9
Nov
2010

Draghi non deve fare politica, ma ben altro

Dalle cronache politiche qualcuno continua di quando in quando ad avanzare l’ipotesi che potrebbe essere chiamato a esercitare una supplenza politica in Italia. Ma in realtà per Mario Draghi potrebbe essere un serio incomodo. Non lo dico solo perché molti gli hanno sempre attribuito una segreta voglia di far politica, ma a me è sempre personalmente risultato che non vi sia praticamente nulla di più alieno al suo pensiero, formazione e legittima ambizione. Soprattutto, l’eventuale ed ipotetica chiamata del Quirinale costituirebbe un serio ostacolo a qualcosa che invece sta concretamente maturando. Cioè la possibilità che sia proprio il governatore della Banca d’Italia, a succedere al francese Trichet alla guida della BCE.

E’ una partita che si gioca ai vertici europei l’anno prossimo. Ma intanto quel che nelle ultime settimane gli osservatori specializzati e fior di media europei hanno registrato, è che la candidatura del tedesco Axel Weber, il banchiere centrale tedesco, ha perso molte frecce al suo arco. Le reiterate dichiarazioni del capo della Bundesbank contro la politica monetaria e contro il Quantitative Easing seguito dalla BCE – per altro assai più modesto di quello praticato e rilanciato dalla FED – nonché i suoi irrituali accenni alla necessità che il debito pubblico dei paesi definiti “europeriferici” possa andare incontro ad auspicabili haircuts cioè a riscadenze e degli interessi con perdite delle banche e dei risparmiatori, hanno praticamente obbligato Trichet a smentire apertamente che Weber rappresenti la linea della BCE. In altre parole, in Weber si legge con eccessiva irruenza la matrice politica e germanica della sua nomina, e ciò lo induce a parlare più a difesa degli interessi del suo Paese che di quelli dell’eurosistema. Non è una buona credenziale per guidare la BCE. Ormai il giudizio è pubblico, esteso e condiviso.

Nell’ultima settimana, Der Spiegel ha dedicato un servizio alla “declinante stella” di Weber, accusato di avere “la bocca troppo larga”. Il Financial Times Deutschland ha scritto che è ufficiosamente riaperta la gara e che Weber non è più il candidato numero uno, e che al suo posto maggiori chanches le ha Draghi. Mentre il riflesso condizionato tedesco di preferire un fido banchiere centrale olandese a un italiano olandese non trova buona soluzione in Nout Wellink, che deve occuparsi dei problemi di bilancio e della solidità finanziaria del suo Paese. A parte il fatto che già il predecessore di Trichet, Wim Duisenberg, era olandese. Su Die Welt il presidente dell’eurogruoppo, il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, ha anch’egli criticato duramente Weber. In futuro alla Bce, ha detto, serve un presidente che esprima con autorevolezza una sola voce, non un polemista minoritario.

E’ vero, contro Draghi gioca che il vicepresidente BCE scelto l’anno scorso è del Sud Europa, il portoghese Vitor Constancio. Ma a un francese non può succedere un altro francese, come Dominique Strauss-Kahn, oggi alla testa del FMI a almeno apparentemente il candidato di bandiera di Parigi . Al vice portoghese tanto meno si può aggiungere poi un presidente spagnolo, come spera Madrid che tiene in serbo Jaime Caruana, oggi alla rigorosissima BRI di Basilea, e alla Banca di Spagna dieci anni fa. Mentre il banchiere centrale lussemburghese, Yves Mersch, è un avvocato: il che lo esclude per mancanza di titoli. I tedeschi, scartato Weber, potrebbero giocare la carta di Klaus Regling, l’ex direttore generale della degli Affari Economici e Finanziari alla Commissione Europea oggi alla testa dell’European Financial Stability Facility da 440 miliardi nato per la crisi greca, e che i tedeschi vogliono smontare, sostituendolo con un più ambizioso Fondo Monetario Europeo subordinato però a un’improbabile modifica del Trattato. Ma Regling non ha alcuna esperienza di banca centrale.

Come si vede, all’esame delle forze in campo, Draghi ha tra tutti migliori possibilità di quanto si credesse fino a pochi mesi fa. La guida del Financial Stability Forum e l’ottimo rapporto con Geithner e gli altri regolatori mondiali lo ha reso un candidato autorevole al di là delle vicende del suo Paese. Francamente, al Quirinale potrebbero e dovrebbero pensarci, prima di dirottarlo su altro.

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9 Responses

  1. tulkas

    Si, buoni rapporti con … goldon sacs ?

    Quali interessi rappresenterebbe il draghi?
    A chi risponde?

    Almeno il tedesco ha delle idee proprie!

  2. Piero

    2 cose che sai ma giustamente non scrivi :
    1) la tenuta finanziaria dell’Italia è strettamente legata alla forza che Draghi ha di tenere a bada…. omissis…
    2) la Germania non vuole farsi carico dei periferici.. l’elezione del Periferico a capo del centro potrebbe trasformarsi in un Boomerang proprio x i Periferici.. accelerando strane idee di scissione..

    in sintesi… il meglio x l’Italia.. secondo me.. è che rimanga dove è.. e continui a fare ciò da cui dipende la nostra continuità..

