8
Feb
2011

Ordine pubblico e libertà individuali. Una ricetta europea

Siete rumorosi, tendenzialmente violenti e anche un po’ integralisti (e soprattutto, non avete nessun argomento dalla vostra)? Nessun problema, anzi, bravi! Bis!

Per ora è solo una proposta, ma, se dovesse essere approvata, costituirebbe un precedente dagli esiti tanto imprevedibili quanto pericolosi: in sostanza, nella lista di ragioni che permetterebbero agli stati membri dell’Unione Europea di vietare sul proprio territorio la coltivazione di varietà geneticamente modificate, sarebbero incluse ragioni di ordine publico o la necessità di venire incontro a preoccupazioni di ordine religioso o filosofico nei confronti degli OGM.

Capito bene? Ripeto: ordine pubblico, precetti religiosi o filosofici. Sembra che gli esperti giuridici della Commissione stiano lavorando alacremente per rendere la proposta inattaccabile giuridicamente da parte delle imprese biotech, degli agricoltori o dei partners commerciali del WTO, e non è davvero un lavoro semplice riuscire a inserire la norma in un contesto normativo in cui tali ragioni non appaiano sproporzionate e discriminatorie.

Secondo la legislazione in vigore, gli stati membri possono invocare l’applicazione di una clausola di salvaguardia nei confronti di una varietà OGM ammessa sul catalogo comune europeo solo presentando evidenze scientifiche che ne dimostrino la nocività per la salute umana o per l’ambiente. Anche se finora nessuno è mai riuscito a presentare evidenze del genere, il fatto che sulla richiesta di applicazione della clausola di salvaguardia ci debba essere un voto della commissione (che dovrebbe in teoria, ma solo in teoria, prendere atto del parere scientifico dell’EFSA) ha finora creato una situazione di stallo.

In sostanza, da quando gli OGM ammessi in Europa sono due, e non più uno, è sempre più difficile per gli Stati che ne vogliono impedire la coltivazione trovare giustificazioni scientifiche, benché destituite di fondamento, che interessino entrambe le varietà (una di mais, una di patata per uso non alimentare), mentre i paesi che puntano sugli OGM (prima fra tutti la Spagna) non sono più disposti a tollerare i continui ritardi e le continue dilazioni che hanno portato l’Europa ad essere l’unico continente in cui si possono coltivare, con molte difficoltà, solo due OGM, a fronte delle centinaia che vengono coltivate in sicurezza e con successo in tutto il mondo.

Di qui il tentativo di sbloccare la situazione deresponsabilizzando l’Europa e lasciando agli Stati membri la libertà di vietare o permettere gli OGM sul loro territorio, anche in base alle suddette giustificazioni. Straordinario. Oggi sono gli OGM, domani potrebbe essere il consumo di carne di maiale (o di carne tout court), dopodomani, chissà, potremmo uscire dalla sfera alimentare e passare a quella intellettuale, invocando la “clausola di salvaguardia” per quei libri o quelle opinioni che possono offendere la sensibilità di qualcuno o scatenare la reazione violenta di qualcun altro.

Credete che nell’Europa che manda alla sbarra Geert Wilders sarebbe un esito tanto fantascientifico? (dovrebbero rifletterci quelli che “vabbè, ma alla fin fine, checcefrega degli OGM”).

