27
Lug
2011

Fisco, anche la Corte Costituzionale aiuta lo Stato ladro!

Ieri non sono riuscito a postare perché il blog non teneva –  a proposito, mi scuso coi lettori perché l’inconveniente capita un po’ troppo spesso – dunque devo rimediare con un giorno di ritardo. Del resto, non è che abbia sbollito l’ira. Perché  la sentenza 247 della Corte Costituzionale, depositata il 25 luglio, per i sinceri liberali ma oso pensare per tutti i cittadini e contribuenti italiani non può che essere definita in un solo modo: una ver-go-gna  as-so-lu-ta, una Caporetto del diritto, uno schiaffo in faccia alla libertà e a quell’elementare principio di garanzia per tutti che è la certezza del diritto!

La sentenza ha confermato la iena costituzionalità della norma introdotta con il decreto legislativo 223 del 2006, che ha raddoppiato i termini a disposizione per l’accertamento delle autorità autorità tributarie ai fini delle imposte dirette e dell’Iva. Rispetto ai quattro anni dalla presentazione della dichiarazione del contribuente, e ai cinque anni in caso di mancata dichiarazione, l autorità tributarie possono dunque accertare anche entro otto o dieci anni e anche quando i termini sono già scaduti, nel caso in cui l’irregolarità conttestata passi a violazione penale.

La Commissione tributaria di Napoli aveva chiesto alla Corte nella sua ordinanza di remissione se tale disposizione non configurasse un’incostituzionale riapertura dei termini successiva al loro decorrere, ed è manifestamente evidente che di questo si tratta.

Ma la Corte ha ritenuto invece che non si tratti di revivisvenza di termini ormai scaduti, ma di una semplice disposizione di legge successiva alla precedente, senza che la novatio violi alcun diritto.  Il contribuente potrà sempre prsentare a propria volta denuncia penale, ove ritenesse che l’amministrazione tributaria procedesse a segnalare al pubblico ministero l’eventualità di un reato a solo scopo di usto strumentale dei termini raddoppiati.

Questa tesi “sostanzialista” della Corte è solo l’ennessima conferma, purtroppo, di un indirizzo che sposa unilteralmente l’arbitrarietà dell’amministrazione fiscale in nome dei superiori interessi delle casse dello Stato. Inutile dire che ancora una volta vanno  farsi benedire le disposizioni sulla perentorietà e certezza dei termini, stabilite in quel testo deriso e calpestato quotidianamente dal fisco statale che è lo Statuto del contribuente. Superfluo osservare che nel nostro ordinamento l’accertamento tributario e il procedimento penale sono distinti e separati, e che fine precipuo del primo non è affatto quello di punire le violazioni eventuali del codice penale: la Corte decide invece che se i procedimenti fossero un’unica cosa, e si alimentassero circolarmente con pieno scambio di documenti, terminie finalità.

In un Paese normale, l’ho detto a voce alta stamane alla Versione di Oscar su Radio24, una sentenza di questo genere dovrebbe essere additata da tutti i media come una prova intollerabile del regime di privilegio che lo Stato riserva a se stesso, innanzi ai cittadini. Noi obbligati a rispettare al secondo i termini delle dichiarazioni e dei pagamenti, a costo altrimenti di gravissime sanzioni; lo Stato invece discrezionalmente interprete della dilazione dei tempi entro i quali riservarci nuove controprove sugli stessi documenti.

Un ordinamento e una gurisprudenza nei quali le garanzie sussistono ormai solo a vantaggio dello Stato contro il cittadino ribalta e ripudia un principio essenziale, che è all’origine stesso dei regimi di garanzie nei Paesi avanzati: essi nascono per tutelare il cittadino dagli eccessi e dalla discrezionalità dello Stato assolutista prima e centralizzato-burocratico poi, non per assicurare allo Stato ulteriori vantaggi.  Sentenze di questo tipo comportano inoltre il raddoppio pe rnoi tutti dei costi per la tenuta delle prove documentali.

Che un silenzio pressoché assoluto – hanno fatto eccezione solo il Sole 24ore e Italia oggi – sia riservato a decisioni tanto scandalose, mostra totale incomprensione  di ciò che davvero  allontana sempre più l’Italia dalla civiltà. Nel caso avvenga per ignoranza o buona fede. Se invece si tace in malafede, allora si pensa che il cittadino debba essere schiavo di uno Stato ladro.

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75 Responses

  1. carlo

    si fa presto a parlare di Stato ladro…e i cittadini? in Italia è così..ci vuole rigore altrimenti le tasse non le paga nessuno..troppo facile esigere le briglie sciolte e poi lamentarsi che le cose vanno male…credo che solo chi abbia qualcosa da nascondere si preoccupi di iniziative come questa…

  2. Pietro Barabaschi

    Carissimo Giannino,
    grazie anzitutto di tutto quanto scrive, condiviso integralmente, in quanto trattasi di semplice, ributtante, realtà oggettiva.
    La sua più che giustificata ira non ancora sbollita ha fatto si che nella fretta di scrivere al secondo capoverso dice:…..la iena costituzionalità della norma….., magnifica descrizione della chiusura del pezzo: Stato ladro.
    Colle solite stima ed amicizia, i miei più cordiali saluti.
    Pietro Barabaschi

  3. roberto savastano

    Carlo, mi cascano le braccia. La solita farese trita e ritrita: “solo chi ha qualcosa da nascondere si preoccupa…” ma quando si farà il salto culturale da suddito a cittadino? e lo dico da dipendente monoreditto quindo uno a cui le tasse (quasi il 50%) sono detratte alla fonte.
    fino a quando non faremo il saluto mentale da suddito a cittadino saremo vessati da tasse inique, l’evasione sarà sempre elevatissima, lo stato giocherà a farci fare una guerra tra poveri e continueremo a gaurdare il dito invece della luna. SVEGLIA!

  4. LORENZO TOSCANO

    condivido pienamente le sue considerazioni, contro questa deriva generalizzata nel nostro paese a calpestare il contribuente ed i suoi diritti. La certezza del diritto ed un’attività di repressione dell’evasione fiscale passa anche per un rapporto equilibrato tra stato e cittadino. La certezza dei termini di maccertamento è un elemento costituzionale imprescindibile per ognuno di noi anche per il cittadino lavoratore dipendente. ricordo a tutti ,che oltrettutto la norma risulta estremamente punitiva ricordando che l’accertamente viene fatto sulla base di notizie di reato che legittimano un accertamento a prescidere poi dall’evoluzione del procedimento che lo ha originato.
    Questa norma purtroppo fa il paio con la norma che ha consentito l’esecutività immediata degli avvisi di accertamento , atti che indicano una deriva pericolasa ove l’esigenza di creare maggiore gettito giustifica meccanismi che non tutelano il contribuente . il prinipio costituzionale della capacità contributiva risulta findamentale per avere un rapporto equilibrato stato contribuente

  5. Alessio Rampini

    Carlo, da imprenditore (che per lo stato ormai è un delinquente) sono avvilito.
    Io voglio uno stato moderno, che rispetti i diritti dei cittadini, non uno stato con una burocrazia elefantiaca che si arroga qualsiasi diritto e nessun dovere.
    Io VOGLIO sicuramente che mi si controlli ma VOGLIO delle leggi che mi tutelino.
    La verità è che chi fa impresa in Italia è un pazzo suicida. Perchè anche se hai ragione ti massacrano senza alcuna pietà.

  6. Innanzi tutto sarebbe bene sapere, da chi rilascia il commento, che lavoro svolge, il signor Carlo, con il suo commento mi impaurisce (mi viene in mente la gestapo o il kgb), perché il giusto controllo nessuno lo nega, almeno al centro-nord, questo dilatare i tempi quasi all’infinito è una offesa verso il contribuente. Mi chiedo: perché non incomiciamo a raccogliere firme di protesta e spedirle ai “parrucconi” della corte costituzionale, perché sono convinto che tra essi e il mondo del lavoro (quello vero!) esiste una atavica antipatia? Chi è d’accordo, risponda un saluto a tutti e un grazie a oscar un suo estimatore

  7. Klaus

    In quanto pubblico dipendente ed ex detentore di partita iva, ho dovuto rinunciare da tempo a svolgere l’attività autonoma che era il sogno della mia vita anche perché non ero in grado di reggere lo stress che comporta la continua minaccia di accertamenti e l’imposizione di adeguarsi a standard minimi, e le continue notizie di colleghi multati per cifre salatissime senza aver evaso neanche una lira ma solo per errori formali. Ogni volta che sento un collega, pubblico dipendente ma che “non ci è passato”, che fa i discorsi di Carlo (fatto frequentissimo) esco dalla stanza e vado a contare fino a cento in privato …
    Quanti la pensano così, dovrebbero rendersi conto del dato di fatto elementare che la possibilità di vessare il contribuente da parte dell’autorità (o di chi la rappresenta) non diminuisce l’evasione, ma l’aumenta; infatti, tanto per dirne una, se tu dai per scontato che io sia un ladro, è probabile che comincerò a rubare veramente, o che cederò il campo a chi lo fa. Come aumenta, del tutto ovviamente, la probabilità di episodi di concussione.

