7
Ago
2011

Disciplina del prezzo dei libri: chiusura della petizione al Presidente della Repubblica

Apprendiamo dall’’aggiornamento dell’’agenda del Quirinale che il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge disciplinante il prezzo dei libri. Chiudiamo quindi la sottoscrizione della petizione aperta all’’indomani
dell’’approvazione, benché in maniera costante si aggiungano ancora
tante firme.
Restiamo comunque convinti che la legge non farà del bene né ai lettori né al pluralismo culturale, per tutte le motivazioni che nelle ultime due settimane abbiamo ripetuto, grazie anche all’’eco data dalla stampa nazionale alla petizione.
Ringraziamo quanti hanno aderito alla nostra iniziativa, nella speranza che vi possa essere l’’occasione per riconsiderare la coerenza della disciplina del prezzo dei libri con le finalità dichiarate, ad esempio in occasione della relazione sugli effetti della legge che dovrà essere redatta tra un anno.
Ci auguriamo che la quantità di firme raccolte in pochi giorni e il dibattito accesosi a partire dalla petizione possano quindi essere presi in considerazione dal legislatore, quasi che rappresentino una sorta di audizione o indagine conoscitiva informale dei lettori, che sono a tutti gli effetti i definitivi destinatari della legge.

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7 Responses

  1. Giuseppe Ruiu

    Mi permetto di suggerire che chicago-blog .it si faccia carico di elaborare e promuovere una legge di iniziativa popolare contro il divieto di sconti. Sarebbe sufficiente a riaprire almeno la discussione e cercare di porre nuovamente il problema al centro dell’attenzione del Parlamento.

  2. stipe

    una volta tanto il presidente ha giudicato bene, e gli faccio i miei complimenti. scusatemi, non mi succede MAI.

  3. Giuseppe Ruiu

    Gentile stipe, il Presidente non ha giudicato un bel nulla. Purtroppo non poteva esimersi dal firmare la legge per ragioni di bon ton istituzionale, visto che tale porcata in forma di legge pur avendo in sé la violazione della Costituzione, come chiaramente argomentato dalle argomentazioni di chicago-blog.it, era pur sempre approvata dalla quasi unanimità delle Camere. Proponendo la petizione si è almeno fatto valere un Principio, e si è data l’opportunità al Presidente di fare valere le sue prerogative costituzionali per qualcosa di più importante delle solite beghe da politicanti. Ora, se chicago-blog.it supporta altre iniziative contro la legge infame, si può passare ad azioni concretamente capaci di ridiscutere la legge e le sue nefande conseguenze.

  4. krak

    @stipe Scusa se chiedo, ma sei un libraio? Sei un acquirente abituale di libri? In che cosa pensi che questa legge ti porti vantaggio? Chiedo senza polemica, è una mia curiosità, io personalmente non riesco a vedere nessun lato positivo nella legge…

  5. krak

    @TraderNick
    Ma infatti lo scopo del legislatore è tagliare le gambe al piccolo libraio, non alla grande distribuzione. Non bisogna mai credere ai nostri politici sulle intenzioni, ma proprio mai. Per capire come le loro leggi possano avere un senso, basta fissarsi in mente il loro vero obbiettivo: tutti i cittadini schiavi uguali (no piccoli negozianti, professionisti indipendenti o altro) di una ristretta oligarchia che controlla sia le grandi aziende che la grande distribuzione (l’unica che rimarrà) sia lo stato. In pratica un mix di comunismo e capitalismo, prendendo il peggio da tutte e due, senza cioè lo spirito di fratellanza che teoricamente dovrebbe esserci nel comunismo o il liberismo che dà la possibilità nel capitalismo di ambire a migliorare la propria situazione.

  6. Simone Cucci

    @ Giuseppe : Il Presidente, verifichi nella Costituzione, ha la più ampia discrezionalità in merito alla promulgazione delle leggi potendo rimmeterle a sua assoluta discrezione alle Camere, senza quindi necessità di requisito alcuno.
    Tuttavia, il fatto che Napolitano abbia promulgato anche questa legge non mi sorprende affatto, data la poca stima che nutro per il Presidente, il quale avrebbe potuto benissimo rifiutarsi avvalendosi così anche della c.d. “moral suasion”.

