11
Lug
2011

L’Italia è nel fuoco, rispondere si deve: su-bi-to

Scrivo alla chiusura di Borsa di lunedì, ed è stato un nuovo bagno di sangue, con un meno 4% che è il peggio nell’eurozona. peggiore. Lo spread sui decennali pubblici tedeschi è oggi salito di 70 punti base totali rispetto a dove stava all’inizio della seduta di venerdì. Intesa e Unicredit si sono alternate tutto il giorno nella sospensione al ribasso. La Spagna ci ha risuperati nel differenziale sui Bund, zompando oltre quota 300 punti base. Ci siamo, c’è poco da fare. Per un anno e mezzo l’Italia ci era riuscita, a non entrare nella lista dei Paesi sfiduciati nell’euroarea, Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna. Tre grandi fattori internazionali, e tre circostanze italiane, in pochi giorni hanno fatto convergere i propri effetti. E’ il quadro è cambiato. Purtroppo per noi. O si risponde subito col massimod ella serietà, o è solo l’inizio di altri peggiori guai.

Quali sono, le ragioni che spiegano l’accelerazione dello spread italiano sul Bund in pochi giorni, e il crollo dei titoli bancari e a seguire dell’intero listino? E’ ovvio che non è successo nulla che abbia modificato i fondamentali. Non sono emersi ammanchi pubblici non rivelati al mercato, e restiamo l’euromembro che ha fatto in questi anni meno deficit pubblico subito dopo la Germania. Le banche italiane non sono state salvate dal denaro del contribuente né due anni fa né oggi, ma stanno ricapitalizzando con risorse dei propri soci. E allora?

Si è ufficialmente aperta una finestra molto succosa per il mercato mondiale: scommettere sulla sostenibilità del quarto debito pubblico al mondo (il terzo è quello della Germania, che per ammontare complessivo ci ha superato nel 2010, ma il suo Pil è ben maggiore del nostro). E’ un’opzione succosa, perché queste scommesse si vincono – cioè si fanno soldi a palate – giocando al ribasso, cioè con opzioni a breve su una certa soglia di Cds sovrano o bancario (il Cds è il derivato che stima il premio al rischio in caso di default del soggetto interessato, nel caso in cui gli si prestino soldi o gli si sottoscriva un titolo). Ed è un’opzione succosa per un’altra ragione.

Il linguaggio del realismo impone di dire e spiegare che la finestra è quasi del tutto indipendente dalla manovra finanziaria italiana appena presentata. Si voti o meno così com’è, la finestra resta aperta fino al 2013, quando scatterà la nuova cornice per il salvataggio degli euromembri in difficoltà visto che nessuno è riuscito sin qui a smuovere i tedeschi a “veri” interventi d’emergenza salvaeuro. E dunque, a meno cambio il quadro internazionale, è fino al 2013, che attualmente ritengono di dover essere ribassiste le forze potenti che scommettono sulla crisi dell’euroarea. Lo penso e lo dico a rpescidnere da quello che penso io, sull’euro e sulle sue attuali regole, perché non ha alcun rilievo di fronte a forze e processi di tale portata.

La prima grande molla internazionale che gonfia le vele alla volatilità al ribasso è dunque proprio l’errore europeo. L’errore franco-tedesco, ma germanico in primis. L’ho scritto e ripetuto molte volte. E’ una costosa e drammatica sciocchezza non voler dire da 19 mesi agli elettori tedeschi che occorrono strumenti straordinari, non previsti dal Trattato, volti non a salvare non la Grecia cicala o il Portogallo per la sua bilancia dei pagamenti o la Spagna per la sua bolla immobiliare, ma l’euro in quanto tale. Può essere che da tedesco sarei in prima fila a non volere gli aiuti: ma coerentemente dovrei dire allora che voglio un euro ristretto, insomma un marco rivalutato e travestito. Aver diluito gli aiuti condizionandoli a misure che strangolano i Paesi eurodeboli e rendono ancor meno sostenibile il loro debito può aver aiutato le banche tedesche e francesi a disfarsi della troppa carta pubblica greca che avevano in pancia, ma ha invogliato tutti i ribassisti del mondo a scommettere che entro il 2013 l’euro salta, se il Consiglio europeo non apre gli occhi. E come abbiamo detto mille volte, l’Italia vista la dimensione del suo debito pubblico sarebbe finita a lungo andare nel mirino, anche ad onta del suo basso deficit di questi anni.

La seconda potente molla si chiama America. Il 2 agosto si sfonda il tetto di debito pubblico autorizzato dal Congresso, 14,3 mila miliardi di dollari pari grosso modo all’intero GDP degli Stati Uniti. Manca ancora l’accordo tra Amministrazione e repubblicani che controllano la Camera dei rappresentanti, su come dosare tra tagli alle spese e tasse i 4 o 4,5 trilioni di dollari in un decennio che bisogna prevedere di minor deficit rispetto alle enormi spese aggiuntive accese dall’attuale Amministrazione, senza che per questo la disoccupazione americana scenda sotto il 9,2%, e il totale degli scoraggiati al lavoro sotto il 16-17% delle forze di lavoro complessive. E’ ovvio che ai fondi e alle grandi banche d’affari USA convenga con questi chiari di luna sul proprio mercato drammatizzare sull’Europa scommettendo sulla sua bassa tenuta, perché gli intermediari e gli investitori Usa sarebbero i primi a pagare invece i maggiori oneri di una crisi di credibilità della propria capacità di sostenere l’eccesso di debito.

La terza potente molla è quella del sistema bancario internazionale. In attesa venerdì prossimo dei risultati degli stress test europei – tra parentesi dico che questo esercizio è stato tecnicamente compiuto a mio giudizio coi piedi, consentendo alle banche tedesche di fare quello che vogliono o quasi e proiettando su tutte le altre lunghe ombre – l’interesse convergente del sistema internazionale ma soprattutto delle maggiori banche tedesche, francesi e britanniche – molte di loro in piedi grazie ai denari dei contribuenti – è a spingere verso il basso la capitalizzazione delle maggiori banche italiane. Unicredit e Intesa sono trattate oggi a prezzi ridicoli, rispetto ai fondamentali e ai mezzi propri. Non è leggenda metropolitana ma realtà, che qualcuno di molto forte in Germania pensa che così si spinga per esempio Unicredit – puliti nel frattempo gli attivi tedeschi e all’EstEuropa comprati anni fa a caro prezzo per come erano opacamente contabilizzati dai germanici – a ricederli agli stessi tedeschi a prezzi di saldo.

Attenti per favore. Io non penso e non sto affatto dicendo che l’Italia è vittima di una congiura. Lascio il complottismo a chi crede che il mercato sia guidato da pochi malefici gnomi. Il mercato è fatto da centinaia di migliaia di operatori che decidono sulle finestre di possibilità che vedono aperte. Ma la politica dovrebbe tenere gli occhi aperti, e sapere che nel mondo globalizzato meccanismi di questo tipo sono pronti a scattare sinergicamente, appena se ne creano le condizioni. Invece, la politica italiana non lo ha fatto.

Ed ecco i tre fattori interni. Si chiamano: dvisione verticale all’interno del governo dopo un anno e mezzo di polemiche laceranti, con diluizione della manovra originaria prima e durante il Consiglio dei ministri; le vicende giudiziarie di Marco Milanese, che lambiscono il Tesoro, con indebolimento conseguente di Tremonti anche per quanto Berlusocni ha detto su di lui a Repubblica; infine l’indebolimento ulteriore del premier, e quando dico ulteriore sconto che è di lungo tempo la perdita dells sua faccia nei consessi internazionali, per effetto della sentenza sul lodo Mondadori e del risarcimento di 560 milioni alla Cir.

Conclusione. Per realismo e se conosco i mercati, non basta affatto approvare la manovra com’è, cioè senza ulteriori diluizioni che erano annunciate, e il più rapidamente possibile in Parlamento. Onestà e serietà impongono oggi di dire che la danza macabra degli spread si interromperebbe solo per pochi giorni, rispetto all’attesa dell’eurocrac comunque entro il 2013. Occorre rafforzarla, la manovra, con almeno una decina di miliardi di euro di tagli aggiuntivi strutturali, e non di più tasse. Subito: per esempio ripristinando il tetto pensionabile a 65 anni per le lavoratrici private a cominciare dal 2012 e a pieno regime entro il 2018, non a cominciare dal 2020m fino al 2032 come hanno corretto la prima stesura. In più, aggiungendo privatizzazioni immobiliari per un paio di punti di Pil almeno. State attenti. Io vorrei sbagliare. Ma o si ha la forza di far così, subito, oppure di qui alla fine della legislatura sarà un calvario. E alla fine sarà patrimoniale.

