciabili (assegni, bonifici bancari, carte di credito, carte pre-pagate, pago-bancomat) perché altrimenti il Fisco applica nei Suoi confronti la presunzione legale di ricavo o compenso, calcola sul relativo importo l’IRPEF e le relative Addizionali Comunale e Regionale ed irroga le corrispondenti sanzioni amministrative pecuniarie (dal 100% al 200% dei tributi presunti evasi)! Ne conseguono recuperi a tassazione completamente inventati, palesemente ingiusti ed estremamente elevati, per contrastare i quali i Contribuenti hanno ben poche chanches e sono costretti a subire veri e propri soprusi da “abuso legittimo di presunzione legale” (sembra un controsenso, ma purtroppo è proprio così!).
Nella bozza del Decreto Legge relativo alla Manovra estiva diffusa nei primissimi giorni di Luglio era stato stabilito che <> (art. 16). Finalmente! era stato finalmente rimosso un gravissimo sopruso normativo. Manco per niente: l’abrogazione è durata solo lo spazio di appena qualche giorno, perché già nella stesura definitiva sottoposta al vaglio del Capo dello Stato prima del varo era già sparita. Evidentemente qualcuno aveva fatto due conti ed aveva stimato che quella giusta abrogazione avrebbe comportato una perdita di gettito da accertamento bancario troppo elevata e perciò è stata rimossa. Così gli Uffici finanziari potranno continuare ad approfittare di quella vera e propria “gallina dalle uova d’oro” in barba ai diritti fondamentali dei Contribuenti che debbono stare attenti a non prelevare i contanti e dunque ad evitare di usarne per effettuare i propri pagamenti.
Poi si viene a sapere che proprio il Ministro delle Finanze On. Giulio Tremonti, paladino della conservazione e della applicazione di quella assurda presunzione legale (prelevamenti in contanti = ricavi/compensi), si è procurato sistematicamente € 1.000,00 in contanti, con cadenza settimanale, da passare brevi manu al Suo amico On. Marco Milanese per pagarGli non si sa bene che cosa … e qui sorgono tanti interrogativi irrisolti. Il Ministro prelevava settimanalmente dai propri conti bancari € 1.000,00 in contanti? Oppure prelevava di volta in volta l’intera somma in contante necessaria per avere la provvista del mese (mediamente € 4.000,00)? Oppure ancora prelevava migliaia e migliaia di euro in contanti da cui estrarre di volta in volta il danaro necessario per i vari pagamenti richiesti da un tenore i vita molto elevato rapportato ai lauti guadagni (in tal caso, avrebbero dovuto essere state inoltrate le segnalazioni antiriciclaggio all’autorità competente)? Si premurava di ottenere e conservare i vari documenti comprovanti l’utilizzo del contante di volta in volta impiegato per le spese personali? Vista la risonanza pubblica delle operazioni per contanti effettuate dal Ministro, l’Agenzia delle Entrate ha attivato nei confronti Suoi e dei Suoi familiari le consuete indagini finanziarie che angosciano e derubano i tanti malcapitati Contribuenti privi di Santi protettori e colpevoli per presunzione assoluta di essere evasori fino a prova contraria?
I Cittadini italiani, vessati da un Fisco oppressivo e ossessivo e sottoposti a metodi accertativi medievali, attendono risposte esaurienti e si augurano che anche il Ministro On. Giulio Tremonti, dichiaratosi solo un “ingenuo” ma non un “evasore”, possa sperimentare le conseguenze di una presunzione legale assurda, ingiusta ed incivile (prelevamenti = ricavi/compensi da tassare), nonché lesiva dei fondamentali diritti di libertà fra i quali l’impiego lecito del danaro contante (a norma dell’art. 693 c.p. chi rifiuta di riceverlo in pagamento commette un illecito sanzionabile!), applicata nei confronti di tanti Contribuenti che in assoluta buona fede ne fanno un uso quotidiano.
Il Ministro On. Giulio Tremonti sembrerebbe aver dichiarato di aver ricevuto la propria retribuzione “in contanti”. Suvvia, … non scherziamo! Tutti sanno che le Amministrazioni dello Stato effettuano i propri pagamenti per il tramite della Banca d’Italia (artt. 54 ss. del R.D. 2440/1023 e artt. 288 ss. del R.D. 827/1924 e successive modificazioni e integrazioni) la quale, per trasparenza e comodità dei beneficiari opera tramite le Banche, le Poste o gli Agenti della Riscossione (sedi periferiche della Equitalia spa): con tutti gli impegni istituzionali che ha, è difficile immaginare la scena del Ministro che si reca periodicamente allo sportello per riscuotere “in contanti” la propria retribuzione! Comunque, se qualcuno lo ha incontrato e magari ha avuto il piacere di fare la fila con Lui, farebbe bene a rivelarlo subito: sarebbe uno scoop incredibile!

