27
Lug
2010

Agenzia nucleare: Gabanelli, Veronesi e le cose serie

Premessa: non avrei indicato Umberto Veronesi, alla guida dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Seguito: che il Corriere della sera stronchi oggi Veronesi, dopo averlo ospitato, pubblicando come alfiere della competenza in materia Milena Gabanelli, io lo trovo abbastanza ri-di-co-lo. Conclusione amara: il nucleare sta tornando a essere mera occasione di scontro ideologico, quel che hanno sempre voluto i suoi interessati nemici, sapendo che è la loro solita ma vera e temibile arma segreta per non farlo fare. Non desidero rubare il mestiere al nostro Carlo Stagnaro, che ci illumina – è il caso di dire – in materia energetico-ambientale sui pregiudizi antisviluppisti diffusi nel nostro Paese, tra i suoi intellettuali e media prevalenti. Chi ci leggem, sa come la pensiamo. Dati alla mano, non perché mattacchioni lunatici. Nucleare e rinnovabili alternative devono convivere, basta che lo Stato non dissipi risorse con incentivi a piffero che distorcono costi e – nel caso italiano – bollette al consumatore finale.

Ci siamo più volte occupati dei ritardi ingiustificati relativi alla costituzione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, senza di cui non si mette in moto l’intero processo di riapertura del nucleare in Italia. Sono passati due anni dacché il governo è in carica. Diciamo che per essere fermi a questo punto un anno buono poteva essere risparmiato, se davvero ci si credesse. In primis le grandi aziende energetiche italiane hanno dovuto prendere atto che è meglio andarci piano con previsioni di massicci investimenti.

Eppure, tutti i sondaggi mostrano che gli italiani sul tema non sono più sotto l’effetto della ventata emotiva che seguì a Chernobyl, e che gonfiò il vento del referendum antiatomo del novembre 1987. Fu l’occasione per una delle più favolose megatangenti alla politica, unendo maggioranza e opposizione di allora, sui costi di conversione non solo di Montalto ma di un gran numero di centrali elettriche in costruzione verso il sistema a ciclo combinato, effetto di quella scelta nelle urne in cui cavalieri dell’ideale divennero strumenti – consapevoli, ero portavoce nazionale dell’unico partito che allora fece campagna pronucleare, erano tutti consapevoli e so quel che dico – di una delle più colossali e spregevoli lobby di tangentari che mai storia italiana abbia visto all’opera.  Ho avuto personalmente le prove che il Pci dell’epoca, rappresentato puntualmente nel cda Enel pre-apertura al mercato del suo capitale, compartecipò all’affare. E’ anche per questo che, quando assisto alle virate incongrue della politica su questi temi seri , so bene che al di là dei sondaggi – sui temi seri è la politica seria che deve guidare i sondaggi spiegando alla gente perché convengano cose che alla gente istintivamente non piacciono, non viceversa –  sono affamati interessi suid enari pubblici, a scendere in campo come lupi travestiti da agnelli. Nell’ala riformista del Pd e nella parte meno ideologica dell’ambientalismo italiano, per esempio, sul nucleare in realtà molto è cambiato, rispetto a 23 anni fa.  E’ la cattiva politica, che alla fine taglia l’erba sotto i piedi ai Morando e ai Chicco Testa e ai Realacci. E che riduce di nuovo tutto a puro torneo medievale. Con Bersani che boccia tutto riscoprendo “il grande pericolo atomico” , e la Bonino che ritorna pasdaran.