  8. fabik

    @carlo
    Rigore?
    Io sono un dipendente quindi pago le tasse, più di una volta vengo guardato male perchè chiedo lo scontrino anche quando compro un pacchetto di caramelle ma questo commento non lo capisco.
    Rigore dici? Il rigore lo stato lo può pretendere quando garantisce ai cittadini un servizio funzionante.
    Per fare causa allo stato per una cartella pazza pago l’imposta di bollo, se poi dopo 10 anni in cui pago l’avvocato vinco devo pagare anche le spese processuali perchè lo stato non può essere condannato a farlo in questi casi, allora mi conviene pagare la cartella non dovuta perchè la giustizia civile non funziona, dov’è il rigore in tutto questo????

    VERGOGNA!

  9. ivano

    io sono un piccolo imprenditore,e Lei sig carlo che mestiere svolge,vorrei capire…
    con chi perdo tempo. Grazie in attesa

  10. oriana

    La Corte Costituzionale non è forse altissima burocrazia? Ci vogliamo mettere in testa che qui oramai siamo in mano ad un sistema burocratico che non fa altro che auto-proteggersi
    al fine di trovare il modo di alimentarsi e di alimentare chi mediaticamente gli tiene bordone! Solo la parte veramente produttiva del paese, in ogni suo aspetto, è destinata a morire, poi finalmente, avremo da mangiare a colazione, pranzo e cena qualche buon faldone di buona carta;tutto sta ad abituare lo stomaco.

  11. Alberto

    Caro Oscar,

    ma tu che (nella tua attività di giornalista e conduttore televisivo) hai l’occasione di incontrare “uomini delle istituzioni”…puoi per favore approfittare dell’occasione, nel caso in cui lo dovessi “incrociare”, per comunicare al Sig.Ministro dell’Economia che di questo passo…in questo paese…rimarranno solo i burocrati e gli assistiti che, con le rapine da accertamento, lui sta provvedendo a mantenere?
    Nel mio piccolo, io ho già dovuto consigliare a persone (oneste) colpite, di chiudere l’attività e cercare un paese piu’ civile dove investire.
    Saluti.

  12. Alberto

    Caro Giannino concordo in toto con le sue parole di fuoco e la sua giustissima incazzatura; questa sentenza, infatti, non c’ entra nulla con l’ evasione fiscale, ma è la prova provata, soltanto, dell’ inefficienza del nostro fisco, della ineguagliabile, a livello universale, iniquità del nostro stato e del nostro fisco e lo specchio dell’ incapacità di dare certezze a chi debba intraprendere e a chi debba scegliere il nostro paese come sede dei propri investimenti; queste cose, ci condurranno ancora più indietro nella graduatoria dei paesi del Pianeta.
    A volte, davanti a queste cose, che accadono solo da noi e forse in qualche altro paese del quarto mondo, dove il diritto in campo fiscale, viene esercitato in maniera personale dal dittatorello di turno, mi cadono le braccia e mi vien voglia di dare ragione ai teorici dello stato minimo, almeno in Italia; certamente continuando di questo passo, e cioè con le ben note ed inattaccabili prerogative spendereccie e corruttive della casta, che fanno il paio con queste assurde posizioni fortemente squilibrate nei rapporti tra stato e cittadini od imprese, il nostro sistema si sfascerà sicuramente, con conseguenze difficilmente immaginabili.

  13. Luigi

    @carlo
    Ma lei in che pianeta lavora?
    Io ho la fortuna, sì la fortuna di essere tornato a fare il dipendente dopo 14 anni di lbera professione, umiliazioni da parte dello stato e tartassamenti.
    Non ho mai evaso un quattrino, non ho mai perso un giorno di lavoro, non ho mai capito quanti soldi guadagnavo al netto delle imposte e sono stato soggetto a non so più quanti controlli, INPS ecc. tutti finiti in nulla grazie al cielo, ma sempre con il patema d’animo di non sapere se ero per loro un ladro o un semplice cretino. Ho dovuto rinunciare alla libera professione per poter capire quanto poter spendere al mese per i figli e la casa, altrimenti tra continui aumenti delle rate INPS dei versamenti anticipati dell’IVA allo stato, “ma diavolo non l’ho ancora incasata”, degli anticipi IRPEF, degli aumenti senza ritegno, non ne potevo più di chiedermi “ma io per chi lavoro 7 mesi all’anno? ” se poi per una visita medica ad uno dei ragazzi devo aspettare 3 mesi in lista di attesa, se devo spendere centinaia di euro all’anno di libri senza avere nessun diritto di sconti o altro, alla faccia del diritto allo studio. ecc. ecc.
    Le richiedo:
    Signor Carlo da che pianeta proviene?
    Resto in attesa.

  14. Andrea

    lasciamoli fare e lasciamoli parlare che tra un po’ non ci sarà niente e nessuno da spennare…..detto da uno che ormai ha deciso di non fare e di non investire più….altro che crescita del PIL…….regole,corsi,autorizzazioni,controlli,spesometro,redditometro…..morale meno faccio,meno acquisto,meno investo…..meglio stò!…..prossimo passo bicicletta….spesa minimo indispensabile per campare…..famiglia amici e tanto tempo libero hahahaha!…..la trasformazione di un imprenditore è iniziata già da tempo in mexican-style…la conoscete la canzone del Libro della Giungla “Lo Stretto indispensabile”?…..ciao ciao a tutti !

  15. mick

    Caro Giannino,
    tutto giustissimo ma non dimentichi che il modello costituzionale (la costituzione come limitazione del potere dello stato) da lei richiamato in chiusura è di fatto il modello anglosassone.
    Il modello continentale è diciamo così, finalistico. Si delinea cioè un obbiettivo al cui fine lo stato acquisisce poteri di intervento (pesantissimi) nella società.

  16. Andrea

    Vorrei togliermi ancora un sassolino….la cosa peggiore è che sono riusciti ad ottenere è la peggiore trasformazione che un paese possa volere….il Mexican-Style del post precedente.
    Io imprenditore da 20 anni mai mi sarei sognato di lavorare poco,non creare non investire non crescere anzi,se non lo facevo mi sentivo anche in colpa,ma pian pianino dal 2003 mi anno contornato di centri commerciali….mi hanno sommerso di registri,di autorizzazioni,di corsi……ho sentito più volte il grande Bruno Vespa chiamare in causa i commercianti per la grossa evasione Italiana,in realtà ommettendo casi di MAXIEVASIONE compiuta a piu riprese da gossissime realtà,chi non crede digiti su google maxievasione e guardi tutte le pagine.
    Bene ed allora pian pianino ecco cosa succede uno si rende conto che taglia qui taglia là si può vivere con poco….si eliminano i servizi inutili,si taglia più che si può la banca,si elimina il telefono fisso,alla domenica non si prende più l’auto per la gita fuori porta,ci si trova a casa con gli amici ed ognuno porta il suo,ci si veste con pochi soldi(meno IVA),si vende l’auto con grossi consumi (meno entrate per lo stato tramite l’ accise sui carburanti)….bollo più basso meno assicurazione ecc.ecc. il MEXICAN STYLE appunto…..e un imprenditore cosa scopre?Sto molto meglio,dormo la notte,sto con la famiglia,sbatto meno gli occhi per le preoccupazioni,non mi manca più il respiro….insomma sto molto meglio la TRASFORMAZIONE è compiuta ed è irreversibile non tornerò mai più come prima sto meglio!
    Ma al mio ritrovato benessere in realtà porta e porterà un disastro in economia…oramai tanti piccoli imprenditori la pensano cosi ed hanno abbassato i ritmi, i consumi e gli investimenti basta vedere la desolazione delle periferie e dei paesi di provincia,questo porterà ad un RALLENTAMENTO DEL PIL con tutte le conosciute conseguenze,e troppo tardi per cambiare ormai chi ha 40 anni ed ha dimostrato di saper fare probabilmente non lo farà più, ormai si è trasformato ha scelto il MEXICAN-STYLE……adesso è l’ora della SIESTA! BUONA SERATA!

  17. contemax

    facciamo una t-shirt con su scritto “stato ladro” e quindi sciopero fiscale ad oltranza.

