29
Lug
2010

Acqua bene pubblico, non merce. Di Luca Martinelli

Ricevo da Luca Martinelli, giornalista di Altreconomia e autore del libro L’acqua è una merce, e volentieri pubblico. Qui la mia risposta.

Gentile dottor Stagnaro, 
    
trovo la sua informazione in merito ai tre quesiti del referendum sul servizio idrico integrato assolutamente mistificatoria. Immagino lei non abbia avuto modo di partecipare ad alcun dibattito in cui, negli ultimi tre mesi, sono stati presentati i “perché” di questo referendum, perché altrimenti non potrebbe scrivere che “Un milione e quattrocentomila italiani sono stati ingannati. Gli è stato chiesto di firmare contro la ‘privatizzazione dell’acqua’ perché ‘l’acqua non è una merce”, accusando il Comitato promotore referendario di fare pubblicità ingannevole. Il Comitato promotore del referendum, se ascoltato, parla sempre di privatizzazione del servizio idrico integrato; è empiricamente evidente, però, che privatizzare il s.i.i. equivale a una “privatizzazione di fatto dell’acqua”, perché l’accesso all’acqua potabile, ed ai servizi di depurazione e fognatura, viene a dipendere dal mercato. Lo ha spiegato, ad esempio, Stefano Rodotà, illustre giurista, in numerosi studi, interventi sul quotidiano la Repubblica e anche in un’intervista che gli ho fatto per la rivista Altreconomia, per cui lavoro.

Le segnalo, per farle un esempio, che l’ultima newsletter “Quindici“, periodico di Federutility, riporta la notizia che a Cosenza Sorical ridurrà la pressione dell’acqua nell’acquedotto comunale perché il Comune di Cosenza è moroso… È davvero questo il metro più corretto per gestire le relazioni tra un gestore del servizio idrico integrato e un’amministrazione comunale?

“Pubblicità ingannevole”, lei scrive: lo metto tra virgolette, per farle capire che è un estratto da un suo articolo, pubblicato su Libero Mercato, che ho letto con vivo interesse. Ho trovato, però, un intento mistificatorio assai negativo. Perché? Forse perché, sapendo che il Comitato promotore del referendum non è un’organizzazione ma una rete, immagina che ci sia difficoltà a dare una risposta immediata a idee fantasiose, oppure a portare in giudizio lei ed il suo editore, perché la diffamazione a mezzo stampa è un reato… Perché sul tema delle tariffe, in particolare, il Comitato promotore non “vende al popolo” l’idea che esse aumentino con la privatizzazione, ben sapendo che è la determinazionale della tariffa, come descritta nell’articolo 13 della legge Galli del 1994, “il problema”, ovvero gli aumenti dipendono da una legge che prevede che tutti gli investimenti (necessari, è vero: ma sono 60 miliardi di euro in 30 anni e non “60 miliardi di euro”; sono 2 miliardi di euro l’anno, perché non specificarlo ai suoi lettori di Libero Mercato, senz’altro sarebbe un esercizio utile ad evitare ogni mistificazione?) debbano ricadere in bolletta, sulle tasche dei cittadini che pagano una sorta di “tassa” occulta (sulle reti acquedottistiche) il più della volte senza saperlo (vada a chiedere, ad un cittadino, da cosa è composta la tariffa del s.i.i.!). 
 
Cordialmente,
Luca Martinelli

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8 Responses

  1. Paolo Carsetti

    Concordo completamente con quanto scritto da luca Martinelli.
    La disinformazione ha finora nutrito la privatizzazione dell’acqua.
    1.400.000 persone meriterebbero maggior rispetto che essere additati come creduloni.
    Apriamo un dibattito serio e onesto sulla gestione del SII in Italia, le mistificazione utilizzate da Castagnaro non fanno onore a nessuno.

  2. Silvano_ihc

    Volete l’acqua pubblica ? Perché non proponete di creare una spa e distribuire le azioni ai cittadini residenti ? Vi piacciono così tanto le mani bucate (come gli acquedotti) dei politici e la logica del paga pantalone ?

  3. Matteo Rossi

    Quando finalmente il SII finirà completamente nelle mani delle finanziarie multiutilities con relativo aumento vertiginoso delle tariffe (non è stato così ad Arezzo? non è stato così a Latina? e in Bolivia?) ci sarà sempre la possibilità di farsi una passeggiata dalla Laurentina fino alla più vicina sorgente non captata muniti di secchio per darsi una sciacquata al viso. D’altronde ha ragione Stagnaro, ad essere privatizzato è il SII, mica l’acqua…

    Stagnaro, Giannino, apriamo seriamente questo dibattito sul diritto all’accesso alla risorsa idrica (finalmente anche l’ONU si è espressa in tal senso). Smettete di snobbare noi cittadini immaginandoci cretini e disinformati e accettate gli inviti alle tavole rotonde con i forum dei movimenti per l’acqua e vi renderete conto che qui tra di noi
    non ci sono felici sostenitori dei carrozzoni pubblici da prima repubblica responsabili dello stato miserevole delle nostre reti acquedottistiche, bensì gente più realista di voi che sa bene che il diritto all’acqua per TUTTI può essere garantito solo da una gestione PUBBLICA e PARTECIPATA della risorsa.

    statemi bene

    Matteo Rossi

  4. Francesco Zanardi

    @Matteo Rossi
    Hai scritto:”il diritto all’acqua per TUTTI può essere garantito solo da una gestione PUBBLICA e PARTECIPATA della risorsa.”
    Tralasciando il sottile Marxismo che si intravede tra le righe della tua affermazione, ne condivido la sotanza, che, secondo me, si può riassumere in una parola sola: “trasparenza”. (sarei tentato di scrivere “trasparenza e controllo” ma sarebbe un segno della mia mentalità Italiana: con la vera trasparenza il controllo viene da sé, senza bisogno di leggi cavillose)

    Con queste premesse il sistema attuale è semplicemente indifendibile. Ed un sistema privatizzato senza trasparenza pure, ma non peggio, si cambia padrone ma si rimane bastonati.

  5. roberto savastano

    tenendo presente, come avviene anche nell’informatica, come l’inglese sia -per molti- la lingua d’elezione del liberismo (associato dai più al mondo anglosassone), mi limito a commentare questo post di Luca Martinelli come farebbero i miei amici londinesi: I rearely happened to read such a pile of crap.

  6. Articioch

    Vorrei sapere per quale motivo secondo l’attuale governo le Università e le ferrovie non si possono privatizzare mentre le acque pubbliche, l’esercito e la protezione civile SI.

  7. fabio

    Privatiziamo tutto, anche il denaro…e tutti i dipendenti pubblici LICENZIATI, a partire dai politici…

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