2
Nov
2010

Il succo del voto midterm USA: Hayek contro Keynes

Il voto in corso negli USA avrà effetti notevolissimi in tutti i Paesi avanzati. Riequilibrerà l’eccesso di debito pubblico e di politiche delle banche centrali volte a monetizzarlo. O almeno questa è la nostra esplicita speranza, dopo due anni di illusione keynesiana che ha portato nei fatti il tasso di crescita USA a rallentare fortemente dopo l’apparente forte ripresa, e l’Europa a incagliarsi nella crisi dell’eurodebito e relativo dibattito tra rigoristi e deficisti. Qui una suggestiva maniera rappata di rappresentare l’eterno confronto tra Hayek e Keynes, dopo il fortunatissimo video che in qualche mese è stato scaricato da oltre due milioni di internauti. “Quando dopo le recessioni e l’esplosione dei debiti pubblici bisogn rimettere le copse a posto, allora Hayek ha molto da dirci”, ecco la prima lezione ricordata nel brevissimo panel che segue il rap. La seconda: nelle crisi si riallinea l’eccesso di capacità, determinato dai molti investimenti facilitati dalle oplitiche monetarie lasche che gonfiavano in bolla consumi e andamento degli asset quotati, riportandolo verso una domanda naturale non più artifciosamente sostenuta da politiche fiscali in deficit e politiche monetarie eterodosse, come il QE 2.0 che molti si aspettanop domani il FOMC della FED riprenda in grande stile per 500 miliardi di dollari, seguito dalla Bank of Japan che potrebbbero estenderlo dagli acquisti di bond anche a quello di tuitoli azionari. Un errore, a nostro modestissimo avviso. Un errore perché ancora inadeguato e insufficiente, dicono gli iperkeyenesiani alla Krugman. Tra poche ore capiremo che cosa ne pensano gli elettori americani. Buona visione.

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21 Responses

  1. E’ anche la mia speranza, ma quali repubblicani dovrebbero fare i seri col deficit pubblico? Dove sono i fiscal conservatives? Il GOP andrebbe depurato di integralisti cristiani, self-hating right-wing keynesians e avventurieri in politica estera per rendersi presentabile*.

    * Anche di lobbisti, ma è evidente che Obama è allo stesso identico livello da questo punto di vista.

  2. Roberto Savastano

    Oscar, magari! Temo, tuttvia, abbondino gli Hayek “in theory” cioè a chicchiere. Perchè poi -a fatti- anche troppi Repubblicani delle ultime generazioni sembano eccessivamente interessati a pork-laden bills. Magri saltasse fuori un altro Reagan con un Milton Friedman come mentore

  3. Mario Cancellieri

    Professore Oscar Giannino trovo troppo manichea e semplicistica questa sua continua e stucchevole riproposizione del dibattito economico in una netta divisione tra il pensiero di Keynes e il pensiero di Von Hayek,inoltre questa continua polemica con l’illustre premio nobel Krugman mi sembra irriguardosa e speciosa,ho letto diversi articoli di Krugman molti dei quali ben centrati, chiari, volti ad aiutare a comprendere le complesse dinamiche economiche internazionali anche a coloro i quali non sono propriamente degli addetti ai lavori.
    Definire eterodosse delle semplici operazioni di mercato aperto come l’acquisto di titoli di stato da parte delle Banche Centrali per aumentare la base monetaria mi sembra davvero troppo,è il canale più ortodosso possibile per attuare una politica monetaria espansiva,cosa dovrebbe fare in questo momento la FED forse aumentare il tasso di interesse ? O altrimenti adottare politiche monetarie restrittive con l’obiettivo di far rallentare la tenue crescita economica prevista ? O forse più propriamente dovremmo considerare l’acquisto di titoli di stato l’unico strumento rimasto sul tappeto per aumentare la base monetaria data l’impossibilità di ridurre ulteriormente il tasso di interesse nominale già prossimo allo zero pena la possibilità di finire nella trappola della liquidità e nella deflazione come successe all’economia nipponica negli anni ’90. Non dobbiamo dimenticare quanto l’offerta di moneta, la base monetaria possano essere determinanti nell’influenzare l’andamento della congiuntura economica condizionando consumi e investimenti come peraltro sosteneva un altro insigne premio nobel Milton Friedam non certo un economista che possa venire bollato come fautore di politiche fiscali allegre e di debiti pubblici elevati.