In questa situazione, avrei io scelto il professor Umberto Veronesi, per guidare l’Agenzia della sicurezza nucleare? No, e non solo per questioni di età o diretta competenza amministrativa, oltre che di fisica e impiantistica. Non lo avrei scelto perché, individuando il grande oncologo come una contraddizione della sinistra, in quanto nuclearista che non si nasconde come tanti nel Pd oggi, il centrodestra segna un modestissimo punto mediatico, che si esaurisce in poche ore una volta che finirà l’eco delle dimissioni da senatore alle quali bersani lo ha costretto. Ma in compenso così facendo il centrodestra spinge strutturalmente Pd e opposizione a indurire ulteriormente i toni antinuclearisti. L’esatto opposto di quel che serve ed è prioritario per il futuro di un più equilibrato mix energetico nazionale. Come sempre o quasi, al centrodestra manca una regia oculata dei tempi e dei modi della politica, e come chi usa la spada negli spazi ristretti in cui è d’uopo al massimo il pugnale, finisce per farsi male da solo e danneggiare la causa che sostiene.

Fatta questa premessa, trovo assolutamente ridicolo che in tutto questo il Corriere oggi riservi la stroncatura di Veronesi, in nome della competenza e del fatto che bisogna occuparsi solo di ciò che veramente si sa, a un volto della tv come Milena Gabanelli. La sua trasmissione su Raitre spesso confonde la tutela del consumatore con l’eccesso permanente ma è comunque utile, nel panorama dell’asfittica ribalderia televisiva che va in onda abitualmente. Ma non mi risulta che l’ottima Milena pubblichi sul Journal of Physics né su Science…

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33 Responses

  1. Vox clamantis in deserto… anche se un po’ di coerenza nei comportamenti sarebbe da preferire…(intendo, a scanso di equivoci, che se ci si pone, come Giannino, dalla parte, corretta e legittima, per me…) dei “duri e puri” allora occorerebbe essere conseguenziali… comunque, andiamo avanti…

  2. Francesco P.

    A leggere l’articolo di Gabanelli mi è venuta in mente la riflessione amara che un tecnico autorevole, competente, relativamente giovane che si sia occupato ad alti livelli di energia nucleare in Italia probabilmente non c’è, visto che ingegneri nucleari non ne produciamo quasi più da vent’anni e i pochi brillanti stanno (giustamente) all’estero, o fanno tutt’altro.

  3. Gianni de Felice

    Una dotta disquisizione per una modestissima conclusione. La Gabanelli non propone se stessa, ma fa le semplici osservazioni che qualsiasi quidem de populo avrebbe potuto fare. O Giannino ritiene che bisogna essere una gallina per capire se l’uovo è fresco? (E poi, non mi sembra affatto ri-di-co-lo pubblicare i due punti di vista, come il Corriere ha correttamente fatto)

  4. Veronesi e la sua presa per i fondelli, le foglie di fico dei benpensanti e il pesante conflitto d’interessi dell’ottuagenario dottore che in pensione non vuole proprio andare (nonostante teorizzi che dopo i sessant’anni l’uomo è un animale inutile).
    Un articolo di Monia Benini denuncia la non spontaneità delle dichiarazioni di Veronesi, presidente della Commissione Rifiuti Sicilia a nomina Totò Cuffaro (con nutrito numero di inceneritori previsto), in affari a colpi di sponsorizzazioni con i più grandi nomi del nucleare, dell’incenerimento, dell’acqua privata, dell’alta finanza, degli ogm…

    Il decadimento (radioattivo) del Dott. Stranamore
    di Monia Benini
    http://www.perilbenecomune.org/index.php?p=24:6:2:119:300

  5. La Gabanelli come esperta di nucleare? E poi cosa mettiamo? Un venditore di giocattoli al ministero della pubblica istruzione perche’ conosce i bambini?

    Purtroppo il nucleare in Italia non si fara’ finche’ c’e’ chi lo utilizza come “babau” e come bandiera ideologica. Gli antinuclearisti piu’ ridicoli sono coloro i quali che adombrano rischi derivati della presunta bassa qualita’ delle costruzioni delle centrali. E poi, magari, gli stessi vanno a trascorrere un weekend in montagna appena sotto ad una diga.

