29
Lug
2011

Quel che rischia il ceto medio, con questo governo. E quel che faremmo noi.

Dal prossimo numero di Panorama.

D’accordo, a ogni manovra c’è chi esagera. Repubblica ma anche il Corriere, due settimane fa hanno impazzato. Per cinque giorni il quotidiano diretto da Ezio Mauro, per due quello da Ferruccio de Bortoli, hanno sparato pagine intere sui tagli da duemila a tremila euro a famiglia che deriverebbero dalla manovra. Dimenticando di dire che il più delle cifre veniva da simulazioni sulla riduzione lineare di deduzioni e detrazioni fiscali per 20 miliardi che il governo ha posto nel decreto legge a copertura dei saldi, invece che nella delega per finanziare la riforma fiscale com’era previsto nella versione originale. Dimenticando cioè di chiarire che quei tagli sono stati previsti solo per dare garanzia immediata ai mercati che comunque l’azzeramento del deficit si farà, non che l’intenzione di Tremonti e Berlusconi sia di farli davvero, perché al contrario il ministro dell’Economia ha sempre spiegato e ripetuto che è sula spesa che occorrerà incidere ancor più profondamente, che le deduzioni e detrazioni vanno ridotte scegliendo fior da fiore per levare a chi non ne ha bisogno, non per aggravare linearmente il carico fiscale alle famiglie povere e numerose. Ma ammettiamolo.I media e l’opposizione hanno fato bene a spara, è il governo che si è pazzescamene contraddetto.
Sarebbe stato non una ma cento volte meglio immolarsi sull’altare di tagli maggiori da subito e indirizzati su comparti strutturali, alzando l’età pensionabile a 70 anni in 5 anni e privatizzando patrimonio immobiliare pubblico, invece di evocare la minaccia di più tasse per 20 miliardi a famiglie e imprese. Non solo si regala un’arma facile all’opposizione. Che potrà dire: se ci votate, niente tagli lineari a chi già se la passa male ma una bella patrimoniale sui famigerati ricchi. Soprattutto, l’operazione è sbagliata perché esiste davvero, un grande rischio di impoverimento del ceto medio italiano. E lo sappiamo perché lo dicono i dati.

Preferisco non utilizzare i numeri “allarmati”, per esempio quelli elaborati dalla Caritas o dalla Cgi, due parrocchie contrapposte che fanno il loro mestiere. Fermiamoci ai dati Istat. Secondo i quali nel 2010 in Italia c’erano 8milioni 272mila individui in condizioni di povertà relativa pari all’11% delle famiglie italiane, e in condizioni di povertà assoluta 3 milioni 129mila persone pari a 1milione e centomila famiglie cioè il 4.6% del totale nazionale. E’ meglio capirsi su come si elaborano questi dati, che gli “allarmati” contestano come sempre capita in Italia, dove ciascuno produce dati a capocchia. L’Istat aggiorna da anni con criteri scientifici al potere d’acquisto e alle medie di spese personali e familiari questi due dati, che sono dunque attendibili. Per la povertà relativa, si aggiorna ogni anno una media di spesa procapite per consumi atti a una vita dignitosa, e l’anno scorso era pari a 992 euro a persona per mese: una famiglia è in condizioni di povertà relativa se due persone possono contare su un reddito pari alla spesa media mensile di una sola, e il coefficiente varia a seconda della numerosità familiare. Per la povertà assoluta, si calcola invece una media di spesa minimale procapite al mese, sotto la quale c’è l’impossibilità di una vita di qualunque tipo se non da clochard mendicante. Nell’anno scorso quel minimo vitale era pari a 786 euro al mese per adulto ch vive da solo in una grande città del Nord, 686 in un piccolo Comune settentrionale, 516 in un piccolo Comune meridionale.

Innanzitutto: questi dati sono in peggioramento rapido? L’Istat – non io – dice di no, guardando complessivamente al Paese. La povertà relativa era all’11% delle famiglie italiane nel 207 pre-crisi, e lì è rimasta. La povertà assoluita era al 4,1% nel 2007, e dal 2008 entrando nlla crisi è salita al 4.6%, e lì è rimasta. Questo non significa però affatto che non ci siano linee emergenti che dovrebbero indurre la politica – di qualunque colore – ad aguzzare occhi e orecchie, per capire a che cosa bisogna fare fronte. Innanzitutto perché è cresciuta la fascia dei “quasi relativamente poveri”. Chi sono? Le famiglie comprese entro una fascia superiore del solo 20% a quella media di 992 euro di spesa ogni due componenti al mese. In questa fascia c’è un altro 7,8% delle famiglie italiane, cioè altri 2 milioni di famiglie pari a 6,8 milioni di persone. E se sommiamo questi “quasi relativamente poveri” a coloro che lo sono già, arriviamo a 20 milioni di persone su un totale di 65 milioni di residenti. E’ dunque su questi 20 milioni, che dobbiamo fare un ragionamento per capire che cosa sta avvenendo nel ceto medio impoverito.

Qual è, l’identikit di chi a paragone degli altri se la sta passando peggio, cioè fatica più degli altri nell’ultimo anno a difendere reddito e consumi sul precedente? Innanzitutto chi ha famiglie numerose, visto che in un anno quelle con 5 figli e più passano in condizioni di povertà relativa dal 25% al 30%. Idem per le famiglie con membri aggregati, tipo anziani a carico, che passano dal 18% al 23% nella povertà relativa. C’è poi un problema generale nel Mezzogiorno, che registra percentuali doppie e triple del Nord: basta avere 3 figli, perché al Sud nel 2010 rispetto al 2009 la povertà relativa sia salita dal 36% addirittura al 47%.

Quanto alle condizioni di lavoro emerge in tutta Italia, e come al solito al Sud come una vera pandemia, il peggioramento delle famiglie in cui chi lavora esercita una professione autonoma: dal 6,2% del 2009 al 7,8% del 2010, e nel Sud la povertà relativa degli autonomi passa in un anno dal 19% al 23,6%. Per i pensionati, nelle famiglie in cui c’è un solo reddito da quiescenza il peggioramento è drastico: la povertà relativa passa dal 13,6% al 17%, quella assoluta dal 3,7 % a un terribile 6,2%.

Conclusione. L’emergenza famiglia nel ceto medio esiste e peggiora. Stiamo colpendo duro gli autonomi, additati come evasori ma in realtà vittime più degli altri della crisi, ed esposti a maggiori rischi previdenziali. In più, per i pensionati a basso assegno si apre un baratro, e impoveriscono anche i loro figli a bassa qualifica, nelle famiglie allargate. Tradotto: le deduzioni e detrazioni per carichi familiari vanno alzate, non abbassate, e tagliati al loro posto i trasferimenti a fondo perduto alle imprese. Per gli autonomi, la linea voluta dalla sinistra, dell’innalzamento contributivo avvicinandoli al lavoro dipendente, si traduce in una strage. Quanto ai pensionati, una parte dei 60-70 miliardi che si risparmiano se andiamo tutti in pensione a 70 anni al 2016 e non al 2050 come oggi previsto si può e si deve devolvere all’integrazione degli assegni al minimo. E il Sud ha un disperato bisogno, in generale, di aree franche fiscali. Altrimenti, per il ceto medio tra le maggiori tasse locali e nazionali saranno botte da orbi. Figuriamoci con la patrimoniale.

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73 Responses

  1. armando

    mi scusi,giannino,ma i 70 anni vanno d accordo con la matematica
    ma non con il corpo umano.
    uno scribacchino o un politico puo lavorere fino a 90 anni,tanto deve solo muovere una penna e i suoi errori (sclerosi) fanno danni relativi
    In fabbrica chi sbaglia provoca danni economici e fisici a se e agli altri
    tangibili e visibili immediatamente

  2. erasmo67

    Giannino te lo ho già scritto , in pensione a 70 anni ci puoi andare tu che di mestiere chiacchieri !
    Quelli che lavorano anche di “concetto” a 65 anni sono già bolliti, quelli che lavorano utilizzando le braccia le gambe e la schiena a 60 son da rottamare.

    Spero che se qualcuno i darà retta arrivino con i forconi, e le chiavi inglesi davanti a casa tua.

  3. Massimo74

    @erasmo67

    Guarda che con la proposta di Giannino(se non ho capito male)non sei obbligato ad andare in pensione a 70 anni,puoi andare anche prima,ma ovviamente avrai una decurtazione dell’assegno pensionistico(il che mi pare assolutamente sacrosanto).

  4. CLAUDIO DI CROCE

    La manovra necessaria ( vendita del 30% dell’enorme patrimonio immobiliare pubblico, fonte tra l’altro di corruzione , innalzamento dell’età pensionabile a 70 anni , taglio del 30% dei dipendenti pubblici eliminando migliaia e migliaia di enti pubblici inutili , aumento drastico dei tickets sanitari , riduzione drastica dei costi della politica , Quirinale in testa ) la conoscono tutti ma i destri non la potranno mai fare perchè i sinistri scatenerebbero la piazza e in più hanno contro anche sindacati, banche , confindustria, giornali, università, magistratura , cioè la nomenklatura italiana, La patrimoniale – con prelievo nottetempo dai c/c come i ladri che è nel DNA sinistro , Amato docet – la faranno i sinistri appena andranno al governo dicendo che Berlusconi ha lasciato le casse vuote , proprio come sta facendo Pisapia a Milano che ha aumentato mi pare del 50% il costo del biglietto del trasporto pubblico . A Milano nessuno protesta , giornali e sindacati in testa , mi potete dire cosa sarebbe successo se l’aumento l’avesse fatto un sindaco di destra ?

  5. Piero

    Caro OScar.. ci ricaschi..
    ma cosa centrano la Sinistra (demagogica) e la Destra (Partito-Azienda che si fa da 20 anni solo i suoi interessi + dei soldatini in parlamento che gli ubbidiscono ma gli paghiamo noi)..
    Entrambe protese a mangiar più in fretta che possono le ultime fette di torta prima del botto (vedi il non taglio bipartisan delle provincie e altre castate.. il processo “”lungo”” che è proprio bello liberale come piace a te.. il ciabbiamo una banca pure noi)…

    hai sentito cosa t’ha confermato quel manager alla radio (cosa che tutti sappiamo/intuiamo senza bisogno di tante prove) : le multinazionali se ne vanno xrchè nella 1° repubblica le stecche erano soprattutto concentrate nel pubblico.. nella 2° repubblica (in gran parte del Silviuccio.. ma questa è solo coincidenza temporale) è pure peggio xrchè anche i Cda dei privati sono stati infiltrati se volevano lavorare..

    non hai ancora capito che commissarieranno il paese..
    e che verremo cacciati dall’euro..
    esci dal blocco in cui ti arruolasti inopinatamente anni fa..
    open your mind..

    sinceramente
    Piero

  6. Diego

    Una domanda: ma le statistiche in oggetto tengono pure conto dell’evasione (fatta a tutti i livelli, anche dal dipendente che non paga l’iva al dentista) e del lavoro nero?