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64 Responses

  1. carlo grezio

    Caro Giannino
    ho letto come sempre con interesse la sua nota sulla crisi in atto.
    Condivido in parte la sua analisi di scenario internazionale, un pò meno quella dedicata ai problemi interni.
    Proporrei le seguenti riflessioni :
    1.non è tanto l’euro da salvare, quanto alcune grandi banche tedesche,inglesi,francesi, olandesi etc.Se trasformano in carta straccia i titoli portoghesi, greci e irlandesi, i secondi a saltare saranno i bilanci di queste banche : se qualcuno cominciasse a spiegarlo chiaramente ai tedeschi forse sarebbe meglio: certo loro poi manderebbero a casa un discreto numero di pseudobanchieri e non sarebbe male.
    2.il sistema bancario nordeuropeo ed americano è stato in gran parte salvato da soldi pubblici : ora questa gente con questi soldi si mette a far saltare il banco di economie in forte crisi in cui si sono presentati bilanci truccati (governi di destra in grecia) si è mal gestito un boom immobiliare ed economico in irlanda e spagna, si fanno i conti con tradizionali problemi di arretratezza economica (portogallo) ed economica (italia) : ma se la politica salva le banche e poi non sa fare in modo che la gestione successiva sia improntata ad un minimo di fair play e di tregua per uscire da una crisi che le banche hanno creato allora siamo di fronte ad una politica stupida e suicida : che ci vuole a fare un pò di legislazione che metta fuori legge swaps, derivati, finanza sintetica e etc etc ?
    Italia : è chiaro che intesa ed unicredito diventano bocconi prelibati a questi prezzi, considerato che hanno bilanci più sani di molte banche euroee paragonabili : vediamo se esiste un sistema paese nonostante i bagonghi che lo governano.
    E veniamo alla parte meno convincente del suo articolo :
    1. essere governati da un truffatore corruttore chiaramente non ci fa far bella figura : noi lo sapevamo benissimo da almeno 17 anni , ma gli stranieri si meravigliano sempre !! una volta tipi come B dovevano dimettersi per OPPORTUNITA’ POLITICA, per tentare di salvare le istituzioni e chi lo chiedeva e otteneva era il partito d’appartenenza : il piccolo problema italiano è che il PDL è di proprietà di B e quindi non c’e’ nessuno che tenti di salvare la faccia chiedendo al padrone di accomodarsi alle bermuda per i prossimi anni.
    2.altro problema è l’incapacità a questo punto manifesta del ministro del tesoro che presenta la settima od ottava finanziaria patacca della sua carriera : non si possono mettere 40 miliardi su 45 di manovra nei due anni successivi alla caduta di questo governo…non ci crede nessuno.. sono solo pillole avvelenate per il prossimo governo.
    Non c’e uno straccio di riduzione effettiva di spesa pubblica strutturale, cioè riforme che tolgano per sempre una certa categoria di spese : solo l’abolizione immediata delle regioni (mandando a casa quelli che le governano e ci lavorano) può dare la dimensione di una riforma credibile e di effettiva riduzione del perimetro pubblico di spesa e corruzione.
    E’ di tutta evidenza l’impreparazione culturale di questa classe politica ad affrontare seri problemi di risanamento e ristrutturazione economica : se potessero il riflesso condizionato sarebbe quella di una bella svalutazione competitiva, con il beneplacito di confindustria (come sempre avvenuto ) ora però c’e’ l’euro che non solo non si svaluta, ma se si svalutasse un poco ne approfitterebbe solo la germania….

  2. DPzn

    Non sarebbe ora di fare una radicale riforma delle pensioni: tutti indistintamente in pensione non prima dei 72 anni. Ma non lo faranno mai. Troppa mistica socialista.

  3. fabrizio

    Mi pare di aver individuado che dei tre fattori interni che hanno favorito la crisi, due sono la presunta prostituzione ad Arcore e questi 560 milioni che la Fininvest deve dare alla Mondadori e, secondo lei, per rimediare occorre una manovra che faccia aumentare subito l’età pensionabile per le donne? Le chiedo se i suoi studi gli danno anche qualche certezza che queste non s’incazzino??. Sai che putiferio!… Sarebbero capaci di andare dritto dritto dentro le Camere, e con la borsa buttare fuori tutti. Lasci perdere, signor Giannino, usi di più la fantasia, cerchi di recuperare da altri parti….

  4. stefano tagliavini

    Giusto anticipare la riforma sulle pensioni portando tutti a 70 anni e le donne a 65 dal prossimo anno ma non credo che questo provvedimento sia di per se sufficiente a risolvere i problemi. La realtà è che puntiamo il dito sempre e comunque sui politici dimenticando che non siamo una dittatura, che nessuno degli eletti o nominati si trova in parlamento per investitura divina, che a votare ci vanno i cittadini e che gli stessi dovrebbero, tra le altre cose, pagare le tasse e non cimentarsi nella pratica di ingannare gli altri. La classe politica promana dalla società e non certamente da marte. La storia di questo paese ci dice che gli italiani danno il meglio quando toccano il fondo del barile, sto aspettando di raggiungerlo, in attesa che questo avvenga passiamo il nostro tempo a far diventare una questione nazionale gli affari privati di colui che si trova al 118 posto della classifica degli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio attivo stimato in cinque miliardi di euro, forse sarebbe il caso di andare oltre. Possimao sempre accapigliarci su tasse, spesa pubblica, pensioni e quant’altro ma fino a quando non cambieranno gli italiani dubito che cambierà la politica. Spero di sbagliarmi e di avere scritto delle emerite idiozie, ma soprattutto spero di essere smentito dai fatti.

  5. Robert

    Time is up. I liberali di oggi sono come gli amici di Honeker nell’89. Il sistema si sta sfaciando e non può essere rimesso in piedi. Negli ultimi 30 anni abbiamo trasformato l’Occidente (USA in testa, e Italia e Grecia in coda) in un mostruoso GLOBALISTAN senza senso, dove non esistono più né gli stati né le società, ma solo consumatori pieni di debito con reddidi al ribasso che comprano roba fatta in Cina. Guardatevi attorno: viviamo in realtà sociali assurde. Non essendo nemmeno in grado di denunciarne il degrado morale, culturale e demografico, diciamo che questo è il “progresso”, è “libertà”, è “democrazia”. Ora fortunatamente tutto questo volge al termine che è dato dalle incredibili contraddizioni di questo guazzabuglio. Poi verrà il caos, e dal caos qualcos’altro uscirà. La nostra destinazione primaria è il caos. Per chi è giovane, il collasso del mondo attuale è l’unica possibilità di cambiamento, per quanto difficile, e perciò si dovrebbe essere finalmente ottimisti. Sono ottimista: prima tutto questo va in malora, prima potremo ricominciare a ricostruire.

  6. francesco sica

    Ripeterò un post già espresso in un altro articolo. Il duopolio banche centrali-stato è la causa di questa crisi. Spesa pubblica non sostenibile e una moneta non convertibile, che si può letteralmente stampare dal nulla. Viviamo in un mondo dalle risorse finite che però sono aggredite da una moneta infinita, che può essere iniettata nel sistema a propria discrezione. Viviamo da sempre in un socialismo di fatto, dove i rapporti economici sono continuamente alterati e drogati da afflussi di denaro che non sono frutto di lavoro e risparmi, ma semplice lavoro di tipografia. Che libero mercato è quello dove la merce più commerciabile, cioè il denaro, è gestita monopolisticamente da pochi banchieri centrali sfuggendo alle logiche di mercato? Per un economia sostenibile, cioè basata sul lavoro e sul risparmio, si necessita ritorno allo standard aureo, abolizione delle banche centrali e copertura al 100% dei depositi bancari rendendo illegale il sistema a riserva frazionaria. Speriamo che Ron Paul emerga tra i candidati repubblicani poichè è l’unico politico che parla di queste tematiche.

  7. sinbad

    Ma voi siete matti….pensioni a 65 anni…anzi 72 (ciò funziona solo in una società di autosussistenza come quella delle cascine di mio nonno)….vendita degli immobili (Dott. Giannino!!! le ricordo che conta anche COME si vende, non solo ciò che si vende).

    Basterebbe una frasetta per fermare tutta questa tempesta, detta da chi di dovere.

    “Se necessario, l’Italia è pronta ad uscire dall’euro e bloccare i pagamenti sul debito”

    La sapete la storia del buco del culo che riuscì a diventare capo indiscusso di tutti, compreso il cervello e il cuore?

    Ecco…più o meno la vedo così.

    Io poi sarei per realizzare la frasetta, non solo dirla.
    L’Argentina ci ha insegnato che non è un dramma, non finisce il mondo…noi ci toglieremmo anche la soddisfazione di fottere nel giro di qualche giorno molti ganassa della finanza anglosassone, tedesca e francese facendogli esplodere in mano i gavettoni di cacca che sono pronti a lanciare verso gli altri.

    Avremmo anche il non trascurabile vantaggio strategico di averlo fatto per primi (…perchè tanto anche gli altri sono nella m…USA in primis…ma non solo…).

    Sarò ingenuo, ma prima o poi arriverà il bambino che dice che il re è nudo.
    Se uno Stato decide di non pagare, non paga.
    Gli dovresti fare guerra ma non ce li vedo questi incravattati e masterizzati avere tante palle per farlo.

    E non ci si preoccupi delle ritorsioni…il mondo globale è diventato globale anche (e sopratutto) per gli sporchi e cattivi. Voi pensate che si possa fare a meno dell’Italia dal punto di vista strategico? voi pensate che oggi sia possibile impedire di fare affari con i cinesi, gli indiani, i brasiliani e via cantando?