  4. un umano

    Mah. Gli elettori americani stanno decidendo che ha ragione tra Hayek e Keynes? La validità della teoria economica è decisa con l’alzata di mano e ha la durata’ fino alle prossime elezioni? Fatemi indovinare: Rep. son tutti con Hayek e Dem. son tutti con Keynes. Che bel mondo bianco-nero. E come in Italia se ti piace il libero mercato, devi votare la destra. Se poi la destra è fatta con l’anti-concorrenziale e clientelare PDL e la nazional-socialista Lega è un fatto secondario. Cosi dopo 20 anni si può parlare di speranze “tradite”, invece di mal-poste.

    Trovo italiano anche il pensiero che da domani la FED cambierà la sua politica, che un risultato di mid-term election può cambiare radicalmente la strategia dell’istituto indipendente come FED.

    E poi sto talebanismo su Hayek contro Keynes. E come discutere cosa è meglio fare con un bicchiere bucato, mettere più acqua o non metterla proprio. Si dovrebbe riparare le buche. Hayek e Keynes sono 2 strumenti che vanno usati a secondo del momento considerando i problemi, il paese e situazione intorno (mondiale) e non perché mi piace Hayek o perché Hayek è di destra (Rep.).

  5. Caber

    Mi pare che nelle domande del dott. Cancellieri ci sia qualche legame causa-effetto dalla dubbia certezza.

    Comunque sia le politiche monetarie fortemente espansive ci hanno portati nel profondo della crisi, non vedo come miracolosamente possano diventare da malattia a cura. Le cause deflattive sono ben altre, quali le rigidità dei mercati. L’espansione monetaria è solo un “tacon”, peggio del “buso”.

  6. Cancelleri: domanda. Cosa succederebbe se:

    (1) l’economia avesse bisogno di qualche triliardo di investimenti per migliorare la propria esposizione finanziaria, riallocare interi pezzi della risorsa produttiva, e mantenere intatti i livelli di produzione, ristrutturarsi.

    (2) il tasso di interesse per colpa della banca centrale è nullo e dunque nessuno risparmia a sufficienza?

    Che la crisi sarebbe imperitura, esattamente come in Giappone. I risparmi necessari a ristrutturare l’economia non verrebbero prodotti, e l’economia non potrebbe riprendersi.

    Una cattiva diagnosi provoca una cattiva cura, e quelle dei Krugman sono cattive diagnosi. Purtroppo un inflazionista inveterato è a capo della Fed.

    Se vogliamo salvare l’economia dai nostri politici, dobbiamo considerare una teoria macroeconomica meno semplicistica di quella di Krugman, per cui ogni problema si risolve con un po’ di debito e un po’ di inflazione monetaria.

  7. Può sembrare drastico, e pure stucchevole, riproporre l’alternativa tra Keynes e Hayek.
    Io sono dalla parte di Oscar, naturalmente; ma forse sono utili alcune precisazioni.
    Quella che è solitamente definita “alternativa”, in realtà non è tale, perché:
    1) Dal punto di vista teorico, non si tratta di due sistemi comparabili. Quella di Keynes non è una ‘teoria generale’ (e dicendo questo, adotto il punto di vista di Hayek, of course);
    2) Dal punto di vista pratico, Hayek non offre ricette o placebo; cioè, non dà indicazioni pratiche per situazioni contingenti. Offre un’analisi generale, come Mises: sta all’intelligenza degli attori saper valutare le circostanze e le misure da intraprendere volta per volta – fermi restando i principi base della teoria (che qui non è il caso di ripetere).
    Le conseguenze di questa asimmetria sono che:
    1) Le ricette keynesiane sono adottate in tutte le stagioni: producono crisi sempre più gravi, e nello stesso tempo si presume che possano risolverle.
    2) La teoria di Hayek è generalmente ritenuta ridondante durante il boom e inutile nella recessione.
    Di fatto, la teoria di Hayek sarebbe efficace, se perseguita costantemente. E’ difficile risolvere i problemi creati con il seguire principi differenti.

  8. marco

    Quoto i commenti di “un umano” ed, in parte, concordo con l’impressione di Mario Cancelleri che ci sia una visione un po’ troppo manichea e “talebana” nella contrapposizione tra bene (austriaci) e male (keynesiani), non essendo per altro totalmente d’accordo nella distribuzione del bene e del male.

