29
Nov
2010

Ciapa là! Lezione dalla Svizzera sui referendum e il fisco. Di Sergio Morisoli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Sergio Morisoli:

Ancora una volta, domenica 28 novembre, la democrazia diretta elvetica ha dimostrato tutta la sua efficienza ed efficacia. Sia il banchiere zurighese di Paradeplatz, sia l’ultimo contadino di montagna sperduto in una remota valle alpina (la partecipazione alle urne ha superato il 50%), hanno potuto esprimersi direttamente e senza intermediazioni né partitiche né di rappresentanti politici su due temi importantissimi: il federalismo fiscale e l’espulsione degli stranieri che commettono crimini sul territorio della Confederazione.

I temi in votazione federale necessitano sempre di una doppia maggioranza: quella del popolo e quella dei 26 Cantoni. I cittadini svizzeri hanno rifiutato con un sonoro 58.5% l’iniziativa dei socialisti che intendeva armonizzare i sistemi fiscali dei 26 cantoni introducendo aliquote minime per i cosiddetti ricchi. Questo passo avrebbe minato in un colpo solo: (1) il federalismo fiscale svizzero fatto del 30% di imposte che vanno alla Confederazione e del 70% che rimane ai Cantoni e ai Comuni; (2) la sana concorrenza al ribasso tra le 26 leggi tributarie cantonali; (3) l’attrattività di insediamento in Svizzera per aziende e benestanti; e non da ultimo (4) avrebbe a medio termine esposto l’intera Svizzera a pressioni fiscali armonizzatrici da parte dell’UE, producendo crepe nella sovranità in materia di finanza pubblica. Il cittadino svizzero ha invece nuovamente ribadito che vuole decidere lui sia le spese pubbliche sia la loro copertura. Vuole decidere lui il grado di ridistribuzione che il fisco deve giocare. E vuole decidere lui cosa è fiscalmente equo e ciò che non lo è, senza rigidi e duraturi vincoli di legge. Domenica il cittadino svizzero ha fatto suo il principio che chi paga comanda e chi comanda paga.

Il secondo tema in votazione era l’iniziativa dell’Unione Democratica di Centro, un partito di destra, che voleva l’espulsione diretta dei residenti stranieri che commettono crimini in Svizzera. Va notato che la Svizzera, non lo si ricorda mai, detiene il record europeo quanto a popolazione straniera residente (quasi 1 cittadino su 4). Anche qui il cittadino si è pronunciato con una maggioranza del 53% non per una politica xenofoba, bensì di protezione, ribadendo che il Paese è certamente aperto all’immigrazione, a patto che chi entri in casa si comporti adeguatamente, rispetti la cultura e i valori locali, e contribuisca a costruire il proprio benessere personale e il bene comune. Si noti che il Governo federale aveva proposto un controprogetto di legge che mirava allo stesso scopo, ma sfumando le casistiche di crimine. I cittadini lo hanno semplicemente ignorato, scegliendo la versione originale per la quale erano state raccolte le firme popolari. Il voto popolare dovrà certamente venire corretto tecnicamente dal punto di vista giuridico, ma la politica non potrà non riconoscere il chiaro messaggio uscito dall’urna in materia di residenza e delinquenza.

Il vecchio metodo svizzero di far esprimere su tutto il popolo ha di nuovo smentito chi pensava di scrivere a tavolino le regole di come appropriarsi di mezzi privati; e ha pure smentito chi pensava che le porte da tempo tradizionalmente aperte agli stranieri dovevano rimanere tali sempre e a prescindere dal fatto se chi entra abbia buone o cattive intenzioni.

Sergio Morisoli è economista

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16 Responses

  1. Frank77

    Quello che mi ha colpito del secondo referendum è che in Svizzera considerano un reato molto grave frodare lo Stato,proprio come in Italia.

  2. Mario Realini

    Complimenti per il commento alla votazione popolare di ieri. Effettivamente non si tratta di un semplice parere ma di un nuovo articolo di legge, approvato dal popolo, che non può essere interpretato. Importante aver specificato l’importante percentuale di stranieri in CH, quasi il 23%… La realtà è la indubbia “durezza” nell’accoglienza di chi non è svizzero. La contropartita più importante (…chiaramente molto apprezzata) è data dai salari , i più alti del mondo. Francamente, in Svizzera, non esistono gravi problemi di convivenza e l’atteggiamento dell’UDC appare esagerato ma, elettoralmente, pagante. In ogni caso si conferma la volontà degli svizzeri di essere padroni in casa propria, proprio come era scritto sul patto di alleanza del 1291…, sette secoli fa!

  3. frankl

    Gli svizzeri non vogliono i delinquenti stranieri sul loro territorio. Depositino i loro capitali in banca, e pi via, a casa loro!!

  4. renato

    segnalo che la notizia del referendum sull’immigrazione è stata immediatamente riportata nei notiziari del mattino mentre sul referendum fiscale niente, forse è meglio non far sapere troppo che gli svizzeri possono esprimersi con il referendum anche in materia fiscale, diversamente da noi italiani.

  5. Alessio Tremorti

    volevo segnalare che ho chiuso la partita iva (la famosa partita “amichevole” del 20%) e continuo a lavorare in nero. Mi dispiace avrei voluto contribuire ma con 10 mila euro/anno proprio non ce la faccio. Saluti

  6. Giacomo Consalez

    Interessante il fatto che sia il nostro modello di governo che il loro si fregino del termine “democrazia”. Salvo che la nostra è una oligarchia criminale arroccata intorno allo stato leviatano rapinatore padrone sbracato centralista e accentratore. La loro è sovranità dei Cittadini sui governanti. La parola “democrazia” possiede uno spettro di significati assai ampio, e noi italiani prediligiamo quelli più infausti…

  7. è agghiacciante in che modo i socialisti (di destra o di sinistra) siano sempre lì a provare a mandare in vacca un sistema che funziona parlando di “equità” e di “armonizzazione”.
    hanno ‘sta voglia regolamentatrice e livellante verso il basso che è patologica!

