1
Giu
2011

Referendum sì, ma non sul nucleare

Coglie piuttosto di sorpresa la decisione dell’Ufficio centrale della Corte di Cassazione di tenere in piedi il referendum sul nucleare, nonostante le disposizioni oggetto dello stesso siano state abrogate dal cd. “decreto omnibus” (decreto legge 34/2011, come convertito in legge 75/2011).

La storia è nota ma è utile ripeterla: in attesa che gli italiani votassero circa il mantenimento o meno delle norme di attuazione di una politica energetica nucleare, il governo anticipava il risultato abrogativo eliminando, col “decreto omnibus”, le stesse disposizioni che sarebbero dovute essere oggetto di referendum. In parole povere, il referendum non aveva più oggetto.

Caso semplice, si sarebbe detto. Un passaggio formale alla Corte di Cassazione per certificare che non c’era più bisogno di andare al voto e la partita era chiusa.
E invece, dal comunicato odierno della Corte emerge che la consultazione referendaria si terrà comunque, trasferendosi l’oggetto dalle disposizioni ora abrogate all’articolo che le ha abrogate, l’art. 5 del decreto. Aspetteremo di leggere bene la decisione della Corte, ma dal comunicato di uno dei suoi consiglieri possiamo forse azzardare qualche commento.

Per cercare di capire se lo stupore sia o meno fondato, occorre esaminare la vicenda anche da un punto di vista strettamente giuridico, cercando di astrarre il più possibile il ragionamento dall’attualità politica.

La Corte di Cassazione, secondo quanto dispone la legge sul referendum, deve dichiarare che le operazioni referendarie non hanno più corso se, prima della data della consultazione popolare, le disposizioni oggetto di referendum sono state abrogate (art. 39).

Disposizione chiara nel dire che, se il significante (quindi la disposizione testuale) oggetto del quesito referendario viene abrogata prima che il quesito si svolga, tale abrogazione comporta che non si vada più a votare, venendo meno tanto l’oggetto del voto quanto l’effetto tipico del referendum: quello, appunto, abrogativo, su cui ha provveduto nel frattempo il legislatore.
uesta semplice regola è stata, nel tempo, interpretata in maniera restrittiva, nel timore che il legislatore ne abusasse ad arte per paralizzare il ricorso al referendum. Si è detto quindi che tale articolo non consente al legislatore di bloccare il referendum adottando una qualsiasi disciplina sostitutiva delle disposizioni assoggettate al voto. Più precisamente, la Corte costituzionale è intervenuta nel 1978, con una sentenza nella quale peraltro ammette di essere “pienamente consapevole che da questa decisione potranno derivare inconvenienti e difficoltà applicative”, a dire che, “se l’abrogazione degli atti o delle singole disposizioni cui si riferisce il referendum viene accompagnata da altra disciplina della stessa materia, il referendum può trasferirsi sulle nuove disposizioni legislative, nel caso in cui non siano modificati i principi ispiratori della complessiva disciplina preesistente né i contenuti normativi essenziali dei singoli precetti”.

Dunque, la Corte di Cassazione può anche, trasferire il quesito referendario dalla disposizione abrogata a quella abrogante, ma solo nel caso in cui il legislatore abbia fatto ricorso all’abrogazione, nelle more del referendum, per eludere il ricorso al voto popolare, buttando la buccia ma lasciando il succo del testo oggetto di referendum.
Questo avviene, ad esempio, quando il legislatore abroga con una disposizione che, oltre ad eliminare la precedente, la sostituisce con un contenuto simile. Non è certo questo il caso del referendum sul nucleare, dal momento che l’art. 5 che ha abrogato l’oggetto del referendum non lo ha sostituito con una disciplina che, nella sostanza, ne riproduce contenuto e finalità.
Vediamo perché non si può riscontrare un tentativo del governo di buttare la buccia ma lasciare il succo delle norme sul nucleare.

Innanzitutto, l’oggetto del referendum sul nucleare è costituito da una serie di disposizioni ritagliate da leggi o atti aventi forza di legge. Come chiaramente ha detto la Corte costituzionale, nel caso in cui il quesito riguardi non un’intera legge, ma singole disposizioni estrapolate da leggi, allora l’oggetto del referendum si trasferisce alla nuova legge abrogativa solo se, dal confronto fra i contenuti normativi essenziali dei singoli precetti, emerga che tutto cambia perché nulla cambi, emerga cioè un’affinità tra le singole previsioni della precedente e della nuova legislazione che implichi il tentativo del legislatore di intromettersi artatamente nel procedimento referendario.

Le norme sul nucleare oggetto di quesito referendario sono state abrogate, come detto, dall’art. 5 del “decreto omnibus”, che consta di 8 commi.
I commi dal 2 al 7 hanno esattamente ricondotto la legislazione italiana sul nucleare al punto di partenza, ottenendo l’identico effetto abrogativo che avrebbe avuto il sì referendario.

Se prendete l’oggetto del quesito referendario originale e le disposizioni abrogative, su cui ora ricade il nuovo quesito, e avete la pazienza di spuntarle una a una, scoprirete che entrambi i testi recano le medesime abrogazioni. La legge nuova, in sostanza, ha fatto esattamente e precisamente quello che voleva il comitato per il referendum, anticipando l’effetto abrogativo che, eventualmente, si sarebbe ottenuto se i sì avessero prevalso.

Dunque, è evidente che non si può, in questo caso, ritenere che la norma abrogativa sia stata approvata per eludere il procedimento referendario, avendo sortito lo stesso, identico effetto.

Restano i commi 1 e 8, che effettivamente dicono qualcosa di diverso rispetto all’effetto abrogativo che si sarebbe ottenuto col referendum.
Il primo dice una cosa ovvia, che certo il legislatore poteva evitare di dire.
Reca, infatti, la motivazione dell’intero articolo 5, spiegando, in sostanza, che l’abrogazione delle norme sul nucleare è dipesa dalla volontà politica di “acquisire ulteriori evidenze scientifiche”. È, in fondo, una disposizione senza valore giuridico, che ci rende nota l’intenzione del legislatore ma nulla cambia e nulla toglie all’ordinamento. Si sa, infatti, che il legislatore è libero nei fini e nelle intenzioni, salvo il rispetto della Costituzione. E dunque non gli viene chiesto di giustificare (se non alla luce della Costituzione, appunto) le sue decisioni. Se lo fa, come nel caso di questo comma, i cittadini hanno un’informazione politica in più, ma né loro né il legislatore ne risulteranno vincolati. Il Parlamento potrebbe benissimo riunirsi domattina per dichiarare un’intenzione opposta a questa o confermarla, senza che questo comma incida né in un verso né in un altro.

Dunque, quale è l’elemento giuridico che fa ritenere alla Corte di Cassazione che questo comma consenta, più di prima, allo Stato di avviare una politica energetica nucleare resta, ai nostri occhi, oscuro. Ad oggi, anche dopo il referendum sul nucleare del 1987, non c’è alcuna norma che vieti allo Stato di immaginare una politica nucleare. C’è soltanto l’assenza di un sistema legislativo che lo preveda e ne dia esecuzione. Non c’è un divieto, semplicemente manca un piano attuativo. Piano attuativo che non è certo il comma 1 ad introdurre, e che richiederebbe se mai un insieme di provvedimenti legislativi specifici come quelli su cui si sarebbe dovuto tenere il referendum ma che, appunto, sono stati già abrogati dal “decreto omnibus”.
Il comma 8, invece, prevede una cosa completamente diversa, e certo il governo avrebbe fatto meglio, per questioni di uniformità e coerenza legislativa, a prevederlo altrove.

