12
Nov
2010

In piccolo, si può smuovere anche il Quirinale

Segnalo giusto tre particolari non troppo secondari, a conclusione della giornata: abbiamo lasciato sul sito di questo blog lo stesso intervento video del sottoscritto da mesi, e purtroppo c’era un perché; la scelta del contatore del terrore, cioè del debito pubblico, oggi si comprova di bruciante attualità; in piccolo, sono riuscito senza sforzo e con un minimo di fatica a ottenere che il Quirinale uscisse dall’ambiguità sulla spesa pubblica. Soddisfazioni intellettuali, certo. Solo queste, del resto, possiamo qui permetterci.  Le illusioni dell’eurosalvataggio, recita il titolo del contributo video che ho deciso di lasciare sulla prima pagina di Chicago Blog ormai dai tempi del compromesso in extremis colto al salvataggio greco con la nascita dell’EFSF, in realtà cuscino di ultima istanza rispetto all’intervento che in sede europea resta prioritario per tempi, disponibilità di risorse e competenze, cioè quello del Fondo Monetario Internazionale.  Non l’ho lasciato lì per prigrizia. Era evidente sin dal primo giorno della soluzione maturata sei mesi fa che essa non avrebbe retto al tempo. La Germania restava e resta semopr epiù il vero Paese leader per bilancia commerciale, dei pagamenti, produttività e dunque crescita, nonché per il vincolo ostativo a strumenti strutturali di salvataggio visti i suoi vincoli costituzionali a duifesa della sovranità nazionale. Dall’altra parte, altri paesi oltre la Grecia restavano ineressati da squilibri di bilancia di pagamenti, come il Protogallo che nelle partite correnti sta a meno 11% di PIL, o di bolle ancora non completamente emerse e rettificate con perdite, come l’Irlanda in campo bancario. Quel che non potevamo sapere con certezza ma solo prevedere, e lo abbiamo previsto, è che i due fattori di debolezza intrinseca del compromesso sarebbero stati ulteriormente minati  dalla guerra delle valute rialimentata dalle contraddizioni della politica “lasca” americana sia in campo fiscale e di bilancio sia monetario  da parte della FED, con il conseguente piantarsi della crescita USA, l’indebolimento che l’euro forte apporta ai Paesi più deboli dell’eurozona rispetto alla Germania, e la frenata generale anche europea tranne che a Berlino e a Londra per effetto delle recenti durissime misure di finanza pubblica. I nuovi record storici di questi giorni degli spread irlandesi e portoghesi sul BUND ci danno purtroppo ragione. La conferenza stampa congiunta al G20 dei ministri delle Finanze dei grandi Paesi europei è stata oggi la conferma che siamo di nuovo sull’orlo di un cratere vulcanico. delò resto, la germania ha fatto la sua scelta. sta con la Cina e contro l’America. Io la capisco, ma per noi son dolori.

Secondo: la necessità di fernare il corso del nostro contatore del terrore cioè del debito publico è confermata dal fatto che oggi anche lo spread dei BTP italiani sul BUND ha superato con 192 punti il rec0rd dello scorso inizio giugno. La consolante tesi per la quale l’Italia era fuori dalla crisi non è destinata a restare vera, con questi chiari di luna politici. E non perché io difenda il governo berlusocni o Giulio Tremonti. Al contrario, servirebbero credibili impegni politici adeguati alla bnuova cornice di instabilità. Cioè un governo stabile e un ministro dell’Economia capace e in condizioni di assicurare  un serio èpiano pluriennale di ridimensionamento della spesa pubblica in termini reali, a fronte di credibili , paralleli e immediati sgravi fiscali a imprese e lavoratori. Il governo che sta tirando le cuoia in questi giorni ha creduto e scelto di non poterlo fare per non alzare la temperatura delle polemiche sociali, stanta la difesa a testuggine da parte delle mille lobbies italiane del milione di rivoli della spesa pubblica, che ha continuato a salire in questi anni nella sua parte corrente mentre scendeva in quella per investimenti. Prima che sia troppo tardi, bisogna invertire il segno di questa scelta. Invertitrla con forza e durezza. Indicando in cinque -sei punti di spesa pubbluica e pressione fisdale in meno l’orizzonte triennale di provvedimenti che ridisegnino alcuni punti essenziali del welfare  e della macchina pubblica italiana, con cessioni al mercato di interi comparti di servizi pubblicui che pre restare tali devono essere offerti secondo standard di qualità e di efficienza, ma non gestiti più da dipendenti pubblici pagati dal contribuente. Altrimenti, bisogna sapere che inevitabilmente o quasi  -dietro l’angolo i nuovi governi e le nuove alchimie che ci sta preparando una politica priva di visione in ogni area politica, al centro come a sinistra come a maggior ragione nella destra resa afasica dal dramma berlusconico – magari dopo un’elezione confusa e senza vincitori dotati di maggioranza coesa, la soluzione sarà quella di una patrimoniale con la scusa che chi c’era prima ha raccontato balle.  ma non una patrimoniale come ponte di breve termine per l’adozione immediata di una flat tax di convergenza tra reddito delle persone fisiche e giuridiche sul 20%. Una patrimoniale e basta, per reperire le nuove risorse che tutti vogliono spendere per far ancora lievitare la spesa pubblica.

