2
Feb
2011

Il bestiario delle tasse e l’avvelenata fiscale

“Le tasse sono come la droga, ne paghi una e alla fine non smetti più. Ti sembra sempre più bello, fino a che muori”. Il copy è di Antonio Albanese, ma a riderci sopra si finisce con l’amaro in bocca. Da una parte c’è il fiorire rigoglioso delle proposte di imposta patrimoniale hanno clamorosamente confermato una solida tradizione: la sinistra politica e intellettuale, accademica e mediatica, pensa che il problema del’Italia si risolva con più tasse, addirittura con una bella potata straordinaria di 20 o 30 punti di Pil dalle tasche degli italiani e dei proprietari di case. Dall’altra, però, c’è la presa per i fondelli di 16 anni passati solo a parlarne, di energico abbattimento di spesa e imposte. La spesa è cresciuta,la pressione fiscale pure. Vedremo che cosa ci riserva la svolta liberalizzatrice annunciata per venerdì al Consiglio dei ministri. Ma lo sappiamo tutti benissimo, che per Tremonti non si può e forse non si deve, abbassare spesa e tasse come per noi è giusto e possibile – basta leggere un terzo dei post di questo blog per averne dimostrazione. E allora dico io leggete questo meraviglioso documento, e ditemi se non siete d’accordo sulla proposta che lancerò in trasmissione venerdì mattina: distribuirlo in tutte le scuole, volantinarlo fuori le fabbriche ai cambi turno, regalarlo nelle corsie degli ospedali e a chi è in fila agli uffici postali, affiggerlo nelle bacheche dele università, ingrandirlo e tappezzarci le mura perimetrali di ogni ufficio pubblico a cominciare dalle sedi dell’Agenzia delle entrate e di quella macchina del terrore chiamata aulicamene Equitalia. E soprattutto: violare con un elicotero noleggiato lo spazio aereo proibito sopra Camera e Senato e palazzo Chigi, e lanciare tonnellate di queste apparentemente inoffensive 24 cartelle foglio per foglio, ciascuna delle quali anche da sola fa rivoltare l’anima a chiunque  ne abbia ancora una e mantenga un senso di dignità e libertà, nei confront di questa follia divoratrice di risorse appellata Stato italiano.

Leggetele, le cento tasse del bestiario italiano. La tassa sulle fogne, la tassa sulle botole, la tassa sui gradini, la tassa sui disoccupati, la tassa sulle paludi, la tassa sulle tasse, la tassa sull’ombra, la tassa su matrimoni come sui defunti, tumli e incinerazioni, la doppia tassa sul televisore come sulla musica,  la tassa sull’aria e la raffica di tasse sull’energia come sull’auto, sul tubo come sui lampioni, sui tralicci come sulle gru, sugli ascensori come su ballatoi. Leggetele tutte di fila, non tirate il fiato. Fate salire gradualmente l’indignazione – ma quella vera, perché questo è sangue cavato dalle nostre vene, non dalle tasche di Berlusconi per pagare la sua tribù festante – e coltivatevela come una ferita devastante che vi lacera gli atrii cardiaci. Siate capaci di produrre tutta la bile che è necessaria, di fronte a uno Stato che a fronte di questa vergogna lancia campagne settimanali contro gli italiani che non pagherebbero le tasse, e che spaccia l’aumento del contestato da parte della Guardia di Finanza come aumento netto dell’evasione al 46%, facendo perdere la parola a chiunque abbia anche un’elementare nozione di inferenze statistiche inappropriate e truffaldine, ma non all’intera stampa italiana che allo Stato  ladro e illusionista gli va naturalmente dietro e se la beve, la sua pozione di veleno che puntualmene rinferocisce gli italiani tra lavoratori dipendenti e tutti gli altri presiunti evasori, col risultato che lo Stato divide i suoi schiavi e se ne fa beffe.

So quel che alcuni mi diranno.   Che Tremonti va comunque elogiato, perché se oggi Fitch dice che ildebito pubblico italiano forse vedrà un upgrading del suo rating è merito del fatto che ha tenuto botta a opposizione e colleghi, e ha contenuto il deficit. Sono d’accordo, l’ho scritto sempre. Chi lo nega, viva viva e meno male.

Ma parliamoci chiaro. Per noi convinti che spesa a tasse si possono e si debbono tagliare, per noi persuasi che come lo hanno fatto tedeschi e inglesi anche noi a maggior ragione visto il pes che abamo slle salle e a crescita ridicola da 15 annia questa parte, per noi minoritari antistatalisti un centrodestra che in 16 anni ha atto il contrario è un osaclo ancor peggiore dela sinistra tassaiola. perchè la sinistra in questo va combattuta per quel che ha fatto, ma la destra ci leva credibilità di fronte alla gente, ai lavoratori e agli imprenditori,  per quel che non ha fatto.

Lo so benissimo  che la condizione di agibilità politica è quella che è. So bene anche che Tremonti la riforma fiscale l’ha avviata, aprendo quattro tavoli tecnici. Bilancio e patrimonio pubblico, guidato da Piero Giarda. L’economia in nero, guidato dal presidente dell’Istat Enrico Govannini. L’erosione fiscale, con Vieri Ceriani di Bankitalia. E i problemi che il fisco esercita sull’evoluzione sociale e demografica deprimendo il privato sociale, con Mauro Marè. Acquisire dati, confrontare pareri, sentire tutti gli attori sociali. Questo pensa Tremonti, con l’idea di tirarne le fila tra fine 2011 e inizio 2012, una volta acquisito l’ampio arco temporale di inizio della transizione al federalismo, che dal 2014 andrà al 2019 secondo i decreti al voto in Parlamento.

Ma per chi la pensa come me, questo è un arco temporale troppo esteso.  E troppo viziato dal consociativismo, che come vedete ha appesantito  decreti sul federalismo fiscale fino a renderli un pachiderma che molto difficilmente  abbatte spesa e tasse.

I pazzi come me credono che una riforma decisa di spesa e tasse si possa e si debba fare in pochi mesi, sia pure poi attuata in un orizzonte temporale di anni. Perché non è vero, che non sappiamo quel che bisogna fare. Lo abbiamo scritto mille volte come, con tetti alla spesa e alle tasse in Costituzione, alla tedesca, un patto chiaro con i contribuenti perché a fianco dell’emersione da una sola bassa aliquota ci sia estensione della base imponibile per salvaguardare i saldi, basta con la barbarie dell’inversione dell’onere della prova nel contenzioso, basta con Equitalia che prende subito per sè e no ripaga quel che ha preso impropriamente, e basta con tutte queste cento schifezze a conminciare dall’Irap che pesa per 28 miliardi da sola.  Ci aggiungo che, personalmente, per rendere credibile l’impegno, da politico accetterei che due terzi del compenso e degli emolumenti – anch’essi da tagliare selvaggiamente, a una media europea e non da satrapìa – fosse riscuotibile solo a riforma realizzata, altrimenti ciccia e calci in culo.

Nei prossimi giorni vedremo.  Per carità, ben venga la riforma dell’articolo 41 e 118 della Costituzione, un po’ di meno Irap al Sud pagato coi Fas, e speriamo che il governo ritocchi e confermi la legge Ronchi per le gare di evidenza pubblica nelle utilities locali, e ci risparmi così  i demagogici referendum della sinistra contro l’inesistente – purtroppo – privatizzazione dell’acqua.  Se ci sarà di più, lo risconoscerò felice.

Ma bisogna che chi la pensa come noi lo dica e lo gridi, che abbiamo il fegato a pezzi e il cuore affogato nella bile. Il tempo che manca non è quello della legislatura, di cui a dire il vero m’importa poco. E’ quello dei mercati e della concorrenza su di essi per dare un  futuro ai nostri, anzi ai vostri figli, cari miei. Abbiamo perso 16 anni. E vivaviva viva Confesercenti, che ha curato il bestiario fiscale che mi ha rifatto sentire pulsare il sangue della libertà alle tempie.

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77 Responses

  1. Daouda

    Parlano di patrimoniali camuffate.

    Che dire sull’I.V.A. che è chiaramente una tassa sul reddito?

    Sti infami…attendiamo con ansia Amato, Visco e compagnia.

  2. spaziamente

    Caro Giannini hai ragione, ragione e ancora ragione…Ma purtroppo nulla cambierà, lo sai meglio di me: ci mangeremo una bella patrimoniale, continueremo ad essere schiavi e, se nella migliore/peggiore delle ipotesi qualcuno cominciasse ad andare per strada con i “forconi ed i bastoni”, finirebbe all’italiana: una bella macelleria messicana di Guareschiana memoria e tutto come prima, (la storia d’Italia credo insegni).

  3. Fabrizio Manso

    Cara Giannino, se non le dispiace, le faccio compagnia nel club dei pazzi che credono possibile una riforma decisa della spesa, nel club di chi ha il fegato a pezzi e il cuore che annega nella bile.
    La prego di insistere più che può con questa battaglia; il nostro manicomio nonè così vuoto come crede, gli manca solo qualcuno che lo rappresenti. Speriamo.

  4. D’accordo, Oscar, d’accordo: come sarebbe possibile non esserlo, se non foderandosi gli occhi del proverbiale prosciutto, quello velenosamente statalista?
    E sì, assolutamente sì, bisogna sia combattere questi approcci ideologici che rimarcare le menzogne che ci vengono propinate. Con la rabbia e la perseveranza di cui siamo capaci.

    Un particolare, della tua appassionata disamina, vorrei porre sotto la luce dei riflettori. Queste le parole:

    “uno Stato che a fronte di questa vergogna lancia campagne settimanali contro gli italiani che non pagherebbero le tasse, e che spaccia l’aumento del contestato da parte della Guardia di Finanza come aumento netto dell’evasione al 46%, facendo perdere la parola a chiunque abbia anche un’elementare nozione di inferenze statistiche inappropriate e truffaldine, ma non all’intera stampa italiana che allo Stato  ladro e illusionista gli va naturalmente dietro e se la beve, la sua pozione di veleno che puntualmene rinferocisce gli italiani tra lavoratori dipendenti e tutti gli altri presiunti evasori, col risultato che lo Stato divide i suoi schiavi e se ne fa beffe.”

