19
Nov
2010

Chi ha troppi soldi, noi o lo stato? – di Antonio Martino

Quando, il 23 novembre 1986, mi rivolsi ai 35.000 partecipanti alla marcia dei contribuenti di Torino, debuttai dicendo pressappoco: “Siamo qui da neanche un’ora e lo Stato italiano ha speso (?) mila miliardi, ne ha incassati (?) mila e ha contratto nuovi debiti per (?) mila.” Le cifre esatte, ovviamente, a distanza di tanti anni non le ricordo più, ma ricordo l’obiettivo di questa mia premessa. Volevo illustrare la tesi che, come sostenuto da Oscar Wilde, “il tempo è spreco di denaro”.

L’iniziativa dell’IBL si muove nella stessa direzione e, anche se i problemi di misurazione dello stock di debito sono notevoli, merita il nostro plauso. La ragione è molto semplice: le persone normali vivono in una dimensione monetaria che non conosce i milioni o i miliardi di euro. Quando si parla, quindi, di quei numeri, la convinzione di chi ascolta è che la cosa non riguardi lui, che di quelle somme non sa alcunché, ma altri. Se ci si limita a indicare valori pro-capite il discorso, anche se indubbiamente più comprensibile, non è tanto efficace quanto vedere le lancette di un orologio che scandiscono la corsa verso la bancarotta.

Quel maledetto orologio non si guasta mai, neanche fosse di produzione elvetica! Continua a marciare imperterrito nonostante gli eroici sforzi dei nostri governanti che, sprezzanti del pericolo, continuano a tartassarci nell’implicita convinzione che noi abbiamo troppi soldi e lo Stato, invece, troppo pochi. Come una fanfaluca di tale fatta possa essere ancora propalata senza arrossire è un mistero che supera l’umana comprensione.

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11 Responses

  1. romain

    il fatto è che lo Stato più incassa più spende a un ritmo superiore (cioè incassa 1 e spende 2, incassa 2 e spende 4, con una spirale infernale), come dimostra in parte la famosa curva di Laffer; ovviamente queste cose l’On.Martino le sa…

  2. ForexNick

    Parole giustissime, ma visto che , a quanto mi risulta, chi le ha scritte e’ stato e rimane tuttora un importante esponente del partito che e’ il nucleo centrale di un governo che continua impeterrito a “tartassare” sempre di piu’ la popolazione , la mia impressione e’ che questo intervento abbia un retrogusto di presa in giro….

  3. alfredo

    @ForexNick
    E’ un processo irreversibile, fuori dal controlla politico, ammesso che la politica abbia mai controllato qualcosa. Ridurre significativamente il debito, abbassare significativamente le tasse, ridurre la spesa sociale e amministrare determinerebbe il collasso persino morale e linguistico degli equilibri su cui si reggono istituzioni e senso comune. Chiunque ci provasse verrebbe travolto. I cambiamenti avverranno, ma per traumi e per situazioni di caos, come sempre è accaduto nella storia.

  4. silvio

    qualcuno potrebbe spiegarmi il criterio o la legge che fà percepire gli stipendi a senatori parlamentari ecc…ma se il popolo è sovrano con un numero x di firme raccolte si può iniziare a ridurre stipendi e ridurre il numero di parlamentari senatori ecc…io sinceramente sono stanco di vedere gente che non se ne frega dei veri problemi che l italia attraversa.uniamoci tutti e riformiamo l italia del vero lavoro e i parassiti fanulloni mandiamoli a casa perchè in tutti questi anni hanno rovinato l italia e più tempo passa più sarà peggio .quando guardo i numeri che vanno sù sù il debito italiano non si ferma mai che vergogna essere al governo e non fare niente per ridurlo.

  5. Ugo Pellegri

    Il problema vero è che tutti sappiamo lamentarci e nessuno opera per ridurre le spese. Avete mai sentito un magiastrato, un insegnante, un amministratore pubblico, un politico ecc. ecc. dire oggi modifico una procedura, un comportamento, una consuetudine ecc. ecc. per ridurre la spesa pubblica? E pensare che molto probabilmente tutti, a casa nostra, sappiamo come fare per contenere le spese.

