28
Gen
2011

Taxi: di male in peggio

Il rapporto tra tassisti e clienti a Roma è più incandescente di quello tra laziali e romanisti.

Chiunque viva nella capitale, o vi si rechi abitualmente, conosce bene quanto sia asimmetrico il contratto di servizio tra le due categorie, quanto vana sia ogni lamentela di disservizio, quanta sproporzione ci sia non solo fra le tariffe e i km percorsi o il tempo trascorso, ma più in generale fra le tariffe e le condizioni che il cliente deve per forza accettare, non potendo essendoci alternative reali: carenza di taxi, tariffa aggiuntiva a Roma Termini, attese di minuti al telefono per la prenotazione, etc.Fino ad arrivare, caso personale, a dover pagare i minuti aggiuntivi per l’attesa di un taxi posteggiato in un posto diverso da quello concordato al momento della prenotazione (per la cronaca, la sottoscritta ha proposto reclamo e l’azione disciplinare pende ormai da mesi senza che riesca ad averne notizia).

La storia dunque dei taxi è stranota e dibattuta.

Dal 2005, l’Istituto Bruno Leoni torna sull’argomento (PDF) spiegando perché e come liberalizzare il mercato dei taxi con ragioni che sarebbero incontestabili, se non ci fossero quelle posizioni di rendita quale unico motivo che ostacola un servizio serio e in libera concorrenza.

Non torniamo quindi sull’argomento per rivitalizzare il dibattito e le proposte alternative al sistema attuale. Vi torniamo piuttosto perché una delibera dell’Assemblea capitolina (il nuovo nome del Consiglio comunale di Roma) rischia, se male interpretata, di peggiorare ancora di più le condizioni del servizio e sarebbe dunque il caso di chiarirne fin da subito il significato.

La delibera, in attuazione della riforma del sistema tariffario avviata con un regolamento comunale del luglio scorso, istituendo un’apposita commissione, individua tra i criteri di valutazione della congruità degli aumenti tariffari “il rapporto domanda e offerta a seguito dell’ampliamento dell’organico con rilascio di nuove licenze”.

Si tratta di un criterio che potrebbe essere interpretato in maniera bidirezionale, contraddicendo, se letto nel senso che a un aumento delle licenze corrisponde un aumento delle tariffe, la più elementare regola dello scambio di beni e servizi: l’aumento dell’offerta fa diminuire il prezzo del bene offerto.

Una simile interpretazione sarebbe incoerente con i principi concorrenziali, oltre che con la decisione contenuta nel regolamento di luglio del Consiglio comunale di permettere ai tassisti di praticare liberamente sconti, residuando la tariffa come tetto massimo.

C’è quindi da augurarsi che la disposizione sia interpretata dalla Commissione nel senso di suggerire riduzioni tariffarie conseguentemente ad aumenti di licenze, dato che qualsiasi altra interpretazione – come segnalato dall’Antitrust – “sarebbe volta esclusivamente a mantenere rendite di posizione”. Anzi, sarebbe forse auspicabile che si intervenisse testualmente con una modifica o con un atto di interpretazione autentica che ci salvaguardino dalla lettura opposta, visto che, a detta dell’Antitrust, il criterio sembrerebbe essere stato interpretato per ora nel senso di giustificare “aumenti tariffari sulla base della crescita del numero delle licenze verificatosi di recente”.

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25 Responses

  1. nimrod

    La politica del sottocosto sta portando alla bancarotta il mondo: taxi,quote latte,arance pesca ecc ecc.
    Il prezzo deve essere equo e deve comprendere:
    – costi vivi (veicolo,riparazioni,carburante,assicurazione casco)
    – costo del lavoratore (salario dignitoso,inps,tasse)
    Quando le associazioni dei consumatori terranno conto di questi costi e illustreranno una lororo proposta allora saranno credibili.