  7. P. Tisbo

    Poi quello che molti non sembrano capire è che l’allungamento dell’età pensionabile si applica alle pensioni di vecchiaia, non di anzianità. L’anzianità è e rimane ai 40 anni contributivi.

  8. Angelo

    E se cominciassimo a togliere tutti i finanziamenti pubblici ai partiti (li chiamano rimborsi),quelli ai giornali tra cui il luigi XIV 24 ore (le dice qualcosa Giannino?).Se si accorpasero i referendum alle elzionini senza se e senza ma? Se eliminassimo la CONSIP e permettessimo invece di dare piena libertà (con responsabilità economica personale) ai responsabili finanziari degli enti pubblici?Se obbligassimo la vendita delle spa degli enti locali al mercato? Mi fermo qui ma prima di fare “crepare un poveraccio” su un cantiere a 70 anni perchè cade da un impalcatura o simili bisogna fare altro.Concludo con una frase di un famoso filosofo (siamo tutti frosci con il …. degli altri).

  9. Piero

    @CLAUDIO DI CROCE

    Sistri e Destri e TASSE… guardiamo un pò di FATTI :

    elenco delle Tasse dei Destri rispetto a ciò che trovarono 3 anni fa :

    1) abolizione dell’Ici anche per le prime case sopra xx euro (sotto era già stata levata)
    2) abolizione Tassa di Successione anche sopra xxxx euro (sotto era già stata levata)

    1) introduzione Imu (nuova Ici maggiorata x edifici commerciali/industriali e x 2° case)
    2) introduzione Tassa di Scopo x i comuni (in pratica una patrimoniale)
    3) introduzione Imposta Bollo su c/titoli maggiorata (in pratica una patrimoniale)
    4) aumento Aliquta Fiscale su Redditi da Capitale dal 12,5% al 20%
    5) Aumento delle Accise sulla Benzina (credo lo abbiano fatto ben 2 volte in tre anni)
    6) “se” non riusciranno a tagliare 20 miliardi di spese Riduzione Detrazioni Fiscali (es. Irpef 1° Casa, Interessi sui Mutui, ecc.).. naturalmente siccome la spesa è sempre aumentata anche in questi 3 anni (nonostante i tagli lineari) e siccome aumenta il costo degli Interessi quel “se” è + teorico che pratico.. sbaglia Oscar quando dice che i Sinistri poi la useranno come arma (il perchè l’ho scritto ad Oscar nel commento di sopra)…

    poi passiamo al Para-Fiscale che c’è ma non si vede :
    7) Introduzione di una Imposta Speciale a carico di Eni (per il famoso patto con la Libia) che poi di fatto ovviamente Trasferisce sulla Benzina
    8) Consessione alle Autostrade con autonomia Tariffaria molto Aumentata rispetto a prima (questa nuova concessione 30 anni è stata approvata pochi mesi dopo che le autostrade erano diventate il principale socio della Nuova Alitalia che Silvio doveva salvare x far vedere che lui era bravo.. ora la rivendiamo ai Francesi incassando 300 milioni dopo aver assorbito 4.000 milioni di debiti che invece eravamo riusciti col precedente governo a sbolognargli)..

    *** non metto ancora in conto la Tassa Patrimoniale che QUESTO Governo sarà velocemente (entro Settembre) e forzatamente COSTRETTO a mettere pure lui visto che i 50 mld della manovra in questione ce li siamo già mangiati n Interessi (il Governo aveva Ereditato un Debito Formale di 104% ed ora ne abbiamo uno del 120% formale = +16%.. Bravi)..

    allora CROCE… dimmi un pò.. COSA DICEVI delle TASSE.. DATI ALLA MANO ?

  10. Massimo74

    Angelo :
    E se cominciassimo a togliere tutti i finanziamenti pubblici ai partiti (li chiamano rimborsi),quelli ai giornali tra cui il luigi XIV 24 ore (le dice qualcosa Giannino?).Se si accorpasero i referendum alle elzionini senza se e senza ma? Se eliminassimo la CONSIP e permettessimo invece di dare piena libertà (con responsabilità economica personale) ai responsabili finanziari degli enti pubblici?Se obbligassimo la vendita delle spa degli enti locali al mercato? Mi fermo qui ma prima di fare “crepare un poveraccio” su un cantiere a 70 anni perchè cade da un impalcatura o simili bisogna fare altro.Concludo con una frase di un famoso filosofo (siamo tutti frosci con il …. degli altri).

    Tutte cose giuste,ma non sono sufficenti.Riformare la previdenza è inevitabile… piaccia o non piaccia.

  11. Angelo

    @Massimo74
    A casa mia prima si tagliano le vacanze,i vestiti nuovi e poi il mangiare (per ultimo).Bisogna tagliare le pensioni in essere un “errore” del passato a chi prende anche 30.000 euro/mese di pensione solo perchè andato con leggi particolari.Ripeto se si facesse ciò di cui sopra e quello che ho scritto adesso non servirebbe il resto.I diritti acquisiti sono una stupidata solo italiano in Germania tanto decantata hanno decurtato le pensioni del 25% senza se e senza ma ma solo quelle oltre una certa soglia.Noi continuiamo a pagare pensioni stellari ai soliti e diciamo ai poveracci che non si reggono sulle gambe di fare sacrifici.Mi vergogno di essere italiano e di avere gente cosi egoista e menfreghista come connazionali.
    p.s. io pago contributi ma la pensione nemmeno la vedrò
    p.p.s. con l’ inquinamento e gli stili di vita odierni noi vivremo meno di chi ha oggi 80 anni

  12. stefano tagliavini

    @Angelo
    Concordo pienamente ma da questi parti vogliono solo che i poveri siano sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi e se osi dire il contrario sei etichettato comunista. Cercare di costruire una società più giusta e onesta per loro non serve a niente.

  13. stefano tagliavini

    @Piero
    Verrai bollato come uno sporco comunista e negheranno quella reltà che con dovizia di particolari hai raccontato. Non c’è possibilità di confronto soprattutto se non si vuole capire la realtà. Vorrebbero eliminare le pensioni, dei poveri si intende, la spesa per la sanità, i servizi, insomma tutto. Hanno l’ossessione della spesa pubblica, con la scusa che ci sono degli sprechi, cosa vera intendiamoci, anzichè perorare la causa di una migliore efficienza della pubblica amministrazione, loro tagliano, eliminano fisicamente tutto quello che può comportare l’applicazione di tasse per i servizi. Se sei povero la colpa è tua, solo tua.

  14. Silvano Fait

    La pensione a 70 anni mentre c’è un mucchio di gente che se la spassa a piede libero da quando ne ha 50 non è proponibile. Meglio intervenire sui diritti acquisiti bloccando le rivalutazioni ed intervenire progressivamente sui vitalizi superiori a 30.000 euro annui.
    Nel sistema contributivo ciò che rilevano sono l’aspettativa di vita ed il montante. L’equilibrio viene assicurato dall’adattamento dei coefficienti.
    Dobbiamo pensare anche che allungandosi la vita lavorativa, non tutte le carriere saranno ascendenti. Orgoglio o aspettative a parte non è un gran problema economico se si fornisce un po’ di flessibilità al sistema, consentendo di usufruire in anticipo di parte del montante maturato. In pratica una fascia di età 55-70 in cui i contributi già versati integrano il reddito di un lavoro svolto con orari o mansioni più leggere.
    In Germania comunque le fabbriche più grandi cominciano già ad attrezzarsi per i lavoratori più anziani: logistica interna, automazione elevata e attenzione agli aspetti ergonomici. La tecnologia e gli investimenti in sicurezza rendono sostenibili mansioni un tempo usuranti. Nei paesi avanzati l’operaio del XXI secolo non è un ingranaggio come nei film di Chaplin.

  15. Alberto

    Giannino, non dimentichiamo ciò che deve essere tagliato subito, questo lavoro dei senatori Salvi-Villone del 2005 contiene quasi tutto il brontosauro che deve essere alimentato per sopravvivere; possibile che nessuno riesca ad uccidere la bestia che stà dissanguando l’ Italia? Questo dossier del Sole24ore, parla di 23 miliardi l’ anno, come costo della politica, altro che i 4 MLD di cui parlava Tremonti ma io credo che sia ancora sottostimato. Allora vogliamo farla finita si o no?

  16. Logos

    @Piero
    Aggiungici anche l’aumento delle sigarette.
    Non voglio più commentare il sig. Claudio, altrimenti penserebbe che sono comunista ed in quanto tale odio Berlusconi.
    Mi piacerebbe anche anche parlare dei capitalisti senza capitali italiani, i veri comunisti di questo paese. Il sig. Claudio parla spesso dell’italo-svizzero De Benedetti, rovina dell’Olivetti (vero), ma cosa mi dite degli aiuti di Stato a Mediaset per il digitale, del CIP 6 ai petrolieri italiani, del finanziamento pubblico (vedi accise sui carburanti) al celeberrimo cinema italiano in salsa Muccino-Scamarcio, dei mille regali alla famiglia Agnelli etc.?
    Bravi, bravi miei cari PEONES continuate a pagare, pagare e pagare per lavorare, lavorare e lavorare fin quando avrete la forza per farlo. Ve lo auguro.
    Proporrei, addirittura, di lavorare fino la giorno del funerale, perchè no?
    Perchè, invece, non riconteggiare tutte le pensioni con il sistema contributivo, visto che è la mia generazione a contribuire?
    Vedo, però, che abbiamo il dovere di continuare a servire i “papponi” di Stato e non. Vedi in America, quando si è trattato di salvare i banchieri e i loro bonus, tutti hanno contribuito nel bene e nel male, ipotecando il proprio futuro. Adesso? Adesso c’è il debito e se lo prendono in c**o i soliti noti: la working class e la middle class. Voglio tranquillizzare Erasmo67, infatti, secondo un noto studioso, ora mi sfugge il nome, la middle class sta già diventando una polveriera sia nei cosiddetti paesi in via di sviluppo (vedi Cina) che in quelli già sviluppati.
    Allora si che vedremo i forconi e le chiavi inglesi.

