Modesta proposta fiscale

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Modesta proposta fiscale cominciando dalla patrimoniale, ma per andare a parare altrove…. con meccanismo attuativo alquanto singolare ma, garantisco, efficace!

Giuliano Amato ne ha parlato apertamente. Se il debito pubblico italiano è pari a poco più di 30 mila euro procapite, e se la ricchezza finanziaria netta e immobiliare degli italiani è pari alla bellezza del 550% del Pil e cioè in media a 350 mila euro a famiglia cioè 135mila euro procapite, che male c’è a chiedere agli italiani 10 mila euro a testa – naturalmente distinguendo per principio progressivo, chi ha di più dà di più, chi di meno paga meno – in modo da abbattere ikl debito pubblico dal 118% del Pil più o meno all’80%? Naturalmente Amato ha usato il verbo “chiedere”. Ma è una perifrasi un po’ troppo gentile. Diciamo che sarebbe una di quelle misure che lo Stato si riserva di assumere di notte, l’indomani mattina ti è già entrato elettronicamente nel conto corrente e si è preso quanto ha deciso, e poi nemici come prima.

In ogni caso, ne aveva parlato Carlo De Benedetti, ne parla Susanna Camusso, non la esclude Piercarlo Padoan dell’Ocse. La tassazione patrimoniale è entrata ufficialmente nell’agenda pubblica italiana. Per il momento la sinistra e soprattutto il Pd respingono il calice amaro, nell’ultima recente definizione delle proposte economiche indicate dal partito la patrimoniale non c’è. Ma sono in molti a pensare che non se ne possa fare a meno. Tanto che persino il professor Marco Fortis, l’instancabile illustratore della solidità della ricchezza privata degli italiani e del loro basso debito privato rispetto agli altri Paesi avanzati, ha iniziato a capire che è meglio allontanare esplicitamente da sé – e dal professor Giulio Tremonti – il sospetto indicare a propria volta la patrimoniale come soluzione.

In realtà, bisogna intendersi: di che cosa stiamo parlando? Amato pensa a un esproprio patriottico che diminuirebbe di un terzo il debito pubblico abbassandone l’onere, libera poi la politica di continuare a far debito aggiuntivo appena ribassatane la linea. Vi fidereste? Io mai. Scenderei in piazza. Altro è dire: c’è troppo prelievo su lavoro e impresa, abbassiamo le tasse lì e introduciamo una patrimoniale. Io resto contrario, perché il più dei patrimoni si sottrarrebbe. Scopriremmo che come avevamo un’alta evasione sui redditi la avremmo anche sui patrimoni, tranne sul mattone a vista che in Italia non è affatto poca cosa, ma va riservato a cespite per i Comuni nella riforma federalista, senza altro prelievo aggiuntivo. Diverso è limitare molto la tassazione su redditi cioè sull’oggi, per concentrarsi sui patrimoni – cioè su ieri – e sui consumi – su un domani più effimero, rispetto a risparmi e investimenti. Dipende da come si fa, dico io.

Altra cosa ancora infine, è quel che farei io: in 5 anni vi abbatto al 20% l’aliquota sia sui redditi delle persone fisiche – modulando la progressività con le deduzioni sopra una no tax area – sia delle persone giuridiche – invertendo la pazzesca regressività che premia i grandi e uccide i piccoli – ma poiché non possiamo rischiare sui mercati, dal primo anno c’è una patrimoniale appiana gettito – per i particolari, in futuro sviluppi tecnici .  che scenderà man mano che il gettito da emersione del nero si manifesta con le basse aliquote sul reddito. In più, tetti espliciti in Costituzione a spesa pubblica e tasse, come a Berlino. Il mio programma elettorale. Con una clausola: cadesse il mondo, se non lo faccio diritto per tutti di prendermi a calci per le strade. Usque ad sanguinis effusionem.

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