  2. Pietro Francesco

    Letto tutto il documento pdf dell’ IBL, davvero molto interessante. L’aumento tariffario che sta per scattare a Roma è esagerato e ingiustificato. Tuttavia, non vorrei che nel dibattito si tralasciasse il problema, a mio avviso anche più grave, del trasporto pubblico in senso stretto, e cioè delle aziende municipalizzate come l’atac di Roma, che producono disservizi e sprechi di denaro pubblico senza alcun beneficio per gli utenti.

  3. silvano

    Se si vuole parlare di Roma, che è un caso limite di inefficienza, è tutto il trasporto pubblico da mettere sotto accusa e rifondare. L’amministrazione attuale è compromessa con la categoria dei tassisti, è debitrice, non può offrire garanzie di rinnovamento.

  4. Fabio Cenci

    E’ peggio di cosi’:

    sono anche maleducati all’eccesso, spesso dei veri Neanderthal, molti taxi sono dei “catorci” inguardabili, spesso di una sporcizia che rasenta l’indecenza, molti se ne restano tranquillamente in macchina anche se stai trasportando bagagli come uno sherpa, le tariffe sono “creative”, smanettano su quel maledetto cruscotto in modo indecifrabile per un hacker, ti ammorbano con musichette idiote o finestrini spalancati quando fa zero gradi, la puzza delle sigarette ti fa sembrare un fumatore d’oppio……ecc……ecc….

    E oggi mi sento tenero con loro.

  5. Fabio Cenci

    dimenticavo….alcuni guidano come Villeneuve quando voleva emulare gli sfasciacarrozze….da brivido…..

  6. rita

    Non mi sento di essere così catastrofica come Fabio Cenci,ma è vero che alcuni guidatori di taxi sono maleducati perchè si sentono protetti ! Condivido quanto detto da Silvano ,la situazione dei Taxi,del Trasporto Pubblico e non scordiamo il grave problema dei cavalli delle botticelle non si risolve perchè questa Amministrazione è completamente compromessa con queste categorie. Abbiamo tutti letto lo scandalo Atac! Ma la domanda è come se ne esce??Perchè le persone che sono o vivono a Roma denunciano tutto questo e mi sembra che il Messaggero e non solo, scrive anche molti articoli su queste situazioni,ma tutto rimane come prima. Io mi chiedo come cittadina oltre che scrivere,denunciare cosa altro devo fare???

  7. Il potere dei tassisti è stata la loro “potenza di fuoco” nel voto delle amministrative.
    Questo interesse li ha resi una lobby ascoltata.
    Quella “del consumatore”, invece, che lobby non è perchè semplicemente auspica il libero mercato, della concorrenza e della libertà, dovrebbe essere resa altrettanto influente attraverso campagne di sensibilizzazione e “prove di forza”.
    Perchè, viceversa, gli interessi di un piccolo gruppo prevarranno su quelli individuali…..di migliaia di liberi consumatori. Che oggi liberi non sono.
    Grazie serena.

  8. Le mie esperienze di tassisti sono molto limitate e circoscritte, ciò premesso, mi pongo alcune domande: perchè i Comuni sono così esosi nei costi di rilascio di una licenza taxi, mentre non lo sono altrettanto per altre licenze comunali? Perché si può condurre un taxi senza averne fatto a priori esami ferrei come in altre nazioni per la stessa attività? Perché devo pagare la stessa tariffa se sono trasportato a bordo di una minuscola vettura oppure in una spaziosa berlina? Chi vorrà rispondere è benvenuto!

  9. mi piacerebbe sapere come mai gli aumenti dei carburanti passano e non si protesta, il treno per fiumicino è rincarato gia da tempo senza nessuna protesta.
    Inoltre nessuno fa presente che è stata tolta la tariffa , oltre il gra, a favore di una tariffa unica e progressiva, a garanzia dell’utente.

    L’esercizio dell’attività di taxista è soggetta alle tariffe comunali, non come qualsiasi attività imprenditoriale. I costi invece sono in continua ascesa: carburante e rca in primis…

    Ve la prendete contro la solita minoranza di taxisti poco seri, ma scusate vi risulta che in altre categorie lavorative tutti sono perfetti?
    preferite auto delle cooperative radio, e se non siete soddisfatti esponete i fatti alle cooperative stesse, saranno ben felici di ascoltarvi.