  17. paolo calcogni

    Chiar.mo Dott. Giannino,ho letto sul Messaggero il suo ottimo articolo “Bisogna fare in fretta”.Non mi è chiaro se i valori in euro riguardanti il debito pubblico nelle varie epoche tengano conto della svalutazione della lira nei decenni.Certamente la lira anni ’90 non aveva lo stesso potere d’acquisto della lira anni ’70.La ringrazio di una sua eventuale gentile risposta.Cordiali saluti

  18. sim

    Qualcuno può farmi un calcolo matematico sulla pensione?
    andrò in pensione a 70 anni (come da simulazioni) nel 2040
    avrò 35 anni di contributi
    verso direttamente e indirettamente con il fondopensione negoziale il 45% del mio stipendio
    Quanto mi posso aspettare di pensione complessiva rispetto all’ultimo stipendio in percentuale?
    Ai miei conti ( non da matematico) mi viene quasi fuori che mi conviene non versare più niente e mettermeli sotto il mattone (metto via 6 stipendi l’anno per 35 anni) corrispondono circa a 17 anni a stipendio pieno ( senza le rivalutazioni) quindi andrò in pari a 87 anni ( se ci arrivo)
    non ho parole…avrò una pensione leggerissima e minore di quello che ho versato
    beh non sono un matematico, ma se qualcuno me la sbroglia potrei
    1) essergli grato
    2) condividere le riforme delle pensioni

    s

  19. Massimo74

    @Angelo

    Ma infatti secondo me più che aumentare l’età pensionabile bisognerebbe ricalcolare con il sistema contributivo tutte le pensioni che attualmente vengono erogate secondo il vecchio sistema retributivo.Il risparmio di spesa sarebbe enorme e in più si farebbe una grande opera di giustizia sociale.

  20. CLAUDIO DI CROCE

    I messaggi sconclusionati presenti in questo blog testimoniano che la componente comune è l’invidia, il rancore sociale .Si continua ad aizzare l’odio uno contro l’altro – come i famosi polli di Renzo- senza rendersi conto che il vero problema occidentale – comune a USA, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia , GB, ed anche alla Germania, oltre che naturalmente all’Italia è che non ci possiamo più permettere il famoso Welfare , cioè la promessa dei politici di assistere i cittadini dalla culla alla tomba con i soldi dei contribuenti. Adesso i soldi non ci sono più – non c’erano neanche prima ,infatti siamo pieni di debiti – e dobbiamo volenti o nolenti smettere di spendere risorse che non abbiamo e non possiamo più fare altri debiti . Gli importi in gioco sono talmente rilevanti che pensare di cavarsela togliendo le auto blu o gli stipendi dei parlamentari o altre cose del genere- importanti per l’esempio ma assolutamente irrilevanti sul piano dei numeri – non so se definirla ignoranza o emotività.
    Mettere la patrimoniale – magari rubando nottetempo dai c/c come fece Amato – non risolve il problema perchè quella quantità di denaro rubata dalle tasche dei cittadini servirebbe solo ai politici per riaumentare le spese .
    L’unica soluzione è RIDURRE le spese , come farebbe qualunque buon padre di famiglia, e quindi RIDURRE LA MOSTRUOSA SPESA PUBBLICA che è quella che ci ha portata in questa situazione. Lo stanno facendo tutti i paesi occidentali i quali avendo più spazio di manovra hanno anche aumentato il debito pubblico in misura molto ma molto maggiore di quello che ha fatto l’Italia . Avete presente l’America del campione della sinstra Obama ? Noi non ce lo possiamo più permettere

  21. erasmo67

    SI DEVE SCEGLIERE.

    Il welfare è la miglior forma di redistribuzione della ricchezza, ma è incompatibile con la parte del Leone.

    E da parte mia non c’è alcuna invidia, che per fortuna non mi manca nulla, c’è invece molto rancore nei confronti di quelli che, per avidità, hanno scassato un sistema sociale che potrebbe funzionare bene.

  22. Giuseppe Gilardoni - Genova

    Condivido pienamente quanto affermato da Claudio di Croce. Il problema principale non è quello di reperire risorse (l’accapigliarsi sulle fonti da cui attingere è fuorviante), ma quello di ridurre le spese. Propongo che i partecipanti al blog segnalino gli enti inutili e gli sprechi. Bisogna “far dimagrire” lo Stato e alleggerire i costi della politica. Segnalo, fra i primi possibili risparmi, l’abolizione delle Province e dei Consigli di quartiere e l’accorpamento dei Comuni con pochi abitanti. Spero nella collaborazione di chi condivide questa impostazione. Voterò per il Partito, o gli uomini, che si impegneranno in questo direzione e incominceranno a compiere atti che dimostrino la loro buona fede nel perseguire questo indirizzo.

  23. adriano

    Articolo interessante ed istruttivo,tranne i favolosi anni settanta.Se di tagli alle pensioni si deve parlare,devono riguardare quelle di tutti,non solo di chi ha avuto la ventura di nascere dopo il periodo della cuccagna.Come già proposto e tralasciando le premesse,si potrebbe estendere a tutti il sistema contributivo.Le pensioni in pagamento con importo congruo ai contributi versati rimangono invariate.Le altre,il rimanente 100%,devono essere ridimensionate con titoli di pagamento diversificati.Fino alla soglia di sopravvivenza (1000 euro) si conserva il pagamento in euro.Oltre i mille e fino a seimila una aliquota del 10% progressiva ogni 500 euro viene liquidata in titoli non esigibili,come pure la parte eccedente.La quota in euro non può essere inferiore alla rendita calcolata col sistema contributivo vigente.Tutti ricevono per quanto hanno dato.I diritti restano acquisiti perchè la non esigibilità non è definitiva,ma legata al bilancio.Ognuno potrà valutare la propria aspettativa di morte e decidersi alla pensione con qualsiasi età.

  24. Massimo74

    @erasmo67

    Non c’è bisogno di alcuna redistribuzione di ricchezza calata dall’alto:il libero mercato,infatti,già redistribuisce le risorse nel miglior modo possibile, premiando i virtuosi e penalizzando i meno capaci e/o meno produttivi.

  25. Dai commenti mi pare di capire che siete in molti contrari ai tagli alle spese dello stato, all’innalzamento dell’età pensionabile ed in soldoni ad una consequenziale flat tax alla Regan per intenderci. Visto che è così allora vi meritate proprio il tipo di tartassamento che il Tremonti vi propina. E pensate che a 60-65 anni sarete dei felici pensionati?! Per i quarantenni e forse anche per i cinquantenni non ci sarà serenità da pensionati. Anzi! Restando così le cose e continuando con queste manovre economiche (che sono come impostazione e principi le stesse da 30 anni!) andrete si in pensione come volete voi a 60-65 anni ma da morti di fame, con un potere d’acquisto SOTTO LA SOGLIA DELLA POVERTA’. lo scrivono tutti coloro che si occupano di previsioni economiche. E questa volta sono d’accordo tutti di qualsiasi colore politico si tratti. Fatevi un pensierino. Soprattutto dipendenti e ceto medio. Viva Giannino, viva Antonio Martino, viva Galan! Grazie.

  26. fabio

    oh madonnina… ancora con questa cosa della pensione a 70anni… dott giannino basta!
    tutte le volte si fanno questi discorsi a senso unico! aumentare l’età.. aumentare i contributi.. diminuire i coefficenti di trasformazionea!! invece parlare delle pensioni in essere si viene additati di essere macellai sociali, che i diritti acquisiti non si toccano.. peccato che in questo modo la macelleria sociale la si fa con i futuri pensionati(erodendo il loro reddito disponibile ora)… che negli ultimi 20 anni hanno avuto aumenti dei contributi obbligatori in maniera esponenziale(lo facevano per noi..sic)! pagano molto di più di ciò che hanno pagato quelli della generazione precedente e andranno in pensione(forse) con dei coefficenti che gli faranno prendere molto di meno e molto più tardi… non è questa macelleria sociale?… ah.. si.. è spostata sul futuro! i diritti acquisiti non possono essere tali quando vanno a ledere i diritti altrui… la giustizia è un’altra cosa!
    volete mandarci in pensione tutti con il contributivo a 70anni?… ok…. ma si ricalcolino istantaneamente tutte le pensioni in essere con lo stesso sistema, certo, con un coefficente leggermente migliore sotto una certa soglia(bassa).. chi ha versato tanto avrà tanto… chi avrà versato poco o nulla per poco tempo si arrangi…. io sinceramente non ne posso più di pagare vere legnate di contributi(che ormai sono visti come contributi a fondo perduto) basta….. !!! ah… è vero… una trasformazione di questo tipo farebbe appendere i politici a testa in giù in piazzale loreto…. molto più semplice continuare a massacrare i now workers, ma attenti… perchè prima o poi la pagate a suon di pistolettate!
    con un sistema sbilanciato e ingiusto di questo tipo dovrebbe essere prevista almeno la possibilità di poter ritirare l’intero monte contributi versato, ma sappiamo perchè non è previsto, vero? per lo stesso motivo per il quale sono obbligatori(per gli autonomi pure se sei nella c.ca, per lor signori prima paghi loro e se avanzi qualcosa forse mangi) … se non lo fossero molti sceglierebbero di fare altro con il sudore della loro fronte… il sistema è solo un gigantesco schema ponzi legalizzato e alla quale è obbligatorio accedere! LADRI!

  27. Roberto 51

    Caro Oscar,
    come tocca il tasto “pensioni” si scatena l’inferno.
    E’ vero che la durata della vita aumenta, ma è anche vero che gli anni si aggiungono in fondo e non prima. Se uno fa un lavoro vero e deve produrre risultati veri e misurabili, arriva ai 60/65 anni spremuto, fisicamente e/o mentalmente, e non lo vuole più nessuno.
    Il metodo giusto è quello suggerito da Massimo74: eliminazione dei “diritti acquisiti” (che in molti casi sono “privilegi acquisiti”) e ricalcolo per tutti della pensione con metodo contributivo. Poi ognuno, in base alle sue esigenze, decide se vuole andare in pensione prima con un assegno ridotto o dopo con una pensione più alta. Questi calcoli tengono anche conto della reversibilità, per cui tutto andrebbe automaticamente in equilibrio.
    Tutto questo deve essere accompagnato da una revisione dei metodi e dei tempi di lavoro, in modo che chi rimane al lavoro diventi una ricchezza, in termini di esperienza e conoscenze, e non una zavorra.
    Una cosa del genere la può fare, ovviamente, solo un governo tecnico o di sinistra.
    In realtà l’attuale governo, in assoluto il peggiore che io ricordi, ha il grosso merito di portarci al fallimento con una velocità di cui nessun altro sarebbe stato capace. In questo modo metterà gli italiani nell’unica situazione nella quale danno il meglio di sé: situazione disperata, nessuna via di scampo, possibilità di successo ridotte al lumicino (vedi Caporetto, II dopoguerra, Euro, oppure, in ambito sportivo, mondiali 1982 e 2006).