    Solo un frasetta basterebbe….

    sinbad

  8. Matteo Zappino

    Fatto salvo tutto ciò: debito difficoltà politiche ecc.
    La speculazione ora non centra niente, o meglio è come l’influenza che ucide il malato grave: è vero che il malato era grave, ma perché benedire l’influenza?
    Concentriamoci per in attimo sull’influenza
    Se e vero che esistono centrali di speculazione che innescano, creano e cavalcano le turbolenze mandando a ramengo anche gli stati e quindi noi che lo stato componiamo
    1) a chi giova che continuino a farlo?
    questo non è mercato, non c’è nulla che assomigli ad un mercato ” libero” chi compra e vende ha anche il controllo dei prezzi, per questo non dovrebbe piacere ai “mercatisti”
    2) questa creazione di richezza a cosa serve?, non immaginiamo che si trovi, dietro a queste centrali di speculazione, un omino sadico e ingorno che si arricchisce sempre di più, basterebbe una delle migliaia di operazioni che avvengono in questo momento per arricchire questo omino, in modo tale da non poter spendere le sue ricchezze.

  9. Alberto

    Caro Giannino, concordo sulla sua analisi riguardante la verità da raccontare ai Tedeschi, e debbo dire che anche a fine anno scorso lei già anticipava alcune importanti considerazioni; ora io mi chiedo e le chiedo, chi farà ciò che lei allora auspicava ed oggi con ancor maggiore premura lei chiede? Io credo inoltre e da tempo lo scrivo, che il nostro debito, sebbene cresciuto meno di altri paesi dal 2008, presenta 2 elementi di maggior rischio; l’ aumento marginale di ogni punto di debito è più gravoso per chì non cresce e soprattutto per chi abbia un debito più alto del PIL, e noi siamo al 120% del PIL ed il fatto che la vita media del debito sia cresciuta dal 2001, da 5,87 anni a circa 7,4 anni nel 2010.
    Stasera lei ha parlato con estrema chiarezza a “Linea notte”, ribadendo quanto qui anticipato e soprattutto rispondendo alla mia domanda e concordo anche con questo.
    Aggiungerei soltanto, alla sua proposta di privatizzare, l’ immediato provvedimento di una legge taglia provincie e taglia auto blu per decreto.
    Mi chiedo soltanto, come ultima questione, come mai fino a “ieri” molti se non tutti gli organismi internazionali, dicevano che i nostri conti erano a posto e l’ Italia non era a rischio; io questa risposta me la son data già da qualche mese ed i miei timori, ora stanno materializzandosi; era però una cosa forse facile da prevedere e trovarcisi dentro è veramente una cosa raccapricciante

  10. Marco

    io la vedo così… gli speculatori ovviamente americani si stanno prelevando soldi con la pala inventando notizie come hanno sempre fatto… e notate bene che le borse tra aprile/maggio e settembre/ottobre scendono sempre più o meno a piacco… almeno io sono sempre stato su wall street e va bene o male sempre così…
    io vedo anche Berlusconi in Italia l’unico adatto (solo che dovrebbe andare solo e senza tutti la gente tipo bossi e company intorno e pensieri vari di cause) nel senso che visto che vari non so qui l’hanno definito delinquente, corruttore ecc… e quindi dicevo più adatto perchè a quei livelli quando si incontrano io vedo tutti mafiosi che gestiscono interessi a livelli di multinazionale quindi lui credo sia più adatto a corrompere putin o gente simile…
    io metterei cmq Giannino a fianco a Berlusconi solo che poi quando Giannino proporrà il taglio o la privatizzazione scoppieranno scioperi e scandali intorno a lui…

    Cmq mi complimento con Giannino che seguo da poco e trovo sempre interessanti i suoi argomenti e parla da vero esperto

  11. Gianluigi

    Quelli della BCE, la agenzie di rating, FMI, Banca Mondiale ecc.. sono tutti dei criminali che stanno devastando le nazioni Europee.

  12. ivano

    giochiamoci i nostri jolly, AMATO PRODI CIAMPI VISCO Padoa Schioppa D’alema lasciamo a loro
    risolvere i problemi,ci hanno fatto entrare in Europa e altrettanto bene ci faranno uscire,

  13. Andre

    stefano tagliavini :
    Giusto anticipare la riforma sulle pensioni portando tutti a 70 anni e le donne a 65 dal prossimo anno ma non credo che questo provvedimento sia di per se sufficiente a risolvere i problemi. La realtà è che puntiamo il dito sempre e comunque sui politici dimenticando che non siamo una dittatura, che nessuno degli eletti o nominati si trova in parlamento per investitura divina, che a votare ci vanno i cittadini e che gli stessi dovrebbero, tra le altre cose, pagare le tasse e non cimentarsi nella pratica di ingannare gli altri. La classe politica promana dalla società e non certamente da marte. La storia di questo paese ci dice che gli italiani danno il meglio quando toccano il fondo del barile, sto aspettando di raggiungerlo, in attesa che questo avvenga passiamo il nostro tempo a far diventare una questione nazionale gli affari privati di colui che si trova al 118 posto della classifica degli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio attivo stimato in cinque miliardi di euro, forse sarebbe il caso di andare oltre. Possimao sempre accapigliarci su tasse, spesa pubblica, pensioni e quant’altro ma fino a quando non cambieranno gli italiani dubito che cambierà la politica. Spero di sbagliarmi e di avere scritto delle emerite idiozie, ma soprattutto spero di essere smentito dai fatti.

    concordo, senza una cittadinanza “complice”(ramificazioni della politica) e disinteressata non sarebbe così facile per i partiti mandare su eletti per ragioni più di convenienza che di capacità..e concordo che l’ A-Nazionalismo, inteso come senso di indifferenze rispetto alla comune appartenenza a un entità superiore, Lo Stato, sia la più grande colpa degli Italiani; d’altronde, fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani, ma questo processo non si è mai compiuto appieno, se tutti pagassimo le tasse e ci interessassimo a come viene amministrata la cosa pubblica sicuramente anche la “Classe” degli eletti ci rappresenterebbe diversamente..
    L’unico problema è che toccare il fondo in un contesto internazionale come quello attuale, fatto delle sue leggi e dei suoi meccanismi per certi versi assai rigidi non permette una “Way Back”..bisogna fare tutto e subito.

  14. Christian

    Condivido in buona parte la sua analisi, ma per cortesia, non mi ricada in un odioso vizio ideologico che pone da 17 anni l’età pensionabile come il primo e principale male dell’Italia… Facciamola pure questa riforma, ma prima combattiamo l’evasione fisclae, e poi gli sprechi enormi di denaro pubblico nelle clientele mafiose del Mezzogiorno, e poi tagliamo i vergognosi ed incivili costi della politica una volta per tutte, e poi garantiamo una giustizia efficiente e celere al cittadino, e… e poi, forse, potremo anche chiedere a chi da sempre paga e tira la carretta di accettare un pensionamento più lontano nel tempo.

  15. in piazza

    Immagino non pubblicherete.
    Comunque secondo me una soluzione è cominciare ad appendere qualcuno di questi ladri che ci stanno trascinando nel baratro in piazza. Bisogna far capire a questo paese (a tutti nonn solo ai politici) che è finita. Basta. Basta privilegi. Corporazioni. Basta quest’Italia mediocre. La mancanza di rispetto. L’illegalità diffusa. Questa mancanza di senso civico. Basta. Se ne devono andare. Devono soffrire come soffre la maggior parte degli italiani. Basta. Siamo un grande paese governati da un manipolo di delinquenti (destra e sinistra alla stessa stregua).
    Purtroppo se non lo capiscono bisogna dare qualche esempio.
    Li appendiamo vivi in piazza a dimostrazione che il paese è cambiato.
    Quando vedremo dei fatti concreti li liberiamo.

    In ogni caso ci arriveremo. Alla gente in piazza che protesta. E’ solo questione di tempo. Quando non avranno più scuse e dovranno ammettere che i soldi sono finiti e dovranno prenderci la pensione più qualche risparmio allora si che che ci renderemo conto.
    Purtroppo la voragine è stata aperta e non se ne esce più.
    Sono stanco. Incazzato. deluso. Non ce lo meritiamo. Non siamo noi. E’ inutile dire che li abbiamo votati. Questi governano perchè il partito più grande del paese è disgustato e non va più a votare. Per questo vincono. Lo volete capire? non siamo noi.
    Dobbiamo veramente arrivare alla rivoluzione? alla violenza? io non voglio ma stanno giocando pericolosamente intorno alla miccia dell’esplosivo sociale.

    La devono smettere e se non lo fanno ne pagheranno le conseguenze. Dato che noi stiamo già pagando.

