20
Lug
2011

L’acqua privata a Berlino: lì gli ambientalisti contestano l’esatto…opposto dei nostri referendum

Un’altra prova della buffonaggine che spesso contraddistingue il dibattito pubblico italiano. Più e più volte nella campagna referendaria sull’acqua mi sono trovato interlocutori critici che mi sbandieravano la proposta alla Commissione Europea di annulare la privatizzazione dell’acqua a Berlino. Bene, ho scoperto finalmente di che cosa si tratta. Ma il paradosso è che la richiesta inoltratata a Bruxelles si fonda su presupposti che sono … l’esatto opposto di quanto a casa nostra disposto dai quesiti referendari e da chi li ha sostenuti! La Commissione europea intende verificare il processo di privatizzazione parziale dell’azienda municipale dell’acqua di Berlino, concluso 12 anni fa. L’indagine della Commissione per la concorrenza è stata aperta su richiesta di Transparency International – ong che monitora la corruzione nel mondo – e dell’Associazione per la difesa dei consumatori, che hanno reso nota la risposta di Bruxelles alla loro interrogazione. Secondo le due associazioni, le autorità pubbliche avrebbero infranto le direttive europee che interdicono gli aiuti di Stato alle imprese private e quelle che regolano la creazione di servizi per i consumatori. Il contratto sottoscritto dalle imprese RWE e Veolia, lamentano le associazioni, prescrive la certezza del profitto nel caso in cui il mercato non premi l’investimento, che viene garantito dalle casse comunali. Inoltre per la privatizzazione dell’azienda non sarebbe stata bandita nessuna gara, come prevedono le direttive europee. Se Bruxelles riconoscesse gli argomenti delle due associazioni, Berlino potrebbe essere costretta a chiedere indietro i profitti realizzati dalle aziende proprietarie dell’ex municipalizzata. Ufficialmente, ha precisato il Land di Berlino, da Bruxelles ieri non era ancora arrivata nessuna indicazione sulle indagini.

Come si vede, il paradosso è patente. A Berlino giustamente si contesta l’assegnazione del servizio senza gara, esattamente come da noi il primo quesito referendario ha invece disposto che si proceda (naturalmente non si potrà farlo, visto che la gara è principio di diritto comunitario). In più, a Berlino si contesta che si sia disposto il sussidio del Comune  in caso di mancata copertura in tariffa dei costi e investimenti: esattamente come da noi dispone invece il secondo quesito.

Purtroppo, gli italiani sono cascati nella trappola dei referendari. E’ di malafede e ignoranza, che si nutre il declino di un Paese.

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15 Responses

  1. Fabik

    Io ritengo che a parte le differenze del tutto normali nella mentalità che ci sono tra vari popoli il grosso problema in Italia è che: Come in ogni paese c’è chi è antagonista a certe realtà, è contro il libero mercato, è contro le privatizzazioni, insomma è statalista fino al midollo, come in ogni paese c’è chi è poco informato ed allora va a naso o vota a seconda dell’onda emozionale del momento, ma in italia c’è una terza categoria di persone a cui mio malgrado (un pò me ne vergogno) appartengo, siamo quelle persone che disilluse dalla nostra politica e dalla mentalità diffusa votata al ladrocinio tipicamente tutta Italiana piuttosto si tiene un sistema inefficace che non provare qualcosa di nuovo perchè dentro di noi pensiamo che quì in Italia non funzionerebbe…

  2. Marco

    ah ah concordo con Fabik… io per esempio sul nucleare dicevo a tutti quelli che erano contrari: ma che vi stressate a fare, anche se il nucleare passa e si fa, ma secondo voi in Italia si fa ? o ci troveremo il Gabibbo a far vedere la centrale ancora in costruzione dopo 30 anni !!!
    ma se per fare una strada ci mettono una vita !!! ha ha

  3. Andrea Dolci

    Caro Giannino, non dimentichiamo anche il paradosso di un popolo che si scaglia contro la casta ma poi corre in massa a votare per difendere il diritto dei politici a gestire in autonomia le utilities, ovvero la piú grossa ed estesa concentrazione di sprechi, inefficienze e potere clientelare.