  28. Alberto2

    Angelo :
    @Massimo74
    Bisogna tagliare le pensioni in essere un “errore” del passato a chi prende anche 30.000 euro/mese di pensione solo perchè andato con leggi particolari.I diritti acquisiti sono una stupidata solo italiano in Germania tanto decantata hanno decurtato le pensioni del 25% senza se e senza ma ma solo quelle oltre una certa soglia.Noi continuiamo a pagare pensioni stellari ai soliti e diciamo ai poveracci che non si reggono sulle gambe di fare sacrifici.Mi vergogno di essere italiano e di avere gente cosi egoista e menfreghista come connazionali.

    Ti quoto e straquoto!

    Ma come si fa a pagare ancora oggi la pensione a gente che ha lavorato 19 anni 6 mesi ed 1 giorno!
    Ma questa è una follia morale prima ancora che economica!

  29. carlo grezio

    Le cose da fare ? proviamo a fare un elenco breve e ragionato ?
    partiamo dal fatto che un intero decennio è stato buttato via da questo paese di cialtroni.
    Da li, dalla situazione di dieci anni fa bisogna ripartire soprattutto sotto l’aspetto economico, perchè i peggiori danni del tremontismo-berlusconismo-leghismo li vediamo nella parte economica del paese ormai quasi completamente bloccata.
    Esistono però delle ovvie priorità di tipo istituzionale, estremamente urgenti, per evitare che quello che è appena successo possa ricapitarci addosso : elenco solo i titoli :
    – riforma elettorale (evitando pasticci all’italiana : semplicemente scegliere tra maggioritario uninominale inglese oppure maggioritario con ballottaggio oppure, se ci vogliamo tenere un sistema fondamentalmente parlamentare , proporzionale alla tedesca con sbarramento).
    – regolamentazione del possesso di televisioni e giornali;
    – incandidabilità/ineleggibilità per concessionari pubblici (i proprietari, non i managers)
    – riforma della giustizia civile in una logica di maggiore efficienza/efficacia, ristrutturando la magistratura , abolendo un grado di giudizio, togliendo alla difesa tutte le possibilità di procrastinare il giudizio definitivo adeguandosi alle legislazioni più diffuse nella comunità europea.
    Fatto questo, bisogna tornare all’economia : la cattiva notizia è che dopo 10 anni ignominiosi toccherà di nuovo alla sinistra tentare di mettere i conti a posto, cosa che significa gestire il bilancio in una logica di rigore: quella di ciampi, prodi, padoaschioppa e visco…sperando che la sinistra radicale, da un lato,abbia la pazienza di aspettare i frutti di questo lavoro – cinque anni… almeno – e quello che resterà dell’armata brancaleone berlusconiana leghista, dall’altro lato, non riesca a ricominciare a fare danni troppo presto.
    Parliamo di economia e bilancio.
    Dal debito pubblico non si rientra mai : l’obbiettivo deve essere, impedirne la crescita ulteriore e gestirlo in termini fondamentali cioè mantenendo una velocita di sviluppo dell’economia (che si misura purtroppo con il pil) ben maggiore della crescita del debito (è questa la grande truffa di tremonti : ha bloccato la crescita, ma nonostante i cosiddetti tagli, solo il debito è cresciuto costantemente mentre lo sviluppo è sparito).
    Per ricondurre la gestione del debito pubblico entro canali di sopportabilità economica bisogna ridurre la spesa pubblica e attivare politiche di sviluppo, di forte crescita del pil (che è fermo al livello di 10/15 anni fa);
    Per incentivare la crescita bisogna modulare un intervento di revisione fiscale che riduca la imposizione sui produttori di reddito (aziende e lavoratori), che colpisca l’evasione fiscale, che incrementi l’imposizione sui percettori di rendite.(per chi vive di rendita e si guarda bene dal lavorare o avere una attività imprenditoriale oggi l’italia è un vero paradiso fiscale al 12.50%).Considerando l’elevata imposizione sui consumi (non progressiva e ingiusta per le classi meno abbienti) le azioni sono semplici : copertura della riduzione delle aliquote sui produttori (aziende comprese) con incremento delle aliquote sulle rendite; contemporanea deducibilità dal reddito di tutte le tasse sui consumi (iva) pagate durante l’anno e se possibile dei costi sostenuti: in questo modo il grosso dell’evasione fiscale si recupera perchè tutti pretenderemo ricevute,fatture e scontrini da parte di quei produttori/venditori di beni e servizi che possono facilmente evadere ed eludere.
    Ovviamente non basta perchè la spesa pubblica deve essere ridotta nel suo ammontare assoluto, cosa che si può ottenere solo con una razionalizzazione e ristrutturazione della pubblica amministrazione.
    Deve essere chiaro che il cosidetto federalismo non otterrà questo obbiettivo.Per ridurre il costo della pubblica amministrazione bisogna eliminare uno dei quattro livelli di gestione (comune-provincia-regione-stato) e ognuno di loro razionalizzato.
    Ad un osservatore appena appema imparziale e razionale non può sfuggire che la macchina pubblica amministrativa è inutilmnete farragginosa e soprattutto dotata di un livello, quello regionale, completamente inutile :
    – a livello comunale : azzeramento circoscrizioni, comunità montane, etc; fusione obbligatoria dei piccoli comuni in comuni di almeno 15.000 abitanti; riduzione, privatizzazione,razionalizzazione delle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni;
    – province : abolizione delle province delle grandi città e costituzione delle “città metropolitane” come risultante dell’aggregazione amministrativa di comune e provincia di Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna,Firenze, Bari , Palermo, Genova.Se questo desse come risultante la nascita di qualche nuova provincia dei comuni limitrofi non è un problema, le province non fanno nessun danno e le piccole province funzionano molto bene in generale, costando molto poco : sono quelle collegate alle grandi città che non servono a nulla.
    – abolizione regioni a statuto ordinario e speciale : questo è il punto fondamentale.
    le regioni oltre ad essere l’alibi di uno psuedofederalismo-regionalismo mal pensato e mai teorizzato, storicamente infondato e funzionalmente disastroso, sono la struttura più inefficace, incontrollata, produttrice di debito, di dipendenti pubblici inutili, di governatori e parlamentini inutili, costosi e corrotti.
    Deve essere ben chiaro che chi voglia tentare di far ripartire il paese deve buttare il poco che ha cercato di fare il centro destra, a partire dal ridicolo federalismo senza un progetto e azzerare tutto.Si deve riportare la pubblica amministrazione ad una dimensione che si sarebbe potuta ottenere con una robusta informatizzazione, quindi fortemente ridotta e senza il livello amministrativo regionale.So che molti preferirebbero un abolizione delle province : è un alternativa forse accettabile, ma io sono fortemente convinto che le province siano meno dannose delle regioni.Da uno che si vuol far chiamare governatore diffiderei comunque, a prescindere.
    Prima del 74-75 le regioni non c’erano e lo stato funzionava meglio di ora, nessuno ne sentiva la necessità: la loro nascita coincide con l’esplosione del debito pubblico, con l’implosione della pubblica amministrazione che perde la capacità gestionale di un governo centralizzato e non acquisterà mai la capacità operativa di una struttura federale,perchè l’italia non ha mai avuto una storia federalista. L’italia è un paese troppo piccolo e poco dinamico per potere sopportare una sovrastruttura federalista.
    Gli italiani cosi’ come non sono mai stati in grado di controllare l’attività e l’efficienza dei parlamentari nemmeno sono in grado di valutare quello che si fa nei capoluoghi di regione ( ed i partiti lo sanno benissimo ); invece per vecchia tradizionale comunale gli italiani sanno controllare i sindaci ed i presidenti delle province … che infatti – a parte le grandi città dove sono sostanzialmente inutili ed uno spreco – funzionano benino e con pochi soldi.
    Certo a patto di avere una forte e seria maggioranza.
    Visto il risultato penoso del berlusconismo, avere una forte maggioranza potrà essere anche possibile : che sia fatta da gente seria, competente e decisa…è tutto da vedere
    Con la soppressione delle regioni , a questo punto cadrebbe la logica del senato federale, quindi si potrebbe rinunciare ad bicameralismo perfetto ed avere solo una camera dei deputati.
    Provate a immaginare questo paese senza la sovrastruttura pesantissima ed inutile delle regioni e con una modalità di gestione logica della sanità ( che non ha affatto bisogno di una dimensione regionale, ma deve organizzarsi per distretti razionali di utenti e territori), di colpo vi sembrerà un paese più leggero e con qualche speranza.
    E’ chiaro che in questo modo dovranno andare a casa e possibilmente a lavorare i presidenti di regione , i costosisssimi parlamentini regionali e naturalmente vanno a casa ed a lavorare i dipendenti delle regioni, in particolare i 100.000 siciliani che non fanno nulla alla regione sicilia : tenete presente che con il federalismo alla bossi la modalità di gestione della regione sicialia diventerà – INEVITABILMENTE E GIA’ SE NE VEDONO I PRIMI SEGNALI – il paradigma gestionale di tutte le regioni, nonostante i bla bla anche di gente seria come Ricolfi, la produttività efficienza delle regioni è zero e comunque inutile, le stesse cose le facevano prima, e meglio, stato e province.
    A questo punto non faranno male :
    – abolizione di qualsiasi dazione pubblica a partiti, giornali, chiesa cattolica
    -recupero a tassazione di tutta la manomorta ecclesiastica , in una logica liberale-cavouriana;
    – innalzamento pensioni a 70 anni
    – liberalizzazioni e cessioni di tutto ciò che non è necessario che sia pubblico, trasformando lo stato in un regolatore e controllore ferreo dell’economia, evitando errori marchiani come le liberalizzazioni fatte in passato che nella migliore tradizione democristiana sono state privatizzazioni degli utili e pubblicizzazione delle perdite.
    Certo ci vorrebbe gente seria per fare anche metà delle cose dette in precedenza, quindiin realtà nessuna speranza : l’italia è abitata da italioti.

  30. stefano tagliavini

    @erasmo67
    Capito tutto?
    Se ci sono persone che sono entrate nella soglia della povertà la colpa è loro, il libero mercato ha stabilito che sono degli inetti, mentre quelli virtuosi sono quelli che sono stati premiati, se poi tra i virtuosi ci sono quelli che evadono il fisco e da quest’ultimo premiati, poco importa. La redistribuzione della ricchezza la fa il mercato, le tasse che si pagano anche per gli evasori non si capisce se fanno parte della redistribuzione del mercato o della propensione di questo paese ad elevare la furbizia, e a volte la disonestà, in virtù.