  16. Rodolfo

    Caro Oscar, pochi giorni fa Unicredit ha acquistato azioni della Premafin con tutte le assicurazioni Fon-Sai in perdita cronica, perche’ non le ha cedute al Groupama francese, dove si vede un’altra banca nel mondo che acquista in questo momento un’azienda di assicuarazioni in perdita dove la maggior parte del suo mercato e’ in Italia?Dove si trova una Banca come Intesa dove dopo la svalutazione della sua partecipazione in Telco, controllante della Telecom Italia, e dunque con una perdita della sua parteipazione in Telecom continua a tenere la partecipazione in una azienda che non riesce a stare al passo della concorrenza?
    Distinti saluti

  17. Rodolfo

    Caro Oscar, facciamo un parallelo con le assicurazioni, sa mica per quale motivo in tutti i paesi del mondo sono proibite le assicurazioni vita sul decesso di una terza persona, mi spiego non posso fare le assicurazioni sulla vita di una terza persona a me sconosciuta in cui nel caso del suo decesso io guadagnerei del denaro, perche’ in questo caso si incentiva l’omicidio.Sa cosa sono i CDS sugli stati sovrani, io metto soldi sul decesso di uno Stato e lo mando in bancarotta cosi ci guadagno, basta fare saltare la fiducia,c’e’ chi
    aveva proposto di abolire i CDS sugli Stati sovrani.
    Per fare cadere la fiducia su uno Stato non serve solo il debito inesigibile,l’Inghilterra degli anni 70 aveva un debito pubblico molto basso massimo era il 40% del PIL,tutti gli Stati dell’est Europa andati in crisi avevano un debito basso ed una crescita alta, finita la fiducia qualsiasi Stato fallisce non riceve piu’ denaro.
    Distinti saluti

  18. Non so dare un ricetta per risolvere i problemi di questo Paese e non penso che i mercati siano brutti cattivi e complottino contro di noi.Mi sa tanto che stiamo arrivando alla resa dei conti e i mercati non faranno che accellerare il tutto.
    Se nelle prossime settimane in parlamento si comincerà a discutere seriamente della legge elettore vuol dire che si cominciano a mettere i prodromi per la fine della legislatura anche perchè dopo l’ultima sentenza e le ultime votazioni il Cav. ha realizzato che non può più usare il suo potere come arma di difesa e ha perso il polso dell’elettorato e quindi batterà in ritiratà e per noi comincia un lungo periodo di lacrime e sangue e la prima pena sarà una bella patrimoniale.L’unica cosa certa è che se non si lasciano da parte glli interessi personali e non si lavora tutti e a tutti i livelli per rimettere in moto il Paese ci aspetterannò degli anni molto bui.
    Distinti Saluti.

  19. Massimo Peruzzo

    Io comunque non concordo con mandare le donne in pensione a 65 anni! Io sono un maschio, ma se penso a quanto lavorano le donne tra accudire i bimbi, svolgere le faccende domestiche e poi anche andare a lavorare dico che solo dei pazzi possono esigere che lavorino fino a 65 anni. piuttosto portiamo l’età pensionabile degli uomini a 70 anni! e comunque non vedo perchè debba essere il popolino a pagare per delle cazzate fatte dai nostri amministratori dagli anni 70 in poi (pensioni baby, assunzioni facili ecc…). perchè devo essere io a pagare lo stipendio di un maresciallo qualsiasi dell’areonautica che per non fare NULLA (non mi risulta ci sia stata qualche guerra contro l’Italia negli ultimi 40 anni) si porta casa oltre 2000 € al mese con la terza media? cosa ci stanno portando tutte le nostre belle missioni militari in giro per il mondo? prestigio internazionale? non credo proprio, e se anche fosse, con tutto quello che ci costano avremmo potuto comprare lo stesso prestigio! perchè la mia ditta DEVE licenziare i dipendenti di reparti in perdita, mentre lo stato non lascia a casa nessuno di quella pletora di imboscati che mangiano sulle nostre spalle? lo so che mi bollerete come uno che vive fuori dal mondo, pure io la pensavo come la maggior parte di voi fino a qualche tempo fa, ma non mi pare che questo modo di agire ci abbia portato da qualche parte se non al baratro.

  20. alessio

    grande articolo, comunque credo che i fatti interni, la caduta della credibilità di Tremonti considerato all’estero la boa dell’economia italiana, è stata la vera goccia che ha fatto traboccare il vaso. Poi la cura Consob è stata peggio della malattia…………ha creato troppo allarmismo…………. “””””””””””Io non penso e non sto affatto dicendo che l’Italia è vittima di una congiura. Lascio il complottismo a chi crede che il mercato sia guidato da pochi malefici gnomi. Il mercato è fatto da centinaia di migliaia di operatori che decidono sulle finestre di possibilità che vedono aperte””””””””””””””

  21. Dario

    Carissimi
    guai ad innalzare l’età delle pensioni. Io ho questa vita e non la voglio passare lavorando fino all’ultino giorno che mi rimane. Chiaro?
    Giannino…cominci a dire che gli stati europei sono in crisi a causa dell’€. Con la sovranità monetaria uno stato non può andare in default…negli USA si sono autocastrati. Guardate l’Islanda…
    Poi vedere Giannino parlare a RaiTre. un uomo neoliberista pedina dell’Istituto Bruno Leoni, che parla come se fosse un esperto in una rete di sinistra, fa capire che il complotto c’è, eccome. Bisogna dare atto che il neolibersimo ha conquistato tutte le posizione di primo piano, a punto tale da sembrare l’unica corrente economica. Il Powell plan ha funzionato.
    Comunque caro Giannino, non c’è un complotto contro l’Italia. Le speculazioni degli ultimi giorni significano che l’Italia deve varare un piano di austerità velocemente. Alla faccia del benessere del popolo.
    sia sotto un colpo si stato…l’Italia non ha alcuna sovranità. L’Unine Europea e l’elite ci stanno distruggendo.

    COSA FARE? Dobbiamo uscire dall’€ e non pagare i debiti. Dobbiamo acquistare la sovranità monetaria eliminata da Prodi,Ciampi, ecc. e riacquistare la Sovranità Legislativa, non rispettando il Trattato di Lisbona.
    Saluti

  22. Federica

    La manovra sarebbe insufficiente? accisa sui carburanti ,ripristino del ticket,tassano le pensioni, cosa dovranno fare di piu’? forse tagliare gli sprechi ma Tremonti non ci arriva eppure pensavo fosse più intelligente.Ci dobbiamo aspettare l’azione che fece Amato nel 1992? tassò il 6 per mille di tutti i conti correnti.
    Che schifo che paese schifoso

  23. Alberto Lusiani

    Caro Giannino questa volta sono in netto disaccordo con lei su almeno due punti.

    Ritengo senza alcun senso l’espressione “salvare l’Euro”. L’Euro e’ addirittura sopravvalutato sul dollaro (gli USA hanno problemi maggiori di quelli di tutta l’Europa complessivamente). E i tedeschi (esportatori) hanno tutto da guadagnare in un eventuale indebolimento dell’Euro. Chiedere ai tedeschi di “salvare l’Euro” proprio non ha alcun senso, secondo me. Chi ha Euro puo’ spenderli comperando prodotti di elevata’ qualita’ e prezzi concorrenziali prodotti da economie sane come quella tedesca, per esempio un’ auto tedesca. Chi ha Euro puo’ investirli in titoli sovrani di Stati seri e affidabili come la Germania. Chi ha Euro e investe in titoli spazzatura e’ giusto che faccia la fine di quelli che investivano il titoli sovrani argentini in dollari, ma non si tratta di un problema dell’Euro.

    Il vero problema per i governi di Francia e Germania e’ se salvare con soldi pubblici le loro banche che hanno comperato titoli sovrani spazzatura come quelli greci. Aggiungo che i governi europei sono complici della probabile rovina delle loro banche quando hanno accettato la Grecia nell’Euro non esaminando bene i suoi conti che – come si e’ scoperto poco dopo – erano platealmente falsificati. In generale l’Unione europea ha sbagliato ad accettare sia nella UE sia nell’Euro Paesi non sufficientemente convergenti sia come livello economico sia come affidabilita’ dei loro Stati. Questi errori, gravi, dovrebbero essere curati dai mercati e dalla democrazia facendo fallire le banche e mandando a casa i responsabili politici (e i partiti che li hanno espressi) di un processo di unificazione monetaria e politica troppo affrettato e poco serio ed onesto. Il fallimento delle banche dovrebbe poi avvenire in maniera controllata salvaguardando il resto dell’economia e dei risparmiatori ma facendo pagare tutti i conti di mercato ai livelli dirigenti e agli azionisti.

    Secondo, chi opera nei mercati fa benissimo ad avere dubbi sulla sostenibilita’ del debito pubblico italiano (e di quelli di altri Paesi). La spesa pubblica italiana e’ fuori di ogni controllo, da decenni: una classe politica incompetente e traviata da ideologie bacate e fallite ha fatto crescere la spesa pubblica italiana oltre le capacita’ dell’economia del Paese imponendo un peso fiscale sempre piu’ insostenibile, che sta strangolando le imprese produttive che finora hanno tenuto su la baracca. Se non ci fossero i mercati a segnalare (e lo hanno gia’ fatto nel 1992-1993) i pessimi politici che abbiamo ci farebbero andare al fallimento completo come una repubblica delle banane. Il fatto che i mercati segnalino che i governi italiani stanno strangolando tutta l’economia produttiva del paese e’ in realta’ sia utile che corretto.