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26 Responses

  1. Andrea Chiari

    In sostanza: gli OGM sono vietati perchè turberebbero i sonni di chi non li
    vuole. A parte l’illiberalità del provvedimento e l’enormità del pericolo (a
    proposito: che ne dite dellipotesi già ventilata da qualcuno di vietare la
    carne di cavallo per “motivi etici e animalisti”?) si tratta, nella
    sostanza, di una battaglia suicida. Gli OGM saranno una grande risorsa per
    il futuro. Se li vietiamo in Europa perdiamo la filiera della ricerca e ci
    consegnamo mani e piedi alle multinazionali e ai loro copyright e –
    domani – ai Cinesi. Certo, come tutte le tecnologie anche gli OGM possono
    produrre mostri. Ma questa è la situazione esistenziale dell’uomo moderno:
    non esistono più tecnologie innocenti, abbiamo poteri enormi nelle nostre
    mani che possono essere usati per il bene e per il male, ogni volta dovremo
    esercitare il raziocinio e la responsabilità. Del resto, come è noto, il
    nostro grano duro deriva da un procedimento degli anni sessanta quando
    abbaimo bombardato con raggi gamma spighe di grano causando migliaia di
    variazioni genetiche casuali, selezionando poi, fra queste, quella che ci
    interessava perchè più produttiva. Ora ditemi qual’è la differenza
    filosofica tra tirare sassate a caso fino a che un colpo casuale rompa il
    lampinone e tirare una sassata mirata? Oppure tra selezionare, per centinaia
    di anni, il porco più grasso e inserire nel suo DNA un gene selezionato per
    far prima. Qui non c’entra destra e sinistra. Io sono di sinistra ma vedo,
    su questo problema, semplicemente dei reazionari. Certo, ci sono anche i
    reazionari di sinistra. Con costoro dichiaro solennemente di non avere nulla
    a che fare. E neppure con gli opportunisti che titillano il politicamente
    conformista. Così va a afinire che la battaglia culturale per rappresentare
    la sinistra la vincono i comunisti con la variante aggiornata e
    affabulatoria del fascinoso sputacchione Vendola. Non mi fido neppure di
    Veltroni che congiunge la mani ispirato come Santa Teresa e alza gli occhi
    al cielo, invoca Pasolini, l’Africa, il ritorno all’austerità di Berlinguer,
    l’anticonsumismo, i non-luoghi ecc ecc. Che IDdio protegga i supermercati.

  2. stefano

    … e siamo ancor qui a discutere sull’Europa Unita?
    Ma andiamocene, che l’Italia, con tutti i suoi difetti, è 1000 volte meglio che questo moloch burocratico-bancario.

  3. pietro

    @stefano
    Forse il sig STefano non ha capito che il provvedimento in questione dà maggiore autonomia ai singoli governi, quindi la sua oservazione è irrilevante nello specifico.
    Serve ai talebani retrogradi come il Sig Zaia che così possono proibire la libera inziativa dei coltivatori in base a preoccupazioni di ordine “religioso e filosofico”.

  4. mario

    Complimenti a chi ha solo certezze sugli Ogm. Complimenti a chi non si pone problemi. Complimenti a chi definisce reazionario a chi ha un’idea diversa. Solo gli stupidi (e gli illiberali) non dubitano.
    Provate a vangare un orto e a seminare e solo allora capirete che mangiare è un atto agricolo che determina in misura considerevole il modo in cui si usa il mondo. Lo diceva già Wendelle Berry negli anni Settanta.

  5. Giordano Masini

    mario :

    Provate a vangare un orto e a seminare

    Caro Mario, il sottoscritto parla di questi argomenti anche perché semina (diettamente) ogni anno circa 50 ettari di terreno.

  6. Riccardo

    Concordo nel dire che la proposta in oggetto è illiberale, ma nel merito penso sempre ai danni del fumo delle sigarette, ai danni dell’amianto, a tanti troppo altri danni che la collettività deve ora pagare per non temere il rischio che la cosa possa ripetersi con gli ogm dove il rischio potenziale è molto troppo più alto dei vantaggi che ne possono derivare

  7. Mauro

    mario :
    Solo gli stupidi (e gli illiberali) non dubitano.

    Solo gli stupidi, gli illiberali e gli integralisti. Ma il punto è: fino a quando è permesso il dubbio?
    Tutti siamo destinati a morte certa, occorre però poter agire invece di aspettare indefinitivamente la certezza di una innocuità. Purtroppo si può avere certezza di fatti, non di non-fatti: non si può provare una assenza di danni, si può solo provare (a volte) la correlazione con una presenza di danni. In assenza di danni, fino a quando occorre aspettare?
    E’ tutto il principio della ragionevole precauzione che è fallace. Va invece costruito un sistema di test che evidenzi possibili problemi portando al limite le situazioni sperimentali; se poi problemi correlabili non si verificano, allora si rilascia il prodotto, avendo consapevolezza che, ogni tanto, comunque si verificheranno danni, ma anche che il bilancio globale, rispetto all’assenza di azione, è comunque positivo.