  31. Piero

    @CLAUDIO DI CROCE

    scusa Claudio… sarò magari invidioso o comunista o gay o negro o sinistro..
    però io ho elencato le VARIAZIONI sule TASSE di QUESTO governo in 3 anni..
    cioè ULTERIORI AUMENTO rispetto a quelli già fatto da Prodi/Padoa/sinistri..

    e tu NON hai CONTESTATO l’elenco OGGETIVAMENTE INNEGABILE…

    quindi ne deduco che TU sei a FAVORE di QUESTE “NUOVE” TASSE che
    negli ULTIMI 3 ANNI il TUO amico SILVIO (e NON i Comunisti, e NON i MARZIANI)
    ha introdotto…

    inoltre hai detto che i Debiti sono PRGRESSI.. ed è VERO..
    ma NON hai spiegato come mai in 3 anni siamo passati dal 104% al 120% (+16%)..
    mi dirai.. è la crisi mondiale.. ok te la passo..
    ma allora mi spieghi xrchè sino a 2 mesi fa il Governo diceva che noi eravamo i migliori
    e non c’era bisogno di sacrifici ?

    so già che anche se risponderai,,, non lo farai nel MERITO ma con slogan..
    perchè l’ELENCO delle NEW TASSE “AGGIUNTIVE” è INNEGABILE anche x te..

  32. erasmo67

    @stefano tagliavini
    Certo che ho capito e riposto quello che ho già scritto

    Il liberalista sostiene che è tutto scontato nel prezzo e che qualsiasi intervento regolatorio sia un distorsione che genera quasti peggiori del male che vorrebbe curare.

    Ma è sufficiente un semplice ragionamento per capire che non è vero.

    Oggi la Germania dice che si deve pretendere un pagamento di interessi più elevato da quei paesi che rappresentano un rischio più alto. Ma questo è assurdo perchè non è l’alea che viene pagata in base al calcolo delle probabilità, qui l’investitore che acquista il debito può pretendere un premio più alto sulla base di un ricatto.

    La spculazione altera il prezzo

    Se questo è giusto e secondo voi non necessita di correzioni allora implicitamente dite che l’usura non è un reato e che prestare denaro al 100% di interessi ad un povero cristo che per qualsiasi ragione si trova escluso dal credito sia giusto.

    Conosco uno che trovandosi in difficoltà finanziarie con il suo negozio, non trovando aiuto dalle banche si è rivolto ad un “parente” che per aiutarlo gli ha comprato la casa con un generoso sconto sul prezzo di mercato poi, sempre per aiutarlo gli ha affittato la casa, a prezzo di mercato.

    Per il liberista questa è una dinamica ineccepibile.

    A me viene un solo commento, BASTARDI !

  33. Alberto

    E’ opportuno chiarire come stanno le cose.

    Nel 2009 le circa 15 mila pensioni erogate a esponenti del clero (non solo cattolici, ci sono anche i Testimoni di Geova) costeranno all’ Inps 120 milioni di euro. Chi paga? Il trattamento riconosciuto a circa 2 milioni di coltivatori diretti a riposo, sostenuto da meno di 500 mila agricoltori in attività, porterà uno sbilancio di 5,5 miliardi di euro. Chi lo paga? La risposta può apparire sorprendente a chi segua il dibattito sulla previdenza come si dipana da vent’ anni: il peso delle pensioni «generose» non grava sul contribuente ma sui lavoratori. Non è dunque lo Stato, per esempio, a pagare le pensioni ai 120 mila dirigenti industriali a riposo, reduci dal crack dell’ Inpdai, il loro istituto previdenziale: quegli assegni (in media circa 50 mila euro annui ciascuno) determinano uno sbilancio di 3,5 miliardi di euro, che viene pareggiato dai lavoratori parasubordinati (i precari) e dagli immigrati con i loro contributi. Non è tempo di riforme Sono i veri conti dell’ Inps guidato da Antonio Mastrapasqua a spiegare perché l’ idea di limare privilegi e generosità previdenziali alla ricerca di risorse con cui provvedere alle nuove emergenze dello stato sociale si scontri con l’ inesorabile prudenza del governo. «Questo non è il tempo di riforme per il sistema previdenziale», ha chiarito il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che sta mettendo a punto il suo Libro bianco sul nuovo welfare «universale», meno concentrato sulle pensioni e più articolato sui bisogni sociali emergenti. Nella discussione infinita su pensioni, spesa pubblica e welfare si è diffuso fin dalla prima riforma previdenziale (governo Amato, 1992) un pregiudizio secondo il quale assegni di vecchiaia «troppo generosi» pesano sui conti dello Stato. Gli esercizi contabili e statistici dei tecnici dell’ Inps che stanno stilando il bilancio preventivo 2009 dimostrano invece che i lavoratori italiani (e i loro datori di lavoro) danno all’ Inps più di quanto ricevono. In particolare sono quelli della categoria più numerosa, i 13 milioni di iscritti al Fondo lavoratori dipendenti, che non solo finanziano i 100 miliardi necessari a pagare l’ assegno a 9,5 milioni di pensionati, ma versano contributi in eccedenza per 6,5 miliardi. Poi ci sono i parasubordinati, categoria simbolo della trasformazione sociale. L’ Inps nel 2009 pagherà solo 230 mila pensioni ai rari precari anziani esistenti, pensioni ridicole, inferiori ai 1.500 euro annui, per un onere complessivo attorno ai 350 milioni di euro. Così i contributi pagati dal popolo dei call center produrranno un avanzo di cassa di 9 miliardi. Il tesoretto temporaneo Il terzo pilastro attivo dell’ Inps sono le cosiddette prestazioni temporanee, ed è forse il capitolo più sorprendente: si tratta di assegni familiari, cassa integrazione, sussidio di disoccupazione e pagamento dei giorni di malattia. Questi trattamenti, riservati alla parte più «garantita» del popolo lavoratore, sono strapagati dagli stessi lavoratori che ne usufruiscono e dalle loro aziende. Nel 2009 il Fondo prestazioni temporanee erogherà 13 miliardi di euro, eppure gli resteranno in cassa 5,5 miliardi, e questo solo a causa della crisi economica che ha fatto ridimensionare la previsione iniziale di un avanzo vicino ai 10 miliardi. Come si vede dalla tabella, la somma degli avanzi generati dai tre grandi fondi attivi è di oltre 4 miliardi superiore al disavanzo totale delle gestioni passive: lavoratori elettrici, dei trasporti e telefonici (eredità anche dei massicci prepensionamenti con cui negli anni ‘ 90 si fece finta di risanare alcuni carrozzoni pubblici prima di privatizzarli); dirigenti d’ azienda e coltivatori diretti. Tutti oneri a carico dei lavoratori attivi, non dello Stato, quindi non dei contribuenti. Dunque toccando le pensioni non sarebbe il contribuente a riprendersi i suoi soldi per destinarli diversamente, ma lo Stato a prendersi i contributi versati dai lavoratori per spenderli altrove. Dai dirigenti ai parasubordinati Previdenza e categorie

    Meletti Giorgio

  34. CLAUDIO DI CROCE

    @Piero
    La sconclusionata descrizione accumuna riduzioni, aumenti dei prelievi sui consumi, aumenti da manovra votati anche dai sinistri e altre cose in una miscellanea tesa solo a dimostrare che Berlusconi è un incapace, un ladro, gli piacciono le donne ecc.. cioè il rosario ripetuto milioni di volte dai giornali e telegiornali ” indipendenti “. Mi volete adesso dire cosa fareste voi – oltre che mettere Berlusconi in galera – per raddrizzare la baracca ? Ci sono solo due soluzioni : ridurre le spese o aumentare le entrate Io sono favorevole a DIMINUIRE LE SPESE , tutte le spese, in ogni modo. I sinistri sono sempre favorevoli ad aumentare le entrate perchè pensano che sia giusto rubare dalle tasche dei cittadini ” ricchi ” i soldi che a loro derivano da furti, imbrogli,evasione fiscale, sfruttamento dei lavoratori ecc..ecc.. il solito rosario di odio e invidia sociale che sento da decenni . Sul tema dell’evasione fiscale vorrei ricordare che viene sempre accampata come scusa per non ridurre la PRESSIONE fiscale e quindi continuare a sprecare montagne di denaro pubblico dicendo sempre che non si può ridurre perchè c’è l’evasione . Possibile che non vi rendiate conto che una quantità di denaro maggiore a disposizione della burocrazia sevirebbe non a ridurre la pressione fiscale ma ad aumentare le spese ? Non vi rendete conto che per sei/sette mesi all’anno si lavora per mantenere lo stato ? E voi credete che avendo una quantità maggiore di denaro dei cittadini cesserebbe lo spreco ?E come credete sarebbero impiegati i soldi rubati ai cittadini con la patrimoniale ? Riducendo il debito come farebbe un buon padre di famiglia ? Sono pronto a scommettere che salterebbero fuori decine , migliaia di politici,sindacalisti,economisti, giornalisti “indipendenti ” e anche persone di questo blog a spiegare al popolo bue che sono soldi che devono essere impiegati per lo sviluppo e cioè altro denaro gestito dalla politica e dalla burocrazia – Ricordiamoci infine che maggiore è la quantità di denaro gestito dal pubblico e maggiore è la corruzione., naturalmente solo di destra perchè i sinistri non sono ladri sono diversamente onesti.

  35. adriano

    Cocordo.Ogni ragionamento comunque necessita della premessa di norme sul pareggio in bilancio e limiti di spesa.Altrimenti nulla è utile.Per disinnescare il tormentone dell’evasione non c’è che da adottare il provvedimento che può eliminarla .Abolire il denaro contante.Si aiuterebbe anche la lotta alla malavita,quella contro la corruzione e si favorirebbe l’emersione delle attività in nero.E da subito sarebbe possibile abbattere le tasse.@CLAUDIO DI CROCE

  36. Angelo

    Butto una proposta: si alla patrimoniale ma come contropartita bisogna inserire in costituzione l’ impedimento senza se e senza ma per ogni ente pubblico di fare debiti,o di aumentarli dando nel tempo un piano di rientro da quello esistente.In pratica il bilancio deve essere pari per ogni esercizio finanziario magari fissandolo in 5 anni o simili.Inoltre bisogna vietare alle banche le cartolarizzazioni dei debiti(in pratica la banca deve rischiare assieme a chi investe cosi ha interesse a tenerlo in vita).

  37. Roberto 51

    @fabio
    D’accordo al 100% sull’eliminazione delle regioni, non ne ho mai capito l’utilità.
    Non hanno nessun senso, a parte costituire una formidabile greppia per un ceto politico che può operare più defilato, non essendo sotto i riflettori della stampa nazionale e neanche di quella locale.
    Sarà una coincidenza ma il deficit nazionale è esploso dopo la costituzione delle regioni. Ho vissuto prima e dopo la loro costituzione e non ne ho mai visto i vantaggi, gli ospedali funzionavano anche prima, le scuole pure, i trasporti meglio, c’era meno confusione e almeno le leggi e i regolamenti erano uguali in tutta Italia.