    Se avessimo una classe politica degna di questo nome, dovrebbe fare tesoro di quanto gli operatori di mercato mostrano di pensare sulla sostenibilita’ del debito pubblico italiano e dovrebbe (maggioranza e opposizione unite) votare da oggi una riduzione immediata della spesa pubblica mensile del 5% a parita’ di tassazione. In un anno significa tagliare la spesa pubblica di 40 miliardi su 800 miliardi. Per avere effetto immediato, il taglio dovrebbe agire ovunque. I prossimi mesi dovrebbero essere impiegati a determinare con maggiore precisione ed equita’ come distribuire i tagli, parte della spesa pubblica e’ incomprimibile e parte dovrebbe esserlo (es. le pensioni al minimo).

    Gli stipendi dei politici, anche solo livellando al livello europeo, potrebbero essere dimezzati senza che nessuno ne debba soffrire.
    Solo questo, pero’ non e’ assolutamente sufficiente a recuperare i 40 miliardi che servono, non e’ possibile evitare di toccare stipendi pubblici e pensioni, ma considerato che la recente crisi ha ridotto il PIL di tutta l’Italia piu’ o meno del 7% non si vede perche’ il comparto pubblico del Paese non debba ridurre il suo costo di una simile percentuale (per poi crescere, se cresce l’economia privata, in seguito).

    Alzare la pressione fiscale come sta facendo il governo e’ una follia che ci portera’ al collasso finale. Alzare poi la pressione fiscale con strumenti ridicoli e tipicamente italiani come i bolli regressivi (che scommetto non esistono nei Paesi civili ed avanzati) e’ una follia aggiuntiva che costera’ montagne di voti ai partiti responsabili di approvarli nei prossimi decenni.

  24. ALESSIO DI MICHELE

    Una bella manovra, seria e mirata ! L’ importante è: non toccare il fiume di soldi che va alla Chiesa cattolica, le provincie, i fancazzisti della pubblica amministrazione, il patrimonio immobiliare pubblico, le partecipazioni del Tesoro, il patrimonio culturale/artistico. Rimane solo da alzare il ticket per posteggiare a Paperopoli.

  25. viator

    è così sprgiudicato pensare che:
    le agenzie di rating sono americane ed alla fine dei conti cerc ano di fare gli interessi di casa propria? Ricordiamoci che hanno nascosto il default della banche americane fino all’ultimo.-
    il debito americano in dollari è in mano per il 40-45% alla Cina,India e paesi Arabi che stanno diversificando il portafoglio ed immettendo crediti in euro creando così meno appetibilità verso il debito istituzionale americano.- Obama è in netta difficoltà per la ricopertura scadenze tanto da paventare il default.-
    Le banche francesi,tedesche sono pregne di ormai carta straccia portoghese,greca,irlandese,spagnola ed i governi Fr e D fanno di tutto per coprire una situazione esplosiva riversando l’attenzione UE verso i paesi con debito pubblico rilevante.- A mio avviso siamo sotto attacco certo non coordinato ma coincidente derivante dalle situazioni su citate.- Sarebbe ora che i ns ministri attivassero gli attributi rinfacciando apertamenter alla famosa cordata F,D,GB (questa ultima con un piede in due staffe e molto legata aglii USA) di aver occhi per i fatti degli altri e mai per per fatti propri in primis il fatto di aver dovuto intervenire per salvare il sistema bancario a rischio di fallimento.-

  26. gigi

    privatizzare, oltre al patrimonio immobiliare, due reti televisive. Inoltre non è più rinviabile una norma che regoli le nomine dirigenziali in società pubbliche su modello inglese. Snellimento dell’assetto istituzionale italiano, approvando in breve proposte già presenti in parlamento e condivise dai maggiori partiti, es. bozza Violante. Berlusconi deve dimettersi e individuare una personalità terza, stimata e appoggiata dal pd, da indicare a napolitano per la nomina nel più breve tempo possibile. Deve mettere da parte il suo personalismo e capire una volta per tutte che è perchè nominato dal parlamento e non per designazione divina.

  27. Fabrizio Manso

    Caro Giannino, in linea di massima sono d’accordo con quanto scrive e sono disarmato dalla pochezza del nostro governo che ha presentato una monovra con effetti troppo diluiti nel tempo per fronteggiare i problemi che ci stanno davanti. tra l’altro il rialzo brutale dei tassi rendi i numeri presentati pochi giorni fa già inattuali, o sbaglio? Sono fortemente scoraggiato anche dalla mancanza di alternative: una rappresentanza politica che dica che sono necessari tagli e tagli drastici alla spesa corrente non c’è. Nessuno rappresenta questo punto di vista in parlamento. Sembrano stranamente tutti allineati. Dicono le opposizioni: non la voteremo, ma non faremo ostruzionismo, solo pochi emendamenti condivisibili ecc… e allora mi viene da pensare: guarda caso quando si avvicina il baratro e si dovrebbero tagliare gli sprechi e la spesa corrente cosa fa tutto l’arco parlamentare? si stringono tutti insieme nel decidere quali maggiori tasse noi dobbiamo pagare, quanto dovremo andare in pensione più tardi, se mettere o meno la tassa sul divorzio(?) … e loro? Beh, loro niente e sono tutti d’accordo nel dirselo, tutti uniti confermano che noi dovremo fare sacrifici, al grido di armiamoci e partite!. Bravi, non c’è che dire! Capisco che alcune riduzioni di spesa non siano troppo sensibili per la riduzione di deficit e debito, ma tutto fa, soprattutto da un punto di vista etico. Qui vengo alla nota dolente: l’aumento dell’età pensionabile che secondo lei è il solo rimedio. Riprendo quanto dice un commento: e io dovrei lavorare fino a 72 anni? per cosa? per pagare loro, i loro sprechi, la loro inettitudine e ruberie varie? No, grazie. Vogliamo ridurre la spesa corrente intervenendo sulle pensioni perchè è il sistema più efficace? Va bene, però voglio vedere anche altri tagli sostanziali, non discussioni solo sulla mia vita e il mio lavoro. Io pago già abbastanza, cominci l’allegra compagnia a pagare. Se poi non sarà sufficiente (e non lo sarà) allora sarò d’accordo a metterci ancora un po’ del mio.
    Un piccolo inciso: ieri ho sentito alla radio che il buon Penati, presidente della Provincia di Milano, si è regalato come auto una bella Audi A8 da 116.000,00 Euro. Ecco: io vado in pensione più tardi per mandare in giro su un’auto di lusso un presidente di un ente inutile. Mi sembra la fotografia più attuale dell’Italia! Al momento di togliere il famigerato ente inutile sono stati tutti (o quasi) d’accordo nel lasciarlo lì a generare costi, tanto io vivo di più ed è giusto che lavori di più per mandare loro in giro su macchine da milionari!!!! Non ne posso più, sono veramente scoraggiato!!!
    Qualcuno mi sa dire chi potrebbe rappresentarmi? Giuro se c’è qualcuno che la pensa come me e poi mette anche in pratica queste idee, la voto subito!!!
    Ah, se qualcuno mi propone uno degli attuali schieramenti in Parlamento, allora è compleatamente pazzo!!!

  28. Dario

    Constato con rammarico che il livello dei commenti in questo blog (con poche eccezioni fra cui, in questo specifico post, Alberto Lusiani) , e’ ultimamente precipitato a livelli da Bar dello Sport, con ampie dimostrazioni di abissale ignoranza economica e spiacevole presenza di statalisti e anticapitalisti d’antan. Mi auguro che il dott. Giannino cerchera’ di porre rimedio

  29. adriano

    Proposte per il problema principale non ne vedo.Neppure un cenno.Non capisco come chi ha debiti per 1900 miliardi possa pretendere gratis altri prestiti.Le soluzioni proposte sono ingenuamente inutili.Si deve scegliere fra default,patrimoniale e svendita.Su questa scelta e sulla tecnica realizzativa si dovrebbe proporre e discutere.Il resto sono le solite chiacchiere inconcludenti.Se continua così ,mi diventano simpatici Amato e compagni che almeno una indicazione l’hanno data.

  30. Dario Durando

    Scusate, non sono il Dario che qua sopra pontifica sul neoliberismo. Per evitare confusioni pubblico quindi nome e cognome. Saluti

  31. luigi

    Scusate.

    Forse sarò un pò tonto, ma, normalmente, quando si hanno pochi soldi e anche debiti, non si taglia il superfluo?

    1)Tipo eliminare qualche centinaio di migliaia di stipendiati para e statali, Io proporrei di licenziarne almeno 500000?
    2)Tipo coinvogliare le poche risorse verso la scuola ed innovazione?
    3)Tipo ridurre a 2000/3000 il numero dei comuni accorpandoli fino ad una popolazione minima di 25000/30000 abitanti?
    5) Eliminare le provincie?
    6) Dare ad ogni regione una quantità di quattrini, diciamo N euro ad abitante per esempio. rapportato sulle 5 regioni più virtuose, se ci stai dentro bene altrimenti tassi i tuoi cittadini?

  32. giinger

    credo necessaria una riflessione La crisi riguarda molti paesi anche più “bravi” del nostro. Può trattarsi di crisi di sistemi economici ? Può riguardare l’organizzazione stessa della società e forse è l’eredità del ’68? Inoltre, al di la delle problematiche intrinseche economiche dello stato, credo che riportare i valori dell’economia ai dati reali e non quelli gonfiati o sottovalutati della borsa farebbe solo bene ,ossia: eliminiamo la borsa e ripartiamo da zero.