  8. Riccardo

    A mio parere il discorso OGM è un discorso molto simile al nucleare, esce dalla norma dei prodotti di consumo così come considerati normalmente. I problemi che possono derivare dai prodotti OGM sono tanti e di tale portata che il principio di ragionevole precauzione mantiene la sua validità.
    Siamo poi così sicuri che i vantaggi che ne possono derivare non possano essere ottenuti anche in altro modo?
    In parole povere a me non sembra assolutamente che il mondo in generale soffra di carenza alimentare perchè non si produce abbastanza, ma solo perchè si produce male ed in modo distorto, e si distribuisce in modo ugualmente distorto.

  9. Giordano Masini

    Riccardo :
    A mio parere il discorso OGM è un discorso molto simile al nucleare, esce dalla norma dei prodotti di consumo così come considerati normalmente. I problemi che possono derivare dai prodotti OGM sono tanti e di tale portata che il principio di ragionevole precauzione mantiene la sua validità.

    Potrebbe farci qualche esempio dei problemi (tanti e di tale portata) che possono derivare dall’impiego di OGM? Ho la sensazione, e l’analogia con il nucleare mi sembra abbastanza azzeccata, che per quanto riguarda gli OGM ci sia un atteggiamento preconcetto che è più che altro il frutto di campagne terroristiche finalizzate a sucitare emozioni piuttosto che alla comprensione delle cose: una malintesa contrapposizione “naturale-artificiale”, che dal punto di vista scientifico non ha nessun fondamento, l’idea di “contaminazione”, i continui riferimenti a mostri mutanti e roba del genere. Quando si hanno delle paure irrazionali non si ha voglia di approfondire, si preferisce scappare. E’ un atteggiamento del tutto naturale e comprensibile.

    Per quanto riguarda poi il “principio di precauzione”, in base al quale si potrebbe vietare tutto, credo che vada sostituito da una sorta di principio di “responsabilità”, che vuol dire che oltre a esaminare le possibili conseguenze dell’uso di una determinata tecnologia, dovremmo esaminare anche le possibili conseguenze del “non uso” della medesima tecnologia: in questo caso una tecnologia che riduce l’impatto ambientale dell’agricoltura, aumenta, benché indirettamente, le rese ed economizza le risorse (economiche e naturali) necessarie a produrre cibo. Io ci penserei.

  10. Andrea Chiari

    “Complimenti a chi ha solo certezze sugli Ogm” dice Mario. E aggiunge “Solo gli stupidi (e gli illiberali) non dubitano”. Il vantaggio di questi blog di qualità è che si trovano pareri intelligenti e di buon senso. Non ci si poteva esprimere meglio.
    Sono proprio degli imbecilli quelli “che hanno certezza” che gli OGM fanno male e devono essere vietati (anche la ricerca, la sperimentazione ecc ecc). Invece, proprio perchè non ci sono certezze, gli OGM vanno valutati caso per caso. Ovviamente questo comporta libertà di ricerca, una valutazione equilibrata e una conseguente eventuale commercializzazione se il prodotto è valido. Evviva Mario il liberale!