    Purtroppo noto che ci si continua a dimenticare dei terzi incomodi ovvero i monetaristi, probabilmente i più colpevoli di tutto ciò che è accaduto: e la pericolosità di continuare a fare affidamento sulla politica monetaria come soluzione ai problemi di oggi (come lo è stato per molti altri problemi in passato) penso che rasenti l’ottusità.

    Per esempio ho trovato interessante ed equilibrato questo articolo:
    http://www.asianews.it/notizie-it/Verso-un-nuovo-sperpero-delle-finanze-pubbliche-19887.html

  9. Giorgio

    La situazione americana non è salvabile; non da un democratico e neppure da un repubblicano e neppure da “tea party man”. La situazione americana è sintetizzabile con la metafora dello scorpione che uccide la rana e se stesso e giustifica l’omicidio-suicidio appellandosi alla “sua natura”. Il mio mac è prodotto in Cina anche se sulla confezione risalta bene la dicitura “progettato in California”. Se lo stesso mac dovesse essere prodotto negli States quanto costerebbe? Anche immaginando che la Apple volesse mantenere un prezzo simile all’attuale e rinuciasse a ricchi utili che ne sarebbe della marcato azionario americano, cosa direbbero gli azionisti? No, cari signori. Con l’arrivo della Cina (e dell’India) nel mercato produttivo molto è cambiato e tanto altro cambierà. Il fenomeno non è modificabile per via pacifica e questo perchè la curva del declino sistemico americano è molto più veloce della curva di crescita dei costi di produzione cinese. Basta tenere conto che di 1,5 miliardi di cinesi (la cifra 1,3 cinesi è in difetto perchè calcolata su un modello pianificato) circa 1,1 miliardi di cinesi sono in attesa di essere immessi nel ciclo produttivo attuale. Fatevi un pò i conti. L’attuale situazione è molto simile al periodo 1910-1913 …. molto simile, molto, molto.

  10. Piero

    caro Oscar.. son daccordo ma non son daccordo…

    * son daccordo con te… che è ovvio che è un gigantesco errore il qe2 e le svalutazioni competitive e le bolle che ne derivano e ne deriveranno (la + grande degli ultimi 110 anni si potrebbe chiamare BOND… ben più del GOLD che riguarda una nicchia.. parola di trader)… l’occidente sparò la prima cartuccia dei debiti x evitare il crollo.. ora spara la 2° ed ultima x evitare il double dip che l’analisi ciclica di borsa evidenziava già a fine 2009… e che ora è stato rinviato ed aggravato di 1 o 2 anni con la m3.. forse nell’attuale contesto sotrico/economico pure il vecchio tuo nemico keynes avrebbe criticato queste politiche suicide..

    ** non son daccordo con te.. con la parzialità politica della tua analisi.. è vero che Obhama (fianziato da Gs&C al pari dei suoi nemici) sbaglia x evitare di perdere troppi consensi.. è vero che la sanità aggraverà debito e double dip… ma è anche vero che i bushiani (e clintoniani x par condicio) hanno contribuito a generare dal 2000 in poi le bolle che ora paghiamo.. e non solo x evitare di pagare lo scotto elettorale delle recessioni.. ma pure x finanziare una guerra (Iraq) con il pretesto del terrorismo dittatoriale ma col vero scopo (LO SANNO TUTTI SE ONESTI INTELLETUALMENTE) di prendersi un pò di petrolio e di autovendersi al proprio governo le armi fabbricate dalla cricca (tanto vale se proprio si devono far debiti a babbo morto meglio farli x la sanità che x le armi)..

    * una visione più equilibrata.. e meno faziosa direbbe x me : TUTTI i leader mondiali non hanno il coraggio di dire ai propri cittadini elettori.. LA FESTA E’ FINITA.. (tra i suddetti pseudoleader c’è cui il Silviuccio che vogliono mandar via non x le donnine o x i suoi affari societari un pochino opachi.. ma xrchè non ha il coraggio di fare ciò che sà da fare x non perdere il carreghino)…

    In fede
    Piero (tuo estimatore al 50%)

  11. Piero

    TUTTO COME PREVISTO.. NUOVE BOLLE IN ARRIVO…
    The Fed says it will buy $600 billion of long-term government bonds by the middle of 2011 to further drive down rates on mortgages and other debt. This will be in addition to an expected $250 billion to $300 billion in purchases over the same period from reinvesting proceeds from its mortgage portfolio…..