Per questo, ieri sera a Porta a porta, ho deciso con un minimo di doppiezza di sollevare il caso della nota del Quirinale che affermava, a due giorni soli dall’inderogabilità richiamata dal Colle dell’approvazione della legge di stabilità, che non si poteva andare avanti con tagli continui. Una nota ambigua, ho detto. Che correva il rischio di essere imbracciata dal partito della spesa pubblica – quello che da Pompei ai teatri, dai film ai ricercatori universitari  confonde lo sviluppo con i denari del contribuente – come un’insperatata e autorevolissima legittimazione.  Stamattina ho rilanciato la palla, intervistando gasparri a La versione di Oscar su radio 24 glie l’ho fatto ridire. Il Quirinale a quel punto ha deciso di emettere una nota di precisazione, il cui senso è non bisogna accrescere il deficit  ma bisogna fare scelte precise invece che tagli lineari.

E’ già qualcosa, ed è comunque un successo. Non possiamio soperare che il Quirinale si metta a dire insieme a noi che la via giusta è quella in realtà di comprimere energicamente spesa pubblica e tasse . Ma, in piccolo, siamo almeno riusiti a fargli dire che non bisogna fare più deficit, ed è già qualcosa in questa povera disastrata Italia.

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23 Responses

  1. Giannino, l’ho vista, e mi è molto piaciuto quello che ha detto. Alla fine, per noi che nome e che faccia abbia il Presidente del Consiglio non cambia un bel nulla. Il debito pubblico e le sue dinamiche, nonchè le reazioni dei mercati agli accadimenti, invece, sì.

  2. Federico

    @ Oscar: tutto bene per carità, ma personalmente ho trovato l’intervento di Napolitano dei giorni scorsi come un’invasione di campo neanche troppo elegante nè velata (mettendo da parte la diplomazia, la giudico una vera e propria entrata a gamba tesa), ma soprattutto come un richiamo abbastanza scontato per quella schiera che tu hai bene individuato nel tuo pezzo (“partito della spesa pubblica – quello che da Pompei ai teatri, dai film ai ricercatori universitari confonde lo sviluppo con i denari del contribuente”). E francamente la nota di oggi non mi rassicura per niente. Le scelte precise sono meglio dei tagli lineari, ma nemmeno noi dobbiamo indulgere troppo sulle formule: per esperienza, so che senza minacce di tagli a prescindere dalle condizioni al contorno, enti come le università non avrebbero mai fatto una minima verifica sugli sprechi e i controlli dei loro costi. Per me, nota o non nota, l’atteggiamento di Napolitano si rivelerà comunque una sponda solo per chi contesta il concetto di “tagli” (figurati se a chi parla di “tagli” a sproposito frulla per la testa di accettare i “tagli precisi” anzichè quelli “lineari”…qua s’ha da cambiare la mentalità, altrochè intervenire dal Colle!)