  4. ottomorselli

    vede dottore io non penso che gli italiani “..sono cascati nella trappola dei referendari..” ma che semplicemente hanno votato si perchè comunque, in larga parte, sono ancora convinti che ” pubblico è meglio “, sicuramente meglio di quei ladri evasori dei privati, tutti pieni di soldi nascosti a lugano per non pagare le giuste tasse. Ora lei capisce che quando un’italiano, conoscendo perfettamente il non-funzionamento (per usare un eufemismo) della macchina statale perchè lo sperimenta quasi quotidianamente, il livello di corruzione, di incompetenza e di tutte quelle belle cose che ogni giorno leggiamo sui giornali, decide in tutta coscienza di ampliare ulteriormente il perimetro del ” pubblico ” … bè, allora diciamocelo.
    Non abbiamo più nessuna speranza dott. Giannino.
    La grecia ci sta aspettando a braccia aperte.
    In fondo siamo sempre un paese di socialisti, anzi, di ciuccia-listi come dicono da queste parti…

  5. stefano tagliavini

    “Niente provoca più danno in uno Stato del fatto che i furbi passino per saggi” questa frase è stata scritta da Francis Bacon nei Saggi, e, unitamente alla malafede e all’ignoranza sono, forse, le cause che alimentano il declino non di un paese qualsiasi ma del nostro. Il suo intervento, impeccabile come sempre, dimostra solo, che tedeschi e italiani sono diversi e fino a quando una parte degli italiani non cambieranno, la diffidenza dovrà sempre essere utilizzata come arma di difesa. Lei cambi la mentalità di chi crede che fare fesso l’altro sia prova di furbizia e magari potremo rivedere tante cose che nel nostro paese non vanno, ma fino a quando ci sono persone che, tanto per fare un esempio, non pagano le tasse e sono considerati dei furbi, non vedo come ci si possa fidare di regole del mercato assolutamente condivisibili sul mercato ma assolutamente eludibili nella pratica quotidiana del nostro bene amato paese.
    Ieri sera durante la trasmissione “in onda” il direttore del Tempo ha illustrato come il nostro paese sia in mano ai furbi. Come preambolo ha ritenuto giusto togliere l’ICI sulla prima casa, anche a coloro che magari hanno un appartamento del valore di un milione di euro o giù di li, eppoi ha fatto presente che in base ai parametri americani se considerassimo i ricchi coloro che percespiscono più di centocinquantamila euro all’anno si dovrebbe registrare che solo una minima parte della nostra popolazione dichiara un reddito di questo livello, se non mi sbaglio dovrebbe essere dello 0,8%. Ovviamente non si è chiesto se sia un dato attendibile ciò che risulta al fisco. Con buona pace di chi le tasse le paga fino all’ultimo centesimo dichiarando tutto e vedendo il propio salario tassato al 23% e i guadagni in borsa al 12%, sempre se non mi sono sbagliato a causa della mia ignoranza, di cui chiedo gentilmente scusa.

  6. Stefano

    Fabik :
    Io ritengo che a parte le differenze del tutto normali nella mentalità che ci sono tra vari popoli il grosso problema in Italia è che: Come in ogni paese c’è chi è antagonista a certe realtà, è contro il libero mercato, è contro le privatizzazioni, insomma è statalista fino al midollo, come in ogni paese c’è chi è poco informato ed allora va a naso o vota a seconda dell’onda emozionale del momento, ma in italia c’è una terza categoria di persone a cui mio malgrado (un pò me ne vergogno) appartengo, siamo quelle persone che disilluse dalla nostra politica e dalla mentalità diffusa votata al ladrocinio tipicamente tutta Italiana piuttosto si tiene un sistema inefficace che non provare qualcosa di nuovo perchè dentro di noi pensiamo che quì in Italia non funzionerebbe…

    Straquoto in pieno. Anche in me prevale la sfiducia nell’onestà della nostra classe dirigente, pertando, non potendo scegliere tra un male e un bene, ma tra due mali, opto tra questi per il minore.
    In altre parole, se potessi sperare che in italia una privatizzazione viene gestita secondo vere regole di mercato competitive e trasparenti allora non avrei dubbi, ma essendo certo invece che le gare diverrebbero terreno di conquista per le mafiette circostanti i partiti, preferisco rimanere nel male del pubblico.

