24
Lug
2011

Disciplina del prezzo dei libri: Petizione al Presidente della Repubblica

Innanzi all’approvazione parlamentare della nuova legge sull’editoria, a coloro che credono sia necessario ed auspicabile che il mercato librario rimanga libero non resta che appellarsi all’autorità del Presidente della Repubblica.
Vi invitiamo a sottoscrivere e a diffondere quanto più possibile questa petizione.

Illustrissimo Sig. Presidente,

il 20 luglio u.s. il Senato ha approvato, in via definitiva, la legge che impone vincoli sugli sconti e le promozioni di vendita dei libri.

Se la legge dovesse entrare in vigore, dal primo settembre il mercato dei libri non sarà più libero: un rigido tetto agli sconti e alle campagne promozionali renderà infatti la fissazione del prezzo dei libri non più soggetta al pieno principio della libera concorrenza, ma sottoposta a vincoli legislativi quanto a tempi e soglie di sconto.Vogliamo sottoporre alla Sua attenzione alcune considerazioni sulla legittimità del provvedimento, chiedendoLe di considerare questa petizione ai fini di un rinvio della legge alle Camere in sede di promulgazione.

La nostra Costituzione riconosce il diritto alla libera iniziativa economica privata, comprimibile dal legislatore solo per fini sociali, da intendersi, secondo consolidata giurisprudenza costituzionale, come inerenti a quei settori in cui, data la particolarità o la scarsità del bene, un regime di libero mercato non riuscirebbe a garantire un’esistenza dignitosa a tutti i cittadini, a prescindere dalle loro condizioni.

Il libro è un bene di uso comune e non vitale. Non è né un bene scarso né sottoposto a un regime di monopolio naturale come le fonti energetiche, né essenziale alla sopravvivenza fisica come un medicinale salvavita. Perché dunque il legislatore dovrebbe imporre la politica dei prezzi di questo mercato, come accadeva in regimi del passato che non sono certo oggi ricordati per il rispetto della libertà dei cittadini, che, come dicevano Sturzo e Einaudi, è unica e indivisibile?

La legge dunque interviene in un settore commerciale che non presenta peculiarità tali da far ritenere legittimo un intervento legislativo per finalità sociali.

Pur ammettendo, per denegata ipotesi, che per fine sociale si possa intendere la promozione della cultura, non si vede come un divieto di fare sconti e promozioni possa agevolare il lettore ad acquistare più libri e accrescere il proprio livello culturale. Come può la limitazione pianificata di sconti e strategie promozionali contribuire alla diffusione della cultura e della lettura? Al più, scoraggerà chi deve fare i conti in tasca con il proprio stipendio ad acquistare libri e deprimerà un mercato già di per sé limitato.

I piccoli librai, come i piccoli editori, riescono ancora a sopravvivere proprio grazie alla possibilità di immaginare strategie di mercato diverse, parallele e alternative basate, ad esempio, su promozioni in occasione di qualche anniversario, sulla fidelizzazione di clienti affezionati che meriterebbero un trattamento di riguardo, sull’accessibilità del commercio elettronico, insomma sulla libertà di concepire un mercato atipico che, con un po’ di fantasia e coraggio, possa affiancarsi ai grandi marchi e fare la sua parte nella promozione della cultura.

I lettori, dal canto loro, non possono che trovare giovamento da strategie di sconti e vendite promozionali in grado, queste sì, di diffondere la cultura della lettura anche tra i giovani e coloro che non dispongono di un reddito medio-alto.

Questo ritorno a un protezionismo interno, peraltro inutile visto che qualsiasi libraio potrà domani acquisire un dominio internet in uno Stato straniero e vendere a sconti liberi la produzione italiana, è allarmante se si pensa che potrebbe essere esteso a qualsiasi altro bene, dal momento che il libro è un bene comune senza caratteristiche tali da rendere compatibile col dettato costituzionale una particolare compressione della libertà economica.

Esso è peraltro contraddittorio rispetto a un indirizzo politico che ritiene una maggiore libertà di intrapresa la cura adeguata alla ripresa dell’economia in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo, secondo quanto dimostra la recente liberalizzazione degli esercizi commerciali nelle città turistiche.

La legge in questione contrasta dunque con l’art. 41 della Costituzione e si profila come irragionevole ex art. 3 della Costituzione, restringendo il mercato dei libri e rendendolo meno accessibile a quanti oggi, tra la popolazione meno abbiente, vengono agevolati all’acquisto da sconti invitanti.

Inoltre, la legge contrasta anche col principio comunitario di libera concorrenza, ormai acquisito nel nostro ordinamento, poiché, di nuovo, non sembrano esservi nel mercato editoriale particolari esigenze di garantire servizi essenziali alla persona tali da giustificare un intervento autoritativo per correggerne le distorsioni.

Per quanto sopra ritenuto, siamo dunque a chiederLe di considerare tali profili di illegittimità costituzionale ai fini di un rinvio alle Camere della legge, che faccia ponderare meglio il Parlamento circa l’opportunità e la compatibilità col nostro sistema costituzionale dell’intervento legislativo in questione.

 

Per aderire alla petizione inserite un commento in cui specificate di sottoscrivere quanto sopra, specifinando il vostro NOME, COGNOME e CITTÀ.

In caso di difficoltà nell’inserimento di un commento, è possibile sottoscrivere la petizione inviando un’e-mail.

Grazie

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2454 Responses

  1. mauro marabini

    non avrei mai immaginato che sotto un governo, di centro destra, che parti a suo rempo dalla esigenza di una rivoluzione liberale, si arrivasse a tanto. La legge é ,oltre a tutto ,ridicola ma anche qualcosa di analogo vi é, da tempo nella vicina Francia e difatti in Francia ,praticamente, non vi sono più piccole librerie private.

  2. Bogni Rodolfo

    Sottoscrivo. I piccoli librai si proteggono riducendo la burocrazia ed il carico fiscale.
    Rodolfo Bogni
    ( Londra, AIRE Trento)

  3. Adriana De Robert

    condivido, i libri fanno cultura e capire e questo per qualcuno non deve accadere

  4. Giuseppe Bottacin

    Sottoscrivo, ovviamente: non mi chiamo Mondadori o Feltrinelli e Amazon mi sta simpatica.
    Giuseppe Bottacin, Padova

  5. Pietro Barabaschi

    Sotttoscrivo integralmente la petizione.
    Pietro Barabaschi
    Via Garibaldi, 188
    64028 SILVI (TE)
    C. F. BRB PTR 34D21 A488P

  6. Dopo le trasmissioni di Augias, Elkann e Fazio, che fanno promozione intelligente alle novità editoriali e come è scritto nella petizione ….I lettori, dal canto loro, non possono che trovare giovamento da strategie di sconti e vendite promozionali ….. mi unisco alla Vostra petizione “intelligente”, coin l’augurio di attenta valutazione, da chi è indirizzata.
    Raoul Mencherini

  7. Alberto

    Sottoscrivo la petizione fermamente convinto che qualunque atto limiti o riduca la fruizione della cultura e dell’informazione, é un REATO CONTRO L’UMANITA’.

    Alberto Muratorio – Milano

  8. Sottoscrivo, ma questa “legge”, se passasse, sarebbe l’ennesima espressione particolare di un problema più generale. Come dice Leoni, «il fatto che i legislatori, almeno in occidente, si astengano ancora dall’interferire in alcuni campi dell’attività individuale – come parlare, scegliere il coniuge, indossare un tipo determinato di abbigliamento, viaggiare – nasconde di solito il crudo fatto che essi hanno effettivamente il potere di interferire in questi ambiti». E quello che dà loro il potere di interferire in questi ambiti è, in ultima istanza, una particolare idea di legge, in base alla quale la legge sarebbe un provvedimento particolare emesso secondo le procedure previste dall’autorità invece che un principio astratto e generale indipendente dall’autorità. Concentrarsi sull’espressione particolare del problema, cioè su uno dei tanti provvedimenti particolari illegittimi che vengono chiamati “legge”, invece che sulle sue cause strutturali non credo aiuti a risolvere il problema di fondo.

