20
Mag
2011

Seggiolini e Peltzman effect

Dacché ha compiuto una settimana di vita, ogni giorno Nicolò va a fare una passeggiata nel parco, comodamente sdraiato nella sua carrozzina. Per una volta lo stato non ha ritenuto di immischiarsi negli affari di Nicolò. Così i suoi genitori hanno potuto liberamente scegliere la carrozzina che hanno ritenuto più confortevole, più sicura, più graziosa. A Nicolò è sembrato di respirare, insieme con gli odori primaverili del parco, anche il profumo della libertà.

Ma questo odore inebriante non è durato a lungo. Perché a Nicolò è venuto in mente che gli piacerebbe fare qualche gita in auto. Pensava che i suoi genitori avrebbero potuto liberamente, così come avevano fatto per la carrozzina, selezionare il seggiolino più adatto ai suoi bisogni. Neanche a dirlo: lo stato ritiene di dover dire la sua, non solo affermando che il seggiolino è obbligatoria, ma anche omologando i seggiolini che a suo avviso sono adatti allo scopo. Nicolò ha subito osservato come ciò produca l’effetto di tenere alto il prezzo dei seggiolini, e di rendere tutti i prezzi simili: cosa c’è di meglio per i venditori di avere uno stato che impone di acquistare i loro prodotti?

Ma c’è un altro effetto di cui Nicolò si è accorto, dopo uno scambio di esperienze con i suoi fratelli (di parecchi lustri più grandi di lui). Quando i fratelli hanno cominciato ad andare in auto, ancora la legge sui seggiolini obbligatori non c’era; e loro gli hanno raccontato che il babbo alla guida era molto prudente. Ora Nicolò ha notato che il babbo conduce l’auto piuttosto sportivamente. Non sarà un effetto perverso legato all’obbligo del seggiolino? Non sarà che norme come quella sul seggiolino, sulle cinture obbligatorie e simili finiscono per accrescere il numero di incidenti, generando una illusione di sicurezza?

Nicolò ha pensato di avere avuto un’idea brillante e originale; presto ha scoperto che l’idea era sì brillante, ma non originale, Ci era già arrivato un  signore che si chiama Sam Peltzman, il quale ha osservato come spesso la regolamentazione induca comportamenti che producono effetti opposti a quelli che si intendono perseguire:

da un lato, spesso la norma introdotta induce cambiamenti del comportamento di segno opposto rispetto all’intento della norma stessa; dall’altro, in assenza di regolamentazione, il progresso spesso produce automaticamente lo stesso tipo di benefici perseguiti dal regolatore, sebbene in modo più lento e silenzioso.

Oh perbacco – ha pensato Nicolò (ma potrà un infante invocare liberamente Bacco o per non indisporre le autorità costituite dovrà attendere di compiere la maggiore età?), interessante questo Peltzman; ed è corso a leggere il suo paper pubblicato dall’ Istituto Bruno Leoni.

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22 Responses

  1. Il bimbo non deve disperare. Prima o poi lo stato imporrà una regolamentazione riguardante le caratteristiche delle carrozzine, con tanto di navigatore satellitare collegato ad un centro raccolta dati per far si che i genitori siano obbligati a tot ore di passeggiate settimanali, pena l’intervento dei servizi sociali.

    Tutto questo, naturalmente, per tutelare l’interesse generale!

  2. Mauro Ongaro

    Il mio relatore di laurea, persona prudente e responsabile, qualche anno fà ha avuto un incidente durante una gita domenicale.
    Il figlio da allora è in stato vegetetivo, se avesse avuto il seggiolino sarebbe una persona normale.
    Liberalismo si, far west no!.

    Mauro

  3. Silvio Boccalatte

    @Mauro Ongaro
    Egr. Sig. Ongaro, il fatto che Lei ha narrato è un dramma, però ciò che ne vuole dedurre è profondamente inaccettabile.

    Sedici anni fa una mia vicina di casa (vabbé: una persona che lavorava a 600 metri in linea d’aria da me) è stata uccisa perché il suo cranio è stato fracassato da un soprammobile. Dobbiamo vietare i soprammobili? Le persone uccise con il coltello non si contano: dobbiamo vietare i coltelli?
    Il figlio di una mia cliente ha avuto un ritorno di fiamma ed è stato gravemente ustionato usando l’alcool per accendere un falò: dobbiamo vietare l’uso dell’alcool? Dobbiamo istituire un authority per vigilare sull’uso dei soprammobili, dei coltelli e dell’alcool? Dobbiamo imporre ad ogni cittadino di denunciare i vicini che usino impropriamente soprammobili, coltelli e alcool?