  33. CLAUDIO DI CROCE

    La mia ricetta è semplice e in quanto tale non sarà mai accolta – neanche dai molti dipendenti pubblici che scrivono su questo blog -:
    – vendita di parte dell’immenso patromonio immobiliare pubblico , male utilizzato , fonte di corruzione ( affitti a partiti , sindacati,giudici, politici vari, parenti e amici ecc..)
    – aumento dell’età pensionabile per TUTTI a SETTANTANNI
    – licenziamento del 30% dei dipendenti pubblici ( sfido chiunque a dirmi che con il 70% del personale attuale , che però deve lavorare , i servizi peggiorano )
    – aumento deciso dei ticket per le prestazioni sanitarie ( tutti dovrebbero rivedere il film ” Il medico della Mutua ” con Albero Sordi che aveva previsto quarantanni facome funzionano gli Enti Mutualistici )
    – riduzione dei costi della politica – Quirinale in testa , che costa più della Corona Britannica – centrale, locale –
    – divieto assoluto di missioni militari all’estero costosissime e inutili ;
    Con queste misure verrebbe assegnata all’Italia dopo una settimana dall’approvazione la AAA da tutte le agenzie di Rating.
    Aspetto di leggere gli insulti.

  34. Alessandro

    Caro Giannino,
    sono perfettamente d’accordo con l’analisi lucida fatta sulla situazione internazionale, ma per quanto riguarda la situazione interna devo dire a malincuore che il teatrino politico da due anni a questa parte e complice anche qualche gruppo industriale straniero ha messo a nudo l’incapacità organizzativa e decisionale che abbiamo noi italiani (da un punto di vista culturale e civile), Berlusconi con i suoi difetti ha puntato su una leadership forte e gli italiani lo hanno premiato oggi è chiesto invece un consenso di ogni parte civile per poter affrontare le riforme e i TAGLI dello stato sociale nonche anche la vendita di parte del demanio pubblico che non è usato ma sopratutto l’introduzione nella costituzione DELL’OBBLIGO DELLA PARITA DI BILANCIO DELLO STATO, con questo non voglio perdere speranza in un paese dove c’è ancora gente che vuole fare impresa anche se tecnicamente penso sia quasi impossibile con tassazione al 60% se non in alcuni casi al 72% (ma questo lascio stare se no mi incavolo ancora di piu), la soluzione assoluta ad una situazione del genere non esiste ma si puo fare molto per migliorarla come ad esempio puntare SERIAMENTE a diminuire il debito pubblico con tagli della spesa pubblica modificare la costituzione come sopracitato e grazie alla riduzione del debito pubblico abbassare VERAMENTE le tasse in maniera graduale ma almeno FARLO, ma sopratutto dare alla nostra classe dirigente una immagine piu anglossasone (utopia) per creare quella credibilità nei mercati internazionali, oggi se paghiamo la speculazione non è per i nostri bilanci ma per la nostra CREDIBILITà, la classe dirigente Italiana DEVE essere meno divisa e fare gioco paese, per il dopo Berlusconi non c’è nessuno io mi auspico almeno un partito di Cnfindustria con il poco tessuto industriale rimasto che creda nel nostro paese ma magari sono solo illuso.

  35. Fabio Cenci

    Ho letto che qualcuno propone il default e di non pagare gli interessi sul debito. Anche se NON sono tra i possessori di obbligazioni Italiane, mi sembra assurdo mandare sul lastrico milioni di possessori di BOT, BTP, tra i quali moltissimi che ne hanno bisogno per integrare le magrisssime pensioni! Non scordiamoci che almeno il 50% degli obligazionisti in titoli Italiani sono …Italiani!

    Detto questo, a mio parere c’e’ una guerra valutaria ed economica in atto tra gli USA, che stanno morendo sotto il peso del debito, basterebbe che uscissero da tutti i teatri di guerra, tra cui la stupidissima e letale guerra in Nord Africa, per recuperare un bel po’ di denaro.

    Poi aggiungiamo pure la cecita’ di una classe politica che mai e poi mai rinuncia ad un Euro delle proprie “spettanze”. Certo che non recuperiamo molto da li’, ma cominciamo ad incidere il bubbone creato dalle sanguisughe o questo diventa cancrena.

    Invece prelevano soldi sempre dalle tasche dei soliti noti, e c’e’ ancora gente come la Carlucci & C (io ho votato per il PDL!) che fanno il sindaco a Rocca Cannuccia in Puglia a cui aggiungono stipendi da favola da parlamentare!

    Ma non si puo’ cominciare a decurtare questi faraonici privilegi?

    Non si puo’ veramente?

  36. Fabrizio Manso

    @CLAUDIO DI CROCE
    Claudio, condivido quasi tutto (ho qualche riserva sulle pensioni a 70 per i lavori usuranti: obbligare qualcuno a fare il minatore fino a 70 anni mi pare troppo). Ha aggiunto un finale che mi istiga una domanda sulle agenzie di rating: chi sono i proprietari? chi le comanda? quali sono i parametri dei loro giudizi? Io mi ricordo che il giorno prima del fallimento Lehman Brothers qualcuna di queste agenzie che ormai decidono il destino di interi stati la classificava AAA…
    Io le lascierei perdere le agenzie di rating…no?

  37. Mario Sella

    Caro Oscar ,
    sono uno dei tuoi tanti radioascoltatori del mattino su radio 24 ore, e quando sento di tutti questi problemi finanziari penso che :
    a) forse si stava meglio con le care vecchie Lire , l’europa del sud si è impoverita per favorire la competitività dei tedeschi ;
    b) la coperta è corta , è inutile salvare le banche , per poi mandare in default gli stati sovrani che le hanno salvate con i soldi dei loro contribuenti , l’unica soluzione a mio avviso sarebbe : un bell’accordo di ristrutturazione europa e usa , con un riscadenziamento delle scadenze sui titoli di stato , ma con l’impegno a stimolare crescita e sviluppo nel primo mondo ;
    c) In Italia poi non se ne puo piu di questi politici incapaci , impresentabili e provinciali . ma possibile che non si riesca a fondare in Italia un bel partito conservatore stile Inghilterra , e farci confluire tutte le anime di centro destra in Italia ? un bel sistema maggioritario alla francese con il doppio turno e la soglia di sbarramento et voilà un po di partitini e di buffoni in meno, chissà che forse questo curioso paese sudamericano magari andrebbe un po meglio.
    Buona serata

  38. sinbad

    Qualcuno ancora non ha raggiunto la consapevolezza necessaria per comprendere che la finanziarizzazione dell’economia nei paesi “avanzati” ha e sta comportando la distruzione della classe media e del valore costruito in anni di lavoro.
    I dati ci sono e andateveli a cercare.

    Al di là dell’Italia il punto è se si vuole o no usare ciò che si chiama il pensiero laterale.

    Se dico a mio padre che gli Usa sono tecnicamente falliti lui mi guarda storto perchè avendo vissuto secondo certe “sicurezze” fa molto sforzo a immaginarsi una realtà diversa.
    Nello specifico, sostengo che la finanza anglosassone ci sta portando nel baratro.
    Per altro sta danneggiando la sua stessa area di riferimento (il coefficiente gini per gli USA è spaventoso).
    Da “amica” che era nell’epoca della guerra fredda ci è diventata nemica con la sua continua ricerca dell’efficienza dei costi a scapito della sicurezza sociale (e certo che è meglio un operaio cinese!!!), gli spostamenti oscuri di capitali tramite agevolazioni fiscali e paradisi vari.

    Giannino dirà che è l’efficienza del mercato.
    Peccato che si dimentica il patto fiscale e di protezione che è alla base della convivenza civile. Per paradosso potrei pensare ad un’India che ci fa guerra, avendo sul suo suolo fabbriche a capitale “italiano”…
    Ed è qui che l’euro, come qualcuno ha scritto sopra, risulta essere un accrocchio.

    Cosa è stato fatto per avere una fiscalità unica? cosa è stato fatto per avere una difesa unica? cosa è stato fatto per avere trasparenza per tutti?

    NIENTE.

    E non si può dire che certe cose non fossero state previste (mi ricordo, se non sbaglio, meravigliosi articoli di Pelanda negli anni novanta su questo tema).

    Il sistema finanziario anglosassone (lo chiamo così per semplicità ma dentro ci sono tutti i monstre della finanza…comprese le banche centrali) è nostro nemico, nemico della classe media quella che da sempre fa sì che una nazione sia prospera.

    E’ per questo che bisogna fotterla, se necessario anche con strumenti estremi (compreso il rifiuto del pagamento alle banche).
    E non parlo da anti-capitalista.
    Il capitalismo è finito con il salvataggio delle Banche Americane da parte della Fed.

    Puoi negare a te stesso certe cose, come fa mio padre.
    Ma la verità è questa.

    saluti
    sinbad

  39. CLAUDIO DI CROCE

    @Fabrizio Manso
    Esistono ancora minatori italiani ?
    Le agenzie di rating hanno sbagliato, come tutti , ma sono ancora guardate con grande interesse dagli investitori per cui bisogna tenerne conto .

