4
Ago
2011

Chi fuma, non chi consuma, paga

Sebbene l’introduzione dei ticket previsto dalla finanziaria sarebbe stato uno strumento utile per responsabilizzare gli utenti del settore sanitario e migliorare la qualità del servizio, è stato presto trovato un nuovo escamotage per evitarli e recuperare i 381 milioni previsti dalla manovra: l’ultima idea (di Bossi) è di aumentare il prezzo del tabacco, il cui costo già ora è costituito per il 60% da tasse, determinando una spesa di 6,5 euro in più al mese per i fumatori.  Tale proposta, sebbene si riconosca che colpire i fumatori sia ingiusto per questi ultimi, sarebbe motivata in quanto educativa, premiante dei comportamenti virtuosi e incentivante la prevenzione. 

Si schiera contro la manovra il settore del tabacco: gli aumenti dei prezzi delle sigarette, infatti, porterebbero sicuramente a una riduzione dei consumi e, quindi, anche delle entrate dell’erario. Per ripianare tale perdita bisognerebbe aumentare il prezzo delle bionde di almeno 2 euro. Tali incrementi, a loro volta, potrebbero però incentivare il contrabbando per livelli anche superiori al 30% del mercato illegale, come già accade all’estero, ad esempio in Francia e Inghilterra, senza tra l’altro incoraggiare alcuna riduzione dei consumi. Una simile perdita per le casse statali potrebbe addirittura causare l’effetto opposto, ossia rendere necessario un aumento dei ticket per compensare le minori entrate. Secondo quanti si schierano a favore, invece, come Enrico Rossi (presidente della Toscana, PD), sarebbe sufficiente un aumento di 20-25 centesimi a pacchetto.  Il presidente della commissione sul Servizio Sanitario Nazionale e senatore del PD, Ignazio Marino, calcola che con un incremento di 50 centesimi si otterrebbero 1.464.380.000 di euro per finanziare il servizio senza introdurre ticket. Anche Grazia Labate, Docente di economia sanitaria all’Università di York (rivista Il Bisturi, 25 luglio 2011), calcola che se il costo delle sigarette fosse portato a 5 euro e se si aumentassero i prezzi di alcolici e superalcolici di 2 euro, si risparmierebbero risorse economiche per le patologie e malattie correlate a tali vizi. Non si capisce se questi calcoli tengano conto anche di una probabile riduzione dei consumi, ma di sicuro non considerano l’aumento del 3,8% del prezzo delle sigarette già registrato nell’ultimo anno che, volendo, potrebbe già essere utilizzato per finanziare la sanità senza prevedere ulteriori incrementi.

Non è quindi chiaro se “tassare un vizio per non tassare una necessità” (presidente del Codacons, Carlo Rienzi) servirebbe effettivamente a migliorare il finanziamento del servizio sanitario, a cui si aggiunge una ulteriore confusione sulla quantità degli aumenti (c’è una notevole differenza tra 20-30 centesimi e 2 euro). Bisognerebbe poi chiarire come le regioni beneficeranno di tali incrementi, considerando che finora erano destinati alle casse statali. Inoltre non si può ignorare che le campagne informative sui danni del fumo sono ormai attive da anni, quindi chi teme per la propria salute ha già avuto l’occasione e lo stimolo per smettere, mentre chi non ha abbandonato il vizio continuerà ad acquistare sigarette, anche a costo di ricorrere al mercato nero, in cui arrivano le sigarette meno costose dall’estero. Tale soluzione, quindi, non solo non impedisce un aumento delle tasse per il servizio sanitario nazionale, ma neppure incentiva una razionalizzazione dei consumi nè un miglioramento della qualità delle prestazioni come potrebbe invece fare il ticket. Tassare pochi per pagare i consumi di altri non stimola alcun reale controllo, per non parlare di riduzione, della spesa sanitaria.

 

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11 Responses

  1. Borderline Keroro

    Bella questa! “tassare un vizio per non tassare una necessità” (presidente del Codacons, Carlo Rienzi)

    Io direi piuttosto “tassare E’ un vizio, NON una necessità”.

    Vado a comprarmi un accendino nuovo.
    Non per le sigarette, visto che non fumo, ma per tutte le candele che da oggi accenderò alla Madonna.

  2. Filippo

    Per me l’idea del ticket per l’accesso al pronto soccorso dei codici bianchi-verdi sarebbe stata davvero un’ottima idea per responsabilizzare gli utenti del SS.NN.
    Da membro di un’associazione di volontariato che effettua anche servizi di emergenza-urgenza in convenzione con il 118 posso affermare che purtroppo spesso per comodità e/o ignoranza si abusa del servizio di pronto soccorso intasandolo quando non ce ne sarebbe effettivamente bisogno,e magari un attimo di educazione sanitaria in più (oltre all’utilizzo da parte degli utenti di altri servizi tipo guardia medica o medico di famiglia)porterebbe ad un minore spreco di risorse anche in questo delicato settore.

