24
Nov
2010

È necessaria una tragedia greca per ottenere le liberalizzazioni anche in Italia?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Luigi Ferrata:

Vittorio da Rold su il Sole 24 Ore del 23 novembre analizza le ricette adottate dal Governo greco per fronteggiare la crisi.  Si tratta di una serie di liberalizzazioni e riforme strutturali che incidono in profondità nel tessuto sociale e burocratico del Paese. Da Rold sottolinea anche come Papandreu sia consapevole dell’impopolarità delle proprie scelte, ma che sia determinato a proseguire anche a costo di essere sconfitto alle elezioni.

Fa un certo effetto scorrere la lista e vedere come il Primo Ministro stia procedendo verso una maggiore liberalizzazione delle professioni di avvocato, ingegnere, farmacista e medico per ottener l’aumento di un punto di PIL. E ancora per risparmiare e snellire i costi burocratici il Governo greco è anche riuscito a far passare una riforma dell’organizzazione statale grazie alla quale sono state eliminate le 57 province per sostituirle con 13 macroregioni ed addirittura il Governo ha ottenuto che molti comuni venissero accorpati garantendo risparmi nell’ordine di un miliardo e mezzo all’anno.
Tra le altre misure adottate una seria lotta all’evasione fiscale, basata anche sull’utilizzo della tecnologia fornita da Google Maps per individuare gli evasori.

In sostanza le misure adottate in Grecia sono considerate le ricette necessarie per uscire dalla crisi: in altre parole per salvarsi la Grecia ha compreso l’importanza e l’urgenza di liberalizzare il mercato ed il Governo è disposto a sopportarne il costo politico nell’interesse del paese, confortato dal fatto di poter guadagnare in termini di crescita del Pil.

Rileggendo il paragrafo e sostituendo le parole Grecia e a Papandreu con Italia e Berlusconi si ottiene una fattispecie che dovrebbe essere perfettamente adattabile anche al nostro Paese ma che purtroppo non viene implementata.

A mio avviso è paradossale che nella situazione di crisi, anche l’Italia, che sicuramente in termini di crescita non gode di ottima salute, non si arrenda all’evidenza e non decida di imboccare la strada delle liberalizzazioni, tanto più che le scelte effettuate dalla Grecia sono di buon senso, condivisibili e addirittura oggetto dei programmi elettorali dei partiti di maggioranza.

La Grecia per crescere ha scelto, l’Italia vuole crescere, sa cosa deve fare, ma non lo fa.

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14 Responses

  1. emilio

    Io mi chiedo se al posto di guardare l’ultimo della classe prendessimo come esempio il primo ,per esempio la Germania o anche la Francia, dove di liberalizzazioni così spinte non se ne parla per niente eppure il loro pil non mi sembra che vada così male?
    Prima di sfasciare un sistema come quello farmaceutico che ci invidia tutto il mondo io ci penserei un attimo anche perchè una domanda me la farei :è mai possibile che in tutto il mondo occidentale nessuno ci abbia mai pensato a questa liberalizzazione così spinta ?
    Ah dimenticavo a pensarci bene c’è un paese in cui il settore farmaceutico è liberalizzato,vedi l’Inghilterra,solo che in tale paese il numero di farmacie per abitanti è minore che in Italia e poi alla faccia della liberalizzazione i 2/3 delle farmacie sono in mano alla catena Boots/Alliance e per giunta tutte dislocate in zone di forte densità abitativa mentre le zone meno interessanti sono carenti e non si trova nessun farmacista innamorato della professione pronto a sacrificarsi in un paesino di 400 abitanti per guadagnare poco più di uno stipendio.
    Per quanto riguarda le altre professioni il medico come l’avvocato piuttosto che l’ingegnere tutti noi li scegliamo per la loro bravura e non perchè paghiamo una parcella più bassa anzi a me risulta che quelli bravi oggi li paghi più di prima.

  2. Luigi Ferrata

    Nicola, hai ragione. Il Governo greco intende utilizzare Google Maps per contrastare l’evasione

  3. marko

    Google maps per individuare le costruzioni abusive che non risultano al Catasto.
    Qui da noi lo fanno già da tempo in alcuni Comuni, c’è anno per anno l’intera copertura fotogrammetrica del territorio nazionale. Indi posson verificare in che anno è stata costruita una certa costruzione se è stata modificata se tali modifiche risultano paragoonando con le carte del Catasto.In Italia non mancano le risorse, spesso manca la volontà d’applicar anche quello che si ha.Penso alle domande di condono edilizio per immobili fabbricati successivamente, ne prendono una su 100.Non c’è la volontà politica e la capacità degli uffici tecnici di far dei controlli seri poi si perdoino se hai presentato la domanda e manca una firma.

  4. dimentichi anche un’altra cosa, Papandreu e socialista e riformista; Berlusconi ancora non si sa cosa sia, è una strana specie di conservatore neopopulista

  5. caro emilio,

    hai fatto delle osservazioni di buon senso sulle liberalizzazioni.
    forse le hai fatte sul sito sbagliato…
    chiederei invece, giusto per rimanere in tema di osservazioni sul sito sbagliato…
    perché invece di mettere quel contatore stucchevole del debito pubblico, caro Giannino,
    non mettete il contatore del debito aggregato? magari affiancando quello degli altri paesi più importanti???
    forse mi è sfuggito, e nel caso chiedo venia e conseguente link, ma non mi pare che sia stata affrontata la questione del debito aggregato così come presentata da Tremonti e Fortis, e la sua conseguenza nella valutazione della solvibilità di un paese.
    sulla capacità delle liberalizzazioni, in qualunque settore, di dare autentica qualità oltre che vitalità, comincio ad avere qualche dubbio…

  6. antonio

    Vorrei fare una domanda a proposito di quanto scritto da Pietro Ancona nel suo blog:-abolire la negoziazione dei titoli di Stato! Salvare l’umanità dagli sciacalli!

    Non capisco perchè viene concesso ad un pugno di criminali finanziari che si chiamano Mercato di attentare alla sicurezza al benessere alla vita di centinaia di milioni di persone e di Stato Sovrani. Si sospenda la negoziazione dei titoli dando agli stessi un rendimento fisso stabilito una volta per tutte e basta! Sospendere anche le pagelle delle società di rating fatte da compari dei criminali di cui sopra Il lavoro di milioni di persone non può essere distrutto dai ladri del Capitalismo!

    Senza dire che ci può essere un disegno organico per escludere il Pigs, maiale dei paesi marginali Spagna, Irlanda, Grecia e Portogallo e poi magari anche l’Italia …
    la domanda :-è tecnicamente fattibile? o ha un senso ? grazie

  7. Caro Giannino
    l’Italia e un paese con mille privilegi e tutti sono d’accordo nell’eliminare quelli degli altri.
    tutti subiscono i pivileggi degli altri.
    Non si rendono conto che eliminando tutti i privilegi staremmo tutti meglio.

  8. marco ottenga

    Una volta il mio amico Sergio mi spiego’ che a fare i ponti con gli ingegneri tutti sono buoni, e a farli con i matti che bisogna essere bravi. In Grecia hanno uomini politici che per il bene dei loro cittadini sono disposti a perdere le elezioni.
    I nostri politici si sporcano le mutandine solo a parlare di sondaggi!
    Quando nevica si mettono le catene o i pneumatici da neve, noi le SLICK, se soltanto ci roviniamo ci va ancora bene! piu facile che ci ammazziamo!
    Prevediamo un Pit Stop!

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