Prevede, in sostanza, che il Consiglio dei ministri dovrà adottare la Strategia energetica nazionale, la quale non ha evidentemente per oggetto l’energia nucleare, quanto piuttosto la programmazione dell’approvvigionamento energetico globale di cui abbisogna. Si tratta, dunque, del piano con cui il governo individua le fonti energetiche, ne ripartisce il carico in base alle potenzialità e alle necessità, programma lo sviluppo delle infrastrutture e gli investimenti, bilancia le esigenze energetiche con la sostenibilità ambientale. Qualcosa di molto diverso e molto più ampio di un piano energetico nucleare, qualcosa che riguarda tutte le fonti di energia, comprese le rinnovabili.

Dunque, che la Cassazione abbia trasferito il quesito al comma 8 implica due conseguenze. La prima, che l’oggetto del referendum è cambiato: dalla questione nucleare alla questione energetica, con buona pace di tutte le regole procedurali relative, per esempio, alla propaganda referendaria e, più drammaticamente, alla consapevolezza degli elettori di cosa stiano votando. La seconda, che se vinceranno i sì il Governo non sarà autorizzato ad adottare la Strategia energetica nazionale. Con questi effetti, tra i tanti: che il governo non potrà varare il piano per la diversificazione delle fonti di energia, comprese quelle “pulite”, e non potrà nemmeno escludere il nucleare, dal momento che la Strategia sarebbe stata proprio la sede per farlo. Due effetti, questi, che tanto stanno a cuore agli antinuclearisti. Avranno questi il tempo e il modo di rendersi conto del nuovo, reale oggetto del voto (dal nucleare alla pianificazione) imposto dalla Corte a dieci giorni dalla chiamata alle urne?

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66 Responses

  1. marco

    Gli sta bene questo casino (scusate la parola) a chi ha cavalcato la paura dopo l’incidente in giappone…

  2. d.d.

    Sinceramente questo pezzo mi sembra fuori luogo.
    La Cassazione ha visto nella mossa del governo la volontà di depotenziare il referendum e tenersi le mani libere; trasferire il referendum sulle scappatoie della nuova normativa vorrà dire dare una doppia mandata dopo che la moratoria ha chiuso la porta. Poi, la strategia energetica il governo potrà adottarla con un nome diverso, come ha sempre fatto in questi casi (vedi il referendum sul ministero dell’agricoltura).

    Se ne parla e se ne discute anche su wikipedia, magari dateci una lettura e contribuite.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Energia_nucleare_in_Italia#cassazione.2C_chi_ci_ha_capito_qualcosa_batta_un_colpo.21.21.21.21.21

  3. carlo

    la legge sulla “moratoria” è stata legiferata all’indomani della tragedia giapponese solo ed esclusivamente per fini elettorali e per prendere tempo…è chiaro che il legislatore può in qualsiasi momento non rispettare la volontà popolare che deriva da un referendum,come è già successo in passato per esempio con il finanziamento pubblico ai partiti,ma credo che sia giusto e doveroso che una nazione,soprattutto dopo ciò che è successo in giappone,abbia il diritto di decidere e di assumersene la responsabilità…un politico lungimirante deve prendere delle decisioni,ma non infischiandosene della volontà popolare…la germania ha deciso di chiudere le sue centrali nucleari,qualcuno si è chiesto il perchè??

  4. Piero

    Silvio in conferenza stampa dopo un incontro con Sarkò (fornitore di tecnologie) :

    disse esplicitamente + o – così ……

    “abbiamo fatto una legge che si limita a rinviare il nucleare di un anno ed evitare il referendum.. ma poi aggirato l’ostacolo le faremo lo stesso”

  5. Guido Montagna

    @carlo
    Caro Carlo, io vivo in Germania. Solo un anno fa la Merkel aveva prolungato la durata di alcune vecchie centrali nucleari di altri 10 anni , con un coro di critiche da molte parti .
    Dopo la tragedia in Giappone ( e la perdita di molti voti alle regionali ) il governo ha deciso di chiuderle tutte in dieci anni . Anche se il nucleare rappresenta il 23% circa della produzione di energia sono sicuro che la Germania non rimarra’ al buio.

    Perche’ il governo ha cambiato idea ? Per mere ragioni di interesse politico ? Puo’ darsi , ma in questo modo ha rispettato la volonta’ popolare . I tedeschi sono pragmatici, pratici, veloci e odiano l’incertezza .

    Il governo ha capito che gran parte dell’opinione pubblica è contro il nucleare , dunque il problema e’ risolto : si toglie il nucleare , senza referendum , senza chiacchiere , senza ripensamenti . La loro capacita’ di programmare, investire fara’ in modo che tra 10 anni ci sara’ abbastanza energia da altre fonti e senza costi aggiuntivi.
    Qualcuno ha dei dubbi ?

    La volonta’ popolare non puo’ essere scavalcata dai politici in questo modo : il popolo vota portato dalla paura e dalla non informazione , mentre noi ( politici ) sappiamo che il nucleare è sicuro ed economico .
    E chi se ne frega di quello che pensano i politici; li abbiamo messi li noi e se non ci piacciono li togliamo . Se la maggioranza degli italiani non vuole il nucleare il governo deve attuare un’altra politica energetica. Punto e basta.

    La nostra è una democrazia , non una monarchia illuminata .

    Cara Serena , tutto il tuo lungo intervento giurico/ politico/tecnico/ procedurale/ su referendum si/no dimostra la tua preparazione in materia , ma a nessuno interessa.
    Sono parole al vento .
    Il governo avrebbe dovuto dire alla ” tedesca ” : rinunciamo totalmente al nucleare e non tergiversare tra commi, paragrafi e mille proroghe.

  6. tom

    Sono d’accordo all’utilizzo dell’energia nucleare in Italia, andrò a votare come ho sempre fatto e voterò NO anche se sono certo della vittoria dei SI… ma è la democrazia bellezza!

  7. Andrea

    @Guido Montagna
    E’ un vero piacere leggere questi commenti (come anche quello seguente di tom) ad un post che ci spiega tante tante cose ma che non menziona mai la semplice parola “moratoria”. Più dei confusi quesiti, ho ancora dubbi che le questioni possano essere poste in questo modo, mi spinge a votare il semplice fatto che lo strumento referendario sia previsto nel nostro ordinamento, che si sia correttamente giunti a questa consultazione, e che sia necessario affermare chiaramente che tutto ciò non può essere semplicemente scavalcato dal nostro piccolo ed insofferente Premier. Saper fare il politico significa sapersi misurare con (e far funzionare) il sistema, non solo lamentarsi di quanto è (perfettibilmente) democratico.

  8. Innanzi tutto grazie all’autrice dell’articolo per il prezioso contributo. Sono uno studente di ingegneria, ho in particolare avuto modo di sostenere alcuni esami relativi alle radiazioni nucleari ed alla produzione di energia termica attraverso la fissione nucleare. Ho avuto modo di acquisire evidenze scientifiche circa le potenzialita’ di una corretta implementazione dell’energia nucleare all’interno del mix energetico del nostro paese. Ma non vorrei qui ed ora affrontare questo aspetto, che riguarda scelte di politica energetica. Vorrei invece porre una domanda, all’autrice dell’articolo ed ai lettori: è opportuno che sia il singolo cittadino a dover prendere una decisione che richiederebbe il coinvolgimento di competenze tecnico-scientifiche, economiche, nonche’ una accurata conoscenza del contesto energetico italiano? Io personalmente ritengo di NO e sono convinto che in una democrazia che pretenda di essere strumento di conduzione del paese i cittadini siano chiamati a scegliere dei rappresentanti e un governo, i quali che sono legittimati ad assumersi delle responsabilita’ e delle scelte senza dover ritornare di volta in volta a verificare l’opinione dell’elettorato.