  38. CLAUDIO DI CROCE

    @adriano
    Io propongo di tornare al baratto con tutti i beni scambiabili provvisti di codice identificativo; e inoltre tutti gli scambi dovrebbero essere denunciati alla nuova Polizia dei consumi e ad almeno sette Procure della Repubblica. Inoltre i responsabili di ogni baratto non denunciato dovrebbero essere fustigati sulla pubblica piazza .
    Un governo degli onesti ,dei probi – non Prodi- dei saggi, deve entrare immediatamente in carica nominato da un comitato di cittadini che devono presentare la dichiarazione dei redditi di almeno venti anni, certificata da un giudice .

  39. Alberto

    Ora, insieme al taglio della spesa, e dei costi della politica, di cui si è parlato anche troppo, è arrivato il momento di battersi a fondo per l’introduzione del sistema fiscale che preveda il totale scarico(deduzione o detrazione a seconda della tipologia) delle fatture per tutti.

    Questo sistema implica:
    A)Il fisco deve riorganizzarsi e ristrutturarsi con nuovi potenti sistemi di gestione automatica delle dichiarazioni e delle informazioni on-line in tempo reale provenienti da tutti i soggetti economici;
    B)ogni soggetto economico fornitore di beni e/o servizi deve essere collegato on-line con con il sistema di gestione del fisco;
    C)le dichiarazioni fiscali annuali devono prevedere un sistema che permetta la lettura ottica automatica da parte dei soggetti autorizzati a trasmettere le dichiarazioni al fisco e che renda possibile il riscontro immediato tra quanto immagazzinato nell’anno dai sistemi dell’amm.ne e quanto perviene all’atto della dichiarazione fiscale.
    D)Gli interventi suddescritti renderebbero non appetibile il ricorso ad azioni evasive.
    Ho sunteggiato per grandi linee quello che occorre fare a breve medio termine per evitare futuri ricorsi a condoni ed introdurre un sistema fiscale giusto e trasparente;l’investimento nel sistema,indubbiamente ingente,è però inderogabile,altrimenti c’e’ il rischio del tracollo del sistema non più accettabile dal Paese onesto.
    I vantaggi introdotti dal sistema sarebbero:
    -Trasparenza delle transazioni;
    -Giustizia della contribuzione da parte di tutti;
    -Riduzione del prelievo fiscale pro- capite;
    -Eliminazione della concorrenza sleale fra le imprese;
    -Forte riduzione delle attività criminali;
    -Forte diminuzione dei finanziamenti illeciti alla politica;
    -Risorse disponibili per la riduzione del debito pubblico;
    -Grandi quantità di risorse economiche disponibili per le riforme e per la modernizzazione del Paese;
    -Risorse per la ricerca scientifica;
    -Miglioramento del clima sociale per l’eliminazione di una delle principali cause di disuguaglianza e ingiustizia;
    -Sicura crescita ed aumento del PIL con conseguente miglioramento dei parametri economici del Paese;

    Io credo che una delle più importanti attività rivoluzionare in senso Liberale,se non la più importante, da attuare nel Paese sia questa, se la gente non capisce questa cosa, temo che ci siano ben poche possibilità di salvezza per il nostro Paese.
    Chiacchiere se ne son fatte troppe, da 60 anni,ogni anno ci ritroviamo a parlare sempre delle stesse cose, cioè della riduzione dei costi dello stato, della politica e dell’ evasione fiscale che ammonta a diverse decine di miliardi l’ anno, e del fatto che la pressione fiscale reale, su chi paga è superiore al 52% del PIL, contro quella ufficiale del 43,5%.
    Nel ribadire che da 60 anni andiamo a caccia di buoi fuggiti da tempo dalla stalla, e che Tremonti conosca esattamente come impostare un sistema fiscale all’americana; debbo però con assoluta certezza e cognizione di causa, dichiarare che ciò che ne impedisce l’attuazione è la mancanza di volontà politica perchè la trasparenza fiscale sarebbe un modo soprattutto per la politica di non potersi finanziare con metodi occulti. Questa cosa è stata da me dibattuta e da loro sostanzialmente confermata, con alcuni politici importanti di cui non posso fare ovviamente i nomi.
    Oggi inoltre la maggior parte degli impiegati dell’agenzia delle entrate, è impegnata in controlli d’ufficio su documentazione relativa alle deduzioni e detrazioni e questo almeno, con un sistema efficiente potrebbe essere evitato; si pensi che ogni anno vengono richieste ai contribuenti pezze d’appoggio di spese che dovrebbero essere già acquisite dal sistema perchè facenti parte di documentazione interna (come ad es. per i lavori di manutenzione) o presenti negli archivi elettronici di altri enti (spese per istruzione o spese per contributi previdenziali a titolo d’esempio). Pensate pertanto che dette risorse umane potrebbero invece essere impiegate per controlli a tappeto sul territorio.
    Il lavoro da fare è enorme come anche gli investimenti che però sarebbero forse quelli a maggior ritorno economico per lo stato.
    Mi taccio e mi scuso per la lunghezza che è cosa che certamente è contro i miei principi.

  40. Salari Federico

    @P. Tisbo
    A parte che Giannino scrive soltanto di aumento dell’età pensionabile a 70 anni in 5 anni, senza alcuna precisazione, vorrei precisarti che la pensione di vecchiaia, come dice il nome, è legata al raggiungimento di una certa età, oggi 65 anni per gli uomini e 60 per le donne del settore privato e pubblico; queste ultime, dal 2012, potranno andare in pensione di vecchiaia a 65 anni come gli uomini, come da recente modifica di questo governo per adeguarsi ( all’insù) ad una sentenza della Corte di Giustizia della CE. La pensione che si consegue con 40 anni di contributi dovrebbe rientrare tra le pensioni di anzianità e comunque non si richiede un’età minima. L’età minima ritorna invece nella pensione di anzianità con meno di 40 anni di contributi, per conseguire la quale si richiede un minimo di contributi e di età e il raggiungimento di quote, ad oggi stabilite con legge 247/2007 ( Prodi) e valide fino al 2013: il minimo di contributi è 35, mentre i minimi di età sono 60 per il 2011 e il 2012 ( quota 96) e 61 per il 2013 ( quota 97); questo per i lavoratori dipendenti. Per gli autonomi i minimi sono rispettivamente di 61 anni per il 2011 e il 2012 ( quota 97) e 62 per il 2013 ( quota 98). Questi limiti sono stati poi modificati con legge 122/2010 ( Berlusconi) che ha unificato il c.d. regime delle finestre, allungando di 12 mesi ( lavoratori dipendenti) e 18 mesi ( lavoratori autonomi) il tempo di attesa per la decorrenza della pensione, anche quella ( chiamala come ti pare ) che si consegue con 40 anni di contributi. Ometto le modifiche, che partono dal 2013, introdotte con l’ultimo provvedimento legislativo di questo governo ( d.l.98/2011, convertito in legge 111/2011). Come vedi il quadro è abbastanza complesso e Giannino dovrebbe specificare a che cosa si riferisce. Se anche si riferisse, come credo anch’io, alla sola pensione di vecchiaia, la sua proposta sarebbe abominevole, come qualcuno già gli ha fatto presente su questo blog.

  41. Rodolfo

    Caro Oscar,la pensione viene pagata generalmente dalla popolazione attiva, piu’ si ha una popolazione giovane, minore e’ la spesa pensionistica.In tutti gli Stati dell’Europa del Nord o negli USA si e’ arrivati al tasso di crescita della popolazione che e’ di 2.1 figli a coppia, la Francia e’ la piu’ efficente, nei giornali tedeschi il nuovo governo sta mettendo in essere politiche che aumentino il tasso di natalita’ della popolazione, gli stessi media tedeschi si stupiscono che in Italia nessuno si ponga delle domande al riguardo, tu credi sia ora che iniziamo a porci delle simili questioni oppure come sempre rimandiamo il problema ad anni futuri?
    Distinti saluti

  42. CLAUDIO DI CROCE

    @Rodolfo
    Cosa vogliamo fare , una campagna demografica stile epoca fascista con il premio al decimo figlio ? Vi lamentate che in Italia ci sono milioni disoccupati giovani – che non pagano affatto le pensioni ai pensionati ma si fanno mantenere da loro – e voi ne volete aumentare il numero ? Quando l’Italia era piena di famiglie numerose milioni di italiani erano costretti ad emigrare , ve lo hanno spiegato o no ?

  43. shamal

    Domanda al prof. Giannino: “quel che faremmo noi” è preludio di un “quel che faremo noi” ?

  44. andrea

    Io non capisco per cosa vi scaldate(sarò tristemente ironico):
    1) Gli ItaGliani in media (anzi in Moda) sono privi di senso dello stato (lo sono da prima dell’unità)
    2) Sono faziosi e settari per ragioni sia storiche che, forse, genetiche.
    3) Sono poco inclini all’investimento ma più propensi all’affare ( le sue degenerazioni sono la truffa e la furbizia)
    4) Non amano condividere quanto hanno salvo qunado si tratta di condividere ciò che non sentono proprio… il bene “pubblico” oppure quello che non ritengono di valore.. l’ambiente
    5) I politici italGliani sono italioti medi solamente un poco più scaltri o istruiti (in alcuni casi sono meno istruiti e scaltri dell’italiota medio)
    6) I politici sanno che se dovessero ridurre il QUANTITATIVO di DENARO CHE TRANSITA DALLE LORO MANI perderebbero sex appeal per l’ItaGliota medio
    7) Siccome l’ItaGLIOTA medio vota i politici essi mai e poi mai rinunceranno alla amministrazione, che è cosa buona e giusta, ma spesso è afflitta da alcuni mali endemici e tipici della natura Italiota quali la distrazione, sperequazione, corruzione, ecc..
    8)Sinistri e Destri governi più o meno mai vorranno smettere questo “vizio” così che siano questi o quelli prima o poi in nome della solidarietà oppre della libertà(di pochi amici) sarermo tutti molto poveri, in un paese ove ancora troppi credono che la sovranità di un popolo possa, senza conseguenze, fare scempio dell’aritmetica e della logica così da poter dare tutto a tutti come se il denaro espropriato a quelli che lo hanno risparmiato e/o prodotto sia estraibile da una fonte infinita ed eterna.

    Scusandomi vi saluto

  45. Logos

    @CLAUDIO DI CROCE
    Questa affermazione dimostra tutta la sua incompetenza. Per sostenere il debito pubblico e la pensione che LEI prende, questo spiega tante sue affermazioni e l’amore per un vecchio mummificato di nome B, abbiamo bisogno di una popolazione sempre più giovane e soprattutto attiva. Nei prossimi anni di questo passo la popolazione passiva passerà dal 30% al 60%. Le sembra sostenibile avere più pensionati che occupati?
    Perciò noi abbiamo bisogno anche dei famosi “marocchini” più prolifici rispetto al nostro tasso di natalità il quale risulta essere prossimo alla zero. Capito?
    Altro che rivoluzione liberale, a quelli come lei, liberali col colbacco, fa solo comodo lo stutus quo e godere dei privilegi acquisiti.