    E poi, mi perdoni: io sono contrario all’obbligo dell’uso della cintura, ma la uso assolutamente sempre; io sono contrario all’obbligo di uso del casco, ma se andassi in moto lo userei assolutamente. I seggiolini esistevano anche prima dell’obbligo e a prescindere dall’obbligo: usarli sarebbe una buona abitudine di prudenza. Il liberismo/liberalismo è responsabilità personale.
    Cordialità.

  4. l’effetto Peltzman si può contrastare con il buon senso. E’ meglio continuare ed essere cauti con le cinture di sicurezza ed un’auto più sicura che essere cauti in un contesto insicuro.
    Ma, sempre sull’ effetto Peltzman, vedrà tra qualche anno quando la scuola provvederà alla distribuzione dei condom! Qui sarà importante davvero il “buon senso” dato dall’educazione.

  5. Stefano2

    Il fatto che il seggiolino non sia obbligatorio non implica che chi vuole non lo possa mettere, per cui alla fine sarebbe solo una questione di scelte individuali. Non parliamo di far west, essere liberi vuol dire decidere per sé, non imporre le proprie decisioni ad altri.

  6. Roberto 51

    Caro Nicolò,
    mi chiamo Martino e sono un bambino piccolo come te.
    Sono d’accordo con te, questa del seggiolino per bambini è un sopruso e ne ho parlato con mamma e papà.
    Siamo arrivati a concludere che hai ragione, liberiamo i bambini dal seggiolino, che è pure scomodo; con qualche piccola condizione che ti elenco:
    1 – Devono essere tutti d’accordo, la mamma, il papà, il bambino, i fratellini e i nonni.
    2 – In caso di incidente, con conseguenze sul bambino, lo Stato, il terribile Leviatano, se ne lava le mani e i genitori si fanno carico di tutte le spese: ambulanza, cure mediche, esami, assistenza, pensioni.
    3 – Vien fatto divieto ai genitori che hanno fatto questa scelta di lamentarsi di quanto accaduto, in qualsivoglia forma.

    PS
    Il primo libro che papà mi sta leggendo è di un certo Tommaso Hobbes, devo preoccuparmi?

  7. Andrea Chiari

    Può darsi che ci sia in giro un eccesso di regolamentazione ma voglio ricordare ai genitori di Nicolò che TUTTA la loro automobile è regolamentata, dai pneumatici al sistema frenante, alle luci, alle emissioni. Certo, questo limita la mia libertà di dipingere di azzurro, chessò, le frecce indicatrici o di fare muovere il mio mezzo con un
    economico motore a carbonella. Nel caso del seggiolino, se non ci fosse
    questa regolamentazione si troverebbero in vendita (ma temo che ci siano
    ugualmente) seggiolini made in Cina che al primo urto spiaccicano il bimbo contro il lunotto. Capisco che la vita si fa piuttosto complicata ma se si vuole
    combattere gli eccessi normativi consiglio di cercare esempi migliori,
    lasciando da parte il piccolo testimonial. Ne segnalo uno: la licenza di
    pesca nella mia regione implica il possesso di una tessera di riconoscimento
    valida sei anni (con tanto di sportello comunale che la rilascia, foto,
    timbri, versamento alle poste ecc come fosse un passaporto) oltre che dei
    versamenti annuali. Inoltre, in montagna, ci vuole un libretto (rilasciato
    da un comune montano e io abito in cità!) su cui indicare le catture
    giornaliere, fatte dove, di che tipo ecc ecc. In molti paesi, e spero in
    qualche regione italiana, la licenza si compra nel negozio di pesca in tagli
    di durata diversa, senza burocrazia.

  8. stefano tagliavini

    @Roberto 51
    Intervento perfetto da incorniciare. nessun obbligo per alcuno ma se poi non si osservano le più elementari norme di sicurezza ciascuno di noi si arrangia.

  9. diana

    E’ uno scherzo, vero? (di dubbio gusto, a mio parere)
    Il sig. Peltzam evidentemente non ha mai parlato con qualche operatore di ambulanza o di pronto soccorso che possa spiegare il prima/dopo cinture di sicurezza o casco e, soprattutto, non ha mai letto qualcosa sull’argomento – se proprio voleva elogiare il liberismo, poteva scegliere un argomento più adatto (i condom che si forano o sono troppo piccoli, per esempio 😉 ).