  3. Marcello

    Napolitano é intervenuto nella contesa politica contravvenendo allé sue prerogative istituzionali…se la sua intenzione era rendere un servizio agli italiani, avrebbe dovuto sporcarsi le mani sino in fondo indicando con précisione che cosa andrebbe fatto in questo momento, ma non ha avuto il coraggio! Era meglio se stava zitto, avrebbe fatto più bella figura…

  4. stefano

    Sono spiacente, ma vedo che O.G. si sta ammorbidendo troppo.
    Io ritengo, da ignorante riguardo ai massimi sistemi, ma ahimé molto ben ferrato per quanto concerne spremiture fiscali, che il taglio non sia da fare in tre anni con un taglio di 5-6 punti di tasse e deficit.
    Bisogna tagliare immediatamente, e di almeno 10 punti per le tasse, di 15 per il deficit. Se anche i nostri cari politicanti non avranno i fondi per trans, mignotte e coca, ce ne faremo una ragione, a destra come a sinistra.
    La patrimoniale, caro Giannino, la faranno. Su questo possiamo giurarci. Magari con un decreto legge domenica notte.
    Bisogna cominciare a non comprare pù i BOT, comprare monete d’oro e nasconderle sotto il materasso, in modo tale da affamare la bestia e nel contempo mantenere qualcosa dei nostri risparmi.
    Questi maledetti continuano a gestire la cosa pubblica con i piedi, accampando le peggiori scuse e mettendo i contribuenti l’uno contro l’altro, indicando nell’evasore fiscale il male assoluto; ovviamente non possono dire di essere loro i responsabili, non finché non si sono tutti ben sistemati, a spese altrui, loro e i loro cognati. Magari a Montecarlo. Datemi retta, prima o poi ci scappa il morto. Più prima che poi. Questione di mesi al massimo.

  5. Fabio

    Condivido buona parte dell’articolo, anche se lo trovo di tono troppo fiducioso. Il Quirinale è governato peggio di Versailles sotto il “Buon Re” Luigi XVI.
    Ciò premesso devo dire che la qualità dello scritto è inficiata da un eccesso di refusi. Forse l’ottimo O.G. ha bisogno di un po’ di riposo per riprendersi dalla “Ditite acuta” :).
    Cordiali Saluti

  6. lucio

    sapete che c’è? io credo si sia persa una grande occasione di riformare finalamente questo benedetto paese, e la colpa è di B, non ci sono scuse (questa maggioranza era perfetta nei numeri). non ci rendiamo conto che stiamo garantendo troppe rendite senza potercelo permettere. di cose da fare ne vedo una marea (sintetizzo): riformulare l’assetto dello stato (via le provincie, ridefinizione delle regioni, abolizioni di quelle a statuto speciale, si al federalismo in senso comunale, ridefinizione dei comuni, abolizione/accorpamento di quelli troppo piccoli), piano giustizia (ridefinizione dei tribunali sul territorio, razionializzazione uomini e mezzi e strutture), piano sanitario (ridefinizione strutture ospedaliere, razionalizzazione uomini e mezzi e strutture), piano sicurezza (fusioni polizia-carabinieri, tutto sotto mininterno, solo in caso di guerra tutto passa alla difesa, anche qui razionalizzazione uomini e mezzi e strutture) questo lo Stato deve fare e se non è possibile commissari le regioni per un piccolo periodo e modifichi il titolo V. Abbiamo visto che non funziona la spesa delle regioni è esplosa, qui abbiamo tolto lo Stato e ne abbiamo messi in campo 21 più piccoli… e poi infine riforma dei poteri dello stato (presidenzialismo, o premierato forte, riduzione dei parlamentari) a me poi mi dovete far capire cosa servono 2 camere che in fondo fan la stessa cosa, non se ne può abolire una? saluti mitico O.G.