    Giannino for President!

  18. marco pierini

    se non ricordo male l’obbligo della conservazione dei documenti contabili e i documenti ad essi collegati è di 10 anni. Il raddoppio dei termini per la decadenza del poter di accertamento non comporta alcun onere aggiuntivo. Non trovo la sentenza ne la norma scandalosa

  19. STEFANO MELLONI

    @marco pierini
    RICORDI MOLTO MALE !!!! I TERMINI , DA STATUTO DEI CONTRIBUENTI , CHE VI RICORDO E’ LEGGE DI QUESTO STATO , SONO DI 5 DICONSI CINQUE ANNI !!!!
    STUDIATE PRIMA DI SCRIVERE PIRLOTTI .

  20. roberto

    Sono un lavoratore dipendente e, per questo sicuramente, non mi sento “vessato” dal Fisco e da coloro che fanno gli accertamenti, dalle presunzioni di reddito, ecc.
    Non per questo nego ed anzi mi fanno profondamente “in…..re” le inefficienze e le spese assolutamente improduttive e clientelari del nostro Stato: molti cittadini vivono grazie ai trasferimenti da parte di esso, sia legittimi in quanto dipendenti di ministeri ed enti territorali (delle cui funzioni burocratiche si potrebbe in molti casi fare a meno o, se necessari, produrli con un terzo di risorse impiegate), sia illegittimi in quanto veri e propri truffe e ruberie (pensioni di invalidità fasulle, tangenti, ecc. ecc.).
    Quindi, sotto questi aspetti ben venga l’indignazione e la penna tagliente di quanti scrivono i post di questo blog per dare voce a chi non ne può più di uno Stato governato e diretto da Politici ed Amministratori che definire inefficienti, beceri, dissoluti, incapaci è ancora poco!
    Però, dall’altro lato, dobbiamo essere molto onesti con noi stessi: l’evasione fiscale, il tentativo di attuarla quando se ne presenta l’opportunità è, purtroppo endemica nella nostra mentalità.
    Nel mio piccolo ho “quotidiani e ripetuti” esempi di come chi può cerca di evadere: dal semplice scontrino del caffè che, minimo una volta su tre, devi rchiedere espressamente altrimenti non ti viene fatto, al tassista che non si degna di darti la ricevuta se non la chiedi, e via di questo passo!
    Ancora come sempio personale (e questo mi sembra veramente grave!) posso testimoniare che, nel richiedere preventivi per lavori di ristrutturazione della mia casa, non c’è stato un solo operatore/professionsita, dico neppure uno (fra muratori, idraulici, elettriciti, piastrellisti, antennisti, ma anche rivenditori di materiale per la casa), che non abbia detto, più o meno esplicitamente, che l’importo del preventivo sarebbe variato in relazione a quanta parte dell’opera/merce si sarebbe fatturato: come se fatturare tutto o solo una parte fossero due opzioni ugualmente normali e lecite!
    Ripeto: fra tutti gli interpellati non ce nè stato uno, dico uno, che non mi abbia posto questa alternativa!
    Ma la cosa da far cadere ancor più le braccia è stata la faccia perplessa e sconcertata(come dire: ma questo in che mondo vive!) che hanno fatto tutti o quasi tutti quando si sono sentiti rispondere che il problema non si poneva perché, dal mio punto di vista, si fattura esattamente tutto ciò che si paga: molto probabilmente erano abituati a sentirsi rispondere che la fattura doveva essere la più bassa possibile (in cambio di un bello sconto e di zero IVA).
    Ergo: come si può pretendere uno Stato migliore se, chi rispetta le regole fiscali come il sottoscritto cerca di fare nel suo piccolo, è visto come marziaoi e, essendo così pochi, mosche bianche!
    Caro Dott. Giannino, io la stimo per la sua onestà intellettuale, per la sua compentenza, per il suo rigore scientifico: perché non affronta, con la stessa durezza e forza anche questa faccia della medaglia.
    Aspetto, con fiducia, un suo post a riguardo!

  21. Mi auguro, invoco e prego affinché la bancarotta di questo lercio stato arrivi quanto prima. Lo faccio non perché perché sia un masochista, o pensi di ricavarne qualche profitto, anzi sono convinto che da un punto di vista economico sarà una catastrofe per tutti, ma perché nonostante mi senta un vigliacco e non abbia il coraggio e i mezzi di oppormi alla spietata e mafiosa violenza di questo stato, che arriva a stabilire quanto possa tenere in un libretto di risparmio, che mi chiede di spiegare a che scopo prelievo i “miei” soldi, che mi impedisce di pagare con i miei soldi un privato cittadino, che decide quanto devo guadagnare in un anno, e sulla base di quella presunzione mi estorce le tasse, che emette sentenze scandalose come questa, non riconosco la sua legittimità, ne riconosco la sua natura vessatoria, violenta e mafiosa.
    Non voglio più vivere sotto questo giogo. Non voglio più vivere e lavorare per finanziare questa lunga teoria di burocrati e aguzzini. Non voglio lasciare che i miei figli vivano come schiavi. Credo che grazie alla “malvagia” speculazione finanziaria, i giorni di questa vergogna chiamata Italia, siano ormai contati. Prego Dio perchè riduca al minimo questa agonia e ci liberi, facendo quello che noi non siamo stati capaci di fare da soli, da queste parassiti sanguisuga.

  22. Alex61

    Le ragioni di stato (con la s minuscola) schiacciano sempre il povero Suddito…..
    Il contatore del debito pubblico sta scendendo mi sono perso qualcosa?

  23. maurizio

    Carlo, davvero… questa cultura dell’inserorabilità dello Stato deve essere superata. Occorre che lo Stato e i cittadini abbiano parità di strumenti altrimenti soccombiamo… la burocrazia ci macina senza alcuna possibilità di rivalsa. Pensa anche agli errori ed agli abusi commessi da una burocrazia autoreferenziale…. il problema dell’evasione si combatte con la cultura e l’educazione civica e con una classe politica che non spreca.

    @carlo

  24. MitMar

    BRAVO ANDREA! Verissimo!
    Per confortarti, ecco alcuni “certamente evasori” colpiti con grande intelligenza e lungimiranza dallo Sceriffo di Nottingham:
    * Bar in centro Genova di due amiche: licenziato barman, invece di stare aperte 16 ore ora stanno aperte 8 (4 a testa). Più felici, più tranquille, meno guai. FUORI UNO!
    * Tabaccheria Genova di due amiche. Stessa cosa. Strangolate dalle tasse, tagliano l’orario di lavoro e licenziano la dipendente. FUORI DUE!
    * Doppia Pasticceria nel cuneese. Massacrati dall’IRAP, chiude il secondo negozio. 5 dipendenti a casa. Più felici, più tranquilli, meno guai. FUORI 7!
    * Amico con un negozio di telefonini. Investe e si ingrandisce: 2 negozi. Poi 3. Poi 4 fino a 7 e 12 dipendenti. Un vero imprenditore-padrone-evasore, nevvero statalisti maledetti? Lo chiama il commercialista e gli fa vedere i conti:”sei pazzo? Stai lavorando solo per pagare stipendi e tasse”. Richiude tutto a raffica e torna col primo negozietto e basta. Più felice, più tranquillo, meno guai. FUORI 19!
    * Amico con lavanderia industriale e tre lavanderie retail. 23 persone. Commesse su navi da crociera. Riceve la finanza tre volte. Infine chiude tenendosi una sola lavanderia retail ed una dipendente. FUORI 41!
    Ne volete altri? E tutto per mantenere 3900000 dipendenti pubblici, quattro volte quelli inglesi ed un quarto più della media europea.
    Ma la colpa è dell’evasione.

  25. MitMar

    PER IL SIGNOR ROBERTO
    Giusto per condividere e sottoscrivere quanto dice, vorrei sapere se ogni volta che un qualsiasi professionista (dal dentista all’idraulico) le ha chiesto 100 con fattura o 80 senza fattura lei, da integerrimo, ha risposto: figurarsi! 100 con fattura!
    Glielo dico io. MAI! Tranne nei casi in cui la fattura le serviva per qualche assicurazione.
    Io sono dipendente. Siamo tutti correi.
    Smettiamola di farci intortare. E’ lo stato che va tagliato. Lo stato italiano è il nemico di tutti i privati, siano imprenditori che dipendenti.
    Il dipendente pubblico, chiunque egli sia, è il nemico finanziario oggigiorno.

  26. Luigi

    Signor Michele Bendazzoli è veramente tragico che lei abbia così tanta ragione
    Saluti e sPeriamo i Dio.