  11. Riccardo

    mi si chiede un esempio dei gravi danni possibili derivanti dagi ogm:propongo questa lettura dalla rivista Valori di dicembre 2010, pagine 49-51, articolo di Gunter Pauli.
    “In Cina, Vietnam…. i contadini mettono gamberetti o addirittura carpe nelle risaie che mangiano le microalghe ricche di betacarotene, assicurando questa preziosa sostanza nella catena alimentare, in modo che la popolazione ne abbia a sufficienza..
    Questo metodo di coltivazione non è efficiente in termini di produttività…ma genera più sostanze nutritive, provvedendo alla sicurezza alimentare e anche garantendo le difese necessarie contro le malattie moderne come la cecità….
    Il nostro moderno metodo di coltivazione del riso (a base di riso OGM, mia nota), focalizzato sulla massimizzazione della produzione, elimina il betacarotene..dalla catena alimentare …riduciamo la produzione naturale di tutti i fondamentali aminoacidi e micro sostanze nutritive che il riso da solo non può fornire.
    Il Golden rice non risolve alcun problema oltre alla cecità, ma alimenta un modello agricolo insostenibile, sia sul fronte della produzione (esaurisce la fertilità…) che su quello del consumo (producendo cibo sbagliato)”

  12. Riccardo

    aggiungo una mia nota personale: chi avrebbe mai potuto pensare il valore dei danni derivanti dal fumo delle sigarette, dall’uso dell’amianto, dall’uso del DDT?
    E questi esempi non riguardano la produzione alimentare, vale a dire l’elemento fondamentale per l’esistenza della vita.
    Un problema derivante dall’uso di OGM nella produzione alimentare che costo potrebbe avere?

  13. Andrea Chiari

    A parte la cecità (i ciechi ringraziano della svelta citazione) si conferma che l’OGM non è una tecnologia che risolve ogni cosa. Va utilizzata con criterio. Se non c’è il betacarotene, mettiamocelo dentro. Il fatto è che se gli OGM restano monopolio delle multinazionali il modello di agricoltura sarà quello delle multinazionali, che lo applicano già adesso anche dove non ci sono gli OGM. Non esistono tecnologie che sostituiscono i modelli economici e sociali, li integrano e interagiscono con essi, nel bene e nel male. In sintesi: se vediamo gli OGM come un male assoluto e li vietiamo (anzi: vietiamo perfino la ricerca) il futuro sarà nelle mani di chi del betacarotene se ne fotte.

  14. Giordano Masini

    @Riccardo. Sta confondendo due piani che dovrebbero rimanere distinti: uno riguarda l’uso di OGM, l’altro riguarda il passaggio da un’agricoltura orientata all’autoconsumo e la sussistenza ad una orientata al mercato e al profitto, processo che è in atto (fortunatamente, a mio avviso) a prescindere dagli OGM. Esattamente quello che è successo dalle nostre parti nel dopoguerra, quando le produzioni di cereali, grazie al progresso tecnologico (meccanizzazione, fertilizzazioni, fitofarmaci) sono aumentate in maniera esponenziale (un ettaro di terra, ad esempio, è passato a produrre da 10 a 70 quintali di grano, all’incirca).

    Quello che voglio dire è che gli OGM non c’entrano nulla con i gamberetti e la carpe nelle risaie, perché anche senza OGM gli agricoltori di quelle zone tenderebbero ad un modello di agricoltura (e di vita) che può probabilmente fare a meno di espedienti come le carpe nelle risaie: ovvero, se la produzione non fornisce solo sussistenza, ma anche reddito all’agricoltore, probabilmente la sua qualità di vita migliora, migliora la sua alimentazione (il denaro frutto del suo lavoro gli permetterà una dieta più varia – ricordiamo cosa significava nell’Italia settentrionale un’alimentazione basata esclusivamente sul mais: pellagra e gozzo).

    Pensare di impedire alle popolazioni dei paesi in via di sviluppo di accedere a tecnologie e modalità produttive che consentirebbero loro di raggiungere il nostro livello di benessere è frutto di una mentalità paternalistica e, chiedo scusa, razzista almeno quanto il mito del buon selvaggio. Senza contare che, a occhio e croce, i gamberetti si troverebbero molto più a loro agio con gli OGM che con un uso intensivo dei fitofarmaci e con i trattori che fanno su e giù nelle risaie. Vietiamo l’uso dei trattori?