    Questa truffaldina informazione di regime, da sempre, costituisce per me una spina nel fianco. Ogni volta che un quotidiano – od un telegiornale – si presta a simili operazioni di propaganda, ad esempio spacciando il richiesto dagli organismi di controllo per l’incassato al termine dell’iter – giocando sulla furbata del termine “accertamento” – oppure ogni volta che un operatore dell’informazione riprende ed amplifica numeri sparati alla “membrum canis” da fonti ufficiali, suggerendo od anche solo lasciando intendere che i problemi magicamente si dissolverebbero con un’efficace lotta all’evasione fiscale – sempre quella degli altri, s’intende … – mi coglie un rabbioso raptus omicida …..

  5. M.

    Grazie Dott.Giannino,
    essendo io uno schiavo iscritto alla gestione separata da oramai dieci anni, sono sempre più terrorizzato, HO PAURA!!!!! Quando ho cominciato la mia avventura lavorativa, facendo il lavoro che più amavo, per cui ho studiato una vita acquisendo più titoli accademici e corsi di perfezionamento che se mettiamo insieme tutti quelli della metà dei parlamentari rimangono comunque indietro…volevo essere un uomo libero, invece mi sento come un topo in gabbia, schiavo di questi vecchi bavosi, senza pietà, senza vergogna, senza umanità, senza empatia verso il prossimo, mostri extraterrestri; rapinatori in nome dello stato, ma lo stato non sono più i cittadini onesti, lo stato sono solo loro, parassiti infernali.
    Intanto scarichiamo questo documento, facciamolo girare via e-mail, stampiamolo e facciamolo girare il più possibile, cerchiamo di fare bollire la bile anche ad altre persone anche se aimè….
    credo che questi abominevoli esseri abbiano messo così bene appunto la macchina dell’oppressione che noi cittadini onesti non riusciremo a uscirne vivi, probabilmente ci rimarranno due sole alternative, stare qui sputare sangue e piangere, magari farsi portare via la casa per una multa non pagata perché ritenuta ingiusta quindi finire in strada, a chiedere l’elemosina in una ricca località di villeggiatura, di quelle che si possono permettere solo loro, i ricchi di stato, quelli che fanno i nababbi con il nostro sangue, con il frutto del nostro lavoro, semplicemente non producendo come un buon imprenditore ma rapinando con i mezzi che autonomamente si sono dati.
    Oppure…potremmo essere egoisti e chi riesce prima che sia troppo tardi, scappare andare via da questa vergogna, andare all’estero dove il mondo è un pochino più civile.

    Vorrei condividere con questo blog una cosa che mi dice sempre un mio amico senegalese:
    lui è un eccezionale professionista con una cultura e una sensibilità fuori misura, si è sposato con una donna italiana e hanno deciso di creare la loro famiglia quì in Italia; ogni volta che ci vediamo mi dice sempre questa frase: COME FATE VOI ITALIANI A DIRE CHE NOI AFRICANI VENIAMO DAL TERZO MONDO? NEL TERZO MONDO CI SIETE VOI, IN SENEGAL LO STATO TI AIUTA A VIVERE SENZA ESSERE ASSISTENZIALISTA, QUA’ TI RENDE SCHIAVO E TI RUBA TUTTO, NON E’ POSSIBILE VIVERE LAVORARE QUA’! QUANDO SMETTERETE DI ELARGIRE FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE, NESSUNA IMPRESA STRANIERA VORRA MAI PIU’ VENIRE A INSEDIARSI IN ITALIA. CHE NOSTALGIA CHE HO.

    Questo è quello che pensano di noi nel terzo mondo.

  6. Caro Giannino non riesco a capacitarmi del fatto che moltissimi connazionali non comprendano che chiedere allo Stato di erogare piu’ servizi, di introdurre piu’ regole, di effettuare piu’ controlli, di aumentare i diritti, di ridurre i doveri , in sintesi di occuparsi di tutto e controllare tutto, significa “abnegare alla propria vita, alle proprie liberta’ carnali e spirituali e divenire i mandanti di coloro che sovra-legiferano, sovra-tassano e sovra-affollano gli uffici pubblici per aumentare il proprio potere” ( da “Se Gesu’ fosse Tremonti…” disponibile e commentabile in internet)

    Non capiscono che cosi facendo la SPESA PUBBLICA non puo’ che aumentare e di conseguenza il DEBITO PUBBLICO, a parita’ di pressione fiscale, gia’ troppo alta (ne consegue evasione) e che, cosa altrettanto grave, ridurre la base realmente produttiva del Paese (quelli che definisco “ i controllati”) ed aumentare la quota improduttiva ( “i controllori”) vuol dire togliere al Paese ogni speranza di ripresa economica, oltre che culturale e quindi avviarlo al declino ed alla poverta’?

    Come Lei dice, saremo dei pazzi od una minoranza ma dobbiamo insistere ed io insisto in modo ancor piu’ pazzo invitando i connazionali “RICCHI E POTENTI’ a fare un gesto di fiducia ed a dare un segno di speranza al Paese mediante il versamento spontaneo nelle casse dello Stato di una minima parte della propria ricchezza superflua da destinare alla RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO a fronte di contropartite per la RIDUZIONE DELLA SPESA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ; per i dettagli di questa proposta e per avanzare altre idee vi invito all’ASSEMBLEA proposta nel pamphlet “ Se Gesu’ fosse Tremonti …” sul blog: http://www.segesufossetremonti.blogspot.com
    Date anche una occhiata a “ Dialoghi al caminetto con il Sig. Ennio” sempre in internet.

    Talitha kum – Alzati agnellino

  7. davide sacco

    Caro Giannino,
    l’idea di sorvolare lo spazio aereo con un elicottero tra Camera e Senato lanciando volantini la trovo una genialata che ricorda D’Annunzio sopra i cieli di Vienna del 1918. Mi unisco virtualmente a voi…

  8. mason antonio

    Mi domando: di cosa vi lamentate? Dico lamentate voi italiani percè io che pure sono italiano nato in italia non mi sento tale . Veramente la, confusione l’ inefficienza , il ladrocinio ,lo sperpero,l’arroganza,la malafede, la faziosita’ della pubblica amministrazione italiana mi fanno schifo. Ho due nipoti ma le ho fatte nascere entrambe in austria tanto è lo schifo per questo popolo di cialtroni. E’ dal 1500 che questo popolo meglio dire, massa di servi, è dominata dagli stranieri. Vivo nella zona di Padova esattamente nel reticolato romano.Strade rettiline perfettamente ortogonali a scacchiera , tracciate dai romani 2000 anni fa , una meraviglia ! E dopo i romani ? il nulla !! Strade tutte curve arzigolate senza un progetto senza un quadro d’ insieme, in pratica una confusione totale e questo da 2000 anni . In Italia manca una classe dominante preparata manca un elite scientifico intellettuale che diriga questo gregge.I piu’ svogliati, i piu’ inetti, i meno adatti, in numero circa dieci volte superiore al bisogno, sono nella pubblica amministrazione, o in politica,e fanno danni ,solo guai combinano ovvio.

  9. Daniele Zanoni

    Grazie Giannino per le cose che ha il coraggio di affermare e per le sue idee che, spero, verranno condivise da molti!!!

  10. Roberto Savastano

    @robespierre
    Libertè, Fraternitè ed Egalitè sono proprio alla base del cancro statalista, vampiro e ladro.
    Se si fossero fermati alla sola Libertè, come hanni fatto gli illuministi scozzesi ci saremmo evitati -molto probabilmente- George Sorel in prima battuta e poi i vari movimenti socialisti, nazifascismo compreso. Oggi, se la rivoluzione avesse promossa sola la Libertè, non saremmo così alla canna del gas, avremmo meno disoccupazione, maggiore ricchezza pro-capite ed uno stato decisamente meno invasivo e perciò molto più moderno.

  11. marziano

    due cose mi colpiscono i) ma se ogni ente periferico statale richiede una tassa per tutte le attività che “compie” (si fa per dire) che senso ha pagare le altre tasse, quelle “generali”? ii) sommando tutte le imposta e tasse che ogni anno mediamente ciascun cittadino deve pagare, quale è la vera aliquota fiscale e contributiva? secondo me siamo al 70% del reddito.

  12. Maria Sole

    Dott. Giannino, ho fatto come ha detto Lei, ho letto il documento tutto d’un fiato e… mi è venuta la nausea.
    Noi italiani però meriteremmo un’altra tassa: quella sulla stupidità quando ci rechiamo a votare.Perchè chi ha fatto tutto quanto in suo potere per distruggere l’economia italiana in fondo lo abbiamo votato noi in 40 anni e oltre.
    Che fare? quello che fa Lei, non rassegnarsi MAI!

  13. Alessandro

    Le tasse sulle centrali nucleari inesistenti e la tassa sul divertimento sono da Premio Nobel, manco Toto`avrebbe potuto far di meglio.

    1000 volantini li stampo io!!