  6. Adriano Peona

    Cio’che dice Oscar Giannino coincide con le mie esperienze.Sempre e
    comunque le decisioni sono altre da quelle che sembrano e gli obietti-
    vi di convenienza prevalgono.Non vedo soluzioni alla malafede.
    Per questo ritengo che nel caso del nucleare,in cui sono chiare le
    opzioni,debba decidere la volontà popolare.Ognuno esponga le proprie
    ragioni e con un referendum vincolante senza quorum si decida se lo si
    vuole o no.

  7. Martino Sabia

    Concordo con l’attenta – come sempre – analisi di Giannino soprattutto quando dice che “sui temi seri è la politica seria che deve guidare i sondaggi spiegando alla gente perché convengano cose che alla gente istintivamente non piacciono, non viceversa”. La parte sul binomio nucleare-rinnovabile meriterebbe una standing ovation.

    Forse bisognerebbe trovare per ‘de-politicizzare’ un argomento che già di per sé è terreno di scontro ideologico (tra pro e contro il nucleare). Bisognerebbe capire come e, modestamente, a me sembra che non vi ci possa riuscire l’agenzia per la sicurezza nucleare, almeno non da sola.

    Svincolandosi dalla politica, bisogna trovare risposte serie agli interrogativi seri che il nucleare pone: rifiuti (perlomeno quelli a lungo decadimento radioattivo), sostenibilità economica dell’investimento (sia della parte privata, che per la parte delle ‘garanzie’ chieste al Governo), approvvigionamento del combustibile fissile, la catena del valore (come far arrivare l’energia nella rete senza far saltare tutto) e designazione dei siti.

    A me pare, sempre da modesto cittadino, che invece finora da una parte si dice no a prescindere, dall’altra si cerca di imporre la scelta. Bisogna cioè essere pro o contro a prescindere senza sapere come realizzare le centrali (almeno sappiamo il ‘cosa’: le centrali francesi di generazione 3+) e tutto il meccanismo tecnico/economico che vi gira intorno.

    Non sarebbe meglio una terza strada, possibilmente con vincoli temporali di scelta?

  8. mirco

    Penso che Veronesi sia un uomo di scienza e sa che la presidenza della Agenzia di Sicurezza Nucleare è un onoreficenza, più che un ruolo operativo. I veri tecnici lavoreranno dietro le quinte (spero di essere tra quelli).

  9. Roberto Savastano

    (1) Non ho ancora letto l’articolo del Corsera, quindi non so che cosa abbia detto la Gabanelli. (2) Trovo l’dea alla base di Report valida. Detto ciò aggiungo anche un commento su una puntata, vista anni fa. Si criticavano le pratiche poco trasparenti per l’appalto di forniture di tecnologia informatica ad altissimo valore tra il fornitore (una multinazionale statunitense) ed il cliente, uno degli operatori di telefonia mobile in Italia. Indagione scioccante, peccato fosse estremamente parziale al punto da sembra re quasi orchestrata da uno o più concorrenti, della mutinaziononale o dell’operatore di telefonia mobile. o di entrambi. sicccome conosco bene questo mercato, lavoro per vendor IT USA dal 1988 e ora lavoro per un concorrente dell’azienda tirata in ballo dalla Gabanelli e soci, so di che parlo. Da allora mi chiedo sempre se anche le altre cose viste fossero condotte in maniera apparentemente così approfondita ma in realtà poco aderente alla realtà al limite del fazioso. Per questo, al netto di che possa dire, quando sento citare la Gabanelli mi resta sempre un amaro sapore di dubbio. Sul nucleare posso solo dire che è una tristezza vedere come si trovino sempre più spazio le voci di artisti sfigati come Celentano, il cui contributo alla vita del paese è “il mio bacio è come un rock”, invece di quelle di chi su questi temi ha studiato tanto e ci lavora seriamente.

  10. Massimo

    @ pbc.gianluca

    perchè nella seconda parte del suo intervento la signora Benini critica le frequentazioni di Veronesi; mi si consentirà allora di criticare a mia volta la signora Benini per la sua frequentazione degli ultimi neonazisti italiani.

