Niente liberalizzazioni, ma invece un altro patentino…

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Nonostante la molta e spesso inutile retorica spesa a favore della necessità di aprire spazi all’iniziativa privata (anche modificando la Costituzione, se necessario), il nostro apparato politico-burocratico continua a procedere sulla vecchia strada, moltiplicando norme, gruppi privilegiati, obblighi di vario genere.

L’ultima “trovata” consiste nel pretendere che chiunque voglia installare semplici router disponga di un apposito patentino. Il ministero dello Sviluppo economico ha infatti avviato una consultazione sul tema e la bozza del decreto ministeriale che è già disponibile on line ha fin da ora suscitato molte – e più che legittime – reazioni negative. Nel sito www.ilsoftware.it Michele Nasi ha ripreso la questione in un pezzo intitolato “Tecnico obbligatorio per l’installazione di un router?” (lo si trova anche altrove: ad esempio, nel sito 01net.trade, qui).

Come già detto, nel sito del ministero è possibile consultare la bozza, che è lì ad attendere critiche e osservazioni. È bene allora che quanti sono del settore, ma in realtà chiunque abbia a cuore un’Italia con meno lacci e lacciuoli, faccia sapere in tutti i modi al ministero che non è proprio in questo modo che si apre la strada allo sviluppo dell’economia. Seguitando con simili misure si intralcia solo chi vuole lavorare, senza proteggere in nessuna maniera il consumatore, che anzi finirà per pagare in prima persona gli oneri conseguenti a tale normativa e le restrizioni alla concorrenza che ne deriveranno.

(Ringrazio l’amico Giancarlo Gervasoni che mi ha segnalato la cosa.)

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