    Riporto di seguito la risposta inviatami dall’on. LEVI cui avevo scritto manifestando tutto il mio disappunto per questa legge che rappresentava l’ennesima vittoria diell’Italia delle corporazioni. Anche se in disaccordo col suo operato, devo dare atto all’on. Levi di aver risposto compiutamente ad un cittadino che si lamentava di un suo disegno di legge, cosa per nulla scontata da un politico, se italiano in particolare.

    “Da: Levi Riccardo
    Data: 08 agosto 2011 15:36:42 CEST
    A: [OMISSIS]
    Oggetto: Re: Trasmesso via sito – Italia dei bottegai

     Sig. Cucci, ricevo la sua lettera e le voglio rispondere sentendo in prima persona la responsabilità della legge appena approvata.
    Vengo subito al punto da lei sollevato, cioè la tutela dei giusti interessi dei lettori e dei consumatori.
    Il punto di partenza dal quale esaminare i probabili effetti della legge (quelli effettivi li misureremo con l’indagine a dodici mesi di distanza dalla sua entrata in vigore che la legge stessa dispone) non può che essere la nuova disciplina degli sconti. Ebbene, questi, lungi dall’essere vietati, continueranno ad essere possibili e in misura tutt’altro che irrilevante.
    I librai, infatti (dalle piccole alle grandi e grandissime librerie, dai reparti libri dei super e degli ipermercati sino alle librerie on-line nazionali e multinazionali) avranno tutta la libertà di premiare i loro clienti più affezionati o di cercare di attirarne di nuovi vendendo i libri con sconti fino al 15 per cento sui prezzi di copertina, con sconti, cioè, persino superiori a quel 10 per cento che costituisce oggi la riduzione abituale sul prezzo offerta dalle librerie ai loro clienti migliori.
    Gli editori, dal canto loro, potranno continuare a sostenere le vendite delle loro pubblicazioni offrendoli in campagne promozionali con sconti fino al 25 per cento, a condizione che le medesime promozioni siano proposte alle medesime condizioni a tutti i canali di vendita, cioè senza privilegiare, come oggi può avvenire, le librerie di loro proprietà oppure la sola grande distribuzione.
    Fatta questa lunga ma doverosa premessa dalla quale risulta che i lettori potranno comunque continuare a godere della possibilità di accedere a degli sconti non molto dissimili da quelli oggi praticati, e sempre guardando alla legge dal punto di vista del lettore/consumatore, voglio attirare la sua attenzione su un elemento centrale della nuova disciplina.
    Fissando un tetto agli sconti, la legge pone fine alla permanente guerra sui prezzi il cui risultato era il continuo crescere degli stessi prezzi, dato che, com’è evidente, al calare dei loro ricavi netti per effetto degli sconti sempre più alti, gli editori reagivano con un aumento dei prezzi di partenza, cioè di copertina.
    Agli stessi editori, peraltro, non verrà affatto preclusa, se lo riterranno opportuno, di farsi una vera concorrenza sui prezzi, operando non attraverso lo strumento indiretto e per tanti versi ambiguo degli sconti, ma agendo direttamente e trasparente sui prezzi di copertina, cioè riducendoli.
    C’è, infine, un ulteriore e fondamentale  motivo che ha spinto ad adottare questa legge: la difesa del pluralismo dell’informazione e della cultura, un valore ed un fattore decisivo per la qualità della democrazie e, proprio per questo, tutelato dalla  Costituzione italiana e dalle leggi dell’Unione Europea.
    Mettendo fine alla pratica degli sconti come strumento a disposizione degli operatori più grandi e più forti per conquistare quote sempre più grandi del mercato sino al punto da costringere (come sta avvenendo a ritmi sempre più rapidi in paesi come il Regno Unito o gli Stati Uniti) all’abbandono i soggetti, editori e librai, più piccoli e più deboli, e dettando invece una disciplina che, almeno dal punto di vista degli sconti, ristabilisce regole uguale per tutti, si permette, infatti, che quello del libro continui ad essere un mondo arricchito dalla presenza di tanti e diversi editori, librai ed autori, un mondo libero, aperto, attraente, in grado di dare spazio alla creatività, capace di soddisfare mille curiosità. 
    Chiunque ami i libri e la lettura è in grado – ne sono certo  – di apprezzare la necessità di corrispondere ad un interesse generale di questa portata.
    Ricardo Franco Levi

    Inviato da iPad

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