    Il fatto che gli OGM esauriscano la fertilità è falso come un biglietto da tre euro. Se l’autore dell’articolo si riferisce alla presunta sterilità dei semi Ogm, è molto male informato: non sono gli OGM ad essere sterili, sono gli ibridi ad esserlo (anzi, più che sterili, perdono le loro caratteristiche di produttività e resistenza dopo la prima riproduzione) Alcuni OGM sono ibridi, altri no. Alcune varietà convenzionali non OGM sono ibride, altre no. Sull’ultima frase “producendo cibo sbagliato” non mi soffermo, dato che denuncia tutto il bagaglio ideologico dell’estensore del testo: che significa “cibo sbagliato”? Sbagliato per chi? E in base che cosa ciò che è sbagliato per qualcuno dovrebbe essere sbagliato per tutti?

    Riguardo alla sua ultima nota, Riccardo, sono io a porle di nuovo una domanda: in base a cosa una varietà il cui patrimonio genetico è stato modificato mediante la tecnica del DNA ricombinante (quello che chiamiamo un OGM) dovrebbe essere intrinsecamente più pericolosa di altre varietà il cui DNA è stato modificato mediante altre tecnologie? E’ pacifico, almeno spero, che nulla di ciò che coltiviamo esiste in natura, neanche il riso da lei citato come esempio, ma è frutto di manipolazioni genetiche ottenute dall’uomo nel corso di millenni attraverso tecniche tutt’altro che “naturali”, dagli incroci tra specie diverse che hanno generato cereali come il farro millenni fa, fino all’irraggiamento con radiazioni che ha generato, per approssimazioni successive, le varietà di grano duro oggi più coltivate in Italia.

    Provi a digitare su google la parola “teosinte”: le appariranno molte immagini di quella che è considerata la varietà selvatica da cui ha avuto origine il mais. Faccia un confronto tra una spiga di teosinte ed una di mais: credo che sarà abbastanza evidente che gli OGM incidono sul patrimonio genetico del mais molto meno di ciò che ha permesso di trasformare la teosinte selvatica in mais, 7000 anni fa (http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Dal_teosinte_al_mais/1285446)

  15. Daniele

    Capisco le perplessita’ sulle’stremismo spinto della proposta…ma organizzare manifestazioni, anche violente nel caso come in Italia l'”altra camapana” proprio nn vuol sentire, per protestare contro una cosa che si ritiene dannosa per la salute e’ legittimo…
    Le liberta’ individuali finiscono dove inizia l’interesse collettivo per la salute, il lavoro e i diritti civili.
    La liberizzazione totale e’ una distorsione che sta provocando danni incalcolabili.
    D’altra parte lo Stato si comporta ben diversamente con altri reati a danno della collettivita’.
    L’autore dell’articolo, che dice di coltivare 50 ettari l’anno, nn si rende conto di determinate responsabilita’ che questo comporta. Ed e’ proprio questa distorsione del neo-liberismo sfrenato che induce a ragionamenti di questo genere.
    Se il tuo campo e’ nocivo nn solo per le tue coltivazioni, ma anche per quelle che hanno scelto un’agricoltura tradizionale, allora nn hai il diritto di infestare i miei raccolti.
    La liberta’ individuale nn puo’ implicare la limitazione del diritto collettivo alla salute.
    Sarebbe come ammettere che se io vendo cibo avvelenato nn sono responsabile solo perche’ c’e’ un consumatore ignaro o consapevole che accetta di mangiarlo, o sarebbe come dire che posso inquinare l’ambiente perche’ devo difendere il mio business privato. E siccome e’ privato il pubblico nn puo’ interferire.
    Se un popolo nn vuole gli OGM perche’ li ritiene dannosi, ha diritto di mettere in campo qualsiasi misura necessaria.
    Nonostante la proposta di legge sembra eccessiva ed estremista anche a me, devo dire che questa ostentata dichiarazione di diritti privati da parte dell’autore dell’articolo e’ ancora piu’ aberrante e distruttiva della stessa liberta’ individuale che egli presume sia lesa con questa proposta di legge!

  16. Giordano Masini

    Daniele :

    Se il tuo campo e’ nocivo nn solo per le tue coltivazioni, ma anche per quelle che hanno scelto un’agricoltura tradizionale, allora nn hai il diritto di infestare i miei raccolti.