  10. Lepierre

    Mi piace la logica taxistica! Io vendo materiale informatico e lunedì andrò a protestare in municipio perchè nel mio piccolo comune siamo una dozzina a fare questo lavoro, meglio introdurre delle licenze e delle distanze minime: sono stufo di lavorare tanto e cercare di farlo sempre meglio guardando alla soddisfazione del cliente!

  11. Roberto 51

    Qualcuno si ricorda chi tentò di liberalizzare le licenze dei taxi, scatenando le feroci critiche dell’opposizione (di allora)?
    Non è che per avere qualche liberalizzazione seria si deve guardare a sinistra invece che all’imperante populismo di destra, che sta cercando di affossare anche i pochi interventi impostati a suo tempo da Bersani?

  12. Fabio Cenci

    @Luca

    Soni assolutamente lungi dall’essere impeccabile, ma se mi comportassi nella mia azienda privata come certi tassisti .. sarei per strada da un pezzo a chiedere l’elemosina, questo e’ certo.

    Non pretendo un servizio di limousine (anche se a questi prezzi…..17€ per 5 km in assenza di traffico, e’ successo proprio ieri, andata e ritorno: 34 € per un’emergenza), ma pulizia e rispetto ed educazione si.

    E’ pretendere troppo? Prendo taxi dovunque nel mondo, quindi passo soldi alla categoria, ma non mi e’ mai capitato di incontrare una “densita’” cosi’ alta di persone prive della piu’ elementare educazione (e qualche volta igiene).

    Almeno nella citta’ dove vivo = Roma.

    A discolpa di certi tassisti posso dire pero’ una cosa: e’ un’indecenza che a Fiumicino i tassisti “regolari” siano vittime dell’abusivismo, sotto gli occhi pochissimo vigile dei…..vigili, che …..e qui chiudo dicendo che mi rivolgo sempre ad una cooperativa veramente affidabile che lavora con la mia ditta. Ci vuole concorrenza, come sempre, per ottenere il meglio ai migliori prezzi.

  13. @Uffreduzzi Roberto
    Abito in Veneto, ma mi capita di andare a Milano, in treno e arrivo alla Centrale. Come mai la tariffa taxi dell’andata è sempre diversa da quella di ritorno? Non uso il taxi nelle ore di punta, ho abitato a Milano fino al 1995, conosco abbastanza bene la città, e se non ci sono cantieri lungo il mio percorso al mattino, perché il taxi pomeridiano fa deviazioni non previste adducendo la scusa del cantiere? L’autista può tentare di fare il furbo, ma può trovare come passeggero chi gli può controbattere avendo fatto lo stesso percorso al mattino!

  14. DDPP

    Sono utente abituale di taxi a Roma dal 2003. Mi reco nella capitale almeno due, tre volte al mese e prendo o due o quattro taxi. Non mi sembra che i prezzi siano diversi da quelli di Milano o di Bologna o di Firenze, anche il servizio inteso come tempi di attesa mi sembra uguale, in questo caso è necessario fare la tara alle dimensioni della città e alla tipologia delle persone che “sbarcano” a Roma.
    E’ vero che a Termini fa impressione la mitica fila che si verifica ogni mattina all’arrivo dei treni, ma i tempi di attesa (orologio alla mano) sono di circa 10 minuti.
    Francamente non trovo particolar disservizi. Trovo ben peggiore il servizio fornito dai mezzi pubblici, per non parlare della metro.

  15. Rocco Todero

    A me colpisce sempre una cosa: in un Paese libero e civile io non posso contrattare liberamente con tutti gli operatori il prezzo di un servizio per cercare quello più conveniente; e se mi viene l’idea di fornire un servizio innovativo non posso farlo se non entro nella corporazione! Pero’ il bunga bunga e’ diventato un problema internazionale! Mah!