  46. Alberto

    Rodolfo approvo in toto il tuo ragionamento e credo che vada introdotto subito, il coefficiente ISEE per la tassazione IRE, e credo che questo sarà fatto dal prossimo esecutivo.@Rodolfo

  47. Massimo74

    @Logos

    Per sostenere il debito pubblico e le pensioni,bisogna ridurre drasticamente il welfare state,se non abolirlo del tutto.

  48. Piero

    @CLAUDIO DI CROCE

    ora ho capito… se riesci pure a dire che è FALSA o SENZA SENSO una lista di TASSE OGGETTIVE.. allora vuol dire che proprio non ci siamo…

    ciao ciao ed un grande in bocca al lupo

    Piero

    PS: son naturalmente d’accordo che bisogna tagliare le SPESE ..
    ma ciò non vuol dire che il TUO SILVIO abbia ULTERIORMENTE AUMENTATO e di molto le TASSE (e le SPESE) rispetto agli aumenti che avevano già fatto Prodi/Padoa..

  49. Piero

    @andrea

    SANTE PAROLE.. condivido 1000%…
    pensavo di essere il solo a pensarla così..
    ma 2 voti non basteranno a cambiar le cose..
    nel medio termine è già tutto scritto…
    commissariamento di fatto del paese..
    cacciata dall’europa..
    ristrutturazione del debito..
    svalutazione della moneta..
    povertà diffusa..

    solo DOPO magari x palingenesi forse risorgemero.. mà ?

  50. CLAUDIO DI CROCE

    @Logos
    Voi sinistri ripetete tutti i giorni che i giovani italiani sono in larga misura disoccupati ; dall’alto del suo intelletto mi vuole spiegare chi li mantiene ? come fanno a campare ? Lo sanno tutti : si fanno matenere dai genitori , dai nonni ( tanti pensionati ) dai contribuenti . E voi volete aumentarne il numero ? e chi li mantiene ? Sempre i soliti che ho detto prima .Gli immigrati sono la dimostrazione vivente della verità che tanti giovani italiani ( non tutti naturalmente ) non vogliono fare alcuni lavori che invece gli immigrati fanno e preferiscono continuare a farsi mantenere dagli altri. I lavori disponibili non sono ritenuti ” adeguati alle loro aspirazioni ” quindi questi fannulloni preferiscono farsi mantenere e sognare un “posto di paga ” – non di lavoro – in qualche ente pubblico ( dove molti dei presenti su questo blog ” lavorano ” )

  51. stefano tagliavini

    @Logos
    concordo in toto, ma come vedi, chi la pensa in un certo modo viene solo etichettato come sinistro. Non tutti sono in grado di comprendere certi discorsi, fattene una ragione.

  52. Guido Roccatagliata

    Ciao Oscar,
    Confermo; 70 per un operaio sono troppi!!! Perché non utilizziamo il tasso INAIL per parà strade le pensioni?

  53. Logos

    @CLAUDIO DI CROCE
    Non è il mio intelletto ma il mercato che ci sta giudicando. Oggi, 1/8/2011, spread sui Btp a 355 vs quello spagnolo a 365,5. Ma bravi, avete fatto meglio di Zapatero!!!!
    Riguardo ai giovani a casa, la ricetta è semplice e si chiama, guarda un pò, LIBERALIZZAZIONI. Le dice qualcosa? Sono 17 anni che aspettiamo. Ruby doveva ancora nascere.
    Molti giovani sono costretti a stare a casa. Le ricordo che ci sono gli albi professionali e le caste (notai, farmacisti, carabinieri, poliziotti, bancari, politici ecc.) che più o meno legittimamente si tramandano il “mestiere” di padre in figlio, modello “indian caste system”.
    Per quanto riguarda la gente che aspetta solo il posto nelle pubbliche amministrazioni, il suo discorso è in parte vero ma a ben guardare anche lì ci sono delle storture che ti “obbligano” a stare in casa ad aspettare. Le farò un paio di esempi. Se fossi laureato in lettere od altra materia umanistica, la mia unica chance nella società attuale sarebbe l’insegnamento, giusto? Bene, lo Stato per incarichi anche a tempo determinato (vedi supplenze) mi obbliga a non avere altra attività stabile, che ne so il cameriere la sera ed al weekend, pena il licenziamento (sic!) con tutto quello che comporta. Le ricordo che il pubblico impiego non è compatibile con altra attività.
    Lo stesso discorso, però, stranamente, non vale per alcune delle caste di cui sopra. Infatti, nel nostro caso, l’insegnamento è compatibile con tutte quelle professioni che richiedono l’iscrizione ad un albo professionale. Perché?
    La stessa cosa vale per i migliaia di laureati in giurisprudenza che non riescono o non possono iscriversi all’albo ed a cui non resta che aspirare, specie al sud, ad un posto fisso (leggi PA). Le ricordo che la bresciana ministra Gelmini, laureata in giurisprudenza come Tremonti, Berlusconi ecc., per paura di ciò, ha fatto l’esame di Stato a Catanzaro (ritenuta più “alla mano”).
    Dalle mie parti si dice che è più facile parlare che pensare e concludo con la storia del padre spirituale dell’economia di mercato, Adam Smith.
    Mr Smith, infatti, dopo una vita “spesa” per il mercato, concluse la sua parabola come precettore per una ricca e nobile famiglia, dunque, con un tranquillo “posto fisso”.
    Tragga lei le conclusioni.

    PS la finisca, lo dico per lei, con la storia dei sinistri e dei destri. E’ puerile e ridocolo alla sua età.

  54. CLAUDIO DI CROCE

    @Logos
    I cinque milioni di stranieri in Italia le dicono qualcosa , oppure pensa che siano tutti ladri ? Mi spiega perchè gli stranieri accettano lavori che i giovani italiani non vogliono fare ? Aspettavo il solito riferimento ai laureati in discipline prive di qualunque valore sul mercato del lavoro . Sono persone che sono state a carico dei contribuenti , dei genitori, dei nonni , per molti anni e adesso che potrebbero restituire almeno in parte quello che hanno ricevuto fanno gli schifiltosi e poverini vorrebbero insegnare ma non possono .Nessuno è obbligato come dice lei a stare a casa , lo fanno perchè è molto più comodo continuare a farsi mantenere e piangersi addosso e fare cortei di protesta In Italia lo sa quante sono le persone che percepiscono lo stipendio dal ministero della P. Istruzione ? sono quasi un milione , non le pare che bastino ? Lei è uno di quelli ? Le università in Italia sono troppe e sono state concepite per motivi clientelari e per dare uno stipendio a decine di migliaia di insegnanti mediocri .In Piemonte quando mi sono laureato io c’era una sola università adesso ce ne sono mi pare sei con tutti i costi che ne conseguono. In tutta Italia ce ne sono centinaia e moltissime hanno corsi con pochissimi studenti ma sempre tanti professori e tantissimi assistenti – pardon adesso si chiamano ricercatori , peccato che continuino a cercare tutta la vita e rarissimamente trovano qualcosa – .E lei crede che sia migliorata la qualità dei laureati , rispetto a quando c’era una selezione molto ma molto dura ?
    Saltando di palo in frasca parla dello spread , che forse sono i primi giorni che lo sente nominare , lasci perdere . Ritorni alla campagna per le nascite e alle medaglie per le famiglie numerose ; l’argomento , che non so perchè non nomina più, le si confà maggiormente in considerazione della sua ” preparazione ” in economia .
    Infine cosa mi vuol dire che Adam Smith ha preferito fare il dipendente ” pubblico ” e quindi hanno ragione i nostri poveri giovani a voler fare altrettanto ?

  55. Alberto

    Non è tutto informe ed uguale nel nostro territorio e le analisi vanno fatte con meno superficialità e pressapochismo da chi pretende di dare patenti di economia applicata ai fenomeni socioeconomici.
    Fornisco alcuni dati:
    – I dati sono rapportati ai PIL procapite macroregionali semplicemente con i rapporti Euro per acc.to/PIL procapite relativo alle tre macroregioni italiane; e’ un indice, ed i dati sono desunti anche dall’ artcolo dello studioqui riportato.
    -i valori PIL pro capite 2009 che sono 31.000/27.000/18.000 rendono chiare tre cose in un Paese dove i prezzi dei beni di consumo sono più o meno gli stessi, e dove i tassi di disoccupazione più o meno 5,5/8/12(nord/centro/sud) per i giovani più o meno rispettivamente 18/30/40 rispecchiano i rapporti dei PIL macroregionali; che è necessariamente a sud che la gente deve arrangiarsi che l’occupazione sommersa è ampia e che la criminalità alligna in questo tessuto per crescere e fare i suoi affari.

    Ma risulta interessante il fatto che fatto 100 il PIL procapite Nord abbiamo al Centro (27000-31000)/31000= – 12,9% ed al Sud (18000-31000)/31000= – 41,9% semplice no?;

    ed il sud soprattutto, è in grave difficoltà ed è immerso in un’ evasione diffusa e nel nero per sopperire a carenze strutturali e di iniziativa imprenditoriale e in definitiva per campare?

    Purtroppo l’ Italia è divisa in tre realtà diverse sotto il profilo economico generale ed in tempi terribili come questi, sarà difficile evitare che sostanzialmente si spacchi e si federalizzi in tre macroregioni, se va bene e non si arriva alla secessione.
    Questo stato delle cose, se fin’ora ha retto, temo che oggi ed in futuro non reggerà più e tutte le categorie che oggi guidano la tassazione nazionale, saranno travolte; cosa si vuole che ormai gliene freghi al Nord dell’ Irap, o di altri balzelli e delle pastoie di uno Stato elefantiaco, questi vogliono e sono pronti a fare il culo al mondo e non posso dare loro torto quando dicono che non vogliono più la palla al piede del Sud. Col Sud faranno affari, questo si, ma solo questo.

    Ho varie volte espresso la mia idea, di Fisco ideale, trasparente e giusto, ma ho anche detto e quì lo riaffermo che ormai è tardi, troppo ed irrimediabilmente tardi, l’evasione se ne è ormai fuggita come i buoi dal recinto e da decenni e quindi anche per questo motivo ormai siamo alla frutta, siamo al baratro come tutti possiamo osservare.