    Portare qualche dato che dimostri la fondatezza delle proprie affermazioni è così difficile?
    Si parla di responsabilità con una certa superficialità, quantomeno ignorando le conseguenze che potrebbero derivare dal non impiegare una tecnologia comprovatamente sicura: ripeto, di fronte a una domanda globale di cibo in aumento, cercare di produrre di più è un atteggiamento responsabile.

  17. Daniele

    Di dati ce ne sono parecchi, dal miele contaminato nei campi vicini (Corte di giustizia Europea, caso Karl Heinz Bablock contro Freeistaat Bayern) ai 250.000 agricoltori indiani sull’orlo del suicidio….
    Che questa tecnologia sia sicura nn e’ assolutamente dimostrato come vuoi far credere (tranne che dai resoconti di Monsanto, ma e’ come chiedere all’oste com’e’ il vino).
    Moltissime ricerche delle Universita’ di Manchester, Massachussets e via discorrendo dimostrano invece la mancanza di valori nutrizionali nelle culture OGM, i possibili legami con alcune malattie derivate dalla malnutrizione e la dipendenza degli agricoltori e dei loro campi dalle multinazionali, come e’ stato dimostrato negli USA, dove gli agricoltori sono ad oggi dipendenti sottopagati di queste corporation.
    La domanda globale di cibo nn ha nulla a che vedere con gli OGM, ma con le scelte che vengono fatte in campo ambientale, dalla produzione di biocarburanti a qualla del mangime per il bestiame, dalla speculazione borsistica dei generi alimentari alla cementificazione indiscriminata e inutile, passando dal trasporto da paesi lontani di prodotti che potrebbero essere coltivati localmente.
    Il problema sarebbe risolvibile con un’alimentazione corretta, che nn includa valori proteici della carne rossa al di sopra delle soglie consigliate, con una giusta valutazione della “reale natura e valore del denaro” e un cambiamento etico dell’economia esponenziale.
    La balla della sovrapopolazione e’ stat smentita da una vita…2 miliardi a morirsi di fame e 1 miliardo di individui obesi.
    Per tutto il resto basta guardare i dati sanitari relativi la popolazione statunitense, che si nutre ormai da tanti anni di OGM. Una popolazione che nn sa mangiare, al 50% obesa, sofferente di problemi cardiaci e cancro.
    Come vedi, si fa presto a parlare di “superficialita’”, ma la situazione e’ molto piu’ complessa e riguarda moltissimi campi.
    Siccome so gia’ dove andrai a parare, e nn mi mostrerai alcuna prova scientifica di questa “sicurezza” degli OGM che tu dichiari, evito di commentare ulteriormente, tanto sarebbe uno scontro tra pro e contro OGM, ognuno di noi ha dati sufficienti e ricerche scientifiche alla mano per ragionare autonomamente e decidere.
    Dimmi solo dove e’ il tuo campo e quali aziende rifornisci, in modo che io sia libero di nn acquistare quei prodotti.
    Almeno il diritto a sapere se i prodotti contengono OGM o no ce lo dovete concedere.

  18. Giordano Masini

    Finora ho cercato di rispondere con calma, ma le stupidaggini vanno trattate come tali.
    1) Caso Karl Heinz Bablok contro Freeistaat Bayern: che è successo? E’ morta un ape? E’ mutato il codice genetico delle api? Qualcuno si è nutrito con quel miele e si è ammalato? Stiamo cercando prove che gli OGM facciano male ho ho sbagliato canale?
    2) 250.000 agricoltori indiani sull’orlo del suicidio. La storia secondo la quale gli agricoltori indiani falliscono perché non possono pagare le royalties alle multinazionali è una leggenda metropolitana buona per gli allocchi: L’India non riconosce il valore legale dei brevetti. In India non si pagano royalties.
    3) “Il problema sarebbe risolvibile con un’alimentazione corretta, che nn includa valori proteici della carne rossa al di sopra delle soglie consigliate, con una giusta valutazione della “reale natura e valore del denaro” e un cambiamento etico dell’economia esponenziale”. Il socialismo e il fascismo li abbiamo già sperimentati, con le loro soluzioni buone per tutti. Passiamo oltre, please.
    4) “so gia’ dove andrai a parare, e nn mi mostrerai alcuna prova scientifica di questa “sicurezza” degli OGM che tu dichiari”. In genere funziona diversamente: è l’accusa che dove portare qualche prova a carico, e qui stiamo ancora aspettando. Per cominciare posso citarle il consensus document sottoscritto dalle società scientifiche italiane (non da Monsanto) http://www.sitox.org/docs/sitox_consensus_ogm_2006.pdf