  27. Mario Zacchi

    Qualcuno, che a parer mio s’ illude, parla del web come di una sorta di rivoluzione verso la libertà di comunicare, di poter esprimere. Pure se non mi nascondo le grandi potenzialità del mezzo, a me pare più che altro la porta aperta su un “fuori” dove dare libero sfogo alla propria vocazione alla demagogia ed alla propria superficialità senza essere esposti alle conseguenze. Solo in questo senso posso trovare un significato alla parole del signor Carlo, il quale dimentica almeno due cose.

    – La prima: il rigore autentico che il signor Carlo chiede, non sta nel potere di approvarsi, sostanzialmente da sé e a seconda di ciò che è più opportuno, leggi ingiuste; ma sta nell’ applicare con “estrema severità e velocità” quelle giuste, perché è la mancanza di severità e velocità nel accertare e sanzionare gli illeciti, comminando la pena con certezza che essa venga scontata, che sta la possibile e democratica soluzione.

    – La seconda: chi ha qualcosa da nascondere certamente si preoccupa perché sa di doverlo fare, perché sa che è buona norma preoccuparsi quando “volontariamente” ci si è messi in una situazione di illecito. E nel preoccuparsi, se non è babbeo, prende le contromisure per ciò che illecitamente ha fatto. Inoltre il suo preoccuparsi non dà certo luogo ad ansie; piuttosto è stimolo a prepararsi la via d’ uscita meno dolorosa nel caso in cui il suo illecito venga scoperto. Molto diversa è la situazione di chi ha un atteggiamento onesto, ma che non lo garantisce, né dagli errori, né dalle “attenzioni” dell’ amministrazione, verso la quale, essendo in buona fede, non prepara certo le difese come chi in buona fede non è. Naturalmente il periodo “breve” di accertamento non può essere inteso come salvaguardia per entrambe le situazioni; ma allo stesso tempo il periodo “lungo alla bisogna” non può essere il viatico per uno stato incapace. Lo stato, “il nostro stato” infatti, non è ladro: è incapace, che è molto peggio. E’ incapace, tra le altre cose, di perseguire con efficacia (cioè velocità, determinazione e risultato) gli illeciti. Non essendo in grado di migliorare modifica a suo vantaggio le regole. Esattamente come non taglia spese anziché imporre tasse nuove.

    Caro signor Carlo, se lei non è il solito ragazzino che fa il troll a desta e a manca, rifletta. Lasci alla politica, che è professionista in materia, la superficialità della demagogia.

    Saluti, Mario Zacchi

  28. MarioZacchi

    carlo :si fa presto a parlare di Stato ladro…e i cittadini? in Italia è così..ci vuole rigore altrimenti le tasse non le paga nessuno..troppo facile esigere le briglie sciolte e poi lamentarsi che le cose vanno male…credo che solo chi abbia qualcosa da nascondere si preoccupi di iniziative come questa…

    Qualcuno, che a parer mio s’ illude, parla del web come di una sorta di rivoluzione verso la libertà di comunicare, di poter esprimere. Pure se non mi nascondo le grandi potenzialità del mezzo, a me pare più che altro la porta aperta su un “fuori” dove dare libero sfogo alla propria vocazione alla demagogia ed alla propria superficialità senza essere esposti alle conseguenze. Solo in questo senso posso trovare un significato alla parole del signor Carlo, il quale dimentica almeno due cose.

    – La prima: il rigore autentico che il signor Carlo chiede, non sta nel potere di approvarsi, sostanzialmente da sé e a seconda di ciò che è più opportuno, leggi ingiuste; ma sta nell’ applicare con “estrema severità e velocità” quelle giuste, perché è la mancanza di severità e velocità nel accertare e sanzionare gli illeciti, comminando la pena con certezza che essa venga scontata, che sta la possibile e democratica soluzione.

    – La seconda: chi ha qualcosa da nascondere certamente si preoccupa perché sa di doverlo fare, perché sa che è buona norma preoccuparsi quando “volontariamente” ci si è messi in una situazione di illecito. E nel preoccuparsi, se non è babbeo, prende le contromisure per ciò che illecitamente ha fatto. Inoltre il suo preoccuparsi non dà certo luogo ad ansie; piuttosto è stimolo a prepararsi la via d’ uscita meno dolorosa nel caso in cui il suo illecito venga scoperto. Molto diversa è la situazione di chi ha un atteggiamento onesto, ma che non lo garantisce, né dagli errori, né dalle “attenzioni” dell’ amministrazione, verso la quale, essendo in buona fede, non prepara certo le difese come chi in buona fede non è. Naturalmente il periodo “breve” di accertamento non può essere inteso come salvaguardia per entrambe le situazioni; ma allo stesso tempo il periodo “lungo alla bisogna” non può essere il viatico per uno stato incapace. Lo stato, “il nostro stato” infatti, non è ladro: è incapace, che è molto peggio. E’ incapace, tra le altre cose, di perseguire con efficacia (cioè velocità, determinazione e risultato) gli illeciti. Non essendo in grado di migliorare modifica a suo vantaggio le regole. Esattamente come non taglia spese anziché imporre tasse nuove.

    Caro signor Carlo, se lei non è il solito ragazzino che fa il troll a desta e a manca, rifletta. Lasci alla politica, che è professionista in materia, la superficialità della demagogia.

    Saluti, Mario Zacchi

  29. paolo

    Caro Oscar, senza un sistema fiscale equo uno stato non ha senso di esistere. L’Italia, quindi, non e’ più uno Stato da parecchio tempo … Perlomeno il mio!

  30. riccardo p.

    SI PUO’ PROPORRE UNA PETIZIONE, UN REFERENDUM, UNA QUALCHE FORMA DI APPELLO AL SOVRANO, per abrogare la sentenza 247 della Corte Costituzionale??

  31. Salari Federico

    Non capisco come mai si scandalizzi tanto per la sentenza della Corte Costituzionale, che sarebbe indice della supremazia assoluta degli stati sui cittadini ( semplifico) quando lei ancora stamattina ( Il Messaggero) auspica l’innalzamento a 70 anni in tempi brevi dell’età pensionabile. Anche nel campo pensionistico si verifica la stessa cosa: i cittadini ( o meglio i sudditi) obbligati a pagare, con le loro aziende, salati contributi all’INPS per poter fruire di un trattamento pensionistico che lo Stato, a sua discrezione, modifica continuamente per esigenze di bilancio, diminuendone l’importo e aumentando a piacimento l’età pensionabile, con l’evidente scopo di non erogare il meno possibile o nulla. Non c’ è anche qui una palese violazione della certezza del diritto ? I lavoratori dipendenti una patrimoniale che tanto la terrorizza ( si legga le equilibrate parole di Abete, per il quale un modesto prelievo sui depositi bancari, che potrebbero sopportare tutti, risolverebbe i problemi attuali) la subiscono nel corso della vita lavorativa ( 35 e più anni), poichè i propri soldi vengono espropriati dallo Stato senza la certezza di poterli riprendere, visto che l’età pensionabile aumenta di continuo, come i termini di accertamento di cui alla sentenza. E’ civiltà questa ? E’ giusto questo sistema in cui lo Stato praticamente prende ma si riserva di dare ? Io non credo proprio e mi auguro che i suoi lettori, specialmente se lavoratori dipendenti, smettano di credere alle favole liberiste e mercatiste che lei racconta ( senza l’intervento degli Stati nel 2008 – 2009, ci sarebbe stato il patatrac mondiale, altro che storie !). Troppo facile aggiustare le cose con l’aumento a 70 anni dell’età pensionabile, che va a danno di una parte soltanto della popolazione, quella parte, ricordo, che paga integralmente tasse e contributi. Con una patrimoniale pagherebbero tutti ( anche chi non paga una lira di tasse e fa affluire i proventi della sua attività su conti intestati a parenti più o meno stretti o a società di comodo). Cordiali saluti.