  14. Piero

    la differenza tra VampirVisco+Padoa e Silviuccio Tuo non stà nella spesa pubblica… entrambi la aumentano…
    la differenza stà nelle entrate fiscali (non solo aumento tasse ma pure recupero evasione aumentata troppo velocemente)…
    il saldo finale della partita doppia è che Silviuccio Tuo distrugge il Debito Pubblico (e meno male che Tremonti negli ultimi due anno sè trovato paura e lo ha mezzo bloccato minacciando tutti i dì dimissioni) con conseguenze da rischio Default ancor peggiori della Recessione che le Restrizioni Fiscali accelerano…

    about svolta Liberale.. ma dove vivi.. sulla luna.. come pensi che un tizio che è entrato in politica x difendersi “direttamente” un Oligopolio Privato (costruito precedentemente grazie agli aiuti sempre della politica leggasi Craxi) possa davvero pensare alle Liberalizzazioni.. ha persino cancellato quel Poco di buono che fece Bersani da Ministro…

    non posso crederci che tu ci creda x davvero… stai bluffando 🙂

    PS sul VORREI : sul taglio spesa + taglio tasse son daccordo.. ma Rischio Default è tale che Sorry la TEMPISTICA è INDEROGABILE => PRIMA tagli spesa e recuperi evasione.. poi tagli tasse partendo da chi (numeri alla mano) ne paga di più cioè i lavoratori dipendenti col cuneo fiscale…

  15. Alberto M.

    Dott. Giannino, Lei è l’unica voce contro corrente, purtroppo. Spero che noi pochi che condividiamo il suo pensiero non restiamo soli. Il pensare che tutti sanno la cura per tirare fuori dai guai la nostra economia e assistere a questa immobilità mi fa crescere la bile. Ops, sbaglio! quello che fanno è attingere ancora più soldi da chi già paga le tasse con la scusa dell’evasione fiscale. Infatti visto che tutti evadono tutti siamo evasori davanti al fisco, e quando cadiamo nelle loro grinfie il punto diventa non se abbiamo da pagare, ma quanto. Anch’io come gli altri predecessori sono convinto che la riduzione della spesa pubblica sia l’unica strada, ma perchè tutti chiedono a gran voce di abolire le provincie e accorpare i comuni e nessuno si muove in tal senso? Non basterebbe già questo per tagliare la spesa pubblica di diversi punti e in un arco temporale che non andrebbe oltre il decennio? Davvero non esiste un movimento politico di qualche sorta che già è in parlamento e con le idee chiare su questo punto, si batte per dare un effettivo corso a questo progetto? Oppure sono io che vedo le cose in modo distorto? Sono padre di due bambine e pur essendo piccoline ha già in animo di mandarle all’estero a studiare appena possibile. Credo che in Italia, ahi loro, non ci sia un grande futuro.

  16. Sono con lei al 100% e ora di dare una svolta a questo paese prendendo ad esempio la Germania per la riduzione del debito pubblico, la Svizzera per ridisegnare un nuovo sistema fiscale e Singapore per riformare la nostra pessima pubblica amministrazione.

  17. leo

    Gentile Giannino,
    sono 17 anni che sto aspettando la “svolta liberale” e francamente, spiace dirlo, non ci credo più. Aspettavo la riforma della Giustizia, le liberalizzazioni “vere”, la riforma della P.A., la diminuzione delle tasse, mah !. Ho atteso, paziente e ho fatto pazientare, ma davvero, non ci posso cereder più: sono stanco di spot, di video messaggi, degli Enti locali tutti là (e lo saranno ancora), degli Albi professionali… Basta! Sono felice di leggere la Sua forza (speriamo non residuale), ma basta.
    Suo affezzionatissimo ascoltatore ( e lettore ).
    L.

  18. piermario eva

    E poi penso con orrore al federalismo fiscale che, con queste premesse, sarà un costo grande per la transizione e un incremento % che diventerà strutturale. D’altronde é concordato con il Sindaco più indebitato (procapite) d’Italia..

  19. io proporrei una tassa sul goal realizzati nel campionati di calcio italiani, coppa italia.
    “Occorre portare alle estreme conseguenze le contraddizioni intrinseche del sistema”, si diceva ai tempi di quand’ero ragazzo!

  20. Claudio

    Stimato dr. Giannino Lei si che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo perché a differenza della maggior parte dei suoi colleghi non si limita a scrivere fiumi di parole inutili e ripetitive negli anni come l’argomento tasse, ma entra nel dettaglio in maniera comprensibile anche a chi non è addetto ai lavori e quindi rende onore alla vera informazione.
    L’argomento tasse coinvolge e attira l’attenzione perché ci riguarda tutti, però ricordo che lo stesso argomento veniva proposto negli anni 70, anni 80 anni 90 e ora. Sono 40 anni a mia memoria che si parla di tasse di cui troppe, articolate assurde eccetera eccetera e di fatto però nulla accade. Non succede nulla per un motivo molto semplice che qualsiasi ministro dell’economia siede in quel ministero non ha grandi spazi di manovra in quanto deve garantire la spesa pubblica. E’ qui che si nasconde il vero problema, a differenza di tutti noi comuni mortali e aziende che moduliamo la spesa in funzione dei ricavi e/o fatturati, li si modulano le entrate in funzione della spesa, quindi l’esatto contrario. Questo concetto dovrebbe essere ribaltato con un effetto immediato e benefico sui numeri di bilancio.

    Come? È abbastanza semplice.
    Lo stato ha messo assieme negli anni una struttura imponente per gestire e assicurarsi le entrare che vede nella Agenzia delle Entrate la capofila del coordinamento generale con supporti sottostanti anche militari a loro disposizione come GdF ecc. Sarebbe semplicemente funzionale a mio parere replicare questa struttura e creare l’Agenzia delle Uscite che con gli stessi metodi vedi studi di settore per fare un esempio piuttosto che incrocio di informazioni e altro entri nel merito della spesa pubblica nei dettagli come viene fatto nelle entrate.

    Nella case nelle aziende il livello di attenzione maggiore viene dedicato alle voci di ricavo, il proprio lavoro i clienti e altro, lo stato fa l’esatto contrario, stressa e opprime chi produce entrate e tollera e non entra in merito più di quel tanto sulle uscite. Se una azienda o una famiglia agisse nello stesso modo è evidente che inizierebbe il declino e il conseguente fallimento. E’ un passaggio fisiologico, che nella nostra Italia è molto evidente.

    Concludo aggiungendo che l’informazione in Italia non funziona e tutti i canali televisivi principali creano delle arene dove mettono le controparti politiche a litigare tra di loro gettando benzina sul fuoco con sondaggi che lasciano il tempo che trovano. Se non c’è lite, urla e insulti probabilmente uno non viene nemmeno invitato. Questa è totale disinformazione che impedisce in una serata di 2 ore di ascoltare anche solo un concetto e una informazione corretta. Questo è un altro grosso ostacolo che vedo ancora più difficile superare..
    grazie della Sua attenzione

  21. Grande Giannino !
    Ho appena ascoltato la sua trsmissione su Radio24 e ho deciso di sponsorizzarla sul Blog piu’ frequentato dalla tribu’ (in senso tribale) di sinistra, ovvero Piovono Rane di Giglioli.
    Ecco il testo che ho postato su tutti i forum recenti di quel Blog:

    “Cari amici della tribu’ della sinistra, vi consiglio vivamente di ascoltare questa sera alle ore 21 su RADIO24 la replica della trasmissione “Nove in Punto, la versione di Oscar”.

    Si tratta di una puntata mitica del giornalista ed economista liberale Oscar Giannino su fisco, stato e casta politica.

    Se non ce la fate ad ascoltarla stasera, potrete scaricarla in podcast da questo link :

    http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Nove%20in%20punto,%20la%20versione%20di%20Oscar

    Vi consiglio anche di scaricare il documento IL BESTIARIO DEL FISCO dal sito della Confesercenti :

    http://www.confesercenti.it/documenti/allegati/2011bestiariofisco.pdf

    Spero che ascoltando e leggendo tutto cio’, qualcuno di voi possa finalmente liberare il suo cervello dal canto delle sirene dei cosiddetti “Servi dello Stato” che in realta’ sono solo i servi della casta che vi opprime e che in piu’ carpisce anche il vostro consenso.”

    Suggerisco a tutti quelli che sono d’accordo con Oscar di fare altrettanto su tutti i Blog catto-comunisti e statalisti che conoscono.

  22. Grazie Oscar, e mi permetto il “tu” nel senso più nobile della confidenza, quella della gratitudine di sentirsi esprimere per mezzo delle tue posizioni.
    Ma perché lo Stato non si limita nel fare quello che gli compete, correggere semplicemente le distorsioni prodotte dalle imperfezioni del mercato, seguendo il basilare principio dell’economicità nel rapporto costi di compliance e struttura e benefici nell’ottenimento di quei beni pubblici (stabilità, uguaglianza nelle possibilità e non nei risultati, pari dignità degli individui, ecc) dai quali trarre la sua stessa ragion d’esistere. Vedi, so benissimo che le posizioni liberali da te profuse avvolte travalicano, quasi come provocazione, l’esigenza di tener conto di assiomi di base che permettono di avvalorare come realizzabili le posizioni, ad esempio, espresse da Coase nel noto teorema dei costi sociali, o sui confini dell’azione pubblica ben spiegate da Stigler. Ma se non pienamente realizzabili, queste dovrebbero essere elette ad aspirazione, e lo Stato eleggersi a potere responsabile nel definire il proprio ruolo, politico e non economico, nella continua ricerca del difficile trade-off tra libertà, uguaglianza e solidarietà, concetto mutevoli nel tempo, messe al riparo da fenomeni di cattura da parte di lobbie ed esigenze elettorali.
    Sono cose che si insegnano nelle nostre Università, ma perché poi ci se ne dimentica? Perché chi fa “Stato” complica e travalica il suo ruolo? E’ l’individuo, ciascuno di noi, con le sue aspirazioni, i suoi sogni, le sue pene, i suoi progetti, al centro dell’evoluzione e della crescita. Lo stato deve proteggerlo e non umiliarlo, metterlo nelle condizioni di esprimersi e non soffocarlo. Nel mio caso, e credo di essere nella norma, permettermi di fare impresa e considerarmi un socio e mettermi nella posizione di considerare lui stesso come il “mio socio di riferimento”, non un antagonista da cui scappare, che mi impone di fare fatture a fine anno per servizi non fatti (in modo che risulto secondo lui congruo e coerente, a cosa poi?!), che mi fa pagare l’Iva sulle tasse (non leggo più le specifiche della bolletta Enel per questo), che mi fa perdere tanto di quel tempo con delle cartelle, la maggior parte non dovute, ma costretto a pagarle, quando di importo basso, perché non posso passare mattinate intere presso le Agenzie, che per chiedere un verbale ai vigili urbani per un danno subito da una buca stradale mi chiede €30 e 25 giorni di attesa, spese per insegne minuscole …. e credimi…. potrei andare avanti all’infinito, con tanto altro.
    Voglio uno Stato che sia un “MIO SOCIO” e non un mio concorrente, politici che diventino più statisti e meno professionisti…
    Utopico? Sognatore? Idealista? Certo, sono un imprenditore.
    Grazie

  23. Maurizio

    OSCAR, OSCAR che delusione. Mi riferisco alla puntata di ieri 3 febbraio di PORTA A PORTA. Cosi’ preciso, rigoroso, determinato alla radio….. cosi titubante, impaurito, confuso davanti a una purtroppo ( meno che maestrina come la GELMINI ) e il ministro MATTEOLI.