  16. valerio

    La più elementare regola dello scambio di beni e servizi – l’aumento dell’offerta fa diminuire il prezzo del bene offerto – si applica a mercati liberi, quale non è quello dei taxi.
    @nimrod
    Detto questo il mercato dei taxi va fortemente liberalizzato, il prezzo di una corsa deve seguire il prezzo di un qualunque altro bene. Paradossalmente lo stato (comune)potrebbe intervenire per ridurre il prezzo delle corse attraverso sussidi se considera il taxi un mezzo strategico per lo spostamento nelle città, ma certamente non difendere la casta.
    Il costo equo applicato solo ad alcuni settori non si puo’ piu definire “equo”. Se il prezzo di una corsa sarà troppo basso dei tassisti cambieranno lavoro o città, e allora si’ che entrerà in gioco la legge della domanda e dell’offerta.
    Qualcuno mi deve spiegare perchè i tassisti guadagnino piu di un insegnante o ricercatore. Che paese è mai questo?

  17. Alex

    Lepierre :Mi piace la logica taxistica! Io vendo materiale informatico e lunedì andrò a protestare in municipio perchè nel mio piccolo comune siamo una dozzina a fare questo lavoro, meglio introdurre delle licenze e delle distanze minime: sono stufo di lavorare tanto e cercare di farlo sempre meglio guardando alla soddisfazione del cliente!

    comuni delle grandi città non rilasciano più licenze per i taxi da anni immemorabili.
    Chi vuole fare di mestiere il tassista deve obbligatoriamente acquistare la licenza da un altro tassista il quale la cede per cessata attività. Il tassista che vende la licenza l’aveva acquistata a sua volta da un altro tassista …..e così via a ritroso nel tempo.
    In una città come Milano una licenza per taxi può arrivare a costare anche 170 mila euro secondo le cifre di mercato attuali.
    Caro Lepierre, lei vuole applicare la logica tassista anche ai venditori di materiale informatico del suo comune ?
    Vada a proporre la cosa al suo sindaco domattina. Se la proposta sarà accettata il sindaco emetterà le licenze come lei desidera, ma prima di consegnargliela fisserà il prezzo della stessa a 170 mila euro. Se lei dispone di tale cifra potrà continuare a fare il venditore di materiale informatico altrimenti la licenza se la comprerà qualcun’altro e lei cambierà mestiere.

  18. @Giovanni Bravin
    praticamente impossibile la stessa tariffa, per vari motivi, primo tra tutti la diversa esperienza e pratica del tassista che porta a fare differenti percorsi anche in base all’orario. Comunque chiedere info al tassista, oppure suggerire un percorso preferito è gradito 🙂

  19. federico

    @valerio
    a milano un tassista incassa la media di 170euro al giorno,incassa e nn guadagna,una media mensile di 3200euro al mese. togliame le spese vive come i carburanti,consumi auto olio,gomme, parti meccaniche, assicurazione auto e tasse. la media diventa 1700euro, per 8mesi l’anno, giugno luglio agosto e metà settembre la media scende del 30% agosto del 80%,senza contare ponti infrasettimanali,natale e capodanno 15gg,pasqua7gg. gli insegnanti prendono molto di più, netti,malattia pagata,ferie pagate tredicesima e il nero delle lezioni a ore di recupero! vogliamo parlarne????

  20. federico

    signori il taxista non è il male del mondo, non siamo tutti maleducati, ladri e furbi. ci sono realtà che il pubblico nn capisce,ad esempio: non è detto che il viaggio più lungo non sia il più veloce,il servizio taxi è pubblico gestito da privato con costi che ricadono sul privato e di conseguenza su l’utenza,aumentare i taxi nn serve se le tariffe sono uguali per tutti,il tassametro è uguale per tutti. l’uenza non ama aspettare il taxi,però non si lamenta in coda alle casse del supermercato,in posta,al ristorante,al cinema nessuno si lamenta mai. mai sentito chiedere al ristorante di aumentare i camerieri,in posta ,gli impiegati,al super per le cassiere etc.etc. ipocriti o invidiosi? il taxista compra e vende una licenza,il commerciante vende il pacchetto clienti,il taxista paga il 23%di tasse alla vendita della licenza e i commercianti????