  32. Salari Federico

    Errata corrige.
    Non capisco come mai si scandalizzi tanto per la sentenza della Corte Costituzionale, che sarebbe indice della supremazia assoluta degli stati sui cittadini ( semplifico) quando lei ancora stamattina ( Il Messaggero) auspica l’innalzamento a 70 anni in tempi brevi dell’età pensionabile. Anche nel campo pensionistico si verifica la stessa cosa: i cittadini ( o meglio i sudditi) obbligati a pagare, con le loro aziende, salati contributi all’INPS per poter fruire di un trattamento pensionistico che lo Stato, a sua discrezione, modifica continuamente per esigenze di bilancio, diminuendone l’importo e aumentando a piacimento l’età pensionabile, con l’evidente scopo di erogare il meno possibile o nulla. Non c’ è anche qui una palese violazione della certezza del diritto ? I lavoratori dipendenti una patrimoniale che tanto la terrorizza ( si legga le equilibrate parole di Abete, per il quale un modesto prelievo sui depositi bancari, che potrebbero sopportare tutti, risolverebbe i problemi attuali) la subiscono nel corso della vita lavorativa ( 35 e più anni), poichè i propri soldi vengono espropriati dallo Stato senza la certezza di poterli riprendere, visto che l’età pensionabile aumenta di continuo, come i termini di accertamento di cui alla sentenza. E’ civiltà questa ? E’ giusto questo sistema in cui lo Stato praticamente prende ma si riserva di dare ? Io non credo proprio e mi auguro che i suoi lettori, specialmente se lavoratori dipendenti, smettano di credere alle favole liberiste e mercatiste che lei racconta ( senza l’intervento degli Stati nel 2008 – 2009, ci sarebbe stato il patatrac mondiale, altro che storie !). Troppo facile aggiustare le cose con l’aumento a 70 anni dell’età pensionabile, che va a danno di una parte soltanto della popolazione, quella parte, ricordo, che paga integralmente tasse e contributi. Con una patrimoniale pagherebbero tutti ( anche chi non paga una lira di tasse e fa affluire i proventi della sua attività su conti intestati a parenti più o meno stretti o a società di comodo). Cordiali saluti.

  33. Paola

    Oramai nulla più mi stupisce e questo mi preoccupa perche’ significa che nulla è più in grado di scuotermi al tal punto da farmi indignare sino a mettere in atto una qualsivoglia forma di protesta.
    E qusto perche’ oramai da anni ho smesso di credere nella giustizia e nella buona fede di Stato e concittadini che al bar o sul web si indignano e strepitano ma quando si parla di metterci la faccia per le vie e per le piazze è tutt’altro par di maniche.
    Vedasi aumenti ingiustificati della benzina: 9 milioni in viaggio con la propria auto e solo perche’ “le ferie sono un diritto”.
    Ma il dovere di pretendere che i nostri diritti siano tutelati dal nostro Stato quando è che troveremo davvero il coraggio di riprendercelo?
    E non contro chi le tasse non le paga (spesso per non far perdere posti di lavoro dovendo chiudere i battenti per le troppe gabelle che gravano alcuni settori). Ma perchè i Signori dello Stato sono lì per mano nostra e noi dovremmo buttarli giu’ se non curano i nostri interessi.

  34. Michele

    Sicuramente quelli che plaudono allo scempio sistematico del diritto compiuto dalla Corte Costituzionale e dalla Cassazione in materia di tributi sono tutti mantenuti dal denaro pubblico, come del resto i magistrati della suprema Corte. La fonte dei loro astronomici stipendi e pensioni e benefit e buonuscite varie sta nelle tasche dei contribuenti. Non si vogliono certo dare la zappa sui piedi.

  35. Vincenzo

    Egr. dott. Giannino,
    il suo sdegno è il mio sdegno e quello di milioni di contribuenti.
    Ho aderito al condono tombale del 2002, ma nel 2008, per quanto riguarda l’Iva, la legge di condono è stata disapplicata perché in contrasto con la normativa europea.
    Sempre nel 2008, a termini ordinari scaduti, ricevo un avviso di accertamento basato su quanto dichiarato nel condono e sulla norma del raddoppio dei termini.
    La sentenza 247 della Corte Costituzionale è la pietra tombale definitiva sulle speranze di far valere le mie ragioni.
    So che il mio caso riguarda centinaia, se non migliaia di condonanti che hanno subito un accertamento con la medesima fattispecie (disapplicazione condono + raddoppio dei termini).
    Approfitto del suo spazio per proporre a tutti coloro che si ritrovano nella mia condizione di unirci e avanzare una CLASS ACTION contro lo Stato per la restituzione delle oblazioni versate per l’adesione al condono. Se non erro parliamo di circa diversi miliardi di euro.
    Facciamo valere i nostri diritti, facciamo massa critica, dovrà pure valere qualcosa il detto l’Unione Fa La Forza!

  36. Ugo Pellegri

    Mi spiace dirlo ma il nostro fa di tutto per essere uno stato borbonico. Infatti non perde occasione per trattare alla stessa stregua il piccolo ritardo o il piccolo errore, sanzionandolo in maniera pesante, e la grande evasione.
    In compenso, nel caso di suoi errori o inefficienze, non non chiede neppure scusa per il tempo che fa perdere. E ora ci si mette anche la Corte costituzionale!

  37. Salari Federico

    Rispondo a Massimo 74.
    Oscar Giannino, nell’articolo sulla sentenza della Corte Costituzionale sui termini di accertamento, scrive tra l’altro quanto segue:
    “In un Paese normale, l’ho detto a voce alta stamane alla Versione di Oscar su Radio24, una sentenza di questo genere dovrebbe essere additata da tutti i media come una prova intollerabile del regime di privilegio che lo Stato riserva a se stesso, innanzi ai cittadini. Noi obbligati a rispettare al secondo i termini delle dichiarazioni e dei pagamenti, a costo altrimenti di gravissime sanzioni; lo Stato invece discrezionalmente interprete della dilazione dei tempi entro i quali riservarci nuove controprove sugli stessi documenti.”
    Giannino lamenta che con un decreto legislativo sono stati raddoppiati i termini per l’accertamento di alcune imposte; lamenta cioè una modifica delle regole del gioco a partita aperta e si indigna perchè la Corte ha ritenuto non contrario a Costituzione tale aumento, che connoterebbe un intollerabile privilegio dello Stato. Nel contempo, sul Messaggero, continua a chiedere con insistenza l’aumento in tempi brevi a 70 anni dell’età pensionabile, vale a dire una ennesima modifica in peius delle regole del gioco-pensioni, se vogliamo chiamarlo così. Non ci si può indignare per la prima cosa e proporre addirittura una cosa analoga per le pensioni. E’ ovvio che tutti e due i comportamenti sono sbagliati e denotano una posizione intollerabile di privilegio dello Stato nei confronti dei cittadini: in un paese normale e civile le regole del gioco non si cambiano mentre la partita è in corso ( i patti vanno rispettati); in entrambi i casi la motivazione degli aumenti ( dei termini dell’accertamento e dell’età pensionabile) va individuata nella necessità dello Stato di far cassa, di ripianare il deficit. Quindi, per come vedo le cose io, non ci si si può indignare per un aggravamento della posizione di chi ha o potrebbe avere pendenze col fisco e contemporaneamente invocare un peggioramento delle condizioni di età per accedere alla pensione. Credo di essere stato chiaro. Cordiali saluti.

  38. Adriano

    Sig? Carlo io non ho niente da nascondere ma trovo invece che i politici tutti corrotti ci prendono in giro……quindi fanno quello che vogliono ,ma che esempio ci danno?
    Saluti Adriano dal re@carlo

  39. marco pierini

    @STEFANO MELLONI
    art.2220 c.c.
    aggiungo considerazione da bastian contrario
    Nella teoria economica standard (becker) la scelta di evadere si misura con una disuguaglianza tra benefico privato da un lato e attitudine al rischio, sanzioni, e probabilità di essere scoperto dall’altro.
    Se le sanzioni sono date, l’attitudine al rischio anch’essa data, allora il raddoppio dei termini per l’azione di accertamento (nei casi in cui è prevista sanzione penale) incrementa la probabilità di essere scoperti riducendo l’incentivo all’evasione, in particolare riducendo l’evasione per cifre rilevanti. Quelle per le quali è prevista anche la sanzione accessoria penale (evasione iva o di ritenute maggiori di 50000 euro). Tenuto conto che per lo stato tale soluzione non comporta ulteriori costi e per il cittadini neppure visto l’obbligo di conservazione decennale, la soluzione parrebbe razionale.