    Le svelo qualcosa che dovrebbero sapere anche i bambini: la serietà di una ricerca scientifica non è data da chi la produce, ma da ciò che contiene. Il fatto che una ricerca sia stata fatta da Monsanto o da Greenpeace non significa nulla possono essere entrambe ben fatte o entrambe farlocche. E la scienza ha riconosciuto da tempo un sistema, l’unico possibile, per valutare la serietà degli studi e delle ricerche: la pubblicazione su riviste peer review (ovvero, se non lo sapesse, sottoposte alla valutazione dei pari, cioè i cui risultati vengono riprodotti e sottoposti a revisione da altri scienziati). le mi potrà linkare dozzine di articoli spazzatura dove starà scritto che gli OGM causano l’impotenza, fanno cadere i capelli o aprono voragini nel terreno. Non ne troverà uno sottoposto a peer review.

    Per quanto riguarda l’ubicazione dei miei terreni, sono nel comune di Proceno, in provincia di Viterbo, distinti al catasto ai fogli 11, 20, 21 e 40 (evito di citare le particelle perché sarebbe un elenco troppo lungo, e per non togliere a lei e ai suoi amici il gusto della ricerca quando deciderete di devastare i miei raccolti – o la frase “se un popolo nn vuole gli OGM perche’ li ritiene dannosi, ha diritto di mettere in campo qualsiasi misura necessaria” la devo interpretare in altro modo?). Comunque la tranquillizzo, se dovessi decidere di cominciare a seminare OGM (finora non l’ho fatto, è vietato) non lo farei di nascosto.

  19. Riccardo

    Cito:
    “… in base a cosa una varietà il cui patrimonio genetico è stato modificato mediante la tecnica del DNA ricombinante (quello che chiamiamo un OGM) dovrebbe essere intrinsecamente più pericolosa di altre varietà il cui DNA è stato modificato mediante altre tecnologie? E’ pacifico, almeno spero, che nulla di ciò che coltiviamo esiste in natura, neanche il riso da lei citato come esempio, ma è frutto di manipolazioni genetiche ottenute dall’uomo nel corso di millenni attraverso tecniche tutt’altro che “naturali”, dagli incroci tra specie diverse che hanno generato cereali come il farro millenni fa, fino all’irraggiamento con radiazioni che ha generato, per approssimazioni successive, le varietà di grano duro oggi più coltivate in Italia…..”
    A me logicamente (solo logicamente) pare molto diverso utilizzare la natura, incrociando i semi od utilizzando le radiazioni (che esistono in natura), dall’operare modificando direttamente l’essenza più intima della vita, il DNA, frutto di milioni,miliardi di anni di tentativi e selezioni naturali.
    Sarò arretrato, ma la penso così.