  3. Piero

    @tulkas

    Tulkas concordo 100%.. ed il fatto che questo post sia stato ignorato e non capito dai commenti dei pur attenti lettori del blog (x quanto alle volte un pò troppo faziosi) .. dimostra l’ OTTIMO lavoro che Dragone fa lì ed ora dovè 🙂

  4. marco ottenga

    Credo che se di tanto in tanto viene evocato questo nome sia solo un omaggio alle sue eccezionali capacita’ ed alla speranza di trovarne di similari per salvarci la pelle.
    La prima qualita’ che affascina i pochi individui con spirito “scientifico” e’ il suo approccio quantitativo (i numeri). Costoro hanno ben presente come si e’ usciti dall’alchimia dell’abracadabra, entrando nella scienza dei numeri.. A costoro resta ostico comprendere come coloro che “prima e meglio” escono dalla crisi incrementino il PIL dell’1% quando la media (pesata) europea fatta del +4% tedesco e del -4% greco e’ al 2% analisi tre e le sue derivate parziali non riescono a farmi capireTremonti.
    Non riesco nemmeno a capire una feroce lotta all’evasione rappresentata da un crollo del 2% di gettito fiscale in una crescita, se pur modesta, comunque dell’1%.
    La seconda non trascurabile qualita’ e’ la chiarezza. Un italiano scarno e preciso, concetti chiari, nessun giro di parole, l’uso del numero come misura di riferimento a rappresentare il fenomeno.
    Ed infine quella piu’ importante: il coraggio. E credo che tanto coraggio gli derivi sopratutto dal conforto che sono in grado di dargli i numeri, che nella loro essenzialita’ si sovrappongono ordinatamente alla vasta gamma di fenomeni simili che ha anzitutto studiato e analizzato ed ha sperimentato in una vita di successi.
    Gia’ perche essere stato vicepresidente di Golman Sachs non e’ un crimine come aver costituito reti di compagnie off-shore per evadere le tasse, ma aver analizzato le migliori opportunita’ di investimento in Europa per la migliore investment bank al mondo (oltre ad aver egli studiato e realizzato le prime e migliori privatizzazioni italiane e su cui non sarebbe male si cimentassero ancora).
    Infine sono d’accordo che lui merita ben altro che salvare un popolo di ignoranti faziosi, cui giustamente si sta preparando un calvario idoneo a farci riconsiderare la straordinaria superficialita’ di giudizio e comportamenti che da troppo tempo adottati, non piu’ nemmeno in grado di riconoscere l’eccezionalita’ degli individui cher incontra.
    Buone riflessioni a tutti!

  5. Piero

    @marco ottenga

    daccordo su tutto meno che su una cosa…
    quello che ha fatto la grande banca….. con i CDS su AIG su cui speculava al ribasso … mentre allo stesso tempo era creditrice di AIG di cui aggravava lei stessa la crisi chiedendo l’escussione delle polizze assicurative che aveva contratto con la stessa.. soldi che poi ha ricevuto tramite gli aiuti ad AIG con i soldi pubblici… guadagnando 2 volte CDS+RIMBORSI sulla stessa disgrazia….. beh… non comment..

  6. Flavio

    Non so se è il posto adatto,ma volevo fare una domanda da profano. Accertata la nostra (europea) posizione di svantaggio di fronte ad economie sovrane che possono stampare moneta e far fluttuare la propria valuta,mi domando perchè la BCE non possa anch’essa perseguire la strada di aumento della massa monetaria (euro) che ridimensioni il valore dell’Euro sul Dollaro,favorendo così una ripresa delle esportazioni,e sostenendo il debito pubblico di tutti i Paesi membri.

    Tanto,dopo l’abbandono del Gold Standard, è tutta carta straccia che non aumenta nè diminuisce la fiducia tra le stesse banche la quale è sempre misurata con le riserve auree detenute,stesso dicasi per quelle dei Paesi che offrono un rating ben più autorevole di quello delle varie agenzie.

    Grazie.

  7. Piero

    @Flavio

    perchè la massa monetaria sfocierà in Inflazione ed alti Tassi (x correttezza: io penso che finirà in StagFlazione.. ma altri pensano che sarà Deflazione)…
    perchè Importeranno Inflazione dall’Estero con $ Svalutato (ma x noi Europei sarebbe Peggio xrchè non abbiamo Commodity)..
    e la Germania non vuole l’inflazione (che esagerando un pò fu la causa per cui divennero Nazzisti con tutto il male che ne consegue)..
    perchè la Fed risponde al Governo Americano (che è 1 anche se un pò in difficoltà)..
    perchè la Bce è rappresentante di un’ Area Federale dove le mediazioni tra i Singoli sono bloccanti (ed è meglio così)..

  8. Flavio

    @Piero
    Grazie della risposta Piero.
    L’inflazione è sicuramente lo spettro peggiore,ma è anche la “tassa” che i cittadini hanno sempre pagato agli Stati che hanno un Debito pubblico enorme.
    In altre parole ricordiamoci che l’alta inflazione svaluta,oltre ai crediti, anche i debiti!!!
    E qui il cerchio si chiude,non trovi?

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