  40. Adriano

    Sig. Carlo. Visto le risposte che ha ricevuto al suo commento spero si renda conto che vive fuori dalla realtà-
    @carlo

    @Alessio Rampini
    Sig rampini….condivido pienamente il suo commento….bisogna spogliarsi di tutto per essere imprenditori
    Adriano dal re

  41. Il problema non è chi paga e chi non paga. Magari! Il mondo sarebbe diviso fra i buoni e i cattivi e, nella narrativa occidentale, i buoni vincono. Ma qui, nel nostro mondo, le cose sono più complicate, incomprensibili. I buoni fanno rispettare la legge, ma non sanno quali sono i cattivi. Pensano di saperlo e menano con forza. Un pugno qui e uno schiaffo lì e prendono anche qualche buono. Il buono che fa? Se reagisce sembra un cattivo, se tace avalla l’idea che sia un cattivo. Il buono decide di reagire e dice di essere buono come qualsiasi altro cattivo.
    Quindi: i buoni che dovrebbero far rispettare la legge diventano i cattivi perchè aggrediscono anche i buoni, i buoni che non sono cattivi si incazzano perchè vengono trattati come i cattivi e i veri cattivi in questa confusione sperano di passarla liscia. Questa è la sintesi.
    Ho fatto il dipendente per 25 anni e mi continuano ad arrivare sanzioni sui TFR ricevuti, nonostante i conti non li abbia fatti io. Per contestare ho un mese giusto, dopo scatta una sanzione pari al 30% dell’imposta dovuta. Notare che il ritardo o il mancato versamento sono trattati nello stesso modo. Certo, perchè il ritardo è uguale all’evasione, ma solo nel nostro paese.
    Per contestare ho bisogno di calcolare l’aliquota media degli ultimi 5 anni ante TFR, applicando le aliquote in vigore al tempo (10 anni fa). Tempo perso, soldi buttati er dimostrare che hanno torto. Perchè? Perchè, mi domando, devo essere io a dimostrare al fisco che hanno torto e che creano burocrazia laddove dovrebbero creare efficienza? E’ sicuro quel Carlo che paga le tasse come me che non ha nulla da temere?
    Basta! Andiamo a rotoli (e non mi dite per gli speculatori che mi metto a ridere) perchè in nome di un’evasione dilagante è diventato lecito accusare e chiedere imposte a chiunque.
    Fate ridere. Leggete qualche libro di Stella e Rizzo e trovate una lunga lista di grandi evasori che son sotto gli occhi di tutti. Ma che nessuno tocca. Lasciateci lavorare, lasciateci produrre quel gettito che paga gli stipendi per la macchina statale. E trattateci come uomini e non come malfattori.

  42. Borderline Keroro

    @marco pierini
    infatti! Perché non obbligare i contribuenti a tenere la documentazione fiscale tutta la vita, senza limiti di tempo (e spazio, con il mare di carte che lo Stato pretende). Introdurrei anche la responsabilità limitata di eredi e legatari, cognati e agnati. Amici e parenti. E non capisco perché il mio gatto dovrebbe essere esentato da ogni responsabilità fiscale, è un controsenso.
    Del resto manca l’introduzione della pena di morte, da eseguirsi subito dopo la decisione della commissione tributaria. Se poi in un successivo appello in Tribunale si trova che l’inversione dell’onere della prova ha fuorviato la giustizia, tante scuse e amici come prima.
    Questo sistema, unito ad un’aliquota flat del 300%, a mio avviso potrebbe riuscire a far emergere il nero che è in noi. Anche il marrone, ad essere sinceri. Il rischio non varrebbe la candela.
    C’è qualcuno che ha ancora dubbi sul fatto che questo Paese, che una volta amavo, non sia meglio mandarlo a quel paese?
    Esperienza Italia? Non gliela auguro a nessuno!

  43. Vincenzo

    Scusate, la Corte dei Conti più volte ha dichiarato che al bilancio dello Stato mancano circa 5 MILIARDI di euro delle rate da condono 2002 ancora non versate.
    Ma da quello che è emerso tra disapplicazione del condono 2002 e validità del raddoppio dei termini, fa venire meno qualsiasi pretesa di recupero dei 5 MILIARDI, anzi, uno Stato giusto, come detto nel mio precedente intervento, dovrebbe restituire ai contribuenti ciò che hanno versato per un condono non valido.
    Parliamo di un totale di 20 MILIARDI di euro, un bella botta in giorni caldi in cui si parla di tenuta dei conti e pareggio di bilancio dello Stato!!

  44. Massimo74

    @Salari Federico

    Gurda che l’aumento a 70 anni dell’età pensionabile come propone Giannino non significa che si è obbligati per forza a lavorare fino a quella età,ma solo che se decidi di andare in pensione anticipatamente,avrai una decurtazione dell’assegno pensionistico.
    Questo per chi rientra nel sistema contributivo(cioè per chi ha iniziato a lavorare dal 1 gennaio 1996 in poi) non fà alcuna differenza,mentre chi aveva la pensione calcolata con il vecchio sistema retributivo,si ritroverebbe con una decurtazione della pensione rispetto a ciò che avrebbe ottenuto con il vecchio sistema.Ora mi dici dove sarebbe lo scandalo se a coloro che hanno goduto di questi privilegi assurdi,si chiede il sacrificio di lavorare qualche anno in più in modo da rendere più sostenibile il sistema previdenziale e di fare in modo che quelli che appartengono alla mia generazione possano sperare in futuro di ottenere una misera pensione?

  45. Mario C.

    Da quello che leggo non posso che meravigliarmi per il lavoro della Corte Costituzionale. Mi spiego meglio: è composta da illustri professionisti profumatamente remunerati (immagino diverse migliaia di euro al mese) e nonostante questo partoriscono una sentenza che TUTTI criticano e danno per sbagliata. Quando parlo di tutti non intendo l’uomo della strada, ma illustri tributaristi come Enrico De Mita, Francesco Tesauro e Antonio Iorio.

  46. Mario C.

    Mi meraviglio ancora di più di come il governo lasci, di fatto, legiferare la giurisprudenza evitando di prendere posizione sulle leggi dello Stato che lasciano dubbi interpretativi. E’ evidente, a mio parere, che la norma sul raddoppio sia nata, quantomeno, con ambiti di applicazione controversi, e il governo avrebbe proficuamente potuto intervenire con un chiarimento per evitare litigi e spese inutili per i contribuenti e per lo Stato stesso.

    Anche questa sentenza genererà altri contenziosi, altri costi per le imprese, altri costi per il sistema paese.

  47. Salari Federico

    @Massimo74
    Non è come dici tu. Per le leggi attuali, contributivo o retributivo che sia il sistema di calcolo, l’età pensionabile è stabilita nella normativa vigente e se non raggiungi l’età ti attacchi. Quella della possibilità di andare prima del termine in pensione con le decurtazioni è una idea che circola, che condivido, ma non è stata nè sarà recepita, perchè lo Stato borbonico cambia appunto l’età pensionabile a seconda delle esigenze di bilancio. Dovresti documentarti sull’argomento. Dal 74
    del tuo N.N. deduco che sei giovane e allora ti voglio mettere in guardia dalle stupidate che qualcuno a livello politico va diffondendo. La pensione di quelli che ti precedono non influisce per nulla sulla tua pensione, che, essendo rimasto immutato il sistema di finanziamento ( a ripartizione) non verrà pagata dai tuoi accantonamenti mensili, ma verrà pagata dai contributi di quelli più giovani di te ancora attivi all’epoca, come io per 36 anni ho fatto per quelli più anziani di me. Il problema dei giovani non è la pensione dei più anziani, ma è il lavoro continuo che non c’è. Cordiali saluti.

  48. STEFANO MELLONI

    @Salari Federico
    gli stati non hanno salvato nulla se non , momentaneamente , le banche . i nodi stanno arrivando al pettine . questi stati fanno vomitare , non e’ prendendo ( rubando ) a chi lavora che si risolvono i problemi ma anzi si aggrava l’aggiustamento che successivamente si dovrebbe fare . Queste sentenze fanno male , fanno male alla democrazia perche’ tolgono certezza e senza certezza non c’e’ progresso ma caos .
    Quindi chi afferma che la corte costituzionale ha dato un giusto giudizio e’ in malafede essa ha reso un cattivo servizio allo stato perche’ ha contribuito ad inimicare allo stato anche chi nonostante tutto cercava di credergli .
    Spero che questo stato di merda governato da burocratici inefficiente ed ignoranti salti il prima possibile e ci risparmi le pene di questa lunga agonia che stiamo subendo !!!!!!!!

  49. Luca Massi

    A Federico Salari: attualmente la pensione di anzianità a 40 anni non è assolutamente scalfita, neppure in previsione per il futuro. Dopo 40 anni di lavoro ( incluso riscatto laurea etc) si può/potrà andare in pensione anche ad es a 58 anni . L’età cui ti riferisci è correlato solo alla pensione di vecchiaia.
    Concorderai che se si va in pensione dopo 40 anni di contributi ( di cui magari 5 figurati / riscatti vari / materinità / disoccupazione etc e quindi non tutti versati )
    a 58 anni e ne campi altri 30 …. qualche problema di equilibrio c’è.

