21
Ott
2010

Come tagliare il deficit del 9% di Pil: a Londra però

C’è di che riflettere, per i tanti politici italiani che da due anni a questa parte ripetono che tutto sommato ce la passiamo molto meglio dei Paesi anglosassoni, le cui banche all’aria hanno fatto esplodere il debito pubblico.  E’ verissimo. Ma da Londra è venuta una risposta di segno opposto allo statalismo krugmanista che continua a dominare l’America di Obama, vedremo con quale frenata elettorale nelle ormai vicine elezioni del Midterm. La manovra finanziaria varata ieri dal governo Cameron ha un solo aggettivo per essere compresa: epocale. Come abbattere il defit pubblico dall’11% di Pil quest’anno al 2%, entro soli 4 anni. La più grande correzione di finanza pubblica britannica dal secondo dopoguerra, per intensità e concentrazione temporale superiore addirittura per molti versi alla svolta thatcheriana. ben 94 miliardi di euro di tagli alla spesa, 32 miliardi di nuove entrate. In media, ogni ministero subisce un taglio del 19%, ma la logica non è quella lienare adottata in Italia. Il governo cameron sceglie le sue priorità. le lezioni per l’Italia? Non è vero che le riduzioni in termini reali di spesa pubblica non si possono fare. Non è vero che, facendole, non si debba scegliere che cosa tagliare tantissimo e che cosa tagliare comunque, ma meno o anche per nulla.

Le spese per l’ambiente, ad esempio, e quelle per la cultura incassano i tagli maggiori, del 28%%. La difesa- di cui tanto si parla perché il Regno Unito resta pur sempre al quarta potenza militare mondiale – fanno strepitare i militari ma sono solo dell’8%. I tagli degli apparati ministeriali dell’Interno, della Giustizia e degli Esteri sono del 24%, ma della polizia solo il 16%. I tagli alle Autonomie sono solo del 7%, quelli alla Casa Reale del 14%. L’etùà pensionabile viene innalzata di 2 anni da 64 a 66 a cominciare dal 2020, cioè 6 anni prima di quanto previsto sino a ieri, ma 30 miliardi di pounds sono riservati a un piano straordinario per le infrastrutture , soprattutto ferroviarie.

C’è da imprarare anche quanto al metodo: a tutti i ministeri è stato riservatamente chiesto negli ultimi due mesi di rpeparare due bozze di tagli, uno pari al 25% e uno pari al 40% degli stanziamenti a legislazione invariata. Solo il ministero della Salute e quello allo Sviluppo erano esentati. Il risultato è stato non solo il coinviolgimento preventivo di ciascun ministro e del suo apparato nei tagli selettivi, ma soprattutto ha obbligato ciascuno di essi ad incorporare nelle aspettative un taglio che, alla fine, è stato inferiore a quanto il premier e il cancelliere dello Scacc hiere aveva chiesto a ciascuno. L’esatto opposto di quanto di solito avviene in Italia, dove da decenni non c’è ministro che non tenti di sottrarsi con polemiche pubbliche in nome dell’eccezionalità del proprio portafoglio.

Quanto alle reazioni, Telegraph e Times hanno dato ampia eco alle prime valutazioni dell’Institute for Fiscal Studies, il più autorevole think tank undipendente britannico in materia di conti pubblici, secondo il quale la manovra è ancora insufficiente. Idem ha fatto il Wall Street Journal. Mentre persino il popolarissimo Sun, invece di cavalcare l’eslosione di malcontento e protesta che sarebbe avvenuta in Italia all’indomani, ha presentato ai suoi lettori la decisione con un secco titolo “Son dolori, ma ne vale la pena”. Ben 490 mila dipendenti pubblici usciranno dal perimetro degli occupati pagati dal contribuente britannico. Ci pensate, a qualcosa di simile in Italia?

Nell’Unione europea, il compromesso franco-tedesco appena celebrato sul nuovo patto di stabilità è di segno opposto, e come ho scritto su questo blog penso che le serie storiche mostrino con abbondanza di esempi che posso capire un patto non rigido, ma senza sanzioni automatiche non è credibile. Ci credo che Trichet punti i piedi, e che in Germania tutti i media abbiano sparato a zero contro la cancelliera Merkel, per aver dato il via libera al fronte lassista. Ma il segnale che viene da Londra è di grande speranza, per chi la pensa come noi ed è convinto che crescita e libertà si ottengano meglio con meno spesa pubblica e meno tasse. Finalmente qualcuno nel mondo anglosassone risolleva vigorosamente la bandiera dello Stato leggero, unica condizione perchè sia efficace con chi ha davvero meno del necessario invece di dispensare rendite a lobby di ogni tipo. E lo fa malgrado guidi un governo di coalizione coi Lib-Dems, non proprio una manica di liberisti. Cameron e il suo cancelliere Osborne mostrano che la soluzione Obama – debiti pubblici galoppanti e banche centrali che li monetizzano – è fatalmente destinata alla sconfitta politica, oltre che alla stagnazione economica

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21 Responses

  1. Normalmente, come prima approssimazione, considero tutti i governi democratici ugualmente interventisti e illiberali, e ugualmente miopi e irresponsabili.