  7. roberto bondanelli

    nessun politico ha il coraggio di dire chiaramente che i soldi sono “finiti”.
    In nessuna famiglia si possono spendere più soldi di quanti ne entrano.
    “tutti” i nostri politici sono malati di protagonismo carichi di invidia
    e avidi di poltrone.
    Speriamo in bene ma il cielo appare assai fosco…

  8. L’analisi economico-finanziaria di Oscar Giannino e,come sempre,precisa e puntuale!Qui,bisogna continuare a tagliare sprechi e sperperi,privilegi e prebende delle varie logge,caste e corporazioni,altro che le poco prudenti segnalazioni del colle,che farebbe bene a tacere. Il governo non ha fatto tutto quello che poteva e doveva fare,perchè ha avuto paura dei soliti protetti e privilegiati sociali,dalla scuola alla burocrazia pubblica,dalle università(veri pozzi senza fondo e associazioni per corruttele e nepotismi infami!),dagli enti locali agli enti partecièpati;in Inghilterra Cameron ha avuto più coraggio e determinazione ed ha fatto bene!Ora,se al governo andranno i sinistri,avremo(come con il duo Prodi-Bersani del 2006-2007) nuove tasse,patrimoniali a iosa ed ulteriori sprechi;il tutto coronato dalla fuga dei risparmiatori verso lidi più sicuri;d’altra parte,l’imbecille di turno,il camerata Fini,ha già fatto sapere che bisogna aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie,compresi i bot,i bpt e cct;mica il signore del “Montecarlo scandalo” ha parlato di tagliare i privilegi e sprechi,suoi e dei suoi degni colleghi parlamentari!

  9. Disse Prodi: e poi mi trovi gli armadi dopo porre gli scheletri; 50 anni fa socialisti e socialdemocratici si distinguevano nella razionalizzazione della spesa sostenuta dai secondi e che comunque comporta riduzione se non e’ lievitante, donde un modello comunitario di impiego risorse umane residuali all’impianto industriale interno e per l’export con le sue esigenze di innovazioni competitive ma non salariali. A Capri, il direttore Giannino, in risposta agli esuberi delle innovazioni, ha citato la crisi del 92 per dimostrare che alle innovazioni seguono aumenti di impieghi, ma l’immediato si aggiunge alla disoccupazione cronica e strutturale aggravandola ….

  10. Caro Giannino, ti prego NON ANDARE IN VACANZA PROPRIO ORA, come invece Fabio qui sopra ti invita a fare, non me ne frega niente dei “refusi” mi interessa il contenuto di quello che dici. TI PREGO anzi di aumentare i tuoi sforzi, di andare di piu’ in televisione e dire come stanno le cose, il momento e’ drammatico, siamo sull’ orlo del baratro.
    Se ci sara’ la patrimoniale senza interventi stabili di riduzione della spesa pubblica saremo alla rovina, cosa potra’ poi dire Draghi circa l’ impoverimento dei giovani?
    Diciamo BASTA all’ impoverimento della Nazione, seguono alcuni spunti:
    RIDUZIONE SPESA:
    1) Eliminazione Provincie, Piccolo Comuni sotto i mille abitanti, Comunita’ Montane e quant’ altro di simile, dimezzamento numero dei deputati e dei senatori, leggero aumento eta’ pensionabile, riduzione del dipendenti della PA del 5%.
    2) Debito pubblico: I ricchi e potenti della nazione versino parte della loro ricchezza superflua per questo scopo prima che venga loro imposto per legge magari solo per finanziare la spesa corrente.
    Giannino, AIUTACI TU.
    Per approfondimenti: http://www.segesufossetremonti.blospot.com
    http://www.electricgeniuses.blogspot.com
    Grazie e che il Signore ci aiuti.
    Anton

  11. Luca Salvarani

    E’ riuscito a fare un altro capolavoro! Invece di contestare al governo i suoi risultati economici disastrosi si mette a fare le pulci alle dichiarazioni del presidente della Repubblica che ovviamente non vuole un aumento del deficit..ma tanto basta pur di non parlare di Tremonti e company… Capisco che in Italia è difficile fare il giornalista economico ma servirebbe un po’ più di coraggio e magari di imparzialità! Se davvero vuole un calo della spesa pubblica e delle tasse e una giustizia che funzioni occorre che i politici che comandano non ci rimettano da queste decisioni! Mentre ora è esattamente il contrario: con una giustizia che funzioni Berlusconi e company sarebbero già in galera, abbassando le tasse o tagliando la spesa pubblica avrebbero meno soldi da spendere a loro discrezione, per loro e per le loro cricche! Non capisco se non lo capisce o non vuole parlarne, data la sua intelligenza penso sia la seconda.