  9. Vincenzo Giovanni Comito

    Sottoscrivo la petizione di cui sopra.
    Vincenzo Giovanni Comito
    Serra San Bruno (VV)

  10. ineccepibile , tranne per i troppi che ancora non hanno capito che lo Stato che mette il naso nella nostra libertà ( di cui il mercato è parte importante ) è il problema, non la soluzione. Dunque, sottoscrivo .
    Vittorio Messori

  11. UGO MUCCINI

    Sottoscrivo la petizione contro lo sconto massimo del prezzo dei libri.

    Ugo Muccini Arcola (La Spezia)

  12. gerardo santarelli

    E’ l’ennesima legge fatta da una gerontocrazia che non riesce a vedere un cenitimetro più in la del prorpio naso (o forse dei propri interessi). Sarei curioso di vedere l’esito delle votazioni per capire quali partiti e soprattutto quali onorevoli hanno votato tale nefandezza. Non riescono, i votanti, a pensare neanche al futuro dei propri nipoti che forse non avranno la fortuna di vivere di politica o di essere inseriti in qualche cda di enti vari. Per favore, appena possibile, ovvero alle prossime elezioni, togliamone di mezzo il più posibile.
    Gerardo Santarelli Roma

  13. Sergio Buono

    Finalmente una petizione sensata che cerca di opporsi con intelligenza e competenza all’irragionevolezza degli incompetenti. Ad aspera per astra.

  14. Elisabetta Priotti

    Sottoscrivo. Ma un’alternativa c’è, ed è la pubblicazione con licenze Creative Commons ed in Open Access.

  15. Salvatore Prisco

    La legge à corporativa: penalizza case editrici e librai piccoli, nonché lettori “forti”. In tempi di integrazione comunitaria è contraddittoria col principio di libera concorrenza (alla cui luce va oggi interpretato l’articolo 41 della Costituzione) e irragionevole, come dice il testo dell’appello al Capo dello Stato, quindi viola l’art. 3 della Costituzione, sia nel I comma – uguaglianza formale di fronte alla legge – sia nel II – eguaglianza sostanziale e “dinamica” – e nell’epoca di Internet è inoltre facilmente aggirabile. Sottoscrivo la petizione.

  16. Giovanni Brogiolo

    Alla faccia del liberalismo! Ma peggio ancora: alla faccia della libertà!! In un modo o nell’altro, limitare la possibilità di istruirsi, informarsi, accrescere la propria cultura, significa detenere il potere sulle persone. Sottoscrivo la petizione. Giovanni BROGIOLO, Sesto san Giovanni.

  17. Sottoscrivo la petizione, ma con enorme sconforto: vivere serenamente in questo Paese diventa sempre più difficile

    Maria Stella Uras Roma

  18. PAOLO ZANINI

    Purtroppo questo nostro è un Paese che la nostra classe di politicanti e certe altre
    congreghe cercano costantemente di mantenere il più possibile nell’ignoranza e inconsapevolezza. Per questo sottoscrivo volentieri la Petizione.

  19. dante

    stanno trasformando il sistema parlamentare in un sistema lobbistico puro.
    che è la sua naturale trasforemazione.
    il parlamento diventa una dittatura di una casta di privilegiati al servizio delle più spudorate lobby

    dante calzolari

  20. Alessandro Bertinotti

    Sono bibliotecario, sottoscrivo pienamente la petizione.

    Alessandro Bertinotti – Novara

  21. Stefano Micheli

    Sottoscrivo la petizione, e concordo con ‘Marisa’…..vivere serenamente in questo Paese diventa sempre più difficile!!!

  22. Francesco

    Sottoscrivo la petizione con una osservazione al Governo: Ci sono altri problemi impellenti cui esercitarsi. Da tanto sbandierato liberismo si passa al dirigismo.

  23. Silvia Ferrando

    Concordo pienamente con l’iniziative e con i commenti postati precedentemente, quindi aderisco alla petizione…è uno schifo!!!
    Silvia Ferrando.

  24. Sergio De Prisco

    Questa norma penalizza i lettori e gli autori e favorisce solo i librai, ma non tutti, solo i peggiori, come tutte le norme che fissano i prezzi per legge.
    Sottoscrivo la petizione:
    Sergio De Prisco
    Capena RM

  25. Roberto Giorni

    Aderisco alla petizione al Presidente della Repubblica in favore della libertà del mercato dei libri. I piccoli editori e i piccoli librai, che sarebbero messi in difficoltà da una legge iniqua, sono un’autentica ricchezza sul piano della libertà di pensiero. La libertà del mercato dei libri non deve essere toccata. Il dominio dei grandi editori e delle catene di vendita, imposto per legge, è un danno per la libertà di pensiero. Come non ricordare le ammonizioni di don Sturzo, Einaudi, Hayek (nel libro “La via della schiavitù”), …
    Roberto Giorni / Codogno (Lo)

  26. lorenzo maggi

    Sottoscrivo la petizione con profondo sconcerto e delusione per una legge simile.
    Non è questo il Pdl che voglio e non sono queste le leggi che mi aspetto da questo governo.

    Lorenzo Maggi
    Capogruppo Pdl Comune di Lodi

  27. Sottoscrivo con amara convinzione. Non capisco i capitano del Titanic che firma questa roba invece di guardare agli iceberg. Non capisco chi ha il coraggio di firmare le leggi contro un’azienda altriui, dopo aver dovuto ritirarne con vergogna una a favore della propria, non capisco il Ministro dei Beni Cultirali che é un liberale di rito distratto,non capisco un governo che aveva detto di voler diffondere l’informazione elettronica.
    Capisco solo che bisogna reagire all’assuefazionei: per questo firmo.

    Franco Debenedetti

  28. Stefano Callera

    Con il più profondo sconforto e un caloroso saluto alla nostra faziosa classe “digerente”, confermo fermo la mia adesione alla petizione.

    Stefano Callera, Pavia

  29. Roberto Giorni

    Sottoscrivo la petizione al Presidente della Repubblica in favore della libertà del mercato ndei libri. I piccoli editori e i piccoli librai, che sarebbero messi in difficoltà da una legge iniqua, sono una ricchezza sul piano della libertà di pensiero. Il dominio dei grandi editori e delle grandi catene di vendita, favorito da una legge, costituirebbe un attentato alla libertà di pensiero. Ricordiamo gli ammonimenti di don Sturzo, Einaudi, Hayek (nel libro “La via della schiavitù”), …
    Roberto Giorni Codogno (Lo)

  30. MASELLO GIUSEPPE

    Un provvedimento che rappresenta un ulteriore conferma del fatto che la nostra classe politica è impegnata eslusivamente nella difesa dei propri interessi corporativistici e di “casta”, in totale spregio al mercato. E che dire poi delle ragioni spudoratamente ipocrite con le quali provvedimenti di questo genere ci vengono presentati e motivati?
    Quando finiranno questi atti di prevaricazione elevati a norma di legge, insieme a questi atteggiamenti ipocriti?
    A quando forme di protesta più incisive?
    Intanto sottoscrivo in toto la petizione.
    GIUSEPPE MASELLO – VERONA

  31. Stefano Corsi

    Sottoscrivo la petizione. Un governo che si professa liberale non può escogitare leggi di questo tipo. Stefano Corsi. Forlì

  32. fabio bastianini

    In Italia si leggono pochissimi libri da pochissime persone. Questa legge impedisce la diffusione della lettura e del libero mercato
    Fabio astianini