  24. Maurizio

    OSCAR, OSCAR che delusione.
    Mi riferisco alla puntata di ieri 3 febbraio di PORTA A PORTA. Lei di solito cosi’ preciso, rigoroso, determinato alla radio…… contro le TASSE e invece cosi titubante, impaurito, confuso davanti a una purtroppo ( meno che maestrina come la GELMINI ) e il ministro MATTEOLI che avevano appena approvato un AUMENTO delle TASSE per i dipendenti o fruitori di redditi da lavoro !!!! . un po’ di dignita’ . L’ apprezzo comunque

  25. Paolo

    Caro Oscar, io sono diposto a “tassarmi”, e questa volta ne vale la pena, per noleggiare l’elicottero

  26. miha

    Oscar, tu, Ricolfi e Lottieri siete dei grandi.
    Purtroppo anche a destra paiono aver tutti aderito al Pus (partito unico della spesa). Tremonti mi pare addirittura peggio (ormai) di Visco ( e ho detto tutto!).
    Fondate un Moviimento di liberazione dallo Stato di Polizia ( Giudiziaria e fiscale ) che ormai comanda in Italia. Certo però che ad andare contro alla magistratura (ordinaria e fiscale) ormai c’è da aver paura ). Propongo un nuovo nome per la magistratura: VolksGerichthof, e per Equitalia: Gestapo.

  27. Massimiliano

    caro giannino io temo che abbiamo perso, come paese, un’occasione unica: quella dell’attuale crisi per deprimere la nostra economia in un quadro però di rivisitazione del perimetro statale. oscar (considera il mio tu come fosse uno you inglese, quindi rispettoso) chiedo a te esperto: è realmente possibile riformare profondamente uno stato (in senso liberista) senza passare prima da tante lacrime? sono un “culture” di reagan e della thatcher (in particolar modo di sir nigel lawson) e nessuno dei due, salvo che io commetta errori, ha risanato USA e GB senza prima affondare per alcuni anni la loro economia. la signora thatcher addirittura se non avesse avuto il rilancio “patriottico” con le falkland è ragionevole supporre, vista la crisi economica in cui aveva riversato il regno nei prima anni del suo mandato, l’avrebbero cacciata via alle elezioni successive! senza lacrime si può risanare? si possono responsabilizzare dei cittadini (italiani) abituati alle de-responsabilizzazione protetta dallo stato badante senza far piangere qualcuno? non lo so! temo che grandi cose, da noi, non se ne possono cavare… comunque qualcosa è meglio di niente!

    ps: come insegna einaudi la patrimoniale si può sopportare nei casi di guerre, carestie, eventi catastrofici oppure re-definizione del perimetro fiscale… bene per quel che mi riguardo sarei anche disposto a piangere per avere però, poi, uno stato diverso, più libero. non sono disposto a farmi rapinare il patrimonio per non cambiare nulla. le cose gattopardesche non mi piacciono

    con stima (grande)

  28. alberto 46

    ogni volta che qualcuno propone di abbassare le spese tagliando qua e là il parlamento affossa queste leggi…di cosa stiamo parlando? ho smesso di guardare i politici in televisione perchè parlano di cose che non conoscono e peggio sono quelli che dichiarano di essere vicini al “tessuto sociale” …spero che questo tessuto sia una bella sciarpa resistente che si avvolga intorno al loro collo e che stringa..stringaaa .stringaaaaa! dobbiamo decidere di far morire questo stato ma non c’è una testa intellettuale che possa guidare la massa a rivoltarsi davanti a queste cose invece di sbavare morbosamente davanti a RUBY e COGNE!! non serve il nuovo , non serve il liberista,non serve lo strillone delle televendite, non serve superman..serve etica ed interesse x il bene comune( e non nell’ ): noi italiani abbiamo tratto il peggio dal male minore che è la democrazia. 4 anni fa dicevo ai miei amici che la crisi era una grande opportunità per l’Italia di mettersi al passo,di ristrutturarsi,di dare un bel colpo di spugna…dopo 4 anni il nostro governo spera di aggrapparsi al treno degli altri che iniziano a correre nuovamente….che futuro abbiamo!?!?!?! mi viene da piangere…

  29. mike

    Caro Oscar, lei, Luca Ricolfi e Carlo Lottieri siete dei grandi.
    Purtroppo siamo in pochi a pensarla così, e anche i politici della destra, Lega compresa, paiono essersi iscritti in massa al Pus (Partito Unico della Spesa). Anche Tremonti adesso mi sembra addirittura peggio di Visco (e ho detto tutto ).
    Perchè non fondate un Movimento di Liberazione dallo Stato di Polizia (giudiziaria e tributaria) che ormai comanda in Italia? Aderirei subito, anche se penso che andare contro la Magistratura adesso mette paura.
    Propongo un nuovo nome per la Magistratura: VolksGerichtHof, e per Equitalia: Gestapo.
    Tanti saluti, e continui a martellare, perchè nel giusto siamo noi.
    Michele

  30. guido c

    Egregio Dottor Giannino,
    sono anni che La seguo e condivido pienamente le Sue disamine,e’ vero che potremmo diffondere attraverso un capillare volantinaggio le nostre idee ma non tutti capirebbero il loro significato.Secondo me Lei attraverso le ospitalita’ nei vari programmi televisivi dovrebbe portare avanti questo Credo,poi attraverso la diffusione di blog e di facebook cercare di contattare il numero piu’ alto di persone.

  31. Eduardo

    Egr. Dott. Giannino,
    Lei ha perfettamente ragione! Non si può assolutamente dissociare dalle Sue parole. Purtroppo, la sconfortante scena politica presente nel nostro Paese non potrà certo aiutare questo processo di svecchiamento delle coscienze necessario per non finire in un abisso privo di ogni forma di democrazia e di liberalità. Basta prendere come esempio il Suo intervento di ieri sera a “Porta a Porta”. Provare a spiegare la follia di una patrimoniale ad un esponente politico del calibro di Donadi è soltanto tempo perso. Spero che in tanti leggano quotidianamente questo blog per capire che non tutto è ancora perduto.

  32. Egregio Direttore Oscar Giannino,
    siamo degli studenti della classe IV A – TGA dell’Istituto Professionale Statale per i Servizi Commerciali “Nicolò Gallo” di Agrigento e avendo letto il suo interessante articolo “Il bestiario delle tasse e l’avvelenata fiscale” abbiamo pensato di utilizzarlo come premessa al Rapporto Confesercenti 2011 – Balzelli d’Italia – che Lei ci ha invogliato a fare circolare nelle scuole. Dal momento che il nostro Istituto è sensibile a queste tematiche, il Gruppo dei “Volontari Lotta Evasione Fiscale”, di cui facciamo parte, si è incaricato della divulgazione di questo efficacissimo Rapporto che costituirà oggetto di un imminente seminario di studio. Volevamo informarLa della nostra iniziativa e nell’augurarLe buon lavoro, voglia gradire i nostri più cordiali saluti da parte nostra e dal docente di Economia Aziendale Prof. Carmelo Principato che ci ha coordinati.
    Firmato: gli alunni della IVA, Prof. Carmelo Principato.

  33. Corrado

    Oscar for President! Scherzi a parte Oscar con le tue semplici e lucide analisi (che tutti possono capire – ti ascolto quasi sempre su radio24) rendi chiare le idee su ciò, che va fatto! Perché non creiamo dei club dove si possa discutere di tutto questo?? Io sarei addirittura per un Oscar Giannino Fans’ CLub!
    CIao
    COrrado

  34. giuseppe

    Egregio Dott. Giannino,
    lei ha pienamente ragione in tutto. questa mattina sono riuscito a sentire la sua trasmissione.. mi creda, condivido pienamente tutto quello che dice.
    ho 41 anni e da elettore di destra mi vergogno di confermare le sue idee. abbiamo perso 16 anni, convinti di aver trovato il salvatore della patria. purtroppo, la nostra cultura di tipo cattolico, ci “spinge” a cercare sempre una guida, predisposta al traino.
    E’ ora di fare squadra ed allargare i nostri orizzonti.
    grazie di tutto e buon lavoro

  35. paolo

    Egregio dotto. Giannino,
    Sono d’accordo su tutto, sono purtroppo anche della stessa idea di Eduardo, il Donati di fronte alla suaesposizione di matematica elementare, ieri sera sembrava un autentico minus abens.
    Ho maturato comunque il sospetto che le cifre dell’evasione fiscale siano gonfiate ad arte per giustificare da una parte l’incapacità di gestire le ampie risorse disponibili e dall’altra perpetuare lo stato di polizia in cui stiamo vivendo.
    Altro che Robin Hood, qui siamo nelle mani dello sceriffo di Nottingham.