  11. @Massimo
    Chiaro. Non avevo colto.
    Quella comunque sarebbe un’intervista e non una “frequentazione”. Ad ogni modo va bene così: un giorno le si appone l’etichetta di destra e l’altro quella di sinistra; un giorno nazionalsocialista e l’altro stalinista… Ognuno, poi, si farà l’idea che crede, l’importante è aver voce per dire la propria.
    La mia è che le ideologie sono ben che tramontate, da un lato e dall’altro. In Italia ancor più che altrove: ciò che viene spacciato per destra può benissimo essere spacciato per sinistra (qualunquista? fate voi) il risultato è questa palude masso-politica in cui qualcuno sguazza (pochi) e qualcuno affonda (molti).
    Salute a tutti.

  12. Massimo

    @ pbc.gianluca

    Allora, a prescindere dalle considerazioni sulle persone di Veronesi e Benini, restiamo nel merito: gli argomenti esposti dalla sig.ra Benini nell’articolo linkato, non solo sul nucleare, ma anche sugli OGM, e sugli inceneritori, sono una montagna di sciocchezze.

    Il che non dovrebbe stupire dato che dal suo sito non risulta avere competenze in biologia, medicina, fisica o altre rilevanti nella materia: http://moniabenini.com/index.php?p=50:1:2:126

  13. Vincenzo

    Ma al di là delle valutazioni ideologiche, è così un affare il nucleare? Ne esistono al mondo costruite (e smantellate) solo con capitale privato? Chi le assicura?

  14. enrico

    @vincenzo

    si, il nucleare è un grande affare, se sai come funziona il mercato elettrico, guarda qui
    http://www.eia.doe.gov/cneaf/electricity/epa/epat8p2.html
    e vedrai in che immenso affare si sta trasformando il nucleare grazie ai rialzi del petrolio

    tutte le centrali nucleari americane oggi funzionanti sono interamente a capitale privato, quasi tutte le centrali europee sono state o sono in corso di smantellamento a capitali privati (eccetto anche quelle italiane perchè l’enel al tempo era statale e gli impianti sono stati chiusi prima che si fossero ripagati e fossero accantonati i soldi per lo smantellamento)

    le centrali in genere non sono assicurate, come si intende di solito per un bene assicurato, ma sono sulle spalle delle aziende elettriche di loro proprietà, un pò come è per la piattaforma petrolifera in messico, c’è un danno? l’azienda elettrica sgancia. è per danni minori che esistono le assicurazioni, o per gli infortuni sul lavoro, nessun grande impianto industriale o energetico è assicurato, sono tutte sulle spalle dei proprietari.

  15. @Massimo
    Se di sciocchezze si tratta, sarebbe opportuno circostanziarle e smontarle: perché dovrei fidarmi di un tuo giudizio e non dei documentati e circostanziati argomenti di Monia Benini?

  16. domenico

    Il nucleare non porta da nessuna parte, chissà come mai in Austria c’è una percentuale altissima di pannelli solari e tecnologia fotovoltaica,
    ora anche i Germania,in questo settore si sono sviluppati indotti per 240.000 persone, noi abbiamo il sole e….anche i terremoti, non sono u verde, però fate attenzione perchè in Francia insieme alla nostra Enel stanno sviluppando una centrale da circa 3500Megawatt, cosi riportava il cronista, ma se due milioni di villette(ovviamente ne esistono di più) montano sul tetto i pannelli solari, per coprire almeno i 3500 Watt
    Quanti Megawatt abbiamo in energia totalmente pulita? Inoltre le scorie dobbiamo tenerle noi, non inquinando altri paesi sottosviluppati per toglierci il problema di torno. Se ci fossero delle dispersioni? Non sarebbe la prima e neppure l’ultima, la storia mi ha insegnato che l’impianto perfetto deve essere ancora progettato. Sviluppiamo invece il solare, l’eolico, ora anche il moto ondoso crea sufficiente energia, i nostri universitari sempre in bolletta sparata sono lì con il loro ingegno e la loro pazienza, avremo energia autonoma per milioni di terawatt senza acquistare nulla dagli altri, senza rischi di black-out che la Francia ci ha regalato, copriamo i palazzi con vetrate al silicio, i balconi, i tetti, le fioriere, i vetri delle nostre case, quando si butterà via tutto cosa resta? un pugno di sabbia……

