13
Giu
2011

L’inizio della fine dei sussidi ai biocarburanti?

Non se ne parla (ancora) molto, ma è appena uscito un rapporto sulle crisi alimentari e sulla volatilità dei prezzi delle materie prime agricole che potrebbe rappresentare un punto di svolta importante sia per quanto riguarda le politiche agricole che quelle energetiche nel prossimo futuro. Le fonti sono piuttosto autorevoli, dato che il rapporto è il frutto di un lavoro comune che ha coinvolto appena 10 organizzazioni sovranazionali tra cui la Banca Mondiale, l’OCSE, il WTO, la FAO ed altre agenzie delle Nazioni Unite.

La novità è che si invitano con decisione i governi del G20, ai quali il rapporto è indirizzato, a

“rimuovere le disposizioni delle attuali politiche nazionali che sovvenzionano la produzione o il consumo di biocarburanti”

In subordinata ipotesi, i governi dovrebbero almeno sviluppare piani di contingenza per sospendere temporaneamente i sussidi ogni volta che il gap tra produzione e consumi dovesse provocare repentini aumenti nei prezzi dei generi alimentari.

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10 Responses

  1. Il problema è che vengono utilizzate varietà agricole assolutamente inefficienti (es. mais) perchè richiedono risorse energetiche, fertilizzanti, acqua e sottraggono spazio all’agricoltura a fini alimentari. Se si usasse per esempio la Jatropha, si potrebbero usare terreni incolti e poche risorse connesse.
    Inoltre anche il tabacco e l’oppio sono coltivazioni a fini non alimentari….

  2. mauro

    mi permetto di precisare che il mais è in assoluto la pianta più performante
    basti pensare che 1 ettaro in un anno fissa tramite fotosintesi circa 3 vole la CO2 di una foresta, con conseguente immagazzinamento di energia
    il problema dei biocarburanti e la loro insensatezza deriva dal fatto che noi prendiamo solo una parte della pianta (il seme) e da esso ricaviamo un prodotto di sintesi (bioetanolo). questo processo riduce a circa 1/10 l’energia che sfruttiamo rispetto a quella che sarebbe sfruttabile tramite altri processi

    l’insensatezza è questa

    aggiungo un osservazione personale; in un’ottica di produzione diretta delle fonti energetiche non si può pensare di raggiungere un livello decente di indipendenza dalle fonti fossili (esauribili) escludendo il settore primario, che per sua natura produce materie prime in cicli brevi
    il problema è l’inefficienza di impiego delle risorse, e i biocarburanti di sintesi (biodiesel e bioetanolo) ne sono un esempio

  3. fabio

    MAuro ha ragione. Invece che Biocarburanti sarebbe più logico sviluppare tecnologie di gassificazione della biomassa, che permetterebbero l’utilizzo di motori ciclo otto salvaguardando la parte alimentare del mais…

  4. piergiorgio

    Quando la politica abdica agli ambientalisti movimentisti questo è il risultato. Da quando ottenero il divieto dell’uso del DDT, senza che fosse provato l’effettivo grave pericolo per l’ambiente, senza proporre una soluzione alternativa contro le zanzare della malaria si registrano 800.000 morti l’anno per questa malattia veicolata dalle zanzare. Per un totale di milioni di morti come una guerra mondiale dimenticata. Adesso con i biocarburanti probabilmente l’effetto sulla riduzione delle CO2 sarà solo indiretto e dovuto alla morte di milioni di persone per fame e che quindi non contribuiranno più alla produzione di CO2 nemmeno con il respiro. E gli ambientalisti quando devono assumersi resposabilità sempre nascosti dietro l’ideologia stile Libertè Egalitè e Jet privè….

  5. mauro

    che il mondo venga affamato dai biocarburanti è una colossale mistificazione
    la FAO stessa dichiara che con uno sviluppo ed una meccanizzazione delle agricoltre più arretrate (che spesso sono proprio nelle aree più fertili) si sfamerebbero senza aumentare le superfici attualmente coltivate almeno 10 miliardi di persone
    se inoltre volessimo guardare all’allocazione delle risorse destinate allo sfamare il maggior numeri di individui bisognerebbe considerare che la produzione zootecnica spreca immense risorse
    con 1 ettaro di produzione si sfamano 60 persone per 1 anno o 2 bovini (2 bovini non alimentano 60 persone in 1 anno, ma in 1 pasto..). e il bovino è un animale efficiente

  6. Michele

    E’ sbagliato far di tutto una frittata. Si finanziassero con piu’ decisione impianti di produzione industriale da ligneocellulosa (seconda generazione) non ci sarebbero tutti questi problemi!!

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