    L’errore ( rectius l’orrore) più grosso è che col tempo ci hanno gabbati tutti passando da un sistema di capitalizzazione (io verso oggi, lo Stato accumula e poi usa il monte cumulato per pagare domani la mia pensione ) a uno di ripartizione ( quanto accumulato è già stato tutto mangiato dalle generazioni precedenti e oggi versi i contributi per pagare non la tua pensione ma quella di chi è oggi in pensione )

    ” Le pensioni di quelli che ti precedono ” hanno influito massicciamente sulle pensioni attuali assorbendo le risorse per la presente generazione e gravando anche sulle prossime.

    Con il sistema contributivo ogni cittadino è, in linea di massima, in equilibrio per la propria pensione, ma il trasferimento generazionale addossatoci dalle precedenti generazioni non è stato assolutamente inciso !

    La soluzione più semplice per le pensioni sarebbe quella di ….. lasciare libera scelta ai cittadini. Fissata un età minima per andare in pensione, perchè vietare a chi vuole andare in pensione a 60 anni di farlo se semplicemente la pensione è calcolata sui contributi versati attualizzati sulla speranza di vita residua ?

    E perchè vietare a chi ha 70 anni di continuare a lavorare se lo ritiene opportuno e se avrà una pensione ben maggiore ( sia perchè verserà maggiori contributi che perchè avrà una speranza di vita inferiore ).

    Finora invece a tutti conveniva andare in pensione appena possibile.

    A quanti si lamentano per le pensioni loro pagate …. se solo fosse indicato a lato all’importo pagato quale sarebbe la pensione se calcolata con il sistema contributivo.

    lasciare libertà di scelta, dare evidenza a ogni pensionato del privilegio di cui gode e di cui non godranno i futuri pensionati . Luca

  50. Salari Federico

    @Luca Massi
    “La soluzione più semplice per le pensioni sarebbe quella di ….. lasciare libera scelta ai cittadini. Fissata un età minima per andare in pensione, perchè vietare a chi vuole andare in pensione a 60 anni di farlo se semplicemente la pensione è calcolata sui contributi versati attualizzati sulla speranza di vita residua ? ”
    Sono perfettamente d’accordo con la tua soluzione, sintetizzata dalle parole riportate sopra. Del resto era la regolamentazione contenuta nella c.d. riforma Dini, poi modificata da Maroni e seguenti. Ma come vedi i nostri politici non sanno far altro che spostare continuamente in alto l’età pensionabile, con l’evidente scopo di erogare meno pensioni possibili, come numero e come importi. Ciò è per me intollerabile in linea di principio, visto tra l’altro che gli stessi politici non intendono, nonostante la crisi pesante che stiamo tutti vivendo, eliminare gli sprechi di casta che tutti conoscono. Ed
    è intollerabile anche da un punto di vista diciamo così finanziario, perchè incide non solo sulla integrazione statale ( di cui mi piacerebbe tanto conoscere l’ammontare)

  51. Salari Federico

    Salari Federico :
    @Luca Massi
    “La soluzione più semplice per le pensioni sarebbe quella di ….. lasciare libera scelta ai cittadini. Fissata un età minima per andare in pensione, perchè vietare a chi vuole andare in pensione a 60 anni di farlo se semplicemente la pensione è calcolata sui contributi versati attualizzati sulla speranza di vita residua ? ”
    Sono perfettamente d’accordo con la tua soluzione, sintetizzata dalle parole riportate sopra. Del resto era la regolamentazione contenuta nella c.d. riforma Dini, poi modificata da Maroni e seguenti. Ma come vedi i nostri politici non sanno far altro che spostare continuamente in alto l’età pensionabile, con l’evidente scopo di erogare meno pensioni possibili, come numero e come importi. Ciò è per me intollerabile in linea di principio, visto tra l’altro che gli stessi politici non intendono, nonostante la crisi pesante che stiamo tutti vivendo e di cui non si vede la fine, eliminare gli sprechi di casta che tutti conoscono. Ed
    è intollerabile anche da un punto di vista diciamo così finanziario, perchè incide non solo sulla integrazione statale ( di cui mi piacerebbe tanto conoscere l’ammontare)

    ma anche sulla parte rappresentata dai contributi versati durante la vita lavorativa ( da lavoratore e datore di lavoro). Questi sono soldi nostri e lo Stato non ne può ritardare la restituzione a suo piacimento, altrimenti si verifica un esproprio senza indennizzo contrario alla nostra Costituzione, nonchè una lesione del principio che regge ogni ordinamento giuridico ( pacta sunt servanda) e che dovrebbe essere alla base di un corretto rapporto tra Stato e cittadini ( che non sono dei sudditi; che Stato è quello in cui i secondi sono costretti ad adempiere e il primo lo farà se e quando vorrà ?). Comunque, a parte il discorso sulle pensioni, che è complesso e riflette le situazioni individuali di ognuno di noi, il senso delle mie originarie osservazioni all’articolo di Oscar Giannino sulla sentenza 247 della Corte Costituzionale era questo: non ci si può indignare per una sentenza, tra l’altro ben motivata, che giustifica l’allungamento dei termini di accertamento di alcune imposte in presenza dell’obbligo di denuncia penale, lamentando la lesione della certezza del diritto, per poi chiedere con insistenza l’aumento a 70 anni dell’età pensionabile, perchè entrambi i casi sono espressione della discrezionalità dello Stato nei confronti dei cittadini, costretti a subire continue modifiche delle regole per tappare buchi nel bilancio statale creati da dissennate politiche di spesa risalenti ad anni passati e che continuano ancora. In queste spese ci vogliamo mettere anche le pensioni ? Mettiamocele, ma guardiamo anche ad altri settori e cerchiamo di far pagare tutti, ripartendo i sacrifici e non addossandoli solo ad una parte dei cittadini. E’ una posizione, quella di Giannino, contraddittoria e parziale e, come tale, inaccettabile e da contrastare con proposte che, come la tua, sono eque e di buon senso. Cordiali saluti. P.S. scusa si ho dato del “tu”, ma mi è venuto di getto.

  52. Andrea Chiari

    Se lo stato funzionasse e se la gente avesse il senso civico di pagare le tasse problemi di scadenze non ce ne sarebbero. Sono comunque questioni tecniche. Piuttosto chiedo al prof. Giannino se condivide la pubblicità che l’Istituto Leoni dà a indecenti libelli che predicano che “la democrazia è il modo per derubare i ricchi”, neppure fossimo alle più esagitate riuniorni della destra repubblicana americana. Vorrei ricordare che lo stato democratico garantisce strumenti normativi per diventare ricchi e protegge la proprietà. Questo ha un prezzo. Negli stati primitivi o di natura, comunque li si chiami, prevale piuttosto l’egualitarismo comunitario. In ogni caso, di Robin Hood in giro se ne vedono pochi.

  53. STEFANO MELLONI

    @Andrea Chiari
    Se , se , se , cosa !!!! ma cazzo dici !!!! lo stato in cui viviamo lo conosciamo tutti e’popolato da furbi ( statali ) che rubano ai coglioni , noi tutti cittadini e sottolineo cittadini ITALIANI !!!!

  54. Credo che il signor Chiari, sia un buon dipendente statale o equiparato, altrimenti mi riesce difficile capire la sua difesa di questo Stato ladrone e sperperone, (beninteso i gestori delle nostre risorse, ovvero i politici di tutte le specie!), sempre pronto a metterci le mani in tasca per i loro sporchi “affari”. Ci stanno dissanguando e loro non smettono di avere tutti i privilegi possibili e immaginabili. per maggiore chiarezza fra noi, perché non diciamo qual’è il nostro lavoro? io sono pensionato e sono socio accomandatario di una sas con mia moglie e mio figlio, e stò pagando una fraccata di tasse, per mantenere tante sanguisughe, vi sembra giusto?

  55. fabik

    Andrea, lei è sicuro di vivere in Italia?
    Lo stato Italiano Garantisce cosa? Ha mai viaggiato all’estero in paesi realmente democratici ed evoluti?
    Lo stato Italiano garantisce solo assistenzialismo, boggia qualsiasi forma di meritocrazia e protegge il corporativismo dal più piccolo (es. Taxi) al più grande (Notai, farmacisti etc).
    Provi a fare Il Notaio, il Farmaciste etcetera e vediamo se lo stato difende i suoi diritti!