  20. Riccardo

    Cito:
    “Quello che voglio dire è che gli OGM non c’entrano nulla con i gamberetti e la carpe nelle risaie, perché anche senza OGM gli agricoltori di quelle zone tenderebbero ad un modello di agricoltura (e di vita) che può probabilmente fare a meno di espedienti come le carpe nelle risaie: ovvero, se la produzione non fornisce solo sussistenza, ma anche reddito all’agricoltore, probabilmente la sua qualità di vita migliora, migliora la sua alimentazione (il denaro frutto del suo lavoro gli permetterà una dieta più varia – ricordiamo cosa significava nell’Italia settentrionale un’alimentazione basata esclusivamente sul mais: pellagra e gozzo).”
    La completa lettura dell’articolo da me riassunto segnalava l’impoverimento della catena alimentare e della biodiversità che avviene nella fase di passaggio da cultura tradizionale a cultura OGM (per questo è scritto”cibo sbagliato”), una cosa che secondo me ha l’equivalenza di un inquinamento della zona in cui avviene l’introduzione di queste colture.
    Finisco con il dire che l’autore dell’articolo sostiene di non essere contrario a priori agli OGM, ma di non aver mai visto un caso in cui l’utilizzo di OGM portasse a vantaggi maggiori nel complesso (per gli agricoltori, per l’ambiente) rispetto all’utilizzo di culture più tradizionali.

  21. Andrea Chiari

    L’inquinamento da veleni delle risaie e dei campi italiani non è avvenuto certo per gli OGM, ma è inutile fare discorsi razionali contro un certo ambientalismo che ha connotati di tipo religioso o identitatario. Gli OGM sono una tecnica che ha una potenzialità enorme. Se ci priviamo della possibilità di studiarla, sperimentarla e applicarla in modo creativo e attento la lasceremo in mano alle multinazionali e ai cinesi che delle nostre lamentazioni e degli scupoli snob di Slow Food se ne fottono. Ci invaderanno con i loro prodotti e i loro modelli colturali (e culturali). Mi ricordo una giovinetta invasata alla TV che sbraitava che i pomodori OGM fatti per la lunga conservazione (e magari anche quadrati per confezionarli meglio) non avevano alcun sapore. La sciocchina! In quel caso i geni prescelti dalla multinazionale erano quelli, appunto, che favorivano certe qualità a discapito di altre che non interessavano. Chi impedisce a un ricercatore nostrano di fare invece pomodori OGM saporosissimi e pieni di sane vitamine? Offriamo alla nostra ricerca e ai nostri imprenditori la possibilità di utilizzare tecniche genetiche raffinate capaci di rafforzare, e migliorare sul mercato, le nostre tradizioni. Rinunciare alla scienza è una tentazione suicida.

  22. Daniele

    Le manipolazioni naturali sono una cosa, quelle genetiche da laboratorio un’altra, non puoi paragonarle, il giochetto dell’accusa che porta le prove e’ finito molto tempo fa, con tutte le balle su amianto sicuro per decenni e compagnia bella, l’elenco e’ troppo lungo e non te lo faccio.
    Di api ne sono morte qualche milione e alcuni pesticidi responsabili collegati sono stati vietati non certo da me ma dalle eutotita’ competenti.
    Comunque ho capito che a te non interessano questi discorsi.
    Per quanto riguarda il “bruciare il tuo campo” mi sembrava di esser stato chiaro.
    Volevo solo il diritto di sapere cosa avrei mangiato dal tuo campo.
    Bastava che mi dicevi per quale azienda coltivavi, mica il lotto e la via…basta dire coltivo a viterbo a vendo a macerata per tizio.
    Comunque la mia e la tua sono 2 posizioni inconciliabili, quindi vincera’ la maggioranza, tranquillo che non mi vedrai con la torcia in mano davanti casa tua, e nemmeno qui a ribadire le mie opinioni, perderemmo tempo entrambi.

  23. Roberto 51

    In questa faccenda degli OGM c’è una sola cosa veramente illiberale: il produttore può produrre e vendere un prodotto contenete OGM mentre il consumatore non può sapere se quello che compra è OGM o meno.
    Questa è un’asimmetria che non ha niente di libero o di liberale ma indica solo che chi è più forte e ha più mezzi può fare quello che vuole mentre la parte più debole non ha neanche il diritto di saperlo.
    Mi preoccupano poi i ragionamenti del tipo “non ci sono prove che questo sia nocivo”, che andrebbero completati con un “fino ad ora e a quanto se ne sa”.
    Ancora tutti così tranquilli e sicuri?

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