    Consiglio una visita al blog di Maurizio Caprino (‘strade sicure’, Sole24Ore): vi sono diversi post sull’argomento – compresi quelli che descrivono lo sbigottimento degli stranieri quando si accorgono che i nostri taxi non sono dotati di tali strumenti di tortura per anti-liberisti…

    @ Roberto51: probabilmente nel paese di Peltzmann è così. Ma lo giustificheranno in questo modo: se tu costruttore fai un seggiolino non adeguato, e causi morte/invalidità al mio bambino, i miei avvocati ti spolperanno vivo – ecco che il mercato si è regolato… sempre che il costruttore nel frattempo non dichiari fallimento e sparisca alle Cayman lasciando i dipendenti senza lavoro, senza assicurazione e senza fondo pensione.

  10. Andrea

    Non ci citi Peltzman, piuttosto ci illumini sulle statistiche sugli effetti degli incidenti stradali prima e dopo l’introduzione dell’obbligo delle cinture di sicurezza.

  11. umbe

    Sempre più interessante questo blog. Utile a separare i sudditi liberisti dai cittadini liberisti.

  12. Andrea Chiari

    Segnalo l’esperimento, di cui ricordo i termini ma non il paese (credo nel nord Europa), di un centro storico in cui avevano tolto tutta la segnaletica e avevano arredato le strade con pavé, fioriere, insomma un decoro quasi da parco. Gli automobilisti immediatamente hanno assunto comportamenti prudenti e civili. Ma sì, esperimenti di questo tipo si possono fare ma rifuggiamo dall’ideologismo e cerchiamo di segnalare casi concreti.

  13. Lepierre

    Non guardiamo la pagliuzza nell’occhio quando c’è una trave dentro: i MAGGIORENNI (capaci di intendere e volere nonchè liberi di fare quel che vogliono della loro vita) devono utilizzare una cintura di sicurezza per viaggiare in auto. Questo è a dir poco PAZZESCo, pensate che io metto la cintura e poi me ne vado a fare un’arrampicata libera senza corde e senza infrangere alcuna legge. Questo non è strano?

  14. Andrea Chiari

    Le cinture di sicurezza sarebbero dunque una pazzia secondo i nostri liberisti all’amatriciana. E’ il delirio dei neoconvertiti, delle minoranze autoreferenziali destinate a rimanere tali, il trionfo del sillogismo ideologico. Mi diverto a scoprire una setta che non conoscevo!

  15. Giovanni Bonometti

    E’ bene non fare confusione. L’argomento di Peltzman non riguarda la “libertà” di mettersi o meno la cintura – né altri temi variamente evocati in questa serie di commenti (per esempio, il costo degli incidenti più gravi a carico del servizio). L’effetto Peltzman (http://en.wikipedia.org/wiki/Peltzman_effect) riguarda la risposta in termini di presa dei rischi, a livello individuale, alle regolamentazioni che dovrebbero aumentare per tutti il livello di sicurezza. La tesi è che la maggiore rischiosità dei comportamenti individuali, indotta dalla sensazione di essere “più sicuri” generata dalla norma, va a controbilanciare i benefici della stessa. Se comprendo bene, Peltzman non dice certo che la cintura, nel caso di incidenti molto gravi, non “salvi la vita”: dice che la sensazione di essere sicuri, che viene dall’obbligo di avere la cintura di sicurezza addosso, porta molti a guidare in modo meno avveduto, con il risultato di un aumento degli incidenti lievi. Quindi, semplificando, la cintura “aiuta” chi fa un incidente grave, ma induce molti a comportarsi in un modo che fa aumentare gli incidenti piccoli. Non si tratta di una visione ideologica: si tratta di una generalizzazione, elaborata da Peltzman sulla base di ricerche empiriche sull’introduzione dell’obbligo di indossare la cintura, negli Stati Uniti. Siccome è una tesi controversa, ci sono stati tentativi di smentirla, anche se il più delle volte non sono riusciti, ma sempre sulla base di dati. Cosa sia “giusto” che lo Stato imponga, c’entra poco con l’effetto Peltzman – che invece va tenuto presente per chiedersi “come” è meglio perseguire un certo fine ritenuto socialmente commendevole (diminuire gli incidenti sulle strade).

  16. Sinceramente mi pare una questione assurda.

    Intanto, non si capisce secondo quale medievale principio i genitori abbiano totale disponibilità della vita e della salute dei propri figli (questo, en passant, è uno dei limiti del pensiero libertario duro e puro).