  56. Piero

    @stefano tagliavini

    il punto è che chi si è attaccato ad una fede (sia essa comunista o berlusconiana qualunque altra fede) negherà con maggior forza i fatti tanto più si accorgerà che aveva sbagliato.. è una questione esistenziale..
    da un certo punto di vista riguarda almeno un pò tutti noi..
    anche Oscar che ha sicuramente cultura ci ha messo molto molto tempo (e non ha ancora finito il suo percorso di emancipazione) prima di accettare che Silvio non faceva la rivoluzione Liberale (che in buona parte condivido) ma i fatti suoi economico/giudiziari.. e quelli dei suoi capi bastone..
    stessa storia di chi dall’altra parte non vede che pure il Pd è un partito d’affari (ma con una struttura di interessi più diffusa rispetto al Pdl che è + concentrato)..

  57. Alberto

    Proseguendo il discorso sull’ evasione fiscale, che si perpetua da 60 anni, anche quando la tassazione era bassissima, e che ha fortemente contribuito alla nostra crisi, insieme allo sperpero pubblico, certamente, fornisco alcuni dati, basati sulla statistica dello scostamento medio tra dichiarato ed accertato, diviso tra le varie macro categorie di contribuenti
    Quindi vediamo questi dati;
    Nel settore grandi contribuenti abbiamo:
    Nord-1.485.000 Euro/acc.;Centro-2.460.000 Euro/acc.;Sud- 1.255.872;
    Nel settore medi contribuenti abbiamo:
    Nord- 323.338 Euro/acc.; 349.190 Euro/acc.; Sud- 442.050 Euro/acc.;
    Nel settore piccole aziende e professionisti abbiamo:
    Nord- 64.461 Euro/acc.;Centro- 113.351 Euro/acc.; Sud- 42.073Euro/acc.;
    Nel settore persone fisiche abbiamo:
    Nord- 6.875 Euro/acc.;Centro- 6.929Euro/acc.; Sud- 5.840 Euro/acc.;

    Credo sia opportuno riferire quei dati al PIL pro capite delle macroregioni:

    http://web.mclink.it/MN8456/comunicati/2009/giugno/12_06_09_comunicato_anticipazioni_rapporto.pdf

    Dati 2008:
    Nord 31.000 Euro procapite ; Centro 27.000 Euro procapite ; Sud 18.000 Euro procapite;

    Grandi aziende abbiamo( questi dati rappresentano indici di tendenza ad evadere e non valori in euro) trattasi di coefficiente da me proposto in modo originale:
    Nord 47,9 ; Centro 91,11 ; Sud 69,77;
    Medie aziende:
    Nord 10,43 ; Centro 12,93 ; Sud 24,55;
    Piccole aziende e prof.
    Nord 2,07 ; Centro 4,198 ; Sud 2,47;
    Persone fisiche:
    Nord 0,22; Centro 0,25 ; Sud 0,32;
    Questi valori più sono alti, più danno un’ idea della tendenza all’ evasività dei soggetti considerati nelle macroregioni, intesi come grandi contribuenti, medi, piccoli e singoli e rapportati al reddito delle aree.
    Da questi dati emerge che i più virtuosi sono i nordisti, sempre. Al centro sono invece molto evasivi in assoluto come aziende e professionisti ( ad eccezione delle medie aziende dove prevale largamente il sud), mentre la evasività delle persone fisiche, come singoli soggetti, è maggiore a sud; in particolare fatto 100 il valore 0,22 a nord il singolo al centro evade [(0,25-0,22)/0,22]x100=13,6% in più; Il singolo a sud evade [(0,32-0,22)/0,22]x100=45,45% in più.
    Quest’ ultima è l’evasione più diffusa e che da l’ idea di come nelle varie aree sia facente parte del tessuto sociale.
    Resta il fatto che al centro, professionisti, piccole, medie e grandi aziende, danno una pessima rappresentazione di sé.
    Ripeto, senza un fisco efficiente e trasparente, le questioni annose che ogni anno ci ritroviamo sul tappeto, non saranno mai risolte e le tasse non potranno mai essere ridotte.

  58. Logos

    @CLAUDIO DI CROCE
    Oggi che le scrivo lo spread è arrivato a 384. Il problema è che i mercati non leggono Libero o il Giornale del mitico Sallusti. I “liberi” servi di zio Silvio. Il suo è un perfetto delirio in stile P2L.
    La battaglia per la famiglia, in realtà, dovrebbe essere la vostra, visto che siete sempre pronti a battervi il petto in nome di questa, salvo poi andare a puttane la sera. Iniziamo a chiamare le cose per quello che sono. Una politica per sostenere la maternità esiste in tutti i paesi civili. Sulle persone che vogliono solo infilarsi nelle pubbliche amministrazioni le ho dato, in parte, ragione, sa leggere? Però, vede, non esiste solo il rosso ed il nero come qualcuno vorrebbe farci credere, è troppo comodo. I giovani patiscono una riforma Biagi fatta a metà, con un minimo sindacale intorno ai 650 euro mensili (faccia il calcolo orario e si ritroverà di colpo in Polonia) ed altre mille forme di discriminazione, a partire dall’accesso al credito ad esempio. Che ci vuoi fare, siamo nelle mani di un certo Maurizio Sacconi, una vita spesa nel PSI e zero contributi versati all’INPS. Per le lauree inutili, non esprimo un giudizio, non sono moralista come certi che si spacciano per liberali. Le vorrei solo ricordare che Tremonti, Berlusconi sono laureati in giurisprudenza e che il grande Marchionne è laureato in filosofia. Qualche libro farebbe comodo anche a lei. I suoi discorsi sull’immigrazione sono simili a quelli che fanno i leghisti ai vaccai della Valsassina, con rispetto per questi ultimi.
    La storia di Smith è utile in questo. Le ho già detto che parlare è più facile che pensare.
    Che si dice all’Olivetti? Lavoro flessibile, sistema pensionistico contributivo, età pensionabile a 70 anni, competitività? Ah, già, voi siete stati spazzati via dal mercato asiatico…mi scusi.

  59. CLAUDIO DI CROCE

    @Logos
    Ero sicuro che lei fosse un pubblico dipendente e magari sindacalista della CGIL scuola . L’Olivetti ha avuto la disgrazia di essere guidata dal campione della libera informazione , il famoso editore italosvizzero , conosciuto nel canavese come il ladrone , che ne è diventato il becchino. Non mi ripeto sui giovani fannulloni che preferiscono farsi mantenere piuttosto che lavorare con i vaccai , come fanno gli stranieri .In linguaggio corretto i mantenuti si chiamano papponi o prostitute ,sia di giorno che di notte , faccia lei.
    E’ evidente che lei predilige la “cultura ” umanistica , cioè quella che permette a persone che non sanno fare nulla di vivere alla grande con un ” posto pubblico ” facendosi mantenere da quelli che orrore! ! ! si sporcano le mani.
    Avanti ,proponga una ovazione pubblica, un ricevimento al Quirinale e una medaglia per il decimo figlio e si faccia spiegare come faceva il PNF nel ventennio per avere dieci milioni di baionette ( chieda dettagli al compagno della sorella di tulliani .)

  60. Andrea

    @Piero
    Caro Piero e carissimi tutti,
    ho idee molto diverse dalle tue ma mi sembri uno che non ha perso il senno, quindi mi sei molto simpatico… allora se vuoi, se volete, vi racconto la mia storia che è, forse, lo specchio di un paese:
    1) ho una laurea in chimica ben presa( tempi giusti e voto molto alto)
    2) oggi per guadagnare qualcosa più dei 1200 euro mese che ti danno come analista ho una mia attività (P.IVA) su cui, siccome sono terzista(lavoro per aziende), pago il 100% del dovuto (rispetto a quando ero dipendente delle stesse aziende, oggi, pago un 20-30% in più di tasse!!) così per integrare sono insegante precarissimo..
    3)Nell’anno 2010-2011 assieme ad una mia collega, precaria pure lei, abbiamo bocciato 12 ragazzi su 24 (alcuni avevano voto sufficente solo in ed fisica..altri no sapevano scrivere, nel senso che non erano in grado di scrivere una frase di senso compiuto nella loro lingua madre!!)
    4) Alla notizia delle bocciature c’è stata la rivolta di tutti …genitori, alunni e colleghi.. i colleghi sono quelli a tempo indeterminato, essi hanno il terrore di essere trasferiti nella scuola, più grande, a 10-15Km di distanza!!
    Il nostro paese è marcio dalla radice, troppi sono arroccati nella difesa di un mondo che non esiste più, infatti oggi se sei laureato ecc… quanti sono ogni anno i laureati Indiani che farebbero carte false per fare quel che faccio io??
    Dobbiamo capire che è il momento della verità per noi tutti, non solo per Silvio, e che da questa crisi si esce solo con molta umiltà non certo con le soluzioni facili del tipo ” togliamo i privilegi alla politica oppure alle rendite(che non son rendite)” perchè se si assumo 100.000 inseganti di ItaGliano si produrrà tanto debito da sfamare due ItaGlie ed i ragazzi continueranno a scrivere come io scrivevo in 5° elementare.
    SE NE ESCE SOLO CON RIGORE, ECCELLENZA EC ETICA … sono tre parole ma se le metti in pratica nella vita di tutti i giorni …è una bella fatica e siamo in pochi a provarci troppo pochi….
    Saluti a tutti e scusate le imprecisioni dovute alla fretta.

  61. Logos

    @CLAUDIO DI CROCE
    Si, sono sindacalista, negro ed anche froncio. Caro sig. Di Croce il pregiudizio è sintomo di ignoranza. La gente come lei non potrà mai essere liberale, scometto che non sa nemmeno cosa s’intende con ciò! La vostra maggioranza ha legificato su tutto, anche sulla morte. Alla faccia dei liberali. Mi fermo, a lavare l’asino si perde l’acqua ed il sapone.

  62. Silvano

    Chi si e’ laureato e rifiuta un posto perche’ non lo ritiene “degno” con la propria qualifica e’ semplicemente un disoccupato volontario. Non esiste il diritto di ribaltare le proprie aspettative disilluse sulla societa’. Nessuno obbliga nessuno a tentare di fare l’insegnante. Se non ci riesci amen. Non te l’ha ordinato il dottore di vendere i gelati agli eschimesi, non e’ una buona scusa per aspettare il prossimo giro della ruota. Il mercato del lavoro non e’ il gioco dell’oca.

  63. CLAUDIO DI CROCE

    @Silvano
    Sono ovviamente d’accordo : è una questione di buon senso e di onestà verso sè stessi e gli altri. Si capisce chiaramente che molti frequentatori di questo blog sono dipendenti pubblici e sognano per i figli un ” posto ” nella PA;, sempre meglio che lavorare .

  64. CLAUDIO DI CROCE

    @Logos
    Il fatto di essere un pederastra riguarda solo i vari orifizi del suo corpo e di quello del suo compagno ; non è argomento di questo blog ma caso mai di quello di Vendola , provi là.

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