  8. fabio franconieri

    il sistema svizzero è ormai splendidamente efficiente grazie alla raffinazione di quasi mille anni di neutralità.
    trovo perciò ragionevole nel merito considerare positivi i risultati e l’approccio stesso delle urne svizzere, che come si saprà fanno svariati referendum annui.
    credo si dia tuttavia poca considerazione alla valenza del fenomeno della neutralità, che è il vero elemento che consente alla svizzera di essere tale e di dare così bella prova di sè al mondo.
    le scelte fiscali sono semplicemente (si fa per dire) un hatù che rende CH più attraente e consolida la forza di sistema, ma in sè potrebbe essere gestito, a seconda delle opportunità, in senso inverso, più o meno inasprendo il prelievo fiscale.
    per esempio al fine di salvaguardare il segreto bancario, che è uno dei cardini della neutralità svizzera, alcuni, ormai tanti, anni fa CH accettò di applicare prelievi sulla persona fisica non residente nominalmente superiori a quelli dei confinanti.
    la compromissione del segreto è ciò che ha fatto tremare il fortino svizzero nella vicenda dei 4.500 nomi di cittadini USA da consegnare alle autorità statunitensi, quali detentori di depositi in CH suppostamente non dichiarati al fisco nazionale.
    la riflessione che proporrei piuttosto è (con referendum?…): vogliamo noi un paese fuori dalla mischia, pronto anzi ad approfittare della inefficienza e del disaccordo altrui per rafforzare le proprie posizioni, portando l’opportunismo a sistema di difesa, consolidamento e crescita di una comunità, (tra l’altro certamente ed identitariamente nazionale), fatta di cittadini ineducati a combattere tra le onde del mare, bensì guardiani del faro, pronti al soccorso, seppur esclusivamente a pagamento ca va sans dire, immutevoli difensori di se stessi e della propria posizione privilegiata (sarà mica anch’essa una rendita…) , indipendentemente da ogni giudizio di merito, di ogni giudizio morale? La mia risposta è data, evidentemente.

  9. Giorgio

    @ Frank77
    Tieni però presente che la Svizzera ingrassa proprio su coloro che frodano il fisco in Italia, quindi quella norma puzza un po’ di tartufo. Se hanno tanto in uggia chi froda il loro fisco, dovrebbero almeno evitare di agevolare chi lo fa negli altri paesi.

  10. Aigor

    Giorgio :
    @ Frank77
    Tieni però presente che la Svizzera ingrassa proprio su coloro che frodano il fisco in Italia, quindi quella norma puzza un po’ di tartufo. Se hanno tanto in uggia chi froda il loro fisco, dovrebbero almeno evitare di agevolare chi lo fa negli altri paesi.

    Mica vero, in questo sono nazionalisti, tu vieni qui in svizzera ma paghi TUTTO quello che ti chiedo, attegiamento sicuramente opportunista ma perfettamente coerente col loro pensiero.
    Ti faccio un esempio banale, tu mi chiedi in prestito 1 euro perche’ dici di morirti di fame, io te lo do ma vedo che te lo giochi, perche’ dovrei inc.. adirarmi? mi adiro se non mi restituisci 1 euro a me non deve fregare come lo impieghi, ma solo se me lo restituisci.

  11. diana

    Per la serie Svizzera & Fisco: i verdi di oltralpe stanno raccogliendo le firme per una legge di iniziativa popolare che intende abolire l’IVA (non essendo nella EU, non credo abbiano l’obbligo di mantenere l’imposta da cui si ottiene il finanziamento della EU stessa) e di sostituirla con la tassazione sull’energia da fonte non rinnovabile.

    (Ma loro hanno il nucleare..)

  12. Non sono in tema ma vorrei segnalare un fatto successo circa un mese fà.
    Amazon la grande società di vendita per corrispondenza ha deciso di espandersi in Italia con una struttura dedicata.
    Il fatto e che per vendere in italia la struttura la creata in Francia.
    Forse perche non si fidava delle leggi Italiane sul lavoro?

  13. Alessandro

    Vorrei segnalare che da un pò di tempo anche in Italia qualcuno sta seriamente portando avanti un progetto molto dettagliato e rivoluzionario che a mio parere è destinato a crescere e ad avere successo. Si tratta di Armando Siri, giovane brillante e un pò irriverente che ha fondato il PIN Partito Italia Nuova, il quale propone una nuova Costituzione e un modello fiscale basato su una tax flat di 3000 euro l’anno per tutti e l’abolizione delle ritenute alla fonte da parte dello Stato sui redditi. Ho letto il suo progetto e il suo libro “l’Italia Nuova” (tra l’altro si può scaricare gratis sul sito). So che ai più sembrerà assurdo e invece i conti tornano. Basta solo guardare la realtà da un’altra prospettiva. Del resto anche in Svizzera hanno recentemente con un referendum modificato la materia fiscale e per non parlare dell’Islanda paese dell’Euro che ha mandato tutti a casa, ha nazionalizzato le banche, e si è ripresa in mano il Paese. Facendo una nuova Costituzione. Anche in Italia c’è chi ha coraggio.

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