  33. Roberto Giorni

    Sottoscrivo la petizione al Presidente della Repubblica in favore della libertà del mercato dei libri. I piccoli editori non devono essere messi in difficoltà perché sono una ricchezza sul piano culturale. La legge favorirebbe i grandi editori e le grandi catene di vendita: sarebbe un attentato alla libertà di pensiero. Ricordiamo gli ammonimenti di don Sturzo e di Hayek (nel libro “La via della schiavitù”).
    Roberto Giorni
    Codogno (Lo)

  34. Ornella Trojani

    Condivido con grande amarezza e sottoscrivo in pieno. Ornella Trojani – Villorba (TV)

  35. maggiori fabio

    sottoscrivo in pieno la petizione e comincio a provare brividi.
    Fabio Maggiori Fermo

  36. francesco

    Non firmo!
    Questa legge è stata chiesta in primo luogo dai librai indipendenti e dai piccoli editori per andare contro chi, come ora, vorrebbe libertà di sconti. La verità è che la libertà di sconti penalizza tutti coloro che a tali sconti non possono accedere (librai indipendenti e piccoli editori costretti a fare di conto in un’economia di piccoli numeri) mentre favorisce tutti coloro che al momento sono i “padroni” del mercato e lo vogliono diventare sempre più (librerie di catena e grandi gruppi editoriali). Non a caso neglli incontri proposti e richiesti dai primi, i secondi se ne sono andati prima di ricevere domande dovendo quindi delle risposte. Chiedo a tutti di provare a entrare un po’ più nel merito informandosi maggiormente perchè senza una legge come quella che sta per passare (ma ce ne vorrebbe una ancor più incisiva alla “francese”) delle categorie spariranno e chi poi ne farà le spese saranno soprattutto i lettori costretti aleggere proposte editoriali dei soliti pochi grandi editori (mondadori, gems, rizzoli…) propietari nella maggioranza dei casi delle grandi catene librarie (mondadori, mel, giunti al punto, feltrinelli…).

    francesco

  37. Francesco

    Sottoscrivo la petizione, sperando che possa trovare accoglimento
    Francesco De Martino
    Sarno (Sa)

  38. Didi Leoni

    Condivido in pieno l’iniziativa dell’IBL e sottoscrivo, con molta amarezza, la petizione. Didi Leoni – Roma

  39. Aderisco volentieri a questa battaglia liberale.. so che difficilmente riusciremo a dare una svolta liberale a questo “povero paese” ma abbiamo il dovere morale di provarci.
    E spero soprattutto che grazie a queste battaglie i liberali oggi dispersi trovino la forza e la voglia di rimettersi a fare lotta politica!

  40. Michele De Vtis

    Sono per principio favorevole alla liberalizzazione e alla diffusa deregulation in tutti i settori.
    Sono contrario alla regolamentazione degli sconti, in quanto utente-acquirente. Non sono però altrettanto sicuro che ciò gioverà ai piccoli editori e alle piccole librerie indipendenti.
    Come vedete, ho i miei dubbi, tuttavia rispondo con favore alla petizione perchè contrario alle limitazioni.

  41. Marco Lambertucci

    Sottoscrivo la petizione, speriamo le nostre parole non rimangano inascolatate. Marco Lambertucci , Colturano (MI)

  42. Corrado Mosca - Biella

    sottoscrivo la petizione contro la nuova assurda legge sull’editoria
    Corrado Mosca
    Via Garibaldi 162 13899 PRALUNGO (Bi)

    vi ringrazio per la vostra iniziativa

  43. Massimo Stefanello

    Il nostro Paese per rinascere ha bisogno di eccellenze. Limitare l’accesso alla cultura, come fa questa legge, porta soltanto alla mediocrità.
    Sottoscrivo la petizione.
    Massimo Stefanello
    Pianiga (VE)

  44. pier carlo de cesaris

    sottoscrivo con totale adesione la petizione. l’Italia è, di fatto, l’unico stato al mondo a socialismo compiutamente realizzato. abbiano almeno la buonagrazia di non tentare di prenderci per i fondelli con grida manzoniane ed atti del tutto illiberali.

  45. Marco

    sottoscrivo la petizione contro la legge sull’editoria di cui al presente articolo.
    Marco Marcelli
    Lodi

  46. Andrea Dolci

    Sottoscrivo la petizione. Trovo veramente miserevole che i tirapiedi delle grosse case editrici abbiano usate l’argomento della difesa dei piccoli editori e dei librai.
    Finché continueranno a chiedere 20€ per un paperback gli editori meritano solo di fare una brutta fine insieme ai loro ingenti investimenti per conrrollare le reti di vendita, la cui difesa é il vero scopo della legge.

  47. Ennio Cocco

    Non ho commenti da fare, e quindi da “moderare”.
    Mi limito a sottoscrivere.
    Grazie.
    E.C.

  48. Riccardo de Caria

    Sottoscrivo con convinzione, complimenti per l’iniziativa.
    Riccardo de Caria (Torino)

  49. Alberto

    Sottoscrivo la petizione di Serena Sileoni, anche perchè ingessare questo mercato gia in apnea e questo settore industriale, da tempo agonizzante, eccezion fatta forse per Feltrinelli, significa anche dare un’ ulteriore mazzata micidiale sulla cultura.

    ALBERTO BARSI ROMA

  50. mario pizzio

    sottoscrivo pienamente la petizione:
    Disciplina del prezzo dei libri: Petizione al Presidente della Repubblica
    mario pizzio
    milano

  51. salvatore dessupoiu

    sottoscrivo, questa porcata serve solo a Mondadori, alias al mancato galeotto B.

  52. Davide

    Sottoscrivo la Petizione al Presidente della Repubblica perche’ rinvii alle Camere la nuova legge sull’editoria che disciplina il prezzo dei libri.

    Davide Colangelo
    San Giuliano Milanese (MI)

  53. Alessandra Malpezzi

    Da amante dei libri e “piccola editrice”, sottoscrivo.
    Alessandra Malpezzi
    Milano

  54. Emilia Trisciuoglio

    Sottoscrivo pienamente e non capisco come non stiano protestando tutti gli editori e i librai seri nonchè la c.d. associazione dei consumatori! Questa legge è una vergogna! NO ALLA LEGGE TAGLIA LIBRI!

  55. Nicola Di Palo

    Sottoscriviamo! Questa legge è la conferma che non viviamo in un Paese civile. Sembra sia fatta apposta per ridurre la lettura dei libri … Nicola Di Palo, Samuen Di Palo, Carmen Shaikofer Di Palo, Giuseppe, Di Palo, Ameliè Di Palo

  56. Michele Gatto

    Incredibile! Signor Presidente della Repubblica, lei che è uomo di cultura, vicino ai giovani, come può accettare questa legge che priva i più giovani della possibilità di acquistare libri a prezzi scontati? Intervenga La prego! Sottoscrivo la mozione Sileoni, Gatto Michele

  57. Tommaso Petrillo

    D’accordissimo! Speriamo che il Capo dello Stato possa prestarci ascolto. Tommaso Petrillo, Verona

  58. Marco Giacobbe

    Rispondi | Cita

    Sottoscrivo convintamente la Petizione al Presidente della Repubblica perche’ rinvii alle Camere la nuova legge sull’editoria che disciplina il prezzo dei libri.

  59. Gianluca Marco ADAMO

    Sottoscrivo la petizione contro una legge a dir poco vergognosa.

    Gianluca Marco ADAMO – (PALERMO)

  60. Carla.

    Sottoscrivo la petizione sulla legge del 20 luglio 2011 che impone vincoli negli sconti e promozioni di vendita dei libri. Carla Zampieri Verona

  61. Fabio Franconieri

    sottoscrivo la petizione contro la legge sull’editoria che impedisce la libertà di prezzo e limita gli sconti.
    Fabio Franconieri, Genova

  62. Mario Cucchia

    Sono favorevole alla tutela della libera iniziativa economica ovunque, anche nel settore della cultura e dell’editoria, pertanto aderisco a questa iniziativa politica.

