Agenzia nucleare: Gabanelli, Veronesi e le cose serie

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (12 voti, media: 4,75 su 5)
Loading...

Premessa: non avrei indicato Umberto Veronesi, alla guida dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Seguito: che il Corriere della sera stronchi oggi Veronesi, dopo averlo ospitato, pubblicando come alfiere della competenza in materia Milena Gabanelli, io lo trovo abbastanza ri-di-co-lo. Conclusione amara: il nucleare sta tornando a essere mera occasione di scontro ideologico, quel che hanno sempre voluto i suoi interessati nemici, sapendo che è la loro solita ma vera e temibile arma segreta per non farlo fare. Non desidero rubare il mestiere al nostro Carlo Stagnaro, che ci illumina – è il caso di dire – in materia energetico-ambientale sui pregiudizi antisviluppisti diffusi nel nostro Paese, tra i suoi intellettuali e media prevalenti. Chi ci leggem, sa come la pensiamo. Dati alla mano, non perché mattacchioni lunatici. Nucleare e rinnovabili alternative devono convivere, basta che lo Stato non dissipi risorse con incentivi a piffero che distorcono costi e – nel caso italiano – bollette al consumatore finale.

Ci siamo più volte occupati dei ritardi ingiustificati relativi alla costituzione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, senza di cui non si mette in moto l’intero processo di riapertura del nucleare in Italia. Sono passati due anni dacché il governo è in carica. Diciamo che per essere fermi a questo punto un anno buono poteva essere risparmiato, se davvero ci si credesse. In primis le grandi aziende energetiche italiane hanno dovuto prendere atto che è meglio andarci piano con previsioni di massicci investimenti.

Eppure, tutti i sondaggi mostrano che gli italiani sul tema non sono più sotto l’effetto della ventata emotiva che seguì a Chernobyl, e che gonfiò il vento del referendum antiatomo del novembre 1987. Fu l’occasione per una delle più favolose megatangenti alla politica, unendo maggioranza e opposizione di allora, sui costi di conversione non solo di Montalto ma di un gran numero di centrali elettriche in costruzione verso il sistema a ciclo combinato, effetto di quella scelta nelle urne in cui cavalieri dell’ideale divennero strumenti – consapevoli, ero portavoce nazionale dell’unico partito che allora fece campagna pronucleare, erano tutti consapevoli e so quel che dico – di una delle più colossali e spregevoli lobby di tangentari che mai storia italiana abbia visto all’opera.  Ho avuto personalmente le prove che il Pci dell’epoca, rappresentato puntualmente nel cda Enel pre-apertura al mercato del suo capitale, compartecipò all’affare. E’ anche per questo che, quando assisto alle virate incongrue della politica su questi temi seri , so bene che al di là dei sondaggi – sui temi seri è la politica seria che deve guidare i sondaggi spiegando alla gente perché convengano cose che alla gente istintivamente non piacciono, non viceversa –  sono affamati interessi suid enari pubblici, a scendere in campo come lupi travestiti da agnelli. Nell’ala riformista del Pd e nella parte meno ideologica dell’ambientalismo italiano, per esempio, sul nucleare in realtà molto è cambiato, rispetto a 23 anni fa.  E’ la cattiva politica, che alla fine taglia l’erba sotto i piedi ai Morando e ai Chicco Testa e ai Realacci. E che riduce di nuovo tutto a puro torneo medievale. Con Bersani che boccia tutto riscoprendo “il grande pericolo atomico” , e la Bonino che ritorna pasdaran.

In questa situazione, avrei io scelto il professor Umberto Veronesi, per guidare l’Agenzia della sicurezza nucleare? No, e non solo per questioni di età o diretta competenza amministrativa, oltre che di fisica e impiantistica. Non lo avrei scelto perché, individuando il grande oncologo come una contraddizione della sinistra, in quanto nuclearista che non si nasconde come tanti nel Pd oggi, il centrodestra segna un modestissimo punto mediatico, che si esaurisce in poche ore una volta che finirà l’eco delle dimissioni da senatore alle quali bersani lo ha costretto. Ma in compenso così facendo il centrodestra spinge strutturalmente Pd e opposizione a indurire ulteriormente i toni antinuclearisti. L’esatto opposto di quel che serve ed è prioritario per il futuro di un più equilibrato mix energetico nazionale. Come sempre o quasi, al centrodestra manca una regia oculata dei tempi e dei modi della politica, e come chi usa la spada negli spazi ristretti in cui è d’uopo al massimo il pugnale, finisce per farsi male da solo e danneggiare la causa che sostiene.

Fatta questa premessa, trovo assolutamente ridicolo che in tutto questo il Corriere oggi riservi la stroncatura di Veronesi, in nome della competenza e del fatto che bisogna occuparsi solo di ciò che veramente si sa, a un volto della tv come Milena Gabanelli. La sua trasmissione su Raitre spesso confonde la tutela del consumatore con l’eccesso permanente ma è comunque utile, nel panorama dell’asfittica ribalderia televisiva che va in onda abitualmente. Ma non mi risulta che l’ottima Milena pubblichi sul Journal of Physics né su Science…

Commenti [33]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *