21
Giu
2011

Solo la strada può alleviare la strada

Hanno destato un certo scalpore le parole pronunciate qualche tempo fa dal ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, nel corso di un’audizione alla Commissione lavori pubblici del Senato. In quell’occasione, discostandosi da un copione quasi universale, Matteoli esprimeva una forte perplessità in merito alla possibilità di un ritorno delle merci su ferrovia e di un riequilibrio modale. Come giudicare, dati alla mano, la valutazione del ministro: arrendevole o realistica?
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10 Responses

  1. Dall’altricolo emergono quindi quindi ulteriori dubbi sulla priorità del TAV Torino Lione.
    Non una posizione NoTav da “antagonista”, ma per arrivare subito a delle risposte efficaci occorrerebbe altro (ad esempio sarebbe prioritaria una “circonvallazione stradale est” di Torino).

  2. Giovanni Bravin

    Non erano merci deperibili, ma solo pneumatici che trasportati a bordo di un camion, erano diretti in Puglia. Questo camion prese fuoco mentre stava percorrendo il Tunnel del Frejus, bloccandone l’attività per diversi mesi. No comnment…

  3. Gianni

    Percorrenza media delle merci in Italia 140 km.
    Trasporto su Camion: carico-viaggio-scarico.
    Trasporto su ferrovia collettame: carico su camion-scarico in stazione-completamento vagone-trasporto allo smistamento-composizione treno per destinazione-trasporto a smistamento destino-carico su camion-trasporto a consegna. 10 gg lavorativi e costi 5x!
    Ecco perchè il treno non sostituisce il TIR.
    Si può discutere per le tratte maggiori di 1000 km.

    La TAV è l’unica soluzione per migliorare anche i treni pendolari.
    Chi si è occupato di logistica sa che se occupano le stesse vie i flussi lenti rallentano i rapidi, ma anche i rapidi rallentano quelli già lendi di per sè: Il treno rapido viene rallentato dai locali perchè deve attendere che si tolgano dal binario, ma anche i locali rallentano perchè devono aspettare il passaggio del rapido. E’ necessario che le vie siano distinte.
    Eppoi, è scemo il mondo intero e sono furbi solo gli italiani della val di Susa?

    Bravin sfrucuglia con l’incidente del tunnel: vogliamo contare gli incidenti ferroviari? Ogni attività ha un rischio insito, perfino il dormire: la maggior parte dei decessi avviene a letto.

  4. @Gianni
    Sono perfettamente d’accordo. Quello che mi preoccupa per il TAV della val di Susa sono il ROI e il “Payback Period”.
    Non decongestionerebbe più una linea stradale che bypassi Torino da est? Oppure, caso personale, dopo 17:00 non c’è piu modo per andare da Torino ai paesi della riviera tra Savona e Ventimiglia, perchè l’ultimo locale parte da Savona alle 20:08 e il treno delle 18 arriva alle 20:20. Non sarebbe meglio migliorare quella linea (a binario unico) che va anche verso la Francia? Come sostiene il prof. Ponti, il TAV non sarà utile finchè non sarà “fissato ogni bullone”. Occorre invece costruire infrastrutture a rilasci intermedi, in modo da “ritornare” prima. POI, se ci saranno soldi, occorre fare altre strutture.
    Se il TAV fosse stato fatto negli anni 80 invece di dare la pensione a gente con 40 anni di età (ed incrementare il lavoro nero) o finanziamenti a pioggia a “certi” imprenditori OK. Ma adesso che lo sperpero è stato fatto, con quel poco che resta occorre che “renda”

  5. Giovanni Bravin

    @Gianni
    Non era mia intenzione scherzare o punzecchiare su un incidente che di fatto ha bloccato il Frejus. La mia voleva essere solo un’amara considerazione sul fatto che anche merci quali pneumatici, abbiano più convenienza ad attraversare l’intera Penisola su gomma anzichè rotaia. Paragoni con Paesi confinanti è fin troppo ovvio, ove troviamo strutture adeguate allo scambio strada-rotaia, per cui anche il trasbordo dalla strada alla ferrovia è facilitato al massimo. Invece, in Italia, troviamo difficoltà di ogni genere per cui anche il viaggio ferroviario, con auto al seguito, Milano-Villa San Giovanni (RC) diventa una mini odissea… Da oltre 30 anni i TGV francesi viaggiano su percorsi a loro riservati a 300 kmh. Ovviamente queste velocità sono raggiunte solo sull’Esagono, Belgio e Svizzera. In Itala si preferisce presentarci nuovi treni che di nuovo hanno ben poco, tranne i prezzi ingiustificati per il loro rapporto servizio-prezzo.
    Il Pendolino, presentatoci come risoluzione dei nostri mali ferroviari fu abolito nel 2007:
    http://www.06blog.it/post/913/soppresso-il-pendolino-roma-milano
    Intanto gli Svizzeri continuano col traforo ferroviario del Gottardo, ma sanno già che l’Italia non sarà attrezzata per mantenere le alte velocità raggiunte in CH.

  6. Gianni

    @Roberto
    Lei mi parla di Savona-Torino-Ventimiglia, io le parlo di Rho-Cerrtosa-Cormano-Sesto San Giovanni ed allora finita la TAV, viva il pancotto.

    Questi sono altri problemi che si aggiungono al principale: La Lisbona-Vladivostok, mica cotiche.. e lei mi parla di ROI e Payback?
    Quale fu il Payback dell’autostrada del Sole? fu il miracolo economico italiano.

    Ma se la Val Susa non vuole.. decongestioni pure la tangenziale di Borgo Trecase.

  7. giancarlo

    non sono un tecnico del settore. sono solo un utente ed un osservatore esterno.
    io vedo che nel mondo (nel mondo!!) il trasporto merci su ferro funziona. In italia no. Allora o sono scemi nel resto del mondo, oppure siamo stupidi noi.
    Ci sarebbe un terza risposta: per cao non è che noi siamo più ‘furbi’ e con la politica del trasporto su gomma aiutiamo qualcuno??

  8. Gianni

    @giancarlo

    Dopo qualche milione di km sulle autostrade europee le dico: Sono tutte piene di camion.
    Occorre aumentare il trasporto PASSEGGERI su ferrovia: i passeggeri non hanno bisogno d’essere caricati, immagazzinati e riuniti a collettame, sono automatizzati per natura.
    In Svizzera devono obbligare i camionisti a caricare i rimorchi sui merci per legge! Vorrà dire qualcosa.

  9. Luciano Mollea

    Da Torinese faccio presente che:
    – è vero quanto dice sull”ultimo miglio”: la tangenziale di Torino pur allargata si satura in fretta ma non per il traffico che proviene dalla francia.
    – la Torino-Bardonecchia è effettivamente “scarica” tranne nei periodi di vacanza. => VIene usata più per traffico civile che per traffico industriale.
    – La mancanza di traffico dalla Francia ad oggi è dovuta inevitabilmente ad una poca convenienza economica nel praticare “scambio” commerciale tra Piemonte ed Hautes Alpes (e sinceramente ritengo che nell’incremento di questi scambi entrambe le regioni abbiano da guadagnarci, fatti salvi una serie di conti a medio-lungo termine abbastanza ben ponderati e possibilmente poco ideologici che finora nessuno ha fatto).
    – L’autostrada TO-Bardonecchia è comunque corta ma “in salita” (torino è a 200m slm e il frejus a 1300m e il grosso della salita avviene sugli ultimi 20 km con 10 interamente in galleria). Di conseguenza costosa per tutta una serie di ragioni (la galleria del TAV sarebbe da fare a Bussoleno/Venaus a circa 450m slm).
    – La Tangenziale EST (imho necessaria) non avrebbe impatto sulla TO-Bardonecchia (che sta sul lato OVEST della Città), quanto piuttosto positivi impatti in termini di scambi commerciali verso Chivasso, la cintura del Chierese e la zona industriale di Villanova d’Asti/Santena.

    Per quanto riguarda la TAV Torino-Lione, credo che l’asino caschi soprattutto sulla convenienza a lungo termine: i conti importanti da fare sono soprattutto con il cosiddetto “corridoio 5” (mi pare) europeo e – stando a quanto scriveva la stessa voce – a quanto l’Europa intenda metterci del suo (o se intenda lasciare il grosso della spesa in carico all’Italia). Purtroppo su quello s’è perso già troppo tempo (vi rendete conto che se ne parla dal 1994?) ed i tempi di costruzione di una tale opera sono quelli che sono (e oltretutto non ha “attivazioni intermedie” praticabili…).
    Premetto che sono favorevole ad un collegamento AV/AC tra Italia e Francia, ma che sia a Susa o a Ventimiglia o al Monte Bianco o al Gottardo (via Svizzera) mi importa “poco”, ritengo che strategicamente sia importante come paese, fatti salvi un insieme di considerazioni che tengano conto soprattutto della situazione debitoria del nostro paese. Cattedrali nel deserto ne abbiamo fatte Nmila, meglio non farne un’altra se l’effetto di questa non porta abbastanza “pellegrini”.

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