16
Dic
2010

In alto i tassi reali, disastro reale in arrivo

Altra disastrosa asta di titoli di stato in Eurolandia, questa volta in Spagna. All’indomani della messa in outlook negativo da parte di Moody’s, Madrid ha piazzato due emissioni, a 10 e 15 anni, per le quali aveva preventivamente ridotto l’importo di emissione, nel tentativo (fallito) di contenere l’impatto di mercato sui rendimenti.

Il rendimento medio sul decennale è uscito al 5,446%, contro il 4,615% della precedente asta di questo bond, lo scorso 18 novembre. Il titolo quindicennale è stato collocato ad un rendimento del 5,953%, contro il 4,541% dell’asta del 21 ottobre. Campanello d’allarme nel bid-to-cover, il rapporto tra le quantità domandate e quelle offerte. Per il decennale, tale quoziente scende infatti da 1,84 a 1,67. Meglio le cose per il quindicennale, la cui copertura aumenta da 1,44 a 2,52.

Premesso che i rendimenti obbligazionari stanno salendo un po’ ovunque, anche in modo vistoso (ne parliamo tra poco), proviamo a chiederci in che modo la Spagna, che ha una crescita del Pil prossima allo zero, riuscirà a reggere il servizio del debito di titoli per i quali il mercato chiede quasi il 6 per cento. E soprattutto, ricordate che l’inflazione non sta salendo, quindi ci troviamo in un contesto di tassi reali positivi e crescenti, una vera iattura per ogni debitore. Proseguendo su questa traiettoria, aggiungendo le pesanti aste di titoli pubblici che Spagna e Portogallo dovranno effettuare a inizio 2011, la probabilità che la Spagna finisca nei guai è piuttosto elevata. E dopo la Spagna, eccetera eccetera.

A proposito di rendimenti obbligazionari in rialzo, a conferma del fatto che la scienza economica è sempre più un’opinione, è in corso un ampio e corposo dibattito circa le cause di tale fenomeno. Da una parte vi sono quelli che ritengono che si tratti della discesa in campo dei mitici bond vigilantes, cioè del mercato, che reagisce al lassismo fiscale americano ed alla eurocrisi di debito. Altri, come Martin Wolf, si rallegrano invece del fatto che i tassi reali sono in aumento, perché ciò vuol dire che la ripresa è tra noi, oltre che per altri motivi “minori”, come la vigorosa domanda di capitale dei paesi emergenti che incontra un risparmio disponibile in calo planetario, a causa dell’invecchiamento dei paesi sviluppati. Wolf peraltro cade vittima di un gioco di specchi, scambiando l’inflazione effettiva (che è ferma o addirittura declinante un po’ ovunque in Occidente) con le attese inflazionistiche implicite nei titoli di stato indicizzati all’inflazione.

Può essere tutto, ma senza scomodare troppe teorie e wishful thinking, non potrebbe più banalmente essere che siamo a fine anno, molti investitori istituzionali (soprattutto hedge fund) decidono la nuova asset allocation (uscendo dall’obbligazionario) ed il mercato è scarsamente liquido per motivi di stagionalità? Non è che deve sempre e comunque esserci una spiegazione coerente con la teoria economica, sapete? Ah, e nel frattempo, il mutuo trentennale standard americano ha superato il 5 per cento. Con tanti saluti alla rivitalizzazione del mercato. Però i tassi reali sono in aumento, ergo, c’è la ripresa. Non sequitur, quanti crimini si compiono nel tuo nome.

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11 Responses

  1. Francesco

    Per quanto riguarda i mutui le banche stanno aumentando i tassi per cercare di recuperare il maggior rischio di mancati rimborsi. Questo però porterà verosimilmente ad un aumento dei mancati rimborsi stessi.

  2. Quando ho letto la frase “non potrebbe più banalmente essere che siamo a fine anno…” mi è tornata in mente la scena di “Una poltrona per due”, quando Valantine/Eddie Murphy spiega ai Duke perché il prezzo della commodity continuerà a scendere. 🙂

  3. In realtà riposizionamenti di portafoglio a fine anno rappresentano da sempre situazioni che stravolgono i mercati. E questa spiegazione è certamente meno cervellotica di quella di Wolf, IMHO…

  4. Ma ha ancora così importanza la chiusura del bilancio al 31 dicembre? Mi spiego meglio: ormai nel mercato finanziario i “bilanci” si chiudono ogni quarter, perchè è così determinante l’ultimo quarto? Si badi capisco la differenza, ma non mi spiego un così sensibile impatto sul mercato.

  5. @Gianluigi Moretta
    Ha ragione. Diciamo che questo quarter ha coinciso con rendimenti sui Treasuries ai minimi storici di tutti i tempi, e con il nuovo stimolo fiscale americano, in deficit. Facendo due più due, lo scenario ha senso. Il fatto che sia implementato in questo mese, quando tradizionalmente la liquidità si prosciuga, amplifica i movimenti. Personalmente, ho evidenze aneddotiche che molti hedge fund stanno facendo esattamente quello, e si tratta di elefanti nella cristalleria, da sempre.

  6. Piero

    i bond scendono xrchè chiudono il ciclo quadriennale partito nel 2007..
    i bond scendono x le aspettative di futura inflazione da quantitative easing..
    i bond scendono xrchè aumenta il rischio di credito..
    i bond scendono xrchè spesso con la loro discesa anticipano di 6 mesi la discesa delle borse (la correlazione inversa statisticamente spesso vera spesso falsa)..
    i bond scenderebbero ancora di più se la Fed esplicitamente (ha superato la Cina come detentore di Treasury) e la Fed invisibilmente (finanzia le banche commerciali che fanno x lei il lavoro sporco) non comprasse x alterare il cover ratio e tener buona la gente..

    e noi che abbiamo il 120% di debito invece che l’80% della Spagna.. che servizio dovremmo pagare ? … o tagliano brutalmente pensioni spesa pubblica ed evasione fiscale anche con le cattive (anche se in questo blog inneggiate all’evasione liberista) un’altranno non la racconterete più..

  7. Enrico

    @Francesco
    Non esattamente… I tassi salgono perche’ I nuovi requisiti di Basilea 3 stanno annullando la profittabilita’ delle banche e l’unico modo per rimanere in business e’ alzare i prezzi.

  8. Piero

    @Enrico

    non esattamente… i tassi salgono xrchè gli stati con le banche centrali tentano in tutti i modi di tenerli bassi a causa dei debiti… ma la speculazione cioè il mercato non ci stanno ad essere remunerati poco visti i rischi di default crescenti x ora mascherati… è x questo che ad ogni asta (vedi la Spagna citata da Seminero) li attaccano scientificamente x svalutare bond e far salire il premio giusto (ma x noi costoso) del rischio credito..

  9. erasmo67

    Per un pugno di dollari. Ed oltre

    Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile l’uomo con la pistola è un uomo morto.
    Quando un uomo con il fucile incontra un uomo con il cannone l’uomo con il fucile è un uomo morto.
    Quando un uomo con un cannone incontra ….

    Ma qui se si comincia a sparare non si salva nessuno.

  10. ennio

    La via d’uscita dal disastro economico-finanziario in arrivo è il ritorno alle monete sovrane degli Stati. L’euro propagandato come panacea per risolvere tutti i mali, sta creando una instabilità finanziaria nell’area euro mai vista precedentemente ….. altro che sicurezza e stabilità finanziaria che ci era stata assicurata ……. e dire che ci hanno pure tassati per entrarci…….

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