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13 Responses

  1. Non ho visto il ministro fare la fila alle poste o in banca per ritirare parte di quelle sue immense ricchezze che gli consentono anche di pagare tutte le tasse fino all’ultima goccia, lo dico subito…
    Tuttavia ho visto una volta un granaio sul quale c’era scritto “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”!

    Vale?

  2. Alberto

    Magari era prorio per questi motivi che la Guardia di Finanza lo spiava; e quindi ha lasciato la foresteria, per la casa di Campo Marzio, dove era più facile nascondere i contanti.

  3. OttoMorselli

    Ma si può sapeve cosa cavovo volete? Ma uno con i pvopvi ricavi, guadagnati onestamente e già abbondantemente tassati non puo fave quello che vuole? Se voglio pagave in contanti a voi cosa ve ne fvega?…. Ma insomma, si può sapeve in che cavolo di paese viviamo??? Chi è il demente che non vuole che pvelievo in contanti i miei soldi?????…..opss..

  4. carlo grezio

    tremonti : un cialtrone scambiato per economista.
    berlusconi : un cialtrone scambiato per statista
    bossi : un cialtrone scambiato per federalista.
    italiani : un gruppo di coglioni scambiati per una nazione.

  5. dedi

    Sig.Seri le risolvo subito i problemi che elenca.
    L’incompetente ministro delle finanze se ne frega di lei,di me,delle regole che non conosce anche se le ha imposte. Lui si sente al di fuori della legge e dagli esseri umani.Lui e’ Dio.
    Gli incas avevano una semplice regoletta che distingueva tra i poveri cittadini e Tremonti, se rubavano,a loro tagliavano la mano,al sig.tremonti la testa.
    fate voi!

  6. Stefano

    La cosa per me è molto più semplice. Quei 1000 euro settimanali non sono mai stati dati. Era un semplice favore. Ma perché non dirlo e inventarsi uno scambio in contanti non verificabile?

  7. giobbe covatta

    KVESTO TVEMONTI E’ PVOPVIO UN GRANDISSIMO CVETINO !!!!!!!
    E’ QUESTO DOVREBBE ESSERE IL MINISTRO PIU’ INTELLIGENTE DELLA REPUBBLICA ,
    SE E’ COSI’ SIAMO PROPRIO MESSI BENE !!!!!!!!
    SEMBRA UN BAMBINO CHE SCOPERTO CON LE DITA NELLA MARMELLATA SI INVENTA LE SCUESE PIU’ INVEROSIMILI CERCANDO DI NASCONDERE LE DITA SPORCHE DI MARMELLATA !
    CHE DIO CE LA MANDI BUONA !!!

  8. Mario Protagoras

    Classe politica cialtrona – tutta!
    Questa classe politica cialtrona, tutta, ripeto tutta!!!, è lo specchio fedele di quello che siamo noi italiani, popolo di masanielli e di ciarlatani. Sudditi e non cittadini. Siamo la comica del mondo. Abbiamo quello che meritiamo e meritiamo quello che abbiamo. Non c’è speranza.

  9. demis

    Mario Protagoras :Classe politica cialtrona – tutta!Questa classe politica cialtrona, tutta, ripeto tutta!!!, è lo specchio fedele di quello che siamo noi italiani, popolo di masanielli e di ciarlatani. Sudditi e non cittadini. Siamo la comica del mondo. Abbiamo quello che meritiamo e meritiamo quello che abbiamo. Non c’è speranza.

    Purtroppo sono daccordo con lei!
    Il caro Tremonti ,votato dai suoi concittadini(leggi Sondrio)si ritrovano stamane senza la loro provincia.
    w la lega che doveva fare gli” interessi del nord” e non portare i soldi a “Roma Ladrona!!”,oggi cancelliamo provincie e comuni per mantenere tutti i cialtroni che stanno nei palazzi di Roma.
    Cosa ci possiamo aspettare, se non quello che abbiamo letto, da questi cialtroni che fanno le leggi per gli altri e poi le aggirano senza neppure averne vergogna?

  10. Benpensanti al lavoro

    Vedo che c’è ancora chi difende le Province e si diletta a fare il partigiano !! Ecco questo è la figura del classico ItaGliano opportunista.

    Di cialtroni ne abbiamo a bizzeffe e non solo a Roma.
    Nei Comuni più della metà delle entrate va spesa in stipendi ! Ormai sono pieni di persone che tirano a far venir sera.
    Le Provincie TUTTE peggio che peggio.
    Le Regioni invece sono posti premio per personaggi come il “Trota” , nomino lui (poveretto) ma c’è ne sono anche di peggio!!
    Più di 600.000 persone vivono di politichina con stipendi da vergogna.

    C’è tutto da cambiare:
    Accorpare i Comuni a 30000 abitanti
    Eliminare le Province TUTTE
    Fare 4 macroRegioni
    Tetto assegno pensionistico a 3000 €
    Semplificazione burocratica
    Eliminazione del contante
    etc…etc…etc…

    Basta parassiti:
    Chi avanza vada a cercarsi un lavoro vero alle condizioni degli altri.

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