  63. Dino Serradura

    Sottoscrivo la petizione per un mercato libero a beneficio di tutti. Dino Serradura – Solagna

  64. Laura Maria Leone

    Sono favorevole alla tutela della libera iniziativa economica ovunque e pertanto aderisco a questa iniziativa.

  65. Enzo Michelangeli

    Aderisco alla petizione: il protezionismo in tutte le sue forme penalizza i fornitori piu’ capaci e competitivi, e tutti i consumatori senza eccezione. Questa legge sull’editoria e’ indegna di una nazione che assegni valore alla lettura dei libri.
    Enzo Michelangeli
    (Hong Kong)

  66. Aderisco alla vs iniziativa.
    Scrivete la Vs interpretazione a questa legge. Chi ne trae vantaggi?Non è pensabile che limitando la libertà dei prezzi gli editori possono fare più fatturato. Illuminatemi.

  67. alex

    aderisco pienamente ‘ancora una volta i nostri parlamentari parlano bene ma razzolano male …alex da viareggio

  68. Sottoscrivo la petizione, condividendola integralmente! Chi vive nella Pubblica Amministrazione è ancora più allarmato dalla pervasività del sistema e. dunque, fortemente motivato!

  69. Rino

    Felicissimo della iniziativa. Sottoscrivo convintamente l’appello ai valori della costituzione italiana. Che per una volta la si usa come strumento di difesa del cittadino dall’oppressione del governante, cosi come dovrebbe essere! Amen.

    Calogero Carlino.
    Palermo

  70. Le nuove conoscenze, che se non trasmesse in tempi reali alle nuove generazioni, saranno causa di grave decadenza delle società non informate, qualcuno animato da oscuri livori antisociali, vuole imporre limitazioni alla circolazione delle idee.

  71. Sara Maccari

    Sottoscrivo la petizione così come pubblicata su Chicago Blog.
    Sara Maccari – Macerata

  72. Marco Fabio GAROZZO

    Sottoscrivo la petizione contro il soffocamento del mercato dei libri. Marco Fabio GAROZZO, Bergamo (BG)

  73. Andrea Ballarini

    Smettiamola con le battaglie di retroguardia. Le piccole librerie non si difendono con ridicole e inique operazioni protezioniste, ma incentivando la lettura in ogni modo.

  74. Sottoscrivo.
    Antonio Mercurio – Sassari.

    P.S. Mi pare che l’invio di missive cartacee alla Presidenza della Repubblica fosse gratuito ( dalle poste ). Nel caso sarebbe interessante avere in formato stampabile la missiiva.

  75. DINO DARIOL

    Condivido in toto la petizione. Mi indigna che un Parlamento, che avrebbe ben altre cose piu’ importanti da fare, si occupi di ridurre la concorrenza a scapito della divulgazione della cultura.ù
    DINO DARIOL – ARESE (MI)

  76. Dario Boggio Marzet

    Mi associo alla petizione; è incredibile che in questo marasma il governo/parlamento trovino il tempo per limitare l’accesso alla lettura

  77. Davide Bocci

    Sottoscrivo l’iniziativa contro la legge illiberale: non solo è un provvedimento liberticida, ma è l’esatto mix di ignoranza economica che contraddistingue i nostri politici che ancora non conoscono la parola “globalizzazione” ed usano le soluzioni di 150 anni fa per i problemi di oggi.

    Un grande distributore, vedi Amazon, già presente in Italia, o Barnes & Noble, che arriverà prima o poi, impiegheranno zero per distribuire libri italiani dall’estero, e cosa faranno i nostri politici: chiuderanno le frontiere.

    E quando anche Google entrerà nel mercato degli eBook distribuendo file *.epub dall’Irlanda?

    Legge che crea solo, come sempre, disoccupazione e disagi ai consumatori, che limita la cultura a chi ha poche risorse economiche.

  78. Righetti Giannì Gerlando

    Sottoscivo la petizione al Presidente della Repubblica contro la disciplina del prezzo dei libri.

  79. Francesco Martucci Clavica

    sottoscrivo la petizione al Presidente della Repubblica contro le norme che disciplinano il prezzo dei libri.
    Francesco Martucci Clavica
    Roma

  80. Scusate, mi chiamo Christian Raimo, lavoro in una medio-piccola casa editrice. Odio le concentrazioni editoriali e le storture di un mercato sedicente libero. Io penso che l’ansia di firmare gli appelli porti adito a molti fraintendimenti. Ma l’avete letta ‘sta proposta di legge sul libro? Ma sapete chi sono i promotori? Sapete che sono stati i Mulini a Vento, cioè un gruppo di case editrici indipendenti e libere e desiderose di anti-trust, a promuovere una battaglia contro gli sconti che evitasse i monopoli. Avete idea di come vivono le librerie indipendenti in Italia soffocate dagli sconti? Sapete che i maggiori distributori sono di proprietà dei maggiori gruppi editoriali (Mondadori, Feltrinelli, GEMS)? Questa legge è una legge che cerca di riquilibrare un mercato devastato da concentrazioni verticali e orizzontali? Vi prego, informatevi prima di partire lancia in resta in nome di una volontà legittima che è lo stesso spirito della legge proposta? Più concorrenza libera, più possibilità alle realtà indipendenti di vivere e operare, più qualità editoriale, bibliodiversità, etc…

    Christian Raimo

  81. Alessandro Marinelli

    Disciplina del Prezzo dei libri. Petizione al Presidente della Repubblica.
    Sottoscrivo la petizione. Alessandro Marinelli – Udine

  82. Stefano Simonini

    Sottoscrivo la “Petizione al Presidente della Repubblica”. Stefano Simonini. Firenze.

  83. Elena Parisi

    Come bibliotecaria, interessata alla diffusione del libro e della lettura, mi associo all’appello al Presidente della Repubblica perchè non faccia passare una legge incostituzionale, come quella che vincola e limita gli sconti e le promozioni sui libri, che protegge interessi corporativi e va contro le esigenze di informazione e cultura dei consumatori.

    Cordili saluti

    Elena Parisi
    Gallarate (VA).

  84. andrea dolci

    DOMANDA PER I DIFENSORI DELLA LEGGE:
    Premesso che la legge sara’ anche stata proposta dai piccoli editori indipendenti ma il vero risultato e’ quello di consegnare totalmente il mercato in mano ai grandi editori che cosi’ controlleranno l’intera filiera dall’autore al consumatore e gia’ questo sarebbe sufficiente per capire che si tratta di una legge sciagurata.
    Me se anche non fosse cosi’, mi spiegate il motivo per cui i piccoli editori dovrebbero essere sussudiati in maniera surrettizia e protetti manco fossero un patrimonio dell’umanita’ ?
    Se non possono restare sul mercato perche’ il loro prodotto non regge, che chiudano. Oppure che pensino a modelli di business diversi. O, se proprio vogliamo andare fino alla radice, chiedersi se l’avvento del digitale non metta in crisi lo stesso concetto classico di editore. Pretendere di difendere il passato a spese dei consumatori e’ pero’ la peggior risposta possibile.

  85. Angelo Melloni

    @Christian Raimo
    La legge l’ho letta con grande attenzione ed oltre ad essere scritta male (in senso di drafting) ha l’effetto evidente di introdurre una nuova tassa sui libri, riducendo il potere di acquisto dei libri da parte, specialmente, dei piu giovani che, con un identico budget, acquisteranno meno libri. Se tra i promotori di questa lgge vi sono, come si dice, i piccoli editori, allora è evidente che non hanno capito assolutamente gli effetti della stessa …. che peccato! Ma mi risulta che piccole case editrici di pregio come LiberiLibri o Rubbettino siano assolutamente contrarie …. chissà come mai! Sottoscrivo con convinzione la petizione Sileoni sperando che il Capo dello Stato, questa volta, rispetti la Costituzione!