    Però c’è una categoria – che nel lungo termine fa la differenza tra la vita e la morte – in cui le differenze sono notevoli: la capacità di trovare persone coraggiose in grado di prendere decisioni coraggiose quando la situazione è troppo compromessa per perpetuare stancamente lo status quo.

    Gli USA hanno prodotto un Reagan, anche se è vero che l’hanno fatto una volta in mezzo secolo, e la media degli inquilini della White House è di una mediocrità inscusabile.

    L’Inghilterra ha avuto la Thatcher, e spero (per loro) che Cameron – in campagna elettorale un demagogo – nella politica reale si comporti, come sembra, da persona seria.

    I tedeschi, poveretti, devono accontentarsi della Merckel, però non solo a far poco contro la crisi ha fatto bene, ma anni fa è riuscita ad accordarsi con i sindacati per dimezzare la disoccupazione e rilanciare la competitività.

    Il Belgio è riuscito a passare da un debito pubblico italiano ad un debito pubblico da paese civile in soli dieci anni.

    Noi, e i francesi, siamo un popolo che dimostra di voler estinguersi. E forse lo meritiamo.

  2. felix

    Certo che se ci si aspetta che la clamorosa austerity britannica possa portare l’economia fuori dal tunnel allora si ha capito ben poco!! L’unica cosa che forse riuscira ad ottenere sarà il salvataggio della sterlina e l’evitare il default dello stato (che certo in una situazione come quella attuale non è poco). MA SCORDATEVI LA RIPRESA ECONOMICA!!!!
    Le economie occidentali (tranne quelche eccezione) sono economie che si basano sui consumi e sui servizi, non più sulla produzione. Se vai a colpire il consumo la cosa migliore che ti può succedere è la STAGNAZIONE!
    Saluti.

    A.P.

  3. marcoTO

    @ Pietro Monsurrò.

    Ha detto quello che penso prima ancora che lo scrivessi. Approvo tutto, soprattutto l’ultima riga.

  4. lore

    Magari venisse fatta anche da noi una politica simile.
    Ci vuole coraggio – le palle direbbe qualcuno – e non mi sembra che in Italia ci sia nessuno che le abbia. E se anche c’è, di certo non sta nel governo attuale.

  5. @felix
    Ci sono economie che consumano ciò che non producono? Certamente un esempio storicamente c’è stato: la nazione d’Israele quando cadeva la manna dal cielo.

    Negli ultimi dieci anni si sono aggiunti gli USA, la Gran Bretagna, la Spagna, l’Irlanda… tutti paesi con bassi risparmi (altro che bassi consumi!) che hanno dovuto indebitarsi con l’estero per finanziare la domanda interna eccessiva. E sappiamo come è andata a finire…

  6. Luca Salvarani

    Una roba del genere in Italia non avverrà mai! Cmq Cameron mi ha veramente stupito, non mi sarei mai aspettato che riuscisse a fare una cosa del genere, oltretutto in coalizione con quell’armata brancaleone chiamata LibDem… forse senza di loro i tagli sarebbero veramente stati del 40%….. Sarà interessante vedere come reagirà l’opinione pubblica e quali saranno i risultati nel medio termine di questa scelta coraggiosa. La Thatcher ne sarebbe orgogliosa.

  7. “There is no quality in human nature, which causes more fatal errors in our conduct, than that which leads us to prefer whatever is present to the distant and remote, and makes us desire objets more according to their situation than their intrinsic value” (D. Hume).
    A Londra, probabilmente, sono ancora in grado di imparare dai loro maestri e anteporre il maggior bene futuro al minor bene presente.
    A noi non mancherebbero i maestri; ma, forse, manca la giusta dose di senso morale e senso civico.

  8. Massimo74

    Concordo sulla politica dei tagli alla spesa dove effettivamente il governo Cameron ha mostrato coraggio,ma ritengo comunque un grave errore l’aumento della pressione fiscale.