    Ma anche parlando del maggiorenne e del casco in moto, quella del “sua responsabilità, e ne paga le conseguenze” ha secondo me poco senso.
    Intanto per l’irrisorietà del vulnus alla libertà personale dato dall’obbligo di casco (o di cintura) rispetto alle decine o centinaia di vite salvate ogni anno.
    E poi perchè la visione “individualistica” è semplicistica. Immaginiamo una società in cui la sanità sia totalmente privatizzata, e una persona diventi invalida totale dopo un incidente in moto (senza casco). Delle due l’una: o era assicurato, e la spesa assistenziale andrà a ricadere sui premi assicurativi di tutti, o non lo era (o lo era ma l’assicurazione non paga il premio perchè non aveva il casco o per altri motivi), e la spesa ricadrà sulla famiglia e sulla carità privata (che comunque non ha risorse infinite). In qualsiasi caso, la sua invalidità sarà un danno incommensurabile nei confronti di soggetti terzi (a meno che non sia un eremita privo di famiglia): i genitori, o peggio, i figli se ci sono.
    Siccome è un dato di fatto che prima nessuno metteva il casco, e con l’aumento dell’enforcement di tale obbligo e della repressione della sua disattesa la gente lo mette, penso di poter convivere con questo piccolo paternalismo dello stato italiano, molto meno grave di tanti altri e decisamente cost-effective.

    Poi la teoria sulla “illusione di sicurezza” senza uno straccio di dato che mi dica che da quando ci sono i seggiolini i genitori fanno più incidenti è solo chiacchera da bar. Mi ricorda le argomentazioni contro i vaccini per il papillomavirus, che incentiverebbero le adolescenti ad attività sessuale promiscua.

  17. Andrea Chiari

    Può darsi che l’effetto Peltzman in certi casi funzioni (io stesso ho
    portato un esempio), ma quello che a me interessa non è il discettare elegantemente se la teoria sia valida o no e in quali casi. Mi ha incuriosito l’uso ideologico e generalizzato che se ne fa a spropositissimo, citando seggiolini, cinture o chessoio, aggiungiamoci caschi, dispositivi di protezione individuale nei cantieri ecc ecc. Un tempo c’era un ideologismo di sinistra che portava ad affermazioni ridicole (ne
    conservo un nutrito florilegio per le bicchierate tra vecchi compagni, per
    la serie quanto eravamo scemi). Poi, per fortuna, questo ideologismo è
    (quasi) scomparso. Anche a destra permane in ristrettissime fascie estreme.
    Finalmente, mi son detto: ora siamo liberi di confronarci sui fatti, sulle
    riforme, badando ai risultati e non alle coerenze ideologiche. E invece vado
    scoprendo, con divertita meraviglia, che esiste una ideologia superliberista
    che fa il pari con le nostre cazzate di trent’anni fa. Non me l’aspettavo,
    tutto qui.

  18. diana

    @ Andrea Chiari: credo che l’esperimento consistitesse essenzialmente nel togliere semafori e segnali di stop e nel mostrare che i guidatori se l’erano cavata senza causare incidenti di sorta.
    All’epoca ero andata su una mappa a vedere la cittadina in questione (Bohmte), e avevo notato che un qualsiasi quartiere di una media città italiana contava più strade -e veicoli- del paesino portato a esempio…

  19. Andrea Chiari

    Bisogna sempre andare a vedere e più che enunciare “leggi” universali varrebbe la pena di citare singoli casi evitando grottesche analogie. Comunque segnalo agli insofferenti alle regole che in Italia abbiamo un eccezionale luogo di sperimentazione della teoria di Peltzman: Napoli.

  20. morfeo

    Io non capisco come si possa ritenere un attenatato alla mia liberta’ personale lo stato che mi impone di usare casco, cinture o seggiolini…ma poi sostenere (giustamente secondo me!) che un referend sul nucleare e’ dannoso e che lo stato non dovrebbe chiede il permesso ai cittadini per impostare la politica energetica.
    Chiariamo, sono totalmente d’accordo sulla liberta’ dello stato di impostare grandi opere ed investimenti senza farsi condizionare dalla sindrome nimby, ma quindi? E’ giusto che mi imponga una centrale nucleare o un inceneritore davanti casa ma non di indossare una cintura in auto?

  21. MASSIMO

    IO NON SO CHI FOSSE PELTZMAN , MA HO SEMPRE PENSATO CHE LE ECCESSIVE REGOLE ADDORMENTINO I RIFLESSI DELLE PERSONE E LE RENDANO INCAPACI DI REAGIRE ALLE IMPOSIZIONI DEL COSIDDETTO POTERE. DI QUI’ A ESSERE FACILMENTE” ADDOMESTICATE” IL PASSO E’ BREVE.

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