17
Lug
2010

Colpa del mercato, anche quando non c’è

C’è qualcosa di grottesco nella serie di accuse che ha fatto seguito all’increscioso black-out dell’aria condizionata su molti treni ICE (gli equivalenti dei nostri Eurostar) facenti capo alla Deutsche Bahn. Stando alle informazioni della stampa tedesca, gli impianti di un quinto dei treni non sarebbero tarati per un calore esterno superiore ai 32 gradi. Superata quella soglia, il condizionamento andrebbe automaticamente in tilt, come abbiamo osservato nella settimana passata, quando decine di persone sono state ricoverate negli ospedali di diverse città della Germania, perché i locali di alcuni vagoni avevano raggiunto temperature che rasentavano i 50 gradi.

Dopo il caos di quest’inverno, per le strade si sente ormai dire con una certa nostalgia che la Deutsche Bahn di oggi non è più quella di una volta. Quella compagnia che partiva e arrivava puntuale con qualsiasi condizione meteorologica, garantendo sempre un servizio degno di questo nome, non c’è più. Può darsi che sia così. Certo è che le critiche piovute sul gruppo in queste ore lasciano a dir poco con la bocca spalancata. Mentre la dirigenza tentava di schermirsi prendendosela con il global warming (il che, ça va sans dire, pare essere un ottimo artificio retorico di qualunque natura sia il problema), le associazioni dei consumatori, appoggiate dalla sinistra tedesca, sono riuscite a tirare in ballo la quotazione in borsa, accusando DB di non investire a sufficienza nella sicurezza e nella prevenzione per rendersi più appetibile di fronte ai privati in vista del “lancio” sul mercato (?!). Al di là della manifesta illogicità dell’assunto (il privato che mai dovesse investire in DB vuole un’impresa sana e che causi pochi incidenti…), la cosiddetta “privatizzazione” non è all’ordine del giorno da ormai quasi due anni, né verrà portata a termine in questa legislatura.

Com’è noto, però, la colpa è sempre del temutissimo neoliberismo, soprattutto quando non è dato sapere dove sia… Ciò, se si considera che DB è l’ultimo grande monopolista di Stato dopo la cessione degli altri colossi (Deutsche Telekom e Lufthansa), che gestisce contestualmente infrastrutture, rete e trasporto; ha un controllo del mercato interno pari al 90%, e si fa forte di varie norme anticoncorrenziali per preservare il proprio fatturato, tra le più macroscopiche e bizzarre quella risalente al Terzo Reich, che vieta alle compagnie di bus di offrire viaggi sulle tratte già coperte dai treni, a meno che non abbiano come destinazione Berlino (!!). Tutto ciò messo assieme permette alla Deutsche Bahn AG di fare shopping in giro per l’Europa. Ai consumatori, che giustamente si lamentano, non è data alternativa.

Il liberismo selvaggio, ancora una volta, ha mietuto un’altra illustre vittima: il buon senso.

Update 24/07/2010: Ederer sulla Fuldaer Zeitung scrive circa le stesse cose.

You may also like

Incostituzionale l’obbligo di rientro in sede per gli NCC: una “vittoria” che lascia l’amaro in bocca
Tornelli o non tornelli? (stazioni che diventano prigioni)
Amazon: la concorrenza tra gli operatori postali non è un pacco
Bohemian Rhapsody dimostra che gli artisti devono tenere conto del loro pubblico

Leave a Reply