  36. Franco

    Sono veramente scoraggiato. Sono trent’anni che mi arrabbio per le tasse. Ho sempre lavorato ed ora mi trovo con una pensione che non mi fa morire di fame, ma non mi fa davvero scialare. Ho fatto anni di sacrifici e rinunce per farmi una casa senza avere nulla dallo stato ma pagando per qualunque cosa mi davano (luce, acqua, ecc.): a quale titolo dovevo pagare l’ICI? Dicono che è stato un errore toglierla. Era una tassa sulla libera facoltà di scegliere: se io avessi evitato le rinunce ed avessi usato i risparmi per vacanze, auto di lusso, ecc. ora potrei reclamare un aiuto per pagare il mio affitto e starei al riparo da ogni possibilità di imposte varie. Giannino, parlando di debito dello stato, e in particolare di pensioni, ma a quale titolo una persona sana che arriva alla tenera età di 60 o 65 anni e non ha mai lavorato ha diritto ad una pensione.
    Facciamolo ministro dell’economia in modo che ci possa insegnare come vivere per tanti lustri senza lavorare! E colete pure un commento! Caro Giannino, purtroppo (non immagina quanto mi ferisca doverlo dire) siamo italiani e non tedeschi. A proposito di italiani, e in particolare di siciliani, a visto che bel capolavoro di signorilità e perspicacia il comportamento del sig Lombardo con IKEA. E abbiamo ancora il coraggio di meravigliarci se gli stranieri non investono in Italia? Ma mi meraviglio che quelli che ci sono non siano ancora scappati!

  37. Mauri Milano

    Bisogna creare un movimento con un’idea rivoluzionario…

    Io un ideuzza l’avrei…

    Togliere tutte le tasse, bolli bollini, iva,irpef ecc.ecc. e farne UNA SOLA per il momento al che ne so’ 30% da pagare SUBITO appena si acquista qualcosa una specie di super iva UNICA CHE PUO’ SOLO CALARE E DEVE CALARE NEL TEMPO scritto nella costituzione.
    A questo eliminiamo il contante et voila, non servono piu’ una grandissima fetta di parassiti tipo commercialisti,finanza,equitalia, burocrati di ogni ordine e grado.

    Se il problema e (ed e’ il VERO problema) fargli fare un finto lavoro per dargli uno stipendio, si lasciano a casa per 5 anni in mobilita a 500 euro al mese e gia’ da qui’ ne verrebbe un risparmio enorme di infrastutture che non bisogna piu’ scaldare/raffreddare corrente gas mense ecc ecc.

    Vivremmo tutti meglio ma loro perderebbero potere!

  38. Giovanni Cincinnato

    Ho letto il rapporto sul “Bestiario Tasse”, vi ho trovato alcune cose che già conoscevo, altre che ignoravo. Comunque basterebbe dire che gli Italiani pagano lo stesso livello di tasse degli Svedesi per capire in che situazione ridicola ci troviamo: Avete mai visto che c’è in Svezia? Al confronto sembriamo l’Angola.

    Credo che necessitiamo URGENTEMENTE un super-federalismo becero, quanto meno per far “saltare il banco”, perché se la situazione non peggiora del tutto dubito che si faranno cambiamenti.

  39. pone

    @mason antonio
    Il fatto è che ogni popolo ha il governo che si merita (o, se si preferisce, il governo è solo lo specchio del paese). In questo blog vi sono delle degnissime persone, ma, ahimè, siete (siamo, sono) una sparuta minoranza. La maggioranza si accontenta di guardare le cosce delle ballerine alla tv.

  40. stefano

    @Maurizio
    In effetti Oscar ha deluso anche me.
    Pensa un po’, se ne va bel bello in TV e alla radio a difendere anche i nostri interessi mentre noi ce ne stiamo comodamente seduti in salotto a guardarlo quando non reagisce alle parole di Donadi sulla lotta all’evasione!
    Giannino è un vero vigliacco, mica come me che non muovo un dito e non ci metto la faccia.
    Armiamoci e facciamolo partire, perbacco!
    Purtroppo credo sia difficile mettere troppa carne al fuoco. E se sei ospite mica puoi metterti a pontificare su tutti i pendagli ornitologici (palle) che propalano i nostri cari rappresentanti.
    Ripropongo la marcia dei 40’000.
    Forza, mancano solo altri 39’997 coraggiosi che si beccheranno l’appellativo di “evasori fiscali” sul TG.

  41. Sergio BG

    Caro Oscar siamo tutti, ma proprio tutti con Te !!! insisti ti prego e l’idea di comunicare mediante volantinaggio nei posti lavoro, Fabbriche, Uffici, Banche ecc. E’ una forma di comunicazione semplice ma Visto che Non abbiamo una forma di comunicazione ed uno spazio come quello dei vari Santoro e Travaglio è una buona soluzione anche se può sembrare primordiale e troppo semplice.
    PREPARATE VOLANTINI SEMPLICI e TEMATICI E NOI LI DISTRIBUIREMO !!!!

  42. dan

    Caro Oscar, appena letto il “meraviglioso documento” lo ho stampato e appeso nella bacheca di reparto (ospedale). A parecchi colleghi sinistroidi (ma anche no…) è venuta la nausea nel leggere tutte le porcherie che ci tocca pagare, purtroppo, in silenzio.
    Non ho visto l’intervento a Porta a Porta né, purtroppo, ho sentito la sua trasmissione ieri mattina. Però mi associo a lei e nelle sue martellate.

  43. Marco

    Spiacente, i pazzi sono pericolosi non perche dicono alcune cose giustissime, ma perche innamorati del loro fiore pribito non vedono i serpenti e le sabbie mobili che si frappongono. Per sposare questa tesi bisogna che si realizzino due prerequisiti:
    -una reale meritocrazia (le cupole sono nemiche delle liberalizzazioni da confindustria confcommercio ai sindacati a tutti gli ordini professionali giornalisti,avvocati,notai ecc)
    -una esemplare giustizia fiscale dove gli evasori vanno in galera.
    Se la sinistra fa sorridere questa destra fa venire il voltastomaco dalla palude delle raccomandazioni al lassismo condonatorio.
    Detto questo a Parigi un paio di secoli fa la borghesia rappresentante dei ceti produttivi comincio con la ghigliottina per togliere i primi problemi piu ingombranti, esistono ora i modelli magrebini a noi forse piu congeniali?

  44. Futuro CEO del mondo

    caro Oscar,
    Lei mi ispira sempre una gran simpatia quando la vedo nelle trasmissioni televisive, una simpatia seguita da profonda stima per le cose che dice e per come le dice. questa è la prima volta che scrivo qualcosa in un blog, e, mi permetta di dirLe quale sarebbe secondo me il modo per ri-sollevare il nostro amato paese; volendo può fare sua questa idea e lanciarla in diretta televisiva.

    Ecco l’idea:

    deducibilità dalla base imponibile IRPEF, dell’IVA pagata dai CONSUMATORI nella misura del 10%.

    Una misura a tutto vantaggio di chi produce reddito e consuma richiedendo lo scontrino.

    esemplificazione:

    a)io consumatore acquisto un bene per 120€, di cui 20€ le pago a titolo IVA

    b)conserverò lo scontrino fiscale tenuto come prova per eventuali accertamenti fiscali

    c)quando dichiarerò i miei redditi, potrò sottrare dalla base imponibile IRPEF il 10% di 20 €, cioè 2€

    Cosa abbiamo ottenuto?

    – Tutti i consumatori saranno incentivati a richiedere lo scontrino per poter ottenere un indubbio beneficio fiscale

    – Tutti i fornitori di beni/servizi allora saranno costretti a dichiarare i loro redditi altrimenti verranno beccati con semplici controlli sistematici automatizzati

    quindi, azzeramento dell’evasione fiscale.

  45. riccardo poli

    Basta dire che abbiamo perso 16 anni; ne abbiamo persi molti di più, non è, SOLO, colpa di Berlusconi.

  46. libero pensiero

    Buonasera dott. Giannino,
    di seguito alcune riflessioni che porto alla Sua cortese attenzione. Le sarei grato se avesse il tempo di rispondermi o di pubblicarmi per diffondere le riflessioni di seguito esposte. Uso un nikname perchè non ho manie di protagonismo, ma solo di partecipare come cittadino alla vita politica, sociale ed economica del “Bel Paese”.