  9. Andrea Dolci

    Onestamente mi sembra che la questione nucleare in un paese dove non si riesce fare neanche un innocuo parcheggio senza rivolte popolari, sia puramente velleitaria e priva di sbocchi reali.
    Quello che continua a mancare è il Piano Energetico Nazionale; qui sta tutto lo scandalo e la vergogna di una classe politica che da oltre 30 anni elude la questione di fondo.
    Il tutto con la vergognosa complicità degli organi di informazione che non spiegano ai cittadini la dura realtà, ovvero che l’alternativa al nucleare non sono le nergie rinnovabili e le caprette di Heidi, ma nuove centrali a gas e soprattutto a carbone.

  10. marcm

    questo articolo è un gran pippone.
    il referendum si doveva fare perchè la leggina dell’ultimo momento era chiaramente una truffa dello psiconano che cercava di prendere per l’ennesima volta il popolo italiano per i fondelli.
    quindi non cerchiamo di interpretare con finezze giuridiche della vera e propria monnezza.
    la volontà è chiara il popolo vuole votare su questa materia, quindi che referendum sia, poi ognuno esprimerà il suo voto. è questa la democrazia…sembra che il nano bavoso non l’abbia ancora capito e ci vuole un altro ceffone.

  11. Giovanni Bravin

    @Piero
    Piccolo aggiornamento: Le ditte fornitrici sono la Francese AREVA e l’americana Westinghouse.
    Avrebbero 4 centrali a testa (di vecchia generazione…)

  12. Giovanni Bravin

    Il 12 giugno, in sede referendaria, dovremo dimostrare di essere un POPOLO SOVRANO, ma finora siamo stati considerati un popolo bue solamente.

  13. serena sileoni

    Gentile Montagna,
    capisco che i ragionamenti giuridici sono noiosi, ma devono interessare.
    è proprio questo il punto. Anche dai commenti, emerge che si vada a votare sulle dichiarazioni politiche piuttosto che le battute del governo.
    Invece si vota su un testo di legge, su cui la Corte di cassazione è intervenuta.
    è profondamente, essenzialmente, esclusivamente una questione giuridica, e solo se l’elettorato, compresi i gentili commentatori, ne acquista consapevolezza potrà comprendere che, da ieri, gli è chiesto di votare non più sul nucleare, ma sulla programmazione energetica.
    Finché parliamo di altro, e non di diritto, ci piaccia o no, non sapremo che cosa stiamo decidendo.
    A questo proposito, giustamente qualcuno di voi nota che le dichiarazioni del governo parlano di moratoria. Ma attenzione: si vota la legge, non le dichiarazioni. E dalla legge al momento non emerge nulla di diverso della situazione precedente al tentativo del governo di varare un piano nucleare. Non si vota sulle intenzioni, ma sulle disposizioni legislative. ecco perché è importante parlare delle vicende giuridiche.

  14. Luciano Pontiroli

    @serena sileoni
    Tra giuristi ci si intende: l’Ufficio della Cassazione ha compiuto un’altra delle tante forzature interpretative che sono ormai la nota caratteristica della magistratura italiana e che nessuno riesce ad impedire, neppure con la fantomatica riforma della giustizia annunciata.
    Per il resto, mi sembra evidente che il referendum, strumento di democrazia diretta, assolve la sua logica che contraddice quella della democrazia rappresentativa. In un sistema bipolare, qual è ormai quello italiano, esso è sempre più lo strumento delle opposizioni per paralizzare l’attività dei governi. Come se ne esce, non si può dire.

  15. Certo è complicato da seguire il ragionamento non avendo competenze giuridiche, ma questo articolo va dritto al punto, e spiega quello che non emerge da nessuna dichiarazione o spot elettorale, compresi quelli che ci stanno spiegando i quesiti in questi giorni.
    Purtroppo essere informati, almeno in Italia ma non so come sia altrove, richiede un impegno personale non indifferente.

    Grazie Serena

  16. Gianni Pizzini

    L’analisi giuridica di S.Sileoni l’ho trovata estremamente interessante e motivata. Grazie. Credo sia importante tentare di accellerare il confronto su ciò che la sentenza della Cassazione ha modificato, soprattutto a pochissimi giorni dal voto (voto già svuotato dalle modifiche normative volute dal Governo).
    E in particolare.

    Quali potranno essere le dirette conseguenze del Si al quesito referendario sul “nucleare” (virgolettato d’obbligo vista la situazione) dal momento che l’argomento in questione è ora “L’ipotetico piano energetico nazionale” che include tutte le fonti di energia?

    Quanto è accettabile la forzatura interpretativa della Cassazione che ammette il quesito e lo trasferisce su una parte di legge non oggetto di abrogazione da parte dei comitati referendari.
    Io non ho firmato l’abrogazione del comma che prevede l’istituzione di un piano energetico nazionale. Per cui ora mi trovo nella situazione di valutare di votare NO e di venir conteggiato “politicamente” tra i favorevoli al nucleare(!?).

    E ancora: sono in ristampa le schede sul quesito nucleare e non è garantito che all’estero arrivino in tempo, penalizzando milioni di elettori attivi.

    Insomma ci sono tutti gli elementi per chiedere confronti e dibattiti in fasce orarie in prima serata. Senza nulla togliere all’utilità di blog come questo.

  17. Marcello

    Molto bene, grazie per l’informazione.
    Sono favorevole alla costruzione di centrali nucleari, e se prima penavo di votare no adesso che ho letto questa notizia voterò si.

    Immaginavo che il governo avrebbe inventato qualcosa per eludere questo referendum, figlio di paure irrazionali alimentate strumentalmente, ma non immaginavo un sotterfugio così sottile.

    Adesso spero solo che questo tuo post venga ignorato o travisato dagli antinuclearisti viscerali, di modo che vadano a votare lo stesso così da raggiungere il quorum e abolire quel mostro giuridico del “legittimo impedimento”.

  18. romain

    se il commentatore Tom va a votare, anche se vota NO, è come se votasse “si”…la cosa migliore è andare tutti al mare il 12 giugno…

  19. Daniele

    partendo col dire che non sono un esperto e che bisognerebbe leggere il testo ufficiale della sentenza della Cassazione (che non trovo quindi se qualcuno lo raccatta invito a passarmelo) penso che:

    -dal testo del comma 1: “non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare.” non vuol dire ci si impegna a non realizzare mai centrali nucleari ma semplicemente a non procedere in attesa di nuovi studi. Vuol dire che tra sei mesi nessuna norma o legge impedirebbe al governo di riaprire un programma nucleare.

    -il comma 8 dice “Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Consiglio dei Ministri, […] adotta la Strategia energetica nazionale” questo non vuol dire che NON VOGLIO IN GENERALE una Strategia Energetica che mi potrebbe comprendere, tra l’altro, anche l’utilizzo di rinnovabili, ma non voglio che QUESTA strategia energetica entri in vigore entro dodici mesi. In pratica costringo a uno stop il piano energetico del governo.