  86. Angelo Melloni

    @Christian Raimo
    Principi liberali? Introdurre un obbligo attraverso la legge? Mi sa che non sai bene cosa significa la parola “liberale” …. ma oltre a non essere liberale, questa legge non è nemmeno equa … fatti due conti e capirai. Chi ha venti euro, quando ci sono gli sconti per i libri, riesce a comprarne anche due. Adesso ne comprerà uno. Contento?

  87. Innocenzo Parentela

    Non solo sottoscrivo ma mi piacerebbe chiedere agli estensori della Legge cosa intendono per libero mercato. Perchè non sono mai intervenuti per legge per impedire l’aumento indiscriminato sul prezzo di vendita dei prodotti ? Ad esempio, energia, assicurazione auto, carburanti. E come mai non sono intervenuti per tutelare i piccoli commercianti ed artigiani dall’assalto della grande distribuzione ? Perchè non intervengono per vietare l’aumento del prezzo dei libri, soprattutto dei libri scolastici ed universitari ?
    Perchè mai i cittadini Italiani dovrebbero usufruire di minori sconti sull’acquisto di libri a differenza degli altri cittadini Europei ?
    Innocenzo Parentela

  88. Domenico Maria Bruni

    Sottoscrivo, condividendone a pieno i contenuti, la petizione al Presidente della Repubblica in merito alla nuova legge sull’editoria.
    Domenico Maria Bruni – Montalbano Jonico

  89. massimiliano

    sottoscrivo pienamente al fine della tutela della liberta’ di concorrenza oltre che del mercato la petizione rivolta al Presidente della Repubblica. Se alcuni Editori non fossero in grado di sostenere la concorrenza , perche’ dovrebbero essere sussidiati a spese del solito consumatore? in questo modo si verificherebbe un’indebita protezione di un’ennesima “casta”” Italiana.
    Se alcuni editori non fossero in grado per deficit di marketing di stare sul mercato devono lasciarlo , per il bene collettivo e dei consumatori in particolare. Non scordiamoci che con il digitale ed internet tutto sta cambiando nella comuncazione di massa e nell’editoria nello specifico , ma qui da noi vige il principio che tutto cambi perche’ nulla cambi. L’autoreferenzialita’ e’ sempre una pratica odiosa di origine feudale , dannosa per una societa’ che vorrebbe potere innovarsi nella trasparenza delle idee e dell’azione .

  90. Anna Tumaini

    Sottoscrivo la Petizione al Presidente della Repubblica per la disciplina del prezzo dei libri.
    Anna Tumaini
    Torino

  91. Credo sia profondamente ingiusto far passare per difesa della libertà imprenditoriale una raccolta di firme contro una legge che proprio gli editori e le librerie indipendenti hanno fortemente voluto.
    Frasi come “I piccoli librai, come i piccoli editori, riescono ancora a sopravvivere proprio grazie alla possibilità di immaginare strategie di mercato diverse, parallele e alternative basate, ad esempio, su promozioni ” sono a mio avviso fuorvianti. Le librerie indipendenti stanno chiudendo una dopo l’altra, e senza le librerie indipendenti moriremo presto anche noi editori indipendenti.
    Il mercato è dominato dai grandi gruppi che, dal momento che possiedono catene di librerie, società di promozione e distribuzione, case editrici, dettano legge. E mettendosi d’accordo fra loro, determinano prezzi e campagne a LORO esclusivo profitto. E’ evidente che per poter scontare un prodotto (un libro) appena uscito (dalla tipografia, in questo caso) deve esserci stato un aumento a monte. I lettori guardino per favore di quanto sono aumentati i prezzi dei libri in questi anni. E sono aumentati tra le altre cose perché c’è da mettere in conto la “pseudocampagna”.
    In ogni caso leggi sul prezzo del libro molto più restrittive di quella appena votata in Italia esistono in moltissimi paesi, fra cui la Francia, la Spagna, la Svizzera e la Germania (qui la legge prevede addirittura sconto 0%). In Francia, all’arrivo del governo Sarkozy, quando alcuni deputati di destra tentarono di proporre una revisione della legge, ci fu una levata di scudi generale, intellettuali, destra e sinistra, grandi e piccoli editori, librerie…
    Molte sono le stranezze di un paese come il nostro. In nessun altro paese al mondo succede che un gruppo editoriale governi tutta la filiera del libro. Come in nessun altro paese succede che i libri vengano venduti in edicola, allegati ai giornali a prezzi irrisori, scontati per tutto l’anno e senza limiti. Almeno a questo si è cercato di porre rimedio.
    Daniela Di Sora
    editore indipendente

  92. Giancarlo Bosi de' Villalba

    Sottoscrivo la petizioneal Presidente della repubblica in merito alla Disciplina del prezzo dei libri

  93. Per come la vedeva lei, la vita era un fatto semplicissimo. Tu ti volevi divertire, loro te lo volevano impedire, e allora tu facevi del tuo meglio per infrangere le regole.

    1984 – George Orwell

    FERMIAMOLIIII!!!!!!

  94. Merlo Cristian

    Sottoscrivo in toto la petizione contro la consueta legge illiberale e liberticida.

    Merlo Cristian, Primaluna (LC)

  95. Artkane

    Allego il mio dissenso a questi modi di fare da illiberali tipici di un governo illiberale e fascista.
    e sottoscrivo la petizione
    Artkane Trento

  96. umbe

    sottoscrivo quanto ha detto Christian Raimo, perchè sono liberista. E anche Editore, libraio, e consulente per le librerie (indipendenti).

  97. dario dattrino

    mi sembra di capire che l’autrice non conosca il mercato editoriale, per cui ecco il mio contributo da ex-libraio ed attuale rappresentante editoriale.
    le case editrici fissano un prezzo per il libro, dopo di che lo vendono ai librai indipendenti con uno sconto del 30% circa ed alle librerie di catena ed ai loro punti vendita ed alla grande distribuzione con sconti superiori al 40% ( fino al 60 % ) . e’ ovvio che queste strutture sono in grado di riconoscere al cliente una scontistisca che incide poco sul loro margine utile , mentre lo stesso sconto incide notevolmente per i librai indipendenti, che quindi non possono riconoscerlo e di conseguenza non sono competitivi con il prezzo.
    la distorsione è evidente visto che si tratta di un bene con prezzo di copertina FISSO , per cui una normativa che metta ordine è necessaria.
    spero di aver contribuito ad illustrare al meglio la situazioni, in modo che ognuno possa fare al meglio le proprie valutazioni…

  98. Claudio Piersimoni

    Mamma Stato colpisce ancora.
    Ma quando potremo liberarci dell’orrendo Leviatano e di questa Costituzione che prima afferma un principio e due righe sotto lo nega?
    Sottoscrivo quanto ben detto dalla cara Serena.

    Claudio Piersimoni, Ancona.

  99. Giovanni Tateo

    Vergogna, questa legge mi impedirà di acquistare molti libri!

    Giovanni Tateo, Torino.

  100. Filippo Giabbani

    Sottoscrivo la petizione al Presidente della Repubblica promossa da IBL e relativa alla disciplina del prezzo dei libri.
    Filippo Giabbani (Firenze)

  101. umbe

    @dario dattrino
    Un attimo Dario.
    E’ giusto quello che dici ma va specificato che gli editori monopolisti fanno quanto dici motu proprio, mentre i piccoli, quei 2 o 3 mila che si dividono il restante 20% del mercato, lo fanno perchè impostogli dai distributori…che quasi sempre sono aziende di proprietà degli editori monopolisti. Infatti in due anni sono dimezzate le librerie indipendenti e triplicate le libreria di catena, di proprietà, sa va sans dire, degli editori monopolisti.