    L’Italia è un Paese che deve profondamente ristrutturarsi. E’ un paese in cui la spesa pubblica ha continuato a crescere significativamente in termini reali. Il debito pubblico continua a crescere ed ha raggiunto livelli insostenibili, che minano anche le generazioni future. I costi solo sugli interessi del debito pubblico si aggirano intorno agli 80 miliardi di euro all’anno e le entrate non riescono a coprire la spesa pubblica, generando ogni anno un rapporto tra deficit pubblico e PIL superiore al 3%, che è quello entro cui i Paesi europei dovrebbero rientrare (secondo il trattato di Maastricht). Attualmente l’Italia ha un rapporto tra debito pubblico e PIL che è attorno al 120% (esattamente il doppio rispetto a quello che richiede il trattato di Maastricht), con un deficit del 2010 al 5% (previsto dalla FMI per il 2011 intorno al 4,3%). Il PIL anche per il 2011 è stato rivisto al ribasso, intorno all’1% e con un PIL così basso l’Italia non può in nessun modo riprendere a crescere e conseguentemente il lavoro soffre ed il potere di acquisto dei cittadini diminuisce ogni anno, in relazione anche all’aumento dell’inflazione, che l’ISTAT ha comunicato che si è attestata a gennaio 2011 intorno al 2,1%. Inoltre l’ISTAT ha comunicato che il tasso di disoccupazione in Italia è rimasta stabile all’8,6% a dicembre 2010, spiegando che il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) continua a salire e si attesta al 29% (ben oltre la media europea del 20,4%) e che rappresenta nuovo record da gennaio 2004.
    E’ del tutto evidente che, l’insieme dei punti di cui sopra, determina una pericolosa situazione di stallo nella quale i problemi, storici del debito pubblico, combinato al nostro mercato del lavoro, diventano insopportabili ed inaccettabili, considerando anche che i precari in questo nostro Paese non hanno ammortizzatori sociali, costringendo le famiglie, già in difficoltà per la crisi economica, a fare anche da ammortizzatori sociali sui figli precari.
    Anche la pressione fiscale è tra le più alte d’Europa ed ha raggiunto livelli insopportabili, a fronte di servizi pubblici scarsi, poco efficienti ed efficaci.
    Giusto per capire di cosa stiamo parlando, consideriamo che un punto di PIL vale circa 16,7 Miliardi di Euro. Quindi il deficit del 2010, al 5%, significa che abbiamo prodotto un deficit di circa 83 Miliardi di Euro. La manovra finanziaria varata a luglio 2010 dal Governo italiano vale circa 25 Miliardi di Euro. Dunque è chiaro che siamo in fortissima difficoltà, considerando sempre che abbiamo accumulato un debito pubblico maggiore di 1.880 miliardi di Euro e che aumenta ogni ora di circa 10 milioni di Euro (da una stima di dell’Istituto Bruno Leoni (http://www.mnlf.it/focus.php?id=31) . Se non riparte lo sviluppo l’Italia andrà sempre peggio e diventerà sempre più difficile recuperare il gap con paesi come la Francia e la Germania. Infine siamo esposti alle speculazioni finanziarie sui titoli di stato e questo aggrava ancora di più la situazione, in quanto si rischia che il costo degli interessi sul debito pubblico possa peggiorare ulteriormente.
    Di queste cose però se ne parla poco nei media e quando se ne parla volutamente i politici non si fanno capire, in quanto sono più o meno tutti responsabili, perché tutti i governi che si sono succeduti hanno sempre continuato a far crescere il debito pubblico di questo Paese (l’unica cosa bipartisan).
    Allora mi domando, ma come sia possibile che non si riesca ad unire le forze ed i programmi affinché tutto il Paese si concentri a sviluppare un complesso programma che abbia come obiettivo primario strategico il pesante abbattimento del debito pubblico in modo strutturale, che è la base di partenza anche per una ripresa della crescita? Vogliamo far fallire questo Paese? Per caso qualcuno vuole in questo Paese fare avvenire una rivoluzione violenta a scapito comunque di tutta la collettività?
    Quindi mi viene spontaneo affermare che il Paese ha bisogno di una classe dirigente autorevole, competente e credibile, che pensi al futuro. E’ necessario che ci sia un ricambio, anche generazionale, con nuove persone che possano essere rappresentative per implementare le riforme di cui il Paese ha bisogno almeno nei seguenti tre principali settori:
    • Riforma della Pubblica Amministrazione Centrale e Locale per ridurre la spesa pubblica, azzerare gli sprechi e rendere efficienti ed efficaci i servizi erogati in favore dei cittadini. Giustizia, Sanità, Infrastrutture, Ricerca, Istruzione Tecnica e Lotta alla Criminalità Organizzata sono i pilastri da affrontare con estrema urgenza.
    • Riforma Fiscale, per ridurre la pressione fiscale a partire da quella sul lavoro ed attivare una dura lotta all’evasione fiscale (l’Agenzia delle Entrate e la Banca d’Italia dichiarano che in Italia esiste una evasione fiscale di circa 120 miliardi di Euro all’anno).
    • Liberalizzazioni per sboccare interi settori e far ripartire la concorrenza che genera investimenti, impresa e lavoro. Abbiamo troppi privilegiati e sussidiati a scapito dei giovani e delle future generazioni, che soffrono.
    Per poter cambiare, la maggior parte del Paese dovrà essere coinvolto e dovrà contribuire anche con sacrificio, a partire necessariamente dalle classi privilegiate. Proprio per questo ci vorrà una classe dirigente, che in un clima di ampia condivisione politica e legittimazione popolare stipuli un nuovo patto di “acciaio inossidabile” con i cittadini.
    Queste riforme, questi sacrifici non potranno però mai essere richiesti o imposti da una classe dirigente incapace di dare il buon esempio concreto:
    • Riducendo in modo strutturale i costi della politica, riformando la legge sul finanziamento pubblico dei partiti, riducendo il numero di parlamentari e di consiglieri che risiedono negli organi assembleari di tutti i livelli di governo del Paese. Bisogna ridurre il numero di enti e sostituire le Province e piccoli Comuni con consorzi tra Comuni di un determinato territorio.
    • Facendo una vera legge sul conflitto di interesse, che vieti di affidare un’alta responsabilità decisionale pubblica ad un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno visti i propri interessi in causa. Inoltre questa legge dovrebbe vietare l’assegnazione di più incarichi pubblici ad un unico soggetto.
    • Facendo una legge elettorale che restituisca il volto agli elettori e assicuri il ricambio dei politici nella copertura di ruoli pubblici rilevanti per non più di due legislature, almeno nei seguenti incarichi pubblici: Capo di Governo, Presidenti di Regione, Sindaci di città.
    La situazione in cui verte il Paese richiede stabilità politica, in quanto i problemi da affrontare sono molti e complessi e altrettanto lo sono le soluzioni da adottare. Per altro le soluzioni sono da adottare in parallelo attraverso un mix di interventi attentamente governati e per questo ci vuole una classe dirigente stabile, autorevole e credibile, capace di perseguirli nel tempo applicando principi di sostenibilità, equità e solidarietà. In un tempo sicuramente di medio lungo periodo e quindi finalmente lavorando per un futuro migliore.

    Cordialmente
    libero pensiero

  47. Vittorio

    Caro Oscar, per favore candidati alle prossime elezioni politiche! E per favore, rispondi a questa domanda: e’ mai accaduto, nella storia dell’Italia repubblicana, che i politici, trovatisi con più soldi (per maggiori entrate fiscali) abbiano poi utilizzato tali risorse per ridurre la spesa pubblica e le aliquote sul reddito? (corollario: cosa accadrebbe se venisse recuperata la famigerata evasione/elusione fiscale? Pagheremmo veramente tutti meno tasse?) risposta retorica.

  48. Salvatore

    Buona sera Dott. Giannino
    Credo che nessun politico del nostro parlamento abbia interesse a fare delle riforme che riducano la spesa pubblica o a introdurre un federalismo che tolga risorse agli enti locali. Il tacchino non anticipa mai il giorno del ringraziamento. Per il modo con il quale vengono ingaggiati, i nostri politici, e per il tipo di mentalità che abbiamo noi italiani sarà difficile che il palazzo faccia qualcosa contro il suo interesse.
    L’unica strada legale per me rimane la delegittimazione elettorale. L’unica soluzione per un popolo culturalmente sotto la sufficienza è: affluenza zero alle urne, scioglimento dei partiti e commisariamento da parte dell’Unione Europea
    Cordiali saluti
    Salvatore

  49. alberto 46

    dire che l’evasione tiene in piedi il paese e come dire che una persona ricoverata in ospedale xchè malata di cancro è viva perchè non può essere investita da un auto per strada! è la classica esaltazione dei furbetti secondo la quale teoria loro sono meglio degli altri tanti fessi… infatti ne abbiamo riempito il parlamento e la borsa..

  50. rita mammetti

    dottor Giannin lei è un grande! ho avuto modo di vederla ll’opera in dicembre a Roma in occasione di un incontro Mediolanum con Ennio Doris.
    diciamo che ho accettato l’invito di un collega perchè era lei presente.
    ascolto nove in punto tutte le mattine anche se non fino alla fine e mi meraviglia ogni giorno il fatto che tratti gli argomenti quotidiani come farei io stessa.
    a volte capita addirittura che pensi una frase e la senta materializzare dopo poco da lei.
    sono certa che rispecchi il pensiero di una grandissima % di italiani e anche su questo argomento ha centrato in pieno il nocciolo della questione.
    non si può ridurre il carico fiscale ma in quanti siamo rimasti a subirlo?
    l’evasione fiscale, senza volerla giustificare, visto che non posso in alcun modo evadere, è diventato un modo per proteggersi da un socio di maggioranza che fagocita oltre la metà delle energie di chi produce senza nulla dare in cambio.
    ogni persona che possiamo definire buon padre di famiglia saprebbe dove andare a tagliare gli sprechi e dove, invece andare ad investire.
    è mai cpossibile che solo la nostra classe politica non sappia dove mettere le mani? o forese non vuole.

  51. Orazio

    Scusate l’intromissione, ma sapete cosè e come è stato creato il debito pubblico, ovvero quali sono i meccanismi che lo hanno portato a questo livello?
    Avete in mente qual’era il debito pubblico negli anni 80 e come da questo momento in avanti vi sia stato un’esplosione sino ad arrivare al punto che siamo.
    A chi dobbiamo tutti questi soldi e cosa più importante, PERCHE’?
    Quanto si deve restituire ogni anno, di soli interessi senza nemmeno contare il capitale… L’euro a cui i politici ci hanno legato mani e piedi di chi è? chi lo emette e cosa più importante in base a quale contro valore viene emesso…. che si stampa solo senza alcuna copertura ….. vero??!!!!!!!!!!!!!
    Saluti

  52. Andrea Verde

    Buonasera dott. Giannino,
    a proposito tasse, vorrei chiederle cosa ne pensa della proposta del presidente francese Nicolas Sarkozy di introdurre una tassa dello 0.001% sulle transazioni finanziarie per aiutare i paesi in via di sviluppo. A Copenaghen i paesi piu’ ricchi hanno votato un piano di aiuti per questi Paesi di 120 miliardi l’anno, a partire dal 2020, ma tenuto conto dello stato di indebitamento di tutti i paesi, Sarkozy giudica irrealistico che questi fondi possano essere attinti dalle finanze pubbliche; ragion per cui propone questo meccanismo che si richiama alla tax Tobin; lei cosa ne pensa?

  53. Renato

    La speranza è l’ultima a morire, ma da troppo tempo ho sperato. Cambiano i burattini, ma i politici vogliono mantenere i voti distribuendo assistenzialiosmo in tante regioni, dove non si produce PIL, gravando sulla modernizzazione della situazione generale.

  54. Nel mio piccolo quotidiano, dopo aver letto il bestiario e visto al cinema Albanese, ho preso in parola la tua proposta: ho stampato e consegnato il bestiario ad ogni cliente del mio hotel e continuerò a farlo per tutto il mese.
    Saranno contente le cartiere!!