  7. De Gaspari Luca

    traducendo il commento di fabrik c’è chi non è a favore di una proposta di cambiamento perchè si è talmente reso conto di quanto l’italia faccia schifo da quel punto di vista che preferisce che resti tutto così?! io spero non esista la terza categoria che ragioni in un modo così totalmente assurdo.

  8. carlo grezio

    Caro giannino, ha chiuso il post con parole sante che voglio ripetere :
    “E’ di malafede e ignoranza, che si nutre il declino di un Paese.”
    tutti ci accorgiamo quanto siano vere se si pensa agli ultimi 20 anni di balle propalate da Berlusconi e lega in cui tanta “brava” gente sicuramente molto ignorante e probabilmente molto in malafede ha creduto.
    e oggi dopo che questi cialtroni hanno raddoppiato il debito pubblico lasciato dalla prima repubblica , il paese è più sfasciato e immobile e povero di quanto non fosse nel 92.

  9. DINO DARIOL

    Come si puo’ pretendere la modernita’ e la efficenza da una classe dirigente che si nasconde dietro a vecchi dogmi senza analisi.

  10. filippo

    lasciare la gestione dell’acqua al pubblico invece che al privato è come già sottolineato da altri dovuto al fatto che in qualche modo il sistema funziona almeno nel nord e centro Italia,malgrado le inefficienze proprie del sistema pubblico.Evidentemente queste inefficienze sono più accettabili di grotteschi piani come quello dell’Alitalia.Per quanto riguarda il discorso sulle centrali nucleari lo metto assieme al ponte sullo stretto (non se ne parla più?),alla TAV in val di Susa e alla Salerno Reggio Calabria…..e poi ci meravigliamo se preferiamo che resti tutto così piuttosto che dare ai soliti noti ulteriori possibilità di rubare.

  11. adriano

    Il voto referendario è rifiuto del sistema.Non ho votato.Se l’avessi fatto sarebbero stati tutti no ed anche il mio non sarebbe stato un voto riferito ai quesiti,ma contro chi li ha proposti e che appartiene all’apparato come e piu’ degli altri.Quando si apre una finestra di opportunità,la si utilizza.Non sarà razionale,ma è comprensibile e forse anche giusto.Tanto poi il risultato viene manipolato dagli apprendisti stregoni,come è dimostrato dall’annullamento sostanziale di quelli scomodi del passato,stravolti completamente quando non confacenti agli interessi delle oligarchie dominanti.

  12. fabik

    @De Gaspari Luca
    Ho detto che mi vergogno io stesso di appartenere a questa categoria di persone ma ti assicuro che questo atteggiamento è figlio di un percorso lungo, un percorsco che mi ha portato a toccare con mano quanto nel nostro paese tutto funzioni in base al clientelismo, al malaffare, ho dovuto andarmene dalla mia città perchè ho dovuto passare giorni in un’anticamera dell’ufficio di una senatrice per essere ricevuto, per elemosinare quello che la legge mi garantiva e per poi essere spedito nell’ufficio di un “affarista” che mi ha chiesto 10 milioni delle vecchie lire per avere i 30 a cui avevo diritto.
    In questo paese è tutto opaco e quando qualcosa viene privatizzato viene fatto per favorire un sottobosco di amici dei partiti che poi faranno pagare il servizio più caro di prima, che lo gestiranno male e che riceveranno soldi dallo stato per pagare i loro debiti.
    Alitali, Ferrovie dello stato, sono solo due esempi, allora preferisco che a gestirle sia lo stato perchè almeno i politicanti da strapazzo che abbiamo sanno che non devono farci pagare troppo per non perdere voti.
    Il risultato sono servizi scadenti, lo so, ma al momento io non vedo alternative reali