  3. Credo sia oltre le mie capacità intellettive il comprendere perché lo Stato – attraverso la tassazione, persino – dovrebbe premiare comportamenti «virtuosi» e incentivare la prevenzione.
    Avendo comunque smesso di fumare sigarette, guarderò questa tassa assai etica entrare in vigore, in attesa di balzelli anche sui cibi meno sani – e chissà quali e chissà chi ne redigerà la lista – o sul sesso acrobatico.

  4. stefano tagliavini

    @Filippo
    Nella mia città il sistema dei codici è in vigore da più di dieci anni, ma come spesso accade in Italia, le realtà che funzionano vengono ignorate.

  5. Tony Braschi

    Gentile OSCAR GIANNINO,
    apprendo solo ora che lei pubblica i suoi pensieri, le sue riflessioni e le sue critiche presso un suo Blog.
    L’ho cercata sul web perche’ apprezzo molto la sua palingenesi, anche se ignoro le motivazioni che l’hanno indotta ad un tale mutamento antropologico. Che sia tutta opera del nostro grande architetto dell’universo? Ad ogni modo gradirei rivolgere qualche domanda in privato. Quindi, sarebbe cosi’ gentile da fornirmi un suo contatto al mio indirizzo email?
    In attesa la ringrazio e le auguro una buona giornata.
    TFA.
    Tony

  6. Ma io questa storia dei ticket continuo a non capirla. In Toscana si paga già il ticket! 36 euro per le analisi, che qualche volta conviene pagare e via, 25 euro per il codice bianco e se uno vuole una visita decente paga il ticket forzoso, cioè va a pagamento nell’intramurale. Dove sta la novità?

  7. giancarlo

    sentite. la questione che i cittadini utilizzano il pronto soccorso in modo scorretto sarà vera ma non dappertutto. Dove c’è un ospedale nelle vicinanze va bene.
    Ma mettete questo caso: da casa mia il più vicino Ospedale (Ospedale, non ospedale, senza reparti degni di questo nome) dista 45/50 minuti d’auto (60 oppure 80 kilometri).
    Mi vorreste far credere che monto in macchina per fare 60 KM solo per il gusto di andare in pronto soccorso? rischiando di pagare il codice binco se non ho una vera emergenza? In tal caso il mio danno ammonta a 35/40 euro, comprendendo anche il costo carburante auto!!!
    Ci saranno anche i casi da voi descritti, ma a me non è mai capitato.
    Forse capita spesso dove esiste un ospedale ogni 15 km? Forse si! e voi vi riferite a quei casi, allora. Dunque in questi casi occorrerebbe chiudere qualche ospedalino che costa e non rende, piuttosto che caricarne le inefficienze alla collettività coi ticket.
    Peraltro ieri ho dovuto eliminare due nei sospetti nella mia pelle.
    All’animaccia! sapete il costo? 232 euro. (esami sangue, ECG + exeresi) diconsi DUECENTODIECI euro. per me lavoratore dipendente con mutuo e famiglia a carico rappresenta oltre 1/9 del mio stipendio!! Ma dico, le tasse non le avevo pagate già il 27 ultimo scorso? Mi pare di si. al 40/45% del netto.
    Certo. poi porterò le spese in detrazione IRPEF, (19% oltre i 250 euro se non sbaglio).
    Ora che ci penso, con la nuova manovra che incombe mi devo sbrigare.
    Devo eliminare tutti i nei sospetti entro il 2012:altrimenti Giulio Tremonti praticherà una exeresi sul rimborso IRPEF del 20%.
    AAhhh Ah Ah!!!
    Ma c’è poco da ridere

  8. giancarlo

    Filippo :Per me l’idea del ticket per l’accesso al pronto soccorso dei codici bianchi-verdi sarebbe stata davvero un’ottima idea per responsabilizzare gli utenti del SS.NN.Da membro di un’associazione di volontariato che effettua anche servizi di emergenza-urgenza in convenzione con il 118 posso affermare che purtroppo spesso per comodità e/o ignoranza si abusa del servizio di pronto soccorso intasandolo quando non ce ne sarebbe effettivamente bisogno,e magari un attimo di educazione sanitaria in più (oltre all’utilizzo da parte degli utenti di altri servizi tipo guardia medica o medico di famiglia)porterebbe ad un minore spreco di risorse anche in questo delicato settore.

    SENTA, GENTILE ED ENCOMIABILE VOLONTARIO ITALIANO.