    In ogni caso tenete conto di questo: i due commi sono molto generali e a prescindere dall’effettivo effetto giuridico che ne avrebbe l’abrogazione, proabilmente anche abbastanza blando, il quesito 3 del referndum è comunque sentito come una consultazione popolare sulla questione del nucleare. Il raggiungimento del quorum su tale quesito sarebbe quindi comunque un forte segnale al governo che ad esempio risulterebbe notevolmente sputtanato se fra sei mesi dicesse “gli studi sono arrivati, le centrali nucleari non sono pericolose, riprendiamo il programma”. Tra l’altro per stessa ammissione di Berlusconi pare siano queste le intenzioni.

  20. d.d.

    Cara Serena,
    io trovo che la Corte di Cassazione sia ben furba, e non si fermi al solo testo della legge, ma sia in grado di interpretare la volontà del comitato promotore e la volontà del governo nel varare la moratoria/abrogazione (d’altronde, un giurista che non è che un giurista non è un buon giurista).
    Proprio per questo, trovo assolutamente corretto che la Cassazione abbia trasferito il quesito sull’abrogazione totale della normativa, per quei punti che il governo ha voluto, bontà sua, lasciare in piedi, al fine di preservare l’intenzione delle firme raccolte.
    Per lo stesso motivo, mi auguro ed auspico che le schede già votate all’estero con il vecchio quesito siano ritenute valide.

  21. RiccardoC

    Piccola riflessione da uomo della strada. I referendum hanno sempre 2 piani di inerpretazione, quello giuridico e quello “maieutico”. Se non si considera la natura di “consultazione popolare” si può anche ragionare solo sul piano giuridico, come fa l’autore dell’articolo, ma si perde del tutto la finalità dello strumento stesso. Tanto vale dire aboliamo il referendum come strumento.
    Ed in effetti lo strumento appare decisamente inadeguato, perché il “popolo” si deve fidare di quello che gli viene detto, dato che quando va a mettere una croce su SI o su NO, non ci capisce un acca.

    Data la forte contrapposizione fra gli aspetti tecnico/giuridici e la finalità ultima (permettere alla popolazione di esprimersi), la domanda è se sia più corretto rispettare la coerenza giuridica oppure la natura di strumento di consultazione popolare.

    A mio parere non c’è alcun dubbio: rispettare la natura di consultazione popolare. Quindi la Cassazione ha fatto bene.
    Sarebbe inotre opportuno riformare lo strumento referendario per riavvicinarlo alle finalità e ridurre il gap con gli aspetti giuridici della cui schizofrenia, francamente, mi pare di poter dire che soffra non solo lo strumento referendario ma anche gran parte della vita pubblica italiana. A questo proposito potremmo imparare da quanto fatto per il diritto d’autore con le licenze Creative Commons.

  22. gelsomini in fiore

    @romain
    non andare a votare è rigettare la democrazia, non è votare per il si….parliamoci chiaro. siccome c’è il quorum è necessario andare a votare altrimenti quelli del no avrebbero 2 scelte, il no e l’astensione e non sarebbe corretto.
    Infatti sono convinto che il quorum andrebbe cancellato, come in Svizzera. E’ giusto che decida chi va a votare. Chi non vota per sua scelta, si deve adeguare alla scelta effettuata dagli altri. Questa sarebbe una democrazia compiuta. Chi non vota non deve contare nulla nelle decisioni, deve essere ininfluente.

  23. singwolf

    @marco
    Vai ad abitare adesso in giappone poi ne riparliamo della differenza sottile tra il cavalvare “l’emozione” e l’onda atomica che ti scorre in quella testolina sottile e vuota che ti ritrovi.
    Lo sai che una centrale nucleare va in bilancio energetico positivo dopo 7 anni di funzionamento(Energia per costruire la centrale-quella prodotta dalla stessa) che dopo circa trenta anni non è piu’ utilizzabile e le scorie te le mettiamo dentro al giardino di casa tua e della tua progenie per DIECIMILA anni. Lo sai che chi ha inventato la televisione il pc il wireless la radio chi ha progettato e fatto costruire una diga sulle cascate del NIAGARA chi ha “inventato gli anni duemila” (N. Tesla) ha anche sostenuto che la fissione nucleare è un processo abberrante contro natura, ha anche affermato che se l’uomo che cerca energia si accorgesse che a ottominuti luce dalla terra brucia una stella e si impegnasse a prendere una piccola parte di quell’energia invece di fare fissioni il problema si risolverebbe? Possibile che se uno dei piu’ brillanti fisici italiani e del mondo come RUBBIA dica piu’ volte che costruire una centrale atomica è sciocco controproducente e soprattutto pericoloso ci siano in giro mentecatti che vanno sostendo il contrario?! Che un altro grande fisico come EMILIO DEL GIUDICE affermi che basta costruire le case degli italiani con coefficienti energetici uguali a quelli della germania per risparmiare l’equivalente energetico di circa 10 centrali nucleari. Perchè mi chiedo prima di dire c….ate non vi accendete il cervello.
    Altrimenti d’avvero tutti quelli convintamente per il nucleare lo dicano così che ne faremo una bella lista e: nei loro garage, sotto il letto, nei loro giardini stoccheremo tutte le scorie nucleari possibili e ce li faremo vivere felici e contenti e al sicuro loro e tutte le loro progenie.

  24. Alberto

    Al solito. La Corte Costituzionale va al di là dei suoi compiti. E assume decisioni politiche. Io non andrò al mare, ma certamente non andrò a votare. L’unico referendum al quale parteciperò sarà quello per abolire i referendum.

  25. Andrò al mare ma prima passerò a barrare un si. Perché? É una domanda fuori dal tempo, iniziare da zero una politica nucleare nel 2012 é semplicemente assurdo. Appezzabile l’articolo dal punto di vista tecnico, ma é chiaro che la paura del governo é che il nucleare trascini alle urne tanta gente e passi anche il legittimo impedimento. Solo strategia politica. Altro che politica energetica.

  26. Franco Baldussi

    La Suprema Corte di Cassazione ha inopinatamente (ma non troppo…) confermato il referendum sul nucleare “trasferendolo” sulla nuova legge. Premesso che prescindo dai soli 10 giorni lasciati, a mio modo di vedere illegittimamente, tra la nuova stesura dei quesiti referendari e la consultazione, ciò che ho visto è ancora più ridicolo di quanto temessi. Secondo la Suprema Corte dovranno essere sottoposti a referendum i soli commi 1 e 8 della 75/2011. La qual cosa significherebbe, ammesso venisse raggiunto il quorum, che l’abrogazione del comma 1 renderebbe a pieno titolo legittima la riproposizione del piano nucleare esattamente quale era. Ciò in quanto verrebbe soppresso il comma che, prevedendo la necessità di ulteriori approfondimenti scientifici, ne dispone la sospensione. Sospensione che viene poi esplicata e attuata materialmente nei commi dal 2 al 7 mediante l’abrogazione delle disposizioni relative al piano nucleare. Commi che non sono oggetto di referendum e quindi risultano perfettamente abrogabili dal governo in funzione e, anzi, in adempimento dell’esito referendario. Se vi sarà.