    PS: rispetto al mio precedente commento dove dicevo TUTTI i leader mondiali a ripensarci devo rettificare.. le Continentali Semistataliste Germania/Francia (molto più ben messe di noi) e l’Inghilterra Anglosassone (mal messa come noi) una parziale operazione verità la stanno implementando.. manderanno un pò in SANA recessione/rallentamento le loro economie.. ma è il minor male..

  12. sebastiano comis

    ieri ho ascolticchiato la versione di oscar. mi ha colpito la sua esultanza per la sconfitta di Obama e il ritorno dei repubblicani, in buona parte responsabili della crisi del 2007 e fautori di una spesa pubblica militare di dimensioni insopportabili per l’economia americana. le va bene un’America che usa le armi per non pagare il suo debito estero?

  13. Giorgio Resca Cacciari

    La situazione americana non è salvabile; non da un democratico e neppure da un repubblicano e neppure da “tea party man”. La situazione americana è sintetizzabile con la metafora dello scorpione che uccide la rana e se stesso e giustifica l’omicidio-suicidio appellandosi alla “sua natura”. Il mio mac è prodotto in Cina anche se sulla confezione risalta bene la dicitura “progettato in California”. Se lo stesso mac dovesse essere prodotto negli States quanto costerebbe? Anche immaginando che la Apple volesse mantenere un prezzo simile all’attuale e rinuciasse a ricchi utili che ne sarebbe della marcato azionario americano, cosa direbbero gli azionisti? No, cari signori. Con l’arrivo della Cina (e dell’India) nel mercato produttivo molto è cambiato e tanto altro cambierà. Il fenomeno non è modificabile per via pacifica e questo perchè la curva del declino sistemico americano è molto più veloce della curva di crescita dei costi di produzione cinese. Basta tenere conto che di 1,5 miliardi di cinesi (la cifra 1,3 cinesi è in difetto perchè calcolata su un modello pianificato) circa 1,1 miliardi di cinesi sono in attesa di essere immessi nel ciclo produttivo attuale. Fatevi un pò i conti. L’attuale situazione è molto simile al periodo 1910-1913 …. molto simile, molto, molto.

  14. Riccardo

    @Giorgio Resca Cacciari
    mi sembra che il suo intervento centri perfettamente il punto, solo non capisco cosa intenda con il riferimento al 1910-1913, allude per caso alla guerra mondiale?

  15. Mario Cancellieri

    @Pietro Monsurrò
    Signor Monsurrò trovo che definire Bernanke un inveterato inflazionista sia troppo tranchant,noi sappiamo che la FED tra i suoi obiettivi ha anche quello di assicurare la crescita economica a differenza della BCE guardiana integerrima unicamente dell’ inflation target ma poco sensibile a obiettivi di crescita. Comunque la possibilità da lei ventilata che la politica del quantitative easing praticata dalla FED finisca con il creare una nuova bolla finanziaria borsistica senza incidere nell’economia reale sussiste e molti illustri analisti ed economisti la sostengono,auspico un articolo del professor Oscar Giannino volto a sintetizzare e chiarire le differenze tra le due Banche Centrali, opinare sulla giustezza che una Banca Centrale sia o non sia autonoma dal potere politico, debba svolgere unicamente il suo compito di regolare l’offerta di moneta utile per mantenere un ben preciso target inflazionistico o invece può interagire e accompagnare le politiche fiscali anticicliche applicate dai governi? e una Banca Centrale è meglio che applichi sempre delle politiche monetaria discrezionali o sarebbe meglio che agisca in modo meramente automatico come sosteneva Robert Lucas convinto che la politica monetaria non potesse influenzare più di tanto occupazione e produzione per via delle aspettative razionali degli agenti economici?Su questi nodi economici mi piacerebbe leggere un intervento del professor Giannino