  17. Vincenzo

    @enrico
    Grazie delle informazioni, ne so davvero poco/nulla.
    Ti chiedo quindi: perche’ i guarantee loan sono imprescindibili per la
    costruzione delle nuove centrali negli USA?
    Allo stato italiano non costera’ nulla la costruzione delle nuove centrali?

  18. Riporto un commento che ho già postato su facebook:

    Sinceramente, trovo agghiacciante l’alternativa: Veronesi è un oncologo e la Gabanelli una giornalista. Tra tutti e due ne capiscono di nucleare come io della vita sessuale del topo-canguro.

    Non sarebbe ora che anche in Italia si cominciasse a pensare che la responsabilità di una qualsiasi istituzione, a partire dalle strutture sanitarie e pubbliche in generale, debba necessariamente andare a chi ne abbia la competenza? Invece, come sempre, vince l’amicizia politica, la visibilità televisiva, ecc. ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

    Personalmente penso che il nucleare non sia la risposta ultima alle sempre crescenti richieste di energia a livello mondiale, se non come temporanea soluzione complementare a tecnologie più pulite. Se si volesse veramente e con impegno investire su queste ultime, il rimanente gap da coprire sarebbe minimo.

    C’è da dire, però, che l’Italia merita un discorso a parte, per quanto riguarda il nucleare. Sinceramente non penso ci siano seri problemi di sicurezza legati al funzionamento delle centrali, ormai collaudate dal punto di vista tecnologico; i veri problemi di sicurezza sono costituiti dal fattore umano.

    Costruire una centrale nucleare con materiali scadenti è redditizio, ma non produttivo: se crolla una palazzina, pazienza, l’amico politico ci verrà sempre incontro. Ma se cede una centrale nucleare non ci sarà più neppure l’amico politico, nel senso fisico dell’espressione.

    E ancora, se le verifiche delle centrali stesse, invece che a persone competenti, vengono affidate all’amico consulente ‘esterno’, il risultato potrà presto essere sotto gli occhi di tutti, sempre che si abbiano ancora gli occhi per poterle vedere.

    Questi sono i veri problemi, altro che oncologi o giornalisti.

  19. enrico

    @vincenzo

    non sono imprescindibili, sono uno sprone. quelli non sono poi soldi che gli usa DANNO alle aziende elettriche, ma soldi che sono STANZIATI per esse. se ci sono ritardi, se ci sono problemi di vario tipo (ordinano il vessel e la fonderia non riesce a consegnare il pezzo o deve chiudere per guasti e non può arrivare prima di 5 mesi ed il cantiere si ferma per 5 mesi, solo per dare una causa) o cambiano i regolamenti o le richieste (come succede in finlandia, ed è per questo che ci sono 3 anni di ritardi) allora lo stato fa una specie di “scambio” dei prestiti, risarcisce lei le banche o chi ha prestato i soldi e chiede lui i soldi indietro dalle aziende elettriche, questo per non far aumentare troppo i tassi e permettere alle aziende elettriche di essere cmq produttive economicamente. questi soldi quindi non sono DATI alle aziende elettriche, ma PRESTATI, con tassi di interesse anche fuorimercato (mi pare il 3%, ma forse me lo sto inventando, di solito per questi prestiti si fanno tassi al 5% circa cmq), ma cmq il cittadino non ci perde sicuramente…..ci guadagna dagli interessi e ci guadagna che ha una energia che non aumenta di prezzo a causa di una macchina che viene a costare molto di più.
    se i primi loan non vengono utilizzati, e quindi tutte le centrali funzionano nei tempi previsti (in cina ad esempio hanno collegato alla rete una centrale con oltre un mese di anticipo ad esempio questo mese) è uno sprone per altre aziende elettriche per fare centrali, se vengono usati non sarà di certo un bene, ma ci sono perchè non diventi un male.