  102. paola

    mauro marabini:non so che Francia ha visto?sono appena stata a Digione/Reims/Parigi, poi olanda germania e le librerie sono tante e di tanti tipi, con sconti ridotti se non inesistenti e malgrado tutto piene di gente..e i libri costano molto meno!ovvio la differenza la farà il servizio e non lo sconto. specializzate e non. il problema italiano è un altro:promozione/distribuzione/stampa/vendita sono concentrate in mano a 3 grandi gruppi (mondadori-feltrienelli/Gems). quindi prima di parlare di libera concorrenza sistemerei la situazione unica nel mondo del caso italiano, dove il libero mercato per ora non esiste. e forse regolamentare una sistuazione anomala è una necessità. il libro deve essere venduto allo stesso prezzo da qualunque canale (visto che il prezzo è già imposto dall’editore)

  103. FRANCESCO DI PAOLA

    sottoscrivo la petizione sulla disciplina del prezzo dei libri
    Francesco Di Paola
    Torino

  104. Mi chiamo Fabio Avallone, vivo a Napoli e sottoscrivo l’appello.
    Solo una classe politica arretrata e cieca come la nostra poteva approvare una legge del genere. Tra l’altro, premesso che sono solo un avido lettore e che non lavoro nel settore, vorrei sapere cosa ne pensano gli operatori di altri settori merceologici ben più importanti (economicamente) dei libri. Perché le piccole salumerie possono essere strangolate dalla grande distribuzione, i negozi di abbigliamento possono essere sbaragliati dalle cittadelle outlet e dai vari groupon, i negozi di dischi devono piegarsi ad Itunes e invece le librerie (in un paese in cui non legge nessuno) dovrebbero sopravvivere per legge? (ammesso che questa legge ridicola possa davvero far sopravvivere anche una sola libreria). Si tratta di un obbrobrio che va cancellato, speriamo che il Presidente Napolitano ascolti l’appello.

  105. Donato Parri

    NO ALLA LEGGE TAGLIA-LIBRI! Sottoscrivo la petizione e a quei pochi che credono che questa legge serve ai piccoli editori o che abbia senso paragonare il mercato dei libri italiano con quello francese o Usa, dico che forse non hanno idea di quanta poca gente in Italia compri libri! Se con 20 euro prima, in occasione degli sconti, compravo 2 libri, ora ne comprerò 1. Conclusione: meno libri comprati per i consumatori, meno libri venduti per gli editori. Solo un genio poteva pensare una legge così (o qualcuno che ci vuole tutti ignoranti!). Donato Parri, Milano

  106. Luciano Capone

    Sottoscrivo la petizione.
    Luciano Capone, Savignano Irpino (AV).
    Che lo Stato non si intrometta in una libera contrattazione che riguarda me e il mio libraio!

  107. Marco

    Condivido. Tutto ciò che è libertà e libero pensiero va difeso senza se e senza ma.

    Marco Berizzi, Cantello (VA)

  108. Saraceno

    aderisco alla petizione di cui sopra sullo sconto libri

    Paolo Saraceno

    @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
    Paolo Saraceno
    Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario
    INAF
    Via del Fosso del Cavaliere 100
    00133 Roma
    Tel. +39 06 49934398
    Fax +39 06 45488242
    Mobile +39 3485100124

  109. Emanuele

    Sottoscrivo … con disincanto su quanto succederà in realta …
    Emanuele Burletti – Perugia

  110. Lorenzo D'Amico

    Sono perfettamente d’accordo con Dario Dattrino. Sono un editor e conosco molto bene il sistema editoriale. Una legge sul prezzo fisso è fondamentale per impedire che le librerie indipendenti scompaiano dalla scena.@dario dattrino

  111. Roberto Baldinini

    Roberto Baldinini (residente a San Mauro Pascoli) sottoscrive questa petizione, se il supermercato vicino a casa mia offre sempre in vendita prodotti (alimentari e non) scontati anche fino al 50%, perchè un rivenditore di libri non può essere libero di fare lo stesso quando e come vuole?
    Sono per il libero mercato e SOTTOSCRIVO QUESTA PETIZIONE!

  112. karen aldridge

    sottoscrivo la petizione contro la legge che vieta la vendita di libri scontati.
    Karen Aldridge, Asti

  113. Pietro Di Muccio de Quattro

    Per libri e giornali la migliore legge è nessuna legge (parafrasi da Luigi Einaudi).

  114. CARLO BUTTI

    Sottoscrivo la petizione. Tutti liberali a parole, di fatto protezionisti e colbertisti della peggior specie.

  115. Diego Loro

    Approvo e condivido.
    Ma cosa potrebbe fare, se anche volesse,il Presidente?
    Diego G. Loro

  116. aldo arri

    sono contrario ad una legge che dietro il fumo della cultura mira solo ad istituire rendite di posizione sul mercato.
    Purtroppo la legge farà sicuramente un danno economico al lettore mentre è tutto da vedere che riesca a garantire la sopravvivenza delle piccole librerie e dei piccoli editori,perchè comunque la grande libreria e la libreria on line ha dalla sua il grosso vantaggio della quantità di titoli disponibili.

  117. Mario Danieletto

    Sottoscrivo pienamente la petizione. In una Italia dove si comprano libri meno libri che negli altri maggiori stati europei è un ulteriore spinta verso l’arretramento culturale, l’indebito arricchimento degli editori ed una illeggittimo condizionamento dei comportamenti che regolano il libero mercato.

  118. La legge va bene così com’è, e non impedirà ai piccoli librai di fare la fine dei negozi di dischi.

    Sempre di più i libri si comprano in internet in formato digitale e sempre di più direttamente dall’editore, almeno finché gli autori stessi non scopriranno quanto è facile vendere da soli le proprie opere.

  119. Gressini Mauro

    Gli Editori e i loro amici ringraziano e sapranno essere riconoscenti. Io no e me ne ricorderò.
    Aderisco senza riserve alla petizione.
    Mauro Gressini, San Dona’ di Piave (VE)

  120. Luca Mercuri

    … bisogna sempre difendere i principi dalla contingenza, perché è sempre la contingenza che frega i principi. In nome della difesa dei “piccoli” e “deboli” del momento sono state perpretate le peggiori nefandezze del mondo, e ciò che è più importante senza, alla fine, garantire alcun futuro ad alcun piccolo e debole vero. Quello che serve ad un vero piccolo talentuoso è che non gli dicano per legge come fare concorrenza…
    Facciamo subito un’altra petizione per la riforma degli ordini professionali e di tutti i privilegi medievali e corporativi ancora in piedi nel nostro paese!!! solo università veramente libere, economia svincolata dalla politica e professionisti qualificati di livello mondiale ci tireranno fuori dal pantano (e non serve una lira per queste riforme!!!!!)

  121. Antonino Crisafulli

    Questa petizione non può che nascere dalla malafede di chi intende difendere delle posizioni conquistate usando mezzi poco puliti,come una concorrenza sleale. Gli argomenti portati a sostegno sono risibili,talmente sono assurdi. Fortunatamente il Capo dello Stato è persona di buon senso e grande cultura.