  27. no nuke

    Il punto è proprio questo, che nessuno dei promotori del referendum ha letto con attenzione il nuovo quesito e ha ragionato sulle conseguenze del voto. E’ stato completamente stravolto il senso, non solo perchè il decreto omnibus, che mi sono presa la briga di leggere, di fatto mette uno stop al piano nucleare (comma 1, art. 5) e in più stabilisce che entro un anno il governo dovrà definire una strategia energetica (comma 8 art. 5) dove non c’è scritto che sia nucleare! Quindi se voto sì, abrogo lo stop (il non si procede con il piano nucleare) e quindi do il via libera al nucleare ma dall’altra impedisco al governo di attuare un piano energetico complessivo (comma 8)! Tutto questo è illogico, stravolge il senso del referendum e lascia da un lato la porta aperta al nucleare dall’altro ostacola il governo a definire un piano energetico complessivo! E questo su iniziativa del PD e dell’IDV che non riesco a capire se ci fa o c’è!

  28. Borderline Keroro

    @carlo
    Per pura demagogia e per il fatto che sono riusciti a mettere le mani sul gas russo forse?
    Se è per quello i referendum bellamente ignorati sono anche altri, ad esempio quello sulla responsabilità civile dei giudici.
    La suprema corte è semplicemente entrata a gamba tesa sul governo.
    Governo che, comunque, se le va a cercare.
    Un po’ di chiarezza ed onestà intellettuale da parte di tutti non sarebbe male.

  29. Roberto 51

    Promessi Sposi, capitolo III, provate a rileggervelo.
    Questo decreto omnibus, rispetto al quale “la grida pubblicata d’ordine del signor Duca di Feria ai 14 di dicembre 1620, et confirmata dall’lllustriss. et Eccellentiss. Signore il Signor Gonzalo Fernandez de Cordova” è un esempio di trasparenza e chiarezza, sembra fatto apposta per non essere capito e per essere usato dall’Azzecca-garbugli di turno a suo piacimento e utile.
    Bando alle ciance: chi è contro il nucleare voti “sì” al referendum, gli altri facciano come credono.

  30. Emilio

    Per onor di chiarezza, bisognerebbe ricordare che il decreto-legge n. 34 del 2011, nel testo originario, non aveva abrogato le norme oggetto del referendum: l’ha fatto soltanto la legge di conversione.
    L’art. 5 del decreto-legge, infatti, si limitava a disporre la “sospensione” delle disposizioni oggetto del referendum senza rimuoverle dall’ordinamento (con la conseguenza che l’ufficio centrale per il referendum, verosimilmente, non avrebbe neppure potuto esprimersi sul superamento del quesito referendario).
    Che il quesito referendario sia cambiato è un’evidenza condivisa da tutti, immagino.
    Che la tardività della modifica del quesito sia addebitabile alla Cassazione, invece, è un punto di vista che non tiene conto della tardività dell’intervento legislativo raffazzonato dal governo all’ultimo momento.
    Ciò che trovo davvero drammatico è il tentativo di scaricare sul referendum l’incapacità del governo di approvare il piano energetico nazionale.

  31. lux

    se votare o no lo deciderò in base all’affluenza… qui non capiamo o meglio qualcuno ci prende per il “naso” chiamando le cose diversamente dal loro nome
    1-privatizzazione dell’acqua (FALSO) si parla di servizi pubblici locali
    2-tariffa dell’acqua -> problema superato vigilerà un’autorità ad hoc
    3-nucleare (FALSO) si parla di politica energetica e se non la decide il governo, chi? Topolino? meditate gente, non fate il gregge belante

    se mai andrei solo per il legittimo impedimento e voterei SI (utopicamente mi piace pensare che la legge è uguale per tutti)

  32. Luciano Pontiroli

    @lux
    Il quorum non si calcola sul totale dei votanti, ma su quello degli aventi diritto a votare. L’unica alternativa seria sarebbe abolirlo, elevare il numero delle firme necessarie per l’ammissione del referendum e stabilire un quorum sui voti espressi: si darebbero maggiori garanzie circa la serietà dell’iniziativa e si invoglierebbero a partecipare anche gli elettori contrari, consapevoli che solo la loro massiccia partecipazione impedirebbe l’abrogazione (c’è un interessante dibattito su nFA).

  33. giancarlo

    Interessante l’articolo, come molto interessante è stata ier sera la trasmissione ottoemezzo. Il Prof. Battaglia ha evidenziato con dati e cifre non confutabili (ed infatti non confutate dalla controparte: il vice presidente dei Verdi europei, per altro dimostratasi assai incompetente). Privarsi della possibilità di riavviare il nucleare è semplicemente suicida (in termini economici), per le generazioni italiane future. Bisogna assolutamente astenersi su questo referendum sperando nel non raggiungimento del quorum.

  34. johre

    L’incapacità di tanta gente di scindere ciò che è politico da ciò che è legale è ciò che si sta cavalcando per il grande equivoco.
    Confido fortememente che lunedi il quesito non passerà in quanto propositico…anzi sulle intenzioni future

  35. Guido Montagna

    @giancarlo
    Se l’Italia si suicida se non entra nel nucleare , cosa dovrebbe succedere alla Svizzera e alla Germania che hanno più del 20% di energia prodotta dall’atomo e ne vogliono uscire totalmente in soli 10 anni ?
    Sono gia’ morti e sepolti ?

    Sarebbe molto interessante vedere come questi due paesi affronteranno il buco energetico del dopo atomo. L’Italia potrebbe una volta tanto trarne insegnamento .

  36. Guido Montagna

    @serena sileoni
    Gentile e disposta al dialogo Serena,
    Si, hai ragione , bisogna votare la legge e non le dichiarazioni o le intenzioni e quindi bisogna essere informati .
    Tu ci hai dato il quadro completo della situazione plitico/giurico/etc.

    Il mio commento è questo : votero’ si non solo perche’ sono contro al nucleare ma, soprattutto, perche ‘ sono contro questo mondo di politica e di informazione che non può e non vuole essere chiara .
    Ma e’ mai possibile che per decidere una politica energetica bisogna assistere a questo spreco di “intelligenza ” sulle questioni legali ?
    Lo so, sara’ un po’ un voto di protesta , avrei preferito votare SI o NO per una chiara scelta di politica energetica e invece dovro’ votare tra i SE e MA e FORSE .
    Non ne vado fiero ma non vedo altra via d’uscita.

  37. giancarlo

    Egr. Sig. Montagna (# 42 e 41): direi solo questo: innanzitutto la dichiarazione della Merkel ricalca semplicemente la precedente dichiarazione dei 2001 di Schroeder alla quale però i fatti non sono seguiti in maniera esattamente conforme. Si tratta di dichiarazioni a scopo elettorale per il consenso di elettori spaventati sull’onda emotiva di Fukushima (zero morti per radiazioni, contro i due milioni per carbone). La germania ottiene la sua energia per il 55% dal carbone, 25% nucleare, 12% idroelettrico , 6,5% tra eolico e solare (con n costo immensamentep iù elevato , naturalmente a carico del contribuente)…… Se davverò ridurrà sensibilmente od eliminerà il nucleare, non potrà non aumentareil carbone (con conseguente epsonenziale aumento di morti e desertificazione delle sue foreste). Nel frattempo, comunque, l’Italia paga la sua energia il 30-40% in più dei suoi concorrenti europei (le lascio immaginare il risultato su : competitività, posti di lavoro, redditi). Votare sì al referendum potrebbe significare impedirsi di profittare di sviluppi futuri per la soluzione del problema delle scorie (sicuramente un problema molto serio)…. come fa lei ad ipotecare il futuro della ricerca scientifica?
    Per qunaato riguarda il suo commento sul votare No: o non usa la logica o, peggio, è un facinoroso: è evidente che in questo momento l’aspetto emotivo è predominante, e che sui voti dati non vi sarà contest (ma le competenze scientifiche medie del cittadino italiano – o estero – non sono certo sufficienti), l’unica speranza, per chi non vuole vedere suo figlio disoccupato, forse più sano (ma mio figlio soffre di seri problemi bronchiali e l’aria delle nostre città è sicuramente più dannosa delle centrali nucleari), ma votato a povertà eterna.
    ASTENERSI DA QUESTO QUESITO REFERENDARIO E’ UN OBBLIGO MORALE VERSO LE GENERAZIONI FUTURE!!