  21. Ago

    Verona 23 tiene in ostaggio i bagagli
    Segnalo una cosa che capita spessissimo ai nostri studenti e docenti (aihme’, Americani):

    Dal centro di Roma vanno all’aeroporto a Fiumicino, ma invece di onorare la tariffa flat di euro 40, dicono che la corsa costa di piu’ … per via del traffico, per i bagagli, perche’ e’ festa, perche’ c’era una persona in piu’, perche’ e’ presto, perche’ e’ tardi … insomma, c’e’ sempre un motivo.

    Avvertiamo i ragazzi che sono in partenza di avere i soldi pronti per il taxi e di non pretendere il resto da una bancanota da 50. Poi diciamo di scendere dal taxi, prendere i loro bagagli, e poi dare i soldi solo alla fine, dicendo grazie e ignorando le richieste creative per altri soldi.

    In data 11 dicembre 2008, pero’, un tassista ha portato due studentesse all’aeroporto Leonardo da Vinci, e ha TENUTO IN OSTAGGIO I LORO BAGAGLI, chiedendo soldi in piu’ per via del traffico.

    Solo quando la ragazze mi hanno telefonato e ho suggerito di prendere il numero dell’autista ha finalmente consegnato i bagagli.

    Abbiamo prenotato il taxi (a Roma) chiamando il 3570 ed e’ stata assegnata alla corsa il taxi “Verona 23”. Il numero del tassista poi era 5611.

    Saluti,

    Jennifer Wilkin
    University of Washington
    POSTED BY ERIKA AT 4:22 PM 0 COMMENTS

  22. Ago

    SATURDAY, JANUARY 12, 2008

    Roma: i ricatti dei tassisti
    Dal Corriere online

    Cari Italians,sono tornato a Milano dopo qualche giorno di vacanza a Roma dove ho potuto sperimentare sulla mia pelle il problema della carenza dei taxi e i ricatti che gli utenti devono sottostare a causa dell’arroganza (e disonestà) dei tassisti (spero non di tutti). Venerdì 29 dicembre passo la serata in una discoteca vicino alla Prenestina. Verso le 3 del mattino, all’uscita, un uomo mi viene incontro chiedendomi se voglio un taxi. Io accetto e gli dico che devo andare in zona Termini. Riposta: sono 20 euro senza tassametro. Io mi rifiuto poiché voglio il tassametro e il tizio risponde che a quell’ora “nessuno usa più il tassametro, perché i tassisti hanno finito il servizio” (?). Di fronte alle mie proteste, sembra conciliare e mi dice di andare a parlare direttamente col tassista (che aspetta in una vettura poco distante). Il tassista ripete la stessa cosa: 20 euro senza tassametro e aggiunge: “chi vuoi trovare a quest’ora! Io ho finito il servizio e il tassametro non lo accendo più! E se chiami un taxi al telefono, tra supplemento notturno e chimata spendi 50 euro”. Io, deciso a non cedere a questo ricatto, me ne vado (tra l’altro dietro di me un gruppo di ragazzi accetta le condizioni del tassista e sale in vettura). Chiamo un numero di servizio taxi ma dopo circa 10 minuti di attesa attacco e mi dirigo a piedi verso la Prenestina, via con maggiore affluenza di traffico. Intanto continuo a chiamare il servizio taxi ma ogni volta che prendo la linea un messaggio preregistrato dice più o meno che “nella zona richiesta non è attualmente presente alcun taxi. Riprovi più tardi”. Nel frattempo passano davanti a me numerosi taxi in arrivo dalla discoteca da cui provengo io che continuano a caricare gente contrattando al rialzo i prezzi e non rispondendo alle chiamate telefoniche. In conclusione, torno in albergo con un autobus notturno: durata della corsa 9 minuti (cronometrati) costo: 1 euro. Ora mi chiedo: se una persona che vive sulla Prenestina avesse bisogno di un taxi urgente nella notte cosa deve fare? Avventure del genere mi erano finora successe solo in Egitto e in Marocco. Roma è in Italia o in un paese del terzo mondo? Massimo Colomba , mascoba2@yahoo.com