  122. Ugo Pellegri

    Sottoscrivo la petizione al Presidente Napolitano ritenendo il contenuto della stessa corretto e da approvare.
    Ugo Pellegri
    Genova

  123. eleonora di falco

    sottoscrivo pienamente la petizione al Presidente della Repubblica. Eleonora Di Falco Roma

  124. Eugenio Simoni

    anche io dico NO ALLA LEGGE TAGLIA-LIBRI! Signor Presidente della Repubblica come è possibile che lei permetta questa scempio? Studio al quarto anno di medicina e i libri per ciascuna materia costano in media 120 euro: se non avessi lo sconto al 30% che trovo on-line, non potrei permettermi l’università o dovrei fotocopiare i libri. Lo sanno questi signori cosa significa studiare e lavorare insieme come cameriere? E’ una indecenza che la CASTA CHE NON SI TAGLIA GLI STIPENDI, TAGLIA GLI SCONTI AI LIBRI, tanto loro li ricevono gratis! Sottoscrivo assolutamente la petizione, Eugenio Simoni, Padova

  125. isabella

    Sottoscrivo la petizione al Presidente contro una legge illiberale Isabella Arnaldi Genova

  126. Clara Vitalini

    sottoscrivo la petizione contro la regolamentaizone dei prezzi dei libri. Clara Vitalini

  127. Fabio Falcone

    Sottoscrivo la petizione al Presidente Napolitano ritenendo il contenuto della stessa corretto e da approvare.
    Fabio Falcone
    Castrovillari (CS)

  128. Fabio Falcone

    Sottoscrivo la petizione al Presidente Napolitano ritenendo il contenuto della stessa corretto e da approvare.
    Castrovillari (CS)

  129. alberto meomartini

    Sottoscrivo la dichiarazione, speriamo non ci voglianoimporre anche i titoli dei libri da leggere.Ogni volta che si comprimono spazi di iniziativa imprenditoriale si comprimono spazi di libertà: manche se, naturalmente, lo si fa con le migliori intenzioni9.
    Alberto Meomartini

  130. Luca

    Per cortesia prima di firmare petizioni che non hanno la minima aderenza con la realtà, informatevi.
    Ascoltate la voce di tutti e ragionate.
    In altri paesi con una media di libri letti per singolo cittadino molto più alta (Francia, Spagna,…) il libro non può essere soggetto a sconto in quanto considerato un bene primario per la cultura.
    Lo sconto sembra favorire il lettore, ma in realtà favorisce i soggetti che hanno in mano l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione. In Italia circa l’85% della distribuzione dei libri passa attraverso soggetti controllati da Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, Messaggerie, Giunti.
    In qualità di piccolo editore io non posso fare sconti, perché già il margine lordo sul prezzo di copertina è pari al massimo al 40%. Se dovessi scontare del 30% come fanno le grandi case editrici, vorrebbe solo dire che accetterei di vendere in perdita.
    D’altro canto, io piccola libreria di quartiere, ho un margine lordo di circa il 30% sul prezzo di copertina. Come faccio a sopravvivere a soggetti quali Amazon che si permettono di vendere i libri in perdita (vero e proprio dumping culturale) pur di prendere velocemente quote di mercato.
    Questa non è una legge illiberale. E’ un tentativo, oltretutto troppo favorevole alle grandi case editrici, di salvaguardare il pluralismo della cultura, che passa dalla sopravvivenza delle piccole case editrice e delle librerie.

  131. sottoscrivo la petizione contro questo provvedimento, sempre più stato dovr non serve sempre meno mercato, sempre contro i consumatori in nome di che cosa delle

  132. Gentile signora,

    in risposta a quanto pubblicato su

    http://www.chicago-blog.it/2011/07/24/disciplina-del-prezzo-dei-libri-petizione-al-presidente-della-repubblica/

    1) il mercato del libro è sempre stato sottoposto alla legge del mercato e quindi mi sembra assurdo parlare di perdita della libertà causata dalla legge.

    La libera concorrenza è stata fino ad oggi di fatto aleatoria in quanto solo chi possedeva grandi mezzi economici era in grado di partecipare al bailamme dei mega sconti, e gli altri chiudevano la loro Libreria.

    2) Libera iniziativa non monopolio in mano a pochi.

    3) Ritenere che il libro non sia un bene primario e ridurlo alla stregua di un pacchetto di chewig gum e assurdo.

    4) Evidentemente lei cara signora ha frequentato molto le Librerie tanto da ritenere che le stesse non facciano parte di un patrimonio da preservare dalla nullità degli scontisti.

    5) I mega sconti non hanno portato alcun beneficio per la cultura della nazione, invece mi risulta che le centinaia di Librerie che si prodigano nella promozione del libro facendo presentazioni e curando gli assortimenti, qualcosa abbiano dato.

    6) I piccoli librai stretti dai debiti causati dall’impossibiltà di ottenere dei margini di guadagno decenti devono chiudere, la promozione culturale non basta a sopravvivere.

    7) In Francia piuttosto che in Germania ed in altri Paesi Europei è in vigora una legge che regolamenta il prezzo del libro. Non mi risulta che in tali paesi le vendite del libro siano state condizionate dal legislatore, Amazon esiste sia in Francia che in Germania da anni con ottimi risultati nonostante leggi molto più restrittive della nostra.

    8) Non è sicuramente la legge sul prezzo del libro la causa dei mali economici dell’Italia, questa, anzi, serve a ridare vigore ad una categoria di LAVORATORI da anni in balia dei mega sconti.

    9) Gli sconti invitanti sono frutto di operazioni di mercato indirizzate quasi escusivamente alle gradi strutture di vendita GDO Internet ecc. e sicuramente non vanno incontro ai meno abbienti, quelli cioè che non arrivano alla terza settimana con il misero stipendio che hanno, essi dovrebbero usufruire di servizi bibliotecari efficenti come in Francia e Germania appunto. Chi non ha denaro non può permettersi di spendere per i libri e quindi non si venga a dire che la legge sul libro colpisce le fasce più povere.

    10) La libera concorrenza non è stata mai in pericolo, lo testimoniano le centinaia di aperture di Librerie di catena e l’arrivo di un gigante del commercio elettronico come Amazon (con la relativa chiusura di centinaia di piccole Librerie) casomai è l’opposto. Le ricordo che il libro in Italia ha il prezzo imposto dall’editore e quindi questo è l’unico termine di paragone per qualsiasi trattativa commerciale e/o concorrenziale.

    Io fossi in lei andrei da quel Libraio che per anni ha servito con fedeltà, serietà e preparazione la clientela della propria Libreria e adesso si ritrova a dover chiudere a causa della politica selvaggia dei mega sconti. Questo signore lascia un vuoto che non verrà colmato da nessun “liberismo” lui sarà sostituito da uno scaffale ciecosordomuto di un supermercato piuttosto che nella mega rivendita di libri, per arrivare infine ai mega siti di commercio elettronico che tra un banner e l’altro ti propongono le loro mercanzie. A questo signore chiederei di perdonare la mia ignoranza e di scusarmi se in qualche modo l’ho offeso.

    Sergio Micoli

    Libreria Nero su Bianco Trieste

    Libreria Nero su Bianco

    via Oriani 4/b

    34131 Trieste Italia

    tel. 040638620 fax 0403726070

    http//www.nsb.it – e-mail libreria@nsb.it

    PI: 00918260324

  133. sergio micoli

    Gentile signora,

    in risposta a quanto pubblicato su

    http://www.chicago-blog.it/2011/07/24/disciplina-del-prezzo-dei-libri-petizione-al-presidente-della-repubblica/

    1) il mercato del libro è sempre stato sottoposto alla legge del mercato e quindi mi sembra assurdo parlare di perdita della libertà causata dalla legge.

    La libera concorrenza è stata fino ad oggi di fatto aleatoria in quanto solo chi possedeva grandi mezzi economici era in grado di partecipare al bailamme dei mega sconti, e gli altri chiudevano la loro Libreria.

    2) Libera iniziativa non monopolio in mano a pochi.

    3) Ritenere che il libro non sia un bene primario e ridurlo alla stregua di un pacchetto di chewig gum e assurdo.

    4) Evidentemente lei cara signora ha frequentato molto le Librerie tanto da ritenere che le stesse non facciano parte di un patrimonio da preservare dalla nullità degli scontisti.

    5) I mega sconti non hanno portato alcun beneficio per la cultura della nazione, invece mi risulta che le centinaia di Librerie che si prodigano nella promozione del libro facendo presentazioni e curando gli assortimenti, qualcosa abbiano dato.