  16. @Riccardo
    Il mondo della primo novecento era molto diverso dall’attuale e vastissime aree geografiche erano del tutto escluse dal processo economico di globalizzazione. Il centro del Mondo intorno di quel tempo era l’Europa con il Gigante americano in vorticosa ascesa. Quello che avveniva in Europa ERA quello che avveniva nel mondo e in Europa le tensioni economiche, politiche e militari erano in rapido deterioramento. L’attentato di Sarajevo non ha innescato la guerra, fu la reazione austriaca nel bombardare Belgrado (Serbia alleata della Russia) a provocare la reazione a catena della alleanze incrociate. Oggi non esistono tensioni uguali ad allora, ma basta prendere le tabelle dei consumi energetici e minerari, le tabelle di sviluppo demografico, le tabelle sul PIL, le tabelle dello sviluppo tecnologico (nucleare in particolare), la tabelle sul consumo d’acqua e infine le tabelle sul deficit e debito americano ed appare chiaro che solo un conflitto mondiale potrebbe modificare l’attuale trend. La Cina ha tracciato una strada insolita: un partito, nessuna democrazia ed economia capitalista. Un caso interessante per gli storici ed economisti dei prossimi secoli.

  17. CARO GIANNINO, avremmo bisogno di milioni di suoi cloni.
    UNA PROPOSTA PER LA RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO:
    1)I ricchi e benestanti del Paese dovrebbero conferire spontaneamente una parte della propria ricchezza superflua in un conto destinato a ridurre il debito pubblico (sopra tutto verso l’ estero) in cambio della approvazione di una legge di iniziativa popolare che assicuri la riduzione della spesa pubblica corrente ( es. eliminazione delle Provincie, dei Comuni sotto i mille abitanti, delle Comunita’ Montane, ecc.). Se tre milioni di italiani benestanti conferissero 30.000 Euro a testa si potrebbe ridurre di colpo il debito pubblico del 5,5% circa.
    Penso sarebbe un bel segnale di orgoglio nazionale e di speranza di rinascita che stupirebbe il mondo intero.
    Grazie
    Anton
    http://www.segesufossetremonti.blogspot.com

  18. Giuseppe

    Interessante sondaggio Gallup ( http://www.gallup.com/poll/144164/Democrats-Favor-New-Stimulus-Republicans-Healthcare-Repeal.aspx ) pubblicato il 3Novembre: il 38% degli Americani vorrebbe che il Congresso approvasse un nuovo piano di stimolo ai lavoratori, mentre solo il 24% vorrebbe tagliare la spesa pubblica. Altro dato interessante è quello relativo ai tagli alle tasse di Bush: solo l’8% degli americani è favorevole (13% tra le fila del GOP). Questo per confermare un’impressione che ho avuto la scorsa settimana nel mio viaggio in Texas,New Mexico and Arizona. Il Tea Party rimane un fenomeno abbastanza ristretto, la gente ce l’ha a morte con Obama non perchè vorrebbe politiche simil-repubblicane ma perchè non si è concentrato abbastanza sul problema occupazione. Un signore di Corpus Christi,TX mi ha detto che ” quello sporco negro comunista di Obama fa solo gli interessi di Wall Street. Anche ai miei tempi i democratici erano motherfuckers, ma almeno costruivano le strade”

  19. Riccardo

    Sinceramente non ho cercato a fondo, ma non è facile capire quanta gente abbia votato, se più o meno che alle presidenziali del 2008, mi sembra solo di aver visto una nota (forse su Libero) in cui si diceva che il voto giovanile (che in larga parte era stato favorevole ad Obama nel 2008) si è praticamente dimezzato. Senza sapere quanti hanno votato diventa difficile espiremere un giudizio realistico

  20. Giuseppe

    @Riccardo
    Per il Congresso quest’anno hanno votato circa 78.9 milioni di cittadini contro gli 80.9 milioni del 2006. Il confronto non può essere fatto con le elezioni presidenziali ( 117milioni nel 2008 – 121 milioni nel 2004). Per quanto riguarda il voto giovanile è cambiato pochissimo come per il voto dei neri. Grandi differenze si riscontrano nella middle class bianca e negli elettori indipendenti. Partito per gli Stati Uniti con l’idea di carpire i segreti del movimento di massa dei Tea Party sono rimasto molto deluso trovando circoli con 2-3 iscritti e pochi seguaci. Anche quello è un movimento montato ad hoc dai media. Dai dati che ho raccolto e da esperienze di addetti al settore ho potuto notare che molti voti si sono spostati a causa della sentenza “Citizen United vs FEC” e la liberalizzazione dei finanziamenti ai partiti.

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