  6. Giuseppe

    @romain
    La curva di Laffer è una delle più grandi bufale della storia dell’economia. Mankiw (non mi sembra un economista particolarmente Keynesiano) ha affermato che la riduzione dell’aliquota possa essere recuperata al massimo per metà. Non ci sono evidenze empiriche sulla sua validità; alcuni studi affermano che dove la tassazione è molto alta si riesce a recuperare 4/5 se la tassa è sul capitale. Anche a livello teorico tale teoria pecca nella sua formulazione matematica.

  7. Senta professor Antonio Martino ed altri colleghi professori, giornalisti e politici (qualcuno ci sarà pure) di buona volontà.
    Abbiamo capito tutto, abbiamo afferato il concetto, abbiamo la giusta percezione del problema ma:
    VOI SIETE STATI MINISTRI, SIETE DIRIGENTI, SIETE GIORNALISTI CON TANTO DI MICROFONI, CARTA SU CUI SCRIVERE, RADIO, TELEVISIONI DISPONIBILI. CHE COSA CONTINUATE A “MENARCELA” TUTTI I SANTISSIMI GIORNI ??? RACCONTANDOCELA E RIRACCONTANDOCELA ??? Noi piccoli esercenti, idraulici, elettricisti, contadini, lavoratori a progetto, a denpo determinato, stipendiati da 1000/1500 euro al mese. VOLETE CHE FACCIAMO NOI LA RIVOLUZIONE??? Come facciamo a mobilitardi in 10 milioni o più ??? Vi servono dei “soldati” per farla voi questa strabenedetta rivoluzione? Ditecelo e ci mobilitiamo !!! OPPURE ALLA FIN FINE VI BASTA PREDICARE MA IL VOSTRO ORTICELLO E BEN AL RIPARO.
    Scusate la franchezza, so che siete brava gente ed è per questo che mi permetto, ma, benedettoiddio, che caspita posso fare io oltre che rodermi l fegato ???????
    ADESSO CHE MI AVETE PROVOCATO ABBIATE ALMENO LA COMPIACENZA DI RISPONDERE. CAPPERI !!!!!!!!!!

  8. Mauro

    Forse basterebbe una piccola variazione al sistema delle prebende dei governanti, legislatori e magistrati.
    Si viene pagati al 50% dell’attuale. Se si riesce a:
    1. Ridurre del 1% annuo (valore assoluto) il debito senza incremento della pressione fiscale (governo)
    2. Diminuire il tempo medio dei processi del 3% annuo (magistrati e camere)

  9. ForexNick

    @Mauro
    passare nel pubblico da un sistema parassitario ad uno meritocratico , come nei tuoi esempi, non sarebbe una “piccola variazione al sistema” ma una totale rivoluzione strutturale …

  10. G. Tosolini

    Del prof. Martino ricordo bene che, ai tempi dei dibattiti sull’entrata dell’Itala nell’EUR, lui ne è stato uno strenuo oppositore, adducendo motivazioni che erano molto condivisibili.
    La marea degli entusiasti di allora lo relegò fra i pochissimi economisti che si “ostinavano” a non capire le grandi opportunità che l’appartenere all’area della moneta unica spalancava alla nazione Italia.
    Quale è il suo parere oggi?
    Si faccia coraggio professore e dica tutto.

  11. G. Tosolini

    Del prof. Martino ricordo bene che, ai tempi dei dibattiti sull’entrata dell’Italia nell’EUR, lui ne è stato uno strenuo oppositore, adducendo motivazioni che erano molto condivisibili.
    La marea degli entusiasti di allora lo relegò fra i pochissimi economisti che si “ostinavano” a non capire le grandi opportunità che l’appartenere all’area della moneta unica spalancava alla nazione Italia.
    Quale è il suo parere oggi?
    Si faccia coraggio professore e dica tutto.

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