  12. marco ottenga

    Trovo originale pensare che questo governo si sia distratto negli ultimi giorni. Mi e’ sembrato invece che si sia trastullato al governo e all’opposizione. Ha fatto cassa con condoni al ribasso (5%) e svendite del patrimonio pubblico colle cartolarizzazioni che hanno arricchito le famiglie della politica da Mastella a tutti i colleghi dell’arco costituzionale PRESO LE CASSE E A FINE MANDATO LE HANNO RESTITUITE INALTERATE O UN PO’ PIU’ VUOTE. Non ho visto ponti ne’ autostrade. Non ho visto UNA liberalizzazione ma molte restaurazioni anche sbagliate da rimangiarsi velocemente.Non ho visto un disegno di societa’ o paese, ne riforma fiscale ne giudiziaria ne scolastica.
    Ho visto prelevarmi 3 miliardi di euro per ripianare una gestione di Alitalia basata sui cioccolatini a bordo, far prestare un altro miliardo a imprenditori “coraggiosi” (potevo farlo anch’io coi soldi dei depositanti di Passera) ma inesperti che stanno accordandosi coll’irricevibile AF ! E sono certo che i debiti residui ipotizzati coperti dalle dismissioni coperti non sono, mentre le migliaia di esuberi si godono una cassa pluriennale, sovente con scivoli fino alla pensione.Non ho visto una politica industriale nelle 3 tornate rivolta a fusioni e acquisizioni per rendere piu solide le aziende, nessun processo di promozione delle aziende piu avanzate o profittevoli e di indifferenza verso le malate terminali. Le province sono ancora in voga ed ai prefetti diamo il compito di difendere il credito. No una pioggia uguale per tutte, perche piu elettoralmente remunerativa quanto meno competitive. sono le beneficiarie Ugualmente nel fronteggiare le trattative sindacali, l’incapacita di dare formazione invece di cassa integrazione. Non sanno nemmeno cosa sia la competizione globale.
    Sembra che l’unica cosa globale nota in italia sia il gossip, dove siamo bravissimi a dileggiare capi di stato per avere i quali sarei disposto ad andare a piedi a Santiago come i marinai o i crociati medioevali. Purtroppo ormai sono convinto che il nostro problema non e’ trovare un leader o un ciarlatano, ma una squadra di persone che:
    – abbiano buone se non eccellenti capacita’ (siamo a fondo)
    – abbiano voglia di lavorare e se ne infischino dei sondaggi, tanto devono fare solo scelte impopolari

  13. Piccolapatria

    La torta da mangiare è finita, non ci sono più fette da spartire. Non solo, se non riusciranno a ripartire in fretta le attività alluvionate del Nordest, la torta si farà ancora più piccola. Ma il futuro è nero, nero. Sta avanzando la conventicola dei congiurati votati per spendere e spandere, sottobraccio a quelli che hanno tanto contribuito all’immondo debito, tristanzuoli e tremebondi, sotto la sferza del manettaro che, evidentemente li minaccia di toglier loro la grazia ricevuta negli anni ’90 da lui stesso medesimo. Se non ci riesce il montanaro Tremonti a fermare il disastro, ma potrebbe fare di più, alluvioni permettendo, figurarsi costoro in torva e stolta avanzata. Saluti.

  14. Riccardo

    io mi domando:ma quei 6 miliardi circa di ICI che il governo Berlusconi ha eliminato non potrebbero essere utili per ridurre il debito? A questo punto non mi sembra che questa possa solo essere una provocazione, ma una dura scelta da fare

  15. marea

    Rimango pietrificato difronte alle forze politiche che stanno cercando di portarci alla crisi con il solo scopo di mantenere i privilegi di alcuni, a scapito dei conti pubblici di tutti.Questa è la mia impressione.