  38. Rinaldo Sorgenti

    Innanzi tutto, grazie all’autrice Serena Sileoni dell’articolo, che aiuta a comprendere come l’assurdità del ns. sistema permetta di stravolgere le stesse regole che dovrebbero governarlo, ma se questo lo fa un organo giudiziario, … nulla questio!
    Ho letto i primi 7 commenti e c’è davvero da rimanere frastornati dalla “logica” che li ispira, soprattutto il nr. 5.
    Complimenti invece a Marco Lezzi che pare davvero fare un ragionamento logico ed opportuno.

    Ora, che si vada a votare su un argomento che è stato oggetto di incredibili speculazioni emotive (basti vedere come ha costruito la trasmissione Santoro ad Annozero (nome davvero evocativo) giovedì scorso! Solo la mancanza di un’opportuna informazione può consentire al cittadino comune di non rendersi conto di tanta vergognosa speculazione. In studio sembravano addirittura contenti!
    Al riguardo vorrei offrire un piccolo ma significativo esempio a conferma di quanto dice Marco Lezzi (post nr. 8):
    10 giorni fa ho partecipato ad un Convegno al Politecnico di Milano il cui titolo verteva appunto su: “Quale Mix delle Fonti per la generazione elettrica in Italia”. Ebbene, quasi a conclusione del convegno, il giornalista conduttore ha voluto chiedere ai circa 180 giovani studenti universitari partecipanti (ed ancora in sala dopo oltre 4 h. di dibattito) la loro opinione sul Nucleare – pro o contro – e l’immediata risposta è stata eclatante: 85% circa a FAVORE del Nucleare!!!
    Sarebbe quindi opportuno che ci si interrogasse sulla materia e davvero si organizzasse un’opportuna informazione sull’argomento in generale, perchè speculare sull’emotività e sulle paure (come da sempre avviene sull’argomento dell’energia, da parte di molti “pseudo-ambientalisti” non è proprio espressione di democrazia, ne di buonsenso.

    Ritornando al coerente ragionamento dell’autrice, mi pare che una domanda sorga spontanea:

    “Ma se il quesito – innovato dalla Corte di Cassazione – è totalmente nuovo e diverso rispetto ai quesiti precedentemente autorizzati, NON è possibile consentire di indire il REFERENDUM senza aver prima seguito la specifica procedura che prevede questo meccanismo; vale a dire, prima di tutto, la raccolta delle firme minime richieste per qualsivoglia nuovo quesito referendario, perchè chì ha firmato per i “vecchi” quesiti (ora abrogati), non necessariamente si è espresso su quello nuovo!
    Giustizia vorrebbe allora che il Presidente intervenisse su questa forzatura per cancellare questa sentenza per non rispetto della Costituzione.

    In aggiunta a quanto sopra, è evidente anche ai sordi che l’informazione – equa ed equilibrata – sui temi referendari NON ci sia stata (per esempio, sarebbe obbligatorio realizzare una puntata di oltre 2 h., con gli stessi mezzi e condizioni di Annozero, dove i sostenitori dell’opportunità del Nucleare possano esprimere e far vedere i loro video, intervistando alcuni scienziati (alternativi al giullare di turno) che tecnicamente spieghi e dia risposta ai molti quesiti ed alle forzature che abitualmente circolano sull’argomento.

    Dopo di che, i sostenitori del bando al Nucleare – se volessero essere minimamente coerenti con le loro posizioni – dovrebbero immediatamente chiedere l’interruzione delle importazioni di elettricità prodotta dal Nucleare, che da 25 anni NON abbiamo MAI smesso di importare dai Paesi confinanti tutt’intorno alle Alpi! Ieri sera la Franzoni (Verdi) ad 8 e mezzo diceva che lo facciamo (per lei va quindi bene così!), perchè costa meno!!! Ma come? I soliti “ambientalisti” dicono che non è vero che produrre elettricità col Nucleare è più conveniente economicamente? Vuoi vedere che ora i francesi (notoriamente generosi) ci vendono la loro elettricità in perdita, giusto per accontentare gli amici “ambientalisti” italiani? Suvvia, siamo seri ed evitiamo di arrampicarci sugli specchi per le allodole, anche se ultimamente ce ne sono così tanti che la tentazione è comprensibile.

    Ogni anno (da 25 anni) l’Italia paga alla Francia (per i circa 40-50 TWh importati) circa 3 miliardi di Euro (cioè l’equivalente di un nuovo impianto Nucleare da 1000 MW), che poi i francesi sfruttano per 50-60 anni! Sarà per questo che qualcuno pensa che i francesi siano generosi con noi?
    Incredibile davvero.

    Infine, la “logica” della Merkel/Germania, tanto osannata da alcuni. Ma se questa signora non volesse approfittare dell’emotività per fini forse diversi da quelli enunciati, coerenza vorrebbe che le 17 centrali Nucleari tedesche venissero spente subito, non (forse) tra 11 anni!!! Ma se le motivazioni fossero davvero il timore e la paura che possa succedere qualcosa di simile a Fukushima (Cernobyl non c’entra proprio, visto che è stato un criminale esperimento militare), questo potrebbe avvenire tra un minuto, un mese, un anno … ed allora perchè attendere 11 anni? E se succedesse, la Merkel ed il Parlamento (che eventualmente dovesse avallare l’indicazione data dalla Merkel) dovrebbero essere incriminati per disastro colposo???

    Siamo seri, un Paese moderno e sviluppato non può essere condizionato dalla speculazione e dall’emotività quando si tratta di decidere su materie di tale importanza per il benessere e lo sviluppo dei propri cittadini.

  39. Rinaldo Sorgenti

    @ Andrea Dolci,
    Sarebbe ora che in questo Paese si smettesse di denigrarci da soli e si ritornasse au un comune sano orgoglio e buonsenso.
    Gli italiani hanno grandi doti e capacità ed è proprio non reagendo alle demenziali situazioni critiche che periodicamente emergono (es. i rifiuti di Napoli e l’esito delle votazioni in loco proprio per chi li deve gestire!) che ci facciamo del male.
    L’Italia ed i suoi giovani ha tutte le capacità per dimostrare di essere un Paese avanzato e sviluppato, degno di far parte del G8. Dimostriamolo.

    Molto opportuna invece la riflessione successiva, perchè è proprio questo che all’Italia è mancato negli ultimi 20 anni, che ha comportato di trovarci a pagare l’elettricità più cara d’Europa e ad avere il più alto rischio strategico per gli indispensabili approvvigionamenti di fonti energetiche d’Europa, pur essendo un Paese tipicamente manifatturiero che ha bisogno di energia abbondante ed a costi competitivi per appunto sostenere la competitività del ns. Paese!