    per il caso finlandese ad esempio, non è lo stato, non sono le banche (in misura minoritaria) ma sono le grandi aziende che consumano elettricità che hanno finanziato il reattore, e di contropartita riceveranno per tutta la vita operativa della centrale energia ad un prezzo di favore.

    per lo stato italiano l’unica spesa è l’agenzia nucleare, il resto è tutto sulle spalle delle aziende elettriche (comprese reti di monitorizzazione, ma è l’agenzia nucleare che impone cosa mettere, e lei prende disposizioni dalla IAEA in merito per i requisiti minimi). se si vogliono fare dei loan anche qui è come per l’america, il cittadino non ci perde sicuramente, potresti anche non guadagnarci (se schizza l’inflazione o se il tasso è inferiore all’inflazione) ma di certo non ci perdi

  20. Flavio un'altro

    le future centrali, in che modo saranno assicurate? Ci saranno esenzioni per i cittadini che avranno centrali o depositi di scorie vicino a casa (come in altri stati europei)? Sono pro-atomo ma non riesco a documentarmi.
    Grazie

  21. Consiglio gli scritti del prof. Sertorio, ecofisico a Torino che lavora con l’atomo dai tempi di “via Panisperna” (allievo di Amaldi, ha lavorato da Los Alamos al CERN, alla NATO).
    Il nucleare civile è necessariamente legato a quello militare, e in quelle mani resterà.

    «[…]Nel progetto nucleare la voce “spese” è peculiare perché implica un mix internazionale, ben diverso dal progetto solare che implica all’opposto un mix locale.[…]»

    «[…]L’assunzione di responsabilità ovviamente vale in tutte le fasi del progetto ma diventa particolarmente importante nella fase finale di dismissione delle centrali. Nessuno dei politici che decidono oggi sarà vivo nel periodo della dismissione. La dismissione non è un lascito concettuale ma un ben preciso lascito fisico.[…]»

    «[…]il problema delle responsabilità è enorme e inesplorato. Nei paesi in cui l’erogazione di energia elettronucleare è in opera già da diversi decenni, gli aspetti legali furono relegati alla struttura esistente del sistema assicurativo. Insomma alla legge civile. Con la comparsa di eventi implicanti l’intervento delle compagnie di assicurazione sono nati dei contenziosi che sono tuttora irrisolti. Il Diritto degli stati e il Diritto internazionale sono impreparati di fronte a problemi nei quali la variabili causa, effetto, tempo, quindi i concetti di proprietà e responsabilità, sono mal definiti. Per questo la tendenza è di sottomettere il nucleare civile al controllo militare […]»

    «[…]L’identificare denaro e consumo di una risorsa sotterranea invisibile, sulla quale è facile mentire, è proprio ciò che ha creato il denaro irreale, cioè la confusione economica presente. I pochi che detengono il potere per creare una cintura protettiva al denaro irreale si difenderanno durissimamente. La transizione di Pinocchio alla vita adulta può essere molto dolorosa per questo motivo.[…]»

    (tratti da “Futuro Si, nucleare No”, Luigi Sertorio)

  22. Il governo sta perdendo troppo tempo sul nucleare. Ricordo che non solo ancora deve essere nominata l’Agenzia per la Sicurezza ma anche i siti dove fare le centrali non sono stati indicati. Anzi si dice di farli indicare da un’agenzia “tecnica” indipendete. Sembra un cercare di deresponsabilizzarsi. Ho l’impressione che l’opionie pubblica fa troppa paura al governo ma credo che non si potrà sfuggire al fatto che sarà necessaria una massiccia campagna istituzionale per spiegare alla popolazione le ragioni del nucleare