    Francesco

  55. gabriella

    Buonasera Dott. Giannino, io dico che non se ne può più…mentre si parla dei problemi di berlusconi noi stiamo boccheggiando, ma ne verremo mai fuori da questa situazione? grazie

  56. giuseppe tura

    Gentile Dott. Giannino,

    mi permetto di scriverle per sentire la sua opinione relativamente all’ipotesi e alla sua qualità di introdurre in italia la possibilità da parte dei cittadini di dedursi dal reddito tutto o parte delle spese effettuate.
    Sono poi dell’idea che questo paese abbia fondamentalmente un deficit culturale. Credo che in particolare il concetto di ricchezza sia in precario equilibrio tra una colpa da nascondere e una da punire.
    il tutto chiaramente nella più totale ipocrisia.
    A mio parere la possibilità di dedursi le spese dovrebbe essere proposta per dare la giusta dignità ai cittadini, abolendo chiaramente tutte quelle forme di detrazioni o finanziamenti che nella migliore ipotesi non servono a nulla e nella peggiore finanziano solo comportamenti di lucro perverso.
    Per quanto riguarda invece la ricchezza io ritengo che si dovrebbe porre un tetto di imponibile. Quando una persona ha assoggettato alle tasse un reddito ( per ipotesi 1.000.000 ) e ha versato in proporzione forse ha versato a sufficienza.
    Magari gli si potrebbe proporre una tassa a forfè ( ipotesi 5% ) per i redditi superiori, entrando in concorrenza con evasione e elusione.
    E anche i redditi bassi: non possono anche loro partecipare, magari in misura minima, anche solo 1%, alle finanze della collettività?

    La saluto distintamente

  57. marco

    Gentile Dott. Giannino
    sono un imprenditore di 50 anni . Dirigo l’azienda di mio padre fondata nel 1953 assieme a due mie sorell. Oggi contiamo 40 dipendenti ed un fatturato di circa 15 milioni di euro. Abbiamo “bruciato” la vita dentro l’azienda , sopra agli aerei, ingiro per il mondo per la nostra GRANDE PASSIONE DEL FARE…non abbiamo MAI AVUTO UN EURO DA NESSUNO… non abbiamo mai fatto un giorno di malattia … e quando mi sono rotto enrambe le gambe mi sono operato ( privatamente) e dopo due giorni ero in azienda con la carozzina che ho usato per oltre due mesi! Le mie sorelle due gravidanze a testa hanno perso tre gironi di lavoro … e tutti i nostri figli , sono cresciuti sotto alle nostre scrivanie . A conti fatti paghiamo allo stato un tributo del 65/68% del nostro introito…( fate i conti…gente…fate i conti ) e nonostante questo…mi sento dare del evasore fiscale! A QUESTO PUNTO abbiamo passato la misura…e siamo in contatto con un gruppo tedesco che rileverà la nostra fiorente azienda… ma come noi …sento di tantissime altre aziende che ( pur in attivo) chiduno i battenti perche nessun imprednitore oggi in Italia è sicuro … presto lascerò il mio amato paese per andare in canada … paese libero … Ringrazio Lei Dott. Giannino per averci sempre difeso… grazie!

  58. alberti

    Sappiamo per certo e siamo convinti che delle nostre tasse che in Italia sono al primo posto nel mondo, non ne venga fatto un buon uso. In massima parte serve per mandare soldi al meridione (non avendo un ritorno) e pagare gli stipendioni dei politici.
    Stando cosi’ le cose, l’evasione fiscale si rivela utile alla gente del posto. Infatti chi evade in qualsiasi modo spende il frutto della evasione da movimento e potere d’acquisto nella sua zona. Quansiasi movimento finanziario metta in funzione, le tasse finisce per pagarle quello che alla fine fattura. Si puo’ dire cosi’ che l’evasione da’ fastidio al potere per cui per il popolo non e’ poi un grande danno, al contario puo’ essere un beneficio

  59. Riccardo

    Al nostro Oscar Giannino, la cui indomita adorazione della libertà ci è cara anche più delle battute di Albanese, dobbiamo ricordare che a volte la sua fiera intolleranza dello statalismo ricorda l’opposto atteggiamento del dirigismo sinistroide di chi nega l’evidenza.
    Insomma Giannino, ma perchè mai nessun partito è riuscito a ridurre il peso dello Stato?
    Ci sarà un perchè o dobbiamo immaginare che siano tutti incapaci?
    Non avrà a che fare con il fatto che i pesanti residui fiscali passivi delle regioni militarmente occupate dalle mafie, devono essere coperti in qualche modo dagli insufficienti residui fiscali attivi di tre o quattro regioni che conosciamo?
    E allora le sue legittime e sacrosante ire contro lo stato ladrone non sono altro che rabbia mal indirizzata, ovviamente secondo me.
    Mi viene in mente il “repubblicano” Roberto Petrini , che è riuscito a scrivere un libro (il declino dell’Italia) dove per 165 pagine ce la fa a parlare di tutti i problemi italiani senza occuparsi della questione nord-sud e affibiando a Berlusconi e al centrodestra la colpa del declino nazionale.
    Concludo che se vogliamo far scoppiare tutte le scatole di ipcrisia nazionale su evasione, rapporto con lo Stato, nord-su, divario civico e problemi di interposizione pubblica all’economia reale dobbiamo pubblicizzare e far conoscere la battaglia di Giorgio Fidenato per l’abolizione del sostituto d’imposta.
    Quella si sarebbe una rivoluzione, altro che la manifestazioni in Piazza S.Giovanni….
    Saluti.

  60. Graziano

    Caro Dott. Giannino,
    condivido molto di ciò che sostiene, mi chiedo solo per quale motivo, intelettuali come lei, non vogliono impegnarsi in prima persona per riformare questo paese.
    Perchè non si candida? Non pensa che avrebbe tantissimi sostenitori? (il mio voto e quello della mia famiglia è a sua disposizione!)
    Non penso ci siano spazi per soluzioni mediane, mi aspetto un cambio radicale, una svolta politico-sociale oppure scenari pesanti per tutti.
    Le sembro troppo estremo? Sono un professionista, ho la mia famiglia e pago tutte le tasse comprese alcune del “bestiario”, sono pronto a sostenere una vera svolta o ad andarmene da questo insopportabile paese.
    Sono convinto che solo grazie a persone come lei possiamo svoltare. Le chiedo di candidarsi alle prossime elezioni!!

    Graziano

  61. piero

    dr. Giannino le Sue considerazioni, così come il suo programma su radio 24 (quando riesco a sentirlo non avendo impegni di lavoro) sono sempre una boccata di ossigeno. Ma io sono pessimista. Dopo aver sperimentato l’incubo Visco la speranza era che mandandolo a casa ci fosse una inversione di tendenza. Perlomeno dalla sinistra tassaiola sai cosa aspettarti. Ma questi di adesso invece si sono rimangiati tutte le promesse e si stanno comportando esattamente come gli altri, dando libero sfogo alle pretese del Fisco e mandando in giro il killer Equitalia a fare il lavoro sporco. Lo stato é come la ndrangheta: prima, volente e nolente, paghi a lui il suo “pizzo” sennò ti manda il suddetto killer che ti sistema. A te resta quello che avanza, se ne avanza. Però in cambio – a differenza della ndrangheta, che se paghi almeno poi ti protegge – lo Stato non ti dà nulla, se non ulteriori vessazioni. Notavo che nell’elenco di Confesercenti si sono dimenticati di almeno una tassa odiosa: il bollo sulle fatture che ti rilasciano quando fai una visita medica: magari stai male e sei preoccupato di avere qualcosa di grave e lo stato tutto quello che sa fare in qel momento é di importi il pagamento uno stupido bollo sulla fattura medica ( quindi: meglio evitare la fattura, e fare del nero, no ? ).
    Come Lei dicevo io sono sempre ammirato dalla lucidità delle sue analisi e dal vigore con cui combatte queste piovre. Ma sono pessimista. Ogni centesimo in più che lo stato riesce ad incassare lo spende e non lo risparmia. E’ così anche adesso, altro che Tremonti. E gli adempimenti, le scadenze, le inversioni, le violazioni dello statuto ecc ecc. aumentano sempre più. E penso, forse in modo arrendevole, che ci sono solo due strade: combattere sino in fondo la guerra (perché si tratta in effetti di una vera e propria guerra che lo Stato ha dichiarato ai suoi cittadini, per spremerli) e più lui si accanisce, più tu ti devi difendere trovando nuove armi per contrastare. almeno in parte, questi mostri voraci ( quella che loro chiamano “evasione”). Oppure andarsene a vivere da qualche parte dove il rapporto tra stato impositore e cittadini sia improntato al rispetto reciproco e non a quello “stile” che usano i talebani con le donne. Andarsene da quale parte dove tu ti possa sentire un cittadino e non un servo della gleba. Loro li chiamano “paradisi fiscali”, senza neppure accorgersi che in questi modo ammettono che, quando ci sono i paradisi. allora esistono, come da noi, anche gli inferni. La saluto e La ringrazio.

  62. ALESSIO DI MICHELE

    Stamattina stavo per prendere un caffè, ma ho sostituito la caffeina con l’ adrenalina prodotta dall’ articolo e dal documento Confesercenti. Aggiungerei altri balzelli “improprii”, ma non da poco: la previdenza obbligatoria: un’ imposta che devi pagare per un servizio che devi comprare, ma che, se ad esempio ti hanno licenziato e stai a spasso, non ti daranno “perchè non hai il minimo”. Addirittura un’ imposta sugli altri: perchè io, datore di lavoro, debbo pagare una quota mia (con soldi, stipendi per calcolare le paghe, tempo, risorse distratte,…) per pagare i contributi del mio dipendente ? A lui frega qualcosa della mia pensione ?