    Provate a chiedere al cittadino comune, non specializzato nel settore, e troverete che una larga parte di questi pensa che l’elettricità che necessita al Paese (circa 330 TWh/anno) sia prodotta (e possa esserlo, con sicurezza e continuità) dall’eolico e dal Solare! Sapete quanta eletticità (intermittente) è stata prodotta nel 2010 dal Solare FV? 1,6 TWh = 0,5% !!! Evidenza stupefacente e pericolosa se non ci se ne rende conto.

    Desolante e sintomatico il commento nr. 10 (davvero miserevole) che crede di poter interpretare la “democraz<ia" sulla base degli strilli e delle urla, tipiche dell'altro giullare grillesco!
    La democrazia è quella che ha consentito 3 anni fa di fare libere elezioni nazionali che hanno chiaramente espresso il volere della maggioranza degli italiani. Tale maggioranza complessiva si è ripetuta nelle successive 2 elezioni (sempre nazionali: Europee e Regionali), mentre chi grida alla "democrazia" oggi pretenderebbe di NON rispettare tale verdetto di 3 anni fa e lasciare governare chi è stato scelto per farlo per l'intero mandato previsto. Che in passato gli stessi governanti NON siano stati capaci di farlo già dopo 2 anni, non è una ragione per cambiare le regole della DEMOCRAZIA.

    Anche questa è la chiara evidenza di come sia interpretata la democrazia ed il rispetto per le scelte degli elettori da certe frange.

    Nel frattempo che De Magistris dimostri (senza chiagnere) che risolve il problema dei rifiuti a Napoli (vada sommessamente dal Sindaco De Luca a prendere lezioni), informiamo di come gli altri Paesi del G8 producono l'elettricità a casa loro e cerchiamo di capire perchè. Può essere molto utile per tutti.

  40. Rinaldo Sorgenti

    @Luciano Pontiroli (post nr. 15),

    Davvero democratico e condivisibile il meccanismo del Referendum:
    Ipotizziamo che (come ha detto il Prof. F. Battaglia in un suo articolo di ieri) vada a votare il 49,9% degli elettori e tutti votino per l’abrogazione della norma: in questo caso il Referendum è nullo.
    Se invece andassero a votare il 50,1% degli elettori (cioè solo lo 0,2% in più dell’altro caso) e tra questi il 25,1% vota SI e l’altro 25% vota NO, il Referendum è valido e la “pseudo maggioranza” annulla la norma. Bella e strana democrazia questa. Il 25,1% vale più del 49,9%! Se poi ci fanno votare per qualcosa che non c’entra nulla con le intenzioni sottoscritte, allora è demenza; comincia sempre per “dem” ma è un’altra cosa.

  41. Volevo anche io aggiungere il mio commento proprio dopo aver letto quello di Rinaldo Sorgenti, che ho proprio avuto il piacere di conoscere in occasione dell’ottima giornata divulgativa organizzata dagli studenti di Ingegneria del Politecnico di Milano in Bovisa.

    Purtroppo sembrerebbe che a questo punto il quesito referendario sia diventato un papocchio insostenibile, per quanto affermato dall’autrice, che ringrazio per il lavoro svolto.

    Verrebbe quasi da pensare che la notizia odierna in merito all’invocazione della Corte Costituzionale fatta dal governo Berlusconi sia stata più che giustificata dal maldestro intervento della Corte di Cassazione, che ha de facto stravolto un quesito referendario che già stava male in piedi di suo con la precedente formulazione.

    Non rimane altro che attendere il parere della Corte Costituzionale, a questo punto. Certo che, come al solito, la politica non è che faccia una gran bella figura in tutta questa sceneggiata.

    Da ultimo, rinnovo quanto detto da Rinaldo Sorgenti e da altri in merito alla carenza di informazione chiara sul tema del nucleare in Italia, a partire dalla televisione e dai giornali, che sono ormai in balia di guerre ideologiche e non fanno più da tempo quello che dovrebbe essere il loro lavoro, cioé di informare i cittadini.

    Fortuna che esiste Internet e tanti blog come questo, dove l’informazione gira libera, e la cortesia ed il rispetto sono ancora un valore importante.

    Dal canto mio ho da pochissimo aperto un blog dal nome Futuro Nucleare che ha proprio in mente di far parlare di nucleare il più possibile, partendo da fatti tecnologici chiari e incontestabili.

    Spero di poter contribuire a squarciare il velo di ignoranza che vedo essere molto ma molto presente in tutta Italia. Purtroppo. Sono convinto che esista un futuro per il nucleare, sono meno convinto che questo futuro possa esiste nel paese in cui sono nato.

    Cordiali saluti,

    Luca Bertagnolio
    Futuro Nucleare
    Milano

  42. Guido Montagna

    @giancarlo
    Come spesso si legge , chi e’ contro il nucleare lo e’ unicamente sotto l’ondata emotiva del disastro giapponese ( è senz’altro anche vero ) e senza nessun conoscenza del problema energetico.

    Ma che dire di Giancarlo che mi risponde che il nucleare sarebbe :
    ” l’unica speranza, per chi non vuole vedere suo figlio disoccupato, forse più sano , ma votato a povertà eterna.
    ASTENERSI DA QUESTO QUESITO REFERENDARIO E’ UN OBBLIGO MORALE VERSO LE GENERAZIONI FUTURE!! ”

    E questo commento e’ basato su dati scentifici o su emotivita’ ?

  43. lux

    scusa omonimo luciano #38 non colgo la differenza
    tot aventi diritto 100
    se votano 51 (dunque votanti, come ho scritto io) si ottinene il quorum

    sono d’accordo con rinaldo #47, la pensiamo allo stesso modo

  44. giancarlo

    ho capito Guido, lei ha voglia di far polemiche sterili (verrebbe da dirsi che è per mancanza di argomenti)! E’ evidente che io le ho portato delle cifre e degli argomenti, quella di mio figlio era una iperbole (basata comunque su una realtà), per stigmatizzare la apparentemente totale sottovalutazione della pericolosità delle alternative energetiche vere. Comunque, visto come la mette, perdo assolutamente interesse ad interloquire con Lei, mi rivolgo agli altri lettori e, assieme al rimarchevole Sorgenti, invito a fare l’unica scelta logica: ASTENERSI!

  45. Luciano Pontiroli

    @lux
    Infatti 51 sono la maggioranza su 100. Nel precedente intervento si parlava di quorum calcolato sui votanti, frase che ha senso per stabilire il numero minimo di voti che il quesito referendario deve ottenere per essere accolto.

  46. Luciano Pontiroli

    @Rinaldo Sorgenti
    Questo è, infatti, uno dei limiti del sistema attuale: si propugna l’astensione per evitare che i quesiti siano approvati da un basso numero di votanti, assumendo che la maggioranza di costoro sia rappresentata sempre da persone che la pensano come i promotori. Il sistema alternativo potrebbe, di cui ho fatto cenno, sembra poter portare a maggiore partecipazione: se poi si prevede una maggioranza rilevante, la preoccupazione che una minoranza di elettori imponga la sua volontà si attenua.
    Però, più in generale: anche alle elezioni politiche ed amministrative può accadere – anzi, è avvenuto più volte – che una minoranza di elettori elegga la maggioranza dei parlamentari o dei consiglieri comunali, provinciali, regionali. Le sembra poco democratico?

  47. Marcello

    Non mi sembra che il meccanismo referendario sia così iniquo.