  23. enrico

    @filipponi

    i siti sono le aziende elettriche che li scelgono, lo stato dice le aree……esempio:
    lo stato dice che in tutto il monferrato si può costruire una centrale nucleare (ma solo una, se non si vogliono mettere torri di refrigerazione, viste le quantità di liquido refrigerante disponibili), l’azienda elettrica deciderà se farla vicino casale, vicino a dove vuoi te. è così in tutto il mondo, lo stato decide le aree e chi costruisce decide il posto in particolare

  24. cesare cerri

    La Bonino una pasdaran??? Emma ha detto di non avere preclusioni di principio sul nucleare ma semplicemente investire 25-30 mld per il 4,5% di elettricità è non cost-effective. Di più, più velocemente e meglio si può fare con il risparmio energetico (fonte Enea). Il punto che non viene mai ben evidenziato è che non ci sono risorse per nucleare e per risparmio energetico. O l’uno o l’altro. Allora, Sig Giannino, una risposta seria al quesito della Bonino la può dare?
    Grazie.

  25. @enrico
    il sottosegretario con delega all’Energia Stefano Saglia durante un’intervista rilasciata alla trasmissione di Rai Tre “Ambiente Italia” ha dichiarato: “L’energia in tutte le sue forme ha benefici e controindicazioni e per quanto riguarda il nucleare oggi per fare la localizzazione c’è un percorso che e’ stato costruito con l’Agenzia per la Sicurezza, un percorso complesso. Ci vorranno almeno tre anni per le localizzazioni dei siti”.

    Se non è allungare il brodo questo in vista delle prossime politiche !?

  26. Fabrizio

    ma tra questi fantastici sostenitori del nucleare se ne trova uno che mi spiega dove andrebbero a finire le scorie prodotte e i resti delle centrali ? Se le piazzate nelle vostre cantine voto subito per le centrali, tanto il nucleare è sicuro no …..???

  27. fabio

    Ma il nucleare, oltre al problema non sempre considerato delle scorie, ci libererà da cosa? La dipendenza dal petrolio? Diventeremo dipendenti dall’uranio, che non è molto presente nel sottosuolo.
    Veronesi a capo dell’agenzia sul nucleare? Ha 80 anni, sai che gli frega a lui se tra 10 anni le scorie non sapremo dove metterle, gli interessa prendere soldi adesso e il domani che si fotta, con tutti gli italiani.
    Veronesi è un vecchio str…nzo, e tutti quelli pro nucleare poveri fessi che amano farsi prendere x il sedere.
    Tutto sommato siamo in un paese libero, a voi la scelta….

  28. @fabrizio
    Un reattore nucleare che brucia scorie radioattive

    Le scorie radioattive esistono solo perché i vecchi reattori erano estremamente inefficienti e sviluppati per produrre plutonio (per le bombe) o per essere messi su navi e sottomarini nucleari.

    I modelli di reattori attuali e in via di sviluppo bruciano percentuali crescenti del carburante nucleare e lasciano ben poco di radioattivo.

    Ormesi radioattiva

    Tanto per dire che la paura delle radiazioni è, al 99%, esagerata volutamente da quelli con un’agenda politica.

  29. fabio

    Mirco, ok, le scorie non sono più un problema, ma dicci per quale vantaggio dovremmo passare al nucleare, visto che in Italia non ce n’è molto…per correttezza ecologica sarebbe bello che le miniere all’estero, soprattutto nei paesi “poveri”, potessero rispettare i criteri occidentali….immagina quanto salirebbe il prezzo dell’uranio, visto che secondo alcuni ai ritmi di consumo attuali al momento dell’inaugurazione della nostra 1° centrale non ne rimarrebbe molto…e poi tornando a quanto dici, “I modelli di reattori attuali…lasciano ben poco di radioattivo”, beh, facci sapere dove abiti che quel poco lo stocchiamo nei pressi, ok? Sai, per coerenza…..

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