  40. Gianni

    Bè, il napolitano ha detto al partito sedicente democratico di non fermare le riforme…..

    Illuminante!

  41. dedi

    ma lasciamo perdere il bla bla….. 1. mettiamo al rogo i nostri politici che anche se gli gettiamo le monetine le raccolgono 2. non pafghiamo piu’ tasse 3. non paghiamo piu la tv4 . non usiamo piu’ l’auto 5.riduciamo la spesa degli alimentari 6. non compriamo piu’ niente incluso i giornali.
    Risultato: i politici e giornalisti a casa, tv solo web. ENORME RUSULTATO:
    Per il resto concordiamo tra di noi,con i contadini, ecc…
    Finche’ tutti arrivano a piu’ miti consigli e i politici in prigione.
    non scherzo

  42. Massimo Peruzzo

    @sinbad
    sai che da un po’ di tempo comincio a pensarla come te???? c’è qualcosa che non mi torna nell’attuale sistema. e comincio, pure, ad avere qualche dubbio sul liberismo duro e puro. forse è davvero meglio se torniamo a leggere Hobbs e i vari scritti sul Patto Sociale. Se manca quello, manca la ragione stessa di esistenza di uno Stato. tanto varrebbe che ognuno facesse di testa sua, e si torni al baratto. ma ci rendiamo conto che ci stiamo indebitando oltre ogni speranza in nome di un futuro migliore? e non mi riferisco al debito pubblico, ma a noi persone. qualcuno si sta facendo i conti di quanto dovremmo indebitarci con le assicurazioni per “garantirci” una pensione decente quando e se ci andremmo? che razza di società civile è quella che spende 100.000 € per sparare un missile in libia, ma poi lascia le corsie degli ospedali senza infermieri? mi si risponderà che il mondo è complesso, che ci sono impegni internazionali da rispettare, che anche noi dobbiamo fare la nostra parte e so on: BALLE! se ogni nazione badasse ai fatti propri di sicuro non saremo in questa situazione disastrosa. meditate gente, anche oggi lavoreremo fino alle 3 di pomeriggio per pagare il debito che qualcun’altro ha generato, e dalle 3 alle 5 per racimolare 4 soldi per pagare i debiti che noi faremo per pagare il mutuo della casa, il finanziamento della macchina. Ah, dimenticavo che dovremmo anche fare 2 ore di straordinario perchè ci servono i soldi per la pensione integrativa! Evviva!

  43. CLAUDIO DI CROCE

    Quando tra fanfare e trombe il buon Mortadella e co. ci fecero digerire una bella manovra – cioè una tassa – per entrare nell’EURO – oltretutto truccando i conti alla greca – ci spiegarono che con quella decisione la nostra vita sarebbe cambiata : più niente inflazione , protezione assoluta del rischio Paese e tante altre cose.
    I risultati effettivi sono stati :
    _ dimezzamento del nostro potere di acquisto : in pratica un € è equivalso a mille lire .
    – il rischio paese non è per nulla stato eliminato come si vede chiaramente in questi giorni.
    Vedo inoltre che i Paesi europei che non hanno aderito all’euro – Svezia, Danimarca, Norvegia, Gran Bretagna per non parlare della Svizzera – non mi pare se la passino così male.
    C’è qualche prodiano convinto che non sia appartenente a quella Casta numerosissima, costosissima e secondo me inutile della burocrazia europea – banca centrale in testa – che mi può rassicurare sui vantaggi dell’Euro ? ( spero non venga citato il fatto di non dover cambiare le lire quando di va all’estero)

  44. dedi

    sig.giannino lei ha ragione su tutto escluso il dubbio sulla patrimoniale: ci sara’.
    purtroppo ad ascoltare ieri d’alema anche un se pur necessario cambiamento di governo non cambiera’ molto: vedi il dalemiano pensiero sui costi della politica e provincie.
    Pero’.
    Le ultime amministrative e referendum mostrano che gli elettori giudicano con buon senso fregandosene dei partiti.
    I partiti manterranno il sistema elettorale attuale al fine di conservare il potere e difendersi dai cittadini.
    Pero’
    Nei limiti concessi i cittadini voteranno, secondo le loro tendenze, il SEL, IDV,FLI,UDc,grillo.
    gli altri partiti,sconfitti,si accoderanno almeno per conservare una parte di poltrone.
    piu’ presto di quello che pensiamo
    boh

  45. Maurizio

    che strano! possibile nessuno che metta in discussione questo sistema in cui “si gioca” (mi si dice anche senza soldi veri!!) mettendo l’incolpevole maggioranza nei guai ?
    Quale debito dovremmo avere io e i miei figli e con chi, visto che non ne ho nemmeno con mio fratello? con le banche forse? cosi’ severe con noi e che comprano il “mio” forzato debito?
    Se il governo ha la facolta’ di stravolgere un contratto coi suoi dipendenti e tutti i cittadini, perche’ non puo’ fare altrettanto con gli interessi da pagare alle banche?
    Devo proccuparmi di chi “gioca” in borsa senza curarsi dei “fondamentali” che sono diventati una favola scritta sui libri?
    Sono un marxista che non ha studiato abbastanza?

  46. Andrea Bisso

    Carissimo Dottor Giannino,
    Le scrivo con l’esigenza di “sfruttare” le sue ampie competenze per aiutarmi a dirimere una questione che sta diventando per me davvero ansiogena. Vorrei capire, in maniera ovviamente scientifica, come potremo, noi nuove generazioni, risolvere, sistematicamente e con rigore, il terribile problema del mostruoso debito pubblico italiano. Ad oggi io non riesco a comprendere come si possa pensare di chiedere taglio delle tasse, promozioni dello sviluppo, rigore dei conti, quando ogni anno 80 miliardi di euro si “sprecano” per pagare gli interessi su un debito che abbiamo ereditato da decenni di follia politica, anzi, decenni di criminalità politica. Io come imprenditore quando ho sbagliato ho pagato, ad oggi sono segnalato al CRIF e quindi non posso richiedere neanche una carta di credito: come è possibile che lo Stato, a fronte di beni per 500 miliardi in “pancia”, si possa permettere di avere il 120% del suo fatturato (il pili) come debiti?? Qualunque società sarebbe fallita da tempo. Però la cosa che più mi addolora e non capisco proprio però è come mai nessuno, dico nessuno, sembra dare il giusto peso a questo “monstre”. Possibile che si possa davvero andare avanti così?? Da questo punto di vista mi chiedo: Amato e Capaldo, al di là delle loro divergenze teoriche, sono così fuori strada?? Oppure servono almeno 7/8 anni di controllata politica inflazionistica?? Insomma, mi aiuti Lei, la prego, anche se non sempre concordo con Le sue analisi, apprezzo la sua limpidezza di pensiero e la sua notevole onestà intellettuale. Mi dia una piccola risposta qui o via mail. La ringrazio

  47. laura bendel

    io sicuramente sono una grande ignoremus, ma perché nel mondo si permette che persone che non sono proprietarie, non posseggono i titoli ma possono scommettere sulle lor perdite.
    Per quanto capisco questi speculatori finanziari non sono considerati imprenditori e quindi
    non possono fallire. E voi pensate che l’essere umano, senza sanzione alcuna di contro a pregiudizi arrecati anche alla comunità in generale (USA docet) , agirà eticamente? io no!

  48. leo

    mi sono sempre chiesto se lei scrive per difendere la verità o altro/i. ma essendo lei un giornalista di professione, mi auguro la prima ipotesi…
    mi perdoni l’incipit brutale ma sono stufo di sentir raccontare “fregnacce” da fior di intellettuali e opinion makers che raccontano cose cui non credono nemmeno loro.

    Tremonti ha detto che la crisi attuale è “europea”, non dell’euro o dei parenti poveri dell’area mediterranea: sotto attacco è l’Europa in quanto forza economica potente e probabilmente prima nel mondo, in un futuro prossimo nemmeno troppo lontano. le domando: è davvero troppo difficile difficile comprendere chi stia attaccando le borse e le banche europee in questo periodo (le ricordo che in Europa prevale il modello cd. “renano”, che comporterebbe un crollogenerale delle economie continentali…)? non nota similitudini fra questa situazione e i sospetti crak finanziari di Russia, East Asia, Giappone, Argentina e Messico che si sono susseguiti a partire dagli anni ’90, ovvero appena dopo la fine del bipolarismo mondiale?

    in conseguenza, va detto che la motivazione di questo attacco sta nell’apprezzamento troppo forte della valuta Euro rispetto al Dollaro e alle altre monete globali. l’idea di voler alzare il tasso di sconto Bce, se da un lato dovrebbe permettere di contenere l’inflazione (ma ricordo che stiamo parlando di teorie, per quanto abbastanza provate dai dati statistici…), comporterà senza dubbio un maggior interesse per i titoli emessi dall’Ue o dagli stati membri, con maggiore apporto di capitali verso l’Europa ma pure un conseguente aumento degli interessi relativi da pagare. senza contare l’aspetto negativo del minor vantaggio a chiedere credito privato o prestiti industriali. quindi, dove sta il guadagno per l’Ue? perchè mantenere una valuta a livelli da superpotenza mondiale (modello Triffini, le ricorda qualcosa?), per pagarne lo scotto in termini di export e di interessi da pagare al resto del mondo? perchè l’Europa vuole andare a pestare la coda al cane che dorme, ma che ora si sta svegliando di soprassalto, visto che si trova sul ciglio del burrone chiamato “default”?