  56. Andrea Chiari

    Figuriamoci se debba nascondere il mio mestiere! Sono dirigente di ente locale e i miei redditi, come da legge, sono pubblicati sui giornali. A che categoria appartenga il sig. Melloni, con la sua garbata prosa, lo dichiara lui stesso.
    Prendendo a pretesto la discussione, e andando un po’ fuori tema, volevo semplicemente ricordare che l’Istituto Leoni pubblicizza un libercolo che sostiene che lo stato democratico è un marchingegno inventato dai poveri per fregare i ricchi (intento, sottinteso, bisimevole). Non sono un fanatico del politicamente corretto ma credo che all’indecenza ci sia un limite. Non esiste uno stato “di natura” in cui il ricco è tutelato dai poveri gaglioffi e infingardi: un eventuale comunità primigenia (lo dimostrano gli antropologi), la più vicina possibile a una condizione aurorale e primitiva della convivenza umana, produce piuttosto società egualitarie e comunitarie. Negli stati democratici moderni esistono norme e strumenti per consentire l’arricchimento e per garantire, anche con l’uso della forza legittima, la tutela della proprietà. Per questo i ricchi (prescindendo da altre valutazioni morali o religiose che qui non tocco) devono pagare un prezzo per queste tutele. Che poi lo stato italiano anche in questo funzioni male, è notorio. Io sollevavo il principio con l’auspicio di non vedermi riproposte, qui nella civile Europa, le teorie che allignano tra i cacciatori di marmotte degli Appalachi.

  57. fabik

    Signor Chiari,
    Lei appartiene ad’una categoria protetta, ovviamente non è una colpa ma un dato di fatto.
    Sono certo che si è guadagnato il suo posto lavorando onestamente e sodo o quantomeno me lo auguro.
    Questo però non toglie che l’Italia è una nazione statalista e corporativa.
    La libertà di impresa è “concessa” e non garantita, tutto è regolato da ordini chiusi il cui accesso è regolamentato da falsi concorsi e scappatoie che permettono di mantenere diritti acquisiti non sanciti dalla legge.
    Io sono un dipendente privato, ho uno stipendio ben pù alto dei 1000 euro al mese di molti miei coetanei per cui non sono certo sospettabile di essere di parte o un evasore incallito.
    Però questa nazione mi fa schifo per come è organizzata ed inefficiente, ogni volta che ho a che fare per lavor con gente di altre nazioni mi sento dire che noi Italiani siamo “funny” e mi amareggia perchè io sono una persona serie e mi indigna sapere che hanno ragione!

  58. Stefano67

    Sentenza scandalosa!!!
    E lo dico da tecnico.
    O questi giudici costituzionali sono assolutamente incompetenti oppure in incredibile malafede.
    VERGOGNA!!!

  59. Luca

    OLTRE AL DANNO LA BEFFA!!

    Su Italia Oggi è stata acquistata una pagina intera del giornale per denunciare il mancato utilizzo del raddoppio dei termini finalizzato all’accertamento del condono Iva 2002. A quanto riportato dal contribuente (o dal gruppo di contribuenti “pizzicati”), il fisco si è avvalso delle autodenunce del condono 2002 per emettere degli accertamenti a termini ordinari scaduti (riaperti grazie al raddoppio). La denuncia è incentrata sulla disparità di trattamento “riservata” alla stragrande maggioranza di quelli che aderirono al condono che, contrariamente agli autori della denuncia, non sono stati presi in considerazione dalla GdF, ed hanno beneficiato di un salvacondotto valido fino al termine del 2011 (se si considerano i termini lunghi del raddoppio).

    Assolutamente da leggere.

  60. fabik

    A me viene da vomitare alla parola Condono, forse per la legge i Condonati sono in regola ma per quanto mi riguarda sono feccia…

  61. STEFANO MELLONI

    fabik :A me viene da vomitare alla parola Condono, forse per la legge i Condonati sono in regola ma per quanto mi riguarda sono feccia…

    TU SEI UN CONDONATO ! IN QUALSIASI MODO LA PENSI IN ITALIA SIAMO TUTTI CONDONATI IN UN MODO O IN UN’ALTRO .
    IN QUESTO PAESE E’IMPOSSBILE RISPETTARE LE REGOLE , REGOLE CHE SI CONTRADDICONO A VICENDA E CHE HANNO BISOGNO DI ESSERE INTERPRETATE .
    LE EGOLE DEVONO ESSERE SEMPLICI E DI FACILECOMPRENSIONE , ALRIMENTI NON SONO REGOLE , SONO UN’ALTRA COSA !!!
    RIPETO TU S E I U N C O N D O N A T O !!!!
    E’ COME TALE VAI DILEGGIATO , NON SEI ASSOLUTAMENTE SUPERIORE A NESSUN ALTRO ITALIANO ! BEOTA !

  62. STEFANO MELLONI

    Andrea Chiari :Figuriamoci se debba nascondere il mio mestiere! Sono dirigente di ente locale e i miei redditi, come da legge, sono pubblicati sui giornali. A che categoria appartenga il sig. Melloni, con la sua garbata prosa, lo dichiara lui stesso.Prendendo a pretesto la discussione, e andando un po’ fuori tema, volevo semplicemente ricordare che l’Istituto Leoni pubblicizza un libercolo che sostiene che lo stato democratico è un marchingegno inventato dai poveri per fregare i ricchi (intento, sottinteso, bisimevole). Non sono un fanatico del politicamente corretto ma credo che all’indecenza ci sia un limite. Non esiste uno stato “di natura” in cui il ricco è tutelato dai poveri gaglioffi e infingardi: un eventuale comunità primigenia (lo dimostrano gli antropologi), la più vicina possibile a una condizione aurorale e primitiva della convivenza umana, produce piuttosto società egualitarie e comunitarie. Negli stati democratici moderni esistono norme e strumenti per consentire l’arricchimento e per garantire, anche con l’uso della forza legittima, la tutela della proprietà. Per questo i ricchi (prescindendo da altre valutazioni morali o religiose che qui non tocco) devono pagare un prezzo per queste tutele. Che poi lo stato italiano anche in questo funzioni male, è notorio. Io sollevavo il principio con l’auspicio di non vedermi riproposte, qui nella civile Europa, le teorie che allignano tra i cacciatori di marmotte degli Appalachi.

    LEI NON HA IL DIRITTO DI DIRE LA SUA PER IL SOLO FATTO CHE N ON RISCHIA NULLA , IL SUO E’ UN POSTO ETERNO , LO MANTERRA’ SINO ALLA PENSIONE E, MANTENUTO DA TUTTI NOI ” PRIVATI ” CHE PRODUCIAMO , MENTRE LEI NON PRODUCE UN BEL NIENTE !!!
    MA ANCHE PER LEI E PER LA SUA CASTA DI DPENDENTI STATALI STA’ ARRIVANDO LA RESA DEI CONTI !!!
    FARETE LA FINEDEI DIPENDENTI PUBBLICI GRECI , E VE LO MERITATE !!!!!!!!
    FANNULLONI , BUONI A NULLA , AL RIPARO DA QUALSIASI CONCORRENZA !!!11

  63. Andrea Chiari

    Secondo una sintetica analisi del sig. Melloni “lo stato in cui viviamo è popolato da furbi ( statali ) che rubano ai coglioni”. Che io possa essere definito furbo in quanto dipendente pubblico è opinabile, ma che il siig. Melloni rientri nell’altra categoria non vi è dubbio alcuno

  64. rudy

    lo stato fa schifo,mi hanno fatto 1 accertamento finanziario anno 2006, i conti erano tutto ok-tutto giustificato tranne il conto privato-circa 15.000 di assegni vari di piccolo importo tutti assegni fatti da miei amici per vincite a poker(giochiamo da 20 anni sempre le stesse persone) a proposito questi assegni sono stati fatti da avvocati-dentisti-medici ecc io faccio il rappresentante e chiaramente non ci puoì essere evasione,cosa hanno fatto? PASSATI A TASSAZIONE-questo paese mi fa schifo

  65. 10 maggio 2012

    Scusate se esprimo una mia opinione personale, ma qui in Italia il sistema politico,socio economico,culturale,e pensionistico e sanitario.E’ bloccato da decenni e
    per me viviamo ancora con la censura peggio che degli anni 30 e 40.Un giovane di
    qualunque ceto ,classe sociale, se non è ricco o benestante di famiglia in stato di Merda non ha futuro solo se papà ha un bell pò di migliardi di euro in banca allora il giovane viene aiutato anche a evadere il fisco senza che la finanza lo arresta. Ho notato cio non solo guardando la mia vita privata,ma guardando anche i canali di informazione es (la Rai,Mediaset, Sky, Mediaset premium ecc) Danno tutti programmi e film vecchi.E ho potuto constatare che la crisi economica mondiale è stata pilotata da tutti i capi di stato per favorire da decrescita.Ha partire dalla Germania che è stata la prima ha volere la crici per il culo( i suoi di bilanci)e quelli degli Stati uniti .I nostro stato

  66. Alcuni mie conoscenti mi hanno detto come” evadere il fisco”
    1)non coperare un aifoon perchè saresti subito rintracciabile, non coperare un tablel portatile,ma compera un coputer portatile e non fisso ecc.

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