  9. Ermanno

    Spett. Giannino,
    i tagli alla spesa pubblica inglesi non si possono, ahimé, applicare in Italia. Se infatti l’incidenza della spesa pubblica sul PIL è più o meno la stessa (anzi forse in Italia è inferiore, data la fortissima quota di PIL sommerso), non si può dire lo stesso della sua distribuzione territoriale. Anche in Inghilterra esistono ampie sacche di assistenzialismo (penso alle ex regioni manufatturiere del Nord), ma non ammontano a metà della nazione come in Italia. Le illustro una mini-statistica personale, che coinvolge gli stimabilissimi e onestissimi parenti pugliesi di mia moglie: su quattordici cugini lavorativamente attivi, dodici sono dipendenti pubblici a vario titolo. Se conteggiamo anche gli zii, ormai in pensione o purtroppo defunti, i dipendenti pubblici sono venti su ventiquattro. Le pare possibile che un qualsiasi governo possa, in queste aree, provvedere a robuste potature della pubblica amministrazione?

  10. In effetti noi latini (ho visto che anche i discendenti di Asterix combattono all’Epifani) siamo furbi: lasciamo accumulare i nostri debiti, per poi andare ad una transazione.

  11. marco

    Ci sono talmente tante opinioni diverse che per esaminarle tutte ci vorrebbero ore o pagine. Altri sono forse piu preparati di me e meritano piu spazio.
    Vorrei dire due cose scontate ma che sovente si dimenticano tanto sono ovvie.
    FACTS SPEAK LOUDER THAN WORDS: impariamo a rispettare i fatti e adarne un segno tangibile rispettando coloro che li hanno prodotti-roba da far tremare i polsi a molti loquaci italioti.
    L’intelligenza e il coraggio sono un fattore critico di successo dalla preistoria ad oggi tra episodi bellici e scoperte scientifiche che hanno cambiato il corso della storia: i paesi in cui la meritocrazia e’ valutata e non irrisa (nei fatti) ed in cui scolarita’ e intelligenza vengono promosse e rispettate avranno sempre un patrimonio umano a cui attingere. Noi non abbiamo questo patrimonio ma even worst NON NE SENTIAMO IL BISOGNO!!!!!!

  12. Ma li è tutto piu serio! Dalla partita di calcio senza disordini ad un qualsiasi politico sospettato di aver preso quialche benefit non dovuto. Ora questo cameron potrà pure sbagliare, ne dubito, ma non si puo certo dire che, una volta insediato, pensi solamente a sigillare la sua poltrona al suo deretano

  13. antonio

    tutto bello, ma mi chiedo, tutti quelli che saranno in mezzo a una strada come vivranno ? poichè è evidente che di gratis non ci sarà niente .

  14. adriano

    Taglia,taglia,alla fine elimina.E poi?Che fine fanno 1800 miliardi di debito?Li iscriviamo a bilancio alla voce “avevamo scherzato”?E se i creditori passano all’incasso?Non è possibile.In base a quale legge?Tabelle,grafici,corposi trattati,sali e scendi,esci e rientra,inflazione e deflazione,tira e molla.Alla fine rimane un debito che in valore assoluto aumenta ed i nostri grassi ed ilari governanti ridono felici.Che bello.Saranno anche i conti della serva,ma fino a quando il debito non sarà tagliato sentirò sempre suonare l’orchestrina del Titanic.

  15. andrea

    penso che la situazione sia critica penso che l unico modo sia avere un governo stabile e un governo pratico poche parole al vento e piu fatti concreti che aiutino che sblocchino il tutto e credo che solo persone come lei preparate che vedono oltre e avanti potrebbero aiutare l italia a cambiare in meglio a far ripartire l economia nn solo dei grandi ma anche dei piccoli lavoratori che sono quelli che tirano avanti la baracca

  16. Stefano 74

    Io sono un liberale, maca differenza di molti penso che l’Italia stia meglio di tanti altri paesi.
    E’ vero che abbiamo il debito al 116/118 % del pil, ma il nostro deficit nel 2010 sara del 5% o forse anche meno ( viste le maggiori entrate finora registrate). Cosa vuol dire???
    Che il nostro sistema economico tutti gli stress che doveva subire li ha già subiti, mentre nel resto del mondo dovranno ridurre in maniera marcata il loro tenore di vita per ridurre il deficit( vi ricordo che il pil ingloba la spesa pubblica e quindi il deficit).
    Dire ” riduciamo le spese”, equivale a dire “riduciamo i redditi di chi lavora col pubblico”.

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