    Lei mi pare corretto.
    Ma mi domando, lei ha verificato che in molti casi con l’ambulanza portate il paziente in pronto soccorso in mancanza di reale necessità?
    E perchè ce lo portate?
    Non lo dovete portare!!
    Fine di una parte degli sprechi!!

  9. Filippo

    giancarlo :

    Filippo :Per me l’idea del ticket per l’accesso al pronto soccorso dei codici bianchi-verdi sarebbe stata davvero un’ottima idea per responsabilizzare gli utenti del SS.NN.Da membro di un’associazione di volontariato che effettua anche servizi di emergenza-urgenza in convenzione con il 118 posso affermare che purtroppo spesso per comodità e/o ignoranza si abusa del servizio di pronto soccorso intasandolo quando non ce ne sarebbe effettivamente bisogno,e magari un attimo di educazione sanitaria in più (oltre all’utilizzo da parte degli utenti di altri servizi tipo guardia medica o medico di famiglia)porterebbe ad un minore spreco di risorse anche in questo delicato settore.

    SENTA, GENTILE ED ENCOMIABILE VOLONTARIO ITALIANO.
    Lei mi pare corretto.
    Ma mi domando, lei ha verificato che in molti casi con l’ambulanza portate il paziente in pronto soccorso in mancanza di reale necessità?
    E perchè ce lo portate?
    Non lo dovete portare!!
    Fine di una parte degli sprechi!!

    @giancarlo

    Egregio Signor Giancarlo,
    noi possiamo e dobbiamo provare a convincere il paziente che portarlo al PS non gli procurerà alcun vantaggio rispetto alla sua situazione se non una perdita di tempo oltre ad intasare la sala di attesa e allo spreco di risorse comuni blablabla etcetcetc MA se il paziente ha un’unghia spezzata e VUOLE andare comunque e in ogni caso al PS l’equipaggio dell’ambulanza,che sia composto da volontari o personale dell USL,DEVE caricarlo e portarlo al PS,per poi sentirsi giustamente chiedere a mezza voce dal personale del Pronto soccorso “ma che che l’avete caricato a fare per farci perdere tempo”.A volte la tentazione di scaricare il paziente per strada ci sarebbe,ma contravverrebbe a tutti i principi umanitari che mi possono venire in mente(SCHERZO).Per quanto mi riguarda non sono il tipo di volontario che non vede l’ora di poter uscire sull’ambulanza in codice rosso a sirene spiegate per le vie della città e di fare una scena cinematografica entrando di corsa con la barella al PS in pieno stile E.R..Per me i turni migliori sono quelli che passo a chiacchierare o ripassare le cose con i miei colleghi/amici,perchè questo significa che (per fortuna)la cittadinanza non ha avuto bisogno dei nostri servizi e quindi stanno tutti bene,che è la cosa più importante.

  10. C’è un aspetto che non si vuole affrontare e farebbe risparmiare parecchi soldi nella Sanità.
    Ma è una misura per cui molti griderebbero allo scandalo.

    Invece di tassare le sigarette oltremodo, bisognerebbe ripensare la sanità pubblica.
    In uno Stato Civile io ritengo giusto e sacrosanto che la sanità pubblica si occupi della salute dei cittadini e li curi senza far pagare un euro (ticket a parte).
    Ma avete presente quanto costa un fumatore allo Stato?
    La prima causa di morte in Italia resta l’infarto e la prima causa d’infarto è il fumo.

    Ora, siamo in una società dove anche sui pacchetti si avvisa dei rischi del fumo, dove chi fuma rivendica il suo diritto a scegliere per conto suo perchè tanto è la sua vita. Bene, perfetto, bis.

    Ma perchè tutti i cittadini devono spendere miliardi ogni anno per curare chi sceglie consapevolmente di rischiare? e non mi dite che lo stato ha il monopolio, fosse per me liberalizzerei anche lì. Invece di far pagare le tasse sui pacchetti, cominciamo a far pagare per lo meno la metà di quanto costa un intervento specialistico allo stato. e si parla di decine di migliaiai di euro… decine di migliaia di euro spesi per persone che liberamente scelgono di rischiare..

    sì, ci potremmo mettere di tutto, i cibi grassi, il poco sport, gli sport estremi, ma non c’è una categorie dove il rischio sia così alto, esplicito e correlato alla malattia di quella dei fumatori.

    e a me, di pagare più tasse per poi pagare i costi del fumo, non mi sembra giusto. scegli, rischi, paghi.

    vedete poi come cala il numero dei fumatori e il costo della sanità..

  11. censor

    ho deciso di smettere di fimare pur di non pagare più tasse, della salute non mi fregava nulla mi ha convinto l’idea delle tasse

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