  23. Ago

    Cara Erika,
    Ti scrivo comodamente seduta nel mio leonardo express, che d’ora in poi sara’ il mio unico mezzo di collegamento tra roma e fiumicino, ogni volta che arrivo o parto negli orari in cui va. Il taxi lo utilizzero’ solo se atterro dopo che l’ultimo treno e’ partito.
    L’ultimo episodio goccia e’ stato venerdi’ 2 febbraio. Atterro a mezzanotte, esco al volo e sono la prima ad arrivare alla fila dei taxi. Controlo che il taxi sia di roma (e non fiumicino, ennesimo trucchetto) e gli chiedo se costa molto di piu’ arrivare al salario sport village rispetto ai parioli. No signorina, le costera’ 5 euro di piu’ al massimo. Perfetto allora, I pariolo sono circa 40 quindi per 45 euro mi risparmio di dover prendere la macchina e arrivo prima alla festa dove devo andare. Si parte per il salario sport village, tutto il raccordo fino alla salaria. Il tassista lo conosce bene questo sport centre, ci va a giocare a calcetto e ha appena iniziato a fare canottaggio. Si parla allegramente e la tariffa resta sul 2 per tanto tempo. Troppo. La tariffa 1 ( che andrebbe usata sul raccordo) non scatta fin dopo la cassia. Io vedevo il tassametro chiaramente riflesso nel vetro e vedevo che stava allegramente salendo oltre I 50 euro. Giunti a destinazione, uno o 2 chilometri fuori dal raccordo, il tassametro segna 55, me ne chiede 58. Chiedo il perche’ del supplemento e mi spiega che fuori dal raccardo ci sarebbero 6 euro di supplemento per la corsa di ritorno, ma lui mi ha fatto lo sconto. Mi puzza di balla, ma gia’ ho deciso che d’ora in poi prendero’ solo il leonardo express. Non voglio piu’ essere presa in giro. Ho speso 11 euro di treno e 9 di taxi stamattina, 20 contro I 40-45 del taxi (se non fa il furbo). Risparmiero’ almeno 20 euro ogni tratta e non dovro’ fare conversazione con chi fa il simpatico per poi fregarmi. Se siete tassisti e volete sapere chi ringraziare per le 160 euro di mio business perse al mese, andate al salario sport village e cercate il vostro collega che gioca a calcetto. Se ce n’e’ piu’ d’uno, chiedete di quello che una volta faceva l’assessore alla XX circoscrizione. Il mio Leonardo express intanto e’ arrivato. Scendo senza la sgradevole sensazione di essere stata fregata….senza prezzo. Angela

  24. Ago

    Insulti e minacce da anonimi tassiti al nostro Presidente Nazionale
    A seguito del comunicato stampa pubblicato in risposta all’ennesimo sciacallaggio politico di alcuni rappresentanti del PDL in collusione con i soliti 4 tassisti romani, il nostro presidente ha ricevuto una serie di mail minacciose. Teniamo a rispondere a queste minacce che non c’è calunnia contro i tassiti e tanto meno odio o rancori, sono solo state evidenziate situazioni reali denunciate dalla Guardia di Finanza. Nell’articolo il link da visionare e quanto viene trascritto dai verbali della GdF.