    6) I piccoli librai stretti dai debiti causati dall’impossibiltà di ottenere dei margini di guadagno decenti devono chiudere, la promozione culturale non basta a sopravvivere.

    7) In Francia piuttosto che in Germania ed in altri Paesi Europei è in vigora una legge che regolamenta il prezzo del libro. Non mi risulta che in tali paesi le vendite del libro siano state condizionate dal legislatore, Amazon esiste sia in Francia che in Germania da anni con ottimi risultati nonostante leggi molto più restrittive della nostra.

    8) Non è sicuramente la legge sul prezzo del libro la causa dei mali economici dell’Italia, questa, anzi, serve a ridare vigore ad una categoria di LAVORATORI da anni in balia dei mega sconti.

    9) Gli sconti invitanti sono frutto di operazioni di mercato indirizzate quasi escusivamente alle gradi strutture di vendita GDO Internet ecc. e sicuramente non vanno incontro ai meno abbienti, quelli cioè che non arrivano alla terza settimana con il misero stipendio che hanno, essi dovrebbero usufruire di servizi bibliotecari efficenti come in Francia e Germania appunto. Chi non ha denaro non può permettersi di spendere per i libri e quindi non si venga a dire che la legge sul libro colpisce le fasce più povere.

    10) La libera concorrenza non è stata mai in pericolo, lo testimoniano le centinaia di aperture di Librerie di catena e l’arrivo di un gigante del commercio elettronico come Amazon (con la relativa chiusura di centinaia di piccole Librerie) casomai è l’opposto. Le ricordo che il libro in Italia ha il prezzo imposto dall’editore e quindi questo è l’unico termine di paragone per qualsiasi trattativa commerciale e/o concorrenziale.

    Io fossi in lei andrei da quel Libraio che per anni ha servito con fedeltà, serietà e preparazione la clientela della propria Libreria e adesso si ritrova a dover chiudere a causa della politica selvaggia dei mega sconti. Questo signore lascia un vuoto che non verrà colmato da nessun “liberismo” lui sarà sostituito da uno scaffale ciecosordomuto di un supermercato piuttosto che nella mega rivendita di libri, per arrivare infine ai mega siti di commercio elettronico che tra un banner e l’altro ti propongono le loro mercanzie. A questo signore chiederei di perdonare la mia ignoranza e di scusarmi se in qualche modo l’ho offeso.

    Sergio Micoli

    Libreria Nero su Bianco Trieste

  134. Andrea Mattei

    Per me e’ difficile essere obiettivo, visto che sono uno dei tanti librai che fra qualche mese chiudera’, ma non posso far a meno di notare che si parla di cose che non si conoscono, per un mercato, quello del libro,piuttosto povero: margini, spese, costi di allestimento di un sito e vendita online, dumping, etcetc. La concorrenza e’ vera se pari sono le condizioni di partenza: voi correreste con una 500 contro un Cayenne? Ma il discorso e’ evidentemente complesso e la petizione invece semplifica tutto riducendo il discorso a un “piu’ sconto = piu’ liberta’: non ci siamo

  135. maria di girolamo

    sono una piccola libraia e, chiaramente, di parte!
    Manca qualcosa a quel che affermate…..dovrebbe essere un sistema libero, che invocate con questa petizione:
    1) non dovrebbe esistere il monopolio distributivo
    2) il prezzo di copertina non dovrebbe essere imposto
    3) dovremmo, piccole librerie indipendenti, poter accedere a una scontistica che sia superiore a quella offerta al cliente finale…………

  136. Antonio Quarta

    In questo mondo di veline, grandi fratelli, isole dei famosi lasciateci almeno la possibilità di leggere e acquistare libri.

  137. Sottoscrivo in pieno!

    Le “condizioni di partenza” presunte essere non equilibrate che si tirano fuori ad ogni piè sospinto, non sono altro che le “condizioni d’arrivo” di ieri.
    Dov’era IERI l’editoria che piange miseria OGGI?

    Che il mercato faccia il suo corso e si evolva in maniera naturale.
    Chi ci guadagna è irrilevante, chi ci rimette è irrilevante, la libertà è tutto.

  138. Paolo Del Balzo

    la libera concorrenza è l’espressione di un libero mercato.
    Questa è una legge fondamentale per qualsiasi stato libero.

  139. giuseppe sammartino

    Condivido pienamente e, quindi, sottoscrivo quanto sostenuto da Alberto Mingardi e dall’Istituto Bruno Leoni.
    Giuseppe Sammartino

  140. Roberto Semeraro

    Sottoscrivo la petizione.

    La cultura si difende soprattutto abbassandone, quando possibile, i costi.

    Non noto molti indignati sui media di coloro che si professano vicini ai meno abbienti e si professano culturalmente, oltre che antropologicamente, più evoluti ………

  141. Gaetano Coletta

    Ma le pratiche di dumping non sono già perseguibili con la legislazione esistente?

    Sottoscrivo la petizione.

    Gaetano Coletta (Bologna)

  142. Federico Mugnai

    Sotoscrivo pienamente la petizione. Questa legge colpisce i lettori e specialmente gli studenti, ma soprattutto colpisce la libertà delle case editrici e la libera concorrenza, tentando di livellare le libreria meno capci con quelle più capaci a promuovere i propri prodotti.

  143. Federico Mugnai

    Sottoscrivo pienamente la petizione. Questa legge colpisce i lettori e specialmente gli studenti, ma soprattutto colpisce la libertà delle case editrici e la libera concorrenza, tentando di livellare le libreria meno capci con quelle più capaci a promuovere i propri prodotti.

  144. massimo pizzichini

    aderisco alla petizione. E’ un classico si dice una cosa ma gli effetti sono opposti.
    Non si possono limitare gli sconti e dire che se ne avvantaggia la cultura, inoltre comprime la libera iniziativa imprenditoriale.

  145. Chiara Melis

    Concordo e sottoscrivo.

    Un paese civile dovrebbe facilitare l’accesso alla cultura, non impedirlo in favore di interessi economici.

    Chiara Melis, Torino

  146. Andrea Veglia

    sottoscrivo la petizione, nella speranza che l’accesso alla libera concorrenza sui prezzi dei libri e l’accesso alla cultura non vengano limitati.

  147. Silvio Bencini

    Aderisco alla petizione. Purtroppo il fatto che questa legge sia passata all’unanimità la dice lunga sull’atteggiamento verso il mercato della classe politica

  148. Giovanni Fanfoni

    Sottoscrivo la petizione.

    Come appassionato lettore non ho mai rinunciato al piacere dell’acquisto in libreria, pur utilizzando anche i canali online.
    Come consumatore, constato che anche in questo caso si cerca sempre la soluzione più protezionistica e meno creativa per far fronte a presunte difficoltà del mercato.

    Giovanni Fanfoni, Milano

  149. Marco Maccagno

    Sottoscrivo la petizione. E ci vengono anche a raccontare che questa legge, tra i suoi vari pregi, “aumenterà l’offerta nei confronti dei lettori”…ma per favore…

  150. Susj

    Sottoscrivo.
    Sarebbe meglio dare modo anche alle piccole librerie di fare buoni sconti – alleggerimento fiscale – e magari – MAGARI- fate costare i libri meno in partenza!
    Il prezzo di partenza è irragionevolmente alto.

  151. Susj Bo

    Sottoscrivo.
    Il prezzo di partenza è irragionevolmente alto.
    Sarebbe meglio dare modo anche alle piccole librerie di fare buoni sconti – alleggerimento fiscale – e magari – MAGARI- fate costare i libri meno in partenza!

  152. Sandro Marilli

    Aderisco, volete che smettiamo di leggere? così, meno cultura, più ignoranza da sfruttare per il potere!!!

  153. Sottoscrivo la petizione.
    Valter Arata
    Chivasso (TO)