  63. teto65

    Bravo Oscar, Lei con arguzia e grande onestà di pensiero mi consente di distrarmi da casini fiscali inenarrabili, ormai chi lavora in modo corretto viene ubriacato da mix alcoolici di tasse varie che non ti consentono di fruire della tua vita in modo spensierato. Da qualche anno non faccio più un c…o, così penalizzo i cog……ni dei nostri politici.

  64. fede

    caro OSCAR,ti seguo tutte le mattine alla radio,e finalmente ho scoperto una persona intelligente che non ha paura di cantarle a brutto muso al nostro stato che mente ogni giorno,si riempie la bocca e taccia di evasione fiscale tutti i lavoratori italiani,e come dici tu…….(divide et impera)…cosi’ si serve di quel mostro giuridico chiamato EQUITALIA CHE NON ESISTE IN NESSUNA PARTE DEL MONDO,equitalia sta’ costringendo migliaia di aziende a chiudere,con metodi di riscossione vessatori ed assai discutibili ti sbrana,e non gli importa sapere del perche’ ti sei dimenticato di pagare una rata di rifiuti o se non hai avuto la possibilita’ di pagarla,loro riscuotono e basta e senza storie con AGGI,INTERESSI E SANZIONI CHE NON HANNO EGUALI,ti fermano l’auto,ti pignorano la casa e perfino il conto corrente e quanto altro,una cosa del genere e’ da talebani,praticamente ti prendono in ostaggio e a questo punto un padre di famiglia cosa deve fare?impiccarsi,sparare?oramai ti massacrano con multe per fare cassa,con autovelox che dopo 2-3 anni vengono dichiarati fuori legge.oramai le strisce blu’ tappezzano tutte le citta’ e per 1 minuto di ritardo gli ausiliari del traffico ti rifilano la multa,se non la paghi poi dopo 4 anni ti arriva la cartella di equitalia con sanzioni,interessi e aggi che sono ben piu’ elevati della multa stessa che naturalmente poi non puoi piu’ pagare,insomma il debito si decuplica ogni anno che passa fino ad arrivare a cifre di migliaia di euro,ecco ti sfiniscono cosi’ e la bile sale fino a soffocarti non ti rimane che rivolgerti all’usura in quanto hai pignorato anche il conto corrente,insomma non ne esci piu’e questo sotto il silenzio complice dei mass-media,dei politici e anche della magistratura che nulla fa’ per bloccare questo mostro giuridico e burocratico di EQUITALIA-GERIT.VISCO PRIMA E POI TREMONTI DOVREBBERO VERGOGNARSI DI AVER SOTTOPOSTO MILIONI DI CITTADINI AD UNA SCHIAVITU’ INFERNALE e senza via di uscita.ci sarebbe ancora molto da dire,da raccontare storie di padri e di madri.ma questi….devono stare ben attenti…!!!o forse hanno gia’ vie di fuga nelle loro ville ai caraibi?ultima cosa da attenzionare e’ il decreto milleproroghe,da destra e da sinistra tutti d’accordo si sono sbrigati ad annullarsi le sonore multe ai rispettivi partiti per le affissioni irregolari.e’ solo una vergognaaaaaaaaaa.scusate lo sfogo ma penso che la mia voce sia la voce di molte migliaia di italiani.saluti oscar e continua cosi’….

  65. Riccardo

    Però, dott. Giannino,a volte lei assomiglia tanto a quel tale che , vedendo l’acqua che sale dentro la barca, accusa il comandante di non “sgottare” a sufficienza, senza ricordarsi che la causa è il buco nello scafo.
    Se questo Stato è ladro, iniquo, scorretto, spesso falso e truffaldino, una ragione c’è.
    Che non sia nei 50 MLD di euro di cui parla Ricolfi, che ogni anno se ne devono tassativamente andare a svernare in certe regioni?
    Che il problema non stia nella parte di Italia energivora che richiede risorse economiche senza ricavarne sviluppo e autosufficienza?
    Le dico così perchè spesso la sento tiepidamente distante dalle istanze federaliste, che peraltro tutti auspicano, anche i vescovi, salvo aggiungere la loro speranza ad un federalismo “vero” e “serio”, non quello della Lega naturalmente…
    saluti

  66. Riccardo

    GIANNINO HO BSOGNO DEL SUO AIUTO!
    Sto organizzando a Mantova un incontro con Giorgio Fidenato per informare della sua battaglia per l’eliminazione del sostituto d’imposta ma mi chiudono tutti le porte in faccia, associazioni di categoria, sindacati gruppi politici (ad eccezione del gruppo radicale).
    Mi dia una mano.
    Saluti

  67. fede

    in italia manca solo la rivoluzione,per il resto siamo schiavizzati sia dal potere politico che economico,ed il vento del magreb si avvicina.si parla di democrazia in italia,ci si riempie la bocca,ma la maggior parte dei cittadini ha da tempo iniziato ad odiare la politica,ma non si parla di un solo schieramento ma di tutti.nei tribunali campeggia la scritta che la legge e’ uguale per tutti ma ne siamo sicuri?questo sta’diventando un paese dove chi comanda se ne frega altamente dei cittadini,ci si riempie la bocca e ad ogni pie’ sospinto e con la scusa dell’evasione non calano le tasse ma si fanno rientrare evasori totali con una multina da elemosina,con il mille proroghe si aboliscono le multe ai partiti politici per le affissioni selvagge e imbrattanti e si potrebbero fare altri migliaia di esempi .il popolo odia questi fisco che ti prende completamente in ostaggio e ti deruba di tutti i tuoi averi mentre il cavaliere parla dei risparmi delle famiglie italiane mentre soldi non se ne hanno piu’…gli ultimi spiccioli te li derubano con EQUITALIA CHE COME MINOSSE,SENZA CONOSCER LE PECCATA….!!!TI METTE NEL GIRONE DEI DANNATI E CONDANNATI,NULLA GLI FREGA SE NON HAI I SOLDI,ANZI..E’ MEGLIO…..PER POCHI DENARI TI TOGLIE ANCHE LA CASA,IL CONTO CORRENTE,TI FERMA L’AUTO E TI SEQUESTRA TUTTO CIO’ CHE POSSIEDI COME SE FOSSI IL PEGGIOR DELINQUENTE,CALPESTA LA TUA PRIVACY SENZA CHE NESSUNO FIATI.CARO OSCAR SEI TRA I POCHI CHE VA’ CONTROCORRENTE E DIFENDE I DEBOLI,SI PERCHE’ EQUITALIA E’ FORTISSIMA COI DEBOLI E DEBOLISSIMA CON I FORTI,CIOE’ CON COLORO CHE POSSONO SBORSARE MIGLIAIA E MIGLIAIA DI EURO AGLI AVVOCATI DI GRIDO.QUESTA ITALIA E’ DIVENTATA PROFONDAMENTE INGIUSTA E ALLA FINE MUORI DI CREPACUORE….!!MEGLIO……NON PAGHERANNO NEMMENO LA PENSIONE.RIBELLIAMOCI TUTTI,LA DEMOCRAZIA E’ UN’ALTRA COSA.

  68. fede

    ma se su 183 paesi del mondo noi siamo al 170 posto per pressione fiscale…ma dove vogliamo andare?le piccole imprese sono tassate al 69% circa e poi si lamentano dell’evasione.,e come fa un piccolo imprenditore a non evadere,come fa’ a pagare le miriadi di tasse che gli avvelenano ogni giorno il sangue,e paga il commercialista,e i contibuti suoi e dei dipendenti,tfr per i dipendenti e versamenti per la sua pensione etc..etc.. etc..ma come fa a campare un povero cristo se alla fine in tasca ti rimangono solo briciole e devi essere fortunato che nessuno dei familiari abbia malattie o denti da curare altrimenti vai a mangiare alla caritas.ma non vedono i nostri politici che migliaia di piccole aziende chiudono,e se chiudono anche i dipendenti perdono il lavoro e la disoccupazione cresce,mentre loro…sempre loro, i politici, si aumentano stipendi e prebende e si fanno scarrozzare dalle auto blu’ senza pagare multe o altro perche’ tanto le paghiamo noi cittadini per loro.insomma se non cirendiamo conto che l’italia sta’ andando in banca rotta oa siamo furbi o siamo dementi.caro oscar basta vedere ogni giorno le vessazioni fiscali di EQUITALIA -GERIT CHE SENZA DOMANDARSI DEL PERCHE’ E DEL PERCOME UNA RATA E’ STATA PAGATA IN RITARDO O ADDIRITTURA PAGATA E TI SEI PERSO LA RICEVUTA O NON TI E’ ARRIVATA COMUNICAZIONE DEL PIGNORAMENTO DELLA TUA CASA E TE LA TROVI VENDUTA COL MUTUO ANCORA DA PAGARE.MA NON E’ FINITA QUI PERCHE’ LA MAGGIOR PARTE DELLE VOLTE SE SI EVADONO LE TASSE E’ PERCHE’ NON SI HANNO SOLDI E ALLORA SCATTANO LE SANZIONI GLI AGGI ETC…..E QUINDI CHE SI FA? O TI AMMAZZI O RICORRI ALL’USURA O ALLE BANCHE CHE SONO PEGGIO.NON HAI PIU’ SCAMPO,NON TI PUOI DIFENDERE PERCHE’ NON HAI NEMMENO IL DENARO PER PAGARTI L’AVVOCATO O SCHIERE DI AVVOCATI CHE POSSONO PERMETTERSI SOLO EVASORI TOTALI CHE HANNO SOLDI A DISPOSIZIONE E CHE IL NOSTRO AMATO STATO FA’ RIENTRARE CON UNA MULTINA DA ELEMOSINA.NOI,CITTADINI E PICCOLE IMPRESE CHE STIAMO SUL TERRITORIO SIAMO RIDOTTI IN SCHIAVITU’ DA UNO STATO TALEBANO E DA UN FISCO CHE TI RUBA L’ANIMA O TI FA MORIRE DI CREPACUORE E DI STRESS.

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