    Licenze taxi vendute in nero
    Comando Provinciale GdFdi Firenze – 19 aprile 2011 ore 10:25
    Operazione “Licenze d’oro”: Licenze taxi vendute in nero – Evasione per 3 milioni di €
    Il mercato fiorentino per la compravendita di licenze per il servizio di taxi è stato nelle ultime settimane sottoposto ad una serie di controlli da parte delle fiamme gialle del Gruppo di Firenze. L’esito dei controlli nei confronti di 21 posizioni ha fatto emergere una rilevante evasione fiscale complessivamente quantificata in oltre 3 Milioni di euro. Due persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria fiorentina per dichiarazione infedele avendo omesso ricavi per oltre, rispettivamente, € 350.000 e € 300.000.
    Le indagini sono iniziate a seguito di un rilevamento eseguito presso “l’Ufficio Vetture Pubbliche” del comune di Firenze dove sono stati acquisiti tutti gli atti relativi ai trasferimenti delle autorizzazioni, afferenti le attività di taxi avvenute tra il 2005 al 2009, nonché l’elenco dei tassisti che avevano cessato l’attività nello stesso periodo. Successivamente, tramite controlli incrociati con le varie banche dati, è stato rilevato:
    l’ammontare dei valori dichiarati negli atti pubblici di compravendita delle licenze, (sottoposte ad imposta di registro);
    il reddito dichiarato dai cedenti e dai cessionari delle aziende nei periodi in cui sono stati stipulati i negozi giuridici da parte degli acquirenti.
    Tramite tali accertamenti è stato possibile constatare che in molti casi, in date prossime all’acquisto delle licenze, erano stati contratti mutui bancari di rilevante importo da parte degli acquirenti, senza riscontrare la presenza di ulteriori atti di compravendita che potessero giustificare la destinazione dei finanziamenti ottenuti. Molti dei mutui, inoltre, risultavano temporalmente coincidenti con l’acquisto delle licenze. L’elemento di anomalia era rappresentato, però, dal diverso importo tra il mutuo e l’atto di vendita. La rilevante differenza, in taluni casi, è risultata tale da rendere palesemente inverosimile il prezzo di vendita ufficiale (poche migliaia di lire a fronte di 200/300 mila euro).
    Gli accertamenti delle fiamme gialle fiorentine hanno potuto così far luce sugli specifici aspetti che caratterizzano la “piazza di Firenze”.
    E’ stata riscontrata la prassi di cedere le licenze indicando nell’atto pubblico di compravendita un valore nettamente minore, inferiore a quello reale (in genere il 70/80% in meno). Per non lasciare tracce, le parti concordavano di effettuare pagamenti in contanti, anche per grosse cifre (€ 350.000 – € 300.000 – € 297.000 – € 230.000).
    La propensione a pagare una somma elevata per acquisire tale attività è dettata dalle concrete potenzialità reddituali del servizio, che permette di ammortizzare il costo iniziale in tempi brevi.
    Nella quasi totalità dei casi la cessione è avvenuta in concomitanza del pensionamento del cedente. Gli acquirenti sono, nella maggior parte, persone che erano in cerca di occupazione. Il trasferimento di denaro contante in questi casi è stato fatto subito dopo la voltura della licenza, in unica soluzione o con versamenti periodici (con importi frazionati per eludere la normativa antiriciclaggio).
    Un episodio è apparso significativo. Un ragazzo di circa 23 anni ha acquistato una licenza per importo di € 800 mentre il valore reale della cessione è risultato essere pari ad € 200.000. La corresponsione del contante è avvenuto in un modo particolare. Il giorno in cui il cedente ed acquirente si sono recati presso il Comune di Firenze per firmare l’atto con il quale ufficialmente veniva volturata la licenza taxi, contestualmente i genitori del ragazzo si sono recati presso l’abitazione del cedente ove li attendeva la moglie. Il cedente della licenza ha firmato l’atto di cessione solo quando si è assicurato telefonicamente che la moglie (presso la sua abitazione) avesse ricevuto € 200.000 in contanti, consegnati dai genitori del giovane acquirente.
    Per ulteriori informazioni accedete al seguente link :
     http://www.gdf.gov.it/gdf/it/stampa/ultime_notizie/info1829633906.html

    Sembra che i controlli si stiano allargando ad altre grandi città …. altro che calunnia !!!!
     

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