  16. LucaS

    X Marco Ottenga: questo si che è parlare!
    Caro Giannino anzichè la pagliuzza di Napolitano guardi la megatrave del governo!

  17. luigi zoppoli

    E’ stato consolante il suo intervento a Porta a Porta. Ho visto il volto dei partecipanti alla trasmissioni impietrito a sentir dire per la prima volta da una TV che la situazione del paese è difficile e durissima e va incontro a rischi derivanti da turbolenze finanziarie.

  18. Massimo Peruzzo

    @marco ottenga
    MI piace la tua chiosa finale: “….. si dovranno fare solo scelte impopolari….” è la pura verità. Purtroppo non è riuscito a farle nemmeno Obama (e ha pagato lo scotto nelle elezioni appena concluse) figuriamoci se verranno fatte qui, nel paese del Bunga Bunga.
    Una cosa che non ho trovato scritto nei commenti è la seguente: perchè non abroghiamo l’esercito? non tanto le persone, quelle potremmo passarle alla Protezione Civile (e sarebbero molto utili), quanto gli armamenti. Senza quelle spese, avremmo un notevole “polmone” di liquidità da gestire e magari allocare in parte a ripianare il debito, in parte per lo sviluppo economico. Tanto, anche se ci invade la Francia o la Germania, non mi pare che ci farebbero gran danno, anzi….

  19. adriano

    Che noia i finti interventi imparziali a senso unico.Davvero è utile perseguirne la benevola attenzione?Sono stanco del prevalere degli organismi non determinati direttamente dal voto.La legge sola li ha eletti,che si limitino solo alla legge.Smettiamola con adulazioni ed elogi immotivati.L’unico rispetto che meritano a priori è quello che si deve agli impiegati statali.Anche perchè alla fine della giostra dovremo sciropparci i soliti sofismi con cui si avvallerà solo per legge il ritorno al potere del partito delle tasse,arricchito di nuovi soci,affamato di risorse per nuove e vecchie clientele,assetato di rivincita.Altro che sgravi fiscali,altro che patrimoniale,prepariamoci ad una grandinata di tasse senza precedenti.E tutto,naturalmente,nel supremo interesse della nazione e con il plauso gaudente delle masse convenzionate.

  20. Andrea

    Noi siamo la societa’, non lo stato
    Lo stato non siamo noi
    Lo stato e’ soltanto lo strumento,
    La macchina che deve garantire ad ogni persona
    La liberta’ e la sicurezza
    Quando lo stato diventa troppo grande,
    Troppo pesante, troppo costoso, troppo esoso,
    Troppo invadente e troppo complesso,
    E’ lo stato stesso che trasforma
    Le persone in sudditi
    E crea le migliori condizioni
    Per la corruzione ed il crimine
    Noi non appoggeremo mai quei politici
    Che invocano sempre piu’ stato, cioe’ piu’ spesa pubblica, e poi ci chiedono sempre piu’ tasse
    Nel nostro paese c’e’ troppo stato
    Laddove non serve: la burocrazia eccessiva,
    E troppo poco stato laddove serve:
    La sicurezza, l’ordine pubblico e
    La lotta al crimine ed alla corruzione
    Noi vogliamo uno stato piu’ piccolo,
    Piu’ agile e piu’ efficiente,
    Cioe’ meno costoso e meno esoso
    Perche’ noi vogliamo piu’ liberta’
    E piu’ responsabilita’ individuale e meno stato paternalistico ed assistenziale
    Perche’ le persone sanno usare il loro denaro assai meglio dello stato
    E tutto questo
    Non e’ ne’ di destra, ne’ di sinistra
    E’ solo… giusto!

  21. Mauro

    Dr. Giannino,

    Mi sono iscritto perchè mi interessa sempre quello che dice, ma soprattutto per un esortazione: la prego, si candidi!!! (lo so, se la sta già dando a gambe levate, ma io ci ho provato)

  22. marea

    Lo Stato potrebbe incominciare a vendere le azioni Eni, la ferrovia, e pian piano dare al mercato tante funzioni che ora svolge, togliere le province.

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