  13. Salari Federico

    Ma quale ignoranza ! la maggioranza dei cittadini ha compreso benissimo il senso dei quesiti referendari sull’acqua e ha optato per una gestione pubblica di tale bene essenziale in luogo dell’obbligo sancito dalla normativa vigente di farlo attraverso società private, in tutto o in parte. Tutto questo fervore per il privato è fuori luogo e ci ha portato alla situazione attuale di crisi profonda. Vorrei ricordare che le tanto strombazzate privatizzazioni degli anni 90 sono state principalmente operazioni speculative di tipo finanziario (e non industriale), a vantaggio dei soliti gruppi che hanno potuto fruire dei finanziamenti del sistema bancario e che, fatto l’affare, si sono dileguati creando disoccupazione. Ricordo ancora che nella crisi del 2008 – 2009 se non ci fossero stati gli interventi degli Stati per salvare le banche la crisi sarebbe stata ancora peggiore. Ormai dovrebbero averlo capito tutti che il mercato senza regole, senza etica, non risolve i problemi, li aggrava soltanto a danno dei più deboli. Alcuni settori, come l’acqua e l’energia, debbono essere sottratti alla logica del profitto per essere gestiti con altri criteri, in primo luogo quello del rispetto assoluto e rigoroso delle regole atte a garantire la salute e la sicurezza dei cittadini, obiettivi che non figurano certamente tra le priorità dei privati e che i cittadini che si sono espressi per il sì ritengono possano essere raggiunti con una gestione pubblica. Si rispetti la volontà dei cittadini e si eviti di tacciarli di ignoranza, per favore.Cordialità

  14. Alessandro S.

    Salari Federico :Ma quale ignoranza ! la maggioranza dei cittadini ha compreso benissimo il senso dei quesiti referendari sull’acqua e ha optato per una gestione pubblica di tale bene essenziale in luogo dell’obbligo sancito dalla normativa vigente di farlo attraverso società private, in tutto o in parte. Tutto questo fervore per il privato è fuori luogo e ci ha portato alla situazione attuale di crisi profonda. Vorrei ricordare che le tanto strombazzate privatizzazioni degli anni 90 sono state principalmente operazioni speculative di tipo finanziario (e non industriale), a vantaggio dei soliti gruppi che hanno potuto fruire dei finanziamenti del sistema bancario e che, fatto l’affare, si sono dileguati creando disoccupazione. Ricordo ancora che nella crisi del 2008 – 2009 se non ci fossero stati gli interventi degli Stati per salvare le banche la crisi sarebbe stata ancora peggiore. Ormai dovrebbero averlo capito tutti che il mercato senza regole, senza etica, non risolve i problemi, li aggrava soltanto a danno dei più deboli. Alcuni settori, come l’acqua e l’energia, debbono essere sottratti alla logica del profitto per essere gestiti con altri criteri, in primo luogo quello del rispetto assoluto e rigoroso delle regole atte a garantire la salute e la sicurezza dei cittadini, obiettivi che non figurano certamente tra le priorità dei privati e che i cittadini che si sono espressi per il sì ritengono possano essere raggiunti con una gestione pubblica. Si rispetti la volontà dei cittadini e si eviti di tacciarli di ignoranza, per favore.Cordialità

    Anche io ho votato si per le stesse ragioni esposte da Salari e altri. Sono dell’opinione che beni e servizi strategici non riproducibili e soggetti a monopoli o oligopoli creano sempre rendite di posizione.

  15. Caro Giannino, seguo da tempo il suo blog su un argomento molto importante: l’acqua potabile. Come tutti gli argomenti sul tappeto della nostra beneamata (?) Italietta si è creata l’ennesima diatriba senza giungere ad una conclusione esaustiva. A quanto pare è la prassi consolidata da sempre. Questa sì che è la trappola in cui siamo cascati ancora una volta! Comunque le propongo di rinnovare il post sull’acqua alla luce di queste considerazioni.
    1) – L’acqua potabile è un bene essenziale (di pubblica utilità) ed inalienabile.
    2) – Lo Stato deve essere “controllore” e non “padrone”.
    La soluzione ottimale sarebbe che gli utenti siano soci di una Cooperativa per la gestione idrica “dalla fonte al rubinetto, sino al depuratore”. Se non accetta questa sintesi trovo inutile inviare al-tre precisazioni importanti.
    Grazie per la gentile attenzione.
    agan

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