    infine, davvero si vuol far credere che l’attacco all’Italia dipenda dal governo e dal suo presidente? ricordi con precisioni la sequenza dei report di Moody’s e S&P e le speculazioni borsistiche internazionali. cose già viste, peraltro, con la Grecia e gli altri paesi in crisi. ma dicono che non è il caso dell’Italia… di cosa stiamo parlando allora? dei continui attacchi dei giornali economici inglesi a Berlusconi? dell’offesa all’onore del paese da parte del Brasile nel caso Battisti? o del raggiro politico-diplomatico del Presidente francese Sarkozy all’Italia nel conflitto libico? spiace ammetterlo, ma la delegittimazione del nostro paese all’estero ha origini lontane ed è stata accresciuta negli ultimi vent’anni dal masochismo antipatriottico di certi ambienti politici italiani, che inconsciamente e incoscientemente hanno creato un danno d’immagine enorme all’Italia nel consesso globale. e la assurda e ridicola multa appioppata ad un’azienda solida e prospera come Fininvest, dopo un processo ventennale che ha visto continui ribaltamenti della verità e furbizie giuridico-processuali degne di una repubblica delle banane, dimostra come la giustizia italiana sia davvero malata e ancora più la nostra Repubblica. non serve a nulla la solidarietà delle opposizioni per un voto accelerato della manovra salva-Italia… quando un attimo dopo si chiede la caduta del goveno nel pieno di un attacco speculativo sul paese! vogliamo avere dei dubbi?

    cordialmente

  49. DPzn

    @Carlo Forse Lei non è ben informato. L’alternativa è quella di diminuire la percentuale di stipendio con la quale si va in pensione (come già previsto negli anni futuri). A ciò si aggiunga che l’adeguamento automatico delle pensioni al costo della vita è risibile e quindi dopo una decina d’anni una pensione che inizialmente era accettabile diventa del tutto insufficiente. Lasciamo stare le pensioni integrative, perché è inutile farsi rapinare. Andando avanti con l’età (ci auguriamo tutti di diventare ultra novantenni!) è normale avere acciacchi di varia natura. Adesso mi dica come si fa a pagare il ticket di una tac urgente con una pensione da fame. Ecco perché ci conviene andare in pensione il più tardi possibile.

  50. Claudio Di Croce

    @leo
    condivido al 100% quanto da Lei scritto : le opposizioni – e tra loro comprendo ovviamente una parte degli impiegati pubblici pagati dai contribuenti per l’applicazione delle leggi – se ne sono sempre fregate del Paese a loro interessa solo far fuori Berlusconi . Se il presidente della repubblica invece di essere un vecchio comunista fosse di area opposta sarebbe stato stoppato nei suoi interventi – peraltro giusti -per approvare subito la manovra. Sarebbero spuntati subito decine di ” costituzionalisti ” che avrebbero scritto fior di articolesse sui loro giornali di area politica – e cioè quasi tutti -per spiegare al poppppolo bue quali orrendi misfatti si stavano commettendo contro la Costituzione nata dalla Resistenza.

  51. giancarlo

    Caro Sig. Giannino, come sempre i suoi articoli sono di una chiarezza e logicità esemplari. Mi è particolarmente piaciuto come lei abbia ben reso il concetto che purtroppo questo governo (che io ho sostenuto a spada tratta fino a questa finanziaria, ma oggi e per sempre disprezzo profondamente), abbia minato alla radice la credibilità di tutto ciò in cui io ho creduto per i 60 anni della mia vita.
    E’ vomitevole vedere che chi è andato al governo con la promessa di abbattere la spesa pubblica e, per es. eliminare le Province, oggi dica che ciò sarebbe inutile (il PD, che pure lo aveva in programma, fa però lo stesso). E’ vomitevole vedere che mentre si bloccano le pensioni cosiddette alte (ma io ho versato contributi in quantità tale che oggi non prendo neppure gli interessi e se csamperò più di altri 20 anni… sono stato ora informato che devo arrivarci da povero!!), il Premier si fa una legge per risparmiarsi una multa!! (ero anche abbastanza generoso in merito, ritenendo che sui tre giudici ne fu corrotto uno ma tutti e tre avevano aqpprovato l’operato berlusconiano, però è inaccettabile un comportamento così irrispettoso della decenza!).
    Ho parecchi risparmi investiti (obbligazioni, bot, fondi, tutta roba che seva bene rende il 3,5%-4,5% di interessi), cosaconsiglierebbe??? E’ possibile portare legalmente denaro in altro paese europeo???
    grazie per la sua attività, cordiali saluti . giancarlo

  52. Marco M.

    Perfettamente d’accordo (come sempre), a parte la patrimoniale: ci sarà e molto prima di quanto si creda.
    Un pensiero all’euro: come tutte le unioni solo monetarie non avrà futuro. Le nazioni deboli, dopo essere state spolpate, saranno scaricate e con il ceto medio azzerato.
    Come diconon i nostri amici spagnoli: malo de todos consuelo del tontos.

  53. dottpaolini

    mi chiedo continuamente come si possa ancora credere che le stesse facce che ci governano da 40 anni i vari Dalema Berlusconi Prodi Fini veltroni .bindi che in qualche modo sono stati artefici di tutto questo possano ora prender decisioni veramente salvifiche .
    Non vedo se non un forte cambiamento un cataclisma generale con quattro cittadini che sedendosi tranquillamente attorno a un tavolo prendano le decisioni che vanno prese nell’interesse generale ma non si speri che cambi qualcosa fino a quando le solite facce saranno in questo enorme parlamento .
    Probabilmente quatro neolaureati della bocconi farebbero decisamente meglio.

  54. Dr. Giannino,
    la ascolto quasi sempre alle 9 in punto. Stamattina era con Buttiglione, Fioroni e altri promotori della nuova iniziativa di promozione della dottrina sociale della chiesa. Da oltre un anno ho curato la traduzione di un libro intitolato “Liberare le nazioni” su autorizzazione dell’autore americano Stephen Mc Dowell che illustra come i principi biblici siano d’estrema attualità e necessità oggi. Non ho trovato in Italia nessun editore disposto a pubblicarlo. Se lei mi vuole aiutare, mi comunichi per favore il suo indirizzo email e le invierò il testo integrale per una sua valutazione. Grazie. Cari saluti. Rinaldo d’Amico

  55. marco

    Basta un po’ di pazienza e viene “il day after” in cui sembra di poter tirare un sospiro di sollievo, in Italia si vive cosi’, indolentemente sperando in giorni migliori…e dilapidando patrimoni, reputazioni, occasioni ed entusiasmi nel tentativo di ridurre tutti alla mediocrita’, o almeno di togliersi di torno quei rompi…. dei migliori tra noi, o almeno farli emigrare !
    ALTRO CHE MERITOCRAZIA!!!! forse mignottocrazia come dice Guzzanti.

  56. La patrimoniale arrivera’ eccome !

    Anche se tutti, da destra a sinistra, ora negano di volerla applicare.

    Arrivera di sicuro perche’ con quasi diciannovemila miliardi di debito da rinnovare al 5-6 % di interessi, l’Italia si trova gia’ shiacciata da un bella pietra tombale che le impedira’ di risollevarsi, se non grazie al prelievo di una ingente somma dalle tasche dei lavoratori autonomi, degli imprenditori e dei benestanti.

    Arrivera’ di sicuro perche’ l’80 % degli italiani vive di stipendi o pensioni statali e nessuna forza politica, ne’ di destra ne’ di sinistra, si azzardera’ a tagliare il settore publico, dal quale riceve i piu’ ampi consensi, mentre risultera’ piu’ comodo e meno doloroso in termini di voti prelevare una ingente somma dalle tasche dei lavoratori autonomi, degli imprenditori e dei benestanti.

    Arrivera’ di sicuro e sara’ salutata con gioia dalla grande massa di popolo beneficiata dallo statalismo, perche’ andra’ a colpire l’odiata categoria dei lavoratori autonomi, degli imprenditori e dei benestanti.

    Allora io dico : cari lavoratori autonomi, cari imprenditori e cari benestanti che farete ? Vi lascerete impallinare ?

    Acettate piuttosto il mio consiglio: chiudete subito la bottega, il laboratorio e la fabbrichetta, ritirate silenziosamente i vostri soldi dalle banche, nascondeteli sotto il materasso per almeno tre o quattro anni o meglio ancora trasferitevi all’estero per una bella e lunga vacanza.

    Aspettate che l’Italietta vada in malora e dopo, solamente dopo, se e quando tutti i parassiti saranno con le “pezze al c…”, se e quando tutti gli apparati statali saranno stati azzerati, se e quando la vecchia casta sara’ cacciata, solo allora prendete in considerazione l’eventualita’ di ricominciare.

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