    I referendum sono di tipo abrogativo, quindi chi vota si al referendum vole cancellare una legge scritta dai rappresentanti democraticamente eletti dalla maggioranza degli italiani.

    Mi sembra giusto quindi che coloro che intendono modificare questa volontà debbano di mostrare di essere anch’essi maggioranza degli italiani, altrimenti si verificherebbe l’assurdo che la maggioranza vota tizio perchè si fida di lui, o perchè è d’accordo sulle leggi che intende fare, e poi con il referendum si presenta una minoranza che cancella queste leggi.

  48. Luciano Pontiroli

    @Marcello
    Il punto è, peraltro, che il referendum abrogativo è essenzialmente uno strumento per permettere a chi ha perso le elezioni politiche di cercare una rivincita nei confronti della maggioranza.
    Si possono introdurre miglioramenti intesi ad assicurare la serietà della proposta ed una maggiore partecipazione, ma non si eliminerà mai il conflitto tra la logica della democrazia rappresentativa e quella diretta.

  49. Nucleare e disinformazione
    Nessuno, dico nessuno, pone al popolo le seguenti, semplici domande:
    a chi conviene che gli Italici restino sudditi energetici degli attuali fornitori di: energia elettrica, di petrolio, di carbone? A chi conviene installare impianti solari, eolici, ec. Che contribuiranno per poco al nostro fabbisogno energetico? Chi tra i votanti conosce il “giochetto” dello smaltimento delle nostre scorie nucleari: paghiamo per lo smaltimento, lo “smaltitore”, le utilizza per produrre energia che ci rivende a caro prezzo, poi esaurito il ciclo ce le restituisce. Sono argomenti che non piacciono, sono argomenti di senso comune, basate su fatti e numeri e non soggetti al concettualismo degradato di massa. Auguria chi proverà, di qualunque schieramento e colore a raccontare la verità oggettiva. Poi, una volta informato, il popolo deciderà. Conoscenza è libertà, ignoranza è schiavitù. Auguri a chi cerca la libertà.

    Emilio Odescalchi, Milano

  50. Francesco

    Se ragioniamo in un modo strettamente tecnico-giuridico, se riteniamo di dover rimanere sull’arido terreno del comma e del termine tecnico, allora ha ragione chi scrive l’articolo, e i giudici dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Suprema Corte di cassazione sono impazziti o squilibrati (nonchè pericolosi attivisti politici). Se invece vogliamo guardare più in là del nostro naso, come evidentemente hanno ritenuto di fare i più anziani ed insigni giudici ordinari del nostro ordinamento, ai quali spettava l’interpretazione della faccenda, ci accorgiamo che nella situazione di specie la decisione (la cui estrema delicatezza e nevralgicità è comprovata proprio dal citato caso di Corte costituzionale 68/78) non poteva prescindere da una valutazione, in senso lato, politica: quella dell’intenzione del legislatore.
    Se è vero che i commi 2-7 abrogavano la disciplina oggetto di referendum, dal tenore dei commi 1 e 8 infatti si potevano chiaramente cogliere, pur nella differente portata normativa, quelli che la Consulta chiamava “gli stessi principi ispiratori”, in particolare al comma primo, e la volontà di porre in essere i medesimi “contenuti essenziali”, implicitamente dichiarata al comma 8.
    E’ ora di finirla con la falsa e fallace e deleteria concezione del giudice come mero applicatore della legge, cui gelido compito è essere bouche de la lois: piaccia o no, questa concezione è stata superata da cinquant’anni. Il giudice, in uno stato costituzionale, specie quando la sua interpretazione della legge ha funzioni di tale rilevanza costituzionale – vale a dire di vitale importanza per i meccanismi stessi della legalità, della vigenza dello stato di diritto e dei diritti politici garantiti in Costituzione – non può limitarsi a meccaniche applicazioni del diritto formale e non deve astenersi da valutazioni aventi natura e carattere s o s t a n z i a l e. Ovviamente, nel quadro dei principi supremi dell’ordinamento.
    Aspetto quindi le chiarissime parole dei tre presidenti di sezione e dei tre consiglieri più anziani della Corte di cassazione, e mi aspetto di cogliere, nelle pieghe del loro ragionamento, proprio un esplicito riconoscimento di questa valenza sostanziale della loro decisione.

  51. francesco montanari

    Art. 5

    Sospensione dell’efficacia di disposizioni del decreto legislativo n.
    31 del 2010

    1. Allo scopo di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sui
    parametri di sicurezza, anche in ambito comunitario, in relazione
    alla localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio
    nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare,
    per un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto
    resta sospesa l’efficacia delle disposizioni degli articoli da 3 a
    24, 30, comma 2, 31 e 32 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n.
    31.
    2. In deroga a quanto disposto dal comma 1, la sospensione
    dell’efficacia non si applica alle disposizioni individuate nel
    medesimo comma nelle parti in cui si riferiscono alla localizzazione,
    costruzione ed esercizio del Parco tecnologico e del deposito
    nazionale.

    Scusa-scusate. Ma dov’è che si legge la parola ABROGA? Il c.d. decreto omnibus SOSPENDE SOLAMENTE, per cui, prima di dare dei politici a dei Giudici, che sono dei Cultori della materia, nonchè dei profondi e stimabili studiosi, non si potrebbe anche noi cittadini perlomeno LEGGERE, se non proprio STUDIARE ciò che si commenta???
    Il tutto a prescindere da un sì od un no, e dall’esercitare o meno un diritto che è anche un dovere.
    Saluti

  52. @francesco montanari
    Gentile Montanari,
    il testo che lei cita è del decreto legge (caducato). Quello vigente, è il testo della legge di conversione, che le riporto e dove potrà trovare la parola “abrogazione”.

    “Art. 5. (Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione
    di nuovi impianti nucleari). – 1. Al fine di acquisire ulteriori
    evidenze scientifiche, mediante il supporto dell’Agenzia per la
    sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare,
    tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle
    decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea, non si
    procede alla definizione e attuazione del programma di
    localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale
    di impianti di produzione di energia elettrica nucleare.

    è chiaro ora?

  53. CLAUDIO DI CROCE

    Mi sembra una perdita di tempo analizzare col ragionamento questi referendum : a parte quello sul nucleare che nasce anche dalla paura oltre che dall’ignoranza, gli altri servono solo a dare una spallata a Berlusconi e il 90% delle persone che vanno a votare hanno in testa solo quello.

  54. Dal giornalino dell’Ordine degli Ingegneri della Liguria:
    Costo tipico degli impianti di generazione elettrica (valori riferiti a impianti in grado di generare in un anno 1 GW di energia elettrica):
    turbogas: 1 G€
    impianto a carbone: 2 G€
    reattore nucleare: 3 G€
    Parco eolico: 6 G€
    tetti fotovoltaici: 60 G€
    nb Giga (il simbolo G) è un prefisso del sistema di unità SI ed esprime il fattore 10elevato alla 9, cioè 1 000 000 000, ovvero un miliardo…..

  55. io medesimo

    Facendo un calcolo statistico casareccio, in questo blog ci dovrebbero essere almeno un 95% di commenti pro nucleare….
    Ergo ne deduco che questo blog non è imparziale…..
    oscarino a Ballarò hai fatto una figuraccia di c….a!!! bravo continua cosi …
    mmm!!!

  56. io medesimo

    pardon …
    il calcolo statistico casareccio era riferito all’assenza di commenti anti nucleare… lapsus dovuto alla felicità per come sono andati i referendum…

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